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  • pxg14

    Mensah Bonsu pista calda

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sarà Pops Mensah Bonsu (foto red) il rinforzo di lusso della Cimberio in vista dei playoff? Pista caldissima quella che porta al trentenne pivot di nazionalità inglese. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si tratta di un giocatore di grande vigore atletico, simile a Bryant Dunston in termini di stazza (203 centimetri per 107 chili) e per molti aspetti anche di caratteristiche tecniche, potendo comunque essere complementare al centrone statunitense. [/size]
    [size=3]Il pédigrèe del giocatore è di primissimo ordine: nei suoi sette anni di carriera professionistica ci sono comparsate NBA a Dallas, Houston, Toronto, San Antonio e New Orleans e tanta ribalta ai massimi livelli europei (tappe a Badalona, Villeurbanne e CSKA Mosca; lo scorso anno campione di Turchia col Besiktas dove ha chiuso a 18,5 punti e 11,8 rimbalzi di media). [/size]
    [size=3]Inoltre Frank Vitucci lo conosce già dato che il suo esordio professionistico dopo il college fu nelle file della Benetton Treviso in cui il coach veneziano era vice allenatore (stagione 2007/2008 con 9,2 punti e 8,3 rimbalzi di media). [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'atleta nato nel 1983 ha disputato le Olimpiadi di Londra con la maglia della Gran Bretagna, riportando però un infortunio ad un ginocchio che ha fatto saltare il suo accordo con il Maccabi Tel Aviv e lo ha costretto ad iniziare la stagione in ritardo. [/size]
    [size=3]Nello scorso mese di gennaio Mensah-Bonsu sembrava vicinissimo a Milano che poi gli ha preferito il ritorno di Radosevic, ed allora il centro di passaporto britannico ha atteso fino ai primi di marzo prima di trovare squadra in Spagna con il Cajasol Siviglia. [/size]
    [size=3]Certamente il giocatore non è ancora al massimo della forma (6,3 punti e 4,9 rimbalzi in 14 minuti medi in Liga Acb), ma se Varese cerca una “polizza assicurativa” in grado di dare sostanza e fisicità a centroarea e coprire le spalle a Bryant Dunston ma anche di giocare al suo fianco proponendo una front-line di altissimo impatto atletico Mensah-Bonsu è senza alcun dubbio il miglior giocatore disponibile per concretizzare le speranze-scudetto della Cimberio.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il presidente biancorosso Cecco Vescovi tende a non scoprire le carte («lo avevamo seguito a marzo, poi Siviglia ha messo sul piatto una cifra fuori portata per noi; non escludo nulla ma mi sembra comunque una trattativa complicata»), però rispetto a sei settimane fa ora Varese ha a disposizione il “tesoretto” della iniziativa dei miniabbonamenti (o meglio, gli incassi futuri dai botteghini dato che il gettito della recente campagna chiusa a quota 2.762 è servito per arrivare al pareggio di bilancio). [/size]
    [size=3]Ma come la pensano in Spagna? Siviglia vorrebbe trattenere comunque il giocatore pur senza grandi stimoli di classifica (undicesimo in Liga Acb a cinque turni dal termine con la salvezza già in tasca e i playoff virtualmente irraggiungibili) e con l'infortunato Latavious Williams (al cui posto era arrivato Mensah Bonsu) al rientro da questa settimana. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Al contrario il richiamo della Cimberio capolista e il rapporto diretto con coach Vitucci sono carte importanti da giocare in una trattative che potrebbe decollare in tempi rapidi. [/size]
    [size=3]L'idea di Varese sarebbe quella di stringere in fretta, al massimo nel giro di 48 ore, anche nell'ottica di tamponare l'infortunio di Polonara: l'ipotesi potrebbe essere quella di inserire Mensah Bonsu già nella partita in programma domenica prossima a Cremona, valutando un “quintettone” con Talts spostato a cambio di Sakota e Rush in tribuna dando maggior spazio a Cerella visto l'obbigo di utilizzare un massimo di 4 europei. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'una è la réclame della gioia, l'altra di un disagio. L'una emana luce, l'altra è ostaggio del buio. Come non pensare a Varese e Milano, una di fronte all'altra per la terza volta con lo stesso esito, fatto con lo stampino, di trionfo per gli uomini di Vitucci e d'umiliazione per quelli di Scariolo. L'opposizione dell'EA7 si sfalda come neve al sole in pochi minuti, quanto basta alla Cimberio di calarsi idealmente in gara per esibire la sua pallacanestro, d'una sconvolgente bellezza per semplicità di valori, nitidi e veri, soprattutto inviolabili, se non, ed eventualmente, da una intimidatoria durezza, di cui forse solo Siena, oggi come oggi, è capace. Milano resta un doloroso mistero, sempre che non si vogliano chiarire i suoi equivoci, giganteschi come i suoi presunti potenziali in organico, "posseduti" presto e totalmente dai nostri magnifici biancorossi in una Masnago entusiasta ai massimi storici. Morale, non cambia la storia di questa stagione che fa strame di ogni prudenziale timore nei confronti di avversari milionari e imponenti, magari al solo pensiero che, dopo tanto tuonar, per una volta potrà anche piovere. Non però di fronte ai travolgenti uomini di Vitucci, visto che Milano non è riuscita nemmeno a tuonare e se ha osato qualche lampo, esso è parso di quelli smorti, alla luce del giorno. Ancora una volta la differenza, per sistema di gioco nelle due metà campo, risulta abissale: Varese, tanto per ripeterci, sembra una sinfonia perfetta, nella quale ogni acuto nasce dalla normalità d'uno spartito preciso e consono ai propri orchestrali. Già, Von Karajan