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VareseFansBasketNews


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    Teaser Paragraph:

    Dietro al mercato della Cimberio c'è anche lui «Il vero fuoriclasse della squadra è coach Vitucci. Sogno il trio Green-Banks-Dunston dal 2008»

    BASKET FRANCESCO CAIELLI

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    [color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Abbiamo buttato via troppo tempo nel cercare capire quale fosse il segreto di questa Varese che sa solo vincere, convinti di trovare chissà quale formula magica. Dopo qualche mese e tante vittorie abbiamo capito che non c’è nessun segreto, anzi: che ce ne sono tanti. Uno di questi segreti? Si chiama Simone Giofrè, di mestiere guarda quintalate di dvd e segue tutti i campionati del mondo a caccia di giocatori bravi che costino poco. È arrivato a Varese un annetto fa portandosi dietro la macchia delle sue origini canturine. «Dopo un anno di Varese - racconta - sto iniziando a conoscere la gente e le persone: questa è una piazza esigente perché ha vissuto un passato di successi irripetibili, il pubblico di Masnago quando parla di basket sa quel che dice. Perché questa è una città dalla grande cultura cestistica e la cosa non accade ovunque: ci sono posti acculturati, altri meno. A Varese la gente ne capisce, e lavorare qui è meraviglioso».[/size][/font][/color][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]I tifosi fanno bene a sognare[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un anno e qualche mese, che nel gergo dello sport significano una stagione e mezza: ma rispetto al campionato scorso, sembra passata un’eternità. «Un anno fa - concorda Giofrè - la situazione era un po’ critica: la squadra non era bella ed[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esuberante come la gente avrebbe voluto o come è invece quella attuale. Abbiamo avuto delle difficoltà tecniche, a partire dalla sostituzione di Justin Hurtt, ma nonostante tutto l’obiettivo playoff è stato raggiunto». Quest’anno, è tutto diverso: «Le cose stanno andando talmente bene che davvero c’è poco da aggiungere: dico solo che i tifosi fanno benissimo a sognare e a pensare in grande, perché è il loro mestiere. Noi invece siamo obbligati a tenere i piedi per terra e vivere alla giornata: per cui, per quanto mi riguarda, il futuro è solo Cremona».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Frank condottiero[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Avanti con la caccia ai segreti, che a volte sono solo dei nomi: Frank Vitucci. «Guardo i nomi dei nostri giocatori e vedo che c’è un solo top player, un solo fuoriclasse: è Vitucci. Questo per farvi capire la sua importanza all’interno del nostro[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]sistema. È il condottiero, non scende in campo ma è come se lo facesse perché tutti i suoi giocatori lo seguono. E non per diritto acquisito, ma perché i giocatori gli hanno riconosciuto questo ruolo». Da fuori, il coach biancorosso sembra un varesino fatto e finito: riservato, lavoratore, pacato. «È una persona molto educata, estremamente esigente: io lo conoscevo poco, ma appena abbiamo iniziato a lavorare insieme ci siamo trovati in un attimo. Avrebbe potuto tenermi in disparte e arrogarsi il diritto di costruirsi da solo la squadra, invece mi ha coinvolto e mi ha dato grandissima fiducia».[/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][b]Non finirà mai[/b][/font][/size][/color][color=#2F2A2B]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ogni volta che si parla con uno che fa il lavoro di Giofrè, ci si sente dire la frase: «Stiamo lavorando per il futuro». Ma è sempre davvero così? «È proprio così - conferma - anche se questo non significa che siamo sul mercato. Ma da quando abbiamo firmato Cerella che è stato l’ultimo acquisto dell’estate, ci siamo subito proiettati sul futuro: perché non si può mai dormire sugli allori e bisogna sempre essere pronti a tutto. Nel 2008 vidi Dunston, Green e Banks giocare insieme in un torneo e mai avrei pensato di trovarli tutti e tre nella mia squadra quattro anni dopo. Questo significa che ora, magari senza saperlo, stiamo già lavorando per il 2016». E quando gli si chiede come andrà a finire quest’anno, Giofrè sorride: «Stiamo facendo un viaggio bellissimo, una di quelle vacanze dove ogni giorno è più bello del giorno prima e non vedi l’ora di svegliarti per vivere un’altra avventura. Anche volendo, non pensi mai a come andrà a finire». ■[/font][/size][/color][/size][/font][/color]

