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VareseFansBasketNews


  • Nicolò Cavalli
    In parte ci eravamo cascati tutti. Quel numero 5 nella griglia dei play-off posto di fianco al nome dei plurititolati di Siena, lo 0-2 ad inizio della serie contro i nababbi dell'EA 7 Milano, il manifestarsi di amnesie che nell'Impero Pianigiani non erano contemplate.
    Poi arrivano le gare da affrontare con il coltello tra i denti, dove per quaranta minuti non sono consentiti respiri. Allora giunge inesorabile la marea verde: punteggio basso, pochi contropiedi, difesa a zona asfissiante, botte da orbi, capacità di annichilire le fonti di gioco. E quel numero uno che ti ha fatto alzare il petto da settembre a maggio sembra trasformarsi in un'emozione meravigliosa pronta a svanire in una nuova alba nuda e cruda.

    [i][b]Il nero è il colore della paura.[/b][/i][i] [/i]Banchi opta subito per un quintetto esperto, con i pretoriani Eze e Carraretto a ripagarlo con lo 0-5 di apertura. La Cimberio, tornata a vestirsi in scuro per ricordare i fasti della MobilGirgi (e, fuor di poesia, per contentare gli sponsor), rompe il ghiaccio con la tripla Banks che scatena la baraonda dei 5000 di Masnago, accalorati fin dall'[i]incipit [/i]dalle polemiche arbitrali. Le squadre non lesinano colpi proibiti e di classe: Brown dipinge un arcobaleno per il 6-9 e Green si lancia sfrontatamente nel traffico per ribattere. La Cimberio è bloccata dalla tensione e da un sottile blocco mentale suscitato dalla presenza di dozzine di titoli nel palmares toscano, dall'altra parte Hackett (eroe mensanino nella notte del Forum di Milano) invece si alza dalla panchina con fiducia timbrando l'8-13. Banks ed Ere trovano due ottimi spunti in avvicinamento, quindi un fallo tecnico comminato alla panchina prealpina (proteste veementi dopo un abbattimento di Green) fa accelerare il disavanzo fino al 13-18. Un paio di canonici fischi compensativi, amatissimi dagli arbitri del Belpaese, rallentano la MPS e Varese trova tre punti alla lunetta per annusare la scia del nemico al primo mini riposo (16-18).

    [i][b]Sul filo dell'equilibrio. [/b][/i]Ivanov e Banks portano per la prima volta in vantaggio i nostri sul 20-18, De Nicolao è il classico moschino in difesa e irretisce per qualche possesso il pericolo numero uno Bobby Brown, capocannoniere dell'Eurolega 2013. I verdi del Palio trovano ossigeno con Sanikidze e Janning, la “panchina” di Vitucci concede il fianco a due contropiedi letali: 24-27. I soliloqui di Green allontano dal copione i compagni, poi finalmente super Mike ne azzecca una dal perimetro e sigilla il 29 pari. In una giostra di sorpassi vicendevoli, tutti ambiscono a comprare un gettone. Al secondo sfondamento di seguito fischiato a Siena – evento che mancava dal Sanremo vinto dai Jalisse – il vero [i]coup de theatre[/i] è il tecnico indirizzato allo staff di Banchi. Nel caos più totale, al ciuffo di Ere fa da contraltare la tripla pulitissima di Moss: 36-35 e tutti a rinfrancarsi spirito e membra negli spogliatoi.

    [i][b]Ago della bussola impazzito. [/b][/i]Varese prova a razionalizzare il suo partita con l'asse Green-Dunston, la Montepaschi continua ad affidarsi all'immarcabile Brown, capace di scollinare il “ventello” (alla fine saranno 29, con 32 di valutazione) quasi fischiettando. Hackett sale in cattedra e il nostro play ha la malsana idea di schiantarlo a centrocampo con un fallo antisportivo: i sei volte detentori del titolo non capitalizzano a dovere (errore del regista azzurro dalla linea della carità e in penetrazione) rimanendo sul 40-42. La Cimberio senza il suo faro Verde non trova la retina nemmeno pregando, così scivola a meno sei in un amen. Banchi gioca il jolly dell'[i]instant replay –[/i] spendibile dalle semifinali – in occasione di una rimessa dubbia, ma il video dà ragione ai padroni di casa. Qui i ragazzi di Vitucci, pur faticando terribilmente in attacco, riescono a disinnescare gli avanti toscani e ad impattare a quota 46 con il cecchino Sakota. Moss e Ress ridanno slancio a Siena, Kangur si scaviglia (non condividiamo i fischi di parte del pubblico nei riguardi di un ex distintosi per integerrima professionalità nelle annate varesine), Ere pesca due canestri sporchi e preziosi per il 52-52 di fine terzo tempo.

