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  • simon89

    OJM: fuori Peak, dentro Carter

    By simon89, in News,

    L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese.
    Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici.
    Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club).
    Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso.
    L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis si spegne sul più bello nello spareggio per l'ottavo posto sul campo della Fortitudo Bologna. La truppa di Attilio Caja cede in volata contro una Pompea trascinata dai suoi veterani Aradori, Mancinelli e Stipcevic per piegare una Varese bifronte sul piano balistico. I biancorossi giocano un primo tempo offensivamente scintillante (48 punti con 7/9 da 2 e 10/21 da 3) fino a quando Mayo ispira tutti con le sue giocate da regista puro; poi l'ex di turno croato gli fa sentire il fiato sul collo tra raddoppi e malizie, e Josh -nella prestazione tecnicamente migliore dell'ultimo mese - incappa in un'altra serata disastrosa al tiro come a Sassari (3/15 dal campo con 2/12 dall'arco, pur dovendo spesso prendere tiri "impiccati" allo scadere dei 24 secondi).
    Complice anche il totale fuorigiri di Jakovics, che in una serata da 5 perse getta alle ortiche 4 palloni in 7', l'oliatissimo meccanismo che aveva esaltato la mano calda di Vene (inedito top scorer con 6/10 dal campo) si inceppa clamorosamente tra terzo e quarto periodo. I dati totali dicono 28 punti dopo l'intervallo con un complessivo 8/28 dal campo; il bug fatale all'OJM scatta però tra il minuto 24 e il minuto 33, quando gli ospiti segnano solo 5 miseri punti senza più costruire nulla dalla circolazione di palla.
    Varese ha la forza e il carattere di non crollare dopo il 5-21 che la porta da più 8 a meno 8, e con un finale arrembante di Ferrero riapre i giochi tornando a meno 1 nell'ultimo giro di lancetta con la possibilità di strappare comunque i due punti al PalaDozza. Ma il jumper corto di Clark - seguito da una tripla ancora più corta sulla sirena dell'ex Francoforte - spegne il sogno di una OJM combattiva e grintosa a dispetto dei suoi atavici limiti.
    Stavolta non è un problema di personalità, ma di qualità: spenta la luce di Mayo con le maniere forti, nella serata no dell'alternativa Jakovics il sistema offensivo biancorosso non ha trovato più soluzioni corali per armare i suoi fucilieri. Il calo vertiginoso delle percentuali è anche figlio della peggiore qualità della loro preparazione dopo lo show balistico dei primi 20'. Peccato perché l'energia e l'applicazione profusa da Varese avrebbero meritato un finale diverso, anche in una serata nella quale il suo fuciliere principe Mayo ha girato a vuoto ma vivere di percentuali dal perimetro è sempre un azzardo.
    Ora l'OJM stacca la spina per 32 giorni filati, nei quali Attilio Caja dovrà fare il tagliando alla squadra metabolizzando l'ormai certo addio di L.J. Peak, che per volontà propria uscirà dal gruppo: al suo posto arriverà Justin Carter - oggi la trattativa dovrebbe chiudersi - ossia un veterano di 33 anni con tanto mestiere e un buon vigore atletico che nelle idee dell' area tecnica biancorossa potrebbe aggiungere quel quid in più ad una squadra diligente, grintosa e caparbia. Ma specie in trasferta troppo monocorde e piatta nel suo basket orizzontale senza assalti al ferro.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo.
    Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM.
    Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba).
    Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana.
    Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene.
    Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis pianta nuovamente il vessillo biancorosso all'Enerxenia Arena. Regola con autorità Trieste inaugurando con un franco successo il cammino casalingo del 2020 e ritrova l'applauso della sua gente al termine di una prestazione mediamente consistente, con il collettivo determinante nel garantire una produzione balistica sostanziosa (64% da 2 e 40% da 3 con un ultimo quarto da 0/6).
