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VareseFansBasketNews


  • pxg14

    Varese in vetta per restarci

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Due mesi e mezzo da vivere costantemente con la testa sul manubrio per la Cimberio nella corsa verso il primato della stagione regolare, indicato dal presidente Cecco Vescovi come un traguardo vitale in vista delle decisive sfide playoff.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Con dodici partite ancora da giocare prima della “dead-line” del 5 maggio, la volata per lo status di testa di serie numero 1 del tabellone-scudetto sembra ridotta a tre sole concorrenti: dietro la capolista Varese, a quota 30 punti, incombono infatti Sassari a 28 e Siena a 26, mentre la coppia Roma-Cantù a 24 e Milano a 22 sembrano avere troppo divario per competere per il primo posto della regular season.[/size]
    [size=3]Il calendario della squadra di Frank Vitucci presenta lo stesso ruolino di marcia delle dirette inseguitrici, con sei gare casalinghe e sei trasferte ancora da disputare. Ma con due sole sfide a Masnago contro le “big” (Roma l'1 aprile e Milano il 14 aprile), sarà lontano dal PalaWhirlpool che Ere e soci dovranno difendere il primato che li vede soli al comando ormai dalla quinta giornata del girone di andata.[/size]
    [size=3]In particolare, sembra determinante lo scontro diretto del 17 marzo a Sassari, dove Varese non potrà certo andare per difendere il +1 dell'andata: sulla carta il calendario della squadra di Meo Sacchetti sembra più abbordabile rispetto a quello dei biancorossi, dato che la Dinamo avrà molti scontri diretti in casa e sarà ospite di squadre di medio-bassa classifica, eccetto la sfida conclusiva dell'ultimo turno sul campo di Siena.[/size]
    [size=3]Ma poter contare su un 2-0 negli scontri diretti con il Banco Sardegna darebbe una spinta decisiva alle velleità di primato della Cimberio, che ha comunque altri passaggi delicati lontani da Masnago.[/size]
    [size=3]Primo tra tutti il derby del 24 febbraio sul campo di Cantù, unica trasferta delle prossime quattro gare che vedranno i biancorossi impegnati a Masnago contro Bologna, Caserta e Biella con la possibilità di mettere altro fieno in cascina in vista della volata finale.[/size]
    [size=3]Anche la Montepaschi pare avere un cammino in discesa verso la fase finale della stagione regolare, ospitando al PalaSclavo le dirette avversarie Cantù, Roma, Venezia e Sassari, con la sola trasferta di Milano come partita ad altissimo coefficiente di difficoltà. Ma sul cammino dei toscani potrebbe gravare il peso del doppio impegno campionato-Eurolega, che nel mese di gennaio ha già causato qualche passo falso esterno di troppo.[/size]
    [size=3]Di certo la MPS è avversaria da cui guardarsi comunque con attenzione per la Cimberio, che in caso di arrivo in parità con i toscani sarebbe penalizzata dal -7 nel saldo dei due scontri diretti del campionato.[/size]
    [size=3]In definitiva, quante vittorie servono a Varese per mantenere l'attuale primato in classifica?[/size]
    [size=3]Idealmente verrebbe da dire che con 10 successi nelle ultime 12 gare difficilmente la truppa di Vitucci potrà essere scavalcata dalle inseguitrici, anche se l'equilibrio assoluto della serie A 2012/2013 induce alla massima prudenza in ogni circostanza, senza dare per scontato alcun impegno.[/size]
    [size=3]Certo, il primo posto in stagione regolare è importante ma non determinante, ricordando gli sforzi della DiVarese di Vescovi e Ferraiuolo poi pagati a caro prezzo nei playoff, e al contrario la “frenata” finale dei Roosters tricolori, scesi dal primo al terzo posto tra andata e ritorno ma poi irresistibili durante la post-season.[/size]
    [size=3]Però, il peso del fattore-campo di Masnago (sinora 8-1 il record casalingo dei biancorossi) potrebbe davvero valere doppio nelle serie lunghe al meglio di sette partite, e il ruolo da testa di serie numero 1 potrebbe garantire un tabellone più agevole a partire dal primo turno, evitando incroci pericolosi nei quarti di finale contro le “riemergenti” Milano e Venezia, attualmente al sesto e al settimo posto in classifica.[/size]
