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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Il dado è tratto: Herman Mandole sarà il nuovo allenatore della Pallacanestro Varese. Il tecnico argentino che compirà 40 anni il prossimo 17 giugno ha sciolto la riserva: sarà l’ex coach della Nazionale Under 17 dell’Argentina, attuale vice di Pablo Prigioni sulla panchina “albiceleste”, il sostituto di Tom Bialaszewski alla guida tecnica dei biancorossi.
    Dopo due americani, ora tocca ad un argentino, ma l’estrazione della guida tecnica è sempre sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico. Era una notizia sostanzialmente annunciata, sin da quando Luis Scola lo aveva individuato come soluzione interna dopo due stagioni da assistente allenatore, responsabile del player development e supervisore del progetto giovanile Varese Basketball.
    La gestione degli allenamenti individuali sotto forma di “compiti delle vacanze” che Mandole ha ripreso lunedì con gli italiani sotto contratto era un altro chiaro segnale che il rapporto tra il club biancorosso e il coach argentino era destinato a proseguire. Ora c’è anche il sì definitivo del tecnico che dal 2016 al 2021 ha lavorato per la Federazione del Giappone, prima del ritorno in patria nel settore tecnico della Confederacion Argentina Baloncesto (la Federbasket della nazione sudamericana) e dello sbarco a Varese di due anni fa.
    IL CORSO E L’UFFICIALITÀ
    Mandole ha accettato la proposta del club del presidente Bulgheroni, ma la sua nomina formale al ruolo di head coach dell’Openjobmetis è subordinata al superamento del corso allenatori nazionali che dovrà sostenere a Bormio nella prima metà di luglio. L’ufficialità dell’accordo, con relativa durata del rapporto - comunque oltre la stagione 2024/25, richiesta non negoziabile durante la trattative - arriverà soltanto dopo il conseguimento del patentino federale necessario per andare in panchina in serie A.
    Logico che Varese non possa anticipare il verdetto dell’esame FIP nominando un allenatore che non possiede ancora i requisiti previsti dal regolamento. Ma ciò non toglie che Mandole - esame permettendo - operi da head coach confrontandosi sulle strategie di mercato con Luis Scola e la coppia Sogolow-Horowitz. Entro fine settimana si dovrebbe definire anche la posizione di Marco Legovich, che dovrebbe restare come primo assistente con una estensione contrattuale fino al 2026.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Ultimo chilometro per consacrare ufficialmente la nomina di Herman Mandole alla guida della Pallacanestro Varese. Dopo l’investitura ricevuta da Luis Scola - prima a quattr’occhi, poi quella pubblica in occasione della conferenza di fine stagione di lunedì scorso - il tecnico argentino ha ricevuto la proposta contrattuale che ha formalizzato la volontà del club biancorosso di affidargli la guida tecnica. Per quanto? Il coach di classe 1984 avrebbe richiesto garanzie di continuità per la sua prima da capo allenatore senior (rispetto a Tom Bialaszewski, mai head coach prima di Varese se si eccettua un’esperienza alla squadra femminile del suo liceo, Mandole ha all’attivo la guida della Nazionale Under 17 dell’Argentina ai Mondiali 2022). L’orizzonte temporale dovrebbe andare oltre la stagione 2024/25, per dimostrare a Mandole che la sua non è una nomina “pro-tempore” ma una scommessa su un coach “rampante”che gode di grande credito da parte di Pablo Prigioni («Uno dei miei migliori amici nel mondo del basket» secondo Scola, che al coach biancorosso in pectore ha lasciato la guida dell’Argentina nella finestra FIBA di febbraio 2024).
    AL FIANCO DI MARCO
    Ottenuto il semaforo verde anche dalla famiglia per l’incarico di head coacha Varese, se il contratto messo nero su bianco dal club biancorosso sarà di gradimento di Mandole, sembra tutto apparecchiato per la fumata bianca che ne ratifichi la promozione. Mantenendo al suo fianco Marco Legovich come prezioso collaboratore e primo assistente: anche con il tecnico triestino si lavora sui dettagli di una estensione contrattuale che elimini le uscite dall’attuale accordo fino al 2025, e allunghi il rapporto fino al 2026. Biennale per il capo e stessa durata per il vice, più eventuali opzioni, dando fiducia ad uno staff tecnico che nelle valutazioni di Scola e dei suoi collaboratori ha operato bene? La rotta intrapresa va in questa direzione, nella logica della continuità su diversi fronti. Il primo è quello auspicato dal General nel consuntivo di fine 2023/24: Varese è “squadra di sviluppo” per i giocatori, ma può diventarlo anche per gli allenatori, guardando prima di tutto tra le risorse interne che conoscono già il sistema.
    CONTINUITÀ
    Se il capo se ne va, o non va, priorità al vice facendo “scalare” gli altri membri dello staff: ora tocca a Mandole con due anni di esperienza, con l’idea che un domani possa toccare a Legovich “cresciuto” in casa. Se poi la coppia argentino-triestina reggerà per due anni, sarà un altro segnale di continuità, in controtendenza rispetto a quanto accaduto nelle ultime tre stagioni, laddove sulla panchina OJM si sono succeduti 5 diversi allenatori (Vertemati, Roijakkers, Seravalli, Brase e Bialaszewski).
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Il problema di parlare di rado, è che poi quando si parla non si finisce più. L’incontro “informale” di Luis Scola con la stampa varesina è quasi a un’ora e mezzo di chiacchiere nella sala hospitality di Masnago ed è iniziato con una notizia – l’unica certa – che in molti si aspettavano. Tom Bialaszewski non è più l’allenatore della Pallacanestro Varese «ma sono felice – dice el General – che abbia iniziato con noi la sua carriera di capo coach visto il nostro buon rapporto che dura da anni».
    Bialaszewski (su di lui torneremo più avanti) lascerà forse il posto a Herman Mandole e anche su questo arriva la conferma di Scola, anche se la trattativa non è ancora chiusa e non coinvolge eventuali collaborazioni con la Federazione Argentina: «Abbiamo fatto la nostra proposta a Herman e lui è felice di essere la nostra prima scelta: al momento non abbiamo ancora raggiunto un accordo perché stiamo parlando su alcuni dettagli ma vorremmo andare in questa direzione. E lo stesso vale per Marco Legovich che vorremmo confermare». Su Mandole la concorrenza potrebbe arrivare dalla G-League che potrebbe aprire la strada verso la NBA al 40enne argentino: vedremo se Varese avrà la meglio.
    La situazione dello staff tecnico della Openjobmetis è stato però solo uno dei punti toccati da Scola nel corso del pomeriggio, anche se – lo diciamo subito – il CEO biancorosso ha evitato di parlare dei singoli giocatori per quanto riguarda le possibilità di conferma. Una parziale eccezione è stata fatta per Nico Mannion, il frontman della squadra, per il quale Scola ha confermato la volontà di trattenerlo a Varese parlando però dell’impatto più ampio che il Red Mamba ha avuto per tutto il lavoro della società e non solo per i risultati della prima squadra. Vediamo quindi – riassunto per punti – il pensiero del General al termine della stagione 2023-24.
    BIALASZEWSKI E I CAMBIAMENTI
    «Credo che la responsabilità iniziale dei risultati non sia stata sua e per questo motivo abbiamo apportato dei cambiamenti alla squadra senza toccare la sua posizione. Poi, dopo i cambi, la squadra è andata abbastanza bene con 9 vittorie e 9 sconfitte in un anno in cui ai playoff si è andati con meno del 50% di partite vinte. E ha smesso di avere quei crolli, con l’eccezione di Reggio, cui era stata soggetta in precedenza: anzi, qualche volta il divario netto è stato a nostro favore».
