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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis mette le mani su Toney Douglas per rimpiazzare Jason Clark. Accordo ufficializzato nella serata di ieri tra la società biancorossa e il 34enne playmaker veterano di lungo corso nella NBA (394 gettoni in 8 stagioni tra i professionisti; 7,6 punti e 2,3 assist di media in 7 fermate tra New York, Houston, Sacramento, Miami, Golden State, New Orleans e Memphis).
    Una trattativa lampo chiusa nel weekend ma definita solo dopo la transazione del precedente accordo tra il giocatore statunitense e l'Estudiantes Madrid, il club spagnolo dove aveva firmato a fine novembre giocando per tre mesi a fianco dell'ex biancorosso Aleksa Avramovic (7,4 punti e 2,6 assist in 20,6 minuti di media nella sua avventura iberica).
    Douglas è un attaccante creativo che ama giocare con la palla in mano, con un pedigree di alto livello al di là della carriera NBA che lo ha visto protagonista in Eurolega con Efes Istanbul e Darussafaka (14,5 punti e 4,0 assist di media nella massima competizione continentale). Nel maggio 2019 sembrava ad un passo da Milano per coprire le spalle nei playoff all'acciaccato Mike James, poi non se ne fece nulla perchè chiese il contratto anche per la stagione corrente e l'Olimpia passò la mano. In autunno inoltrato la chiamata dall'Estudiantes, dove però non ha funzionato nell'accoppiata con un altro regista puro come Pressey.
    Per Varese potrebbe essere un rinforzo di qualità elevata, sebbene il suo ruolo non sia quello di guardia come Clark ma quello del regista puro occupato finora da Josh Mayo (che potrebbe giocare in coppia con Douglas per sfruttare le sue doti balistiche su blocchi e scarichi). «E il miglior giocatore tra quelli disponibili ad accettare una situazione che non offre la vetrina nelle coppe come la nostra - spiega il g.m. Andrea Conti -. Il curriculum è importante e le qualità sono indiscutibili; avrà bisogno dei suoi spazi per esaltare le sue caratteristiche, ma pensiamo che possa essere un profilo stuzzicante per il nostro club».
    La trattativa lampo nel giro di 48 ore si è chiusa anche alla luce delle referenze positive arrivate dai contatti con i suoi precedenti allenatori in Turchia (l'ex senese Ergin Ataman ed Ernan Selcuk del Darussafaka) e dell'ex biancorosso Jean Salumu, che ha giocato con Douglas nei primi due mesi del 2018/19 al Sakarya. Il giocatore statunitense partirà nella mattinata odierna da Madrid e raggiungerà Varese per aggregarsi ai nuovi compagni, nei pomeriggio farà la conoscenza di coach Caja e del gruppo nell'abituale seduta di allenamento a porte chiuse dell'Enerxenia Arena. Il debutto è previsto già nel derby contro Milano dopo la presentazione dei documenti necessari per il tesseramento entro il termine delle 11 di venerdì.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’emergenza coronavirus produce un grave danno collaterale in casa Pallacanestro Varese. Jason Clark ha chiesto di lasciare il club biancorosso per fare rientro negli Stati Uniti: la notizia della sospensione dei voli da e per gli Stati Uniti di alcune compagnie aeree ha definitivamente indotto l’atleta biancorosso a concludere l’avventura in Italia e fare rientro a casa.
    La compagna di Clark è infatti in dolce attesa con il termine per la nascita del primogenito fissato per il 20 marzo: il rischio di essere sottoposto a quarantena e non poter assistere al lieto evento ha indotto il giocatore alla decisione di fare ritorno in patria per evitare qualsiasi evenienza.
    Per il club del presidente Vittorelli è indubbiamente una tegola, soprattutto perché riguarda il giocatore più performante dell’ultimo periodo (18,3 punti e 7,6 rimbalzi nel mese di gennaio) con la necessità di tornare sul mercato in un momento nel quale l’Italia - e in particolare la Lombardia - non sono destinazioni particolarmente gradite per gli stranieri.
    Varese ha provato a convincere Clark a recedere dal proposito, ma alla fine ha dovuto prendere atto della decisione irrevocabile del giocatore e iniziare a setacciare il mercato in cerca di un sostituto. Così Andrea Conti, che nella nottata di ieri è diventato padre per la terza volta con la nascita di Elisa, ha dovuto mettere da parte i festeggiamenti per il lieto evento e tuffarsi in un mercato dalle tempistiche e dagli sviluppi complicati.
