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VareseFansBasketNews


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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il nome di Varese è tornato dopo 14 anni a risuonare nell'Europa che conta. La società biancorossa che detiene ancora l'imbattuto record di finali consecutive della vecchia Coppa dei Campioni (10 dal 1969 al 1979 con 5 successi) proverà a riaffacciarsi ai vertici del movimento continentale attraverso il torneo di qualificazione che assegnerà l'ultimo posto disponibile per l'Eurolega 2013/'14.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ieri a Barcellona il sorteggio ha disegnato la rotta che la Cimberio dovrà compiere nel corso della fase preliminare in programma dall'1 al 4 ottobre. Il primo avversario sarà l'EWE Oldenburg vicecampione della Bundesliga tedesca. Lo spauracchio del Khimki Mosca (che sta tentando Mike Green con un biennale da 1 milione di dollari) è sull'altro lato del tabellone con Varese che, in caso di successo nel turno inaugurale, incontrerà in semifinale la vincente del derby baltico tra Lietuvos Rytas e Vef Riga. E la chance di entrare a far parte dell'élite europea è un grande stimolo in più per Varese, come conferma Cecco Vescovi, uno dei protagonisti sul campo dell'ultima Eurolega giocata nell'ormai lontano 1999/2000: «Rivedere il nome di Varese a questi livelli è una bellissima sensazione e dà la misura della crescita che la società ha vissuto in questi tre anni: affacciarsi alla ribalta europea è un onore, anche se siamo consapevoli che dovremo avvicinarci in punta di piedi a questo torneo di qualificazione contro avversarie più esperte e più ricche di noi. Cercheremo di fare il massimo per sfruttare l'opportunità per entrare dalla porta di servizio tra le protagoniste del massimo torneo continentale, consapevoli che in caso di esito negativo giocheremo l'Eurocup, comunque interessante e competitiva».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sin dall'esordio il compito di Varese non sarà facile: la formazione tedesca guidata dal 41enne Sebastian Machowski (un passato da giocatore con tappa italiana a Fabriano) ha una solida tradizione internazionale con cinque partecipazioni consecutive alle coppe (tre Eurochallenge, un'Eurocup e l'Eurolega 2009/2010). E potrà contare su un blocco rodatissimo formato da 10 confermati rispetto alla scorsa annata. I punti di forza sono gli esterni Jenkins e Paulding (già avversario di Varese nell'Uleb Cup 2004/2005 con l'Hapoel Gerusalemme) e il lungo Chubb.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il calendario ufficiale non è ancora stato emesso ma la Cimberio dovrebbe giocare il match inaugurale della giornata di martedì 1 ottobre.[/size]
    [size=3]La formula è ad eliminazione diretta fino all'atto conclusivo di venerdì 4, la cui vincente completerà il girone D dell'Eurolega esordendo il 17 o il 18 ottobre contro il Panathinaikos.[/size]
    [size=3]Resta il punto interrogativo riguardo alla sede del torneo di qualificazione: la società di piazza Monte Grappa aveva espresso il suo interesse per organizzare l'evento a costi inferiori a quelli del bando emesso dall'Uleb (100mila euro di tassa “una tantum” più i costi per arbitri e ufficiali di campo, i trasporti da e per l'aeroporto e da e per gli alberghi delle squadre, la produzione televisiva delle sette partite e la disponibilità di un secondo campo per gli allenamenti). Ma non avendo ottenuto risposta sembra evidente che ci siano club disposti ad accollarsi per intero i costi dell'organizzazione: il Lievutos Rytas ha espresso la volontà di portare il Qualifying Round a Vilnius, però in corsa ci sarebbero anche Khimki e Nymburk.[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Motivazioni fortissime per tornare protagonista da capo allenatore dopo l'inconsueta conclusione dell'avventura a Milano, con un esonero da assistant coach che ha lasciato stupiti. Ufficiale l'accordo biennale che legherà per due anni Fabrizio Frates (foto Blitz in alto) a Varese e ora il 54enne architetto milanese non vede l'ora di ributtarsi nella mischia. «Varese è un posto diverso dagli altri: guardando le glorie passate e la tradizione di questa società mi considero molto fortunato ad aver avuto questa possibilità. E poi potrò tornare a fare il capo allenatore, ossia quello che è stato il mio ruolo per 20 anni consecutivi prima dell'avventura da assistente a Milano. È stata un'esperienza diversa legata a motivazioni personali, in primis alla volontà di provare a vincere uno scudetto: pensavo di essere arrivato nel posto giusto al momento giusto ma non è stato così. Proverò a farlo da un'altra parte».