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VareseFansBasketNews


  • simon89

    Derby amaro per Varese

    By simon89, in News,

    Il clima del derby contro Cantù non guarisce il mal di trasferta dell'Openjobmetis. La truppa di Caja allunga a quota 5 la sua serie negativa lontano da Masnago, subendo la maggior freschezza atletica dell'Acqua San Bernardo che in attesa del talento di Joe Ragland (regalo extra di uno sponsor che impiegherà l'ex Milano come testimonial) abbatte una Varese opaca e poco reattiva in ogni aspetto del gioco. Ossia una squadra diametralmente opposta a quella che aveva schiantato Roma sul piano dell'intensità e dell'energia, mentre ieri si è fatta mettere sotto in ogni situazione legata a vigore e fisicità.
    Eloquente il dato delle percentuali nel pitturato, dove Cantù ha prodotto il 61 % su 31 tiri dentro l'area conquistando ripetutamente punti sudati con l'accelerazione dei suoi esterni, mentre l'OJM ha totalizzato un più che modesto 32% su 22 tentativi, andando più volte a sbattere in penetrazione e servendo solo una volta dentro l'area Jeremy Simmons. In attesa di Riccardo Cervi, fermato in extremis da un problema alla pianta del piede, i biancorossi hanno ribadito la totale latitanza di risorse interne ripetendo l'ormai abituale tiro al bersaglio obbligato dall'arco.
    E la squadra reattiva e graffiante che aveva dato spettacolo domenica scorsa all'Enerxenia Arena? Dispersa nel tragitto tra il piazzale di Masnago e Desio, così come già altre volte - ma mai raggiungendo i picchi negativi di ieri - è accaduto quando Ferrerò e soci mettono il naso fuori da Varese. In un derby dal volume di gioco oggettivamente modestissimo sarebbe bastato poco per provare a invertire il trend negativo in trasferta alzando l'asticella delle ambizioni. La sconfitta di ieri, nitida e indiscutibile per i meriti dell'Acqua San Bernardo più assetata di punti in ogni aspetto del gioco, dimostra con i fatti che le ultime esibizioni esterne non dipendevano solo dal valore degli avversari, ma anche e soprattutto dal (dis)valore espresso dall'OJM in formato esportazione.
    La Varese in versione Masnago aggredisce le partite con un atteggiamento grafitante che ne esalta le qualità difensive e le permette di spingere sull'acceleratore per sfruttare al meglio i suoi atleti e nascondere la taglia limitata in quasi tutti i ruoli. Invece in trasferta l'atteggiamento è di base guardingo, se non remissivo, come apparso nel 9-2 iniziale che ha evidenziato un impatto con la partita molto diverso da quello che sarebbe servito per incatenarla sui binari giusti per la truppa di Caja.
    Senza la spinta garantita dalla difesa, i biancorossi si sono incartati in un prevedibile "rimescolo" sul perimetro che, col Mayo fuori fase del primo tempo e il Vene giù di corda della ripresa, ha avuto pochi interpreti efficaci. Da salvare solo l'anima italiana di Tambone e Ferrero, che hanno provato a dare un po' di garra a un'OJM decisamente inespressiva. Ma con questo atteggiamento in trasferta non si va da nessuna parte, men che mai alle Final Eight...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis banchetta a suon di triple contro Roma nel lunch match che ribadisce la legge dell'Enerxenia Arena. Quarta vittoria casalinga consecutiva per la compagine di Attilio Caja, che spazza via una inconsistente Virtus grazie alla fiammata iniziale (10/12 da 3 nei primi 13 minuti ! ) e dilaga fino al più 30 finale, quarto scarto oceanico della stagione dopo quelli rifilati a Trieste, Fortitudo Bologna e Brindisi.
    Match a senso unico dominato per 40 minuti filati da una Varese concentratissima nell'imporre il suo ritmo indiavolato agli avversari. Il marchio di fabbrica è quello abituale della difesa, con Simmons e Vene perfetti nella morsa per disinnescare la produzione interna di Jefferson e la staffetta su Dyson a limitare il bomber ospite dopo gli 8 punti dei primi 6'. E quello della coralità, con cinque uomini in doppia cifra guidati da un ritrovato Peak (8/12 al tiro più 4 rimbalzi e 3 recuperi) a sfiorare i 100 punti con un sinfonico 56% dal campo frutto dell'eccellente 75% finale nel tiro da 2.