    La richiesta unilaterale di rescissione - così come nel caso precedente di Peak - libera chiaramente risorse per il sostituto di Clark; a questo punto però sarà difficile trovare un giocatore ad hoc per le necessità di Attilio Caja, visto il momento avanzato della stagione e la congiuntura del mercato si punterà sul miglior giocatore disponibile partendo dalle disponibilità nel ruolo di “combo-guard”, ossia un elemento capace di produrre punti con la palla in mano che possa giocare con e per Mayo così come negli intenti iniziali doveva essere Jason Clark.
    E così come era stato effettivamente nel mese di gennaio, quando dopo il rischio taglio precedente alla trasferta di Treviso - scongiurato grazie ai 30 punti messi a segno con relativo raid al PalaVerde - l’esterno ex Francoforte si era messo a giocare secondo le aspettative estive. «È chiaro che per noi è un danno, perché Clark era il giocatore più in forma del roster - conferma Conti - Però di fronte ad una richiesta del genere non ce la sentiamo di opporci; il problema è che la situazione è sempre più difficile da controllare soprattutto per le famiglie degli stranieri...».
    La caccia al sostituto di Clark è aperta e l’obiettivo è quello di stringere entro le prossime ore per avviare le pratiche relative a visto e tesseramento (l’OJM ha ancora il settimo e ultimo slot extracomunitario, potendo ancora pescare senza vincoli di passaporto). A questo punto serve un rinforzo di qualità senza troppi vincoli sul pedigree stile usato sicuro già visto in Italia, toccherà allo staff dell’OJM trasformare questo imprevisto sgradito in una possibilità di migliorare la squadra con un elemento di valore. Certo tutto il lavoro di 4 settimane per inserire Carter passerà in secondo piano vista la necessità di una ulteriore correzione in corsa; a questo punto il possibile ed ulteriore rinvio del derby di domenica prossima contro Milano non sarebbe certo una cattiva notizia per una Varese alle prese con un nuovo innesto nello scacchiere di coach Caja. Che confida comunque di avere a disposizione il sostituto di Clark in tempi relativamente brevi e poterlo eventualmente far debuttare in quello che tutti auspicano come la data della ripresa del campionato, l’11 marzo contro Brescia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese sta in mezzo al guado, tra l'ambizione di alzare l'asticella e il rischio concreto di ridurre gli investimenti e di conseguenza gli obiettivi sportivi. Dopo l'assemblea di giovedì scorso il presidente del consorzio Alberto Castelli fa il punto della situazione fotografando i tre scenari possibili per il futuro.
    «La prospettiva più apocalittica è quella di ridurre drasticamente gli investimenti, che non significherebbe far morire la società ma rischiare concretamente la retrocessione. Oggi siamo in grado di reggere gli impegni attuali soltanto perchè dal 2016 in poi sono arrivati prima il Trust, poi Gianfranco Ponti e infine Orgoglio Varese, a fianco di Openjobmetis che ci supporta da sei stagioni. Ma anche mantenere tali livelli è sempre più difficile. E oltre all'impegno dei soliti noti è legato ad un fundraising deh'ultimo momento, che non possiamo più dare per scontato. La terza alternativa, più auspicabile, è alzare l'asticella con almeno un milione di risorse: questo upgrade ci metterebbe nel gruppo di squadre che competono legittimamente per i play off e possono affacciarsi in Europa».
    Sotto quale formula servono gli innesti di nuove risorse?
    «Il concetto che a Varese la pallacanestro di serie A non è un dogma di fede è una realtà inconfutabile, non un lamento pretestuoso. Negli ultimi anni abbiamo razionalizzato tutto il possibile all'interno della società, però il consorzio non è più in grado di replicare sforzi come quello che nella stagione corrente ci porterà a versare quasi 1,8 milioni di euro tra contributi diretti e indiretti. Per alimentare il giocattolo ed evitare lo scenario peggiore servono forze fresche senza distinzione tra sponsorizzazione, trust, consorzio e Orgoglio Varese».
    È una richiesta di ulteriore impegno per Gianfranco Ponti e Rosario Rasizza oppure si cercano forze esterne?