    Varese riempie la gerla con un attacco frizzante a dispetto del fuorigiri degli ultimi 8', ma la spinta decisiva per abbattere un'Allianz ben più competitiva rispetto all'andata arriva quando l'OJM alza il volume in difesa ed esalta i suoi arcieri in transizione. In una gara più scintillante che ruvida la differenza la fa l'energia difensiva prodotta da Jakovics (ancora sopra Mayo per impatto in regia e in retroguardia) e Tambone, micidiale con le sue raffiche dal perimetro ed efficace anche in fase di costruzione del gioco.
    Ma nel sinfonico collettivo biancorosso spicca la concretezza di L J. Peak, più a suo agio del solito anche nel gioco a difesa schierata cavalcando una serata di grazia dal perimetro. Taglio scongiurato per l'ala del 1997, che ieri ha disputato la prova più solida della stagione nel modo di stare in campo? In realtà si naviga ancora a vista, dato che era stato il giocatore a manifestare propositi di cambiare aria in settimana, inducendo il club biancorosso a prenotare il veterano Justin Carter.
    Il Peak di ieri è un giocatore sul quale continuare a lavorare per cercare di limarne l'inesperienza; se però l'atleta ex Georgetown - sul quale ci sarebbe l'interesse di Pistoia e Reggio Emilia - non volesse proseguire la cura Caja, bisognerà prenderne atto. Così come si è preso atto della volontà di Riccardo Cervi di cambiare aria: il freschissimo ex di turno ha fatto correre qualche brivido lungo la schiena dei tifosi con gli 8 punti in 7' del primo tempo (uno in più di quelli totalizzati nei suoi 47 giorni a Varese). Poi però l'OJM lo ha costantemente puntato sui cambi del pick& roll e proprio nel momento migliore di Tambone e Jakovics è nata la fuga mixando triple e layup di un terzo quarto da spellarsi le mani (33 punti con 8/12 da 3).
    Certo il finale è stato rivedibile, con Trieste rientrata da meno 20 a meno 4, fallendo il possibile meno 2 a meno 44" con una giocata di sostanza di Simmons. Tutto sommato, però, i 4.176 presenti all'Enerxenia Arena hanno apprezzato un'OJM sostanziosa e frizzante quanto basta per archiviare definitivamente la pratica salvezza visti gli 8 punti più il 2-0 negli scontri diretti con l'attuale penultima della classe. Ora lo scontro diretto di domenica sul campo della Fortitudo Bologna, dopo il quale la truppa di Caja resterà ai box fino all'1 marzo tra il turno di riposo da calendario e il rinvio della sfida contro la Virtus Bologna (con ogni probabilità non si giocherà né il 2 né il 27 febbraio: il recupero sarà calendarizzato a marzo). Al PalaDozza il roster sarà lo stesso di ieri, poi cinque settimane di stop serviranno a tirare le somme.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Quella che si presenta a Varese è una Pallacanestro Trieste rivoluzionata rispetto a quella incontrata all’andata e che grazie ai suoi nuovi innesti Hickman Washington e Cervi sembra avere un roster più competitivo. Primi 2 quarti in cui prevale l’equilibrio anche se Varese mantiene un piccolo vantaggio e il pallino del gioco. Nella ripresa i padroni di casa tentano e riescono nell’allungo fino a trovare il più 20 ma poi l’orgoglio degli alabardati si fa sentire riuscendo a rientrare avendo in mano anche la palla del meno 2 a pochissimo dalla sirena finale. Un non fischio invece sancisce la palla persa degli ospiti e dopo il consueto giro in lunetta per i falli sistematici Varese la spunta con qualche apprensione di troppo per 91 a 85. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 7,5 : chiamato a dare una risposta alle tante critiche e voci girate negli ultimi giorni L.J batte dei colpi forti e decisi mostrando a tutti che lui vuole continuare a lottare per la causa e che può fare anche la voce grossa, speriamo sappia lavorare sulla continuità. BARITONO
    Clark 7 : continua la striscia positiva di Jason che vuole festeggiare il suo trentesimo compleanno principalmente con una vittoria e poi con una prestazione convincente. Buone le sue percentuali anche se il plus/minus lo penalizzano oltre misura, riesce ad essere efficace anche in difesa. In campo solo 18 minuti perché limitato dai falli. MATURO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6,5 : nei momenti di difficoltà in regia è il lettone a prendere le redini del gioco e grazie al suo sangue freddo gestisce tempi meglio del titolare Mayo. Primo tempo in cui fatica a trovare la via del canestro, seconda parte di gara in cui si scioglie e riesce ad essere efficiente trovando il fondo della retina. In coppia con Tambone sembra sia una questione di feeling (cit.). MINA (vedi Tambone)
    Natali N.E
    Vene 7 : finalmente una prova convincente su tutti i fronti per il barbuto estone che riempie le caselle di tutte le statistiche con buoni numeri ma la differenza la fa con il suo punto di forza, le intangibles che stasera hanno nuovamente fatto apprezzare la sua intelligenza cestistica superiore alla media. I.A.