    [i][b]L'illusione prima del brusco risveglio. [/b][/i]Una tripla improvvisa di Banks è prontamente ripagata dal dardo di Moss e dal contropiede di Carraretto: 57-61. Il Guru Frank attende un canestro subito di troppo prima di rifugiarsi nel più sacrosanto dei [i]time out[/i], poi Ivanov raccoglie dalla terra arida un 2+1 pieno di vitamine. La rimonta della capolista della stagione regolare si materializza con il 5-0 di un mefistofelico Ere, sartoriale da distanza siderale. Varese spreca l'impossibile per eccesso di entusiasmo e viene punita dai soliti fenomeni Hackett e Brown. Dunque si materializza l'azione che cambia definitivamente le carte in tavola: Moss sale in cielo a stoppare la schiacciata di Banks, a seguire Sanikidze ed Eze non perdonano nel pitturato issando i vessilli della città del Palio sul 65-72. Il ciuffo di Sakota e il 2/2 di Green valgono il fugace 70-74, un magistrale uno-due dei senesi consegna il primo punto della serie al Montepaschi.

    Appuntamento a martedì, quando sarà già vietato sbagliare. Nei momenti bui della stagione, gli uomini veri di Varese hanno risposto da signori. A voi Dusan, Adrian, Erik, Andrea, Mike, Bruno, Ebi, Achille, Bryant e Dejan: tutti per uno, uno per tutti. Anzi tutti per Varese.

  • pxg14

    Date nuove, che rabbia!

