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simon89
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
Fuor di metafora, partiamo dal letame. E dalle sue eccezioni: gli Indimenticabili, la finale di Chalon, l’immanenza di un Artiglio “veni vidi vici” che per due volte ti rivolta la squadra come un calzino e la salva, qualche domenica di quelle giuste a Masnago, una società che cambia e si impegna a tornare seria. L’odore più pungente viene dai risultati diversi dalle aspettative dichiarate (l’attributo fa tutta la differenza del mondo), dalle meteore con la canotta che avremmo ammirato volentieri in altri cieli, dai soldi talvolta sperperati, dai litigi, dai “casi”, dagli addii.
E non ha sentore di mughetto nemmeno la constatazione del fatto che il mondo imprenditoriale che conta abbia girato ormai da diverso tempo le spalle alla massima espressione sportiva del territorio: chi detiene la ricchezza vera (e potremmo farvi almeno dieci nomi per la provincia di Varese) finge di non vedere, finge di non potere, finge di non conoscere; oppure si gira solo di trequarti, concedendosi il minimo indispensabile e chiedendo pure di essere ringraziato.
Letame, di quello “profumato” assai.
Dal quale sono nati due fiori. Forti e resistenti come la fiamma che continua ad ardere sotto la cenere (la fiamma di una regalità che arde sotto la cenere di una Storia troppo ingombrante e non più attuale), belli come un sorriso inaspettato, piccoli ed esposti al vento ma ben piantanti nel loro fazzoletto di terra, aggrappati a essa grazie a passione e generosità.
Il primo è Varese nel Cuore, la piccola-media imprenditoria che fa arrossire gli zio Paperone distratti di cui sopra, la squadra di una salvezza ben più importante di quella da conquistare sul parquet, la sostanza che tra alti e bassi garantisce da più di un lustro l’unica cosa che conta davvero: l’esistenza, la sopravvivenza.
Il secondo, che ieri ha festeggiato il suo primo compleanno, è Il Basket siamo Noi. Un lattante che in 365 giorni ha però già imparato a onorare gli impegni con la serietà dell’uomo maturo: la progressione nel numero di iscritti (ora 400) e quella nell’acquisto delle quote societarie, il sostegno economico (e organizzativo, e di idee) e l’abnegazione verso i soci che lo compongono.
Il Basket siamo Noi.
Noi, i tifosi, acciaio inossidabile che non risente di nulla, che non viene corroso nemmeno dall’astinenza da gioie sportive o dalle pezze al culo. Noi, anzi, che la necessità aguzza l’ingegno.
Noi, quelli che si prendono l’acqua di inverno o il caldo in primavera fuori dal palazzetto, per strappare un sì e 100 euro annuali a chi - in fondo in fondo - nel cuore nasconde lo stesso amore e lo stesso ardore.
Noi, quelli che dietro a un inglesismo da alta finanza come “Trust”, celano la semplicità di una famiglia. Noi, magliette rosse che i palazzetti d’Italia hanno imparato a scoprire: se si vince bene, se no la compagnia e una buona mangiata bastano e avanzano. Noi, che coloriamo Masnago con le coreografie.
Noi, che il passato non ci condiziona se non in positivo, il presente non ci spaventa e il futuro lo sogniamo.
Noi, che la mamma di Lamonica l’abbiamo sempre nel cuore, quella di Myers pure e che Milano è tale quale a Cantù (se non peggio). Noi, che il calcio è bello, bellissimo, ma viene dopo. Noi, che così ci siamo nati, non ci siamo diventati.
Noi, che siamo azionisti della Pallacanestro Varese (e scusate se è poco).
Noi. Potenzialmente tutti. Anche quelli che ancora non ci sono, perché non conoscono, non capiscono, diffidano o non vogliono: tranquilli, vi aspettiamo.
Così, la prossima volta, Dunston (e magari pure Mike Green) ce lo teniamo per davvero.
Fabio Gandini
simon89
Non un rookie, non un giocatore che arrivi dalla D-League, militanza già comprovata in un campionato europeo, costo massimo (non comprensivo degli aggravi aziendali) intorno ai 120-130 mila euro, eventuale disponibilità a firmare contratto biennale (come da “cifra” dell’intero mercato biancorosso fino a questo momento).
