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    Teaser Paragraph:

    L'OPINIONE di GIANCARLO PIGIONATTI

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Vecchie fortezze che cadono con il precipitare di un monopolio solo possibile quando il molto denaro favorisce una realtà rispetto ad altre nel costruirsi strategie e gerarchie di dominio.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per colpa o per merito della "spending review" si sono assottigliate le posizioni di potere nella pallacanestro italiana, ora più che mai gratificante con i club che sanno coniugare felici scelte con denaro spendibile, come dimostrano bellamente Varese e Sassari, sole lassù in testa alla classifica grazie a un patrimonio di progetti e metodi.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il loro primato potrà anche durare non a lungo ma esso, ora come ora, dimostra che, pur facendo acquisti, non lo si compra al mercato e che se le cosiddette grandi volessero riconquistarlo se lo dovranno sudare sul campo.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Questo magico momento esalta soprattutto l'immagine di Varese nella sua azione rinnovatrice, totale ma non avventurosa, anzi ponderata con lucido decisionismo e in rapidità, in anticipo sui tempi di assemblaggio di squadra, ideale per affrontare un inizio di campionato dal calendario arduo nonché laborioso per le sue avversarie, arrivate tardi in cantiere.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio, mai sconfitta dopo quindici gare tra amichevoli e quelle che contano, tutte utili, è la squadra "più calda" in circolazione, talentuosa nei suoi elementi di maggior riferimento e volitiva in tutti i suoi prospetti, non importa se di minor classe o se giovani, peraltro questi dotati, in ogni caso tutti con una gran fame di gloria.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque, un capolavoro di più maestri a partire dalla dirigenza e dal tecnico in sede di ricerca e individuazione di elementi con qualità personali da ambientare in fretta per propugnare subito determinate aspirazioni onde poterle poi legittimare quando calerà il fattore sorpresa e crescerà la forma di altre squadre.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Se il sentiero è diritto, il cammino è piano. Il concetto s'attaglia perfettamente all'attualità biancorossa, al di là di un risultato insperato ma reale anche per impreparazione o dabbenaggine dei club più potenti alla faticosa ricerca della propria identità.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In verità a questa Cimberio, compatta e in gas nel suo guscio seppur fra una moltitudine di etnìe e culture diverse, non mancano limiti strutturali d'un collettivo tambureggiante ma non tosto né intimidatore. E se la perfezione viene dall'osservazione, meritano una riflessione le sue vistose pause contro la zona che già ponemmo tra quegli "oneri della prova" da superare.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Bologna, sotto di una ventina di punti, è piombata a -3 anche perché Sakota (foto Blitz) ha esercitato il suo mestiere di tiratore puro, ruolo ben diverso da quello di realizzatore che sa esprimersi pure dall'arco ma tra i ritmi di squadra in gran movimento.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una rimonta era già riuscita a Siena, almeno in parte, e ci ha pure provato Bologna la quale, bisogna riconoscerlo, era priva dell'americano Steven Smith, il cui apporto è riconoscibile in un buon bottino di canestri e rimbalzi. Il rilievo ci sta e non certo per sminuire il limpido successo di una Cimberio così ben rappresentata dai soliti magnifici Dunston ed Ere, vere guide di sicurezza per i compagni, ma per evidenziare la mancanza di un giudizio completo sul suo potenziale competitivo in trasferte ritenute dure e probanti.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si diceva della zona il cui cenno vale come prova di maturità anche per le antagoniste, tant'è che avremmo visto volentieri Bologna a lungo in una simile condizione, probabilmente a mal partito con gli esterni che si ritrova.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Toccherà a Vitucci pensarci in futuro visti i potenziali balistici non proprio spaventosi in circolazione. È presto per fare determinati calcoli ma il tifoso, ebbro di entusiasmo, può sognare un po', come ai tempi della DiVarese e, soprattutto, dei Roosters: meglio di così non si poteva chiedere alla nostra cara Pallacanestro.[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Teaser Paragraph:

    Ere e compagni scalano la vetta della classifica espugnando uno dei parqeut storici della pallacanestro nazionale.