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Cambiano in corsa le date delle semifinali playoff della Cimberio, costretta a subire il “diktat” della Lega Basket per quanto riguarda le gare dalla seconda in poi della serie con Siena. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Confermato solo l'atto inaugurale di domani sera nel “planning” originale stabilito già a maggio 2012; la gara-2 di Masnago è stata infatti posticipata da lunedì 27 a martedì 28, e di conseguenza sono slittate di 24 ore tutte le altre date della serie. Il motivo è legato alla decisione del prefetto di Roma di spostare a lunedì sera la gara-2 della serie tra Acea e Lenovo Cantù per evitare la concomitanza con la finale di Coppa Italia di calcio tra Roma e Lazio, in programma alle 18 di domenica allo Stadio Olimpico. Le due società avevano concordato l'anticipo alle 12, ma le istituzioni hanno disposto il posticipo del match per motivi di ordine pubblico per carenza di personale impegnato con le elezioni amministrative oltre che col derby del calcio. [/size]
    [size=3]A questo punto si sarebbe creata una sovrapposizione di date nella serie tra Roma e Cantù e tra Varese e Milano; ma gli accordi tra Lega Basket e la Rai prevedono date “sfalsate” tra le due semifinali per consentire la diretta di tutte le partite. Da qui la decisione di ripristinare l'alternanza tra le due serie facendo slittare di 24 ore tutte le gare successive al primo atto: un atto d'imperio che ha scatenato forti proteste da parte di quei tifosi della Cimberio che avevano già acquistato il biglietto per la gara-2 di lunedì o comunque avevano già programmato i rispettivi impegni per seguire le semifinali della formazione di Vitucci. [/size]
    [size=3]Il problema evidenziato dai fans biancorossi non è tanto il giorno di riposo in più sul quale potrà contare Siena per recuperare dalle fatiche della serie al meglio di 7 gare con Milano, quanto la poca credibilità in termini di programmazione nel cambiare le date di una semifinale scudetto a soli 5 giorni dalla disputa della gara (ma l'anticipo dalle 20,30 alle 17,30 della gara-2 di Varese-Venezia con lo stesso preavviso era stato un campanello d'allarme in tal senso). [/size]
    [size=3]Decine le telefonate e le mail di protesta giunte presso gli uffici della società di piazza Monte Grappa, che però non ha potuto far altro che prendere atto del provvedimento ufficiale della Lega Basket: «L'ente organizzatore del campionato ha deliberato in questo modo e a noi è toccato adeguarci senza poter fare nulla - spiega il responsabile Marketing biancorosso Marco Zamberletti - Logico però che i tifosi abbiano protestato in maniera vibrante: numerosi sono stati coloro che ci hanno contattato esprimendo il loro malcontento per la decisione e a tutti abbiamo spiegato che non abbiamo responsabilità di sorta. Però capisco le proteste di chi si era già programmato con date ravvicinate ed infrasettimanali e si trova il disagio di vedere rivoluzionati tutti i piani a soli 5 giorni dalla partita». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Vorremmo innanzitutto fare i complimenti a Ciccio Della Fiori: lo avevamo intervistato venerdì scorso, alla vigilia di gara-6, e Ciccio aveva snocciolato senza esitazioni la composizione del quartetto che avrebbe dato vita alle semifinali: Varese, Cantù, Roma e Siena. Poker![/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Mica male, se consideriamo che tre sfide su quattro sono poi terminate con gara-7, che sino a quel momento il fattore campo l'aveva fatta da padrone e che, oggettivamente, almeno il pronostico su Cantù non era per nulla facile da azzeccare («La vedo al 50,1 per cento contro il 49,9 di Sassari», si era tutelato Della Fiori).[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A questo punto, sarà nostra cura chiedere al più presto al "veggente" canturino, una delle persone più allegre e simpatiche che ci sia mai capitato di conoscere, lumi sulle prossime battaglie...[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Reso doveroso omaggio a chi ha dimostrato, nero su bianco, di capire lo stato dell'arte, diciamo che l'esito di ieri sera al Forum non può essere troppo gradito alla Cimberio.