È questo l’identikit del playmaker titolare che la Pallacanestro Varese va cercando nell’orbe terracqueo cestistico. La firma di Nicola Natali, annunciata ieri, ha completato la panchina (fatto salvo l’eventuale “buco” che verrebbe creato dalla partenza di Norvel Pelle): ora si pensa al resto di un quintetto che conta a oggi Stan Okoye e Antabia Waller. Se Anosike ed Eyenga rimangono, per le posizioni di centro e ala piccola, delle strade concrete da percorrere, in quanto al regista si pescherà nell’ignoto, posto che con Eric Maynor una trattativa per il rinnovo non è stata praticamente nemmeno abbozzata: enorme la differenza tra le possibilità di offerta e i desideri insiti nella domanda, roba da 150 mila euro - almeno - di differenza.
Sul taccuino di Claudio Coldebella ci sarebbero cinque profili sotto osservazione (“voci” dicono che con uno di questi la trattativa sarebbe già in fase assai avanzata, ma tali “spifferi” non hanno trovato conferma negli ambienti interni alla Pallacanestro Varese). Si tratterebbe di giocatori che non hanno militato nel campionato italiano durante l’ultima stagione, quanto invece in un altro del continente (e la firma di Waller - pescato in Montenegro - insegna che la ricerca non si limita e non si limiterà solo ai tornei più importanti).
Alcuni “paletti” sono stati messi giustamente dallo staff tecnico: no a elementi in uscita dal college e no anche a chi proviene dalla lega di sviluppo della Nba e non ha collezionato altre esperienze professionistiche. Un minimo di affidabilità in un ruolo così delicato è considerata fondamentale. Altri sono, ovviamente, economici: l’offerta al candidato non supererà l’ammontare degli stipendi maggiori erogati ai componenti del roster 2016/2017.
Le ristrettezze che stanno condizionando la campagna acquisti di piazza Monte Grappa, tuttavia, sono state prese anche come un’opportunità per seguire il sentiero dei contratti biennali, dotati di un’uscita a pagamento (irrisorio) dopo il primo anno solo a favore della società. Chiara ne è la ratio: se non posso prendere giocatori conosciuti e affermati, allora mi butto su atleti che ancora hanno dimostrato poco (e costano altrettanto) e tento di ”svilupparli” con il lavoro in palestra. Un percorso, insomma. Verificabile dopo 365 giorni: se la chance offerta e la mano dello staff tecnico sortiscono effetti e risultati, ti trovi in casa giocatori che valgono più di quello che hai speso per accaparrarteli, garantendoti un futuro; se così non accade, poco male: ogni scommessa persa varrebbe assai meno di 10mila euro.
Posto che il playmaker sarà una delle pedine più pagate della prossima rosa (diverso da un Waller, da un giovane alla Tambone o da un outsider alla Okoye), anche con lui si cercherà un accordo che travalichi la singola stagione.
Fabio Gandini
simon89
Christian Eyenga e O.D. Anosike lasciano o raddoppiano il loro rapporto con Varese? Situazione ancora in stallo sui rinnovi di ala piccola e centro sui quali il club di piazza Monte Grappa vorrebbe costruire due terzi dell'asse portante della stagione 2017-18. La società biancorossa ha fatto le prime mosse con entrambi, ma sia pur con differenti gradi di evoluzione non sembrano in vista accordi imminenti. O quantomeno entro i termini del famoso "bonus" che l'ala congolese e il centro nigeriano si erano guadagnati sul campo con il brillante finale di stagione.
Con O.D. Varese ha fatto un passo avanti che però non ha ancora convinto il centro nigeriano: la distanza tra le parti non è così elevata, resta però da capire se c'è disponibilità del giocatore ad avvicinarsi alla proposta del club biancorosso - e dunque, tra uno sforzo e l'altro c'è margine per chiudere in tempi non troppo lunghi - oppure se almeno per ora l'attuale richiesta non è trattabile.
Iniziato anche il dialogo economico con Eyenga: anche in questo caso la proposta è stata considerata bassa, ma a differenza di Anosike l'ala congolese avrebbe possibilità di generare interessi da parte di club di Russia e Turchia, ad oggi le destinazioni economicamente più appetite nel panorama generale del basket europeo. Pertanto è alquanto improbabile che "Air Congo" - che nell'estate 2016 aveva "risposato" Varese il 14 agosto - possa accettare ad inizio mercato - tale è la situazione al 23 giugno - una offerta che considera inferiore alle sue aspettative di guadagno.