    [size=3]E l'eventuale pienone di pubblico nei playoff con il fattore-campo garantito in tutti e tre i possibili turni della post-season farebbe tutti contenti: squadra, tifosi e cassiere...[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dusan Sakota (foto Blitz), al termine della kermesse di Coppa Italia, prima impugna il microfono, poi si traveste da Jim Morrison e infine, come il mitico “Lizard King” dei Doors, con voce dura sibila: «Preferisco pentirmi degli errori commessi che rimpiangere le occasioni perdute».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il riferimento alla sconfitta rimediata contro la Montepaschi Siena nella finalissima di Coppa Italia al Forum di Assago è ovviamente del tutto voluto dall'ala serba in forza alla Cimberio che, con vigore, spiega le ragioni del suo disappunto: «Non mi è piaciuto come abbiamo giocato la finale perchè - spiega Dule - forse non abbiamo compreso bene il significato dell'evento cui abbiamo partecipato. Arrivare in fondo ad una competizione e trovarsi a giocare una partita con in ballo “qualcosa” non è una situazione che capita così di frequente nella vita di un giocatore. Io che ho avuto la fortuna di essere presente in diverse occasioni (Dusan in carriera ha vinto 4 Coppe nazionali e 2 edizioni dell'Eurolega - ndr), posso dire che saremmo dovuti scendere in campo con mentalità completamente differente e accostarci alla gara con un approccio totalmente differente. Così, se è vero che nei due match precedenti contro Milano e Roma siamo stati bravissimi conquistando la finale, è altrettanto vero che nella gara-verità non abbiamo fatto per intero il nostro dovere».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Quali le colpe?[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Prima di tutto è giusto riconoscere i meriti dei vincitori e aggiungere che Siena si è dimostrata più pronta di noi. La compagine toscana, dopo il salto a due, ha letteralmente “azzannato” la partita, mentre noi - oltre ad aver sbagliato tanto sotto il profilo tecnico - siamo stati titubanti, indecisi e... soft: comportamenti che non puoi permetterti contro un top-team come la Montepaschi. Non è accettabile partire 18-0 in una gara del genere e contro un'avversaria così forte e non è ammissibile giocare così male situazioni potenzialmente vantaggiose come quelle che abbiamo avuto a disposizione nel quarto periodo. Abbiamo sprecato almeno cinque possessi consecutivi per tornare in partita. Insomma: le opportunità sprecate, messe tutti insieme, formerebbero una collina di rimpianti».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una collina dalla quale, com'è stato peraltro detto da molti di voi, sarà bene ricavare lezioni. Così, ad imperitura memoria...[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Certamente lo faremo, io in testa al gruppo perchè non sono stato capace di ripetere la prestazione prodotta il giorno prima contro l'Acea Roma. Lo faremo anche perchè tutte queste esperienze dovranno per forza arricchire il bagaglio di questa annata».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Come ne esce la Cimberio dalla quattro giorni delle Final Eight?[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Con dentro un grande dispiacere e tutta la delusione a cui accennavo prima, ma anche confortata da una certezza: abbiamo fatto vedere a tutti, Siena compresa, che il nostro primato è vero. Abbiamo fatto capire all'ambiente del basket italiano che la nostra buona stagione non è stata costruita sulla sabbia. Dietro ci sono fondamenta solide fatte di lavoro, applicazione, idee, volontà di costruire qualcosa insieme. Poi, come sempre accade, riuscire a portare a casa un trofeo al primo colpo è davvero difficile. Anche se è doloroso dirlo, per capire come si fa a vincere devi prima imparare a perdere. A questo punto della stagione dovremo essere intelligenti nel trasformare questo dolore in rabbia e motivazioni per arrivare nel migliore dei modi alla post-season».