    «La passione dei consorziati rimasti dopo 10 anni è ancora massima, ma guardando in avanti l'entusiasmo è destinato a indebolirsi se non cambieranno le ambizioni. I soliti noti Ponti e Rasizza ci stanno dando da anni una mano molto significativa; alzare l'asticella significa trovare forze nuove e diverse, il milione non deve arrivare da loro che stanno già facendo tanto. L'ingresso nel capitale della società a fianco del consorzio sarebbe il modo più auspicabile perché ci darebbe sicurezze nel condividere il rischio, ma non è l'unico da percorrere. Il salto di qualità non passa dall'ingresso in società di Ponti o da un potenziamento di Orgoglio Varese».
    Ma una Pallacanestro Varese che negli ultimi 4 anni ha sempre fatto registrare perdite di bilancio può attrarre soci?
    «Non è un affare ma una spinta legata alla passione per perpetuare la storia della realtà sportiva più importante della provincia, che ha risvolti sociali e di voglia di impegnarsi per la città e il territorio. L'esempio pratico è quello del nuovo consigliere Thomas Valentino che garantisce entusiasmo e volontà di impegnarsi per la sua squadra; inoltre ci apre scenari per diventare meno "Varese-centrici"».
    In che tempi servono risposte?
    «Dopo anni di ribassi, la serie A ha effettuato un salto in avanti in termini di costi: con i soldi di cui disponiamo possiamo ancora svolgere lo stesso ruolo attuale che non è da primattori? Entro i prossimi due mesi aspettiamo risposte in vista della stagione 2020/21, l'auspicio ovviamente è quello di fare qualcosa in più e non in meno. Chi è interessato a darci una mano si faccia avanti». 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis compie il primo passo nel processo di integrazione di Justin Carter. Galoppo solido anche se privo di acuti di spicco nella prima delle tre amichevoli previste dall'area tecnica biancorossa per mettere a punto la versione 2.0 di Varese con l'aggiunta dell'ala ex Sassari. La formazione di Attilio Caja impone alla distanza il maggior peso specifico nei confronti di una Bergamo incompleta (out Allodi, Zugno e Costi) ma quantomai pungente dall'arco col trio straniero Jackson-Lautier Ogunleye-Carroll.
    I biancorossi macinano l'abituale volume di gioco corale, chiudendo con 5 giocatori in doppia cifra una gara solida sul piano delle esecuzioni e del volume di tiri aperti prodotti dalla consueta manovra ben oliata. Per almeno due quarti gli avversari di categoria inferiore, nelle cui file si mette in luce anche il 19enne prodotto del vivaio biancorosso Matteo Parravicini, tengono comunque botta a suon di triple. Alla distanza però il fatturato interno del suo Simmons (coinvolto puntualmente nei due quarti conclusivi) e Vene (pungente dalla media distanza nei giochi a due con un Mayo più frizzante in attacco rispetto alle ultime uscite) permette all'OJM di imporre la legge della categoria superiore nei duelli dentro l'area.
    E il nuovo arrivato sul quale erano puntati gli occhi di tutti? Da buon veterano Carter ha cercato di non strafare e sfruttare il mestiere per inserirsi in punta di piedi nel sistema biancorosso. Dopo la schiacciata inaugurale l'ala del 1987 è rimasto prevalentemente tra le righe, raccogliendo principalmente quel che gli ha creato il movimento di palla dei compagni senza prendere molte iniziative individuali. Il buon impatto a rimbalzo (7 totali) ha comunque dato fiducia allo staff tecnico biancorosso in una partita nella quale è comunque emersa la ruggine accumulata in 17 giorni senza partite - ufficiali e non - per lunghi tratti dei primi due quarti. Solo quando la difesa è stata più graffiante infatti l'OJM ha saputo limitare gli arcieri di Bergamo con più efficacia dopo le 10 triple subite nei primi 15'. Nel complesso comunque una sgambata utile per mettere a fuoco le situazioni da affinare per completare l'inserimento di Carter e prepararsi al ciclo di big match che attendono la Caja's Band sin dalla riattivazione casalinga del 27 febbraio contro la Virtus Bologna.