    IL BILANCIO STAGIONALE DEL CLUB
    «Se guardo di come è andata la stagione in generale sono molto contento. Il progetto va avanti con il settore giovanile il crescita continua, con la squadra femminile di cui siamo contenti e quella in carrozzina che ha ritrovato la Serie A. Abbiamo fatto cambiamenti positivi nella dirigenza sia per la parte basket sia per quella aziendale e siamo anche riusciti a crescere a livello di tifosi nonostante i risultati dell’anno scorso. Tutto questo è molto positivo. In parte diverso è il discorso legato alla prima squadra»
    IL BILANCIO DELLA PRIMA SQUADRA
    «La squadra nella seconda parte di stagione ha raggiunto un buon livello del gioco ma non siamo contenti del risultato finale in campionato. Di certo non celebriamo la salvezza: abbiamo obiettivi ben superiori e le 12 vittorie ottenute rispetto alle 17 dell’anno scorso sono poche, la nostra volontà è quella di migliorare sempre. Detto questo accettiamo il risultato ma, appunto, non lo festeggiamo. Un’altra cosa non positiva è che abbiamo dovuto fare cambiamenti lungo la stagione: gli innesti sono andati bene ma per filosofia vorremmo evitare di variare la squadra durante l’anno. Detto questo, penso che il 14° posto di questo campionato sia migliore di quello del 2022 quando restammo a lungo sotto la zona salvezza. Siamo arrivati al pari con l’11a, praticamente più vicini ai playoff che alle retrocesse».
    IL SISTEMA DI GIOCO
    «L’allenatore è libero di fare scelte al 100%: né io né altri siamo i coach, le scelte sono di chi sta in panchina. Varese ha un sistema di gioco che non è né mio né di Tom né di nessuno ma è un modello in evoluzione: ci sono per esempio tante cose ideate in attacco da Roijakkers o da Brase, ognuno ha portato qualcosa. Il nostro basket lo scorso anno andò molto bene, quest’anno meno ma ne abbiamo giocato uno differente: noi vogliamo mettere in campo la pallacanestro che pensiamo dia le maggiori possibilità di vincere le partite».
    MANNION
    «Nico ha cambiato la squadra in campo ma la cosa più importante è che un giocatore simile – per me il migliore del campionato in assoluto – abbia valutato la possibilità di venire qui e poi abbia scelto di giocare a Varese. Una cosa che fino a due-tre anni fa era impensabile: oggi invece per noi è più facile che in passato pensare a queste operazioni, abbiamo accesso a un altro livello di giocatori anche se non sarà sempre possibile prenderli. E poi è fondamentale che Nico sia contento di giocare qui: non significa che resti di sicuro ma questo ci aiuta molto in fase di mercato. Fino a due anni fa i giocatori venivano a Varese con contratto annuale, ora tutti accettano accordi più lunghi e anche se dovessimo perderli per le clausole di uscita, porterebbero soldi alla società da reinvestire sul mercato. Detto questo, noi vorremmo tenere Mannion: la scadenza per l’Eurolega è più vicina rispetto a quella per la NBA ma se non saranno rispettate rimarrà un giocatore della Pallacanestro Varese».
    SPONSOR OPENJOBMETIS
    «Rosario Rasizza è stato un grande main sponsor per 10 anni e per me è stato un supporto incredibile Sono felice di quello che ha fatto: ci auguriamo e speriamo che Openjobmetis possa continuare con noi; parleremo con Group Crit per capire se sarà un percorso percorribile e per quel che conta sono fiducioso. Il nostro obiettivo e la nostra energia sono orientati alla continuità anche in questo caso».
    IL RUOLO DI VARESE SPORT AND ENTERTAINMENT (VSE)
    «VSE è una entità appena nata e sta ancora cercando di definire i prossimi step. Chiaramente è rapportata alla Pallacanestro Varese ed è nata per sostenere il club ma sono due cose staccate: l’idea è che le due parti possano crescere e che si possano alimentare a vicenda ma parliamo di medio-lungo termine. I risultati si vedranno attraverso il tempo, non avranno un impatto forte sul budget della prossima stagione. Rispetto a un socio come il gruppo Pelligra è forse un partner più lento ma più solido e garantisce una crescita più organica».
    LE COPPE EUROPEE
    «La prospettiva di giocare le Coppe c’è sempre: vogliamo esserci, ci piacerebbe andare in Champions o Eurocup e infine in Eurolega ma il nostro livello attuale è la Fiba Europe Cup. Per adesso è presto per sapere se la giocheremo ma vogliamo disputarla per vincerla, cercando di convincere tifosi e sponsor di guardare a questa competizione con il nostro stesso interesse. Sappiamo che la Serie A è più importante ma anche Fiba Cup ha una sua collocazione interessante».
    IL SETTORE GIOVANILE
    È un argomento che mi appassiona molto, che magari la gente nota meno ma che è fondamentale perché un obiettivo a lungo termine, vedremo se percorribile, è quello di avere nelle cinque posizioni di italiani cinque ragazzi usciti dal vivaio. Per questo dobbiamo allargare sempre più la base dei praticanti legandoci anche alle società del territorio per arrivare a 1000 ragazzi sotto la nostra area. La foresteria (nel complesso dei Giardini Sospesi ndr) è un altro sviluppo e insieme al Campus che è una struttura di primo livello è fondamentale per noi. Anche l’accordo con la Robur mi rende felice: basti pensare che due miei figli giocano lì. In generale lavoriamo per diventare un vivaio top a livello europeo: non ci siamo ancora per tanti motivi, abbiamo da migliorare diversi aspetti però è il nostro obiettivo. Anche lo svincolo dei tesserati rappresenta un’opportunità: è un rischio per chi è scarso non per chi è bravo».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    È il tempo di Herman Mandole al timone di una Pallacanestro Varese pronta a consegnare le chiavi al tecnico argentino che compirà 40 anni il 17 giugno. Tavola apparecchiata per la soluzione interna che raccoglierà l'eredità di Tom Bialaszewski: la riserva da sciogliere da parte del coach nativo dell'area di La Matanza (zona della provincia di Buenos Aires) resta legata a motivi extrasportivi. 
    Decisioni personali, non legate al basket, di Mandole e della moglie Eluney, giocatrice in C femminile a Gavirate, assieme al bimbo di 4 anni che frequenta l'asilo in città. Il feeling con Varese è massimo, da parte di tutti e tre, ma la sfera lavorativa a volte non coincide con le scelte familiari. Però il fittissimo e costante dialogo con Luis Scola al Caffè Broletto aveva il sapore dell'investitura, così come i segnali dei colloqui condotti a tutto campo negli ultimi giorni fanno pensare che si vada verso il sì.
    D'altra parte il General ha già scelto: per l'a.d. biancorosso il ruolo è di Mandole, dopo due anni di apprendistato dei segreti del sistema all'interno dello staff biancorosso. Il coach argentino è giovane sul piano anagrafico, ma l'esperienza non gli manca: iniziò a lavorare a 15 anni come allenatore delle giovanili nel Crovara Basquet di Villa Madero, poi i primi approcci da professionista e le esperienze da assistente nella massima lega argentina. "Galeotto" il rapporto con Julio Lamas, coach che guidò anche il Real Madrid e la Nazionale dell'Argentina, il quale dopo averlo avuto come vice all'Obras Sanitarias lo portò con sé in Giappone nell'esperienza alla guida della Nazionale del Sol Levante in preparazione quinquennale per le Olimpiadi di Tokyo.
