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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Dev’essere destino che tra Openjobmetis e Germani le partite si risolvano sempre in volata. Il match di Supercoppa, ultimo della manifestazione per entrambe le squadre, non fa eccezione ma a differenza dell’andata tocca a Varese festeggiare nella serata dell’esordio di coach Massimo Bulleri.
    I biancorossi vincono 102-100 al termine di una gara ricchissima di canestri e di percentuali alte, “condita” dalle prodezze del solito noto Luis Scola – 27 punti e 7 rimbalzi – ma anche da buone indicazioni dal resto della squadra.
    Bulleri, però, prima di tutto: il nuovo tecnico ha già messo mano alla squadra, al di là delle dichiarazioni, dando un approccio diverso in attacco, con tanto pick’n’roll ad avviare le azioni e maggiori libertà individuali. In difesa è per ora difficile giudicare: Ferrero e compagni hanno provato in alcune situazioni a stringere le maglie e alzare l’intensità (vedi per esempio nel break del terzo periodo), ma la precisione degli ospiti ha punito spesso la coperta corta della retroguardia biancorossa.
    Poco male, anche se per festeggiare i circa 400 tifosi hanno dovuto aspettare la sirena: Douglas, buon protagonista, si è visto sputare dal ferro la tripla della sicurezza (in precedenza aveva scaricato palla a Ferrero, autore di un canestrone decisivo dall’arco) e così Brescia ha avuto come all’andata la palla per la vittoria. Crawford però si è “incartato”, provando una conclusione da due punti ostacolato da De Vico: palla corta e festa biancorossa.
    Un successo che, per lo meno, evita alla OJM l’ultimo posto nella classifica del girone (appannaggio di Cantù) e regala il secondo referto rosa in precampionato oltre che una buona dose di fiducia. Attenzione, perché tra due settimane si replica sempre a Masnago e sempre con la Leonessa: sarà però campionato e i due punti in palio varranno doppio. Varese, comunque, ha dimostrato di reggere l’impatto con una squadra dall’organico superiore (nonostante le assenze tra gli ospiti) e di poter dire la propria anche in un duello ai 100 punti. Piace il fatto che la OJM non ha solo tirato bene da 3 come percentuali ma ha anche saputo costruire bene le proprie conclusioni dall’arco. Certo, manca ancora qualcosa per quanto riguarda il gioco interno (Scola escluso, ovviamente), ma c’è tempo per diversificare anche su questo aspetto. Tanti invece gli esperimenti a livello di quintetti: l’assenza di Andersson ha dato l’occasione di provare vari assetti non solo nel reparto ali. Prima di tuffarsi nella Serie A, la squadra di Bulleri avrà ancora un’amichevole a disposizione, contro Cremona (sabato 19 alle ore 18 a Masnago): da qui al 27 settembre sarà però fondamentale il lavoro in palestra.
    PALLA A DUE
    Prima assenza in sei partite per un giocatore biancorosso: Denzel Andersson, come spiegato in sede di presentazione, resta in borghese a causa di un piccolo problema al ginocchio. Nulla di preoccupante ma si è preferito procedere con le cure. In quintetto quindi ci va Ferrero a fare da “4” accanto a Scola che dall’altra parte non trova un pivot di ruolo ma gli atipici Burns e Sacchetti. Sempre assenti Cline e Ristic tra gli ospiti. Poco più di 400 gli spettatori presenti, tra i quali Javier Zanetti, amico personale di Scola e seduto sui divanetti accanto al presidente Vittorelli.
    LA PARTITA
    Q1 – Quarto interminabile: oltre mezz’ora di gioco, 20 falli complessivi fischiati e punteggio molto alto sebbene alterato dal numero di tiri liberi concessi alle due squadre. A brillare, in avvio, sono Crawford e Ferrero mentre Scola è in versione “diesel”, ma appunto si scalderà con il passare del tempo. Tante le variazioni del quintetto per Bulleri che non ha paura a sperimentare variazioni sul tema. La Openjobmetis prova a strappare in qualche occasione e alla fine è avanti di 4, 33-29.
    Q2 – Varese fatica un po’ nella ripartenza ma inizia a trovare pronto Scola in fase offensiva. Brescia mette in mostra il gioiellino Bortolani (ben noto qui, visto che ha giocato a Legnano), mano fatata che contribuisce al sorpasso. Si resta ugualmente appaiati con l’ottimo Chery che spariglia il punteggio prima del riposo (50-53).
