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VareseFansBasketNews


  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il salvataggio del primo anno, le basi solide del secondo, il boom sul campo del terzo. Ma ora il consorzio guarda al consolidamento tramite una “fase due” basata su investimenti e crescita, per dare continuità ad alto livello ai risultati di una Pallacanestro Varese che nell'anno corrente ha ottimizzato meglio di chiunque altro le risorse disponibili nel rapporto costo-rendimento. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ad oggi la raccolta di risorse garantita da “Varese nel Cuore” risulta ancora inferiore al gettito ricavato dalle sponsorizzazioni, ma il movimento-basket fatica a trovare investitori al di là della cerchia degli appassionati-mecenati che nel contesto “nostrano” hanno il capofila in Renzo Cimberio (Blitz). Oggi Varese con i suoi 74 “co-proprietari” rappresenta un modello unico di sostenibilità per un movimento professionistico che ormai da anni evidenzia un divario elevatissimo tra costi e ricavi per ogni società di serie A. La gestione oculata delle risorse messe a disposizione ogni anno da consorziati e sponsor senza “sforare” il budget preventivo consente alla società di piazza Monte Grappa di poter coniugare con efficacia risultati sportivi e conti in ordine in un momento storico difficile per moltissime altre piazze (su 16 club di A circa il 30 per cento si interroga su come affrontare il prossimo anno). [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il modello cui Varese vuole ispirarsi nella sua azione sportiva è quello dell'Udinese, club calcistico specializzato nello scovare e lanciare talenti nell'ottica di far rendere oltre il loro effettivo valore le risorse economiche disponibili. Ma la dipendenza dagli accordi di maglia è ancora l'aspettto vincolante per disegnare il futuro prossimo di Varese: almeno per il prossimo mese la “battaglia del grano” sarà il tema dominante negli uffici di piazza Monte Grappa come fondamentale punto di partenza prima di poter affrontare qualsiasi discorso relativo alla squadra che verrà, a partire dalle scadenze dei contratti dei "gioielli" Green, Banks e Dunston. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il ritorno in Europa da conquistare sul campo è un traguardo stimolante e ricco di fascino per coniugare la "leggenda" del glorioso passato con un presente radioso, ma senza la copertura adeguata dei costi supplementari necessari per partecipare alle Coppe potrebbe diventare alla lunga un'arma a doppio taglio. E proprio per questo c'è bisogno che tutti coloro che hanno "Varese nel Cuore" facciano la loro parte per far continuare a lungo il sogno di una Cimberio da vertice della classifica. [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
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    [size=3]Prima tappa chiave per delineare le strategie future della Pallacanestro Varese: oggi a Villa Ponti i 74 soci di “Varese nel Cuore” si riuniranno in assemblea per esprimersi concretamente sulle ipotesi di crescita del consorzio esposte a dicembre dalla confermata “governance” formata da Cecco Vescovi, Michele Lo Nero (foto Blitz), Stefano Coppa e Vittorio Gandini. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]