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    Teaser Paragraph:

    BASKET SERIE A Vitucci sprona la Cimberio che attende la Vanoli

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nessun volo pindarico dopo il derby di Milano, tenendo ben chiare le priorità immediate legate alla sfida con Cremona e all'orizzonte temporale fissato al termine del girone d'andata. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Idee chiare per Frank Vitucci, che non si lascia tentare dalla grande vetrina creatasi attorno alla Cimberio all'indomani del raid di Assago («Scudetto? Non ci penso e non mi interessa se gli altri ne parlano, per me contano la sfida con la Vanoli e in generale le prossime tre gare», afferma il coach veneziano). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque massima attenzione in vista della gara casalinga che chiuderà il 2012 biancorosso: «Il match con Cremona apre un ciclo di gare estremamente importanti per consolidare la nostra leadership in classifica. Soprattutto in questo primo impegno casalingo è richiesta grande concentrazione: affronteremo una squadra che ha aggiustato il roster in corso d'opera e al momento la classifica non dice la verità sul suo valore. Fisicamente gli allenamenti post natalizi sono serviti a recuperare tutti gli elementi dal virus influenzale, dunque sul piano della salute siamo sereni. La chiave fondamentale sarà come sempre legata alla difesa: per noi l'attacco viene di conseguenza rispetto alla prestazione in retroguardia e così dovrà essere anche domani. Dunque giocheremo per dare il massimo, con grande rispetto della Vanoli e del pubblico che verrà a Masnago». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vitucci ferma il suo orizzonte temporale alla fine del girone di andata senza dare però peso al titolo di campione d'inverno e guarda al match contro la Vanoli come occasione per compiere ulteriori progressi: «Al di là del tabellone delle Final Eight o del titolo di inverno, mi interessa accumulare più punti possibili e staccare il secondo gruppo in funzione di un avvio del ritorno molto impegnativo, con due trasferte consecutive alla vigilia della Coppa Italia. Il mio sguardo si ferma alle prossime tre partite, poi dal match casalingo con Brindisi si aprirà un ciclo diverso. La gara di domani è importante per provare a guadagnare qualcosa di nuovo, che sia un aspetto legato alla mentalità oppure un aspetto tecnico o tattico: affronteremo una squadra che vanta un roster di buon livello e viene da una vittoria importante, non dovremo trascinarci ma usare questa occasione per crescere, come abbiamo fatto altre volte». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E contro un'avversaria che dopo il cambio di alleatore ha adottato una filosofia più offensiva il coach veneziano chiede ai suoi di imporre la consueta identità fatta di energia a tutto campo e ritmo elevato: «La scelta di Cremona mi ha un po' sorpreso: Attilio Caja è un ottimo allenatore ed essendo passato anch'io dall'esperienza dell'esonero spiace sempre per chi ci rimette il posto. Nel breve periodo succede spesso che il cambio di guida tecnica dia una spinta diversa, ma se ci sono sofferenze strutturali nel lungo periodo i problemi emergono egualmente. La Vanoli sta segnando di più e ha sfruttato bene le due gare interne giocando buone partite a Sassari e Siena, e gioca una buona pallacanestro con elementi temibili nell'1 contro 1. Ma quella contro Cremona è una delle occasioni in cui bisogna imporsi, dimostrando consistenza, impatto e personalità nel fare la partita e controllare le operazioni». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    Cecco Vescovi insiste sulla necessità di "restare sul pezzo": «Nessuno può essere preso sottogamba»

    IL PRESIDENTE La vittoria nel derby di Milano regala nuove certezze alla Cimberio, sempre più prima attrice