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Abbiamo sempre considerato la Montepaschi la squadra potenzialmente più forte del campionato e in fondo la partita di ieri ha soltanto confermato la forza tecnica e psicologica della formazione di Luca Banchi, rodata caratterialmente da anni di successi (sei scudetti in file!) e da battaglie sui campi di tutta Europa, che sa essere squadra a tutto tondo ma che vanta anche individualità di straordinario rilievo: non solo i "soliti" Hackett o Brown ma anche Moss, Kangur (lo conosciamo), Carraretto, Sanikidze, tutta gente che nella serata giusta è in grado di segnare pure i trenta punti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Insomma, se ieri sera avessimo potuto scegliere l'avversario di Varese per la prossima semifinale avremmo sicuramente indicato Milano e non perchè tre volte su tre Varese l'aveva già battuta quest'anno ma perchè, pur fortissima, ci pare oggettivamente meno forte di Siena.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La Cimberio, in ogni caso, non deve fasciarsi la testa. Dovrà cercare di monetizzare al meglio le prime due partite, non solo perchè agevolata dal fattore campo ma per sfruttare la maggiore freschezza che deriverà da 80 minuti di battaglia in meno (anche i senesi sono umani).[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si poteva anche sperare che, grazie a un altro incrocio, la Montepaschi potesse rimanere vittima di qualche imboscata e il cammino di Varese non incrociasse quello dei toscani. Non è stato così e ora la semifinale che comincerà sabato al PalaWhirlpool si annuncia caldissima e non meno incerta delle partite ammirate e sofferte nei quarti di finale.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'assemblea di “Varese nel Cuore” approva la fase due del progetto di crescita del sodalizio che regge le sorti della Pallacanestro Varese. Il primo dato emerso dalla riunione dei 74 soci del consorzio che detiene il 100 per cento delle quote della società di piazza Monte Grappa riguarda la conferma in blocco dei rapporti in scadenza: tutti i proprietari che avrebbero chiuso al 30 giugno il primo triennio hanno rinnovato la rispettiva quota, sia con il prolungamento dell'accordo attuale che attraverso un pacchetto più “snello” creato ad hoc rispetto ai tre tagli da 10, 30 e 50 mila euro della prima fase.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Approvata anche la patrimonializzazione della società richiesta dal CdA attraverso un piccolo contributo supplementare nel giro dei prossimi due anni che servirà per l'aumento della fidejussione richiesta per l'iscrizione al campionato (quest'anno ancora ferma a 150mila euro ma nel 2014/2015 si parla di un aumento a 350-400mila).[/size]
    [size=3]Un confronto costruttivo e stimolante con numerosi interventi da parte dei soci che hanno comunque fatto emergere un concetto fondamentale: al di là di alcune piccole sfumature, la condivisione di intenti per il bene della Pallacanestro Varese trova in perfetta sintonia l'assemblea dei soci e il CdA sulle modalità operative per impostare il futuro. E ciò conforta la dirigenza biancorossa sulla solidità del primo "pilastro" (gli altri due sono sponsor e pubblico) necessario per programmare un 2013/'14 all'insegna della continuità ad alto livello: «Un primo passo importantissimo per delineare le strategie future. E anche se ne mancano ancora altri, si tratta comunque di un'indicazione di fiducia e condivisione in grado di garantire la continuità e la stabilità del progetto - spiega il presidente di “Varese nel Cuore”, Michele Lo Nero (nella foto Blitz con il main sponsor Cimberio) -. Ora lavoriamo per disegnare le strategie per la prossima stagione sapendo già che non sarà facile confermare il budget di questa, però abbiamo una visione comune e idee chiare attraverso le quali proporre un progetto serio. Con questo proveremo a convincere a restare con noi quegli elementi che potranno avere tante richieste al termine della stagione».[/size]
    [size=3]Per quanto riguarda il tema caldo dell'iscrizione alle coppe europee, che la Cimberio ha conquistato sul campo grazie al passaggio in semifinale, la decisione è stata rimandata a un'ulteriore assemblea che verrà convocata dopo la metà di giugno.[/size]