    Continua il percorso netto dei ragazzi terribili di Frank Vitucci: quattro affermazioni in altrettante uscite. Fin dall'avvio il quintetto prealpino preme sull'acceleratore e tocca la doppia cifra di vantaggio (15-25). L'ottima percentuale di Varese fa il paio con la ruggine di una Virtus imprecisa dalla lunetta e priva del punto fermo Smith. Nel secondo quarto De Nicolao e Polonara (17 punti e 6 rimbalzi) sono i fari di una Cimberio ancora arrembante, brava a stoppare la rimonta emiliana e ad andare negli spogliatoi sul più nove.
    Varese deve fare i conti con i troppi falli della coppia di lunghi Duntson e Talts, allora il tiro tre diventa l'arma prediletta degli avanti lombardi. Una pioggia di canestri di Ere sembra affondare la SAIE, crollata a meno 19 (39-58) e avvinghiata alle estemporanee giocate di Poeta. D'un tratto gli uomini di Finelli si scatenano con Hansbrouk, Gigli e Moraschini, quindi sono due triple di Sakota a tenere Varese in vantaggio a fine terzo tempo, 53-64.
    La reazione dei felsinei è sempre più veemente. La zona mette in crisi i biancorossi, troppo remissivi lungo il perimetro e sorretti non positivamente da Green (7 palloni persi e forma fisica claudicante). Sul 67-70 la beffa parrebbe materializzarsi. Però Dunston torna a fare la voce grossa, Banks sale in cielo per un canestro fondamentale, Polonara si conferma una piovra dal navigato [i]killer insticnt. [/i]

    La banda di Vitucci chiude in gloria e zittisce il folto pubblico dell'impianto bolognese: una splendida soddisfazione in una delle “classicissime” della palla a spicchi nostrana.
    E mentre il giovane telecronista della Rai cita innumerevoli volte il paragone numerico (blasfemo) con l'andamento dei Roosters della stella, il popolo prealpino tocca ferro e sogna una nuova grande serata contro Cantù. Appuntamento a lunedì prossimo in una Masnago che si preannuncia ribollente di entusiasmo.

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    BASKET Stasera lo scontro al vertice. Green ok, emiliani senza Smith

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Aria di big-match stasera a Bologna, dove la Cimberio si gioca il primato in classifica sul campo della dirimpettaia Saie3: nel posticipo le rivelazioni Virtus e Varese metteranno in palio la rispettiva imbattibilità stagionale in una sfida densa di contenuti importanti.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Le due blasonate rivali proveranno a rinverdire i fasti delle sfide al vertice degli anni '70, '80 e '90 in una gara che oppone le due novità più interessanti di una stagione 2012/2013 ancora in cerca di padroni.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Superato a pieni voti il test casalingo contro Siena, la truppa di Frank Vitucci va in cerca di conferme anche in formato-esportazione davanti ai 9.000 tifosi della Futurshow Station (tutto esaurito a Casalecchio). Per Varese sarà il primo esame esterno di spessore su un campo tradizionalmente caldo, dove è già caduta la grande favorita Milano e nella scorsa annata la compagine di Alessandro Finelli vinse 15 delle 17 partite disputate.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio ha dalla sua l'entusiasmo e la fiducia nell'ambiente per provare ad allungare la sua imbattibilità (nessuna sconfitta dal 16 agosto) e prolungare a quota 4 la striscia vincente in campionato alla vigilia di un altro esame importante come il derby di lunedì prossimo contro Cantù.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In casa biancorossa i confortanti progressi evidenziati da Mike Green negli allenamenti di rifinitura fanno ben sperare Vitucci sul completo recupero del play.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nelle file della Virtus pare certa l'assenza di Steven Smith: l'ala americana, tornata in patria per assistere la moglie dopo un parto gemellare prematuro, dovrebbe tornare solo martedì a Bologna. Per Varese sarebbe un vantaggio vista l'importanza dell'atleta del 1983 (12,3 punti e 7 rimbalzi in 32' di media nelle prime tre gare) nello scacchiere tattico bianconero Ma la Saie3 resta un cliente scomodo con cui fare i conti per concretizzare i sogni di vertice della Cimberio.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]I pericoli maggiori arrivano dalla coppia perimetrale formata dall'azzurro Poeta (9,3 punti e 3,3 assist) e dal temibile fuciliere Hasbrouck (17,7 punti col 50% da 3). L'esperto Minard (9,3 punti) giostra da ala piccola, mentre sotto canestro - in assenza di Smith - l'altro azzurro Gigli (11,3 punti e 7,0 rimbalzi) e il veterano Rocca (4,3 punti e 5,3 rimbalzi) danno fisicità e sostanza.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dalla panchina escono giovani interessanti come l'emergente play Imbrò (classe 1994), l'ex azzurrino Moraschini - compagno di Polonara e De Nicolao nell'argento europeo Under 20 del 2011 - e la 20enne ala svedese Gaddefors, lanciato nella passata stagione da Vitucci ad Avellino che potrebbe avere ampio spazio da ala forte senza il titolare americano.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una squadra che ama il gioco controllato e le esecuzioni lucide, concedendo poco in difesa (66,5 punti subiti di media).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la Cimberio l'imperativo è invece quello di tenere alta l'aggressività e spingere sull'acceleratore per imporre la sua freschezza atletica.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size]