della situazione è proprio Mike Green (foto Blitz) che non sembra avere rivali degni del suo modo di porsi in gioco attraverso una superiorità che, raramente arginabile, esalta proprie prodezze in accoppiata con un Dunston che, in quanto a tenore, è il Pavarotti dei tabelloni. E se nel basket non si può prescindere dall'asse play-pivot, argomento sensibile ma qui per anni ignorato, ebbene in questa Cimberio, nel suo compiersi, esso ha scavalcato ogni immaginario ideale regalando alla platea duetti irresistibili e spettacolari. Già, ma due soldati da soli non vincono la guerra né probabilmente la fanno, dovendo risaltare un contorno di uomini e giovani che, mostrando le proprie raffinate virtù, fanno compiuta per competitività la squadra nei suoi variabili assetti. Restando sul fatidico asse, stupisce invece la proposta dell'Olimpia che, attraverso elementi uno più tentennante dell'altro, autorizza determinati interrogativi sulle scelte, peraltro in riparazione, di Bremer e Marcus Green, non all'altezza oggi di un club bisognoso di vincere allorquando Avellino per salvarsi s'è portata a casa un signor Lakovic. In sintesi Milano, almeno di fronte a una Cimberio che ogni volta la domina, sembra litigare tecnicamente e tatticamente con se stessa, dando perfino l'impressione di fare così anche durante la settimana e che l'unico rapporto intenso e profondo tra allenatore e squadra sia la lavagnetta degli schemi, abbastanza inutile visti i risultati sul parquet.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una serata esaltante per lo spessore della vittoria e la qualità del gioco espresso in un'atmosfera che ha fatto nuovamente respirare aria di scudetto ai tifosi di Masnago. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La schiacciante superiorità ribadita dalla Cimberio nei confronti di Milano ha fatto davvero sognare l'ambiente biancorosso, ma come sempre il presidente Cecco Vescovi non perde l'abituale sobrietà di giudizio nell'analizzare la vittoria della squadra di Vitucci: «Bellissima serata per la grande vittoria ottenuta in un'atmosfera entusiasmante, però bisogna comunque essere molto realisti: noi certamente abbiamo disputato una grande partita, ma a mio avviso ci sono stati anche molti demeriti dell'avversario. Giusto gioire per un successo che ci porta ad un passo dal primato di fine stagione regolare, ma non esaltiamoci troppo perché serve ancora l'ultimo sforzo per mettere al sicuro il primo traguardo e poi concentarci sui playoff. Quando tutto quello che abbiamo ottenuto finora sarà azzerato». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Vero è che si ripartirà daccapo dopo le 30 giornate “regolari” ma altrettanto vero è che Varese potrà contare sulla sicurezza garantita dal vantaggio del campo amico in tutte e tre le eventuali serie dei playoff 2012/2013; e l'attuale record casalingo di 13 vittorie su 14 partite la dice lunga su come il fattore-Masnago possa essere una carta importante da giocare… «Chiaro che poter contare sul fattore campo in un PalaWhirlpool così coinvolgente sarà un grosso vantaggio per il clima che si è creato a Masnago; sicuramente il nostro pubblico è la benzina ideale per esaltare il tipo di pallacanestro praticata dalla squadra, che è stata bravissima a coltivare questo tipo di calore con il loro modo di stare in campo. Adesso vediamo chi ci capiterà al primo turno tra Venezia e Caserta cercando di essere pronti sin dall'avvio che in caso di primo posto abbiamo già fissato per giovedì 9 maggio».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E nel terzo incontro stagionale con l'EA7 la Cimberio ha ribadito che la sua superiorità è legata prima di tutto al maggior spessore del collettivo, anche se Vescovi ammonisce di non considerare probante in chiave playoff una gara così facile in termini agonistici: «Evidente la differenza di coesione tra noi e Milano, che si è sfaldata alle prime difficoltà. Però non prenderei la partita di domenica come esempio del clima che troveremo nei playoff: lì ci sarà gente agguerrita che prima di mollare anche un solo pallone si batterà al massimo e sono convinto che se anche dovessimo ritrovare la stessa EA7 l'atmosfera sarà completamente diversa. Dunque mettiamoci alle spalle la vittoria e pensiamo a Cremona». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E proprio sul parquet del PalaRadi, dove Varese non ha mai vinto pur in soli 5 precedenti storici, la Cimberio andrà in caccia della consacrazione definitiva della sua leadership nella regular season, pur dovendo rinunciare all'infortunato Polonara. «Confidiamo che i ragazzi dell'Eurojackpot abbiano fatto da apripista; chiudere il discorso due settimane prima non sarebbe male per impostare poi il lavoro in funzione della post-season. Sicuramente Polonara non ci sarà: gli esami immediati hanno escluso fratture ma si tratta di una forte distorsione da valutare poi nei prossimi giorni. Difficile rivederlo anche in casa con Pesaro il 28 aprile, l'idea è di non forzare il recupero visto che ormai i playoff sono dietro l'angolo».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](10 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]La prestazione poco muscolare della batteria dei lunghi di Milano lo aiuta. Si ritaglia con arguzia spazi che sfrutta abilmente per bucare la retina.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](17 punti; 4/8 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Vede Milano, il suo talismano prediletto, e si scatena. Si improvvisa tiratore preciso dalla lunga, nella ripresa placa la sua fame di punti.