    E il rapporto con Scola? Dopo il Giappone la tappa in patria come coordinatore delle Nazionali giovanili "albicelesti", guidando l'Under17 ai Mondiali del 2022; e la conoscenza del General, che lo volle a Varese nello staff di Matt Brase come responsabile del player development e supervisore tecnico del progetto giovanile Varese Basketball.
    Sì, ma l'esperienza da capo allenatore è sufficiente o si rischia un replay del caso Bialaszewski, assistente di lunghissimo corso che ha pagato lo scotto del noviziato da head coach a Varese? Il carisma, il physique du role e la carica agonistica di Mandole sono ben diversi - a giudicare da chi lo ha visto all'opera in questi due anni - rispetto a quelli del predecessore statunitense. Poi la risposta la darà il campo, ma evidentemente Scola deve aver gradito il lavoro del connazionale: nella logica del General anche il ruolo di coach seguirà il processo di sviluppo già seguito per i giocatori.
    Dopo cinque allenatori in tre anni (Vertemati, Roijakkers, Seravalli, Brase, Bialaszewski), il principio che si vuole introdurre è quello di valorizzare le risorse interne: per questo il gradimento per Legovich e Roncari potrebbe valergli rinnovi e promozioni nelle gerarchie interne seguendo il percorso di Mandole. Che però, formalmente, non potrà essere nominato capo allenatore almeno fin quando non avrà superato i corsi FIP per il patentino da coach di serie A: questione di etichetta istituzionale. Prima l'abilitazione, poi la nomina.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese ha comunicato a Tom Bialaszewski la volontà di cambiare la guida tecnica per la stagione 2024/25. E’ stato direttamente Luis Scola a esprimere al tecnico che aveva ingaggiato nel luglio 2023, dopo l’addio di Matt Brase e il passo indietro in extremis con Chase Buford, la decisione del club biancorosso di non confermare il coach statunitense. La svolta in panchina era nell’aria da qualche settimana, ma ora è stata formalizzata anche al diretto interessato. A dispetto del contratto che lega Varese e Bialaszewski fino al 30 giugno 2025, la decisione dell’a.d. biancorosso è quella di separarsi con un anno di anticipo.
    FEELING ESAURITO
    Il feeling generato dalla comune esperienza all’Olimpia Milano nel 2019/20, con Scola giocatore e coach B vice di Ettore Messina, è durato poco alla prova dei risultati negativi di inizio stagione dell’OJM. Però Scola ha tutelato Bialaszewski dai fischi del pubblico, e lo ha aiutato rinforzando l’organico con gli arrivi di Mannion e Spencer. Tra mille difficoltà il tecnico americano – persona squisita ma con una personalità poco compatibile con le responsabilità da head coach, ruolo che ricopriva per la prima volta in 20 anni di carriera – ha condotto in porto la nave salvezza di Varese. Ma neppure 72 ore l’ultimo atto della stagione, la società gli ha dato via libera a cercarsi un’altra squadra – nel caso non dovesse trovarla, l’OJM dovrà onorare per intero il contratto - nel comunicargli che non fa più parte dei piani per il 2024/25; si spiega così la sua (indicativa) assenza al saluto ai tifosi di martedì 7 maggio al Caffè Broletto.
    IN ATTESA DI MANDOLE
    Bialaszewski resterà comunque in città fino al termine dell’attività scolastica dei figli, ma ora Varese guarda al futuro: Herman Mandole dovrebbe sciogliere entro 2 o 3 giorni la riserva alla proposta di guidare Varese (almeno) per la prossima stagione, se non ci saranno colpi di scena clamorosi l’OJM ha già scelto il sostituto di “coach B”.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    C’è qualcosa di ben più interessante del commentare la vittoria - bella, per amor del cielo, ma ininfluente - di Pistoia: è commentare un’intera stagione. È proprio quello che abbiamo fatto: ecco la scatola nera della stagione biancorossa. Che non è iniziata a ottobre 2023, bensì a maggio 2023: se avrete il tempo e la voglia di arrivare fino in fondo, capirete infatti che ogni fatto qui narrato si tocca con quello successivo e con quello precedente. E che il risultato sportivo alla fine ottenuto viene da lontano. Molto lontano. Buona lettura. 
    Maggio 2023
    La stagione 2022/2023 finisce a Bologna: Varese perde contro la Virtus, pur lottando. Sportivamente scrivendo, peraltro, tutto si è già compiuto prima: è salvezza, nonostante la batosta della penalizzazione. La vicenda che ha rovinato un’annata brillante e l’immagine della società ha invece effetti sul consiglio d’amministrazione. Luis Scola, che in pubblico - come del resto tutti gli altri - non entrerà mai nei dettagli del caso Tepic (non verrà spiegato cosa sia davvero successo nei mesi precedenti e quali siano state le responsabilità interne…), opta per una rivoluzione della governance: escono di scena Vittorelli, Valentino (che nel frattempo annuncia il progetto Roosters per finanziare le giovanili) e Boggio, dentro Paolo Perego (da mesi già attivo nel dare una mano) e Mario Vernazza, con Toto Bulgheroni che diventa presidente. Si fa passare il concetto che l’operazione sia propedeutica alla futura entrata nelle quote dei Pelligra: nessun australiano diventerà mai socio del club prealpino. Sulla penalizzazione si decide di non fare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni dopo l’appello: ci proverà il solo Vittorelli, per sé stesso… Il 9 maggio piazza Monte Grappa si riempie di tifosi per uno straordinario saluto alla migliore squadra degli ultimi 9 anni. Capitan Ferrero davanti ai microfoni giura amore eterno ai colori che ha difeso per otto anni, ma in cuor suo sa che la strada della riconferma è in salita: c’è quasi un’intera città (e quasi una società intera) che lo vorrebbe ancora per un ultimo giro di giostra, ma quel “quasi” farà la differenza… Parla anche il miglior gm della Serie A appena conclusa, Michael Arcieri: «Varese è la mia New York». No, non sta dicendo una bugia, come una cronaca troppo filo societaria farà credere successivamente: la trattativa per il rinnovo del suo 1+1 però è in stallo da mesi e i rapporti tra lui e Luis non sono più di totale reciproca fiducia. In piazza c’è anche coach Brase, come sempre sorridente: ha già deciso di lasciare la Città Giardino, ma la società e i tifosi non lo sanno… Via al mercato: a parole Varese vorrebbe confermare quasi tutti i protagonisti di un’annata fantastica, nei fatti i primi sondaggi con Owens, Johnson e Ross fanno capire che sarà quasi impossibile farlo per ragioni economiche. Si cerca a tutti i costi di tenere Brown, mentre Caruso si è già promesso a Milano e il desiderio di trattenere De Nicolao non c’è. Suonano sirene tentatrici per il vice di Brase, Paolo Galbiati, cui viene fatto in qualche modo capire che difficilmente un coach italiano potrà assurgere al ruolo di capo allenatore della Pallacanestro Varese finché Scola siederà al comando: certa stampa dà per sicuro il suo approdo a Brindisi, finirà a guidare Trento…
    Giugno 2023