    Seck N.E.
    Simmons 6,5 : sembra leggermente appannato rispetto al centro dominante che abbiamo apprezzato fino a questo punto della stagione, infatti Varese fatica e subisce a rimbalzo. Resta comunque uno dei pilastri e punti di forza della squadra e del sistema Cajano e il suo contributo è fondamentale anche questa sera, forse il mese di pausa che attende la OJM tra poco servirà per fargli ricaricare le batterie. POWER BANK
    Mayo 5 : anche questa sera rimane forse l’unico grande assente ingiustificato. Palle perse non certo da giocatore di grande esperienza quale è lui, playmaking rivedibile e mira che il più delle volte fa cilecca. Partenza shock e qualche segnale di vita nel terzo quarto e nel finale quando è bravo a realizzare i liberi che sanciscono la vittoria. IRRICONOSCIBILE
    Tambone 8 : evidentemente aveva qualcosa in sospeso col destino; dopo la prestazione monstre disputata sul campo della Dinamo Sassari Matteo ha voluto dimostrare che quella non è stata una eccezione e anche stasera è riuscito a mettere in campo una efficacia rara nei momenti più delicati dell’incontro con alcuni acuti che non avrebbero sfigurato nemmeno a San Remo. COCCIANTE (vedi Jacovics)
    Gandini 6,5 : torna ad essere il secondo lungo del roster e seppur non prenda nessuna iniziativa offensiva dimostra la sua grinta tuffandosi sul parquet come un ragazzino di un metro e ottanta per conquistare un possesso e poi è granitico nel portare blocchi per favorire i movimenti dei suoi compagni. TANIA CAGNOTTO
    Ferrero 6 : buttato nella mischia presto visto l’inizio in salita di Vene riesce subito ad avere un buon impatto e aiuta a ricucire lo strappo creato da Trieste ma poi il suo minutaggio resta relativamente basso perché dal rientro in campo del 4 titolare, Sim Sander diventa imprescindibile e il contributo del capitano rimane un pro forma. SARTO

  • simon89
    L'Openjobmetis sfiora soltanto l'impresa sul campo della seconda forza Sassari. Resa in volata per una bella Varese sul parquet del PalaSerradimigni: la truppa di Attilio Caja non corona una rimonta tutta grinta e triple dal-14 del 23'al+2 del 37' subendo un decisivo 2-10 negli ultimi 150 secondi. Ma a fine gara si alza forte la rabbia del clan biancorosso nei confronti della direzione arbitrale: sotto accusa vanno i 18 tiri liberi (a zero ! ) dell'ultimo quarto tirati dal Banco Sardegna, che dal canestro del 79-74 segnato da Bilan a 6'14" dal termine del quarto periodo ha messo punti a tabellone soltanto dalla lunetta. Metro quantomeno squilibrato nella valutazione degli episodi finali (glissata l'ancata di Bilan sulla tripla di Jakovics e fallo ininfluente di Mayo su Spissu, oltre all'antisportivo a Vene sul -2 a 16" dal termine) che ha indotto Andrea Conti a prendere una posizione forte a nome della società nel post-partita.