Significa che né Eyenga né Anosike resteranno in biancorosso? Assolutamente no, ma è chiaro che il club di piazza Monte Grappa non può aspettare a tempo indeterminato i suoi obiettivi primari, e se entro fine mese non arriveranno segnali relativi alla disponibilità di intavolare una trattativa sulla base delle proposte attuali - con le parti interessate a fare un passo verso l'altra come accaduto in occasione del caso Ferrerò - bisognerà iniziare a considerare concretamente soluzioni alternative. Come d'altra parte stanno legittimamente facendo Eyenga ed Anosike nel cercare proposte più remunerative rispetto a quella già garantita da Varese. Un gioco delle parti che potrebbe continuare fino a quando gli atleti non decideranno che il club biancorosso è la loro opzione migliore, oppure fino a quando l'asse Coldebel-la-Bulgheroni-Caja non troverà profili alternativi ritenuti altrettanto validi nel rapporto qualità-prezzo.
Ma per firmare i pezzi pregiati ci vorrà tempo: trovare oggi un giocatore di qualità - soprattutto in regia - è impresa quasi impossibile, nella mentalità degli statunitensi che per togliersi ora dal mercato richiedono prezzi fuori portata per le possibilità del club di piazza Monte Grappa. La stessa mentalità che porta Eyenga e Anosike a tenere "di riserva" le attuali proposte biancorosse; nel gioco delle parti la domanda chiave è fino a che punto "Air Congo" e O.D. sono davvero disposti a sacrificarsi pur di tenere fede alla loro grande voglia di restare a Varese espressa su queste colonne.
Giuseppe Sciascia
simon89
Altra ufficialità per la Pallacanestro Varese che firma con un biennale anche Nicola Natali, figlio d'arte, che dopo molti anni in A2 esordirà nella massima serie con la maglia biancorossa. Natali, che ha giocato le ultime 3 stagione a Casale Monferrato dove si è fatto molto apprezzare per grinta, intensità e come uomo chiave per lo spogliatoio, completa dunque gli italiani "da rotazione" della Varese 2017/2018 assieme al capitano Giancarlo Ferrero e a Matteo Tambone. Di seguito il comunicato della società:
La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Nicola Natali. Figlio d’arte, suo papà Gino è stato giocatore e dirigente, Natali ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive.
Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Nicola Natali:
«Ci siamo assicurati un ragazzo che con il suo modo di giocare si è sempre fatto apprezzare in tutte le squadre in cui ha militato. Ha accettato la proposta di Varese rinunciando ad alcune chiamate importanti in Serie A2. Nicola ha una grande etica del lavoro, siamo sicuri che ci aiuterà tantissimo. È un giocatore che fa dell’intensità e dell’agonismo i suoi punti di forza e sa essere utile alla squadra dando il suo contributo sia in difesa sia in attacco con tante piccole cose tipo rimbalzi, palle recuperate e contropiedi».
Ecco le dichiarazioni di Nicola Natali sulla firma con la Pallacanestro Varese:
«È un grandissimo onore aver firmato a Varese, una piazza storica del nostro basket. La Serie A rappresenta un’esperienza completamente nuova ma sono pronto a mettermi in gioco. Con il lavoro quotidiano in palestra cercherò di aiutare la squadra a prepararsi al meglio in vista delle partite. E con il lavoro duro cercherò di guadagnarmi anche solo un minuto di gioco per poter contribuire alle prestazioni dei miei compagni. Non vedo l’ora di arrivare in città e di imparare da coach Caja, uno dei grandi maestri della pallacanestro italiana, e di entrare al palazzetto di Masnago per la prima volta. Sarà un’emozione unica. Sono carico e pronto a mettermi in gioco con la maglia della Pallacanestro Varese».