    Q3 – Dopo la pausa, Scola si presenta nella sua versione olimpionica: il pivot argentino domina in attacco segnando 15 punti, attirando su di sé la difesa e liberando spazi per i compagni. Ne approfitta Strautins mentre la difesa si stringe e Varese scappa a +10. Dura poco: time out Esposito, Kalinoski e Burns sparano da fuori e alla fin della fiera è sorpasso esterno con Bortolani e Sacchetti (82-83).
    IL FINALE
    Di certo però, Varese non si arrende: Morse svetta in area e propizia il sorpasso, e da lì in poi Brescia pur restando a contatto non sorpasserà più. Si accende Douglas che infila due triple pesantissime, però Bortolani fa il veterano e replica. Bene, ancora, Chery che da fuori è una sentenza mentre Scola si fa perdonare due liberi sbagliati con il rimbalzo e il canestro del +4. Ancora Douglas dall’arco per arrivare a quota 18, poi l’americano forza e sbaglia ma capisce l’antifona: scarico a Ferrero – libero – e il capitano segna il 102-97. Basterebbe un errore di Brescia e invece Crawford centra la bomba a differenza di Douglas che vede il suo tiro girare sul cerchio e uscire in modo beffardo. Brescia la vuole vincere, sceglie Crawford ma l’azione nasce sbilenca e nemmeno la classe dell’ex Cremona riesce a svoltarla: tiro forzato e contestato, sirena finale sul 102-100.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con Massimo Bulleri che da oggi ricoprirà il ruolo di allenatore della squadra biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva con opzione per la successiva. Per Bulleri si tratta di un gradito ritorno; a Varese, infatti, ha chiuso la sua straordinaria carriera da giocatore ed ha mosso i primi passi da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente per due stagioni.
    Coach Massimo Bulleri sarà presentato alla stampa nel pomeriggio di domani, mercoledì 9 settembre, alle ore 16:00.
    Massimo Bulleri è uno dei personaggi più conosciuti e stimati della pallacanestro italiana. La sua carriera da giocatore è costellata di successi; con la maglia di Treviso, infatti, tra il 1999 ed il 2005 ha vinto 2 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Saporta e 2 titoli MVP di Serie A. Con la canotta della Nazionale ha segnato 1063 punti in 127 partite vincendo l’argento all’Olimpiade di Atene nel 2004, un bronzo agli Europei di Svezia nel 2003 e un bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 2001. Chiude la sua carriera nel 2017 a Varese, città nella quale inizia il suo percorso da allenatore ricoprendo il ruolo di assistente di Attilio Caja. Dopo due stagioni ai piedi del Sacro Monte, si trasferisce a Ravenna, ambiziosa squadra di A2, dove affianca Massimo Cancellieri alla guida tecnica del club.

  • simon89
    Da una parte, quella visibile, quella che in fondo dovrebbe contare di più, un allenatore che in cinque anni ha fatto le fortune, sul campo, del club che ha allenato: salvezze conquistate di slancio, una stagione con una rimonta formidabile (il campionato 2017/2018), una bella cavalcata in Europa e uno stile di gioco riconoscibile, proficuo e disciplinato. Un allenatore ben voluto dai tifosi (almeno da quelli che guardano solo ai risultati) e - fino all’inizio di quest’anno agonistico - anche da chi in società ha sempre avuto in mano le redini delle decisioni tecniche.
    Dall’altra un rapporto consumato. E non da oggi. Tra il coach (e la persona) Attilio Caja e chi nel tempo ha lavorato a stretto contatto con lui. I modi bruschi e spicci usati talvolta con giocatori e altri membri dello staff, alcuni contrasti, saltuari eccessi, la filosofia con cui intendere i rapporti lavorativi e quelli umani, a volte diametralmente opposta a quella di chi gli stava intorno: tutte divergenze che negli anni sono rimaste sotto traccia, nascoste dal senso di opportunità e da ciò che accedeva sul parquet, ma che in profondità hanno scavato un solco. E, forse, predisposto una miccia che aspettava solo una scintilla per poter esplodere.
    La scintilla si è materializzata quest’estate e prende il nome di Luis Scola. Senza l’ingombrante - a conti fatti - presenza dell’argentino, Caja oggi sarebbe ancora l’allenatore della Openjobmetis Varese. Forse solo fino a fine stagione e non fino alla naturale scadenza del contratto (il 2022), ma di sicuro quanto arrivato a far tremare la terra cestistica varesina oggi pomeriggio apparterrebbe ancora al mondo della fantasia. 