    Sassari nasconde l'assenza pesante di Evans (problemi al retto femorale) e McLean spremendo energia dall'esordiente Sorokas e cavalcando la duttilità di Pierre; nel secondo tempo però la difesa biancorossa ferma Bilan dopo i 15 di metà gara, e la circolazione di palla esalta le qualità balistiche dei tiratori ospiti fino al rush finale deciso dai ripetuti viaggi in lunetta convertiti da Gentile. A margine dei grandi meriti di una OJM caratterialmente forte nel non crollare sul -14 ci sono però alcuni piccoli demeriti, dall'occasione del k.o. da Vene (tripla apertissima sul +2 e fallo ingenuo per regalare il pari in lunetta) a due prestazioni negative di elementi chiave come L.J. Peak e Josh Mayo.
    L'ala brucia 4 falli in 8' finendo travolto troppo spesso da Pierre, e resta in panchina per tutta la ripresa con Attilio Caja che spreme qualità balistica da vendere (14/36 da 3) con la formula dei 3 piccoli nella quale si esalta il miglior Tambone di sempre (record in carriera in serie A per il romano). Con Jason Clark che conferma gli spunti positivi di Treviso - più- col rammarico del quinto fallo precoce nella bagarre finale - ora il livello di attenzione più elevato è nei confronti dell'ex Pistoia. Mayo invece buca completamente la partita, al tiro (polare 2/13 totale) e non solo; e il fatto che Varese sia andata a un niente - o forse a qualche fischio diverso - dal celebrare la seconda vittoria esterna consecutiva è comunque un segnale di solidità complessiva dell'impianto di gioco.
    L'OJM torna dunque rinfrancata dal doppio viaggio a Treviso e Sassari, e in attesa che si compia l'ormai annunciato divorzio da Riccardo Cervi (ieri 3 falli in 2') prepara il ritorno all'Enerxenia Arena contro l'Allianz che farà debuttare l'ex campione dell'Eurolega Ricky Hickman. Lo sforzo del PalaSerradimigni avrebbe meritato maggior fortuna, ma le prime due gare esterne del 2020 danno la sensazione che il mal di trasferta è ormai debellato. Battere Trieste chiuderebbe la pratica salvezza, poi le sfide con le due bolognesi serviranno a fissare l'asticella delle ambizioni del ritorno.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale.
    E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima.
    L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato.
    Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inizia il 2020 con un brillante raid davanti ai 5.000 del Pala Verde. Colpo esterno a Treviso per la formazione di Caja che torna a festeggiare in trasferta celebrando sotto i 60 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi il secondo acuto esterno del girone d'andata oltre 3 mesi dopo quello inaugurale a Trieste.
    Il mal di trasferta delle ultime 6 sconfitte in fila lo guarisce un Jason Clark strepitoso, che guida Varese col piglio del bomber di razza al termine di una partita in grado di consacrarne le qualità dopo mesi da oggetto misterioso, tanto da non chiudere del tutto la porta a Tortona che qualche giorno fa ne aveva chiesto la disponibilità al club prealpino. La guardia statunitense scaccia invece tutti gli spettri segnando in ogni modo (7/13 da 2, 2/4 da 3, 10/13 ai liberi) e aggiungendo 9 rimbalzi e 4 recuperi ad una prova super sui due lati del campo; così l'attacco OJM trova finalmente un riferimento in grado di creare dal palleggio e punire i cambi difensivi in una serata nella quale l'asse Simmons-Vene riesce pure a graffiare da sotto.
    Il team di Caja gioca una partita sostanziosa sul piano tecnico ma soprattutto caratteriale, sfoggiando quella personalità più volte invocata per riuscire a graffiare lontano da Masnago. Solo così avrebbe potuto nascondere il primo tempo fuori giri della coppia Mayo-Jakovics (zero punti e 0/6 dal campo in due) senza deragliare quando Treviso ha sparato a raffica nel secondo quarto volando a suon di triple a più 11.
    Invece i biancorossi non perdono la calma e si affidano alla difesa, tornata "coperta di Linus" per la Caja's Band: con Peak sentinella su Logan e un sistema di raddoppi per lasciare gli altri a prendersi responsabilità, Varese protegge l'area con efficacia e concede solo 4/14 da 3 alla De' Longhi dopo l'8/20 di metà gara. Nel momento del riaggancio e sorpasso torna protagonista Mayo, ma il finale è tutto di Clark che si prende il proscenio concessogli volentieri dai compagni andandosi a conquistare nel traffico i punti della staffa.