    La prossima settimana altre due tappe - mercoledì 19 a Milano contro l'Urania, giovedì 20 a Gallarate contro i Lugano Tigers - pur senza Vene e Tambone, precettati dagli impegni con Estonia ed Italia. Dando per scontato un approccio senza acuti individuali da parte di un elemento dalla vocazione da corista più che da solista, Carter deve comunque aumentare i giri dal punto di vista delle iniziative personali e della condizione atletica.
    LE PRIME IMPRESSIONI «Un galoppo utile per riprendere confidenza con il clima partita. Però c'è da lavorare, e tanto...». Attilio Caja fotografa una situazione da cantiere aperto per l'OJM in versione Carter dopo il test di ieri a Bergamo: «Justin ha giocato di posizione, sicuramente c'è da fare per tirarlo a lucido. Deve ancora capire con esattezza quel che serve a noi, sicuramente non i tiri da 3 punti con la necessità di attaccare di più sui close out. Però ci dà impatto ed energia a rimbalzo, e capacità di produrre punti da distanza ravvicinata sul gioco senza palla».
    Insomma i lavori in corso sono in piena evoluzione, ma il tempo residuo prima del debutto dell'ala ex Sassari contro la Virtus Bologna dà fiducia al tecnico pavese: «Carter è stato fermo per delle settimane, è da capire se era un problema di condizione da affinare o di intesa ancora da completare. Però abbiamo altre due settimane e due amichevoli per aumentare la sua integrazione nel sistema e affinare la situazione, ci serviranno tutte ma sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di tempo per completare il suo inserimento. Per il resto è stato il test che mi aspettavo dopo tanta inattività agonistica».
    Sulla stessa falsariga anche il commento del g.m. Andrea Conti: «Justin deve ancora completare l'integrazione nei meccanismi, ma il tempo ci aiuterà nel metterlo in condizioni di arrivare pronto fra due settimane contro la Virtus Bologna. Per il resto la squadra macina sempre il suo solido volume di gioco, serietà e impegno sono sempre al top ma dopo 6 mesi di stagione questo è ormai un dato di fatto, cercheremo di sfruttare al meglio i due appuntamenti agonistici della settimana prossima per mantenere il ritmo agonistico in vista della sfida del 27 febbraio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese.
    Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici.
    Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club).
    Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso.
    L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis si spegne sul più bello nello spareggio per l'ottavo posto sul campo della Fortitudo Bologna. La truppa di Attilio Caja cede in volata contro una Pompea trascinata dai suoi veterani Aradori, Mancinelli e Stipcevic per piegare una Varese bifronte sul piano balistico. I biancorossi giocano un primo tempo offensivamente scintillante (48 punti con 7/9 da 2 e 10/21 da 3) fino a quando Mayo ispira tutti con le sue giocate da regista puro; poi l'ex di turno croato gli fa sentire il fiato sul collo tra raddoppi e malizie, e Josh -nella prestazione tecnicamente migliore dell'ultimo mese - incappa in un'altra serata disastrosa al tiro come a Sassari (3/15 dal campo con 2/12 dall'arco, pur dovendo spesso prendere tiri "impiccati" allo scadere dei 24 secondi).
    Complice anche il totale fuorigiri di Jakovics, che in una serata da 5 perse getta alle ortiche 4 palloni in 7', l'oliatissimo meccanismo che aveva esaltato la mano calda di Vene (inedito top scorer con 6/10 dal campo) si inceppa clamorosamente tra terzo e quarto periodo. I dati totali dicono 28 punti dopo l'intervallo con un complessivo 8/28 dal campo; il bug fatale all'OJM scatta però tra il minuto 24 e il minuto 33, quando gli ospiti segnano solo 5 miseri punti senza più costruire nulla dalla circolazione di palla.
    Varese ha la forza e il carattere di non crollare dopo il 5-21 che la porta da più 8 a meno 8, e con un finale arrembante di Ferrero riapre i giochi tornando a meno 1 nell'ultimo giro di lancetta con la possibilità di strappare comunque i due punti al PalaDozza. Ma il jumper corto di Clark - seguito da una tripla ancora più corta sulla sirena dell'ex Francoforte - spegne il sogno di una OJM combattiva e grintosa a dispetto dei suoi atavici limiti.