    [size=3]Di fatto il consorzio non ha espresso preclusioni di sorta alla partecipazione a Eurocup o Eurolega, ma le scelte definitive sono state rimandate al momento in cui sarà chiaro se Varese avrà ottenuto la qualificazione alla competizione maggiore o a quella minore, con la relativa differenza riguardo ai costi di iscrizione e partecipazione, e sarà più chiaro il quadro relativo al budget in attesa di risposte definite sui rinnovi degli sponsor.[/size]
    [size=3]«Il discorso sull'Europa è stato accennato ma abbiamo deciso di affrontarlo concretamente quando sapremo con sicurezza se avremo ottenuto la qualificazione all'Eurocup o all'Eurolega - conferma Lo Nero -. Le variabili da verificare sono molte, a partire dalle risposte degli sponsor per quella che considero una grandissima opportunità per la società, ma anche per la città e il territorio. Ovvio che ci piacerebbe affacciarci al livello più alto e costruire una squadra in grado di rimanere al vertice e riguadagnare la qualificazione per le coppe europee: qualora arrivasse il sì della proprietà, il prossimo anno a livello internazionale servirà a capire le dinamiche e fare esperienza, senza però dimenticare le regole base legate all'equilibrio del bilancio».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Missione compiuta in cinque atti per la Cimberio, che legittima il suo status di testa di serie numero 1 del tabellone playoff conquistando l'accesso alle semifinali con almeno un turno d'anticipo rispetto alle altre tre serie. L'aria di Masnago rigenera la squadra di Vitucci dopo il passaggio a vuoto di gara-4, e Varese torna tra le prime quattro d'Italia 14 anni dopo i Roosters della Stella archiviando la pratica Reyer con una prova corale di grande sostanza. L'assenza di Szewckzyk (bloccato da un problema alla schiena) cambia completamente l'aspetto tattico rispetto alle 4 gare precedenti, con Varese che trova spazi agevoli per le soluzioni interne dei lunghi (32 punti segnati in area sui 51 dei primi 20') ma fatica a prendere le misure contro i quintetti superatipici con Diawara “finto pivot” schierati tra scelta e necessità da Mazzon. Alla fine è Dusan Sakota l'uomo decisivo per far saltare il banco; e nella valutazione complessiva delle 5 gare della serie spicca il salto di qualità compiuto dall'ala greca, sicuramente l'elemento con più esperienza ad alto livello (5 stagioni al Panathinaikos pur con un ruolo non di primo piano) che ha saputo elevato il livello del suo gioco con l'inizio dei playoff (13,4 punti in 22 minuti col 71% da 2 e il 52% da 3 contro i 7,5 in 17,6 della regular season). Anche stavolta però è da sottolineare l'apporto fondamentale della panchina per tenere sempre alti ritmo ed intensità: con Green e Dunston già gravati da due penalità a fine primo quarto è stata la verve di De Nicolao e Polonara a costruire il break decisivo nel finale della seconda frazione nonostante il riposo obbligato dell'asse play-pivot. E per la prima volta lascia il segno anche Dejan Ivanov, reinserito a referto dopo aver saltatole due gare del Taliercio e utilizzato a lungo da Vitucci nel primo tempo. Il lungo bulgaro sfrutta appieno l'occasione garantendo profondità alla manovra e impatto a rimbalzo: una carta importante in più da giocare in vista delle battaglie sotto canestro del prossimo turno, con Varese che guadagna qualche prezioso giorno di riposo in vista del prossimo turno. Il passaggio del turno regala alla Cimberio il passaporto per l'Europa, ma dopo una stagione vissuta stabilmente al comando i biancorossi non vogliono accontentarsi dell'Eurocup e sognano la qualificazione all'Eurolega che sarebbe virtualmente acquisita con l'accesso alla finalissima. Superato di slancio l'ostacolo Reyer ora l'avventura playoff di Varese entra nel vivo: in attesa di scoprire se sabato prossimo a Masnago a sfidare i biancorossi sarà l'EA7 già battuta tre volte in campionato e Coppa Italia o la Montepaschi pluricampione in carica nella rivincita della finale di Assago, la cavalleria leggera della Cimberio è pronta a lanciare la sua sfida anche nelle “Guerre Stellari” del prossimo turno….[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Adesso, piegata Venezia 4-1 e con la semifinale in tasca. Adesso, col miglior risultato ottenuto negli ultimi 14 anni. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Adesso è davvero ora di chiudere i conti col passato. Con alcuni anni di pagine qualche volta comiche, altre volte struggenti, più frequentemente incolori e insapori. [/size]