    [size=3]Si tratta di un passaggio fondamentale per due aspetti strettamente interconnessi: il primo riguarda direttamente le linee-guida che l'organismo detentore del 100 per cento delle quote della Pallacanestro Varese dovrà intraprendere nel prossimo triennio; il secondo la verifica della continuità del rapporto con i 33 soci che avevano aderito al progetto nel 2010 ed arriveranno alla scadenza naturale dell'accordo iniziale al prossimo 30 giugno. [/size]
    [size=3]Il giro di orizzonti informale tra i “membri fondatori” che dovranno decidere se proseguire per altri tre anni l'avventura di Varese nel Cuore fa pensare che il tasso dei rinnovi sarà decisamente elevato, al di là di qualche “fisiologico” abbandono legato alla situazione economica generale. Più che gli esaltanti risultati della stagione corrente i “co-proprietari” hanno apprezzato la gestione oculata e rigorosa sul piano contabile ed i programmi ad ampio respiro - dagli investimenti su settore giovanile e basket in carrozzina al restyling del PalaWhirlpool - promossi da un CdA che gode di unanime stima e fiducia da parte dei soci. [/size]
    [size=3]Ed anche le ipotesi di patrimonializzare il consorzio attraverso investimenti concreti (a partire dall'acquisto degli appartamenti dove poi alloggiare i giocatori) e il raddoppio delle quote attraverso l'aumento del capitale sociale avevano avuto largo consenso da parte dell'ultima assemblea. [/size]
    [size=3]Stasera però si dovrà formalizzare tramite il voto la direzione futura che dovrà prendere “Varese nel Cuore”: il “sì” alla linea votata alla crescita mediante un ulteriore investimento dei soci al di là del "cambio merci" tra sponsorizzazione e visibilità tramite pubblicità e cartellonistica al PalaWhirlpool indicata dalla dirigenza del consorzio sarebbe un primo ed importante passo avanti verso la definizione degli obiettivi e del budget per la stagione 2013/2014. La cui effettiva entità passerà però principalmente attraverso il rinnovo dei contratti degli sponsor di maglia che sono tutti in scadenza al prossimo 30 giugno. [/size]
    [size=3]Così come per i primi consorziati, anche gli accordi originari stipulati nel 2010 con i partner di maggior rilievo economico avevano infatti durata triennale; e nonostante gli eccellenti risultati raggiunti in questa stagione comunque esaltante, la congiuntura generale ben diversa rispetto a tre anni fa induce alla prudenza in vista delle trattative che entreranno nel vivo nelle prossime settimane. [/size]
    [size=3]«Gli anni scorsi avevamo le certezze rappresentate dagli accordi triennali, ma non fasciamoci la testa prima del tempo: con molti dei nostri partner ci sono già contatti ben avviati e confidiamo di arrivare presto ai dettagli - conferma il tesoriere Stefano Coppa -. E comunque al di là dell'entità del budget conta la capacità di saper compiere le scelte giuste, come dimostrano i risultati di quest'anno ottenuti spendendo meno della passata stagione». [/size]
    [size=3]G. S. [/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Sufficienza acquisita grazie alla tripla pesantissima che allontana Caserta, ripiombata a meno due, prima della volata finale. Per il resto, Dusan è nullo a rimbalzo e goffo in difesa.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](8 punti; 2/9 2p; 1/4 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Le percentuali al tiro sembrano quasi quelle dei partiti rimasti fuori dalla Camera dei Deputati. Lo spirito garibaldino non è canalizzato nella direzione giusta: troppi passaggi a vuoto nell'ennesima recita sottotono del 2013.

    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Lo si nota soltanto perché, nei pochi minuti di utilizzo, accende velocemente le lucine del tabellone accanto al suo nome. Peccato siano quelle che conteggiano i falli.

    [b]JANAR TALTS [/b](7 punti; 2/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Gianni veste i panni del veterano spavaldo e accetta la lotta strenua nel pitturato. Gomiti alti, rimbalzi coraggiosi e museruola al mastino Akindele. Riceve meritatissimi applausi e detta la linea ai compagni.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 0/2 2p; 1/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Perde qualche volta di troppo le redini del match. Non mette in tavola le specialità della casa (entrate fulminanti e assist), patendo molto i piccoli casertani.

    [b]MIKE GREEN [/b](20 punti; 1/2 2p; 1/4 3p; 15/17 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]In una giornata in cui gli attori sono distratti e poco ispirati, controlla la cinepresa con l'abilità del consumato regista. Compare al centro dell'obiettivo in un allenamento specifico e prolifico dalla lunetta.

    [b]EBI ERE [/b](16 punti; 4/7 2p; 2/7 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Spesso si trova a dover gestire la patata bollente in prossimità della sirena dei 24 secondi. In generale fa il suo con discreta lucidità e non infierisce sui vecchi amici casertani. Ex dal dente poco avvelenato.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](7 punti; 3/7 2p; 0/2 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]La mano è sbilenca come rare volte: la palla non vuole entrare. Allora il prode Achille, in versione difensore duro e puro, si mette in proprio per arpionare rimbalzi e sfere vaganti.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](6 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pur al minimo stagionale in termine di fatturato di punti e minuti in campo, è il solito spauracchio sotto le plance. Quattro stoppate cancellano gli avanti campani, costringendoli ai tiri da fuori area.