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Adesso ricomincia il “ballo” settimanale...[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Obiettivo immediato battere un avversario tosto come la Virtus Bologna per continuare la nostra corsa per il primo posto: un traguardo al quale teniamo in modo particolare perchè, per quel che si è visto al Forum di Assago, oggi davanti alla Cimberio c'è soltanto Siena. Ma da qui a maggio - conclude fiducioso Sakota - la scala di valori potrà cambiare. Dovrà cambiare».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Assago batte Masnago per 6mila a 5.107: l'esodo di tifosi biancorossi a supporto della Cimberio per la finalissima di Coppa Italia apre il dibattito sull'eventualità di riaprire il cantiere PalaWhirlpool (foto Blitz in alto) per aumentarne la capienza. Il progetto di completare il palasport con la “fase 3” del restyling svolto nell'estate 2011, aggiungendo altri 1.400 posti sul lato opposto alle panchine, è nei cassetti sin dai primi anni Novanta, ai tempi del primo intervento per realizzare la Galleria.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma il tesoriere biancorosso Stefano Coppa non inserisce l'ampliamento del palasport nell'elenco degli interventi di patrimonializzazione da sottoporre ai soci di “Varese nel Cuore”.[/size]
    [size=3]«I costi di un intervento del genere non sono alla nostra portata: i lavori di due anni fa erano coperti dal risparmio per il canone di affitto e dagli introiti legati al maggior utilizzo dell'impianto per eventi extracestistici, mentre un ulteriore ampliamento avrebbe un impatto economico elevatissimo senza potersi ripagare attraverso la sola vendita dei biglietti. Preferiamo indirizzare gli investimenti per la patrimonializzazione su infrastrutture diverse, come la palestra per allenamenti e settore giovanile in via Pista Vecchia o l'acquisto degli appartamenti dove poi sistemare i giocatori».[/size]
    [size=3]Dunque il PalaWhirlpool, con i suoi 4.762 biglietti in vendita per i varesini (dalla capienza ufficiale vanno tolti i 112 posti della tribuna stampa e i 233 del settore ospiti), è adeguato alle esigenze attuali del club: «L'esodo di tifosi che ci hanno seguito al Forum è stato commovente, ma per assurdo in un impianto così grande il loro incitamento ha avuto una portata inferiore rispetto a quello che si avverte abitualmente a Masnago. Ciò mi fa pensare che a Varese non ci sia bisogno di un impianto da 6-7 mila posti per tutte le domeniche. Certo, se le cose continueranno di questo passo, ai playoff ci sarà la corsa al biglietto, ma in condizioni normali non c'è necessità di avere una struttura più ampia. Certo, se trovassimo un privato disposto a legarsi per una decina d'anni con il suo marchio all'impianto ed a contribuire all'ampliamento, allora le cose potrebbero cambiare».[/size]
    [size=3]Piuttosto, Coppa auspica che l'esodo dei tifosi al seguito della Cimberio possa fungere da cassa di risonanza per indurre gli sponsor a sposare il progetto della società.[/size]
    [size=3]«La Coppa Italia ha sicuramente aumentato in maniera notevole il nostro appeal, visti anche gli ottimi numeri degli ascolti televisivi che indicano come il basket sia un prodotto ancora interessante se l'evento è di rilievo. Vediamo se da questa settimana si riuscirà a concretizzare la grande vetrina, visto che a costi ragionevoli siamo in grado di garantire buona visibilità: confidiamo anche che il recente rapporto nel quale viene indicato come il nostro sia lo sport dalla maggiore ricettività nei confronti degli sponsor possa aumentare gli investimenti di marketing sul "prodotto basket", al di là dei mecenati che ora sostengono la squadra del cuore senza un reale ritorno economico. Un problema che non ha solamente Varese ma tutto il sistema, e che rappresenta la vera chiave per rilanciare il movimento».