    Stavolta non è un problema di personalità, ma di qualità: spenta la luce di Mayo con le maniere forti, nella serata no dell'alternativa Jakovics il sistema offensivo biancorosso non ha trovato più soluzioni corali per armare i suoi fucilieri. Il calo vertiginoso delle percentuali è anche figlio della peggiore qualità della loro preparazione dopo lo show balistico dei primi 20'. Peccato perché l'energia e l'applicazione profusa da Varese avrebbero meritato un finale diverso, anche in una serata nella quale il suo fuciliere principe Mayo ha girato a vuoto ma vivere di percentuali dal perimetro è sempre un azzardo.
    Ora l'OJM stacca la spina per 32 giorni filati, nei quali Attilio Caja dovrà fare il tagliando alla squadra metabolizzando l'ormai certo addio di L.J. Peak, che per volontà propria uscirà dal gruppo: al suo posto arriverà Justin Carter - oggi la trattativa dovrebbe chiudersi - ossia un veterano di 33 anni con tanto mestiere e un buon vigore atletico che nelle idee dell' area tecnica biancorossa potrebbe aggiungere quel quid in più ad una squadra diligente, grintosa e caparbia. Ma specie in trasferta troppo monocorde e piatta nel suo basket orizzontale senza assalti al ferro.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo.
    Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM.
    Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba).
    Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana.
    Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene.
    Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis pianta nuovamente il vessillo biancorosso all'Enerxenia Arena. Regola con autorità Trieste inaugurando con un franco successo il cammino casalingo del 2020 e ritrova l'applauso della sua gente al termine di una prestazione mediamente consistente, con il collettivo determinante nel garantire una produzione balistica sostanziosa (64% da 2 e 40% da 3 con un ultimo quarto da 0/6).
    Varese riempie la gerla con un attacco frizzante a dispetto del fuorigiri degli ultimi 8', ma la spinta decisiva per abbattere un'Allianz ben più competitiva rispetto all'andata arriva quando l'OJM alza il volume in difesa ed esalta i suoi arcieri in transizione. In una gara più scintillante che ruvida la differenza la fa l'energia difensiva prodotta da Jakovics (ancora sopra Mayo per impatto in regia e in retroguardia) e Tambone, micidiale con le sue raffiche dal perimetro ed efficace anche in fase di costruzione del gioco.
    Ma nel sinfonico collettivo biancorosso spicca la concretezza di L J. Peak, più a suo agio del solito anche nel gioco a difesa schierata cavalcando una serata di grazia dal perimetro. Taglio scongiurato per l'ala del 1997, che ieri ha disputato la prova più solida della stagione nel modo di stare in campo? In realtà si naviga ancora a vista, dato che era stato il giocatore a manifestare propositi di cambiare aria in settimana, inducendo il club biancorosso a prenotare il veterano Justin Carter.
    Il Peak di ieri è un giocatore sul quale continuare a lavorare per cercare di limarne l'inesperienza; se però l'atleta ex Georgetown - sul quale ci sarebbe l'interesse di Pistoia e Reggio Emilia - non volesse proseguire la cura Caja, bisognerà prenderne atto. Così come si è preso atto della volontà di Riccardo Cervi di cambiare aria: il freschissimo ex di turno ha fatto correre qualche brivido lungo la schiena dei tifosi con gli 8 punti in 7' del primo tempo (uno in più di quelli totalizzati nei suoi 47 giorni a Varese). Poi però l'OJM lo ha costantemente puntato sui cambi del pick& roll e proprio nel momento migliore di Tambone e Jakovics è nata la fuga mixando triple e layup di un terzo quarto da spellarsi le mani (33 punti con 8/12 da 3).