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    L'OPINIONE di GIANCARLO PIGIONATTI

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Delle sfide scudetto che Varese e Virtus Bologna si giocavano più di trent'anni fa ricordiamo con emozione un canestro in galleggiamento di Charlie Yelverton (foto archivio): il nostro "asso" rimase in aria sin quando Bertolotti e compagni, arcangeli neri senza ali, ripiombarono sul parquet di fronte a un concupito Fiorito di Roma che, a fine gara, confessò d'aver avuto la tentazione di buttar via il fischietto per spellarsi le mani in applausi. E mai dimentichiamo il riconoscimento di tutta Bologna, quella del Paladozza, sindaco Zangheri compreso, per Varese come campione d'Italia, applauditissima dopo una finale vana per le speranze felsinee. [/size][/font]

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Da allora molta acqua è passata sotto i ponti delle due forze storiche della pallacanestro italiana, accarezzate o schiaffeggiate dai propri destini, soprattutto beffardi qui dove scorre l'Olona. Ora, però, il vento sembra cambiato attraverso ampi e nuovi respiri d'una piazza rimasta senza sogni dopo la magica notte dei Roosters. Oggi, ad animi gonfi di sussulti benefici, il popolo biancorosso sta dando il giusto valore alla sua Pallacanestro ben sapendo della relatività del momento, ma anche confidando in forti ambizioni attraverso un campionato meno severo per competitività rispetto a quello di alcune stagioni fa. Eccoci allora all'inatteso big-match con Bologna che riporta il tifoso a quel tempo che fu e ben oltre l'effimero in un bel racconto d'autunno. Riuscirà la squadra di Vitucci, dopo la potente sculacciata a Siena, nell'intento di battere la Virtus sul suo campo? Domani sera, direbbe La Palisse, lo sapremo. Nel frattempo possiamo solo aggrapparci ad alcune impressioni, tutte da verificare in un confronto diretto. [/size][/font]

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Bologna, almeno sin qui, non ci è parsa squillante come farebbe credere la sua classifica, peraltro troppo dipendente da un Poeta che va a strappi, in ogni caso cinica e concreta dopo aver dato la sensazione di franare nel vuoto contro avversari non sconvolgenti, mentre Varese sembra più in armi per alcune sue individualità, superiori o più vistose. Ovviamente da qui a scommettere la casa su un 2 fisso ne passa, non sapendo quale incognita si nasconda dietro le virtù di un cammino così breve, intendendo una Cimberio tambureggiante dal giorno del suo raduno attraverso pure momenti di incertezza, tuttavia superati con crescenti convinzioni. Semmai un grande interrogativo sta nel fattore campo alla luce dell'unica trasferta che contava, quella di Brindisi, nella quale Varese si trovò confezionata in un pacco regalo, dai saltellanti padroni di casa, la possibilità (riuscita) di ribaltare un risultato che già sembrava avverso. E questa è ben altra storia, come resta da capire un eventuale impatto con una difesa a zona da parte di una Cimberio d'assalto ma non munita di inesorabili tiratori. Potrebbe anche valere l'opposto per Bologna, sempre che Vitucci non disdegni simile strategia, poco - e stranamente - utilizzata ad oltranza dagli allenatori. Quello di domani ci sembra un match aperto e tutto da scoprire per sapere di più su Varese nel suo "magic moment".[/size][/font]

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    BASKET Sabatini, a.d. della Virtus Bologna, elogia però consorzio e progetto tecnico di Varese