    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]È l'unico a non[b] [/b]partecipare alla tavola imbandita di canestri. La prestazione eterea si perde nella domenica di festa. Voci di mercato (leggi tagli o tribuna forzata) aleggiano sulla testa del ragazzone svedese.

    [b]JANAR TALTS [/b](3 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non sfigura affatto di fronte a giocatori che percepiscono uno stipendio che è dieci volte il suo. Ci mette il cuore e pur con qualche pasticcio aiuta a costruire il muro della vittoria.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](8 punti; 0/2 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Encomiabile per dedizione e furbizia, si diverte a regalare assist ai compagni (cinque) e ad incunearsi nei meandri della granitica difesa milanese. Tosto e vincente.

    [b]MIKE GREEN [/b](17 punti; 4/8 2p; 2/5 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Mostra tutta la sua superiorità caratteriale e tecnica al cospetto degli omologhi avversari. Archivia la partita e fa segnare a ripetizione i compagni prima di perdere qualche pallone nel finale.

    [b]BRUNO CERELLA [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]senza voto[/b]. Solo scampoli di gioco per l'italo-argentino.

    [b]EBI ERE [/b](15 punti; 2/5 2p; 3/7 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Il capitano sfodera i canestri giusti al momento giusto. In difesa è molto prezioso nel mettere la museruola agli esterni dell'Emporio: il califfo del bazar del campionato è lui.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](5 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Dopo un primo tempo discreto, fa tremare il popolo varesino per un infortunio. Dalla sala stampa tranquillizzano: due settimane di riposo e nulla di rotto. Tornerà ad aprire le ali ai play-off.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](20 punti; 7/9 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 9. [/b]Il colosso con il numero 42 sulla schiena e con un sorriso da copertina è il volto della felicità. Domina al tiro, a rimbalzo, nei recuperi, nell'occupazione degli spazi, nell'intelligenza tattica, nell'intimidazione. Il derby n. 166 porta la sua firma.