    Certo il finale è stato rivedibile, con Trieste rientrata da meno 20 a meno 4, fallendo il possibile meno 2 a meno 44" con una giocata di sostanza di Simmons. Tutto sommato, però, i 4.176 presenti all'Enerxenia Arena hanno apprezzato un'OJM sostanziosa e frizzante quanto basta per archiviare definitivamente la pratica salvezza visti gli 8 punti più il 2-0 negli scontri diretti con l'attuale penultima della classe. Ora lo scontro diretto di domenica sul campo della Fortitudo Bologna, dopo il quale la truppa di Caja resterà ai box fino all'1 marzo tra il turno di riposo da calendario e il rinvio della sfida contro la Virtus Bologna (con ogni probabilità non si giocherà né il 2 né il 27 febbraio: il recupero sarà calendarizzato a marzo). Al PalaDozza il roster sarà lo stesso di ieri, poi cinque settimane di stop serviranno a tirare le somme.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Quella che si presenta a Varese è una Pallacanestro Trieste rivoluzionata rispetto a quella incontrata all’andata e che grazie ai suoi nuovi innesti Hickman Washington e Cervi sembra avere un roster più competitivo. Primi 2 quarti in cui prevale l’equilibrio anche se Varese mantiene un piccolo vantaggio e il pallino del gioco. Nella ripresa i padroni di casa tentano e riescono nell’allungo fino a trovare il più 20 ma poi l’orgoglio degli alabardati si fa sentire riuscendo a rientrare avendo in mano anche la palla del meno 2 a pochissimo dalla sirena finale. Un non fischio invece sancisce la palla persa degli ospiti e dopo il consueto giro in lunetta per i falli sistematici Varese la spunta con qualche apprensione di troppo per 91 a 85. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 7,5 : chiamato a dare una risposta alle tante critiche e voci girate negli ultimi giorni L.J batte dei colpi forti e decisi mostrando a tutti che lui vuole continuare a lottare per la causa e che può fare anche la voce grossa, speriamo sappia lavorare sulla continuità. BARITONO
    Clark 7 : continua la striscia positiva di Jason che vuole festeggiare il suo trentesimo compleanno principalmente con una vittoria e poi con una prestazione convincente. Buone le sue percentuali anche se il plus/minus lo penalizzano oltre misura, riesce ad essere efficace anche in difesa. In campo solo 18 minuti perché limitato dai falli. MATURO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6,5 : nei momenti di difficoltà in regia è il lettone a prendere le redini del gioco e grazie al suo sangue freddo gestisce tempi meglio del titolare Mayo. Primo tempo in cui fatica a trovare la via del canestro, seconda parte di gara in cui si scioglie e riesce ad essere efficiente trovando il fondo della retina. In coppia con Tambone sembra sia una questione di feeling (cit.). MINA (vedi Tambone)
    Natali N.E
    Vene 7 : finalmente una prova convincente su tutti i fronti per il barbuto estone che riempie le caselle di tutte le statistiche con buoni numeri ma la differenza la fa con il suo punto di forza, le intangibles che stasera hanno nuovamente fatto apprezzare la sua intelligenza cestistica superiore alla media. I.A.
    Seck N.E.
    Simmons 6,5 : sembra leggermente appannato rispetto al centro dominante che abbiamo apprezzato fino a questo punto della stagione, infatti Varese fatica e subisce a rimbalzo. Resta comunque uno dei pilastri e punti di forza della squadra e del sistema Cajano e il suo contributo è fondamentale anche questa sera, forse il mese di pausa che attende la OJM tra poco servirà per fargli ricaricare le batterie. POWER BANK
    Mayo 5 : anche questa sera rimane forse l’unico grande assente ingiustificato. Palle perse non certo da giocatore di grande esperienza quale è lui, playmaking rivedibile e mira che il più delle volte fa cilecca. Partenza shock e qualche segnale di vita nel terzo quarto e nel finale quando è bravo a realizzare i liberi che sanciscono la vittoria. IRRICONOSCIBILE
    Tambone 8 : evidentemente aveva qualcosa in sospeso col destino; dopo la prestazione monstre disputata sul campo della Dinamo Sassari Matteo ha voluto dimostrare che quella non è stata una eccezione e anche stasera è riuscito a mettere in campo una efficacia rara nei momenti più delicati dell’incontro con alcuni acuti che non avrebbero sfigurato nemmeno a San Remo. COCCIANTE (vedi Jacovics)
    Gandini 6,5 : torna ad essere il secondo lungo del roster e seppur non prenda nessuna iniziativa offensiva dimostra la sua grinta tuffandosi sul parquet come un ragazzino di un metro e ottanta per conquistare un possesso e poi è granitico nel portare blocchi per favorire i movimenti dei suoi compagni. TANIA CAGNOTTO
    Ferrero 6 : buttato nella mischia presto visto l’inizio in salita di Vene riesce subito ad avere un buon impatto e aiuta a ricucire lo strappo creato da Trieste ma poi il suo minutaggio resta relativamente basso perché dal rientro in campo del 4 titolare, Sim Sander diventa imprescindibile e il contributo del capitano rimane un pro forma. SARTO

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