    [size=3]Adesso è il momento di ricordare che coach Carlo Recalcati aveva riportato Varese sulle pagine “giuste” del libro e ora tocca a Frank Vitucci, Mike Green e compagni il compito delizioso e pieno di responsabilità di sfogliarne le pagine più belle. Quelle che, nei cuori di tutti i tifosi Cimberio, devono ancora arrivare. [/size]
    [size=3]Intanto, ci si gode un passaggio annunciato al turno successivo arrivato dopo una gara esuberante, a tratti favolosa nei primi venti minuti e poi giocata di conserva, con cinismo ed esperienza, nella ripresa. [/size]
    [size=3]Un match mai davvero in discussione, ma col giusto grado di tensione, in particolare nei cinque minuti conclusivi. [/size]
    [size=3]Una partita illuminata da un eccellente Sakota, grande protagonista di una serie che ha proposto tanta zona, il suo “piatto” preferito. Dule, dunque: grandi acuti dal serbo, ben sostenuti da tutto il coro varesino: Banks, Dunston, Ivanov, Polonara. [/size]
    [size=3]Tanti e tutti bravi, persino troppi per una Reyer a cui va il merito di non aver mai mollato, anche a fronte di alcune defezioni pesanti nel reparto lunghi: “Zyk”, uomo da quintetto, e Magro, in campo solo per pochi minuti a causa di un problema fisico. [/size]
    [size=3]Venezia, infatti, si presenta senza Szewczyk bloccato dal mal di schiena. Coach Mazzon presenta in quintetto Hubalek e un Clark che incute timori scuotendo la retina con due triple consecutive. [/size]
    [size=3]I primi minuti sono Dunston 7-Clark 6, ma Bryant, due falli in 4', lascia precocemente la scena a Ivanov. Mentre KeKe Clark si spegne subito,Varese entra in pressione, viaggia verso il primo imperioso allungo (26-15 al 9') firmato da Sakota e Green. La Reyer sta a galla grazie alla presenza di Rosselli, bravissimo a sfruttare le amnesie di Ebi Ere a rimbalzo e nel convertire da sotto misura. I granata, come da copione, mostrano la consueta sarabanda di difese, ma la superiore velocità di esecuzione della Cimberio non permette all'Umana di addormentare il gioco. Così, dopo un parzialino veneziano (34-27 al 14') propiziato da Bowers, Bulleri e Diawara, i biancorossi, sulla potente spinta garantita da De Nicolao riaprono il gas per una progressione resa spettacolare dai deliziosi duetti tra Polonara e Sakota e dalla tanto ruvida quanto concreta solidità di Ivanov sotto i tabelloni. Il break (19-7) scava un solco profondo proprio sulla sirena dell'intervallo lungo: 51-34. [/size]
    [size=3]Il terzo periodo scivola via senza particolari scossoni con la Cimberio che controlla agevolmente situazioni e punteggio (58-42 al 25'), ma nel quarto conclusivo l'Umana ricorda, soprattutto a se stessa, di essere una squadra di talento, formata da uomini di carattere, abituati a combattere. Così una gara che sembrava avviata verso un finale “sereno” (68-50 al 34') ritrova improvvisamente manciate d'agonismo con il break (73-64) che rianima qualche speranziella veneziana. Ambizioni respinte al mittente dai tentativi falliti dall'arco prima da Diawara, poi da Rosselli che non riescono a portare lo svantaggio sotto la fatidica doppia cifra, mentre Sakota, uomo ovunque del match, assesta i colpi decisivi; prima col canestro dell'80-68 al 37', poi, in un finale stranissimo in cui la Reyer si rifà sotto (81-75) grazie ai regaloni varesini, siglando i liberi della sicurezza. [/size]
    [size=3]Ora, a piedi nudi nel parco, pronti a respirare a pieni polmoni l'eccitante atmosfera della semifinale e tutti alla finestra in attesa di conoscere il nome della sfidante. Milano o Siena? Il gioco delle preferenze è già cominciato… [/size]
    [size=3]Massimo Turconi [/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](23 punti; 5/5 2p; 3/4 3p; 4/4 tl), [b]VOTO: 8. [/b]Quando a due minuti dal termine di una partita vinta grazie alla tua mirabolante balistica ti butti a terra per recuperare un pallone vagante, significa che hai nel DNA la voglia di arricchire la bacheca. Che la sua sapienza venga infusa anche ai compagni...