    Dunque stavolta l'OJM non ha vissuto solo di triple, con la grandinata iniziale che ha ridotto la sua frequenza (14/33 finale di cui 4/16 nella ripresa dopo il 10/17 di metà gara) senza veder calare il fatturato offensivo grazie alla capacità di esaltare le doti acrobatiche di Simmons (4 schiacciate su alley-hoop o mis-match sfruttati) e la bravura di Clark e Peak di attaccare il canestro sui ribaltamenti della manovra. Menzione particolare per la panchina, col primo impatto di Jakovics e Ferrero fondamentale per propiziare il 14-0 di fine primo quarto e la costanza ad alto livello di Tambone a dare sostanza sui due lati. I 37 punti prodotti dal secondo quintetto - 18 dei quali dal lettone, graffiante anche nel secondo tempo dal perimetro - hanno fatto la differenza rispetto ai 9 fatturati da Roma, garantendo all'OJM quella capacità di mantenere l'intensità ad alto livello che rappresenta la differenza primaria tra rendimento casalingo ed esterno.
    La truppa di Caja regala dunque una domenica festosa ai 3.911 presenti (in parterre è spuntato anche l'ex patron di Cantù Dmitry Gerasimenko, che ha avuto parole di apprezzamento per il tecnico pavese) che hanno rinviato il pranzo per dare fiducia alla voglia di riscatto dei biancorossi. Che col solito approccio graffiante e grintoso versione Masnago, hanno mandato fuori partita una Virtus remissiva, con le giocate spettacolari di Peak e Simmons e le sventagliate dall'arco di Mayo e Jakovics ad accompagnare una costante applicazione sui due lati del campo.
    Così l'OJM inaugura nel modo migliore il cammino di dicembre, riaggancia il gruppone a quota 10 a ridosso della zona Final Eight e attende l'aggiunta di Riccardo Cervi in vista del derby di domenica a Cantù. Ossia il primo punto di svolta - cercando la continuità tanto bramata da Caja - per capire se dovrà accontentarsi delle vittorie da copertina a Masnago, oppure potrà scalare le gerarchie della classifica imparando a graffiare anche in trasferta.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Primo match giocato in casa alle 12.00 della domenica per Varese che, viste le percentuali, sembra aver gradito. Incontro quello disputato contro Roma che rimane equilibrato per i soli 5 minuti iniziali e che poi resta in assoluto controllo della Openjobmetis che mette a ferro e fuoco la compagine capitolina fino a raggiungere alla sirena finale ben 30 punti di vantaggio. Bucchi e i suoi non riescono mai a trovare le contromisure necessarie per arginare i padroni di casa che iniziano questo mese di dicembre con il piede giusto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 8 : per ora non ha certo brillato per la sua continuità di rendimento ma come nella partita contro Brindisi, quando L.J. è in giornata, grazie al suo fisico ed alle sue qualità cestistiche diventa inarrestabile quasi per chiunque e sa essere un fattore sui 2 lati del campo. TITANO
    Clark 6,5 : una partita meno incisiva rispetto alla sua ultima uscita a Reggio Emilia dal punto di vista offensivo ma riesce a migliorare sensibilmente come gestione del gioco e sulle palle perse. Nel complesso una prestazione discreta. DILIGENTE
    De Vita S.V.
    Jakovics 7,5 : primo tempo in cui rasenta la perfezione al tiro dalla lunga e solita difesa asfissiante nei confronti di Dyson che lo soffre ed infatti va fuori giri. Nella ripresa calano le percentuali ma si guadagna diversi liberi che mette poi a referto con la consueta freddezza che va in contrapposizione con la sua mano bollente. LAVA
    Natali S.V.
    Vene 7 : parte forte in attacco ma poi deve mordere il freno perché sia Alibegovic che Jefferson sono ossi duri da contrastare. Ma Siim non è certo uno di quei giocatori che si fa intimidire facilmente e dopo essersi adeguato agli avversari riesce a mettergli la museruola anche grazie all’intesa con Simmons che cresce gara dopo gara. PUROSANGUE
    Simmons 7,5 : pur non facendo registrare statistiche clamorose dimostra ancora una volta di essere fondamentale per il rendimento di Varese. Alla prima azione piazza una “pera” clamorosa condizionando poi tutti gli attacchi portati al ferro dai romani. Svelto e sveglio, prontissimo a raddoppiare e non appena possibile a decollare per inchiodare il pallone nel canestro. AIR JEREMY
    Seck N.E.