    Woldetensae (clausola d’uscita scaduta), Librizzi e Virginio sono i primi nomi sicuri da cui ripartire per la nuova stagione. Dietro le quinte la coppia Arcieri-Jemoli si assicura i servigi di Vinnie Shahid, con il benestare di Scola: Varese crede non poco nella scommessa “islandese”. Il 12 giugno ecco però il primo terremoto: Arcieri va a Trieste. Tradimento, fuga improvvisa, richiamo dei soldi? Non è così: è da gennaio che l’ormai ex gm chiede di poter restare sotto al Sacro Monte… L’accordo economico a un certo punto sembra anche essere vicino, almeno a parole, quando le parti (soprattutto una…) fanno dei sostanziali passi per incontrarsi, ma l’affare Tepic rallenta il tutto e la firma sul nuovo contratto non arriva mai, in un’inspiegabile (se non dalla non completa convinzione di proseguire il rapporto) inerzia “argentina”. C’è tempo fino al 30 giugno, tanto, no? No, perché Trieste (con nuova proprietà americana), che ha già bussato alla porta del newyorkese per due volte, trovando chiuso, alla terza trova comprensibilmente aperto… Scola parla con i giornalisti dopo mesi: «Siamo felici se qualcuno, grazie a Varese, riesce a migliorare la propria carriera...», afferma riferendosi ai giocatori che hanno in pratica già detto addio e allo stesso Arcieri… El General dice anche tanto altro: definisce “chiuso” l’accordo con i Pelligra (e così lo pensano tutti, legali compresi…), conclude senza entrare nel merito il caso Tepic («penalizzazione esagerata, mettiamoci una pietra sopra…»), parla di futuro, di mercato («Lo seguirò io…»), di coppe e sembra aprire uno spiraglio per il Capitano («Per noi è importante»). Non è così: il 16 giugno Varese esce dal “+1” del contratto firmato due anni prima ed è una mossa in realtà è attesa: troppo alte le cifre del terzo anno, si attende una rinegoziazione, cui Ferrero non è assolutamente contrario… Anche qui il tempo passa in un’inerzia che fa presagire il peggio: pur lasciando aperta una porticina, Scola ha in silenzio già deciso che Ferrero - almeno come giocatore, perché come “dirigente” o nello staff tecnico il discorso sarebbe diverso - non serve più. Si vuole risparmiare e si vuole dare spazio ai giovani: i fatti dicono invece che nei mesi successivi si spenderanno un sacco di soldi, che nessuna giovane “promessa” verrà presa al posto del capitano e che Virginio, suo possibile naturale sostituto, giocherà solo le briciole delle gare di campionato, appena poco di più in coppa. In compenso Varese perderà una guida morale e ambientale fondamentale in una stagione che sarà difficilissima e perderà soprattutto l’occasione di ringraziare come si deve - ovvero con un applauso del suo pubblico - chi l’ha servita per otto anni. Sarebbe bastato essere chiari prima della fine del campionato e attenti agli aspetti umani che dovrebbero essere importanti anche nello sport... Invece aridità stile deserto del Sahara... Mercato: si inizia a scrivere di italiani (Camara, Bortolani, Biligha…) che mai arriveranno e si assiste all’incipit di una diaspora che sarà totale. La sicurezza, tuttavia, pare Brase: il 30 giugno scade l’escape NBA in suo favore, senza che venga in qualche modo esercitata…
    Luglio 2023
    Ross va in Summer League e ci prova con gli Utah Jazz e anche Scola va in America: tra le tante missioni dell’ad pure quella di valutare insieme a coach Brase il rinnovo di Markel Brown e il mercato USA… Intanto, il 4 luglio, una trattativa rapida e ben condotta porta a Varese il colpo Davide Moretti, rimasto fuori da qualsiasi indiscrezione precedente. E mentre la Openjobmetis scopre dal sorteggio che la strada dei preliminari di Champions la opporrà all’FMP di Belgrado, in silenzio viene firmato il sostituto di Arcieri: sono due, Zach Sogolow e Maksim Horowitz, in comune un passato nella NBA e la missione di rafforzare - entrando in coppia - anche la squadra degli uffici. I tifosi lanciano una petizione online per tenere Ferrero, ma non c’è e non ci sarà mai vox populi che possa anche minimamente tangere la volontà del General, su questo e su altri fatti: il triste addio al capitano, gran signore anche nell’ultimo atto, avviene ufficialmente il 13 luglio. Si apre la campagna abbonamenti e la fede dei supporter è al solito commovente: 1500 tessere sottoscritte in una settimana. Proseguono gli arrivi: è la volta di Ulaneo e poi di un’altra operazione ben fatta e lontano dai riflettori: Varese prende in prestito la promessa Leonardo Okeke, scommettendo sul suo recupero dopo un terribile infortunio. Il 18 luglio, in serata, altro terremoto. Breaking news da Las Vegas, anticipate da VareseNoi: Brase lascia la Pallacanestro Varese, farà il terzo assistente ai Philadelphia 76ers, sulla cui panchina si è già seduto durante la Summer League. I silenzi assordanti delle ultime settimane hanno finalmente un perché: l’uomo di Tucson, anche dopo la scadenza dell’escape, ha fatto carte false per restare in America, non curandosi più dei biancorossi. A Varese ci si indigna, giustamente, davanti alla poca serietà di un professionista che lascia in mezzo a una strada - a luglio - chi lo tiene legittimamente sotto contratto: c’è chi in società vorrebbe intentare una causa di lavoro, far valere una penale, ma Scola stoppa tutto. Qualche ora dopo esce un comunicato in cui il club e il suo ex allenatore si salutano con parole al miele, come se non fosse accaduto nulla, come se tutto fosse normale: è forse uno dei punti più bassi nella comunicazione della storia della Pallacanestro Varese (ma l’ufficio stampa ha semplicemente agito “sotto dettatura”). Con Brase se ne va anche Brown (a Girona), il quale da tempo sapeva delle intenzioni dell’ex coach ed è per questo che altrettanto tergiversava. Nuove destinazioni anche per Ross (Boducnost), Johnson (in Turchia) e Owens (Napoli). La Openjobmetis non sta a guardare: arriva McDermott e si dimostrerà un acquisto azzeccato. Ora però i biancorossi devono scegliere il loro nuovo allenatore: pare caldissima la pista che porta a Chase Buford, campione con Sidney in Australia, ma davanti al suo no in extremis Varese ripiega su una scelta di riserva, visto che tempo non ce n’è più: è Tom Bialaszewski, mai un giorno da capo allenatore in vita sua, assistente di Ettore Messina qualche anno prima (ma quanto imparato al cospetto di uno dei più grandi allenatori italiani non gli servirà sotto al Sacro Monte…). Il 28 luglio è un gran giorno sul mercato - arrivano Gabe Brown e Olivier Hanlan, bomber da novanta e miglior acquisto della sessione estiva - ma è tre giorni dopo che scoppiano i fuochi d’artificio: Varese prende sotto canestro l’ex sesta scelta assoluta NBA Willie Cauley-Stein. La stampa (tutta, senza eccezioni, compreso chi scrive) prende l'abbaglio e grida alla bomba, i tifosi si gasano, solo chi è abbastanza esperto di NBA (ma non dovrebbero esserlo anche i due nuovi GM?) fa presente i problemi fuori campo del neo centro e il fatto che il mondo professionistico americano lo abbia - per questo e per la sua poca carica agonistica - messo in un angolo da anni. WCS sarà l’errore tecnico più grande e più determinante della stagione…
    Agosto 2023
    Viene definito lo staff tecnico: insieme a B. e al confermato Herman Mandole ecco anche Marco Legovich da Trieste (non vere le voci che lo avrebbero voluto tra i papabili per il posto da capo allenatore: vale il discorso di cui sopra). Il 21 agosto la nuova Varese si ritrova al Campus: le porte, anche in questo primo giorno, rimangono incredibilmente chiuse ai tifosi… Si rimedierà in extremis, il 31… Non c’è Willie Cauley-Stein, arriverà domani dice qualcuno. Ma nemmeno il 22 il centro fa capolino dai cancelli di Malpensa: «Arriva settimana prossima» si affrettano a far sapere - informalmente - da piazzale Gramsci. Stesso copione il 23, il 24 e il 25, finché Malpensa24 ed il bravo collega Enrico Salomi scrivono quello che tutti pensano ma nessuno ha il coraggio di dire: WCS non ha mica tanta voglia di venire in Europa… Apriti cielo: ci si straccia le vesti contro la stampa perfida e maliziosa, ma quanto scritto è la pura e semplice verità. Interviene la moglie, pare: il centro ex Sacramento atterrerà in Brughiera il 27, con un gran bel cappello texano in testa.