    [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 3/11 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La continuità non è il suo punto di forza. Il trend si conferma fin da inizio anno e non sembra cambiare. Dalla lunga ci prende più del solito, ma alcune entrate sono a dir poco ballerine.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel secondo periodo, quello del break decisivo, azzanna l'avversario come ai bei tempi. Quando le difese ricominciano a picchiare, tornano le sofferenze. In vista delle semifinali, serve una congrua dose di pane e coraggio.

    [b]MIKE GREEN [/b](7 punti; 2/2 2p; 0/2 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non appare particolarmente invogliato, però una serata di quasi riposo (sul 3-1 nella serie) è permessa. Da sabato prossimo la storia cambierà: la Cimberio non può fare a meno della sua stella polare per cercare la rotta che conduce all'Empireo della palla a spicchi.

    [b]BRUNO CERELLA [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Quattro minuti di utilizzo, senza arte né parte, per l'oriundo.

    [b]EBI ERE [/b](7 punti; 1/3 2p; 1/6 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Cinque gare ravvicinate, passate a marcare il taurino Diawara, ucciderebbero anche un pugile. Il capitano ha la vista annebbiata in attacco ma si fa perdonare con l'apporto decisivo nell'area colorata. Urge qualche giornata di riposo.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/6 2p; 0/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Apre le ali nel secondo periodo deliziando la platea di Masnago. Pago di un primo tempo d'alta classe, si concede un riposino nella ripresa.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](10 punti; 4/9 2p; 0/0 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'assenza di Szewczyk gli risparmia la consueta razione di malrovesci. In un'azione umilia l'attempato Marconato dandogli un distacco di cinque metri e novanta su sei di corsa dal perimetro al ferro. Nel presidiare il pitturato può fare di meglio

    [b]DEJAN IVANOV[/b] (10 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 2/3 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Pur con un'eleganza che poco s'addice ai sabati di Gala, sfiora la “doppia doppia”. Non ha paura di raccattare i palloni dalla spazzatura e si adegua al lavoro sporco. Vitucci ora può contare su di lui.

  • Nicolò Cavalli
    Tre quarti condotti con scioltezza prima di qualche distrazione finale. Si riassume in poche parole una serata di ordinaria amministrazione per Varese, capace di ottenere uno splendido traguardo ma arrabbiata per un ultimo periodo giocato con troppa sicumera. È lo specchio della mentalità giusta di chi si appresta a ad un'altra serie massacrante al cospetto di nuovi e più strutturati avversari. Ci sarà da soffrire però la capacità di trovare ogni sera nuove risorse (oggi eccellente Sakota, in sensibile ripresa Polonara ed Ivanov) ci lascia moderatamente speranzosi. E sognanti.

    [i][b]Gara a senso unico. [/b][/i]La Reyer, priva dell'infortunato Szewczyk e di preziosi chili sotto le plance, parte subito a zona per non caricarsi di falli. Il tentativo è poco fruttuoso al cospetto di Dunston, ma la mano caldissima di Calrk tiene davanti gli ospiti (5-6). La tripla di Ere, sempre costretto agli straordinari nel tenere a bada Diawara, e la “zingarata” di Green nell'allegra difesa lagunare regalano il primo vantaggio degno di nota: 14-9. Varese si fa scippare da sotto il naso rimbalzi a ripetizione (in un'azione, l'Umana segna al quarto tentativo consecutivo), così Rosselli pesca il 16-13. Sakota indossa il cappello da Guglielmo Tell, gli arbitri mostrano un'insolita simpatia per i prealpini, Ivanov rientra nelle rotazioni con piacevole autorevolezza: Mazzon deve rintanarsi nel primo [i]time-out [/i]della sfida sul 22-15 per non annegare nella marea biancorossa. La Cimberio potrebbe prendere il largo al gong del primo round, ma si lascia ingolosire in contropiede (fesseria di Green) e chiude con un comunque confortante 26-17.

    [i][b]Vincenti e divertenti. [/b][/i]Due schiacciate di Polonara fanno il paio con i guizzi di Bowers, il distacco rimane pressoché invariato sul 30-22. I dettagli iniziano a sfumarsi nelle stanchezza del quinto impegno in otto giorni, l'intensità scompare e ricompare favorendo le giocate dei solisti. Diawara riporta i suoi sul meno sei (34-28), Banks ci prende dai sette metri riallargando la forbice sul 39-28. Il tabellone corre rapido come una lepre, Sakota supera la doppia cifra in concomitanza del 44-34 e il consueto [i]alley oop[/i] tra De Nicolao e Polonara mette a rischio le fondamenta del vecchio Lino Oldrini. L'Umana è mortificata e potrebbe iniziare a pensare alle vacanze estive invece di cadere in sterili proteste: lo show dei ragazzi di Vitucci, in una sarabanda di passaggi ciechi, assist illuminanti, canestri circensi, partorisce il 51-34 della pausa lunga.