  • Nicolò Cavalli
    Gente concreta, quella di provincia. Se fa male un lavoro (vedi Montegranaro-Varese), la settimana successiva fatica il doppio e fornisce una prestazione di una bellezza rara. Produce uno scalpo raffinato, cesellato con pazienza, coesione e classe.
    La stessa gente non fa calcoli di classifica. Non si cura nemmeno lontanamente della tonnara che interessa la classifica tra il terzo e il settimo posto, degli accoppiamenti playoff: sotto a chi tocca, sembra dire il volto saggio dell'alchimista Frank Vitucci.
    Magia di un [i]melting pot[/i] di facce, di cuori, di risorse che sta scrivendo nuove pagine del grande libro della Pallacanestro Varese.

    [i][b]A tutta velocità. [/b][/i]I 5000 di Masnago accolgono la compagini con l'abito della festa: tribune esaurite in ogni ordine di posti e tripudio di cartoncini bianco-rossi. L'EA 7 comincia spavalda in attacco con i suoi pezzi da novanta Green, Langford e Bourousis; la Cimberio si affida al suo Green, Mike, per fare il pieno di punti e leadership: 7-8. Il tassametro corre veloce con i canestri in rapida successione delle guardie, quindi Dunston alza l'asticella della contesa con un guizzo prepotente dei suoi per il 12-10. Scariolo e i suoi capelli oberati di gel possono pescare in una panchina infinita ma in principio poco efficace, la pelata di Vitucci intanto si gode un Banks in veste inedito cecchino dal perimetro: 21-10 e time-out meneghino. Gli ospiti fermano il pesante break di 12-0 con Bremer, Varese si galvanizza ulteriormente con l'airone Polonara (rimbalzo offensivo con annessa schiacciata) e con l'orso Talts (stranamente poco goffo in post basso): 27-14. Dalla selva di viaggi dalla lunetta di fine quarto Milano esce in parte rinfrancata, grazie anche al suggello di Langford – già in doppia cifra – a consuntivo della prima frazione, 29-20.

    [i][b]Dunston guardiano dei cieli. [/b][/i]I prealpini lasciano la [i]verve [/i]esplosiva in panchina e imbarcano qualche fallo di troppo prima di ritrovare, dopo un paio di minuti di evanescenza, la via del canestro con un'azione circense. Dunston sale possentemente in cattedra sale in cattedra e scrive il nuovo più tredici, Langford si mette in proprio (tripla e assist virtuoso per Melli) scrivendo 37-29 sul tabellone. La stessa guardia milanese, ex Maccabi, si dimostra tanta brava quanto indisciplinata quando inciampa in un fallo tecninco (quarto globale) dando un calcio al secchio della rimonta milanese. Due tiri liberi di capitan Ere e il dardo di Sakota, specialità della casa, regalano uno strabiliante 46-31. I due Green si scambiano un paio di forzature non degne dei loro [i]curriculum[/i], ma la capolista non si scompone continuando a macinare corsa, palloni rubati e canestri. Nella corrida del PalaWhirlpool si vede Dunston rubare la palla a Gentile a otto metri dal ferro, contro ogni legge della fisica e della pallacanestro, l'EA 7 non avvicinarsi più al canestro neanche per sbaglio, De Nicolao scippare la sfera sulla sirena per scoccare il 59-35. Un secondo quarto mitologico che resterà negli annali.

    [i][b]Ordinaria amministrazione. [/b][/i]Ere e Dunston suonano subito la carica per mantenere intatto il vantaggio abissale; Scariolo, amato dai cugini di Milano ancor meno dello smog e del traffico, prova destare i suoi con qualche urlaccio, Hairston lo accontenta con il 2+1 che vale il 63-41. Le offensive targate Cimberio – come suole accadere in concomitanza di ampi margini – divengono accademiche e poco ficcanti, allora il generale Vitucci richiama la truppa all'ordine. I ragazzi sembrano distratti dall'infortunio di Polonara e dal clima all'improvviso soporifero del pubblico, stile domenica pomeriggio sul divano mentre scorre il GP di Formula 1, così perfino lo svampito Bourousis si rianima sotto le plance siglando il 65-49. Un po' di disciplina basta e avanza al quintetto di casa per trovare con i pretoriani Ere, Banks e Dunston il 72-51. La zona dell'Emporio Armani, molle come la neve primaverile, consente, infine, a De Nicolao di bucare la retina dalla lunga. All'ultimo mini intervallo il vantaggio di 77-56 rimane inequivocabile.