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Come soffrire le vertigini ad alta quota non essendo abituati a issare la bandiera sulla cima d'una montagna. Qualche cosa di simile è capitata a una Cimberio senza respiro nel suo approccio alla sfida finale di Coppa Italia contro una Montepaschi a dir poco paralizzante. Evidentemente Banchi, facendo la notte sui libri per preparare l'impegnativo esame Cimberio, ha pensato che per battere una squadra così vivace e imprevedibile, persino travolgente nella sua espressività cestistica, avrebbe dovuto subito domarla in pensieri e azioni per toglierle serenità, quindi tenerla alla larga dal proprio canestro. Ecco servita la zona (press o no) con aggressivi flottaggi sui tiratori per completare un'opera ben architettata per spuntare il solito furore biancorosso. Di una lezione istruttiva s'era parlato dopo la gara di campionato a Siena ma stavolta la forza d'urto dei toscani è parsa addirittura più violenta per una Cimberio che, pur sfigurata nel suo bel volto, nel finale ha fatto tremare i campioni d'Italia. L'anatomia di una sconfitta, in una gara senza appelli né scampo, non è veritiera se non si stimano cause, effetti e circostanze, insomma un po' tutto quel è accaduto nel bene e nel male a partire dal dilaniante avvio che conosciamo. Vien da dire che Siena, pur fra disavventure coinvolgenti e senza Ress (non uno qualsiasi), sa ancora imporre quella musica che suona da anni, quando le fa comodo e non può steccare mancando, ora come ora, qualche cosa a Varese per buttar giù dalla torre proprio i toscani e prenderne il posto.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque, siamo alle cause, dopo le circostanze e gli effetti. Per una vera fiumana di tifosi calati ad Assago (ben più numerosi, se non il doppio degli abbonati di Masnago, il che stupisce oltre ogni legittimo interrogativo), gli arbitri ci hanno messo del loro nel gravare una rimonta già complicata e forse improbabile, balzando soprattutto all'occhio un fallo gratuito caricato a Dunston che, si sa, ha i numeri per fare la differenza. Una visione fors'anche parziale (ma non faziosa) che allenatore e società non hanno avvalorato nelle proprie esternazioni dovendo guardare, innanzitutto, in casa propria per trarre utili misure dopo che la squadra ha anche gettato al vento più occasioni per cambiare, e sul serio, il senso del match. Già, sarebbe bastato il killer instinct di Banks, almeno quello vero e noto in gare come tante d'una stagione, evidentemente stordito da tanta, troppa responsabilità in un match secco e feroce, non avendo alle spalle esperienze del genere, se non una in Belgio, non fortunata se non ricordiamo male.[/size]
    [size=3]Ancora una volta ha dettato la sua legge Mike Green che, testardamente imponente, avendo pochi simili in campionato per classe e fisicità,orgoglio e sicurezza, ha sfidato Siena tutta rendendo l'insuccesso meno amaro se non suscettibile d'un grande rammarico. Gli altri biancorossi, Ere a parte nella sua discontinuità che non si presta ad alcun rilievo, come pure il buon De Nicolao, sono sembrati frastornati da tanta intensità che si tagliava con il coltello, come in verità i loro avversari in attacco, sostenuti per loro fortuna dalle prodezze di Hackett che non ha fatto scappare la gara fuori controllo senese.[/size]
    [size=3]Spiace per una Coppa Italia afferrabile dopo quarant'anni, attraverso tre finali a ramengo per inezie come quelle contro la Scavolini che, nella doppia finale, trovò a Pesaro un canestro pesante di Sylvester allo scadere, contro Caserta in un'estenuante sfida nella quale la DiVarese ci lasciò assenze pesanti e il cuore ai supplementari e contro la Virtus a Bologna dove i Roosters di Pozzecco e Meneghin sfiorarono il trionfo contro Danilovic, Rigaudeau e compagnia bella. Quel giorno Pozzecco, posseduto da implacabile delusione, scaraventò sul parquet la coppa del secondo posto indignando mezza Italia. Non immaginava che, mesi dopo, egli e Varese avrebbero vinto nientemeno che lo scudetto della Stella. Sicuramente, al fianco di una Cimberio tanto bella quanto amabile, è lecito inneggiare a questo paragone da prendere non solo per anestetico alla delusione ma come un vero augurio.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    «Varese, niente amarezza!»