    E dal raid del PalaVerde arrivano appunti preziosi in chiave futura: se Josh può godere di libertà perché le difese si concentrano altrove, e con altri protagonisti offensivi Vene può dedicarsi a quello che sa fare meglio - ossia agevolare il gioco di squadra - l'OJM può sbancare anche un campo difficile come quello di Treviso senza show balistici ("solo" 9/26 da 3 a fronte del 67% da 2).
    Peccato che il colpaccio di Villorba non basti a spalancare ai biancorossi le porte della Coppa Italia, con il raid di Cantù a Milano che fa saltare il banco della combinata di risultati necessari facendo chiudere l'andata al nono posto per peggior quoziente canestri dell'Umana nell'arrivo a tre che coinvolge pure i brianzoli. Ma il dato che guarda Attilio Caja è quello del più 6 mantenuto nei confronti della zona retrocessione grazie a un'andata da 8 vittorie e 8 sconfitte: aver cancellato subito il passo falso di Trento è un segnale fondamentale di solidità mentale per una OJM che si affaccia al 2020 col miglior approccio possibile.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago.
    Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di una difesa assai aggressiva sui portatori di palla: con Mayo e Jakovics pressati dalla velenosa energia di Craft e Filloy ed oscurati più volte dai raddoppi sul perimetro, la circolazione non è fluida e per tre quarti le medie dall'arco sono modeste.
    La palla dentro non arriva mai, complice la serata opaca di Simmons, ma anche la capacità della Dolomiti Energia di chiudere ogni linea di passaggio interna sui giochi a due. Solo negli ultimi 8', quando la difesa graffia sulla spinta della grinta profusa da capitan Ferrero riuscendo ad alzare il ritmo, Varese ritrova il feeling con la retina dall'arco (8/14 da 3 dopo il 5/18 dei primi 20' ) quando migliora la qualità dei passaggi per arrivare ai tiri aperti.
    In precedenza però Trento l'aveva scardinata ripetutamente con un Gentile super nei panni del play occulto (6 assist a metà gara) punendo i raddoppi in post basso con scarichi al bacio sul lato debole per i fucilieri Blackmon e Mian (prova monstre con 21 punti in 14' per l'ex di turno che prima viaggiava a 2,5 punti col 17% dall'arco).
    Nello sviluppo tecnico della gara pesa probabilmente anche un metro arbitrale iperpermissivo che, al di là del macroscopico abbaglio costato il tecnico a Caja (Pascolo aveva già alzato il braccio dopo il fallo commesso su Ferrero: quel non-fischio è costato 5 punti a Varese) non ha mai tutelato Mayo nelle sue (rare) avventure in area o sopratuttto sui ripetuti bumping dei lunghi trentini sui cambi difensivi.
    Ma il totale generale non cambia: la Dolomiti Energia ha punito ciclicamente le scelte difensive dell'OJM e messo a nudo la prevedibilità del suo attacco a metà campo vista la mancanza di un esterno capace di attaccare il ferro creando vantaggi per sé e gli altri. Lo stop deve aprire gli occhi sull'attuale valore di Varese: al di là della classifica cortissima (ci sarebbe ancora uno spiraglio aritmetico perle Final Eight) la truppa di Caja deve guardarsi le spalle e non alzare lo sguardo verso traguardi che non le appartengono per personalità, assortimento, qualità.
    Serve compattarsi in vista del primo mese del 2020, con una sola gara casalinga contro Trieste e tre trasferte a Treviso, Sassari e Bologna sponda Fortitudo. Ma con tutto l'impegno e la dedizione del mondo, chi nasce tondo non diventa quadrato: fattore campo o no, l'attuale versione dell'OJM non può competere contro squadre ben organizzate, aggressive e in serata dall'arco come la Trento di ieri.
    Giuseppe Sciascia

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