  • Nicolò Cavalli
    Da sfide brutte e aride, si emerge solo con il carattere. La capolista, ormai calata nella parte di prima della classe, arriva poco preparata all'interrogazione e strappa una sufficienza con qualche nota positiva (23 palloni recuperati e 32 gite in lunetta) e con i suggerimenti del talismano Green.
    Dalla partita odierna, però, ci saremmo aspettati altri messaggi. Maggiore coralità, attenzione ai dettagli, coinvolgimento dei ragazzi in difficoltà da alcune settimane. Tutti elementi che delimitano il confine tra una squadra buona e una ottima.

    [i][b]Bioritmo lento. [/b][/i]L'orario scomodo delle dodici, l'avversario di poco appeal e il sentore di primavera rendono l'impianto di Masnago sonnolento e poco popolato. I primi applausi, scroscianti, sono tutti per la sempiterna bandiera Sandro Gamba, da oggi ufficialmente iscritto nella [i]hall of fame [/i]della Pallacanestro Varese.
    Dopo un paio di minuti scialbi, Dunston prova a suonare la carica con due stoppate imperiose. Il tabellino si muove con i punti dell'ex di turno, Ebi Ere, e con i sottomano di Maresca: 5-6. La Cimberio esegue male gli schemi d'attacco, trovando l'abbrivio grazie agli estemporanei giochi a due tra Green e Dunston (13-8). Stefano Gentile è ispirato in attacco, però le sue prediche si perdono nella selva di falli – a bonus ampiamente speso – dei compagni. I sette tiri liberi, tutti capitalizzati, dal play di casa fanno la differenza. Nel silenzio del PalaWhirlpool (curva in “sciopero” contro il divieto di trasferta in occasione del derby a Desio), un primo quarto brutto e interminabile scivola via fino al 20-14 del mini intervallo.

    [i][b]Rimpianti dell'arrosto domenicale. [/b][/i]La Juve di Sacripanti torna sul [i]parquet [/i]con un altro spirito e si avvicina grazie a Mordente e Mavraides. La terza penalità fischiata a Dunston è un segnale poco apprezzato dalla panchina di casa, invece strappa un sospiro di sollievo il “gol” di Banks (tripla del 25-20) a interrompere la striscia negativa della guardia americana. Le fiammate di Talts e Green allargano la forbice fino al 32-24 e scaldano finalmente l'atmosfera, intanto i campani si perdono nelle amnesie del temuto Akindele. Polonara sbaglia un paio occasioni golose che avrebbero fatto rima con fuga, allora i bianconeri mostrano solidarietà arenandosi a lungo a quota 28. Un 2+1 di Sakota, nelle vesti di equilibrista circense, scrive il 38-30 della pausa lunga. Mentre nella cucine d'Italia la tavola viene imbandita a festa, qui il piatto piange.

    [i][b]Basta poco per scavare il break. [/b][/i]Sulla falsariga del primo atto, al rialzarsi del sipario il palcoscenico è ancora popolato da attori disordinati. La messe di palloni persi dagli uomini di Vitucci autorizza Caserta a intravedere uno spiraglio di luce. Il metro di arbitraggio, oltremodo severo, costringe alla panchina Dunston e Mordente. La partita sterza in modo veemente quando Polonara, catturando un rimbalzo offensivo, segna con annesso fallo. Gentile si vede comminare un “tecnico” e la Juve retrocede a meno dodici: 46-34. La galleria degli orrori cestistici si arricchisce con tiri che nemmeno scheggiano il ferro, tunnel ai compagni di squadra, viaggi dalla lunetta più sofferti della Via Crucis. L'improvviso impeto del quintetto di casa produce il massimo vantaggio del meriggio (52-38) e annichilisce una Caserta ormai in crisi esistenziale. Vedere i campani nella lotta a rimbalzo rievoca le sfide di [i]Giochi senza frontiere [/i]in cui l'Italia arrivava puntualmente ultima. Non si può quindi enfatizzare il 55-40 con cui la Cimberio viaggia a fine terzo periodo.