    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Eclettico e vulcanico. Tra le migliaia di aggettivi possibili per cucire un vestito addosso a Claudio Sabatini, a.d. della Virtus Bologna che domani ospiterà la Cimberio, la scelta - piuttosto banale, lo ammettiamo - ricade sui due citati. Eclettismo e iperattività, del resto, sono tra le qualità più importanti che caratterizzano il dirigente delle V nere.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sabatini ha il taglio sicuro del self-made man e una naturale inclinazione alle luci dei riflettori. Una ribalta meritata per uno dei rari personaggi in grado di trascinare la pallacanestro italiana fuori dai recinti un po' angusti di una stantìa autocelebrazione.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Mi dispiace doverlo rimarcare ma l'ambiente del basket italiano è clamorosamente anacronistico. Un mondo che non sembra avere volontà, forza, qualche volta penso addirittura interesse, a scrollarsi di dosso modi di pensare e agire non adeguati ai tempi. In pochi sembrano aver compreso che, per la piattaforma di spettacolo da noi proposta, i concorrenti sono tanti e agguerriti: i multisala, i teatri, le discoteche ultramoderne, i canali tv a pagamento, ovviamente il calcio e gli altri sport. In questi anni siamo finiti circondati e spesso fagocitati dai nostri concorrenti, incapaci di proporre alternative. Del resto, che cosa aspettarsi da un movimento che, faccio solo un esempio, prima di ogni partita consuma il rito del riconoscimento di giocatori, tecnici, staff e dirigenti? Chissà poi perchè».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In un colpo solo, ha messo sulla griglia una tonnellata di... carne, almeno una dozzina di argomenti sensibili. Proviamo a partire dal famigerato rapporto con la Tv.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«La scarsa visibilità del nostro basket rappresenta un problema irrisolto. Il basket, che ha grande appeal ovunque, oltre ad essere stato svenduto è ampiamente sottoutilizzato. Eppure stiamo parlando di un prodotto che potrebbe fornire ritorni impensabili. Evidentemente qualche problemino in termini di marketing e comunicazione l'abbiamo».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Di chi le responsabilità?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Mettiamola così: la LegaBasket è un organismo democratico in cui le decisioni vengono prese a maggioranza. Non voglio aggiungere altro...».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il Natale del basket in TV, il “Maraglio Day”, la vicenda Kobe Bryant, la Fondazione Virtus e innumerevoli altre iniziative: non perde occasione per “rubare” la prima pagina...[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]"Che cosa volete farci, è il destino dei “numeri uno” - sorride Sabatini -. Battute a parte, dietro ogni attività ci sono sempre stati due aspetti: la volontà di fare il bene della Virtus e portare dei vantaggi alla nostra pallacanestro. Purtroppo in diverse occasioni, vedi il caso Bryant, sono stato ostacolato in tutti i modi, ma sono tuttora convinto che, con Kobe e il lock-out NBA, noi del basket abbiamo perso una grossa occasione. Per quanto ci riguarda, a Bologna stiamo raccogliendo i frutti dell'enorme lavoro svolto in questi anni per pubblicizzare e rendere appetibile il messaggio-basket».[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Domani sera a Casalecchio ci sarà il tutto esaurito: 8.400 spettatori. Varese, che cosa le suggerisce?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Prima di tutto i complimenti per una bella idea, quella del Consorzio. Poi applausi sinceri per come i dirigenti varesini sono riusciti a realizzarla. Invece, argomentando di basket, il progetto Cimberio mi piace perchè ha analogie col nostro: squadra brillante, giovane, spigliata, capace di coniugare tradizione e risultati, storia dei club e spettacolo. Questo, volenti o nolenti, è il futuro».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size]

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    BASKET L'ex biancorosso gioca a Lubiana ma continua a tifare Varese