    Settembre 2023
    L’esordio stagionale avviene a Sondrio, davanti ad almeno 250 tifosi biancorossi. C’è Brescia e già si intuisce che sarà protagonista in Serie A: a Varese ne rifila 107. Sarà la prima di tante scoppole, dalla Germani e non solo. E con i 94 punti subiti da Massagno, il giorno dopo, per la Openjobmetis sono 200 punti incassati nelle prime due uscite… Con gli svizzeri, però, è vittoria, la prima dell’anno, e i commenti verso coach B. da parte dei pochi fortunati che possono assistere agli allenamenti sono positivi: «Corregge molto più di Brase i giocatori…». Gli abbonamenti arrivano a quota 2600 e Hanlan viene nominato capitano. Intanto prosegue il ciclo delle amichevoli: i prealpini perdono contro Venezia e Brindisi (altri 200 punti circa incassati in 80 minuti), nonostante il debutto di WCS, poi vincono a Masnago nella prima uscita davanti al pubblico amico, sempre contro gli “amici” del Massagno. L’occasione vale anche per presentare Itelyum, bella novità per naming palazzetto e avventura europea: è uno dei primo sponsor di Varese, a memoria, che non abbia direttamente a che fare con il territorio. Al debutto casalingo sfilano anche Ross Pelligra e codazzo di corte: «Varese, stiamo arrivando», verbo ripetuto anche il giorno dopo a Villa Panza durante la presentazione ufficiale della squadra. Di tempistiche per ingresso nelle quote e sponsorizzazione, tuttavia, nemmeno l’ombra… La squadra va a Gressoney, per prepararsi ai preliminari di Champions, che scattano il 28: grazie a una magia di Halnan, Varese elimina l’FMP 73-71, ma cede in semifinale la qualificazione a Cholet. La coppa dell’anno sarà la FIBA Europe Cup, non la Champions. La difesa non si vede, l’attacco gira così così…
    Ottobre 2023
    Il campionato parte contro Pistoia: è vittoria, grazie a una tripla di Moretti e all’errore di Ogbeide. Cauely-Stein ne segna 19 ma è immobile in difesa e la conferma arriverà una settimana dopo: è lui il peggiore di una Varese umiliata a Bologna (-31). Il copione è quello dello scorso anno: la Openjobmetis gioca e lascia giocare, ma non ha playmaking (nonostante Shahid, a differenza di WCS, ci metta l’anima), non regge a rimbalzo, non graffia dietro e non ha panchina (nella quale Woldetensae e all’inizio anche Librizzi non vedono il campo, figurarsi Virginio…). Masnago scrive un altro tutto esaurito, però è Tortona a esultare nel finale, seguita da Trento. Con la debacle che arriverà a fine mese a Venezia (-12, ma la Reyer nell’ultimo quarto grazia i biancorossi, camminando…) il bilancio “dice” 1-4 ed è uno dei peggior inizi di campionato dall'anno dell'ultima retrocessione. In Coppa l’Itelyum si riscatta vincendo a Cipro (super Shahid), però poi perde - male - contro Gottineng tra le mura amiche, ricevendo i primi fischi. Intanto è tutto apparecchiato per gli australiani: entro il 31 verrano saldati il primo milione - in cambio del 45% delle quote societarie (la società ha già fatto assemblea ed è già andata dal notaio…) - e i 150 mila euro di sponsorizzazione…
    Novembre 2023
    … E invece il 31 non si vede il becco di un dollaro. Al posto dei soldi, dall’Australia viene diramato un farneticante comunicato in cui si annuncia l’arrivo a breve (forse in bici o a piedi, visto che era stato promesso a luglio…) del conquibus relativo alla sponsorizzazione e si ribadisce la volontà di entrare nelle quote societarie. Nessuno a questo punto ci crede più, se non qualche sparuto che ha ancora il coraggio di predicare pazienza: scatta una diffida ad adempiere nel termine di 15 giorni, anch’essa poi disattesa dal Pelligra Group. Il 21, a Gavirate, si presenta John Caniglia, portavoce senza portafoglio degli investitori aussie, che tra le righe imputa il ritardo nella chiusura dell’operazione alla penalizzazione della primavera precedente: stavolta, in piazzale Gramsci, si inalberano davvero, perché è la prima volta dopo seicento colloqui privati che sentono gli australiani accampare una scusa del genere. Il 7 novembre vengono presentati alla stampa i due nuovi GM, Sogolow e Horowitz: era ora, stavano operando da luglio… Sul campo il mese si rivela interlocutorio: contro Sassari si vince, contro Napoli si perde all'ultimo e contro Scafati si esce con le braccia alzate di un soffio (in Coppa altre due “W” contro Gottingen e Tbilisi): il ruolino illude che i problemi di gioco e di tattica non siano gravi come invece si teme e come invece sarà… La prova arriva presto: a Brescia il crollo è verticale, -43. È una sconfitta vergognosa, una delle peggiori di sempre nella storia biancorossa. L’assenza di McDermott, infortunatosi a una mano, più che una giustificazione è un’altra tegola…
    Dicembre 2023
    Per sostituire “Mc”, fuori per settimane, arriva Young: Varese ha bisogno di trovare qualcuno in fretta e senza spendere un visto, ma l’ala che aveva iniziato la stagione a Treviso si rivela impresentabile, perché sovrappeso, demotivato e poco professionale. A Masnago si perde contro Cremona e sono fischi sonori per tutti, poi arriva un’altra batosta “stile” Brescia e Bologna, contro Chemnitz, in Coppa. I problemi sono ormai definitivi: non c’è difesa (la Openjobmetis è la squadra peggiore di sempre nei recuperi, per esempio…), in attacco non si raggiungono i giri dell’anno prima perché manca un regista e (ancora di più) un giocatore che salti l’uomo insieme ad Hanlan in mezzo a una pattuglia di soli tiratori, gli esordienti in Europa e in Italia sono troppi (Varese è quella che ne ha di più tra le 16 della Serie A), la panchina - nonostante la buona volontà di Ulaneo e gli squilli di Librizzi - non regge il quintetto, l’allenatore non può incidere, schiavo dell’algoritmo e del sistema di gioco scelto dai piani altissimi, ma risulta anche incapace di toccare le giuste corde mentali e a sua volta pecca di inesperienza. I biancorossi, insomma, stanno sprofondando (si fa male anche Moretti…) e la società decide di intervenire: il primo arrivo è Spencer al posto di Cauley-Stein. WCS paga il fatto di essere il maggior responsabile delle scene mute difensive (in attacco la questione è diversa: non è adatto a questo gioco e manca chi lo serva…), ma soprattutto i suoi demoni extra-parquet, irrisolti anche al netto della grande abnegazione dello staff varesino nello stargli vicino. Intanto si perde anche a Brindisi e poi con Leiden: sono cinque sconfitte consecutive. Prima che anche Leiden espugni Masnago, prende la parola Luis Scola, che difende coach B., non risponde sui problemi di gioco («Sono fatti interni alla società, ma di certo non giochiamo come dovremmo»), si arrabbia con chi mette in dubbio che alcune scelte siano figlie dei numeri («Decidono gli uomini, non l’algoritmo») e stoppa le voci di un secondo, grande, acquisto di rinforzo: «Non ce lo possiamo permettere». In pochi ancora lo sanno, ma l’ultima risposta è il bluff di un grande giocatore di poker: dietro le quinte il club sta invece apparecchiando uno degli acquisti più clamorosi degli ultimi 20 