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«Zero sponsor di Varese, nono budget.E qualcuno già inizia con le critiche...»


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#009A95][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Basket[/size][/font][/color][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]FRANCESCO CAIELLI[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Contava esserci. Contava giocarla, quella partita di Eurolega. Contava tornare a vedere il nome di Varese lassù dove una volta era di casa. Ed è vero: la Cimberio ha perso dopo aver giocato male, sconfitta in volata al termine di una serata in cui hanno steccato troppi uomini chiave. Ed è vero: l’avventura in Eurolega è durata lo spazio di una partita. Noi ci chiamiamo fuori da quel marasma di critiche striscianti che ha accompagnato il ritorno della squadra da Vilnius, rifiutandoci di mettere alla berlina un gruppo e un allenatore ancora all’inizio del loro lavoro.[/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Arrabbiato ma sereno[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Preferiamo dar voce a chi c’era: Cecco Vescovi,presidente senza peli sulla lingua che quando passerà la mano (tra qualche settimana) mancherà parecchio. «Torno a casa dalla Lituania dice Vescovi - con l’animo combattuto. Da un lato sono arrabbiato: c’erano tutti i presupposti per giocare almeno un’altra partita a Vilnius perché anche se abbiamo giocato maluccio siamo arrivati a un passo dal portarla a casa. Dall’altro però penso che questa squadra abbia bisogno di allenarsi e di lavorare insieme: avremo qualche giorno in più per preparare la Supercoppa, ci faranno bene. E partite come quelle di martedì valgono come 5 allenamenti: insegnano a stare in campo ad alti livelli, aiutano a diventare grandi».[/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Preoccupato? Per nulla[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]La strada da fare è ancora tanta. «La squadra non ha ancora trovato quegli equilibri interni che servono nei momenti chiave delle partite: sapere cosa fare, a quale giocatore affidarsi. Purtroppo la preparazione è stata costellata da troppi problemi e infortuni che non ci hanno permesso di costruire questo aspetto fondamentale». Vescovi non è preoccupato: «Ma proprio per nulla: innanzitutto perché siamo ancora all’inizio, e poi perché bisogna mettere in chiaro un aspetto fondamentale. La stagione dello scorso anno è stata splendida, ma è stata un’eccezione: noi faremo di tutto per restare ad alti livelli, secondo le nostre possibilità. Perché la realtà dice che il nostro è il nono bilancio della serie A, forse il decimo: lavoreremo, cercheremo di migliorare e far migliorare ognuno dei nostri giocatori, ma nessuno si dimentichi quello che siamo». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E qui, il Cecco si arrabbia: secondo noi, non ha tutti i torti. «Anche perché è davvero ora di finirla con le chiacchiere. Qualche giorno fa mi è toccato sentire qualcuno che criticava la nostra scelta di partecipare al girone di Eurolega: scherziamo? È stata una cosa splendida, ci siamo affacciati al palcoscenico più bello della pallacanestro dal quale mancavamo da troppo tempo, e quando prima della palla a due è suonato l’inno dell’Eurolega a me è venuta la pelle d’oca. Ci siamo fatti vedere, abbiamo alzato il ditino e abbiamo detto: ehi, ci siamo anche noi, e stiamo tornando. Ecco perché è stato giusto partecipare, anche se è finita subito: e chi critica questa scelta si dimentica dove eravamo tre anni fa».[/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Ci date voi i soldi?[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Cecco è un fiume in piena: «Fare questo girone ci è costato 35mila euro: una cifra che non permette di prendere nessun giocatore. La realtà è che qui facciamo fatica a trovare i soldi, una fatica bestiale. Quanti sponsor di Varese abbiamo sulla maglia? Zero. Questa è la verità: baciamoci i gomiti se la Pallacanestro Varese esiste ancora, il resto sono solo parole al vento. Tra un mese io non sarò più presidente: sono davvero curioso di vedere se ci sarà la fila di gente entusiasta di prendere il mio posto, se chi è abituato a parlare si farà avanti per fare qualcosa sul serio. Secondo me, tutta questa fila non ci sarà». [/size][/font][/size][/font][/color]

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