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Vedi Varese e poi voli in Eurolega: nonostante la mancata riconferma estiva da parte della Cimberio l'ex capitano biancorosso Teemu Rannikko (foto Blitz) nutre solo gratitudine nei confronti della società di piazza Monte Grappa. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sbarcato in città nel 2010 dopo una stagione non brillante in Acb spagnola a Granada, le due annate in biancorosso ne hanno rilanciato le quotazioni a livello internazionale tanto da meritargli la chiamata dell'Olimpia Lubiana, dove aveva già militato dal 2005 al 2007. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora il 32enne regista finlandese è tra i veterani del roster della blasonata formazione slovena, al via della massima competizione internazionale, ma torna con grande piacere sulla parentesi sotto le Prealpi: «Ho solo ricordi piacevoli dei miei due anni a Varese: il più bello è legato alla nascita della mia primogenita Ljila Helene, ma sono stato benissimo perché la città mi ha accolto nel modo migliore. Tutti sanno che la scorsa estate mi sarebbe piaciuto moltissimo rimanere alla Cimberio: ho aspettato a lungo la decisione della società, ma con l'operazione necessaria per risolvere i problemi a quel ginocchio che mi aveva tormentato per tutto il 2011/2012 ho capito perfettamente la loro decisione. Così quando mi ha contattato l'Olimpia Lubiana ho accettato con entusiasmo l'offerta: ero già stato per due anni in Slovenia e c'era la possibilità di tornare a giocare l'Eurolega, qui cerco di dare una mano con la mia esperienza a far crescere un gruppo giovane di grande potenziale». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'esordio nella massima competizione internazionale ha regalato una bella soddisfazione al finlandese, che con la sua Lubiana ha espugnato il campo di Cantù: per un ex capitano della Cimberio un motivo in più per esultare… «Per la mia squadra esordire con un successo esterno è stato molto importante nell'ambito delle sue prospettive di classifica; personalmente invece vincere sul campo di Cantù mi ha procurato una bella emozione dopo i cattivi ricordi dei playoff di due anni fa con la Cimberio, che ho dovuto affrontare in cattive condizioni fisiche. Spero che i tifosi di Varese siano stati contenti anche per me…». E sebbene la nuova Cimberio stia regalando grandi emozioni ai supporters biancorossi, non c'è dubbio che tra i giocatori della squadra dello scorso anno il più rimpianto durante l'estate fosse proprio l'ex capitano… «Mi fa molto piacere saperlo: io ho sempre cercato di dare il massimo anche se lo scorso anno non sono quasi mai stato in condizioni fisiche ottimali e mi sono trovato a fare cose al di fuori delle mie caratteristiche. Ma i tifosi sono sempre stati dalla mia parte e tutti i membri dell'organizzazione, da Cecco Vescovi gli altri della società, mi hanno sempre messo nelle migliori condizioni per lavorare. Forse non sarò il giocatore più forte del mondo ma cerco di portare sempre il mio aiuto all'interno di un gruppo e credo che questo sia stato apprezzato dalla gente». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E per questo motivo Rannikko continua a seguire le gesta della Cimberio “tifando” dalla Slovenia per i suoi vecchi colori: «Sono rimasto in contatto con Max Ferraiuolo, Marco Armenise e Janar Talts e ho rivisto volentieri Simone Giofrè a Desio. Sono contento dell'avvio positivo della nuova squadra e spero che ottenga i migliori risultati possibili: la società vuol riportare Varese ai livelli della sua storica tradizione, chissà che il passo decisivo verso il vertice possa avvenire quest'anno». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    BASKET - SERIE A Green leader di Varese: «Questa squadra mi piace moltissimo»