    Mayo 7 : dopo la pessima prestazione al tiro offerta la scorsa settimana e che probabilmente è valsa la sconfitta dei suoi, il piccolo folletto a stelle e strisce è autore di una buona prestazione in cui non eccede nelle conclusioni. Si prende solo quelle necessarie a far capire al suo diretto avversario, Dyson, che non teme ne il confronto fisico che sulla carta lo vede nettamente inferiore, ne il confronto balistico. In entrambi i casi risponde colpo su colpo e da vero leader si dedica alla squadra invece che al suo bottino personale e la scelta risulta vincente. ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI
    Tambone 7 : Matteo nato e cresciuto cestisticamente nella Virtus giallorossa non sente l’emozione della partita dell’ex ed è protagonista di una prestazione concreta e molto positiva, facendo intravedere quella continuità e crescita di rendimento che potrebbero consacrarlo al definitivo upgrade. CUORE DI PIETRA
    Gandini S.V.
    Ferrero 7 : nel momento di black out dei suoi lui era in campo e ha anche commesso qualche ingenuità di troppo ma poi si è fatto perdonare alla grande infilando una striscia importante da 3 e combattendo con la solita energia contro avversari ben più grossi di lui, riuscendo a mettere diversi granelli di sabbia negli ingranaggi dell’attacco romano. SAHARA

  • simon89
    Riccardo Cervi ha iniziato a fare conoscenza con i meccanismi di gioco dell'Openjobmetis. Primo giorno da biancorosso per il 28enne centro di Reggio Emilia, che ha finalmente cominciato ad allenarsi con il pallone dopo le tre settimane di lavoro differenziato col preparatore atletico Silvio Barnaba. Il cestista del 1991 faceva già a tutti gli effetti parte del gruppo avendo seguito la squadra di Attilio Caja nelle trasferte di Milano, Brescia e Reggio Emilia, dove la società di casa lo ha premiato nel prepartita di sabato per la lunga militanza nella sua alma mater giovanile.
    Da ieri, però, Cervi fa ufficialmente parte del roster biancorosso, non soltanto in termini contrattuali - firma in calce all'accordo fino al 30 giugno messa nero su bianco - ma anche tecnici, avendo potuto svolgere almeno una parte della seduta pomeridiana. Dopo i lavori individuali col gruppo dei lunghi di ieri mattina e la seduta video per esaminare la gara di sabato in Emilia, il nuovo centro biancorosso ha effettuato una parte dell'allenamento. Sul piano fisico i progressi rispetto ai primi giorni del lavoro differenziato sono notevoli, ma come era logico aspettarsi - vista l'inattività dal termine dello scorso campionato (ultima partita ufficiale disputata il 12 maggio) - Cervi avrà bisogno di qualche settimana per raggiungere il livello di forma dei compagni. Specie in un gruppo nel quale i ritmi d'allenamento mantenuti da Attilio Caja sono molto elevati ed è fisiologico che il primo impatto col campo di un giocatore agonisticamente fermo da oltre 6 mesi fosse ricco di pause forzate.
    «Per avere Cervi al top ci vorrà qualche settimana, ma non ci aspettavamo nulla di diverso - spiega il g.m. Andrea Conti -. Quando sarà in condizioni ottimali potrà certamente essere un upgrade importante per noi; starà a lui riuscire ad arrivare il più in fretta possibile sulla stessa pagina dei suoi compagni sul piano della condizione, ma non vogliamo assolutamente affrettare i tempi». Per il momento, dunque, non c'è intenzione di forzare i tempi dell'inserimento del nuovo centro sul telaio della squadra di Caja. Tra stasera e domani lo staff tecnico farà il punto della situazione sulla condizione di Cervi in termini di tenuta al ritmo degli allenamenti continuati per decidere se portarlo in panchina già domenica contro Roma, oppure rinviare il suo debutto con due settimane di lavoro nelle gambe al derby dell'8 dicembre a Cantù.