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Certo, arrivare dopo Frank Vitucci e la Cimberio degli “Indimenticabili” richiede spalle larghe e una bella dose di esperienza per reggere gli inevitabili quanto scomodi paragoni. «Non c'è stagione che non nasconda delle difficoltà. L'importante è che tutti facciamo capire al pubblico che si apre una storia nuova, con una squadra nuova che fisiologicamente avrà molti volti nuovi. L'annata passata è stata straordinaria non solo per i risultati ma anche per la qualità del gioco, ed ha avuto il merito di riaccendere l'entusiasmo in città. A noi toccherà la capacità di mantener viva questa fiamma con l'atteggiamento, l'applicazione e la determinazione. Chiaro che il primo posto per nove mesi sarà un po' difficile da riproporre...».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Qual è la situazione del mercato relativamente ai giocatori sotto contratto? «Stiamo lavorando per non disperdere il patrimonio della scorsa annata a partire da un grosso sforzo per trattenere Ere, giocatore di grande personalità di cui sono tutti innamorati. Poi stiamo trattando per rinnovare con Sakota e per avere ancora De Nicolao, mentre Polonara è sotto contratto. Ci piacerebbe avere qualche punto fermo entro domenica, quando io e Simone Giofrè partiremo per le Summer Leagues, per sapere che cosa cercare e quanto investire nella ricerca dei giocatori nuovi».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Quale sarà la tipologia di giocatori adatti alla Cimberio dell'era Frates? «La dirigenza è stata chiara sin dall'inizio nell'espormi le strategie e le dinamiche societaria. E io le ho sposate subito: mi sono già accorto che c'è una struttura cresciuta nel tempo e che funziona bene, si vede che c'è organizzazione e personalità; dovrò esser bravo io a relazionarmi con loro. Di fatto cercheremo elementi desiderosi di emergere e che vedono Varese come un approdo importante ma anche un trampolino di lancio per la carriera».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Lei arriva con la fama di “animale da palestra”, cultore del lavoro e di allenatore con un bagaglio tecnico e di esperienza abbastanza diverso da quello del suo predecessore. «Non siamo poi così lontani come potrebbe sembrare, a parte che siamo amici da anni e ci stimiamo. Ho visto all'opera tante volte la sua squadra e la matrice delle cose importanti, ossia l'aggressività difensiva e la voglia di non mollare mai, è comune a entrambi. Poi tutti vorremmo squadre aggressive, spettacolari e vincenti ma la differenza la fanno i giocatori e bisogna trovare la filosofia giusta per il personale disponibile. Credo, però, che nella scelta della società abbia giocato un ruolo importante il fatto che sia un allenatore da palestra: avendo chiare strategie e obiettivi ha cercato un profilo che ricalca la mia storia».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nessun rancore nei confronti di Frank Vitucci da parte di Cecco Vescovi (foto Blitz). Il responsabile dell'area tecnica della Cimberio ribadisce la sua stima immutata nei confronti del coach veneziano, pur non avendo gradito il comportamento di Avellino. «Prima di tutto ci tengo a fare i migliori auguri a Frank per la sua nuova avventura. Per certi versi comprendo che abbia deciso di accettare quella che rappresenta una grande occasione: nessun risentimento nei suoi confronti, anzi è doveroso ringraziarlo per quel che ha fatto, come altri che erano con noi e che ci lasceranno. Certo, la situazione poteva essere gestita meglio ed è logico che per come è nata abbiamo chiesto un buy-out. Il suo addio poteva essere meno traumatico, però fa parte del gioco delle parti e non provo alcun rancore nei confronti di Vitucci».