    L’avvento di Scola, inaspettato, per alcuni aspetti fortunoso, di certo frutto anche di una conduzione propizia delle trattative da parte del sodalizio cestistico cittadino (con Caja coinvolto e convinto) non poteva non scompaginare le carte nel piccolo mondo antico varesino. Dopo anni di squadre operaie, ricche di scommesse emergenti unite a usati sicuri, squadre che vedevano in prima pagina solo l’allenatore e il lavoro con cui le plasmava, ecco un campione. Vero. E come tale condizionante. Uno dei giocatori più famosi dell’universo, uno che ha fatto la storia della pallacanestro. Varese e il suo ambiente si esaltano, sognano, sperano di poter lucrare dal clamoroso “sì” dell’argentino sia in risultati che in visibilità, ma si trovano ad affrontare due inevitabili questioni: l’integrazione di Scola sul parquet, in un gruppo formato per il resto da esordienti e giovani (Douglas a parte) e l’integrazione dello stesso argentino in quella “zona” che sta a metà tra il campo e l’esterno del campo, fatta di rapporti, abitudini, regole, consegne, opportunità e disciplina…
    Sulla prima questione non occorre soffermarsi troppo, almeno per chi ha gli occhi per vedere: le prime tre partite disputate quest’anno hanno dimostrato che la missione era già pressoché compiuta. Per merito della classe del giocatore, ovviamente, ma anche per merito della capacità di Caja di introdurre nelle specificità del suo riconosciuto gioco i necessari adattamenti a far brillare la stella. E il tempo avrebbe solo aiutato la crescita tecnica generale. 
    Quasi superfluo scrivere questo paragrafo: un allenatore come l’Artiglio non può essere messo in discussione per ciò che riguarda il parquet, l’ha dimostrato con i fatti qui sotto al Sacro Monte. Sempre. E in un mondo ideale, che non esiste, conterebbe solo questo.
    Sulla seconda, invece, i problemi sono emersi eccome. E, trovando terreno fertile nel pregresso spiegato qualche riga sopra, hanno condotto - come in un piano inclinato - ai fatti di oggi. Luis Scola va gestito: vista l’età, ha dell’esigenze riguardo ai ritmi e alla frequenza degli allenamenti che non possono non essere considerate. Lo sa anche Caja, che infatti si dichiara disponibile e prova a fare concreti passi verso l’argentino e i suoi bisogni. Sembra andare tutto bene, ma c’è dell’altro. Ci sono i metodi umani e di lavoro che vengono considerati troppo duri. Ci sono supposti (scriviamo così perché agli allenamenti, quest’anno, vista anche l’emergenza Covid, la stampa non è mai stata ammessa) atteggiamenti  troppo aspri del coach pavese, non tanto verso l’argentino, ma verso i suoi compagni e l'intero contorno, atteggiamenti che allo stesso Scola non piacciono (e non solo a lui...) e ai quali non è abituato. Ci sono dei contrasti su alcune scelte, anche dei litigi.
    Tutto potrebbe rimanere nascosto (più o meno: a Varese gli informati di basket hanno sempre la gola florida…), come più o meno nascosto era rimasto negli scorsi anni. Invece inizia a emergere. Si fanno riunioni, diverse, che vedono partecipi lo stesso Scola, lo stesso Caja e poi il gm Andrea Conti e in alcune anche il responsabile nel consiglio d’amministrazione dell’area tecnica Toto Bulgheroni (leggi qui). Ufficialmente si cerca di comporre la situazione in subbuglio, ma in realtà pare che emerga anche una sorta di ultimatum che preluderebbe a una scelta: così non si può più andare avanti…
    Si arriva a venerdì sera, al post partita contro Cantù. Scola si sarebbe ancora una volta lamentato degli allenamenti troppo duri (e sarebbe stata la terza lamentela “ufficiale” in poco tempo) e anche di alcune imposizioni prescritte da Caja verso altri compagni per i giorni successivi, giudicate dall’ex NBA troppo severe. Le lamentele giungono a Conti, c’è un’altra riunione, i toni solo alti, ma sembra che tutto - come nel passato - possa restare sotto traccia.
    Invece no. Dell’ennesimo alterco viene informato Toto Bulgheroni che, come dichiarato in questa breve intervista, prende la decisione di esonerare Caja , d’accordo con la proprietà. Il coach non viene avvisato se non a cose fatte. Quasi casualmente, nel secondo pomeriggio.