    Di sicuro Varese non vuole affrettare la situazione per consentire al lungo del 1991 di inserirsi nei tempi giusti all'interno dei complessi meccanismi corali della formazione biancorossa, senza sovraccaricarlo né sul piano delle responsabilità né su quello fisico. Il fatto che il nuovo giocatore dell'OJM si sia già ambientato all'interno del gruppo sarà comunque utile per velocizzare la sua integrazione nel sistema. Oggi come oggi Cervi è più un investimento in ottica futura (peraltro non troppo remoto...) che un rinforzo immediato. Ma nel giro di un mese i suoi 214 centimetri potrebbero davvero aggiungere al sistema Varese una presenza interna su entrambi i lati del campo per integrare il roster attuale con un giocatore con caratteristiche differenti da tutti i suoi compagni in grado di dare una dimensione più importante alle ambizioni dell'OJM.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Openjobmetis troppo forte per rischiare nella bagarre salvezza ma ancora troppo poco consistente per inserirsi nella volata playoff. Questo il verdetto espresso dalle prime 10 giornate - per Varese 9 gare contando il turno di riposo già scontato - di una serie A dalla classifica solo apparentemente compatta, ma in realtà pronta a spaccarsi in tre tronconi. Da una parte le superbig, partendo da Milano e Bologna ma proseguendo con Sassari e Venezia che pur senza vittorie esterne è destinata a salire di tono; dall'altra il gruppo in coda composto da Cantù, Trieste, Pistoia e Pesaro che per qualità di organico e possibilità di intervento sembrano destinate a giocarsi le due retrocessioni.
    IL VALORE - Oggi come oggi l'OJM è dodicesima sull'ultimo vagone del secondo troncone, comandato da Brindisi e Brescia nella rincorsa ai playoff. Nel dopo gara del PalaBigi un Attilio Caja visibilmente rammaricato per l'occasione persa dai suoi ha ribadito chiaramente che l'obiettivo stagionale rimane quello di stare lontano dalla zona calda: a oggi Varese sembra avere una marcia in più rispetto al terzo troncone, ma le manca la capacità di dare continuità alle sue prove di alto livello (a Trieste e in casa contro Venezia) garantendosi quello standard di rendimento minimo imprescindibile per un rendimento costante da metà alta della classifica.
    CALENDARIO TERRIBILE - Il percorso della prima metà abbondante del girone d'andata ha proposto una lunga serie di test impegnativi a Ferrero e compagni. In 9 partite disputate, i biancorossi hanno affrontato Bologna, Brindisi, Sassari, Milano, Fortitudo Bologna, Reggio Emilia e Venezia: si tratta delle prime sei della graduatoria attuale, più due delle cinque squadre a quota 10 punti. Aver chiuso il ciclo terribile con uno zero tondo in media inglese e gli scalpi nobili di Brindisi e Venezia appesi alla cintura non è un ruolino di marcia disprezzabile. Anche se in trasferta il piatto piange tra problemi di taglia e personalità (leggi il meno 41 totale rimediato a Milano e Brescia) e quella di sabato a Reggio Emilia va archiviata alla voce occasioni mancate.
    MESE DELLA VERITÀ - Dopo il filone di tapponi dolomitici dalla pausa del 12 ottobre alla trasferta del PalaBigi, ora la strada "spiana" sotto le ruote del- l'OJM: il prossimo ciclo di 6 partite ne propone 4 in casa - Roma domenica, Pesaro il 15, poi la doppietta festiva del 26 contro Pistoia e del 29 contro Trento - e due derby lombardi a Cantù (domenica otto) e a Cremona (domenica 22). Tutte squadre che in classifica stanno appena sopra o nettamente sotto la compagine di Caja: per una squadra solida e matura sarebbe l'occasione per mettere fieno in cascina e cambiare decisamente le prospettive di classifica. Se è vero che la quota 18 punti con 16 partite di andata potrebbe valere le Final Eight di Coppa Italia, capitalizzare il poker casalingo ed aggiungere uno degli ultimi tre viaggi (la fase ascendente si chiuderà il 5 gennaio a Treviso) potrebbe mutare completamente il volto della classifica biancorossa...
    FATTORE CERVI - Per cogliere l'occasione offerta dal calendario l'OJM dovrà però trovare quella consistenza mancata all'appello anche a Reggio Emilia nella solare differenza di rendimento tra primo e secondo tempo. Meno sbalzi di tensione legati agli umori balistici di Mayo, più continuità da un Clark comunque in crescita, un Peak da ritrovare all'interno di un sistema che ancora digerisce a fatica: queste le tre chiavi per alzare l'asticella delle ambizioni. È poi c'è il fattore Cervi: all'ex azzurro non si può chiedere impatto immediato, ma potrà dare quella profondità offensiva alla manovra che due giocatori di rendimento ma non di post basso come Vene e Simmons non sono in grado di garantire.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese e Riccardo Cervi, questo matrimonio s'ha da fare. Trattativa formalmente avviata fra le parti per trovare l'accordo definitivo - tra salario e premi ad incentivo - che dovrebbe legare la società del presidente Vittorelli al 28enne centro di Reggio Emilia fino al 30 giugno 2020. La convergenza di fattori positivi che hanno fatto scattare la scintilla nelle ultime settimane tra il club prealpino e l'atleta del 1991 sfocerà in un contratto da siglare nei prossimi giorni, appena prima della riattivazione del giocatore che dopo la trasferta di Reggio Emilia dovrebbe iniziare ad allenarsi con il gruppo guidato da Attilio Caja.