    [i][b]Un po' di folklore. [/b][/i]Bremer, spezzando l'autarchia firmata Langford nell'attacco meneghino, si guadagna mezza pagnotta con due belle iniziative, dall'altra parte Mike Green sfodera due triple pulitissime (85-63) dal dolce sapore della vittoria. Sakota segna dal parcheggio del vicino liceo scientifico e per l'EA 7 lo spettro dell'insufficienza diventa realtà. A sei minuti dalla fine gli avviliti ultrà di Milano ripiegano gli stendardi e si dirigono verso l'uscita, mentre a Masnago l'ola di rito non si ferma nemmeno nel passaggio lungo la tribuna stampa. Dopo il paradossale siparietto tra tifosi delle tribune e della curva – con i primi non contenti del gemellaggio da anni in vigore tra le frange più spinte del tifo varesino e milanese – il palazzetto si spacca in due. Piccole beghe da provincia che disturbano una domenica per il resto da goduria sportiva. Negli ultimi minuti la Cimberio “maramaldeggia”, onestamente con poca eleganza, e tra uno show e l'altro concede praterie al duo Bremer-Langford (90-74).

    Nulla cambia sul giudizio globale di una compagine prossima a vincere la [i]regular season[/i], evento che alle latitudini del Sacro Monte non si verifica da un quarto secoli. Domani i giornali, con sano e ineccepibile pragmatismo, spiegheranno che i play-off sono tutt'altra cosa: ritmi ravvicinati, fisicità esasperata, tensione alle stelle. Ma questa notte è ancora nostra, Varese non tremare.