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Vittoria che vale doppio per la Cimberio nel derby numero 164 sul campo di Milano. Anche perché la truppa di Frank Vitucci ha dovuto prevalere su due avversari: oltre all'EA7 infatti i biancorossi hanno dovuto lottare anche con una fastidiosa influenza che ha serpeggiato in spogliatoio tra sabato e domenica, appiedando Dusan Sakota e togliendo forze a Ere, Dunston, Polonara, De Nicolao e Rush. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Soddisfazione doppia dunque per il presidente Cecco Vescovi nella disamina post-partita: «Perdere una partita così sentita per un fattore esterno come quel virus influenzale che ha contagiato mezza squadra sarebbe stato veramente ingiusto; invece il gruppo ha dato ulteriore dimostrazione di solidità. Abbiamo giocato una partita di grande sostanza ed energia senza piangerci addosso e alla fine il campo ha espresso un verdetto meritato. Nonostante i problemi di organico e le condizioni non perfette di molti elementi, la squadra ha espresso il solito gioco; quelli che stavano bene come Green e Banks hanno disputato una partita strepitosa, mentre lo stesso Talts, come giustamente ha sottolineato capitan Ere in spogliatoio a fine gara, ha dato solidità a un reparto che senza Sakota e con Polonara e Dunston in condizioni precarie invece ha retto ottimamente l'urto contro avversari fisicamente più grossi». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E a fine gara gli oltre 1.500 tifosi varesini hanno festeggiato con grande trasporto il bellissimo regalo natalizio confezionato dalla squadra: «Una bellissima serata anche sotto il profilo dell'entusiasmo del pubblico che ci ha seguìto in massa ad Assago. Però, adesso mettiamo tutto da parte e pensiamo a Cremona: non dobbiamo commettere l'errore di pensare di essere così forti da poterci permettere di prendere sottogamba partite che possono sembrare facili. Ma la nostra forza è stata proprio quella di aver sempre dimostrato la capacità di rimanere sul pezzo contro chiunque».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E davanti ai novemila spettatori del Forum, con la ribalta nazionale della Tv, la Cimberio capolista ha riscosso unanimi consensi guadagnandosi una ulteriore patente di credibilità nel suo ruolo da capolista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Di solito quando si cambiano giocatori c'è una reazione emotiva importante: certamente Milano ci sperava molto e il rischio di subire il contraccolpo di una sua sferzata di energia ci poteva essere. Invece siamo stati bravi ad essere noi stessi, imponendo il nostro ritmo e scegliendo noi i temi su cui portare la sfida. Tutte cose che possono aver sbalordito quelli che non ci vedono all'opera tutti i giorni, non certo chi vede quotidianamente lavorare da quattro mesi con la stessa energia questi ragazzi». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E l'aspetto della mentalità vincente da mettere in campo contro qualsiasi avversario è una chiave fondamentale per i successi biancorossi: «Che non siamo una meteora ormai è chiaro per tutti, allo stesso tempo non lo diventeremo col passare del tempo se manterremo questo tipo di atteggiamento. La mentalità giusta per andare lontano è quella di non alzare mai la testa e considerarsi arrivati e affrontare ogni impegno con la fame di chi non si accontenta mai: era la grande qualità della Siena dominatrice delle ultime stagioni, pur con ovvie differenze rispetto a quello squadrone».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In ogni caso neppure il raid del Forum distoglie Vescovi dalla necessità di vivere alla giornata, sempre in attesa di novità positive sul fronte sponsor: «Guardiamo all'impegno di domenica contro Cremona che ci avvicinerebbe al primato a metà stagione, utile più che altro per il tabellone di partenza delle Final Eight pur volendo evitare Milano che a febbraio potrebbe essere diversa da quella di oggi. Gli sponsor mancanti? Ad oggi non ci sono novità e la cosa fa pensare: la stagione è lunga anche per quello ma se a fine anno la situazione non cambiasse qualche riflessione dovrà essere fatta».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    L'OPINIONE di GIANCARLO PIGIONATTI