    Sin dal suo arrivo a Varese per svolgere il percorso personalizzato di recupero e preparazione atletica con la sua vecchia conoscenza Silvio Barnaba, Cervi ha dimostrato di gradire l'ambiente biancorosso manifestando interesse per la possibilità di entrare a far parte del sistema Openjobmetis. Che dal canto suo è pronta a cogliere al volo l'occasione di rinforzare il roster con un giocatore di indiscusso valore (6,8 punti più 4,1 rimbalzi e 1,3 stoppate in 226 gare di serie A disputate tra Reggio Emilia ed Avellino dal 2012 al 2019; 8,6 punti e 5,1 rimbalzi nell'ultima annata alla Grissin Bon), irrobustendo il reparto lunghi con i 214 centimetri per 115 chili dell'atleta del 1991.Ossia un perfetto complemento per Jeremy Simmons, probabilmente l'acquisto estivo più azzeccato nel rapporto tra aspettative e rendimento, ma anche il più utilizzato (34,8 minuti totali, primo assoluto in serie A) nelle prime 8 giornate. Per Varese sarà un upgrade importante per le rotazioni; Cervi potrà dare profondità interna alla manovra offensiva e protezione del pitturato in difesa, garantendo almeno una quindicina di minuti di presenza sotto le plance alle spalle del centro statunitense. Un'alternativa importante nel reparto lunghi che dovrà aiutare l'OJM a reggere meglio l'impatto fisico contro le big.
    E le coperture? La ventata di entusiasmo garantita dall'impresa casalinga contro Venezia ha creato i presupposti per dare semaforo verde ad un'operazione dai costi comunque contenuti rispetto al pedigree di un giocatore che ha all'attivo due finali scudetto con la Reggiana e una semifinale con Avellino. L'aspetto economico dell'operazione non sarà del tutto indifferente per un club come Varese attento ad ogni dettaglio; ma è chiaramente allettante per l'opportunità di ingaggiare un italiano di livello - sia pur da inserire a poco a poco vista la lunga inattività dai primi di maggio - su cifre ben diverse da quelle dell'ultimo contratto alla Grissin Bon, dato che Cervi ha visto nell'opportunità offerta dall'OJM come l'occasione per rilanciarsi nel contesto di una squadra adatta alle sue qualità.
    La volontà è che entro il weekend le parti trovino un accordo sui dettagli contrattuali in fase di definizione con l'atieta del 1991 atteso in palestra con la squadra alla ripresa degli allenamenti dopo Reggio Emilia; l'obiettivo sarebbe quello di farlo debuttare nel derby dell'8 dicembre a Cantù, ma se i riscontri del campo saranno positivi è possibile che giochi già qualche minuto domenica 1 contro Roma. L'arrivo del nuovo pivot non presuppone comunque la cessione di Luca Gandini: la volontà di società ed area tecnica è mantenere in organico l'attuale centro di riserva dell'OJM, per non perdere le sue indiscusse doti di uomo spogliatoio all'interno del gruppo e poter amministrare l'eventuale gestione di Cervi in allenamento.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    Partita tanto tosta quanto importante quella che mette di fronte la campionessa d'Italia in carica Venezia contro una Varese alla ricerca spasmodica di una vittoria che manca da 2 turni. Partita in cui i padroni di casa comandano la partita tranne un piccolo frangente nel quarto quarto dove sembra che l’inerzia sia tutta per i lagunari ma prima un suntuoso Simmons e poi un indiavolato Mayo decidono che i 2 punti devono restare sotto il Sacro Monte per una Openjobmatis da favola. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 5,5 : buon primo tempo soprattutto difensivamente dove è attento e reattivo ma dove non trova mai ritmo ed efficacia in attacco, cosa che si ripete anche nella ripresa ma dove non riesce ad essere così determinante nelle retrovie. STOPPER
    Clark 6,5 : nei primi due quarti fa finalmente vedere il perché in estate era stato scelto per il ruolo di guardia titolare. Nella ripresa forse anche per la condizione non ancora al top cala vistosamente ma mette un canestro dalla media fondamentale. Nel complesso buona prestazione sperando che il suo sia un crescendo. Notevole il suo +14 sul plus/minus che spicca su tutti gli altri. DOLCE RISVEGLIO
    De Vita N.E.