    [i][b]Le solite distrazioni prima della redenzione. [/b][/i]Il clima domenicale trova la sua consacrazione nella [i]ola [/i]di apertura del quarto quarto. I ragazzi, forse stupiti da cotanto gaudio, si distraggono e concedono spazi al perimetro al combattivo Gentile: 55-46. Quando Mavraides buca a sua volta la retina dalla lunga distanza, la gara è tutto fuorché archiviata. Le triple di De Nicolao e di Ere fanno il paio con quelle del cecchino improvvisato Mavraides, permane l'equilibrio sul 61-57. La banda di Sacripanti ha varie possibilità di tornare a un possesso di distanza e ne concretizza una, facendo calare un brivido gelido nella schiena del popolo varesino, con il solito Gentile: 62-60. Il trend – solo canestri da oltre i 6,75 m – viene cavalcato da Sakota: il suo dardo è un colpo da cui la Juve non ha più energie per risollevarsi. Il fallo antisportivo in attacco, di Mordente, decreta la fine del sogno di colpaccio casertano. La valutazione dell'operato della terna, ci permettiamo di evidenziare, è forse peggiore del giudizio globale degli atleti: in una sfida corretta e a tratti soporifera, i 51 falli segnalati (con alcuni fischi davvero pesanti a sfavore degli ospiti) sono un'enormità.

    La Varese bella e terribile di fine 2012 è ancora un pallido ricordo. Da due mesi insegue se stessa e vive di sprazzi infuocati e di calcolati oblii. Il 35% complessivo al tiro è un dato su cui riflettere e lavorare seriamente. Il talento dei ragazzi, decisivo nei momenti topici, non si discute e da Masnago è davvero difficile uscire illesi. Ma ci vorrà ben altra qualità per coltivare il sogno del primo posto in stagione regolare.