  • pxg14
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    [size=3]Attesa alle stelle anche per Frank Vitucci in vista della sfida numero 165 tra Varese e Milano. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3]Il "tutto esaurito" di Masnago dà la carica al coach veneziano, che esorta il gruppo biancorosso a dare il massimo in una partita carica di significati storici oltre al valore della posta in palio per la classifica: «Il derby di domani è una partita speciale perché, al di là della classifica, è una sfida dal sapore particolare vista la storia di questi club gloriosi. E l'atmosfera speciale del "tutto esaurito" ci darà la carica per giocare una partita di grande durezza mentale: servirà certamente dare molto di più sul piano difensivo rispetto all'ultima partita. Ma ci sarà altrettanto certamente un altro tipo di approccio, perché una sfida del genere propone stimoli forti per tutti». [/size]
    [size=3]Il tecnico della Cimberio considera il big-match di domani sera come un test importante per misurare il livello di preparazione della squadra in vista delle decisive sfide playoff: «Dovremo essere bravi a non lasciare spazio al talento ben diluito dei milanesi e allo stesso tempo giocare con la consapevolezza di far valere quello che abbiamo dimostrato di poter esprimere nel corso della stagione. Il ritorno di Banks (foto Blitz in alto), sicuramente recuperato anche se non al 100 per cento, ci darà una grande mano per un test significativo in vista del playoff: il clima agonistico sarà molto vicino a quello delle partite decisive, com'è già avvenuto contro Roma, e un match così duro ci servirà per abituarci ai climi delle partite chiave». [/size]
    [size=3]E mentre Vitucci rimanda alle prossime settimane il discorso relativo al possibile rinforzo playoff (in società si valuta l'ipotesi del 29enne pivot Marko Banic, nazionale croato per anni stella di Bilbao tra Eurocup ed Eurolega, possibile "occasionissima" a livello economico per mettersi in mostra dopo aver saltato gran parte della stagione all'Unics Kazan a causa di un infortunio), la Cimberio si prepara ad adeguarsi ai climi agonistici bollenti delle sfide "dentro o fuori": «Rispetto ai primi mesi dell'anno si gioca una pallacanestro diversa, con ritmi più lenti e maggiore pazienza; dobbiamo essere elastici nel mantenere la nostra identità ma adattarci ai cambiamenti che nei playoff saranno ancora più marcati, tenendo sempre nel taschino le carte che preferiamo. Di sicuro l'avversario è oltremodo stimolante e sono molto contento che la squadra abbia picchi di stress psicolgico così elevato come quelli proposti dalla partita con Milano». [/size]
    [size=3]E dopo l'inopinato passo falso di domenica scorsa il sentitissimo derby con l'EA7, secondo molti ancora la squadra da battere nella corsa-scudetto, è una ghiotta opportunità di riscatto per una Cimberio decisa a battere Milano anche a Masnago dopo aver messo "a sacco" il Forum nei due precedenti di campionato e Coppa Italia: «Specialmente dopo lo stop di Montegranaro la sfida di domani è perfetta per le nostre esigenze; certamente non mi è piaciuta la prova di domenica scorsa in cui dopo 10 partite da poco più di 70 punti subiti ne abbiamo concessi 93. Ora però ci aspetta una gara sentitissima contro un'avversaria dal grande potenziale: un po' tutti si aspettavano che dominasse la stagione e questo non è avvenuto, ma adesso si è messa in carreggiata e cercherà nuove conferme. Noi invece, dopo 26 partite al comando, abbiamo sicuramente una buona dose di autostima: ribadisco che non siamo i più forti di tutti, ma in un campionato in cui le differenze di valori sono ridottissime sappiamo che per battere chiunque è necessario fare al meglio le nostre cose». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ci prova Marino Zanatta a "fare le carte" al campionato. Con la Cimberio a un passo dal primato di fine regular season ma con le "big" di Eurolega ancora minacciose, l'ex campione di Ignis, Mobilgirgi, Emerson e Turisanda degli anni '70 e g.m. della Ciaocrem di Sales, della DiVarese di Isaac e della Ranger di Sacco inquadra così la situazione: «Ormai è assodato che Varese non sia più una sorpresa ma una realtà ben definita. Una realtà che sta dando più di ogni previsione avendo azzeccato la chimica di un gruppo nuovissimo, ma la sua leadership attuale non dà certezze assolute. Dipenderà dalla Cimberio ma anche dalle avversarie: Milano fatica ancora a stare insieme ma se trova un'identità collettiva può diventare imbattibile; Siena sta pagando lo scotto degli infortuni e del doppio impegno ma ha dimostrato già in Coppa Italia il suo valore e se si ritrova sarà un'avversaria temibile. Sassari assomiglia a Varese, con un po' più di spensieratezza offensiva e un po' meno sostanza in difesa, mentre la vera incognita è Cantù che fino a qualche mese fa sembrava la favorita ma con la cessione di Markoishvili ha forse rotto qualcosa». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Zanatta non carica di significati l'imminente derby con l'EA7 che considera solo una tappa intermedia in vista dei playoff: «Sarà una partita difficilissima da gestire sul piano mentale: Varese ha già battuto due volte Milano, alla grande in campionato e alla grandissima in Coppa Italia. Sembra una partita da 1 fisso, invece non è così: se vinciamo ancora nettamente, il rischio è di non considerare più l'Olimpia come un'antagonista temibile per lo scudetto; se perdi invece l'EA7 si rinfranca e prende coraggio. Fossi coach Vitucci giocherei a carte coperte, magari affrontando l'impegno come se fosse un'amichevole precampionato, dunque con più libertà offensiva: in fondo si tratta di una partita singola che non avrà strascichi, meglio riservare le energie mentali per quando si giocherà per gli obiettivi veri…». [/size]