anni. Non sono i cavalli di ritorno Ross e Brown, ma è Nico Mannion, potenzialmente il miglior giocatore italiano del prossimo futuro. Il suo arrivo (a fargli posto Shahid) accende la piazza, anche se per Varese è uno sforzo economico tremendo: il primo anno di contratto (anzi i primi sei mesi…) sono già un salasso completamente estraneo alla normalità prealpina, il + 1 che potrebbe scattare per la stagione 24/25 vale da solo un quinto del budget totale per la squadra... Però sul parquet è quello che ci vuole: senza di lui, ma con Spencer, la Openjobmetis perde onorevolmente contro Milano (da qui in avanti il pubblico fischierà coach B. ogni domenica…), poi - con lui - sbanca Pesaro, e le magie di Nico fanno il giro d’Italia. Dopo Natale si replica contro Reggio Emilia, nel match più spumeggiante dell’anno. I biancorossi, con la difesa di Spencer e le incursioni del Red Mamba, paiono rinati. Il 31 dicembre scade nel frattempo quello che sarebbe stato il termine per il versamento del secondo milione dei Pelligra: davanti a una fine così, a pensare a tutte le surreali promesse da marinaio professate dagli australiani negli ultimi due anni, ci sarebbe quasi da ridere, se non fosse che a piangere sono i conti societari, che sui due milioni e spicci facevano affidamento... Il nuovo cda di piazzale Gramsci ha però già in mente un piano B. e inizia a recuperare una vecchia idea…
    Gennaio 2024
    Il terzo successo di fila arriva a Treviso, seconda vittoria esterna della stagione. Quindi ecco il poker, contro l’Oradea. È tornata la Varese spumeggiante dello scorso anno? “Ni”, perché i ritmi di Nico e soci non sono e non saranno mai quelli di Colbey&co, ma ora la squadra di coach B. (fischiato dal pubblico anche nelle vittorie…) ha una logica, grazie ai due nuovi acquisti. Perde posizioni Moretti, ma le recupererà, e così Woldetensae, che non le recupererà mai del tutto. Il calendario non è amico della Openjobmetis ritrovata: in serie arrivano a Masnago Venezia e Virtus. Sono due prevedibili sconfitte: nella prima gara dominano l’ingiocabile Kabengele ma anche il "quattro" Simms, sottolineando ancora una volta l’atavico e strutturale problema dell'ala forte, frutto delle scelte collegate al sistema di gioco che si vuole perseguire; nella seconda sono invece i canestri del campione Belinelli a far piangere un’Itelyum Arena straripante. Il bilancio con Mannion, tuttavia, è e rimane invidiabile: 6 vittorie e 2 sconfitte. Da contare anche la prestigiosa “w” contro i futuri campioni della Fiba Europe Cup di Chemnitz, passepartout per i playoff della competizione (che Varese conquisterà però solo in Romania, dopo aver sprecato un’occasione a Leiden…).
    Febbraio 2024
    Nasce Varese Sport&Entertainment, il piano B. Scola ci aveva pensato due anni prima, poi aveva confidato negli australiani. VSE - che prende il 45% delle quote di Pallacanestro Varese - germoglia con l’intento di gestire le attività imprenditoriali biancorosse collaterali al campo e di aggiungerne di nuove, così remunerando gli investimenti dei suoi soci - Scola stesso, Paolo Perego, il gm Zack Sogolow, sua moglie Katie Martin, gli argentini Jon Fatelevich e Julio Harari e l’uruguayano Francisco Arechavaleta - e, al contempo, finanziando il club biancorosso. Ma per il momento i soldi di VSE sono solo di VSE. A Trento Mannion stecca per la prima volta una prestazione in maglia varesina e Varese esce sconfitta anche per i troppi rimbalzi che concede in attacco. Diventerà un'abitudine. Una settimana dopo i biancorossi rimediano contro Pesaro, in un match in cui si rivede Woldetensae. Scatta la pausa per le Final Eight di Coppa Italia e per le nazionali, ma nella città del basket accade qualcosa che cambia ancora nuovamente i destini stagionali: Hanlan se ne va al CSKA Mosca. Il club prealpino rifiuta una prima offerta russa da 100 mila dollari, mentre la controproposta da 250 mila dollari viene presa molto seriamente. Scola e lo staff tecnico provano a ragionare e - numeri (loro) alla mano - arrivano a una conclusione: anche con Hanlan i playoff sarebbero difficilissimi, anche senza Hanlan Varese si salverà. Ci azzeccheranno, ma rischiando grossissimo… E poi, con una perdita di un milione certificata a bilancio e il salasso Mannion (i 250 mila dollari intascati pagherebbero quasi l’ingaggio - al netto -  del primo anno del Red Mamba) è il buon senso imprenditoriale a rende impossibile il no. La volontà del giocatore, che andrà a prendere un ingaggio triplicato, fa il resto (ma è residuale rispetto a quanto appena scritto): il capitano si sfila la fascia e vola in Russia. Al suo posto giunge il francese Hugo Besson, giovane, promettente, anche talentuoso: il salto indietro in termini di esperienza per una squadra che esperienza già non ne ha né in campo, né in panchina, pare pericoloso…
    Marzo 2024
    La prima di Besson è un’altra mazzata, stavolta nel derby al Forum (-31), in una squadra che farà a meno di Librizzi per il resto della stagione a causa di un infortunio alla spalla. Varese si riscatta contro Brindisi, mentre prima e dopo il match contro i pugliesi conquista brillantemente le semifinali di Eurocup battendo Nymburg sia a Varese che in Cechia. Il 18 nuova batosta, stavolta a Reggio Emilia: -33, con Moretti che si fa male a un occhio e salta la trasferta a Casale, contro Tortona, che è un’altra sconfitta. Arriva Gilmore, oggetto misterioso oggi e pure domani. Si vince la semifinale di andata, anche se di un solo punto, contro il Bahacesehir, si perde, sebbene in volata e lottando, contro Brescia (Mannion 37). Il bilancio in campionato senza Hanlan è 1-4 e la classifica torna a fare paura: in contumacia dell’americano le difese si concentrano solo su Mannion, il problema del 4 troppo leggero è sempre atavico (anche se in retroguardia - in questo mese - per la verità la Openjobmetis tira fuori le sue migliori prove, anche dal punto di vista numerico…) e il gioco non cresce. Anzi…
    Aprile 2024
    Il sogno Fiba Europe Cup finisce a Istanbul: peccato, perché Varese gioca anche discretamente e a 5’ dalla fine sarebbe in finale… In campionato sono le montagne russe a evidenziare un altro limite di questo collettivo e di chi lo gestisce: la volubilità di concentrazione e di intensità, figlia anche di una cultura sportiva dentro e a margine del parquet che non ha ancora attraversato del tutto l'Atlantico. Contro Napoli, con il 50% da 3 e 113 punti segnati, si vola; contro Scafati, a causa di un atteggiamento pessimo e ingiustificabile, soprattutto all’inizio, si cade. È allarme retrocessione. Una settimana dopo, però, si materializza una partita quasi perfetta: a Sassari sono i padroni di casa a presentarsi arrendevoli e Besson e soci se li mangiano (82% da 2). È la vittoria salvezza, o quasi, che non viene però festeggiata contro Treviso, una settimana dopo. Sarà l'addio di Masnago a Tom Bialaszewski, senza sorrisi: da tempo Scola ha deciso che non sarà più lui l'allenatore della Pallacanestro Varese.