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dura solo 24 ore per il presidente biancorosso Cecco Vescovi la delusione per la sconfitta nella finale della Coppa Italia 2013. Il consuntivo delle Final Eight, secondo il “numero 1” di piazza Monte Grappa, deve essere infatti valutato in termini assolutamente positivi, astraendosi dal mero risultato negativo dell'atto conclusivo: «Messa da parte l'amarezza per la sconfitta in finale, il bilancio complessivo dei quattro giorni di Assago non può che essere soddisfacente: arrivare all'atto conclusivo è stato un grande risultato né preventivato all'inizio della stagione, né scontato, pur essendoci presentati da teste di serie numero 1. Rispetto a due anni e mezzo fa, all'inizio dell'avventura del consorzio, abbiamo salito diversi gradini: quando siamo partiti nessuno si aspettava di tornare in alto così presto e questa finale è la dimostrazione del buon lavoro fatto finora. Questo primo passo è motivo di grande soddisfazione e ci spinge ad andare avanti su questa strada». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque nessun rimpianto per la sconfitta contro una squadra più esperta e matura, considerando le Final Eight come una tappa importante nel percorso di crescita dell'intero ambiente: «Si chiude un capitolo comunque positivo che ha portato più di cinquemila varesini ad Assago per la finale e un totale di diecimila persone in tre giorni al seguito di una realtà che ha ribadito il suo valore; siamo però consapevoli che le finali non le vincono solo i giocatori e l'allenatore ma anche la società e abbiamo perso contro una grande squadra e un grande club abituato a questo tipo di partite. Mettere tutto in discussione per una sconfitta sarebbe sbagliatissimo, guardiamo avanti facendo tesoro di questa lezione e rituffiamoci nel campionato a partire da domenica». [/size]
    [size=3]E nonostante qualche limite e qualche sbavatura emersa comunque contro la miglior difesa del campionato, Vescovi ribadisce la più completa fiducia nel gruppo, confidando che il secondo stop in 7 giorni contro la MPS sia servito anche stavolta da lezione: «Con questo sistema siamo arrivati a giocarci la Coppa Italia da primi della classe e con questo sistema e questi giocatori andremo avanti provando a migliorare in quegli aspetti che contano per raggiungere grandi traguardi. Sostenere che certe sconfitte servono per crescere non sono parole di circstanza: penso a un giocatore come Polonara che fino all'anno scorso non giocava a livelli altissimi: anche se in finale non ha praticamente giocato, questa esperienza deve servirgli per capire come e dove migliorare». [/size]
    [size=3]In definitiva i riscontri complessivi delle Final Eight hanno rafforzato le velleità di vertice di una Cimberio che ha dimostrato di potersi giocare le sue chances in chiave tricolore. E ora l'obiettivo diventa quello di difendere il primato in classifica e presentarsi da testa di serie numero 1 anche nel tabellone-playoff: «Abbiamo dimostrato di essere competitivi ai massimi livelli con uno squadrone come Milano, al di là dei suoi problemi attuali, e un'avversaria rognosa come Roma; spero di ritrovare Siena in una eventuale finalissima per rimetterci alla prova di quella che ha confermato di essere la squadra da battere. Ma tre sfide così impegnative sul piano fisico e mentale della Coppa Italia hanno comunque aggiunto tantissimo in termini di esperienza che ci tornerà utilissima in vista dei playoff. Ora puntiamo a mantenere il primo posto della stagione regolare: sappiamo che non sarà facile ma adesso abbiamo tre partite casalinghe nelle prossime quattro gare prima del decisivo scontro diretto con Sassari. Sarà una volata lunga e ricca di insidie ma vogliamo continuare sulla falsariga di quello che abbiamo fatto finora». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]C'è ancora Siena sulla strada verso la gloria della Cimberio. Sette giorni dopo la pesante sconfitta al PalaSclavo, la formazione di Frank Vitucci si rimetterà alla prova contro i pluricampioni in carica della Montepaschi nella sfida conclusiva della Coppa Italia 2013 (palla a due oggi alle 18 al Forum di Assago; diretta su La7D e Sportitalia 2). Quattordici anni dopo i Roosters del '99 Varese torna a giocare una finale, sorretta dall'entusiasmo di una città che oggi invaderà Assago per sostenere Green e soci nella sfida al “potere costituito” della squadra che negli ultimi 4 anni ha fatto piazza pulita di successi tra campionato e Coppa Italia. I primi tre giorni della kermesse del Forum hanno comunque aumentato le certezze del gruppo biancorosso, capace di schiantare con assoluta autorità i padroni di casa di Milano e poi di superare le trappole di una semifinale “da favoriti” contro Roma mettendo a frutto la lezione subita domenica scorsa in Toscana (difficile, rispetto a quella partita, che la MPS recuperi Tomas Ress). Una “sconfitta terapeutica”, per usare le parole di Frank Vitucci, di cui Varese dovrà far tesoro per detronizzare un'avversaria capace di confermare il Dna vincente del suo progetto societario con la furiosa rimonta che ha stroncato sul più bello le velleità di Sassari.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A livello puramente statistico, il duello è tra lo scintillante attacco della Cimberio e la granitica difesa di Siena, che domenica scorsa ha prevalso nettamente ingabbiando la mente biancorossa Mike Green con un mix di aggressività e carica agonistica in grado di mandare fuori giri i meccanismi biancorossi. La squadra di Banchi ha dalla sua esperienza, duttilità e profondità dell'organico, ma Varese rappresenta il “nuovo che avanza” in un basket italiano che con i biancorossi più Sassari e Roma vuole riportare l'immaginazione al potere, puntando su un gioco spumeggiante e arioso che si coniuga con il risultato del campo.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E mentre la deludentissima Milano medita l'ultima rivoluzione con Fotsis sull'uscio e la ricerca di una nuova ala forte utilizzando l'ultimo dei 16 tesseramenti disponibili, i riscontri della Coppa Italia confermano le velleità da grande di una Cimberio attesa al test definitivo per legittimare il suo status da prima della classe. L'ultima Coppa Italia vinta risale al 1973, poi in finale solo sconfitte (1984/'85 con Pesaro, 1987/'88 con Caserta e 1998/'99 con Bologna).[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Stavolta l'occasione è ghiottissima e forse irripetibile, provando a far valere il giorno di riposo in più rispetto ai toscani - in campo per la terza volta nel giro di 72 ore - per esaltare l'entusiasmo degli sfidanti di successo di coach Vitucci e riportare Varese sul tetto del basket italiano.[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    Varese caput, Roma kaputt

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]ASSAGO - Dusan Sakota non ha una vitalità prorompente, ma se lo conosci e lo apprezzi ne senti la serietà e la profondità. Avverti che dentro ha passione vera, che a tratti lo consuma fino a trasfigurargli il volto. Grazie a questa faccia, faccia da finale, grazie agli occhi e alle mani di uno che non trema, la Cimberio raggiunge la sua prima finale di Coppa Italia nella versione Final Eight e, dopo 14 anni, oggi tornerà al Forum per giocarsi un trofeo che manca in bacheca da 40 anni.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Le mani di Dule (5/7 da 3 punti) accarezzano il favoloso 13/25 da 3 complessivo con cui Varese cancella gli imbarazzi di una gara faticata e intossicata nei muscoli e nella testa dai tatticismi di Roma, scaltra nel togliere a Green e soci giochi, riferimenti interni (11/29 da 2) e ritmo lungo tutto il campo. In un match in cui toppano due attesi protagonisti come Banks, serata spenta, e Datome, decisamente inguardabile, Varese paga gli alti e bassi di Polonara (15' bruttini) e deve lavorare tanto per rimettere in piedi due star come Ere e Green, comunque determinanti al momento giusto, e Dunston, dominante nella parte conclusiva del match.[/size]