    Jakovics 6 : meno ordinato e chirurgico del solito e per questo coach Caja gli concede solo 12 minuti anche se nel poco spazio concessogli riesce comunque ad andare in doppia cifra. Fatica stranamente in difesa forse pagando il gap fisico con gli avversari ma l’intensità non gli manca mai. POLLICINO
    Natali S.V.
    Vene 7 : il suo marchio di fabbrica in attacco ormai è il suo ricciolo e il tiro preso all’altezza della lunetta. Stasera da quella posizione è una sentenza e non abusa del tiro da 3 capendo che forse non è il caso di esagerare con quel fondamentale. Sempre lucido e utilissimo in tutte le situazioni di gioco anche perché deve marcare l’avversario con più talento in assoluto che è Daye limitandolo a solo 13 punti. DETERMINANTE
    Simmons 9 : nei quaranta minuti regolamentare assolutamente il migliore in campo per distacco. Lotta, segna, salta, stoppa tutto quello che passa nel suo raggio d’azione e se Varese se la può giocare nei supplementari deve ringraziare il suo lungo che è autore di una prestazione da esporre al Louvre. MONNA LISA
    Seck N.E.
    Mayo 9 : partita regolamentare che forse definire normale è ingeneroso; supplementare che definire strepitoso (fatta eccezione per i 2 liberi sbagliati e che avrebbero chiuso i giochi) è limitante. Il generale riesce sempre a elevarsi ad un livello di gioco superiore agli altri e a mettersi nelle condizioni di fare sempre la differenza. MARZIANO
    Tambone 7 : perde il quintetto base e inizialmente non sembra avere gli stimoli giusti per far pensare al suo allenatore di aver sbagliato. Nel finale quando la contesa si fa molto tesa e difficile per Varese che fatica a trovare buone soluzioni offensive anche per mancanza di leadership dimostra di avere 2 attributi grossi come 2 cocomeri e prima guadagna 3 liberi segnandoli e poi mette una bomba che ricaccia i veneti indietro sul loro tentativo di rimonta. CAZZUTO
    Gandini S.V.
    Ferrero 6 : partita senza particolari acuti anche se il suo gancetto in entrata sta diventando una bella abitudine. Il suo minutaggio cresce anche per sopperire nel momento in cui Vene viene pescato col quarto fallo e onestamente il suo contributo difensivo è del tutto apprezzabile. In attacco un po’ appannato anche se dalla lunga a volte la fortuna non lo premia. CALIMERO

  • simon89
    Si avvicina il momento decisivo per l'operazione Riccardo Cervi. Il lungo di Reggio Emilia ha superato ieri mattina il test effettuato col preparatore Silvio Barnaba relativo alle sue condizioni di forma dopo i primi 10 giorni di lavoro differenziato in qualità di ospite dell'OJM. Ora il centro del 1991 potrà intensificare i carichi di lavoro degli allenamenti individuali per completare il percorso necessario prima di tornare in campo.
    Al momento si prevede che nella settimana successiva alla trasferta di Reggio Emilia il giocatore ex Grissin Bon possa svolgere i primi allenamenti con la squadra; nella migliore delle ipotesi comunque Cervi non sarà pronto a scendere in campo fino all'inizio del mese prossimo, fissando tra il derby dell'8 dicembre a Cantù e l'impegno casalingo del 15 contro Pesaro la data dell'eventuale debutto.
    Eventuale perché il momento di decidere se affondare il colpo formalizzando una proposta contrattuale al centro reggiano si sta avvicinando. Evidente come i 214 centimetri di Cervi potrebbero far comodo ad una Openjobmetis che gradirebbe un'iniezione di centimetri dentro l'area per poter dare maggiore profondità alla manovra offensiva ed essere meno dipendente dalla costruzione e dall'esito delle sue soluzioni dal perimetro.