    Questi i fatti. Varese si è stancata di ciò che di Attilio Caja non si può controllare: il carattere e quello che ne è derivato. E tra lui e la “filosofia” Scola, onde anche evitare ulteriori problemi nel corso della stagione, ha scelto la seconda. Dando il benservito al coach, tenendo sempre presente tutto il pregresso. Ha deciso di dire basta ora, pensando potesse essere meglio farlo adesso piuttosto che a campionato iniziato. Su questo, difficile darle torto.
    Ora però si apre una parentesi non priva di nodi da sciogliere. Chi sarà il sostituto del coach (nel frattempo la squadra andrà in mano a Vincenzo Cavazzana)? Banchi, Pianigiani, Buscaglia sono i nomi degli allenatori “liberi” più famosi, ma solo il terzo è forse un’opzione che la società può economicamente considerare: l’ex coach di Trento e Reggio Emilia, esonerato dalla società emiliana in primavera, è ancora a libro paga del sodalizio reggiano e potrebbe accontentarsi di un accordo non poi così gravoso per le casse biancorosse. L’aspetto economico è tutt’altro che secondario in questo momento: Attilio Caja aveva ancora due anni di contratto con Varese (la stagione 2020/2021 e quella successiva) e richiederà - come suo diritto - ogni emolumento a essi corrispondente. 
    Un commento a questo terremoto? È presto per scriverlo. Due cose appaiono però evidenti fin da subito. La prima. Ad Attilio Caja (qui il suo saluto) puoi chiedere (e da lui ottenere) tutto: risultati sul campo, abnegazione nel lavoro, passione, di firmare contratti con uno stipendio al minimo (lo fece all’inizio della sua avventura a Varese), di ridursi lo stipendio causa Covid (lo ha fatto, è stato tra i primi e se lo è ridotto anche più degli altri) etc etc… Ma non puoi chiedergli di cambiare il suo carattere. E quanto scritto non è un giudizio sulla decisione presa dalla società né sul carattere del nostro, ma una constatazione su cui non si può sorvolare. Lo si sa oggi, ma lo si sapeva anche ieri.
    La seconda. Finire così un’era ben identificabile della storia della Pallacanestro Varese, un’era fatta di dignità, di ordine, di disciplina, di risultati, di piccole gioie - quelle concesse da questa epoca di vacche magre e di rapporti di forza irrimediabilmente cambiati - tutte ottenute, un’era tecnica durata come poche altre in questi settantacinque anni, è un po' una sconfitta per tutti. E non rende onore né ad Artiglio e a quello che ha fatto per Varese, né a una società che lo ha sempre difeso contro tutto e tutti, permettendogli di lavorare come sapeva lavorare. Fino a oggi.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Fulmine a ciel sereno in casa Pallacanestro Varese: la società biancorossa ha esonerato quest’oggi il capo allenatore Attilio Caja, a poche ore dalla prima vittoria stagionale in Supercoppa contro Cantù. Il club ha comunicato la decisione al tecnico nel pomeriggio di oggi, in seguito – a quanto pare – a ore burrascose seguite al match di venerdì sera. La decisione, a quanto trapela, è stata presa di concerto dai vertici della società, anche se tanta voce in capitolo l’ha avuta Toto Bulgheroni, il consigliere delegato all’area tecnica che era stato anche il principale fautore del rinnovo di contratto di Caja, il cui accordo con Varese arriva sino al giugno 2022.
    Una scadenza lontana e che non verrà rispettata, perché la decisione è irrevocabile, e questa sarà una grana da risolvere perché bisognerà lavorare su una risoluzione non certo semplice, anche a livello economico, per una società tutt’altro che ricca. Un divorzio che non ha motivazioni tecniche: secondo quanto si apprende da fonti vicine alla società, i vertici biancorossi hanno considerato incrinato – potremmo dire deteriorato – il rapporto tra Caja e il resto dell’ambiente.
    Sotto accusa ci sarebbero comportamenti giudicati irrispettosi nei confronti di giocatori e componenti degli staff: cose che possono capitare quando sono confinate in alcuni momenti, ma che alla lunga diventano difficili da accettare. Tanto più che anche in questo scampolo di stagione non sono mancati i confronti e gli avvertimenti a non eccedere con determinati modi di fare.
    Ora, oltre al problema della risoluzione del contratto, si apre la ricerca di un sostituto: a Desio lunedì sera, per il ritorno di Supercoppa contro Cantù, sarà il vice Vincenzo Cavazzana a guidare la Openjobmetis dalla panchina ma pare evidente che non sarà lui a proseguire il lavoro da head coach. Una strada potrebbe portare a Maurizio Buscaglia, ex tecnico di Trento che venerdì sera era a Masnago e che ha avuto proprio Cavazzana come “secondo” per diversi anni. Vedremo se l’allenatore barese può essere un’ipotesi reale o solo una suggestione.