    Maggio 2024
    A Pistoia, nell’ultima recita, Varese gioca leggera e Spencer e Moretti fanno le onde: si vince bene, ma è solo 14° posto. Si tratta del peggior risultato - a pari merito con il 2020/2021 - di una Varese negli ultimi 16 anni. Peggio di così si muore (in A2).
    Fabio Gandini

  • simon89
    L’abito bello per l’ultimo ballo: è quello che indossa la Openjobmetis a Pistoia per espugnare il PalaCarrara con un perentorio 78-96 in quella che è stata una delle migliori esibizioni stagionali in campionato per la banda-Bialasewski. Libera da pressioni e contro un’avversaria che, al contrario, pare “accusare” l’impatto con la partecipazione ai playoff (la Estra aveva perso in casa anche con Brindisi 15 giorni fa e in trasferta a Pesaro),Varese sciorina minuti di basket frizzante, divertente ma anche estremamente efficace.
    Avanti fin dal primo possesso, i biancorossi hanno progressivamente allargato il divario con i toscani, valicando con forza anche i 20 punti di margine. Un’ondata lunga e potente che si è arrestata solo a 8′ dalla fine quando Nico Mannion è stato espulso per due falli tecnici rimediati in pochi istanti. Non il modo migliore di festeggiare il titolo di capocannoniere per il Red Mamba, fino a quel punto tra i protagonisti del match. La OJM però non si è scoraggiata, ha concesso qualcosa ai rivali ma ha chiuso i conti con le triple di Moretti e McDermott, due dei migliori.
    Il play-guardia azzurro si è tolto lo sfizio di toccare quota 30 punti, il capitano è stato eccellente sui due lati del campo ma una citazione dorata è d’obbligo per Skylar Spencer. Il pivot ha guadagnato un bottino mostruoso a rimbalzo con 23 palloni conquistati sotto i tabelloni: record in questo campionato. Bialaszewski per l’occasione ha invece tenuto a sedere sia Gilmore sia Ulaneo preferendo loro Woldetensae e Okeke (con alterne fortune).
    Il successo in Toscana “retrocede” però Varese di una posizione in classifica. La OJM era entrata da 13a in questo turno ma l’arrivo in parità di ben quattro squadre a 24 (Cremona, Scafati e Treviso le altre) consegna un calcolo avulso che spedisce i biancorossi in fondo a questo gruppetto, al 14° posto. Speriamo che ciò non abbia conseguenze per la Fiba Europe Cup: vero è che Varese è – a questo punto – terz’ultima ma di fatto è all’undicesima casella a pari merito. Vedremo cosa ne penserà la FIBA al momento di valutare le iscrizioni alla coppa. Intanto, al di sotto, è giunto l’ultimo verdetto pesante: ad andare in A2 è la Victoria Libertas Pesaro che dopo aver scampato la retrocessione per diversi anni, stavolta non riesce nel miracolo all’ultimo respiro. La Serie A perde una piazza storica che, in passato, è già stata capace di risalire. In bocca al lupo.
    PALLA A DUE
    Per l’ultima di campionato coach Bialaszewski non cambia il proprio quintetto, guidato in campo da Nico Mannion che prima della gara ha ricevuto il premio di MVP del mese di aprile. I biancorossi sono accompagnati in Toscana da un gruppetto di tifosi in mezzo al tutto esaurito del PalaCararra, in festa per i playoff già raggiunti. Brienza va con il quintetto tutto straniero con Ogbeide opposto a Spencer sotto i tabelloni.
    LA PARTITA
    Q1 – Dopo tre approcci da censura, stavolta Varese è pronta fin dalla palla a due con Mannion che è il primo ad accendersi. Pistoia è lì ma la OJM è brava a non farsi sorpassare, con McDermott e Brown efficaci sui due lati del campo. Timeout Brienza sul 6-15 con la Estra che riaccende i motori, si riavvicina a -2 ma viene ricacciata indietro dalle triple di Moretti e Brown che spingono gli ospiti a un confortevole +7 alla sirena (19-26).
    Q2 – La partita pare riaprirsi con il secondo quarto perché Pistoia è subito alle spalle della OJM ma fallisce con Hawkins la tripla del sorpasso. I toscani restano in scia per qualche possesso, poi Varese dà un colpo d’acceleratore con un parziale di 11-0 propizianto di nuovo da Mannion. Moore, fino a lì invisibile, piazza però 8 punti di fila chiamando la Openjobmetis a una nuova replica firmata da Moretti e Brown con il numero 11 che converte anche i liberi di due falli tecnici fischiati ai padroni di casa. Al PalaCarrara è bolgia ma Varese resta impassibile e va al riposo sul 42-54.
    Q3 – All’uscita dagli spogliatoi McDermott e soci alzano ancora il numero dei colpi: dopo 4 azioni a vuoto il capitano apre il fuoco imitato da Moretti mentre Spencer non lascia cadere neppure le briciole sotto i tabelloni. Varese allarga più volte la casella del massimo vantaggio arrivando in due occasioni a +23 con una schiacciata di Skylar e chiudendo avanti di 20 dopo un libero di Okeke (57-77).
    IL FINALE
    Partita in cassaforte? Non del tutto, perché Mannion – 18 punti, 7 assist e 6 rimbalzi – dice qualcosa agli arbitri e si piglia un tecnico. Due azioni dopo Nico forza una tripla cercando il contatto, si lamenta di nuovo e viene colpito da un’altra sanzione che fa scattare in automatico l’espulsione. Varese ha una flessione logica, patisce un paio di belle azioni di Del Chiaro e si fa venire qualche dubbio. Timeout di Bialaszewski, stavolta ben speso, e scettro nelle mani di Moretti che non tradisce: Davide non sbaglia un libero, centra la bomba dall’arco con McDermott a dargli una mano in una serata nera per Besson mentre Spencer è determinante con i suoi tap out e valica quota 20 rimbalzi. Quando McD e Moro imbucano due triple consecutive Pistoia si arrende: finisce 78-96 non senza qualche rimpianto in casa varesina. I playoff sono lontani appena 4 punti.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Ultima tappa a Pistoia per la stagione 2023/24 dell’Openjobmetis. Oggi, domenica 5 maggio, la truppa di Tom Bialaszewski chiuderà il suo cammino stagionale sul campo della matricola rivelazione Estra. Palla a due alle 18.15 davanti al tutto esaurito del PalaCarrara, con i toscani che festeggeranno i playoff raggiunti aritmeticamente la scorsa settimana, e Varese già salva nonostante la sconfitta interna contro Treviso.