  • pxg14

    Cimberio, l'attacco ma non solo

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«L'attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il vecchio adagio dei maestri americani funziona in entrambi i sensi per la Cimberio capolista, capace di coniugare un basket spettacolare e frizzante ma allo stesso modo redditizio che riempie le tribune di Masnago e rimpingua la casella dei punti in classifica. [/size]
    [size=3]•FANTASIA AL POTERE - Gli 85,6 punti di media-partita totalizzati dalla squadra di Vitucci in 19 giornate di campionato rappresentano un fatturato davvero pingue per Varese, che non raggiungeva bottini così cospicui dal lontano 1995/96 (era la Cagiva di Dodo Rusconi con Pozzecco, Meneghin e Bill Edwards come stelle). Neppure nell'anno dei Roosters della Stella l'attacco era così prolifico (82,0 punti a gara in regular season); e in generale il rendimento offensivo della squadra di Vitucci, insieme a quello dell'altra grande rivelazione Sassari (addirittura 89,8 di media, il dato più elevato dal 2003/2004 quando Teramo chiuse oltre a quota 91), fotografa il trend positivo delle squadre votate all'attacco in una stagione che fa registrare un incremento delle segnature in serie A (mediamente 77,9 a gara contro i 76,7 dello scorso anno). [/size]
    [size=3]•PIÙ PUNTI, PIÙ SPETTATORI - L'incremento di quasi 10 punti di media rispetto alla Cimberio versione 2011/2012 che viaggiava a 75,9 punti a gara significa, in soldoni, quasi 800 paganti in più a partita, salendo dai 3.439 della stagione passata agli oltre 4.200 della stagione corrente: la decisione strategica di puntare su una squadra più divertente e spregiudicata - partendo dalla scelta dell'allenatore e di conseguenza dei giocatori - paga dunque anche al botteghino. Seguendo così la prima metà del vecchio adagio sulla capacità dell'attacco di “rubare l'occhio” del tifoso. [/size]
    [size=3]•FAME DI PALLONI - Per vincere le partite però resta la difesa l'aspetto fondamentale del gioco e la squadra di Vitucci costruisce le sue fortune proprio sull'intensità con cui si tuffa su ogni pallone vagante per tenere altissimo il ritmo ed esaltare le capacità in campo aperto del suo formato “cavalleria leggera”. I dati di squadra sono significativi: Varese è seconda nei rimbalzi totali (36,4) e prima in quelli difensivi con un differenziale di 4 possessi in più rispetto a quelli concessi (32,1). [/size]
    [size=3]Inoltre i biancorossi sono primi nei palloni recuperati (12,2) e nelle stoppate (3,6): tutto propellente da mettere nel serbatoio per sfruttare le doti corsaiole degli “scorridori” biancorossi. [/size]
    [size=3]E un altro dato significativo che le statistiche non esprimono è quello relativo alle sconfitte: in cinque occasioni la Cimberio ha concesso più di 85 punti agli avversari e in tre di queste cinque partite è uscita sconfitta...[/size]
    [size=3]•EQUALITARISMO OFFENSIVO - Un altro segreto importante per il primato di Varese è la distribuzione delle responsabilità offensive: la Cimberio divide con Sassari la capacità di piazzare cinque giocatori in doppia cifra media di realizzazione. Dopo gli infortuni di Banks ed Ere, il top-scorer biancorosso è diventato Bryant Dunston (15,4 punti di media) davanti all'ex bomber del campionato israeliano (15,1), a Green (13,8), al capitano (13,6) e infine a Polonara (10,6). [/size]
    [size=3]•DUNSTON DELUXE - Il centrone da Fordham è protagonista assoluto in numerose voci statistiche: il primato di squadra nel computo di recuperi e stoppate è legato anche a quello personale del pivot biancorosso (nella classifica delle palle rubate ci sono 4 varesini nei primi 11, nel rapporto recuperi-minuto il primo assoluto sarebbe Andrea De Nicolao). Il lungo statunitense è poi nono tra i marcatori, quinto tra i rimbalzisti e nella percentuale da 2 e primo assoluto nella valutazione statistica, dove al quinto posto c'è invece il suo “attivatore” preferito Mike Green. Che aggiungendo 6 assist (secondo dietro Travis Diener) ai 13,8 punti di media (in entrambi i casi record in carriera in Europa) è quinto assoluto nella valutazione statistica.[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Come uomini che si sono fatti onore e non che hanno perso la faccia. Masnago, con fragorosi applausi, ha accolto la sua Cimberio lasciando agli archivi di una storia ricca di insegnamenti quel secondo posto in Coppa Italia lì per lì deludente ma, a mente serena e se incorniciato in una stagione fantastica, grondante d'orgoglio. Non avevamo dubbi nel definire Vitucci e i suoi uomini non cani bastonati ma leoni feriti nell'impatto di ritorno al proprio pubblico che, mostrando grande maturità, si riprende speranze ed entusiasmi interrotti sul più bello. Già, per tornare a sane e buone abitudini ci volevano una bell'atmosfera, gli avversari giusti e la solita scoppiettante Cimberio. Così è accaduto dal preludio (che abbiamo descritto) sino ai quattro atti di un match pressoché segnato contro una Virtus Bologna abbastanza indefinibile, sicuramente anonima e inverosimile rispetto a un passato nemmeno troppo lontano. Nel vedere i suoi americani vien forse da pensare a una certa smobilitazione, non mancando in proposito voci d'un possibile ridimensionamento del club anche se, con di