    E al di là di chi dovesse arrivare, la Openjobmetis si trova ora “nel guado” a livello tecnico: Caja ha impostato il gioco della squadra sulla falsariga degli ultimi anni (pur con qualche aggiustamento per favorire le soluzioni interne di Scola) e ha partecipato attivamente alle scelte sul mercato insieme al gm Andrea Conti e allo stesso Bulgheroni. Ora, a stagione lanciata (anche se manca ancora qualche settimana al campionato) c’è la possibilità di riconsiderare i piani tecnici ma – ovviamente – non di intervenire sulla rosa dei giocatori.
    Damiano Franzetti

  • simon89

    Varese esonera Caja

    By simon89, in News,

    La Pallacanestro Varese saluta a sorpresa Attilio Caja. La società biancorossa interromperà nelle prossime ore il rapporto con il tecnico pavese, giunto a dicembre 2016 per sostituire Paolo Moretti.
    Decisione inattesa dopo la vittoria di ieri sera in Supercoppa contro Cantù, non legata ad aspetti tecnici ma ad un rapporto che la dirigenza del club non considerava più adeguato al miglior rendimento del gruppo.
    La scelta, intrapresa da Toto Bulgheroni, consigliere delegato all’area tecnica del club prealpino, e stata condivisa da tutte le altre figure chiave tra consorzio e sponsor.
    La squadra verrà temporaneamente affidata all’assistant coach Vincenzo Cavazzana, che guiderà l’Openjobmetis nel match di lunedì a Desio sul campo di Cantù. Nei prossimi giorni Varese sceglierà il sostituto di Caja, con il quale dovrà cercare un accordo per la transazione dei due anni residui di contratto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis cede il passo di fronte alla corazzata Milano nell’antipasto stagionale della Supercoppa. Il pallone che torna a rimbalzare all’Enerxenia Arena a 223 giorni di distanza dall’ultimo impegno ufficiale contro Trieste fotografa la netta supremazia di un’Ax Exchange implacabile nel macinare gioco (7 in doppia cifra e sontuoso 60% da 3). Nel deserto obbligato di Masnago (esattamente 63 persone, comprese tutte le categorie impegnate per lavoro, oltre a chi era in campo) il clima è più adatto ad un’amichevole che ad una partita ufficiale; la squadra di Messina sfoggia tutto il suo talento nonostante il turnover degli stranieri (in tribuna Rodriguez, Tarczewski e Micov). I 33 punti di scarto rappresentano comunque un passo avanti rispetto al meno 50 del match non ufficiale di due settimane fa; troppo forte l’Olimpia – che giovedì ne aveva rifilati 30 a Cantù – contro una OJM ancora in cerca di certezze al di là del fatturato offensivo di Luis Scola. L’argentino gioca ancora a strappi, ma è l’unico riferimento costante per Attilio Caja, con Douglas ancora da tirare a lucido e qualità intermittente sul perimetro (6/26 da 3). Martedì contro Brescia (squadra ambiziosa ma senza gli stranieri Ristic e Cline) sarà un test più probante rispetto all’inarrivabile Milano.
    Gara subito in ghiaccio per gli ospiti con i due dati salienti del primo quarto rappresentati dall’infallibilità perimetrale dell’Ax Exchange (7/11 da 3 alla prima pausa), subito sorretta dalla vena dall’arco di Punter e Delaney (6-17 al 4’), e le difficoltà nel produrre punti da distanza ravvicinata per una OJM che vira sul 16-32 del 10’ chiudendo con 9 errori da sotto su altrettanti tentativi. Poi la classe senza tempo di Luis Scola scioglie l’iniziale durezza delle gambe dopo un mese di preparazione: 11 punti in 5’ della superstar argentina permettono a Varese di non sprofondare a dispetto del costante mitragliamento balistico dell’Olimpia (32-47 al 15’ con 10/15 dal perimetro). I primi 20’ di Milano mostrano una qualità di gioco davvero stellare con una panchina interminabile e una profondità di rotazione stile falange macedone; il secondo quarto da 25 punti con 8/10 da 2 della truppa di Caja però è promettente per piglio e impatto interno, con Morse che non fa rimpiangere Scola per il 41-59 di metà gara. Poi però l’Ax Exchange sfodera il talento dei suoi pezzi pregiati, e piazza un mortifero 4-19 in avvio della terza frazione nella quale fa sul serio in difesa contro una OJM troppo povera di idee sul perimetro in attesa del miglior Douglas. Milano dilaga sul 45-78 del 25’, poi i padroni di casa ritrovano brio e vigore ma contro l’attacco atomico della squadra di Messina c’è ben poco da fare.