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Se Milano è da scudetto, Varese l'ha già vinto. L'osservazione, per dire di un confronto fra le due squadre, sorge spontanea allorquando si continua a dare crediti titolati a questa EA7 nonostante concezioni e gestioni discutibili nonché, puntualmente e di fatto, umiliata - al di là del punteggio - da una Cimberio fluente nei giochi e dominante nell'autorevolezza.[/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Oggi come oggi, se dovessimo navigare tra comparazioni di competitività, non c'è proprio storia tra le due formazioni: Varese mostra grande scioltezza e sicurezza per iniziative individuali e di gruppo a immagine di una pallacanestro che le assicura un alto rendimento attraverso un gratificante spettacolo, mentre Milano sbuffa e arranca in ogni soluzione, alla faticosa ricerca di un buon diavolo che faccia canestro quando serve per soggiogare gli avversari. Se l'una, molto serena, ha tutti i fili che fanno luce, l'altra, assai depressa, li ha staccati o peggio fulminati.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'idea di un paio di ritocchi, spacciati per cambiamento, l'uno in panchina con il solo Frates alla porta (almeno per ora), l'altro in campo con la novità Bremer, un cavallo di ritorno senza scalpitii di classe a suo ricordo, è così crollata, come la casa dei porcellini, di fronte alle devastanti folate di Banks il cui solo sospiro, in area avversaria, era già un uragano. L'americano, sempre ficcante in stagione, ma stavolta con addosso i lustrini del leader assoluto, ha esaltato la bellezza di Varese e deliziato la platea spopolando fra le ombre di Scariolo, atleti orfani di idee e personalità.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gioia di vivere un match da una parte, oppressione di paura dell'errore dall'altra, questione - se vuoi - di fiducia o serenità, ma essa solitamente sgorga, e non improvvisamente, da fonti di pura qualità. Che la Cimberio, ovviamente, possiede e sin dal suo costituirsi al primo raduno, quindi attraverso un efficace lavoro su basi promettenti per una crescita di identità, sempre più di eccellenza.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sempre in tema di paragoni vien da osservare ancora che se l'accreditata e invano attesa Milano ha l'aria di portare sulle spalle tutto il peso del mondo, ebbene Varese dà esattamente l'idea opposta, disinvolta com'è nel sollevarselo e trastullarselo, divertendosi.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Prendiamo Gentile e Melli, quindi De Nicolao e Polonara, tutti giovani azzurri: i primi due danno la sensazione di sentirsi già campioni, insomma degli arrivati salvo poi sul campo apparire stanchi e tristi, persino esauriti, mentre i nostri ragazzi, preannunci a parte, volano sul parquet sulle ali dell'aspirazione, decisi a diventare grandi giocatori nella squadra che ebbe la felice intuizione di sceglierli e nella quale, ben impiegati da Vitucci, sono già protagonisti, alla pari dei leader americani.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si profila una fine d'anno coi botti per Cecco Vescovi, da sempre caro agli sportivi della propria città, quindi per i signori del consorzio, proprio nella stagione fatalmente decisiva di un triennale di intenti e obiettivi, a costruzione di una continuità ambiziosa nonché per Vitucci il quale ha saputo celermente far diventare un solido gruppo tante spiccate individualità per mestiere, talento e giovani speranze.[/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ovviamente ne godono i tifosi, finalmente fieri di una squadra che onora il bel nome che un po' tutti, ciascuno nei propri ruoli, si portano addosso.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    Vitucci: «Abbiamo mentito dicendo “siamo al top”. Ma lo abbiamo fatto così bene da crederci davvero»