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Dunque, un divorzio “morbido” nonostante il braccio di ferro sul buy-out (tra la cifra versata dagli irpini e i premi cui il coach veneziano ha rinunciato nelle casse di Varese entreranno circa 90mila euro) che Vescovi ha vissuto in maniera molto meno traumatica rispetto ai tifosi biancorossi: «Evidentemente la proposta di Avellino era troppo allettante ed è comprensibile che un professionista come Vitucci abbia fatto i suoi calcoli. Si parla di grandi disponibilità e capisco che abbia pensato che fosse una occasione da non perdere. Però, tutti gli altri elementi della struttura hanno accettato di restare e questo è un segnale importante di continuità in vista di una stagione nella quale saranno tantissime le squadre che dovranno ridurre il budget e rifare l'ossatura dell'organico. Dunque, non viviamo la nostra situazione come un dramma, tenendo conto comunque che anche gli elementi della stagione passata erano giocatori molto validi nel contesto di un sistema che ha permesso a ciascuno di loro di esaltare le proprie qualità». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]A fronte della partenza di Vitucci, però la struttura dirigenziale e tecnica della Cimberio 2013/2014 è rimasta inalterata con rinnovi contrattuali a lungo termine per tutte le altre figure chiave, e questo è un aspetto che Vescovi tiene a sottolineare: «Così come per i giocatori, anche in questo caso vale il principio che gli allenatori vanno e vengono, ma l'importante è che la società mantenga i principi che le hanno permesso di crescere in questi tre anni. La conferma di tutta la struttura dovrà essere il nostro motore per ripartire nel migliore dei modi: dovremo ricordare la stagione passata come la più bella del terzo millennio, ora però dobbiamo guadare avanti con la consapevolezza che non si tratta di un'annata irripetibile. Dovremo essere bravi a trovare persone con motivazioni forti che sono state la benzina indispensabile per farci andare oltre le aspettative».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Chiusa l'era Vitucci, oggi arriverà l'ufficialità della firma di Fabrizio Frates, che dovrà guidare il nuovo corso di una Cimberio auspicabilmente in grado di reggere il confronto con quella degli “Indimenticabili”: «La cosa importante è garantire stabilità e un ambiente lavorativo stimolante. Dovremo essere bravi a mettere l'allenatore nelle condizioni ottimali per poter lavorare. Arriverà una figura di prima fascia a livello tecnico e cercheremo di fare il possibile per riproporre una squadra in grado di divertire i nostri tifosi compatibilmente con le risorse disponibili. Comunque, prima della definizione completa del budget è difficile che ci saranno firme. Il mercato sarà fatto molto in là».[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]G.S.[/size][/font][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Intensa ma breve, oppure breve ma intensa. Così Frank Vitucci riassume i suoi 12 mesi di esperienza a Varese e l'addio anticipato di un anno rispetto al contratto fino al 2014 firmato lo scorso anno. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Racconta così i motivi che lo hanno portato a lasciare la Cimberio: «E' stata un'avventura molto intensa e molto bella ma sicuramente più breve del previsto. E io non mi ritengo un eroe ma neppure un malandrino. Lascio Varese in anticipo a fronte di un campionato sicuramente superiore alle attese e solo un po' sfortunato alla fine. Speravo e pensavo che questa stagione così esaltante desse la possibilità al club di compiere un ulteriore passo avanti sul piano sportivo; quando però ho capito che non c'erano le garanzie per continuare quel progetto la cosa mi ha dato da pensare». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Dunque alla base della scelta del coach veneziano di lasciare Varese c'è stata l'impossibilità di dare continuità al progetto tecnico degli “Indimenticabili” del 2012/2013: «Sia chiaro che non biasimo nessuno per questo, anzi tengo a ringraziare tutti, dal CdA del consorzio ai collaboratori dello staff a Simone Giofrè per la grande esperienza che ho condiviso con loro. Però non mi va di passare per quello che se n'è andato solo per monetizzare una stagione brillante: io a Varese sono stato benissimo e sarei rimasto volentieri, però da un paio di mesi mi interrogavo sui margini di sviluppo che ci potevano essere. Nel momento in cui si è prospettata la necessità di ricostruire la cosa mi ha un po' destabilizzato. Per questo mi è sembrato intellettualmente onesto che a portare avanti un nuovo progetto fosse un nuovo allenatore, con motivazioni più forti rispetto a quello che avrei potuto avere dopo una stagione del genere». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E se il progetto Varese non convinceva Vitucci, dall'altra parte l'alternativa di Avellino (con un budget superiore del 60 per cento rispetto a quello della Cimberio al di là dell'offerta economica superiore per il tecnico veneziano) è stata considerata più allettante: «L'alternativa è uscita appena si è concluso il campionato. Si tratta di una piazza che conosco bene e dopo una stagione non brillante ha un progetto ambizioso; l'aspetto economico che riguarda me è solo una parte, il fattore decisivo è stato quello sportivo. Anche perché se contasse soltanto l'aspetto economico, lo scorso anno sarei rimasto ad Avellino, invece ho avuto ragione a scegliere Varese che si è dimostrato il posto giusto per sviluppare non solo la mia carriera ma anche un progetto e un'idea condivisa con la dirigenza». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Dunque la scelta di Vitucci è stata legata principalmente alle maggiori prospettive sportive che il budget più elevato di Avellino è in grado di garantire: «La società conosceva la mia inquietudine per l'aspetto sportivo, e quella proposta triennale alla guida di un progetto nuovo che mi è stato proposto a metà giugno poteva forse arrivare due mesi prima. L'ideale sarebbe stato riuscire a mantenere il 70 per cento della squadra ed effettuare solo alcuni ritocchi, ma a fronte della necessità di ricostruire l'ossatura della squadra con risorse probabilmente inferiori ed alla luce dell'alternativa, ho deciso in favore di Avellino». [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Quindi Vitucci aggiune: «Non è stata una scelta facile ma non credo di aver mancato di rispetto a nessuno: una stagione esaltante come quella che abbiamo vissuto non si dimentica e non si butta in un cestino». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]I saluti finali del coach veneziano sono rivolti ai tifosi di Varese: «Il club, soprattutto nella persona di Cecco Vescovi, ha capito benissimo sia la mia inquietudine che la mia decisione. Spero che quello odierno sia un arrivederci e non un addio: così come non pensavo di tornare ad Avellino dopo un anno non si può mai sapere cosa riserva il futuro. Tengo a ringraziare i tifosi che ci hanno seguito in un anno fantastico: paradossalmente proprio per rispetto nei loro confronti ho deciso di lasciare, dunque non si devono sentire traditi né pensare che sono scappato col bottino…»[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Ormai se ne parla già come se fosse l’allenatore di Varese, ed è anche giusto così. Non c’è niente di ufficiale, non ci sono annunci, bisognerà attendere ancora qualche ora per far passarei tempi biblici di quelli di Avellino: ma Cecco Vescovi ha scelto. A sedersi sulla panchina della Cimberio il prossimo anno sarà Fabrizio Frates. Esperienza, etica del lavoro, capacità di rendere al massimo quando gli si danno in mano le chiavi di una squadra fatta di giovani che vogliono stupire loro stessi prima degli altri. L’architett omilanese è pronto a gettare il guanto di sfida: per zittire tutti quelli che pensano che quanto successo a Varese l’anno scorso sia stato frutto del caso, e sia già finito. E allora è davvero il caso di iniziare a conoscerlo un po’, questo Frates: per non trovarsi impreparati, quando dovremo fingere di stupirci dei suoi successi. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Il meglio in circolazione [/b][/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Luca Chiabotti (semplicemente: il basket sulla Gazzetta dello Sport) lo conosce bene, lo conosce da tanto. «Fabrizio - dice - è bravo perché riesce sempre a far migliorare i giocatori che si trova ad allenare. È uno che trasmette alle sue squadre un sistema di gioco che è prima di tutto un sistema di lavoro, e che rende al massimo quando trova un gruppo di giocatori che hanno voglia di fare. È allergico alle stelline viziate che vogliono comandare e avere sempre la palla in mano, ama le squadre che vogliono giocare insieme: questo è Frates». E quindi par di capire che la società abbia pescato bene: «Tra quelli in circolazione, è uno dei migliori che si potessero prendere: molto dipenderà dalla società. Sarà il club a dover fare la differenza e ametterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio: la società dovrà essere pronta ad avere a che fare con uno come lui, duro e intransigente quando lavora, simpatico e divertente fuori dal parquet».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Io e lui da Jabbar[/b][/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E poi c’è Flavio Vanetti, la firma varesinissima delle pagine sportive del Corriere della Sera che di Frates è amico ed estimatore. «Il primo aneddoto che mi lega a Fabrizio -racconta- risale al lontano 1989: eravamo due ragazzotti alla finali Nba, quelle dell’addio al basket di Kareem Abdul Jabbar. In quei giorni andammo insieme a Disneyland e qualcuno ci scattò una foto che conservo ancora: io con il cappellino di Topolino, lui con quello di Minnie. Ancora oggi, quando ci vediamo, ci chiamiamo così: Topolino e Minnie». Il Frates allenatore: «Cresciuto nella base milanese, impastata con il canturinismo delle vecchie gestioni: un’esperienza alla quale è ancora molto legato. E io credo che a Varese potrà trovare quelle atmosfere a lui tanto care: legate a un basket ruspante, a società fatte di persone vere, a squadre che si identificavano con la gente e la città. Lui è molto rigoroso e preparato, si porta dietro la fama di essere uno molto duro e rigido con i giocatori, ma col passare degli anni questo lato del suo carattere si è smussato. Certo, non è un fantoccio e ha una personalità molto forte: se riuscirà a trovare un dialogo con Vescovi, le cose non potranno che andare bene». Perché Varese ha scelto bene: «Perché Fabrizio saprà calarsi alla perfezione in questa realtà, e perché metterà a disposizione della società tutta la sua esperienza e le sue conoscenze. Ecco cosa mi piace di Frates: non sta mai fermo, va spessissimo negli Stati Uniti per imparare e aggiornarsi, è curioso .Dopo la brutta storia di Milano, che gli ha lasciato addosso etichette false e maldicenze, Varese è il posto giusto dove rilanciarsi e prendersi quello che merita».[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Prima le conferme, poi i tre nuovi americani da quintetto e infine la panchina. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Così il d.s. Simone Giofrè fissa le priorità del mercato estivo della Cimberio: i nodi da sciogliere in tempi rapidi sono quelli legati ai giocatori sotto contratto, il cui futuro in maglia biancorossa si deciderà entro pochi giorni: «La priorità più immediata è quella di sistemare le situazioni dei contratti in essere: su Ebi Ere abbiamo ribadito la volontà di proseguire nell'accordo, comunicando che non eserciteremo la facoltà di uscire dal contratto; ora attendiamo il 7 luglio per capire se sarà lui a uscire ma per noi è confermatissimo. E nello spot di ala piccola, considerando la conferma di Erik Rush, saremmo già a posto. Tutte le altre situazioni invece sono aperte ma naturalmente ci stiamo lavorando». [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]La prima scadenza, fissata per domenica, è quella di Dusan Sakota, per il quale comunque sembrano elevate le quotazioni di una conferma, lavorando comunque su una revisione del contratto che il prossimo anno avrebbe un discreto “scatto” salariale. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Il 5 luglio invece scadrà l'opzione a favore di Andrea De Nicolao: la sensazione è che il giocatore voglia uscire dall'accordo attuale per cercare un'offerta economicamente più elevata. Ma non è detto che alla fine Varese non riesca a convincerlo a rimanere. E poi ci sono Cerella e Polonara: con l'italo-argentino si discute su una revisione dell'accordo al ribasso, mentre l'ala di Ancona sarebbe l'unico senza clausole d'uscita. Un puzzle da definire in tempi rapidi e comunque non oltre il viaggio negli Stati Uniti che Giofrè e il nuovo coach Fabrizio Frates effettueranno per cercare gli eredi di Green, Banks e Dunston: «La certezza è che i tre americani saranno scelti nei ruoli di play, guardia e pivot; nel periodo delle Summer Leagues si entrerà nel vivo del discorso o vedendoli dal vivo o aprendo trattative dirette con gli agenti. Di sicuro non dobbiamo avere fretta nel firmare i giocatori: al momento i prezzi sono fuori portata e poi il campionato inizierà il 13 ottobre. La priorità comunque è quella di cercare i migliori giocatori possibili per il quintetto base e poi ragionare sulla panchina a seconda delle situazioni dei giocatori sotto contratto e del budget residuo dopo la scelta degli americani. L'idea comunque è quella di avere un roster con 10 giocatori e bisognerà in qualche modo trovare la quadra con gli stipendi dei giocatori dello scorso anno…». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]In linea generale comunque la filosofia di costruzione dell'organico non si discosterà da quella agile e “sprintosa” dello scorso anno e l'auspicio di Giofrè è quello di cercare di conservare il maggior numero possibile di pedine del gruppo degli “Indimenticabili”, compatibilmente al budget a disposizione: «L'idea è quella di costruire una squadra atletica e votata al gioco spumeggiante sulla falsariga di quella della stagione passata. Magari ci saranno giocatori con caratteristiche diverse rispetto ai tre americani dello scorso anno ma vogliamo comunque mantenere la filosofia della squadra del 2012/2013 . Chiaro che ci sarà tanto da fare ma auspicabilmente non tutto da rifare, e comunque il nostro non è un caso anomalo perché tutte le altre big dovranno cambiare molto rispetto alla stagione passata. A Varese però la società ha puntato sulla struttura con rinnovi contrattuali a lunga scadenza e questa è una certezza importante». [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Il vero main sponsor della Pallacanestro Varese? I suoi tifosi. Letteralmente volati alle stelle i ricavi dal botteghino per la stagione 2012/2013: il basket spettacolare degli “Indimenticabili” ha portato nelle casse del club circa un milione e centomila euro netti, con un incremento del 65 per cento rispetto alla stagione 2011/2012![/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Numeri davvero imponenti che rispecchiano comunque l'incremento altrettanto evidente delle presenze sulle tribune di Masnago: nella scorsa annata la media degli spettatori si era fermata a quota 3.439, mentre nell'ultima stagione il dato medio dei paganti in regular season ha sfiorato i 4.350 spettatori (di cui 2.533 abbonati), salendo addirittura a 4.550 per i playoff (al di là del “sold out” di gara-7 della semifinale per la quale c'erano state oltre 11.500 richieste di biglietti, anche le altre tre gare contro Siena avevano sfiorato il tutto esaurito).[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E a fronte di ricavi solo leggermente superiori dalla campagna abbonamenti (15mila euro nonostante 284 tessere in più) per una politica di prezzi contenuti riservata soprattutto ai giovani, proprio gli incassi dalla biglietteria (più 57 per cento rispetto alla precedente annata) e soprattutto quelli delle sette gare di playoff (ben cinque in più rispetto al passato campionato, quando con poco più di 2.600 spettatori nelle due gare dei quarti contro Siena l'incasso era stato attorno ai 70mila euro) hanno fatto compiere un enorme salto di qualità alla voce incassi.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un apporto complessivo che ha sfiorato quello prodotto dai 74 membri di “Varese nel Cuore” e che ha permesso alla società di piazza Monte Grappa di compensare l'assenza dei due sponsor di maglia per tutto il corso delle 30 giornate della stagione regolare: «Risultati davvero soddisfacenti che confermano la validità della scelta strategica compiuta in sede di costruzione dell'organico - conferma il tesoriere Stefano Coppa -. Essere riusciti a proporre uno spettacolo piacevole e accattivante al nostro pubblico ha sensibilmente aumentato le presenze in tribuna, oltre a garantirci flussi finanziari costanti per mantenere regolarmente gli impegni a fronte del buco dei due sponsor di maglia che abbiamo trovato solo per i playoff con l'arrivo di Kinnexia e di Varese Land of Tourism. Ora per la prossima stagione sarebbe irrealistico pensare di confermarci su quei livelli di incasso e infatti stiamo ragionando prudenzialmente sui dati del 2011/2012. Però, vorremmo tener vivo l'entusiasmo creato dalla squadra di quest'anno mantenendo la stessa filosofia basata sull'atletismo e su un gioco spumeggiante».