    IL TABU’ E LE MOTIVAZIONI
    C’è margine per sfatare il tabù dell’ultima giornata, che vede l’OJM sconfitta sin dal 2018 (l’anno dell’ultima apparizione biancorossa ai playoff)? Le motivazioni di classifica favorirebbero i padroni di casa, che potrebbero migliorare l’attuale sesto posto nella griglia playoff. Ma anche i biancorossi avranno lo stimolo di evitare il terzultimo posto che ne complicherebbe le ambizioni di ritorno in FIBA Europe Cup mediante Wild Card. Neppure una vittoria in Toscana garantirebbe alla Biala’S Band di evitare il piazzamento al quattordicesimo posto; in ogni caso Varese è tenuta ad onorare al meglio la tappa finale della sua annata in chiaroscuro. Che potrebbe gettare il primo ponte verso il futuro, in attesa di capire per quanti la gara odierna sarà l’ultima con la maglia (o sulla panchina) biancorossa.
    IL FUTURO
    La salvezza aritmetica ha aperto già le prime valutazioni sul futuro, tra la candidatura forte Herman Mandole per la guida tecnica della Varese che verrà a dispetto del contratto in essere com Tom Bialaszewski, e l’auspicio di rivedere Nico Mannion e Sean McDermott (gli elementi più convincenti del lotto) con la maglia OJM anche nella stagione ventura. La disputa di una competizione internazionale, pur con appeal relativo per i tifosi come la FIBA Europe Cup, è strategica per le prime mosse del mercato. Vedremo oggi se e quanto la squadra lo ha capito con l’approccio ad una gara che mette in palio più di quel che sembra….
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La stagione della Openjobmetis è agli sgoccioli: con la salvezza in tasca e i playoff irraggiungibili, l’ultima partita (a Pistoia, domenica 5 maggio) servirà solo per cristallizzare la classifica finale dei biancorossi, che puntano a un piazzamento più onorevole per avere maggiori possibilità di accedere alla prossima Fiba Europe Cup.
    Di fatto però, tiene già banco l’estate nel senso che tra tifosi e addetti ai lavori si è già ampiamente iniziato a parlare di chi (e di come) potrebbe restare in biancorosso a partire dal pezzo pregiato Nico Mannion che, in caso di permanenza, “condizionerebbe” la costruzione dell’intero roster sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico.
    NICO E LE USCITE – Il caso Mannion per altro è il più noto: il play 23enne ha contratto fino al 30 giugno 2025 con clausole di uscita per la NBA e l’Eurolega. Nel caso, quindi, ricevesse una proposta da squadre di queste due competizioni è prevista un’uscita dall’accordo (con, ovviamente, compenso economico per Varese). Se invece ci fossero altre pretendenti, un addio sarebbe da negoziare come è accaduto per Oliver Hanlan nel febbraio scorso: chi busserà alla porta di Scola dovrà farlo con una proposta importante a livello sportivo per Nico e con un assegno che, immaginiamo, dovrà essere piuttosto consistente.
    AVVERTENZA – Vediamo ora qual è invece la situazione contrattuale degli altri uomini in biancorosso con una avvertenza da tenere presente. E cioè che la società non ha mai indicato con precisione i termini dei contratti: nei comunicati talvolta si parla di “accordo pluriennale” (e talvolta nemmeno di quello), senza specificare quali siano le clausole che lo regolano. Per queste possiamo fare ipotesi o prendere per buone quelle di altri giornali, ma è bene ricordarsi che la situazione precisa è nelle mani della dirigenza.
    DUE SCADENZE – Nella rosa attuale dell’Openjobmetis ci sono due giocatori che il 30 giugno saranno liberi, a meno che nel frattempo venga intavolata una trattativa per un nuovo contratto. Il primo è Tomas Woldetensae, che aveva firmato un accordo di due anni e mezzo al suo arrivo a Varese. Probabile cambio di casacca per l’ala bolognese: finora non sono circolate voci di rinnovo, la sua stagione è stata al di sotto delle attese (e il gioco della OJM non lo ha aiutato) e il 30 aprile compirà 26 anni, quindi i suoi minuti non conteranno più per i premi italiani tanto cari alla società. Tomas potrebbe cercare altrove il rilancio anche in chiave Nazionale ed essendo italiano fa comunque gola sul mercato: Trento potrebbe essere una ipotesi per il suo futuro.
    L’altro giocatore in scadenza è Skylar Spencer, preso a dicembre per l’evidente inadeguatezza di Willie Cauley-Stein, ovvero del giocatore che doveva essere il totem di Varese. Spencer, che era finito in Messico, ha svolto bene il suo dovere garantendo protezione difensiva in area ma anche nel suo caso non si è parlato rinnovo. Possibile che lo si terrà in considerazione al momento di andare sul mercato.
    GLI STRANIERI – Sulla carta la situazione è simile per tre stranieri su quattro: il capitano Sean McDermott e le aggiunte in corsa Michael Gilmore e Hugo Besson hanno firmato anche per l’anno prossimo con gli ultimi due presi appositamente con una formula che dia continuità al gruppo. Poi c’è Gabe Brown che nella scorsa estate firmò più a lungo: due anni garantiti e opzione in scadenza il 30 giugno 2026.
    Lo staff dovrà effettuare una serie di valutazioni tecniche un po’ per tutti anche se i giocatori hanno convinto (giudizio sospeso per Gilmore, qui da poco e utilizzato in modo discontinuo). Possibile che l’indicazione di massima sia quella di confermare il francese e i due americani al netto di interessamenti da parte di altre squadre: Varese può far valere i contratti in essere e quindi – quello che abbiamo detto per Mannion – richiedere contropartite economiche in caso di “assalti” dall’esterno. Per varie ragioni (McDermott è un tuttofare ottimo per l’Europa, Brown ha margini di miglioramento, Besson ha mire NBA ed è comunitario) tutti hanno un certo appeal sul mercato.
    GLI ITALIANI – L’uomo con la situazione meglio definita è Leonardo Okeke. Il pivot monzese è in prestito biennale dall’Olimpia Milano, un lasso di tempo che serviva – appunto – a rimetterlo in pista dopo l’infortunio dell’aprile ’23 per poi essere utilizzato a regime nella prossima stagione. E così si farà.
    L’altro lungo italiano, il 25enne Scott Ulaneo, ha un altro anno con Varese a cifre già stabilite con la società che ha la possibilità di rescindere.
    Pluriennale è anche l’accordo con un altro pezzo pregiato della Openjobmetis, Davide Moretti che ha in mano un contratto “1+1”, ovvero con situazione già definita per il 2024-25 ma anche con la possibilità di cambi di rotta. Sulla permanenza di Moretti l’impressione è che contino diversi fattori: da chi sarà l’allenatore (il rapporto tecnico con Bialaszewski non sembra molto “saldo”) alla partecipazione a una coppa, agli incastri nel ruolo. Squadre con buoni budget (Reggio, Sassari?) potrebbero affacciarsi ma l’impressione è che ci sarà tempo per parlarne.
    E IL COACH? – Solo Luis Scola ha in mente con certezza il nome della persona che da agosto siederà sulla panchina. Guardando ai contratti, Tom Bialaszewski è blindato da un triennale – due anni garantiti – ma l’impressione (e gli spifferi arrivati da più parti) è che si vada verso un cambio, con il tecnico di Buffalo che potrebbe anche tornare a Milano. L’ipotesi al momento più solida è quella di una promozione di Herman Mandole, fedelissimo di Scola e anche nei quadri tecnici dell’Argentina (che non andrà alle Olimpiadi: estate libera) che ha allenato da head coach nell’ultima “finestra” internazionale. Marco Legovich, attuale primo assistente, è invece in scadenza e potrebbe tornare ad allenare in A2 in prima persona.
    Damiano Franzetti
     
     

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