    Basket

    FRANCESCO CAIELLI

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][color=#2F2A2B][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Certe cose restano dentro e non se ne vanno più, cascasse il mondo. Certe emozioni sono come certe persone speciali: sono fatte per rimanere. Quel derby, quella serata milanese, quell’impallidire davanti a un’impresa troppo grande anche per essere soltanto sognata. Quel muro biancorosso - il biancorosso giusto, ça va sans dire - in un Forum diventato succursale di Masnago, ogni canestro di Varese era un boato ogni attacco di Milano era una selva di fischi. L’aria di Masnago Vitucci mica se l’aspettava, una serata così: «No - ricorda - ma è stato bellissimo: siamo stati protagonisti, tutti, di una cosa speciale. Abbiamo giocato una di quelle partite che restano nella memoria collettiva, e ce ne siamo resi conto subito dopo». Una cosa speciale, perfettamente a suo agio in una stagione che di normale non ha proprio nulla: «Sapevamo che Varese non vinceva a Milano da un po‘ di tempo, e conoscevamo l’importanza di questa partita per la nostra gente. Essersi trovati in un palazzetto quasi tutto dalla nostra parte ha fatto il resto, è stata una dinamo fondamentale che ci ha fatto dimenticare i problemi». [/size][/font][/color][/size][/font][/color]

    [color=#2F2A2B][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Bugiardi e vincenti [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già: i problemi. Una squadra menomata e colpita, una difficoltà che si è trasformata in forza: «Ormai - dice il coach - ho una splendida certezza: questa squadra ha una capacità unica di reagire a situazioni e difficoltà diverse. E questa è una grande cosa, che ci è molto utile e ci sarà ancora più utile in futuro. Capacità di adattamento, mai paura, facilità nel fare sempre le cose che servono per mettere in luce i punti di forza e nascondere le debolezze». Per mesi abbiamo ripetuto il mantra: arriveranno momenti difficili che andranno superati. Ecco: la partita di Milano era un momento difficile, e la squadra... «Le ventiquattr’ore che hanno preceduto la partita sono state un disastro, e io ero dispiaciuto perché non avremmo affrontato una sfida così importante con la squadra al cento per cento. Allora ci siamo detti una bugia: abbiamo fatto finta di essere al top e ci siamo cascati, ma soprattutto ci sono cascati i nostri avversari».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sfidanti sempre[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E noi, subito dopo la vittoria del Forum, abbiamo scritto quella parola che sembrava impronunciabile: una parola che inizia per “s” e finisce per “o”. «Sorso? Sorriso? Non mi smuovo: i nostri obiettivi di breve periodo sono ancora più importanti rispetto a quelli di lungo periodo. Ci troviamo alla grande nel nostro ruolo di sfidanti, e resteremo sfidanti fino alla fine. Sfidanti in Coppa Italia, tanto per cominciare: facciamo una cosa alla volta, che è meglio». Anche perché gli avversari non mancheranno, a partire da chi è stato appena sconfitto: «Milano farà paura fino alla fine - conferma Vitucci - perché hanno il tempo e i mezzi per recuperare, fino alla fine. Da sportivo, da amante della pallacanestro mi dispiace che Giorgio Armani non stia raccogliendo le meritate soddisfazioni, a fronte di investimenti così importanti. Perché la pallacanestro italiana non può permettersi di perdere una piazza come Milano, altrimenti finiremmo con il giocare il campionato della parrocchia». ■ [/font][/size][/size][/font][/color]

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    IL COMMENTO di FRANCESCO CAIELLI