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'incremento delle presenze in tribuna garantirà alla società biancorossa anche una fetta più ampia della torta dei diritti Tv per il 2013/2014 visto che tra i coefficienti impiegati per il riparto conta anche il numero di spettatori medi della stagione precedente (si parla però di una cifra non superiore ai 15mila euro).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora la dirigenza biancorossa è pronta a impostare le linee-guida della campagna abbonamenti per la stagione prossima ventura, pur con un paio di nodi importanti da sciogliere: il primo è quello legato alle prime due giornate da giocare in campo neutro (la scelta sarà fatta a settembre, ma l'ipotesi Casale Monferrato - oltre i 100 chilometri di distanza prescritti dal regolamento - è quella più probabile). Il secondo è quello della coppa, con il dubbio tra Eurolega ed Eurocup che sarà sciolto solo ai primi di ottobre con la campagna già in pieno corso e a meno di due settimane dall'inizio della competizione.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Probabile che si proporrà una tessera per il solo campionato e un'altra comprensiva anche della competizione internazionale, chiedendo ai tifosi di scommettere “al buio” sulle possibilità della Cimberio di superare il Qualifiying Round che garantirebbe otto partite casalinghe contro le cinque dell'Eurocup. E sicuramente ci sarà un occhio di riguardo per i vecchi abbonati.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size]

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    [color=#000000][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](G.S.) - Prima il quintetto base, poi la panchina. Sarà questa la strategia del mercato della Cimberio che verrà: in attesa dell'ufficialità della firma di Fabrizio Frates, il d.s. Simone Giofrè potrà iniziare a lavorare sui profili dei giocatori adatti per lo stile di gioco del nuovo tecnico biancorosso. [/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nell'agenda del capo scout varesino la lista della priorità evidenzia prima di tutto la ricerca dei tre americani “di spicco” che prenderanno il posto di Green, Banks e Dunston. [/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un lavoro a incastro che vivrà sicuramente il momento chiave nei viaggi di lavoro tra Orlando e Las Vegas per le Summer Leagues nelle quali il nuovo coach biancorosso potrà incontrare e parlare direttamente con gli elementi individuati e segnalati da Giofrè, com'era accaduto lo scorso anno per le firme dei tre protagonisti della stagione degli “Indimenticabili”. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Col punto fermo Ere già ben saldo nel quintetto della Cimberio che verrà e il suo cambio Rush a coprirgli le spalle nello “spot” di ala piccola, la volontà del club biancorosso è quello di costruire il miglior starting five possibile e poi agire sulla panchina con quello che resterà a disposizione del budget. [/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nella posizione di ala forte c'è l'altra certezza Achille Polonara, in attesa di capire se Dusan Sakota (foto Blitz) uscirà entro domenica dal contratto in essere con Varese (per il momento la società non ha ancora preso decisioni sul conto del serbo-greco): se l'1 luglio l'ala del 1986 sarà ancora biancorosso anche lo spot di “numero 4” sarà già coperto al 100 per cento. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La posizione di Janar Talts sarà invece rivalutata più avanti, quando sarà chiaro il budget disponibile per il cambio del pivot e il nome del titolare americano.