    IL TABELLINO
    Openjobmetis Varese-Ax Exchange Milano 77-110 (16-32; 41-59; 60-92)
    VARESE: Morse 11 (2-4), Scola 21 (8-13, 1-3), Devico 4 (2-2, 0-2), De Nicolao, Jakovics 10 (2-2, 1-4), Ruzzier 5 (1-3, 0-1), Andersson 2 (1-1), Strautins 9 (2-5, 1-5), Ferrero 6 (0-5, 2-4), Douglas 9 (2-3, 1-4), Van Velsen ne, Librizzi ne. All. Attilio Caja.
    MILANO: Punter 19 (2-4, 4-7), Leday 10 (2-5), Moretti 6 (2-2 da 3), Moraschini 17 (2-3 da 3), Roll 12 (4-5 da 3), Biligha, Cinciarini 2 (0-1), Delaney 13 (2-3, 2-4), Shields 10 (4-9), Brooks 3 (0-1, 1-2), Hines 6 (3-6), Datome 12 (2-2, 2-2). All. Ettore Messina.
    Arbitri: Vicino, Bongiorni, Galasso.
    Note – Tiri liberi: Varese 19/24, Milano 29/30. Rimbalzi: Varese 33 (Morse 6), Milano 33 (Leday 7). Totali al tiro: Varese 20/36 da 2, 6/23 da 3; Milano 15/30 da 2, 17/28 da 3. Assist: Varese 16 (Ruzzier, Andersson 3); Milano 22 (Hines, Delaney 4). Valutazione: Varese 72, Milano 143. Partita disputata a porte chiuse (ammesse all’impianto 125 persone compresi giocatori, allenatori ed arbitri).

    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Tocca ad Attilio Caja salire in cattedra per “montare” il sistema dell’Openjobmetis versione 2020/21. Stamattina all’Enerxenia Arena primo allenamento col pallone per la formazione biancorossa, che dopo i primi quattro giorni di lavoro riservati al preparatore Silvio Barnaba e le 36 ore di riposo tra il pomeriggio di sabato e l’intera giornata di ieri avranno il primo approccio con il coach pavese nella versione “insegnante” per la costruzione del modulo di gioco della Varese che verrà. Per il momento si alternerà ancora basket ed atletica vista la necessità di portare a regime il motore degli atleti fermi dallo scorso marzo, ma a 4 settimane dalla prima uscita ufficiale del 29 agosto in Supercoppa e 12 giorni dal “galoppo” in programma al Forum di Assago contro Milano (amichevole a porte rigorosamente chiuse in calendario il 14 agosto) è il momento giusto per il primo approccio col pallone. Da oggi si aggregheranno anche i giovani del vivaio Academy che faranno parte del gruppo di lavoro in allenamento, domani si attendono invece certezze maggiori dall’assemblea di Lega Basket nella quale si valuteranno tempistiche dell’inizio del campionato e protocolli (esclusi i tamponi ogni 4 giorni come nel calcio di serie A, obbligatori test sierologici 4 giorni prima di ogni partita amichevole o ufficiale).
    OJM 2020/21 VS OJM 2019/20
    Ecco un’analisi ponderata giocatore per giocatore delle differenze e dei valori rispetto alla Varese di 12 mesi fa: la somma complessiva vede una squadra più competitiva e profonda sul perimetro e nel reparto lunghi, a scapito - almeno sulla carta - del settore ali dove andranno vinte le scommesse Strautins, De Vico ed Andersson.
    PLAY TITOLARE
    Josh Mayo vs Michele Ruzzier
    Il Mayo capocannoniere a 20,6 punti delle prime 8 giornate ha fatto esultare, quello delle 12 successive ha (spesso) fatto disperare collezionando ferri da 3. Il triestino ha meno tiro ma più spinta, linearità ed energia difensiva, sulla carta vantaggio OJM 20/21 con la spinta extra delle motivazioni del giocatore del 1993 al primo anno da titolare.
    PLAY DI RISERVA
    Ingus Jakovics vs Giovanni De Nicolao
    Il lettone era arrivato come vice-Clark ma poi è diventato vice (e spesso meglio) di Mayo. DeNik Junior è una scommessa a lungo termine che potrà guadagnare minuti tramite difesa e personalità. Vantaggio OJM 19/20.