    Anche se poi inserire un lungo con caratteristiche atletiche particolari come l'ex Avellino - dotato di statura ma non di particolare stazza e relativamente mobile sugli aiuti sul perimetro che fanno parte del bagaglio base del sistema difensivo di Attilio Caja - renderebbe indispensabile qualche adeguamento tattico per sfruttare al meglio le sue qualità a protezione dell'area colorata. Ma il problema non è certo di natura tecnico-tattica: l'operazione Cervi richiederebbe un extrabudget per il quale servono certezze in termini di coperture economiche, che in tempi di approvazione del bilancio 2018/19 e CdA in scadenza in vista dell'insediamento della nuova governance non sono così scontate.
    Vero è che rispetto ai costi estivi dell'ex azzurro sarebbe un'occasione decisamente ghiotta per rinforzarsi in un ruolo nel quale c'è un'oggettiva carenza di risorse. Altrettanto vero è che la salute dei conti della Pallacanestro Varese è decisamente migliorata nell'arco degli ultimi 24 mesi, ma la situazione finanziaria necessita un costante controllo per evitare sforamenti a carico dei soliti noti. Mentre Cervi lavora in palestra, dirigenti e proprietà lavorano sulle coperture auspicando di trovare la quadra.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Leonessa sbrana Varese facendo valere la legge dei muscoli. Secondo viaggio consecutivo a vuoto per la truppa di Attilio Caja, stritolata dall'esperienza della Germani: copione simile a quello del derby di Assago per Ferrero e compagni, spianati dalla fisicità dei padroni di casa in una gara segnata dai precoci problemi di falli di L.J. Peak (solo 16' per l'ala statunitense). Ossia l'unico giocatore biancorosso capace di procurarsi dei vantaggi fisici ed atletici negli 1 contro 1 contro la potente batteria degli esterni di Esposito.
    E dunque è diventato facile per la difesa di Brescia concentrarsi sull'obiettivo di fermare la mente biancorossa Mayo (solo 1 assist e una serie di errori nel traffico nel secondo quarto) anche alla luce del pessimo impatto di Clark (meno 8 di valutazione in 10'), ossia l'unica alternativa in grado di saltare l'uomo nell'organico di Varese. Che ha ribadito la sua totale dipendenza offensiva dall'esito del tiro dall'arco (36 tentativi da 3 contro soli 28 da 2), soprattutto contro una Germani che come Milano e Sassari non è punibile sui cambi difensivi perchè le sue guardie sono agevolmente in grado di contenere spalle a canestro la cavalleria leggera dei lunghi OJM.
    Ma più che in attacco, ripresosi dopo 10' di blackout a cavallo tra secondo e terzo quarto, il problema della squadra di Caja è stata la difesa. Troppo passiva nell'aggredire le linee di passaggio, troppo spesso battuta negli 1 contro 1 sul lato debole e troppo fragile a rimbalzo: in definitiva troppo remissiva per annullare il gap in termini di stazza fisica ed esperienza contro un'avversaria di rango come la Germani.
    Eloquente l'oceanico differenziale di valutazione statìstica complessiva (133-50 per i padroni di casa) con la truppa di Esposito che ha vinto il duello in tutte le voci principali (51% contro 37% al tiro, 39-30 a rimbalzo e 20-10 negli assist). E come già accaduto a Milano, va considerato l'aspetto del differente impatto delle due panchine: la spinta di Abass e Zerini ha dato una marcia in più ai padroni di casa, mentre Caja ha preferito rischiare un Peak con tre falli a carico - che non ha saputo gestirsi commettendo il quarto dopo neppure 3' - per mancanza di alternative in grado di dare supporto atletico all'azione dell'OJM.
    Così il promettente avvio biancorosso facendo l'andatura nei primi 15' con una buona gestione dei tempi del gioco è stato vanificato in un amen appena Attilio Caja ha dovuto cercare alternative nel secondo quintetto. Più dei 41 punti di scarto subiti nei due derby di Milano e Brescia, preoccupano i 184 punti concessi: ci sono limiti strutturali di fisicità figli di chiare scelte strategiche di costruzione del roster, per nascondere i quali c'è bisogno di un livello elevatissimo di energia che per ora solo il fattore Enerxenia Arena riesce a far sprigionare. Domenica si torna nella tana biancorossa: per battere i campioni in carica di Venezia sarà necessaria la voglia di cancellare le ultime due trasferte povere di adrenalina.
    Giuseppe Sciascia

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