La Scheda:
Data di nascita: 1 settembre 1988
Luogo di nascita: Firenze
Altezza: 202 cm
Ruolo: ala
La Carriera:
Classe 1988, Nicola Natali cresce nel vivaio di Montecatini. Nel 2005 viene promosso in prima squadra giocando quattro stagioni tra Legadue e Serie A Dilettanti. Passa quindi a Trento dove rimane per due stagioni. Nel 2011 torna nuovamente in Legadue vestendo la canotta di Forlì dove viaggia a 5,3 punti e 3 rimbalzi in 19 minuti la prima stagione e 8,4 punti, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in 26 minuti l’anno successivo. Nell’estate del 2013 si accorda con Barcellona (DNA Gold), poi arriva la chiamata di Casale Monferrato con cui gioca le ultime tre stagioni guadagnandosi il posto in quintetto grazie alla sua grande applicazione difensiva, la fisicità e la propensione a rimbalzo. Chiude lo scorso campionato a 5,6 punti (57% da 2, 38% da 3) e 2,8 rimbalzi in regular season e 6,2 punti e 2,5 rimbalzi nelle 4 gare di playoff disputate dai piemontesi. Oltre alle convocazioni nelle formazioni Under 16 e Under 18, nel 2013 è stato convocato anche in Nazionale per i XVII Giochi del Mediterraneo.
simon89
Stagione 2017-18 all'insegna del realismo per una Pallacanestro Varese costretta a fare i conti con una spending review forzosa nell'estate in cui sono diversi i club ad alzare l'asticella del budget. Il taglio del 10% rispetto al 2016-17 porterà il totale delle spese biancorosse a 4,2 milioni di euro; il dato saliente resta però quello del monte-stipendi netti per i giocatori, che si aggirerà poco sopra gli 800mila euro, con un 20% di riduzione rispetto alla stagione passata nel totale contando l'innesto in corsa di Dominique Johnson.
Risorse sufficienti a puntare ad una salvezza tranquilla, schierandosi nella metà bassa della classifica nella griglia di partenza di inizio stagione: se 12 mesi fa Varese vantava inizialmente l'ottavo monte-stipendi della serie A, quest'anno la promozione della Virtus Bologna - subito calda su big come Alessandro Gentile o Aradori e Marco Cusin - e il passo in avanti di Brescia fanno scivolare il club biancorosso nella graduatoria delle risorse investite. Nelle ultime tre stagioni del massimo campionato sei squadre - Milano, Venezia, Reggio Emilia, Avellino, Sassari e Trento - hanno sempre disputato i playoff; ora il salto di qualità di Torino - con Luca Banchi in panchina e la wild-card per l'Eurocup - e dell'ambiziosa matricola Segafredo sembrano assegnare già in partenza gli 8 posti disponibili per la post-season.
Poi la realtà del campo dimostra che i soldi non fanno canestro e che conta sempre più come si investe di quanto si spende. I case history di successo nel rapporto qualità-prezzo sono la finale scudetto raggiunta da Trento con un budget simile a quello di Varese (4,4 milioni lordi e 850mila euro netti di monte stipendi; poi la Dolomiti Energia ha raggiunto le finali nazionali con Under 18 e Under 16 e ha foresteria per le giovanili con un allenatore professionista... ) e i playoff raggiunti da Capo d'Orlando e Pistoia, che avevano rispettivamente il penultimo e ultimo monte stipendi del 2016-17.
Ma la Varese attuale, che scommette sulla fame di Antabia Waller e Stan Okoye in quintetto e di Matteo Tambone e Nicola Natali in panchina a supporto dei confermati Aleksa Avramovic e Giancarlo Ferrero, dovrà giocoforza partire con obiettivi limitati, preoccupandosi prima di tutto di tenere a distanza chi ha monte stipendi ancora più bassi del suo per garantirsi una stagione senza i patemi costanti vissuti dal 2013 in poi. Inutile sognare playoff per i quali servirebbero investimenti attualmente fuori portata alla luce di una situazione economica non brillante. Sotto questo profilo però l'aziendalismo di Attilio Caja è una risorsa preziosa nell'attuale congiuntura: il coach pavese sta costruendo una squadra da battaglia a immagine e somiglianza del suo basket pragmatico, con l'obiettivo di capitalizzare al massimo motivazioni e tasso agonistico e creare una Varese nella quale collettivo e "chimica" facciano la differenza. Ad oggi "Artiglio" può garantire serietà e lavoro quotidiano in palestra come ricetta per una salvezza tranquilla, sperando di azzeccare il jackpot su tutte le scommesse come unica chance per centrare i playoff. Che, sempre ad oggi, pur in attesa dei tre titolari in play, ala piccola e centro che daranno il senso definitivo alla Varese 2017-18, sono però un obiettivo irrealistico alla luce degli investimenti altrui.