    GUARDIA TITOLARE
    Jason Clark vs Toney Douglas
    L’ex Francoforte ha convinto appieno solo per un mese, il suo sostituto nel 2019/20 poi confermato a luglio dopo il “pacco” di Rich è atteso con entusiasmo a Masnago per dimostrare quelle qualità mostrate per soli 3 allenamenti a marzo. Vantaggio OJM 20/21.
    GUARDIA DI RISERVA
    Matteo Tambone vs Ingus Jakovics
    Il “Tambo” aveva disputato la miglior annata in carriera nel 2019/20, ma nel complesso la doppia dimensione di Jakovics - restituito al suo ruolo naturale - dà vantaggio all’OJM 20/21.
    ALA PICCOLA TITOLARE
    L.J. Peak vs Arturs Strautins
    L’ex Pistoia era stato croce (in trasferta) e delizia (a volte in casa) chiedendo di andarsene a fine gennaio. Nel passaggio al 5+5 Varese ha optato per lanciare il lettone di formazione italiana: sulla carta vantaggio OJM 19/20, ma l’auspicio è che l’ex Trieste esploda...
    ALA PICCOLA DI RISERVA
    Nicola Natali vs Niccolò De Vico
    “NikNat” ha lasciato un gran ricordo per professionalità ed etica del lavoro, il potenziale del 26enne monzese però è più elevato e nel testa a testa con Strautins per il ruolo da titolare non è detto che l’ex Cremona parta battuto. Vantaggio OJM 20/21.
    ALA FORTE TITOLARE
    Siim Sander Vene vs Denzel Andersson
    Pedigree e completezza del bagaglio tecnico sono chiaramente in favore dell’estone; lo svedese è una scommessa low cost che nelle economie di scala ha permesso di arrivare a Douglas e Scola, rispetto a Vene però ha più energia. Vantaggio OJM 19/20.
    ALA FORTE DI RISERVA
    Giancarlo Ferrero vs Giancarlo Ferrero
    L’unica conferma nello stesso spot di 12 mesi fa: come il buon vino d’annata delle sue parti, l’ala piemontese aveva migliorato ulteriormente i suoi numeri al quarto anno di serie A. Quest’anno gli spetterà il “tutoraggio” di Andersson come garanzia dietro lo svedese. Match pari.
    PIVOT TITOLARE
    Jeremy Simmons vs Luis Scola
    Da un rimbalzista - stoppatore - bloccante ad un manuale di tecnica spalle e fronte a canestro: il cambio più antitetico è stato quello sotto i tabelloni, dove al di là degli aspetti tattici il carisma di “El General” dovrà garantire il valore aggiunto senza pagare dazio sul piano atletico contro avversari più freschi. Vantaggio OJM 20/21.
    PIVOT DI RISERVA
    Luca Gandini vs Anthony Morse
    Il 26enne centro ex Mantova e Imola è il vero sostituto di Simmons, rispetto al quale ha caratteristiche similari: l’atleta in attesa di naturalizzazione italiana si gioca una bella chance a Varese, provando a dare energia ed atletismo quando Scola avrà bisogno di rifiatare. Vantaggio OJM 20/21.

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese è lieta di riabbracciare Ingus Jakovičs, che ha firmato un contratto fino al termine della stagione 2020-2021 con opzione per quella successiva. Play/guardia classe 1993 di grande dinamismo, Jakovičs torna in biancorosso dopo l’ottima esperienza dello scorso anno nel corso della quale ha mostrato tutte le sue ottime qualità sia da un punto di vista difensivo che offensivo.
    Andrea Conti, General Manager Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Siamo contenti di aver firmato Ingus perché è un ragazzo che ha sempre tenuto molto a tornare a Varese. Ci ha dato moltissimo lo scorso anno da piacevole sorpresa e siamo consapevoli che possa diventare una bella conferma per il roster dell’anno prossimo. Continuiamo con la linea di avere in squadra giocatori molto motivati».