mezzo l'eclettico patron Sabatini, può anche accadere il contrario di tutto ciò che si dice in giro. Il momento è particolare, vi sono piazze a rischio di chiusura ma quella di Bologna, per anni definita come la vera Basket City , stupisce più di altre nel panorama della crisi proprio per il suo sanguigno ed enorme seguito. Passioni che cadono come foglie morte? Staremo a vedere, da spettatori, abitando in un'isola felice come lo è oggi Varese. S'è detto di una Virtus in campo senza arte né parte, guidata da un Poeta la cui differenza con De Nicolao è parsa inversamente proporzionale al rapporto - tra ingaggio e rendimento - tra i due: il play biancorosso, molto probabilmente, guadagna un terzo in meno per rendere tre volte di più. Eppure la squadra di Finelli, che ha mostrato in vetrina un 18enne niente male come Imbrò, è stata autrice di una bella rimonta, dovuta più verosimilmente a una remissione della Cimberio, per stanchezza o per appagamento da congruo vantaggio. Tant'è che, appena riavutisi nella realtà, gli uomini di Vitucci sono piombati di nuovo come falchi sulla preda, apparendo nitido e profondo il divario tra una Cimberio in versione sprint (pur con qualche scoria da smaltire) e questa Virtus che rischia, a gioco lungo, di dover sgomitare per non finire in un'infida zona di classifica. La morale è la stessa: se scommetti su un asse play-pivot di valore, come quello formato da Green e Dunston (foto Blitz), prendi l'accoppiata vincente che, evidentemente, fa da perno a un gioco arioso e ideale per tutta la squadra, in particolare per uno come Ere, velenoso nei suoi assalti. Manca solo il “ritorno” del vero Banks, cioè di quel fulgido cannoniere che il tifoso conosce e ama, ben diverso dal giovanotto un po' mogio parso sul parquet. Non sappiamo se e quanto l'esperienza negativa di Coppa abbia ferito il suo amor proprio: può anche darsi che più semplicemente sia stata una caviglia malandata a “trattenerlo”.[/size][size=3] [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' moderata la soddisfazione da parte del presidente Cecco Vescovi dopo l'autorevole successo casalingo contro la Virtus Bologna: il calo del terzo quarto che ha costretto la Cimberio a vincere la partita due volte è archiviato alla voce "condizioni imperfette" di diversi effettivi. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Una vittoria conquistata con sicurezza al termine di una gara non bellissima; certo dobbiamo stare più attenti ed essere più cinici, perché con squadre di spessore diverso da Bologna c'è il rischio che certi passaggi a vuoto possano costare cari. Alla fine però va detto che non eravamo al meglio: Banks è stato preservato nel finale per consentirgli di lavorare al meglio nella preparazione del derby con Cantù, Talts era reduce dall'influenza ed Ere deve ancora recuperare il 100 per cento della condizione dopo l'infortunio del mese scorso». [/size]
    [size=3]Dunque nessuna "scoria" mentale successiva alla sconfitta in Coppa Italia per un gruppo che si è rituffato di slancio nel clima-campionato: «Sinceramente non avevo paure di questo genere, anche perché non c'era alcuna delusione da assorbire: ho parlato mercoledì alla squadra ribadendo che siamo arrivati secondi e non sedicesimi e dunque si trattava di un bel traguardo raggiunto. I ragazzi hanno capito e apprezzato e lo ha capito anche il pubblico che sta cavalcando insieme a noi questo momento molto bello: noi abbiamo ambizioni e voglia di stare in alto il più a lungo possibile, continuiamo a vivere il primato con questa serenità e senza pressioni». [/size]
    [size=3]E, al di là del solito fatturato sostanzioso dell'asse Green-Dunston, il presidente biancorosso spende parole di elogio per De Nicolao e Sakota: «Andrea è una conferma importante e la sua stagione super lo sta mettendo in luce anche in chiave azzurra: visto di fronte a Poeta, il nostro regista è più indicato per un ruolo da giocatore di rottura e cambio di ritmo. Dusan invece lo abbiamo atteso per tanto tempo confidando nelle sue qualità balistiche: aveva bisogno di prendere fiducia ma ora speriamo che continui così perché col suo tiro può aprire l'area e liberare spazi per Dunston». [/size]
    [size=3]Ora Vescovi guarda al derby di domenica a Desio contro una Cantù in affanno dopo il cambio Markoishvili-Mancinelli (tre stop nelle ultime quattro gare per i brianzoli): «Di test ne abbiamo già superati abbastanza, ma certamente è una partita importante: affrontiamo una delle candidate ai primi quattro posti della classifica finale, se riuscissimo a batterla con un 2-0 negli scontri diretti e 10 punti di vantaggio significherebbe praticamente eliminarla dalla corsa e ridurre a tre la volata. Cercheremo di sfruttare il momento di difficoltà di una squadra che, avendo perso un elemento di valore assoluto come Markoishvili, non ha più le certezze di prima e sta attraversando un fisiologico periodo di assestamento per trovare nuovi punti di riferimento. Dunque ben venga affrontarli ora...». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/6 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Dopo il lungo viaggio onirico dei primi tre quarti, nel finale contribuisce al break che ammazza la partita. La sua arte da cecchino va coltivata: che diventi un'arma letale?