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Piace anche la versione... in tuta blu della Cimberio secondo Mike Green: il playmaker biancorosso sottolinea l'importanza dell'applicazione difensiva nella prova tutta sostanza con cui la squadra di Frank Vitucci ha superato il test Montepaschi disinnescando la temuta superiorità fisica dei toscani mettendo in campo una costante energia in ogni aspetto del gioco.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Sapevamo che per battere Siena sarebbe servita una partita differente rispetto alle due vittorie ottenute con Brindisi e Avellino. La Montepaschi è una squadra con fisicità da Eurolega, dunque era necessario impostare una gara di matrice difensiva tenendo alte concentrazione e intensità per 40 minuti: evitata la partenza lenta delle due gare precedenti, siamo stati bravi a dirigere subito la partita sui binari che volevamo, e poi a tenere botta con una applicazione in retroguardia davvero efficace».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E contro una squadra stazzata per l'Eurolega come Siena la Cimberio ha confermato che nonostante la taglia limitata può reggere l'urto con chiunque a livello fisico.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Sicuramente i nostri assetti più dinamici hanno pagato ottimi dividendi alla distanza. Kasun è davvero enorme e quando riceve vicino al ferro diventa difficile fermarlo, ma abbiamo lavorato bene di squadra per togliergli ricezioni interne e soprattutto abbiamo cercato di attaccarlo con i giochi a due tra me e Dunston quando si portava lontano da canestro. Alla fine siamo stati bravi a sfruttare le nostre caratteristiche migliori e giocare la partita che volevamo. Certo, ci sono stati momenti poco fluidi, in particolare contro la zona. Ma sono aspetti che evidenziano i margini di miglioramento di una squadra molto affiatata».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La squadra sembra avere trovato in lei il suo leader designato nel dettare i ritmi e le scelte di gioco: un vero e proprio “generale sul campo” come dicono in America...[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Ringrazio dei complimenti ma sto semplicemente facendo il mio lavoro nel cercare di gestire al meglio le molte armi che abbiamo a disposizone sul fronte offensivo. Al di là dello spessore del gruppo, mi piace moltissimo questa squadra perché mette a disposizione opportunità per tutti e ha attaccanti perimetrali ma anche elementi in grado di colpire da sotto. E quando in estate dovevo decidere la mia destinazione, ho parlato con il mio amico Marques Green (il play ex Avellino è originario di Philadelphia come l'attuale regista biancorosso - ndr): sapere che il coach Frank Vitucci dà molte responsabilità al suo regista titolare è stato il motivo che mi ha portato a optare per Varese. E alla luce di quel che ho visto sono decisamente soddisfatto di questa scelta».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Come vive l'attuale primato in classifica della Cimberio? Troppo presto per ragionare sulle prospettive dell'intera stagione?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Decisamente sì, mancando 27 partite al termine della stagione regolare: inutile guardare ora la classifica. In realtà ciò che conta maggiormente è continuare a giocare ogni partita al massimo dell'intensità e aumentare la fluidità del gioco. Già domenica prossima a Bologna ci aspetta un esame importante e su un campo storicamente difficile. Sarà un test impegnativo ma stimolante».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    L'OPINIONE di GIANCARLO PIGIONATTI

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Sei scudetti in fila e non vederne traccia. Varese cancella il blasone o quel che ne è rimasto di Siena proprio alla sua maniera, tra fragori spettacolari e pause fisiologiche, sempre con le mani sulla gara al di là di un po' di patema per una rimonta avversaria che t'aspetti e che serve a mostrare un bel carattere. Una cosa è certa: questa Montepaschi, finita la cuccagna d'una banca che iniettava barcate di denari se è vero che la Mens Sana ha speso ottanta milioni in cinque anni per mettere insieme uno squadrone da Eurolega (mai vinta), non sembra, e nemmeno lontanamente, parente dei campioni che conoscevamo e che incutevano timore, se non terrore. Carraretto e Ress come superstiti della vecchia granitica guardia sono bandiere senza vento di una Siena che si candiderà pure allo scudetto ma che, a Masnago, pare fiaccata fisicamente e moralmente, quindi inadeguata a reggere più e competitivi impegni. È di un'altra dimensione la Cimberio che, con la vivacità di un'orgogliosa sfidante, la mette sotto e ben oltre il risultato finale spingendo gli entusiasmi dei suoi tifosi lassù, sino a sfiorare il blu di un cielo da sogno. Morale, Varese esibisce veri leaders, Siena neppure uno, come sentenzia il confronto tra Green e Brown e tra Banks e Janning che fa 30 a 7 o quello tra Ere e Moss che fa 20 a 5 e meglio degli americani della Montepaschi fa pure il giovane De Nicolao che tiene alto l'onore dei pochi italiani in gara.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Qui, soprattutto, circola un certo Ere che non guadagnerà come un top player alla Eze, tanto per fare il nome di un atleta da 500.000 euro (così si dice in giro) ma che lo è sul campo trafiggendo gli avversari con i suoi dardi. Siena si aggrappa a una montagna rocciosa come il croato Kasun che in attacco fa valere la sua corporatura su Dunston (foto Blitz in basso), da applausi in attacco ma, stranamente, poco servito.Stavolta la Cimberio tiene in difesa per quei grandi meriti che coincidono con i demeriti altrui mentre soffre e parecchio la zona dei toscani che le provoca un cortocircuito offensivo tra i suoi uomini, più realizzatori che tiratori. Dunque, pecche comprese, la squadra di Vitucci (ottimo nel gestirla), dimostra le sue individualità tambureggianti che si divertono divertendosi, quindi quelle qualità non nascoste che il club, presieduto da Cecco Vescovi (foto Blitz in alto), ha saputo individuare e assicurarsi in tempi celeri e a costi permissibili per dar subito impulso alle proprie ambizioni. E lunedì sera ha dato lezione ai campioni. In fondo l'"ufficio acquisti" di Varese può essere di istruzione, comunque vada il risultato di fine stagione, per quei club che hanno speso molto per inventarsi assi che non sono tali e che, ora come ora, pur grandi di nome, stanno sotto come nel caso di Milano, ancora incapace di tradurre in risultati le proprie potenzialità. Siamo di fronte a un vertice, seppur effimero, tutto nuovo con due ex "capitali" storiche della pallacanestro come Varese e Bologna e una nuova vivace realtà qual è Sassari in un tentativo di rovesciamento di vecchi monopoli provati da regole nuove e crisi globale. Chiamala, se vuoi, rivolta dei peones. [/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    Cimberio ben salda a terra