    Jakovičs nasce a Madona, in Lettonia, e comincia la sua carriera giovanissimo quando, ancora sedicenne, inizia a farsi le ossa nella seconda lega lettone vestendo le maglie di Gulbenes buki e BAA Riga. Le prestazioni sono fin da subito convincenti, tanto che, nella stagione 2011-2012, firma un biennale per il Liepajas Lauvas, squadra del massimo campionato lettone con la quale arriva a totalizzare quasi 11 punti di media a partita. Da qui il trasferimento al VEF Riga e quindi, nel 2016-2017, dopo una breve esperienza con il Nižnij Novgorod (dove ha giocato anche con Siim-Sander Vene), al Ventspils, dove vi rimane fino al termine della stagione 2018-2019 e dove riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista sia in campionato (quasi 10 punti e 3 assist a partita) che in Basketball Champions League, dove realizza 11.5 punti di media grazie a prestazioni davvero importanti. Lo scorso anno veste la maglia della Openjobmetis risultando una delle migliori sorprese dell’annata biancorossa (9.8 punti e 1.8 assist di media a partita).
    Jakovičs ha vestito anche la maglia del proprio paese vincendo un argento ai campionati europei Under 20 nel 2013 e partecipando, con la Nazionale maggiore, alle recenti qualificazioni ai Mondiali (8 punti e 3 assist ad allacciata di scarpe).

  • simon89
    La Varese grandi firme riporta l’entusiasmo attorno al progetto biancorosso. Vincente la scelta di puntare su una campagna acquisti con almeno due frontman ben identificati - Luis Scola e Toney Douglas, sostituto in extremis del “paccaro” Jason Rich - in grado di rappresentare dei punti di riferimento ben identificati per i tifosi. I kit per le prelazioni sugli abbonamenti “bruciati” in una settimana - esauriti sabato i mille posti messi in vendita - sono un segnale concreto del gradimento dell’ambiente per il mercato dell’Openjobmetis.
    Anche la tegola Rich superata in tempi rapidissimi dall’area tecnica Bulgheroni-Conti-Caja cavalcando l’alternativa Douglas ha evitato di vivere con angoscia il voltafaccia del bomber ex Avellino. Ma in generale il popolo biancorosso ha gradito le strategie di mercato impostate due mesi fa da quel CdA allargato a sponsor, consorziati e Trust dal quale l’appello “Tutti per Uno” si è materializzato nei fatti. Le idee di base erano improntate verso una Varese più italiana - e il play titolare sarà l’azzurro Michele Ruzzier - ma allo stesso tempo più sfrontata nella costruzione del roster, rinunciando alla “omologazione” degli elementi del quintetto base nel nome della volontà di piazzare almeno due colpi ad effetto. Meno risorse uguale più idee: così è stato, pur con il jolly Scola pescato per una congiunzione astrale favorevole (ma comunque “coltivato” e calato sul piatto nel contesto ottimale a dispetto dei rilanci della Fortitudo Bologna e dei tentativi di Trieste e Reggio Emilia).
    La stella argentina sarà ovviamente l’uomo immagine della nuova OJM, e il suo approdo in biancorosso ha già creato - e creerà ancora - una serie di vantaggi extratecnici che offriranno possibilità importanti per un club sempre in caccia di risorse fresche.
    La differenza sostanziale però l’ha data il “mood” con cui Varese si è posta di fronte alla gestione dell’era post-Covid 19: il quadro della situazione economica che aveva portato Alberto Castelli a lanciare un appello a febbraio in cerca di nuove forze non si è magicamente risolto.
    Però l’intera famiglia biancorossa, responsabilizzata ognuno nel proprio ambito in quel CdA allargato di due mesi fa, ha saputo rimboccarsi le maniche e costruire una serie di situazioni ed iniziative improntate verso una svolta sotto molti aspetti. Tra il richiamo mediatico dell’operazione Scola e la curiosità di rivedere a Masnago un altro giocatore dai lunghi trascorsi Nba come Toney Douglas (394 gettoni tra i professionisti: un idolo recente come Eric Maynor ne aveva totalizzati 267...), ne è scaturita una squadra che i tifosi giudicano intrigante in attesa di scoprire le tante scommesse (dai titolari Ruzzier, Andersson e De Vico-Strautins agli emergenti Morse e De Nicolao pescati in A2).
    Oggi invece sarà la giornata decisiva per Matteo Tambone, che aspetta la risposta definitiva da Pesaro relativamente alla possibilità di accasarsi alla Vuelle: se l’esterno romano sposerà la causa della Carpegna Prosciutti, l’Ojm chiuderà per il ritorno di Ingus Jakovics. Che con Ferrero sarebbe l’unico a dare continuità rispetto al 2019/20: stagione nella quale Varese era solida ma troppo spesso “piatta”.
    Nel 2020/21 l’Enerxenia Arena vuol provare emozioni, confidando che la squadra di Caja - CTS permettendo - gliene offra a piene mani...
    Giuseppe Sciascia

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