    [b]ADRIAN BANKS [/b](8 punti; 4/9 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Reduce da una Coppa Italia da incubo, inciampa nonostante la buona volontà. Dopo i guizzi iniziali, naufraga in una brutta ripresa.

    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Serata da dimenticare per il buon Erik. Il numero cospicuo di minuti a disposizione viene trascorso a litigare con il ferro, a difendere in maniera farraginosa e a incartarsi più di una volta.

    [b]JANAR TALTS [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Comprimario e annebbiato, si presta a un impietoso confronto con il mostro (Dunston) di cui è il cambio. Con l'estone a presidiare l'area varesina, anche la peggior Bologna ha provato a crederci.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Prestazione poco appariscente ma davvero concreta. È uno dei più seri e volitivi in difesa, le statistiche lo premiano alla voce rimbalzi, palloni recuperati e falli subiti.

    [b]MIKE GREEN [/b](12 punti; 3/5 2p; 1/4 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]In pieno [i]surplace, [/i]regala assist a ripetizione ma si perde in qualche azione velleitaria. È di una categoria superiore alla media dal campionato e si vede: quando cambia marcia, gli avversari non tengono il ritmo.

    [b]EBI ERE [/b](9 punti; 2/5 2p; 1/2 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Una gestione approssimativa dei falli lo relega un po' più del dovuto in panchina. Assicura il minimo sindacale di carisma e cinismo. Ordinaria amministrazione.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 1/2 2p; 2/4 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Discreto a livello tecnico e attento sotto le plance, pecca di gioventù non accettando il cambio di Vitucci del primo quarto. Ci vuole una faccia diversa per sfondare. Bastone e carota sono necessari per la crescita.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](20 punti; 8/10 2p; 0/0 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 8,5. [/b]Il padrone delle aree colorate trova pane per i propri denti contro la banda del buco bianconera. Si diverte a schiacciare, a mortificare gli avversari con stoppate, a rubare i palloni come una piovra. Vederlo è una gioia per i cultori del ruolo del pivot.

  • Nicolò Cavalli
    Al cospetto della peggior versione della storia delle Vu Nere, i ragazzi di Vitucci, tra accelerazioni e sporadici scricchiolii, incamerano due punti e mantengono la vetta della classifica. Una partita senza molto mordente serve per smaltire le tossine della Coppa Italia e consente un approccio morbido alla lunga volata di primavera. Direzione play-off, e quest'anno per giocarli da assoluti protagonisti.

    [i][b]Parola d'ordine: sbraniamoli. [/b][/i]La Cimberio, galvanizzata dalla [i]standing ovation [/i]preventiva e dall'affetto dei suoi tifosi (“nessun rancore” per la Coppa persa all'atto conclusivo), affonda inesorabile la lama nella difesa felsinea: 8-2 con un super Dunston sugli scudi. La SAIE3 si affida al duo Poeta-Gigli per mantenere il contatto, Polonara vola ad alta ed Ere si incunea agilmente sotto canestro per il 13-7. Il gioco delle Vu Nere è un paio di gradini sotto la decenza, ma coach Finelli tarda ad interrompere il gioco con un time-out: ben per Varese che nel frattempo tocca la doppia cifra di vantaggio. All'ennesimo centro di Dunston (21-7), seguono la rubata con canestro sotto mano di Banks e due eterei sprazzi bolognesi. Al primo mini intervallo i padroni di casa veleggiano sul 25-11.