    [color=#2F2A2B][font=Helvetica][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sakota (rimasto a casa), Rush (inuttilizzabile), [/font][/size][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Polonara (eroico), Dunston [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](eroico), De Nicolao (eroico). È la lista [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]impietosa dei giocatori che, tra la sera [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di sabato e il pomeriggio di ieri, sono [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]stati colpiti e falcidiati da un virus bestiale: [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]intestino sottosopra, fatica a stare in piedi. Ma [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]cuore e attributi integri, integrissimi Una squadra normale in queste condizioni [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]avrebbe preso venti punti sul gobbo, avrebbe [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]provato a spostare la partita (no, il regolamento [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]non lo consente), avrebbe pianto fin dal riscaldamento. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Varese, che di normale non ha [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]proprio nulla, ha semplicemente giocato forte [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]nella convinzione che comunque sarebbe stata [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]più forte di tutto. Ha giocato e ha vinto: facendo commuovere Renzo Cimberio, facendo impazzire [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]millecinquecento anime (ma sembravano [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]novemila, quante il pubblico presente: e [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]non solo alla fine) arrivate per non perdersi un [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]attimo del sogno, facendo un passo avanti verso [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]chissà che. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Goduria. Nel vincere qui, nel vincere contro [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]lo squadrone che avrebbe dovuto divorare il [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]campionato, nel vincere contro Stipcevic che [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]vorrebbe tanto tornare indietro e uscire dal suo [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]incubo personale. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Goduria. Nel mettere a tacere, per l’ennesima [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]volta, quei giornali (nazionali) che presentavano [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]questo derby parlando solo e soltanto di [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Milano, della voglia di ricominciare, del momento [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]per la riscossa. Evitando di bastonare una società che negli ultimi giorni ha sfiorato [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]il surreale cacciando giocatori ed esonerando [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]assistenti allenatori, facendo il male di Milano. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Una piazza che il basket italiano non si può permettere [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di perdere e che perderà, se si andrà [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]avanti di questo passo. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Resta una Varese splendida e speciale, forte [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]di una poesia che lega insieme tutti quanti: giocatori, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]allenatori, dirigenti, tifosi. Resta un sogno, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]una parola che si può pronunciare senza [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]paura di rovinare tutto: perché non c’è nulla da [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]temere. Questa squadra lotterà fino all’ultimo, [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]arriverà fino in fondo, ci proverà fino alla fine. [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]E alla fine, ci può essere solo una cosa: si chiama [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]scudetto, ed è il sogno che si può provare a [/size][/font][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]raggiungere. Tutti insieme.[/size][/font][/size][/font][/color]