    [size=3]L'ex dirigente varesino esprime la sua ricetta perché la Cimberio possa puntare davvero allo scudetto: «Varese può vincere il titolo? La risposta è sì se manterrà l'attuale sistema basato sulla coralità e riuscirà a mettere in campo la concretezza morale e mentale indispensabile nelle sfide decisive. Se manterrà il suo spirito senza patire l'angoscia di dover vincere che l'ha paralizzata in Coppa Italia ce la potrà fare: quella partita dovrà servire per far capire a Varese la necessità di giocare sempre con determinazione ma anche con serenità». [/size]
    [size=3]E da plurititolato vincitore di scudetti e coppe europee Zanatta sottolinea la solidità del gruppo come chiave di volta per i successi di Varese: «Per vincere le sfide dei playoff servirà far leva sulla mentalità che il gruppo si è costruito per tutto l'anno: l'aspetto chiave è il gioco di squadra, l'altro è la capacità di sacrificarsi in gesti poco gratificanti ma fondamentali perché apprezzati all'interno dello spogliatoio. Quando vedo Dunston saltare 3 o 4 volte di fila per un rimbalzo e Polonara o De Nicolao sbucciarsi le ginocchia per un pallone vagante mi si apre il cuore perché so quanto importanti siano gesti del genere per una squadra». [/size]
    [size=3]Infine Zanatta esprime il suo parere anche sull'importanza del fattore campo nei playoff che non servì alla sua DiVarese nelle stagioni 1986/87 e 1987/88: «Ovviamente meglio giocare in casa che fuori, ma nei playoff il fattore campo non è un vantaggio decisivo».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3](G.S.) - Chiude a quota 2762 la campagna mini-abbonamenti per i playoff messi in vendita dalla Pallacanestro Varese per le gare casalinghe dei primi due turni della post-season. Un dato che supera di oltre 200 tessere il numero degli abbonati del settembre 2012 (totale a quota 2533) ma che, analizzato in maniera più dettagliata, “fotografa” una netta ascesa dei consensi riscossi dalla Cimberio tra i suoi tifosi. Circa l'80 per cento dei “fedelissimi” di inizio stagione ha esercitato l'opzione a prezzi ridotti previsti nella prima fase: 1781 hanno rinnovato il proprio posto e circa 250 hanno sottoscritto il miniabbonamento spostandosi però in un settore diverso. Ma sono stati circa 750 i non abbonati che hanno scelto di “opzionare” il posto per le partite casalinghe dei playoff. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Numeri ampiamente soddisfacenti che fanno estremamente piacere, soprattutto per i numerosi nuovi abbonati convinti a darci fiducia da quello che la squadra ha saputo dimostrare sul campo», commenta soddisfatto il presidente Cecco Vescovi. «Una fiducia che ci siamo saputi guadagnare con una stagione decisamente positiva, ma la risposta dei tifosi è certamente gratificante per società e squadra», aggiunge il “ministro delle finanze” Stefano Coppa. [/size]
    [size=3]Di sicuro dunque i playoff 2012/2013 faranno registrare presenze significative sulle tribune di Masnago: i miniabbonamenti venduti sono sin d'ora superiori all'affluenza nelle sfide contro Siena della stagione passata (rispettivamente 2573 e 2569 paganti per i playoff 2011/2012). E il gettito complessivo dell'operazione stimabile attorno ai 200mila euro lordi (da cui togliere Iva e diritti Siae) garantisce alla società la copertura dell'ultima “mini-porzione” del budget stagionale: il pareggio definitivo del bilancio si otterrà con l'eventuale passaggio del primo turno playoff, che non solo spalancherebbe nuovamente alla Cimberio le porte delle coppe europee ma farebbe maturare i premi previsti dai contratti di sponsorizzazione (quelli per i giocatori sono già scattati con la qualificazione alla post-season). L'aggiunta all'organico nel settore dei lunghi europei (ci sta lavorando il d.s. Simone Giofrè attualmente in missione a Portsmouth per il torneo dei migliori laureati della NCAA: se ne saprà di più tra qualche settimana quando le situazioni negli altri campionati europei delineeranno maggiormente l'effettiva disponibilità di giocatori) potrà essere “coperta” con gli incassi dalla biglietteria. Togliendo dal totale di 5107 posti i 2762 miniabbonamenti più i 112 della tribuna stampa e i 233 del settore ospiti, resteranno a disposizione poco più di duemila biglietti per le sfide dei quarti e delle eventuali semifinali; qualora dovesse chiudere prima la stagione regolare ed avere facoltà di scelta per la data di inizio del suo cammino playoff, Varese avrebbe già optato per il 10 maggio (significherebbe le prime due in casa venerdì 10 e domenica 12, poi due trasferte in fila martedì 14 e giovedì 16, l'eventuale quinta partita a Masnago sabato 18, l'eventuale sesta in trasferta lunedì 20 e la possibile “bellissima” in gara-7 al PalaWhirlpool mercoledì 22). [/size]
    [size=3]Per le eventuali finali invece la società, con un pizzico di scaramanzia, non ha ancora studiato alcuna iniziativa; di certo più proseguirà il percorso nei playoff e più sarà soddisfatto il cassiere, anche in ottica futura... [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    La giornata dei caduti