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per quanto riguarda Andrea De Nicolao la palla è nelle mani del play di Padova, che per caratteristiche tecniche e atletiche sarebbe il perfetto cambio del veterano Jaka Lakovic nelle file dell'ambiziosa Avellino di Frank Vitucci. Ma se il regista del 1991 dovesse uscire dal contratto entro il 5 luglio, Varese cercherà comunque più avanti il sostituto da “incastrare” insieme a Cerella dietro gli eredi di Green e Banks. [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Sarà Fabrizio Frates il nuovo allenatore della Cimberio. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La scelta di Cecco Vescovi è caduta sul 54enne architetto milanese, preferito per la maggior esperienza (23 stagioni da capo allenatore tra serie A e LegAdue) rispetto all'alternativa dell'emergente Giulio Griccioli. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'ufficialità dell'accordo tra la società biancorossa e il nuovo coach dovrà però slittare fino alla settimana prossima, lasciando arrivare alla scadenza naturale il contratto che lega ancora il futuro coach di Varese all'Olimpia Milano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il rapporto professionale tra Frates e l'EA7 si è chiuso anzitempo a dicembre del 2012 con un esonero dall'incarico di vice allenatore che resta un caso più unico che raro nel mondo del basket; quello contrattuale però è rimasto valido fino al 30 giugno e dunque bisognerà attendere la conclusione formale dell'accordo affinchè il tecnico milanese sia libero di firmare con il club di piazza Monte Grappa (dovrebbe trattarsi di un contratto con la formula “1+1”). [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'opportunità offerta da Varese di tornare in scena da capo allenatore dopo l'esperienza da assistente è stata colta al volo dal coach milanese, che anche per motivi logistici ha gradito particolarmente la proposta del club prealpino. E, visto l'esito poco felice dell'avventura all'Olimpia, a Frates non mancheranno certamente le motivazioni forti per cercare di rilanciare le proprie quotazioni. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un aspetto che si sposa al meglio con la volontà della Cimberio di cercare di inserirsi nuovamente nella lotta al vertice cercando di ottimizzare le risorse disponibili nella costruzione di una squadra che pur con un budget inferiore a quello delle varie Milano, Siena, Avellino, Sassari, Venezia e Cantù dovrà provare a rimanere nei piani alti della classifica. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Cosa che il coach milanese ha già dimostrato di poter fare nelle precedenti “incarnazioni” alla guida di Reggio Emilia e Montegranaro, le tappe recenti più brillanti (finale di Coppa Italia e quarti di Uleb Cup in Emilia; sesto posto finale nel 2009/2010 nelle Marche) nel suo lunghissimo cammino professionale iniziato nel 1990 a Cantù. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nel palmares personale di Frates - 409 panchine in campionato con 193 vittorie in serie A e ci sono una Coppa Korac conquistata nel 1991 in Brianza, una Coppa Italia con Treviso nel 1993/94, due titoli di “allenatore dell'anno”, tre promozioni in serie A (Aresium, Reggio Emilia e Caserta) e una lunga esperienza da assistente di Carlo Recalcati con la Nazionale (era in panchina in occasione del memorabile argento olimpico ad Atene 2004) oltre alla guida dell'Under 20 azzurra. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un tecnico stimato soprattutto per le sue doti di lavoratore in palestra sviluppate sin dai tempi delle giovanili (la matrice è quella della Pallacanestro Milano, alla guida della quale vinse due titoli italiani a metà degli anni '80), con stile di gioco e gestione del gruppo differenti da quelle di Frank Vitucci, che dovranno essere supportate dall'allestimento di un organico adatto ad esaltare le sue caratteristiche. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Più di ogni altra cosa per l'esito dell'avventura dell'architetto milanese alla guida di Varese conterà la capacità della coppia Vescovi-Giofrè di assemblare una squadra “ad hoc”. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Così come è stato per il tecnico veneziano, per il quale oggi arriverà ufficialmente l'addio dopo che la documentazione per la ratifica dell'accordo per il buyout di Avellino è stata firmata e controfirmata dalle due parti in causa. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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