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«Dai Varese, facciamo un’altra impresa»


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Gianmarco Pozzecco anticipa i temi tecnici ed agonistici del derby di lunedì tra Cantù e Varese. Limitare lo spirito di rivalsa della Vitasnella dopo lo stop dell'andata e non subire l'urto fisico dei lunghi brianzoli le priorità indicate dal coach biancorosso: «Sarà una partita speciale, anche se non come quella di andata che, a mio avviso, è da annoverare tra le partite storiche della Pallacanestro Varese e considero personalmente l'emozione più bella da quando sono al mondo. Non avrà le stesse coincidenze ma farà vivere emozioni forti a tutti, anche perché Cantù vorrà vendicarsi sportivamente della sconfitta dell'esordio. La chiave per noi sarà quella di opporre la giusta resistenza alla loro fisicità sotto canestro, giocando una partita tatticamente accorta come quella di Avellino».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

In casa dell'Openjobmetis l'attenzione generale sarà puntata sull'esordio di Eric Maynor, chiamato subito ad un ruolo da protagonista: «Sono un po' incuriosito ed allo stesso tempo preoccupato dalla necessità di far esordire Maynor in una sfida così accesa come il derby. In NBA non si giocano partite di questo livello agonistico, almeno fino ai playoff, e forse ha vissuto solamente al college il clima che troverà al Pianella. Il mio obiettivo è quello di fargli capire che partita sarà per evitargli un impatto traumatico; d'altra parte i derby sono sfide da giocare prima di tutto sul piano emotivo, poi tecnica e tattica hanno il loro valore ma la chiave è l'aspetto mentale».
Dunque una Varese completamente diversa rispetto a quella capace di espugnare il PalaDelMauro nell'ultima gara di andata: «Ad Avellino abbiamo giocato la nostra miglior partita stagionale con un assetto tattico diverso dal solito, utilizzando Callahan e Daniel in coppia: ci ha permesso di aprire il campo e lo riproporremo contro squadre con le caratteristiche adatte. La novità principale sarà in regia: ringrazio Robinson per la professionalità, la disponibilità e l'umanità dimostrate in questi cinque mesi, e la situazione che si era creata dopo l'infortunio di Kangur non lo vedeva come unico responsabile. Però, in determinate circostanze in cui serviva creare soluzioni efficaci non riuscivamo a gestire le cose in maniera efficace. È stato davvero molto difficile per me comunicargli l'arrivo di Maynor, ha pagato per tutti ma ha dimostrato anche alla fine di essere un grande uomo».
Ma, al di là del cambio in cabina di regia, coach Poz dovrà nuovamente convivere con l'emergenza infortuni in virtù dell'assenza di un uomo cardine Diawara: «La tegola di Kuba rappresenta un ulteriore banco di prova per vedere come riusciremo a reagire in situazione d'emergenza: purtroppo in quest'annata ci è già capitato più volte di dover cambiare assetto per necessità legate agli infortuni. Volendo cercare l'aspetto positivo nella situazione di Diawara, è evidente come il suo attaccamento per Varese e la sua fisicità nel modo di giocare hanno fatto sì che lo stesso giocatore sottovalutasse il suo problema all'occhio: da dopo la partita contro Milano non ci vedeva più dalla metà inferiore dell'occhio destro, ma non mi è capitato molto spesso di avere giocatori che continuavano ad allenarsi e giocare sul dolore. Una testimonianza di quanto Kuba sia entusiasta di giocare per Varese».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
 

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