Giuseppe Sciascia 
simon89
Altro acquisto per Varese, che aggiunge al roster Matteo Tambone, reduce da un'ottima stagione a Ravenna dove ha giocato tre delle ultime quattro stagioni. Il play romano del 1994 ha firmato un biennale ed esordirà quindi in Serie A con la maglia biancorossa. Nel roster 2017/2018 sarà il cambio del play straniero che, con ogni probabilità, sarà il giocatore più talentuoso e "di peso" della prossima Varese. Di seguito il comunicato della società:
La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Matteo Tambone. Nato a Graz il 14 maggio 1994, Tambone ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Atleta che fa leva su una grande intensità difensiva, Matteo, oltre ad avere un’ottima lettura di gioco, può contare su un buon tiro dal perimetro.
Attilio Caja, allenatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «È un ragazzo che conosco dai tempi della Virtus Roma e che poi ho avuto modo di apprezzare anche nella Nazionale sperimentale. Ho seguito il suo percorso in Serie A2 prima a Treviglio quindi a Ravenna e ogni stagione si è migliorato e ha aggiunto qualcosa al suo repertorio. Quest’anno, come la sua squadra, ha giocato un ottimo campionato. Ora penso sia pronto e abbia tutte le carte in regola per fare il salto di categoria. Siamo convinti che Matteo abbia le caratteristiche giuste per dimostrarsi all’altezza della Serie A».
Matteo Tambone, playmaker Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felicissimo di aver firmato per la Pallacanestro Varese, un club leggendario con una storia incredibile che può contare su un pubblico sempre molto caldo. Ringrazio la società e il coach per avermi dato questa grande opportunità. La Serie A è sicuramente un campionato duro ma penso di essere pronto al salto di categoria. Da parte mia non mancherà mai l’impegno quando scenderò in campo con la maglia di Varese. Non vedo l’ora di arrivare in città, di ritrovare coach Caja che ho già avuto in Nazionale, e di iniziare ad allenarmi con i miei nuovi compagni».
La Scheda:
Data di nascita: 14 maggio 1994
Luogo di nascita: Graz (Austria)
Altezza: 192 cm
Ruolo: playmaker
La Carriera:
Classe 1994, Tambone cresce nelle giovanili della Virtus Roma che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2012/13, campionato in cui la squadra capitolina arriva alla finale scudetto. L’anno successivo viene ceduto in prestito a Ravenna in DNA Silver dove, nel suo primo anno da senior, fa registrare 5,3 punti in 18,5 minuti di media tirando con il 45% da 2 e il 25% da 3 contribuendo al raggiungimento dei playoff. Gioca un altro anno a Ravenna migliorando le sue statistiche (8,3 punti, 2,6 rimbalzi in 21 minuti tirando con il 37% dall’arco) poi, nell’estate del 2015, si accorda con Treviglio (Serie A2) dove, in 30 partite, realizza quasi 10 punti di media, 2,9 rimbalzi e 2 assist. Terminata l’esperienza con la squadra bergamasca, la scorsa stagione ritorna a Ravenna in Serie A2 dove diventa il playmaker titolare e uno dei protagonisti della fantastica cavalcata dei giallorossi. Dopo aver chiuso la regular season al quarto posto a 10,8 punti, 3,2 rimbalzi e 2,1 assist in quasi 30 minuti di impiego, dimostra tutta la sua maturità ed affidabilità nei playoff. Con 12,7 punti (41% da 2, 33% da 3), 4,1 rimbalzi e 2,4 assist in 31 minuti, trascina infatti la squadra fino alla semifinale dopo aver battuto squadre molto quotate come Roma e Verona. Tambone nel 2015 ha giocato nella Nazionale sperimentale ed è stato convocato per l’All Star Game di Serie A2 come uno dei migliori Under 23 dell’intero campionato.
simon89
Classe 1988, esperienza europea (ha giocato in Turchia, in Kosovo e in Montenegro), discreto tiratore e - da come lo descrive coach Attilio Caja - bravo sia con la palla in mano che nei movimenti senza di essa.
La nuova guardia titolare della Pallacanestro Varese versione 2017/2018 è Antabia Waller, nell’ultima annata agonistica di casa al KK Mornar Bar , “bloccato” dalla società varesina con un biennale “chiuso”, ovvero senza uscita (nè per il giocatore, nè per la parte datoriale) durante l’estate 2018. Un colpo segnato di soppiatto dall’asse tecnica, che ha ottenuto il sì di Waller già da qualche giorno: ieri l’annuncio ufficiale, dopo l’incrocio di firme andato a buon fine.
