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«Pozz a Varese? Era scritto»


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Carlo Recalcati e Gianmarco Pozzecco (foto Blitz in alto), le uniche due novità nella mappa degli allenatori della serie A. L'ex c.t. azzurro è stato annunciato 10 giorni fa dalla Reyer Venezia, mentre l'ex play dei Roosters della Stella guidati proprio dal tecnico milanese dovrebbe essere ufficializzato venerdì dalla società di piazza Monte Grappa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

E di sicuro il tecnico che 15 anni fa portò a Varese il decimo scudetto è tra coloro che promuovono la scelta di riproporre il legame tra il club biancorosso e il Poz: «Sono molto contento che Varese abbia pensato a lui per la panchina. Nel momento in cui si è finalmente convinto che quello era il suo ruolo nel mondo del basket, il suo ritorno nella città cui ha dato tanto da giocatore era una cosa scritta e un passaggio obbligato. Nel nostro lavoro lo spartiacque è rappresentato dai risultati, però è innegabile che ricomporre il legame tra Pozzecco e Varese darà alla piazza ed al movimento una sferzata di adrenalina. Gianmarco è un personaggio che smuove comunque l'attenzione e soprattutto è uno dei pochi volti noti del nostro ambiente al di fuori del mondo del basket: chiediamo sempre più spazio in Tv, ma da quanto tempo non proponiamo personaggi in grado di essere tali al di fuori del campo? Proprio per questo del Poz sentivamo la mancanza».
Le impressioni del decano dei coach della serie A sul futuro collega all'esordio nella massima serie sono positive: «Durante l'anno l'ho sentito 3 o 4 volte ma ci siamo confrontati molto la scorsa estate. Ed è stata una bella sorpresa sentirlo così carico e motivato nei compiti tipici da allenatore. Lo chiamavo alle 22.30 e gli chiedevo: Dove sei, a Formentera pronto per la discoteca?. No, in sede a Capo d'Orlando, ho appena finito di lavorare. Sarà strano, ma mi piace. Gianmarco è così, genuino e spontaneo nell'esprimere le sue emozioni; l'anno e mezzo di apprendistato all'Upea lo ha convinto nei propri mezzi e ora ha la chance per fare un altro passo nella carriera che ha scelto».
E affrontare per la prima volta il massimo campionato partendo da Varese sarà d'aiuto per rompere il ghiaccio più in fretta: «Un po' come a Capo d'Orlando ci sono i presupposti giusti. La gente lo conosce e gli vuol bene ed egli stesso conosce le dinamiche dell'ambiente. Certo, è uno step superiore, starà a lui sfruttare i crediti a sua disposizione dimostrando col lavoro ed i risultati le sue capacità. Ma non ho dubbi sulla sua capacità di trasmettere emozioni ai suoi giocatori così come faceva con i compagni in campo».
Di certo Recalcati è uno dei modelli ai quali coach Poz s'ispira, anche per il modo di vivere la professione di allenatore: «Ho sempre cercato di cogliere qualcosa da ogni tecnico che ho avuto, senza copiare nessuno ma prendendo le cose che a mio avviso si adattavano alle mie idee di allenatore e persona. Da uomo intelligente e sensibile, anche Gianmarco farà lo stesso. Se poi io, col mio modo di essere, posso essergli servito da modello per alcuni aspetti ne sono felice. E quando ci incontreremo sul campo stavolta non mi tirerà la giacca, anche se come minimo ci verrà da ridere. Di certo, pensando alla festa scudetto del 1999 nessuno di noi avrebbe pensato che 15 anni dopo su quella panchina si sarebbe seduto il Poz. Però ricordo Dado Lombardi, grande attaccante da giocatore che in panchina era particolarmente pignolo sulla difesa; anche Gianmarco lavorerà molto sui suoi punti deboli da giocatore...».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
 

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