    [i][b]Tutto sotto controllo. [/b][/i]La Cimberio torna dagli spogliatoi con l'intenzione di archiviare subito la pratica. Venezia alza i colpi in difesa ma sovente va a sbattere contro la diga eretta da Dunston e Sakota, qualche colpo proibito viene gestito con signorilità: Green dalla lunetta timbra il 58-40. La terna è poco lungimirante nel punire Mazzon con un fallo tecnico, l'Umana spara a salve dal perimetro (5/22 globale), Varese abbassa il ritmo senza disdegnare qualche affondo. Diawara – miglior giocatore del globo per punti segnati quando le sue compagini sono sotto di quindici lunghezze o più – prova a migliorare le statistiche personali (tripla per il 63-48), però Ivanov e Banks mantengono salde le redini del match: al trentesimo minuto la capolista guida 68-52.

    [i][b]La testa è già a sabato prossimo. [/b][/i]Un parziale di 0-4 fa giustamente arrabbiare coach Vitucci, sempre vigile e attento ai dettagli. La strigliata della sospensione tecnica suggerisce ai nostri di non gozzovigliare: Banks e Polonara ricacciano i veneti a meno sedici sul 73-57. Kuba e Young sono encomiabili nel non lasciare nulla d'intentato nella serata che segna l'addio di Venezia dai play-off 2013, Ere sveglia i compagni dal torpore con una bella entrata e con un assist al bacio per Sakota (77-64). All'ennesima “bomba” vincente del serbo, in versione leonina, il più classico “tutti in piedi per la Cimberio” accompagna l'ingresso di Varese alle semifinali. Un piccolo brivido cala sulla schiena dei quasi 4500 di Masnago quando Green cade dopo uno scontro di gioco, ma il solido play si rialza senza claudicare.
    Negli ultimi minuti il quintetto di casa si deconcentra e regala palloni grotteschi (sette nel solo periodo di chiusura) agli avversari. Bowers e Clark rendono meno bruciante l'eliminazione dell'Umana, però il destino della serie è già noto.

    Di fronte del prossimo avversario – Milano o Siena che sia – la truppa di Vitucci non potrà permettersi alcuna sbavatura. Augurandoci, con pochissima imparzialità, che le due superpotenze si diano battaglia strenua fino a gara sette (invero i meneghini paiono lanciati verso un possibile 4-2), Varese proverà ad aggiungere una nuova gemma a una stagione fin qui straripante.
    L'ultima apparizione in semifinale risale a quattordici anni orsono. Lo sanno anche i muri come finì in quel maggio di fine XX secolo. Lo ricordano soprattutto i tifosi: soprattutto per loro, l'avventura non può e non deve arenarsi al prossimo lido.

  • Nicolò Cavalli
    Tanto autoritaria e ferale in gara 3, quanto pasticciona e approssimativa in gara 4. La Cimberio paga caro la reazione vigorosa di Venezia e manca il primo [i]match ball[/i]. Dopo un fugace vantaggio (3-9), Varese gioca un pessimo primo tempo. L'Umana dilaga con il redivivo Clark e con l'agonista Diawara, toccando le venti lunghezze di vantaggio.
    Nel terzo periodo Dunston (14 punti + 9 rimbalzi) prova a gettare le fondamenta della rimonta, però Young e Szewczyk mantengono larghissimo il divario all'ultima pausa: 73-53. Nell'ultimo parziale Vitucci getta nella mischia un quintetto di “riserve”, discretamente abile nel rendere il passivo meno gravoso. Qualche segnala positivo arriva da Sakota e Cerella, però sono troppi gli elementi storti in una nottata dalle tinte oro-granata: dalla scarsa percentuale ai liberi (8/16) all'inferiorità a rimbalzo, dai palloni persi a ripetizione (14, a fronte di soli 4 recuperi) alla deconcentrazione nei dettagli.

    Una seria a 7 partite è difficile da affrontare sempre con la stessa attenzione e ferocia. Ora il fattore Masnago dovrà farsi sentire per chiudere i conti. Appuntamento a sabato, senza allarmismi: tutte le serie sono sul 2-2, i nostri guidano 3-1 e subiranno una bella lavata di capo da Vitucci. Il viatico migliore per tornare a macinare pallacanestro.

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