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    Teaser Paragraph:

    BASKET Vescovi: «Spero che le vittorie ci aiutino a trovare due sponsor...»

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Cecco Vescovi evita i toni trionfalistici dopo la vittoria casalinga della Cimberio contro la Montepaschi Siena pluricampione d'Italia in carica. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Al di là della soddisfazione per la prova della squadra e la risposta del pubblico (a dispetto del posticipo del lunedì sera), la disamina del giorno dopo del presidente biancorosso è improntata al concetto di tenere i piedi per terra: «Sicuramente è stata una bella serata, dentro e fuori dal campo, ma dobbiamo avere la capacità di mantenere i piedi per terra ed essere consapevoli che siamo solo all'inizio di un percorso molto lungo. Certo, siamo stati bravi ad approfittare del momento particolare che sta vivendo Siena: per ricostruire il sistema vincente degli ultimi sei anni ci vorrà tanto tempo e noi abbiamo avuto la capacità di far valere le nostre certezze già acquisite. Giustissimo essere contenti di una vittoria così brillante, ma non dobbiamo accontentarci dopo solo 3 partite…». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque Varese – a sua volta rinnovatissima – ha già trovato la chimica giusta a livello di gruppo, ma secondo Vescovi può crescere ancora molto sul piano del gioco: «L'aspetto più evidente è che questi ragazzi si sono subito trovati bene fra loro e hanno fatto gruppo: un punto di partenza fondamentale per qualsiasi squadra. Però certamente ci sono ancora margini di miglioramento sia a livello individuale che di gruppo: penso a Rush che è ancora in fase di apprendistato e potrà dare tanto una volta che si sarà ambientato, o allo stesso Polonara che ha assaggiato il clima delle grandi sfide. In attesa poi che rientri Cerella e possa aggiungere ulteriore profondità alla panchina». E il primato in classifica a braccetto con Sassari e Bologna è gratificante, ma con 27 partite ancora da giocare è altrettanto effimero: «E' giusto guardare la classifica, a patto di rendendosi conto che dopo tre giornate i valori sono ben lontani da essere quelli veri. Conta soprattutto aver messo fieno in cascina in un inizio di campionato ricco di insidie, ma adesso guardiamo avanti verso una sfida di alta classifica con Bologna e un derby stimolante contro Cantù. Certo il primato è un bel risultato così come lo è il fatto di essere davanti a Siena per la prima volta dopo 6 anni, ma non creiamo troppe aspettative ad una squadra che per ora riesce sempre a stare in campo con la giusta determinazione e il giusto approccio». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Di certo però le vittorie e il gioco espresso che suscitano l'entusiasmo dei tifosi e l'interesse di tutto il movimento nazionale contribuiscono a dare visibilità ulteriore al “progetto-Varese”, e questo non può che far piacere al suo presidente: «Il circolo virtuoso risultati del campo uguale attenzione e visibilità per il progetto ha già funzionato nei due anni precedenti e a maggior ragione vale oggi: i risultati creano entusiasmo e, come si è visto già in campagna abbonamenti, avere attorno a noi il consenso e la spinta dei tifosi aiuta molto la società. Speriamo che queste attenzioni servano anche sul fronte sponsor per riempire quei due spazi ancora liberi sulle nostre maglie e dare una tranquillità economica ancora maggiore per il presente ed il futuro». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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