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    L'ANALISI di GIUSEPPE SCIASCIA

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nei bilanci domina Milano, ma sul campo domina Varese. Il derby numero 164 ribadisce il trend stagionale opposto tra le due facce diverse del basket lombardo. Anche con le gambe molli per l’influenza che aveva “serpeggiato” in spogliatoio nel pre-partita Varese corre, ride e si diverte, mostrando come il suo basket frizzante e reattivo possa valere di più della “paludatissima” EA7 dove i muscoli valgono meno delle gambe e del cuore della truppa di Vitucci. Nella giornata in cui Siena e Sassari mostrano di aver raggiunto un rendimento elevatissimo in grado di tenere il passo della fuggitiva Cimberio, il parquet di Assago consacra lo “status” da grande dei biancorossi, capaci di imporre la loro pallacanestro arrembante anche contro un’avversaria fisicamente molto più stazzata come Milano. Non è una novità visto che anche Siena e Cantù - le precedenti realtà da Eurolega già battute a Masnago - erano state “messe sotto” dalla intensità “cannibale” sui palloni vaganti profusa da una squadra che ha voglia di guadagnarsi ribalte sempre più prestigiose. Ma la conferma in formato esportazione vale doppio, così come vale doppio aver instillato ulteriori “tarli del dubbio” nella testa di quella che - a prescindere dall’attuale situazione di crisi a dispetto della “settimana delle forbici” per Cook, Hendrix e Frates - resta per potenziale economico l’ovvia favorita per lo scudetto 2012/2013. Parola proibita? Ai playoff mancano ancora quasi 6 mesi e prima di bocciare definitivamente l’EA7 bisognerà attendere i prossimi atti del “restyling” in pieno svolgimento (arriveranno un lungo da mettere dietro a Bourousis - con ogni probabilità Radosevic - e un play per rimpiazzare Stipcevic, nella nota della spesa la priorità dopo ieri è un elemento con le gambe fresche perché Green e Banks hanno banchettato in lungo e in largo in penetrazione). Però quel che ha confermato il raid di Assago è che oggi, qui ed ora Varese è una realtà di valore assoluto: tutti sanno quel che farà la squadra di Vitucci, ma tra il dire… e il fermarla c’è di mezzo un playmaker magari non scintillante ma di grandissima personalità e leadership come Mike Green, ed una batteria di[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esterni che può nascondere per 11 giornate il cristallino talento realizzativo di Adrian Banks salvo farlo “deflagrare” contro Langford ed Hairston nella sfida più attesa dai tifosi di Varese. Ora il popolo biancorosso “non ci sta più dentro” e vittoria dopo vittoria si spella le mani e scalda le ugole (davvero grande[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]gioia nell’area dei supporters al seguito) sognando traguardi che società e staff tecnico tengono a rigorosa distanza. Perché comunque il primato della Cimberio è costruito giorno per giorno, col piacere di stare insieme per un obiettivo comune in un ambiente che carica la squadra con grande entusiasmo ma senza pressione ed una società che dà gli “input” giusti per tenere alta la tensione agonistica ma senza uscire dal seminato. E il derby di ieri ha mostrato proprio le due facce diametralmente opposte tra una Varese che gioca insieme con il sorriso sulle labbra, e una Milano che vive di individualità e mostra sempre un piglio “impiegatizio”. La differenza è sostanziale e la classifica la fotografa in maniera impietosa, anche se restano due interrogativi a turbare il bellissimo Natale biancorosso: i due sponsor di maglia mancanti all’appello per chiudere il budget smetteranno di tormentare i pensieri di una società che si gode il presente ma ha qualche preoccupazione per il futuro, e la formula dei playoff al meglio delle 7 partite già dai quarti di finale - voluta lo scorso anno anche da Cecco Vescovi - non rischierà di essere un boomerang nelle sfide ogni 48 ore contro “big” meno brillanti ma più profonde? Da qui a maggio 2013 di tempo ce n’è, dunque godiamoci questo esaltante Natale sul tetto del basket italiano...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    Varese vola e schiaccia Milano