    [i][b]Fumata bianca. [/b][/i]Un ritorno sul [i]parquet [/i]sonnolente propizia uno 0-5 e due palloni persi: Vitucci – indicato dalla curva Nord come futuro Papa – invita i suoi a un minuto di meditazione. La Virtus, con l'inossidabile Mason Rocca a disegnare “gancioni” d'annata”, sembra molto più reattiva e obbliga il secondo quintetto della Cimberio a fare gli straordinari in difesa. La verve di De Nicolao, la quinta (!) schiacciata di Dunston e il contropiede di Sakota ristabiliscono le gerarchie nonostante qualche scelte in attacco discutibile: il tabellone dice 31-20. Ere, caldissimo dall'arco, spende troppo presto il terzo fallo della serata, però Rush non fa sentire la sua mancanza con la scintillante serpentina che vale il più quattordici. La SAIE3 trova qualche punto con Hansbrouck (il classico [i]yankee [/i]che scende in campo con il piglio entusiasta di uno che deve andare a portare il secchio del vetro in fondo alla via in inverno), i biancorossi insegnano ai dirimpettai il mestiere con uno show firmato Green&Banks. Il 45-28 di fine metà gara vale più di una lista di giudizi tecnici ma non chiude i conti.

    [i][b]In preda allo smarrimento. [/b][/i]Quello che in NBA si definisce gergalmente [i]garbage time [/i](tempo della spazzatura, di solito relegato agli ultimi scampoli di partita) si materializza a inizio ripresa. Varese fa troppa accademia e getta palloni in tribuna, Bologna prende e tira senza oculatezza. Poeta, uno dei pochi a crederci, si mette in proprio per accelerare il tabellino (50-34), i nostri sbagliano l'inpensabile prima di ridestarsi grazie a Green. La rottura prolungata rianima progressivamente gli abulici ospiti, con Gaddefors che si leva la polvere di dosso con sette punti ravvicinati: 52-43. Il contropiede di Minard (un sanguinoso 2+1) fa perdere le staffe a Vitucci, al secondo time-out del terzo quarto, ma non sveglia i dormienti varesini. La tripla del baby Imbrò scrive un assurdo meno tre, i tiri di Banks e Talts sono inguardabili, Smith sbaglia il libero del possibile pareggio. Il 2/2 dalla lunetta di Green non viene bissato da Sakota, a segno a sirena già suonata. 54-51 e tutti pronti per un ultimo quarto di battaglia.

    [i][b]Un fuoriclasse dell'area colorata. [/b][/i]Sakota si ricorda di essere un tiratore e fa ciuffo dal perimetro, Ere serve un assist pregevole a Dunston, il colosso si conferma in stato di grazia dalla media distanza: il collettivo rigurgito d'orgoglio conduce al 61-52. La paura della rimonta svanisce piano piano, con un Green bravo a riprendere le redini del match (decisiva la sua tripla del 69-55) e con i senatori a completare l'[i]iter [/i]di acquisizione dei due punti[i]. [/i]La SAIE3 si disunisce e ritorna nei suoi ranghi mediocri, alla Cimberio basta un ritmo soft per chiudere la pratica senza patemi. Sul 75-59 è tempo per il secondo “tutti in piedi” del tardo pomeriggio: la coppia Green e Dusnton viene subissata di applausi dai quattromila del PalaWhirlpool.


    Domenica Varese cercherà la sua consacrazione nella trasferta di fuoco a Desio. Contro gli storici rivali di Cantù, il pronostico è apertissimo. Nella settimana pre-elettorale, come è noto, le proiezioni e gli [i]exit pool [/i]non sono consentiti. Allora meglio andare tutti a casa con la “Canzone mononota” di [i]Elio e le storie tese [/i]a tenerci compagnia. Chissà che tra sette giorni non si possa cantarle di santa ragione ai cugini...

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