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Che tenesse a chiudere un conto aperto sul suo valore, dopo l'addio ricevuto qui, che dovette mandar giù pur accettandolo con stile, lo si è capito molto chiaramente a fine gara quando, vittoria in pugno, è stato "assalito" festosamente dai suoi giocatori. Una scena del genere, probabilmente, Recalcati l'ha vissuta solo quando ha vinto un titolo e non una gara come tante altre, pure contro una Cimberio priva di un fromboliere come Banks, quindi ad handicap in partenza. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Momenti di gloria, effimeri però. L'assenza di Banks non può legittimare un alibi, dovendo essere necessariamente più forti di eventuali avversità e imponderabili ma, tant'è, resta la constatazione di un apporto non pervenuto. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Non avevamo alcun dubbio sull'impiego di più "zonette" da parte di Recalcati con il quale, spesso, sull'argomento, s'è discusso di tanta riluttanza dei tecnici a tale uso, ritenuto forse uno sbrigativo arrangiamento tattico, da rifuggire per propria reputazione e non invece una mossa ben studiata, come arte strategica. Così ha pensato, e bene, Recalcati per non vedere stecchita la sua Montegranaro su ogni fronte del campo per mano di una Cimberio che, si sa, possiede una comprovata varietà di soluzioni vincenti tra gioco interno ed esterno. Soprattutto il tecnico milanese ha puntato sulla zona nel finale, punto a punto, per proteggersi sotto i tabelloni lasciando aperta la frontiera esterna, non sfruttata, negli ultimi istanti, proprio da un fromboliere come Ere (nella foto red. alle prese con Campani), peraltro in una serata no, visto il suo 5/20 complessivo al tiro. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dato il margine finale, la sconfitta, un po' semplicisticamente e pretestuosamente, sta un po' in questa percentuale di imprecisione da parte di uno dei leader consolidati di Varese, il che fa tutt'al più pensare a una stanchezza che fiacca quei "pistoleri" di lunga militanza. Dunque, una sconfitta del genere ci sta, da prendere con relative istruzioni e senza paure per il futuro al di là di un Burns, come un'ira di Dio, per una difesa biancorossa parsa senza contromisure. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Morale, gli uomini di Vitucci non sono sembrati molto diversi nel rendimento rispetto a Reggio Emilia, tuttavia, stavolta, per armonia corale, hanno meno impressionato nei loro momenti migliori e nonostante una panchina che ha onorato ogni chiamata, con un Talts ancora super e non certo da mettere con altri lunghi in circolazione, infine con un Polonara temprato dall'aria di casa, dunque un dominatore, almeno sino all'intervallo. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E se la perfezione viene dall'osservazione, v'è allora del materiale utile per riconsiderare qualche insufficienza attorno al prezioso asse Green-Dunston che, sin qui, ha trascinato Varese verso le sue fortune che, ovviamente, restano da completare... Il play avrà anche commesso errori al tiro ma, ancora una volta, grazie alla sua classe, ha indicato le vie più giuste attraverso una vagonata di assistenze ai compagni, deliziose come telefonate all'amata. "Non disturbare il manovratore", l'invito e per quei tifosi che, pur apprezzandolo, trovano da ridire sul suo lungo possesso di palla. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' stato un turno molto curioso per le grandi, quasi tutte sconfitte, roba da "giornata dei caduti". Stranieri in cerca di nuovi contratti, allenatori e giocatori senza stress da risultato sono fattori che rianimano le formazioni attardate e meno attese, a discapito delle migliori che tirano il fiato dopo una stagione allo scoperto. Nel mal comune, mezzo gaudio, fa eccezione l'Armani, l'unica imbattuta e travolgente. I colleghi di Milano dicono che stia cominciando a fare sul serio; sapremo qualche cosa di più nel prossimo turno, proprio a Masnago, dove si terranno prove tecniche per lo scudetto. [/size][/size][/font][/color]

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