    By pxg14, in News,

    Teaser Paragraph:

    Cimberio a bersaglio nel derby. Green è la mente, Banks il braccio armato

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]ASSAGO - Cimberio padrona del derby e regina del campionato. Anche l’EA7 leader della classifica dei budget deve inchinarsi al mix di intensità atletica e fame di gloria della truppa di Vitucci. Varese sbanca con autorità un Forum da record (i 9mila spettatori del derby numero 164 sono il massimo stagionale della serie A) e supera a pieni voti un altro esame di maturità, mostrando sul campo di meritare il primato in classifica consolidato nonostante le imprese esterne di Siena e Sassari. I biancorossi non si fanno schiacciare dalla pressione del grande evento e dimostrano ad un’EA7 ancora a metà del guado del suo restyling che nella corsa al vertice anche Varese può dire la sua.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Specie con la mente di Mike Green a dirigere il traffico con la consueta maestria e uno scatenato Adrian Banks (prestazione sontuosa con 10/18 dal campo e 5/7 ai liberi per la guardia di Memphis, inarrestabile per tutti i difensori ruotati da Scariolo sulle sue piste) a pungere con le sue velenose serpentine. Con Sakota appiedato dalla febbre che alla vigilia aveva contagiato diversi elementi del gruppo Vitucci dà subito spazio a Polonara, mentre Scariolo promuove in quintetto il “cavallo di ritorno” Bremer. Milano impone da subito cadenze ritmate cercando le sospensioni di un caldissimo Hairston (8 nei primi 5’ per il neo-capitano dell’Olimpia). Nonostante il secondo fallo rapido di Langford i padroni di casa muovono la palla con fluidità, mentre la Cimberio ha le gambe molli e non riesce ad imporre la sua abituale aggressività (solo un recupero nei primi 10’) . I biancorossi soffrono i muscoli di Bourousis ma sfruttano la verve del duo Green-Banks per accendere il motore dell’attacco (18-19 al 9’). Varese innesca anche Ere ed esegue con grande fluidità con il play di Philadelphia ispirato anche dall’arco (11 con 3/3 da 3 al 12’); l’atteso ex Stipcevic graffia quantomeno in attacco (7 in fila per il 26-27 del 12’), ma la Cimberio non sbaglia un colpo e prova la prima fuga (26-32 al 13’). Con Bremer di nuovo in regia però Milano riannoda i fili del gioco e piazza un 8-0 con i greci protagonisti; le incursioni di Banks lasciano il segno (39-40 al 18’ con l’ex Netanya già a quota 13) e permettono ai biancorossi di virare al comando (40-43 al 20’) nonostante lo svantaggio nel duello sotto canestro (9 e 10 rimbalzi per Bourousis contro 5 e 4 per Dunston ). Il tema del match non cambia in avvio di ripresa: Green e Banks sono caldissimi (43-47 al 23’), e quando Langford (un tiro dal campo in 8’ nel primo tempo) entra in partita la guardia di Memphis accetta il duello seminando ripetutamente il panico nella difesa di casa (50-51 al 24’). Milano usa le maniere forti sui due lati del campo e lucra un tecnico alla panchina ospite con 4 liberi del mancino texano (11 in 5’ nel terzo quarto) a siglare il 56-52 del 25’. Ma la Cimberio tiene la testa nella partita e sull’asse Green-Dunston costruisce un controbreak sostanzioso: il riposo di Bourousis è sfruttato appieno dal centro ex Fordham (56-61 al 28’); il quarto fallo del lungo varesino è una tegola ma sembra non costare con Varese che allunga fino al 57-64 del 29’, lasciando però una tripla pesante sulla terza sirena a Bremer che tiene mentalmente in partita i padroni di casa. Scariolo prova la zona ma Ere da 3 e De Nicolao in penetrazione la bucano subito (60-69 al 32’); Milano resta comunque in partita con un dardo di Fotsis, ma la squadra di Vitucci spreme comunque sostanza da Talts che deve proteggere l’area anche quando il coach bresciano “scongela” Bourousis tra gli applausi del Forum (67-73 al 35’ con l’estone a convertire due assist di Green). Torna Dunston per la volata finale e il greco non graffia più pasticciando in tre occasioni insieme ad un tremebondo Fotsis; una sospensione di gran classe di Banks riporta Varese sul 69-75 del 38’, e dopo il meno 4 dell’ex Olympiacos la guardia ex Liegi mette il punto esclamativo sulla sua partita da assoluto MVP con l’ennesima stoccata in palleggio-arresto-tiro. Poi la schiacciata a due mani di Polonara contro il pressing milanese esalta i quasi 2000 varesini al seguito, che cantano a squarciagola un coro ormai diventato un classico negli ultimi due mesi: anche ad Assago[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]''La capolista se ne vaaaa...''[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Lucaweb

    AJ Milano 77 - Cimberio 83

    By Lucaweb, in News,

    Teaser Paragraph:

    Altra eccellente partita a confermare il primato solitario in classifica

    Era una partita tutt'altro che facile e per nulla scontata. Averla vinta ed aver convinto una volta di più, conferma la scioltezza con la quale gioca questo gruppo, unita ad una durezza mentale non comune che consente nei momenti decisivi di trovare sempre la soluzione giusta e vincente.

    Milano oggi ha disputato certamente una gara per larghi tratti convincente sempre attaccata a Varese con scarti davvero minimi lungo tutto l'arco della gara. Il primo strappo si è avuto sul finire del terzo periodo quando la Cimberio è riuscita a mettere qualche punto in più di margine grazie anche alle soluzioni eccellenti di un Banks davvero super questa sera. In seguito partita ancora a stretto contatto, ma con margini sui 5/6 punti a favore della Cimberio portati con lodevole bravura fino al quarantesimo.

    Ora Varese è attesa domenica prossima in casa per l'ultima gara casalinga di questo 2012 contro la Vanoli Cremona.

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