Chi è il sostituto di Dominique Johnson? Le parole di Caja servono a dare i primi indizi: «Antabia è un ragazzo che ci ha colpito per le sue qualità offensive e per la sua doppia dimensione: è in grado, infatti, di giocare bene con e senza palla in mano. Nella sua carriera ha disputato dei buoni campionati ben figurando anche contro squadre di alto livello, in particolare nella Lega Adriatica. Pensiamo possa avere la giusta mentalità per confrontarsi e competere nel campionato italiano. Abbiamo riscontrato in lui grande motivazione e grande voglia di mettersi in gioco». La carriera e i numeri completano il quadro, in attesa di vederlo evoluire su questi schermi. Waller, nativo di Manchester (Georgia), si forma cestisticamente nei college di Nothwest Florida State e Auburn, per poi approdare nel suo esordio da professionista subito nel Vecchio Continente: Bursa, Gaziantep e Manisa le sue esperienze turche, Prishtina e Bashkimi Prizren quelle kosovare, fino all’avvento durante il mercato estivo 2016 al Mornar Bar. Con i montenegrini ha disputato tre competizioni: il campionato nazionale (perso in finale contro il Boducnost: 11,3 punti e 2,8 rimbalzi le cifre del nostro), l’ABA League (Mornar ottavo su 14 squadre: 14,7 punti e 2,9 rimbalzi, con il 50% da 2 e il 34% da 3 e solo 1,3 palle perse in 27 minuti di utilizzo medio per Waller) e Champions League (la sua squadra è arrivata ultima nel girone D della regoular season e lui ha totalizzato 13,1 punti, 2,7 rimbalzi, 2,3 assist, con il 51% da 2 e il 37% da 3 in 24 minuti).
Se Antabia crede in Varese, Varese crede in lui: quantomeno inusuale un’offerta biennale a un extracomunitario dell’età di Waller, firmato a cifre (a cinque zeri) leggermente inferiori di quelle apposte sui contratti principali (Maynor, Anosike, Eyenga) nella scorsa stagione. Piccoli sforzi economici verranno fatti solo per le eventuali conferme di Air Congo e soprattutto di OD: altrimenti il range degli stipendi da offrire seguirà l’annunciato taglio di circa 10% sul budget.
In settimana un altro colpo: si chiude con il play di riserva (Tambone o Spanghero o Tavernelli)?
Fabio Gandini
simon89
Mercato italiano in dirittura d'arrivo per Varese con Matteo Tambone che dovrebbe comunicare oggi a Ravenna la decisione di sposare la causa biancorossa, e Nicola Natali favorito per il ruolo di cambio delle ali a completare il parco degli atleti "tricolori". La 29enne ala toscana sarebbe il nome nuovo per il club di piazza Monte Grappa nell'ultimo spot mancante per i 5 atleti di formazione dello schema 3+4+5. Sfumata l'ipotesi Masciadri, Varese valuta con interesse il prodotto del vivaio di Montecatini che da 3 stagioni gioca nella vicina Casale Monferrato (5,6 punti e 2,8 rimbalzi nel 2016-17). Si tratta del figlio di Gino, ex giocatore di serie A negli anni 70, ma soprattutto storico g.m. di Roma e Milano nel periodo in cui Attilio Caja sedeva sulle panchine di Virtus e Olimpia.
Sarebbe un giocatore di complemento in grado di entrare nelle rotazioni delle ali insieme al coetaneo Giancarlo Ferrero. Negli anni di militanza tra la vecchia A Dilettanti e l'attuale A2 (Montecatini, Trento, Forlì e Barcellona Pozzo di Gotto le tappe precedenti l'ultima esperienza a Casale Monferrato), Natali si è costruito una solida dimensione perimetrale sulla base di una buona attitudine al rimbalzo e all'energia difensiva con cui tiene il campo. Certo non si tratta un nome di prima fascia, né d'altra parte servirebbe un investimento clamoroso per un elemento che nelle gerarchie iniziali partirebbe da decimo uomo, pur con la chance di ritagliarsi qualche minuto se dimostrerà a coach Caja di meritarsi degli spazi di gioco. Natali è però un elemento solido - soprattutto in difesa - e a suo favore gioca l'interesse di voler dimostrare di poter valere la serie A per la prima volta in carriera. A meno che le sirene dell'Eurobasket Roma-club di A2 che lo segue con attenzione - abbiano lo stesso esito di quelle di Ravenna nei confronti di Masciadri; in questa occasione però potrebbe essere la volta buona per trovare la quadra sugli atleti di passaporto italiano. Se entro qualche giorno arriveranno due fumate bianche, Varese potrà concentrarsi sulla scelta dei quattro stranieri mancanti (contando anche il cambio del pivot, anche se Norvel Pelle fa ancora parte del roster).
Giuseppe Sciascia
simon89
Arriva il secondo titolare per la Pallacanestro Varese: sarà Antabia "Taj" Waller la guardia del quintetto biancorosso 2017-18. Il 29enne esterno di 191 centimetri per 88 chili, prodotto dell'università di Auburn, è stato scovato nel sottobosco dei campionati europei attraverso il casting video delle ultime settimane: nel 2016-17 l'atleta statunitense ha giocato in Lega Adriatica nelle file dei montenegrini del KK Mornar Bar (14,7 punti e 2,9 rimbalzi di media; 11,7 più 2.2 assist col 37% da 3 nelle 14 gare disputate in Champions League FIBA).
Si tratta di un elemento mai visto in Italia (due stagioni in Turchia e due in Balkan League tra Pristhina e Bakshimi Prizen oltre all'annata scorsa in Serbia) che si dividerà i minuti nello spot di "numero 2" con Aleksa Avramovic. Di fatto è il sostituto di Dominique Johnson nello scacchiere tattico parametrato tra la Varese dello scorso anno e quella in fase di costruzione. Evidente la differenza di spessore tra il profilo del fuciliere di Detroit e quella dell'atleta del 1988, anche se il club di piazza Monte Grappa crede nelle sue potenzialità e lo ha dunque firmato con un biennale "modalità Ferrero" (ossia con escape a pagamento nell'estate 2018). Waller è principalmente un tiratore (212 triple e solo 69 tentativi da 2 nella sua ultima stagione NCAA) che nella sua carriera in Europa ha espanso le sue doti realizzative con la palla in mano. Di fatto però la sua qualità migliore è la sospensione, sia piedi per terra che dal palleggio.
L'esterno del 1988 mitragliere e Avramovic incursore: sulla carta potrebbe essere un'accoppiata ben assortita; di certo la Varese 2017-18 si affiderà ad una sorta di guardia a due teste, come peraltro ampiamente annunciato nel momento in cui il mancino serbo è stato il primo confermato in ordine cronologico del mercato estivo. Lo stesso Attilio Caja aveva chiarito che la spina dorsale del roster sarebbe stato costruito sull'asse playmaker, ala piccola e centro: ampliando il concetto, nel ruolo in cui dalla panchina uscirà il cambio con lo stipendio più elevato è stato inserito un elemento di raccordo come Waller, con caratteristiche diverse ma compiti tutto sommato simili a quello del primo acquisto Stan Okoye. La scelta obbligata di ripartire da Avramovic, in virtù di un contratto garantito con scatto salariale importante (più del 40% rispetto al 2016-17), ha praticamente abortito sul nascere l'ipotesi del 5+5 rispetto al 3+4+5.
Toccherà all'ex MVP del campionato serbo 2015-16 dimostrare di valere la stima che Claudio Coldebella aveva mostrato nei suoi confronti con la firma di un biennale senza uscite con opzione per il 2018-19, e riguadagnarsi la considerazione di Attilio Caja - che fino alla cessione di Cavaliero lo aveva retrocesso a sesto esterno, preferendogli Bulleri come cambio del playmaker - nel ruolo più adatto alle sue doti di scorridore con poca visione del gioco di cambio di guardia e ala piccola. Pertanto Waller, occasione a prezzi accessibili che Varese ha cavalcato intravvedendo un potenziale interessante ovviamente da verificare al cambio del basket italiano, è la guardia che il club biancorosso ha scelto da mettere in concorrenza con Avramovic. Però i pezzi forti arriveranno più avanti, a partire dal playmaker titolare che sempre nelle parole di coach Caja dovrà dare la sua impronta alla squadra. Anche perché, confidando sempre nell'esito positivo delle trattative con Eyenga e Anosike, servirà comunque un altro realizzatore di vaglia considerando le specializzazioni - difesa e rimbalzi - dell'ala congolese e del pivot nigeriano.
Giuseppe Sciascia
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