    [size=3]Il buon avvio della Cimberio (5-0 al 2') sembra presagio di un'agile cavalcata, ma i giochi interni di Lawal rimettono subito in gara Roma (5-6) che fin dalla prime battute stende sul tavolo verde il suo piano tattico: addormentare la gara, togliere alla Cimberio il suo proverbiale gioco in velocità e con una sarabanda di difese infilare macigni nei meccanismi offensivi biancorossi.[/size]
    [size=3]Mentre Dunston e Lawall si annullano con falli reciproci, Varese soffre lo “slow” dei romani e sta a galla solo grazie alle triple (4/7). La zona-press ordinata da Calvani dopo ogni rimessa dal fondo manda in confusione Varese e, levando il pallone delle mani dei costruttori di gioco varesini, costringe il terzetto Green-Banks-De Nicolao ad una presenza abbastanza opaca. Così Varese per restare in testa si appoggia alla seratona di Sakota col serbo che - 10 di fila nel secondo quarto - regala ai suoi un vantaggio in doppia cifra: 25-15 al 14'.[/size]
    [size=3]Allungo effimero perché Roma, con Taylor in palla, colpisce duro in vernice, mentre Varese perdendo addirittura due palloni di fila dalla rimessa aiuta e non poco il rientro dei giallorossi: 32-30 al 18'.[/size]
    [size=3]La Cimberio non riesce a togliersi di dosso la “colla” che Roma continua a spargere in abbondanza e, anzi, subisce il sorpasso firmato dall'ex Phil Goss: 40-44 al 24'. L'ovvio time-out chiamato da Vitucci restituisce al campo una Cimberio totalmente “devota” a Sakota: Dule con altre due triple “brekka” l'8-0 che allontana solo i timori (48-44 al 28') ma non cancella Roma che inizia il periodo decisivo a +1: 52-53.[/size]
    [size=3]L'Acea, sempre efficace sotto i cristalli (8/13 da 2), tiene le redini fino al 34' (59-61), ma sull'ultima scarica di Sakota (5 punti fila per il 65-61) sente scricchiolare le sue fondamenta anche perché, a differenza di Varese, dalla linea dei 3 punti combina solo disastri. E quando, al 37', deve dire ciao a Lawall e Jones per 5 falli, sente che l'ora del giudizio sta per scoccare inesorabile. Varese, infatti, gioca benissimo i possessi determinanti capitalizzando tutta l'astuzia e il mestiere di Mike Green, il quale, dopo aver subìto fallo a rimbalzo difensivo, converte i liberi e sulla successiva imperiosa stoppata rifilata da Dunston a Taylor (5 “blocked” per Bryant) infila il triplone (71-63) subito bissato da Ebi che fanno finalmente saltare per aria tutte le tensioni e indesiderate inquietudini.[/size]
    [size=3]Sul 74-66, a 2 minuti dalla sirena, i tifosi varesini prima tirano un sospiro di sollievo, poi si scatenano e infine, legittimamente, iniziano a sognare l'impresa. Quattro decenni di attesa giustificano entusiasmo e felicità.[/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Trenta minuti di pura sofferenza sportiva: palloni persi in sequenza, rimbalzi lasciati all'avversario, dettagli trascurati. Poi d'un tratto Varese ha assunto il volto della capolista, macinando energia e punti. L'Acea si è sciolta, perdendo per falli la batteria dei lunghi (Czyc, Lawal, Jones), e ha concesso il fianco alla capolista.

    La Cimberio questa sera ringrazia un meraviglioso Sakota (21 punti e 5/7 dalla lunga) e cuore di capitano Ere (capace ricucire lo strappo nella fuga capitolina). Dopo un primo tempo di vivida tensione in cui i ragazzi di Vitucci hanno condotto (35-32 alla pausa lunga) ma non sono riusciti ad andare in fuga, nella ripresa Roma ha accelerato con Goss e Taylor fino a toccare i quattro punti di vantaggio. A quel punto Dunston è diventato un fattore, occupando l'area e costringendo la formazione di Calvani a rifugiarsi in sbilenchi tiri dall'arco: 3/21 totale. Nel finale, dopo l'ultimo tentativo di rimonta laziale, il leader Green – stasera un pò sottotono – ha assestato i colpi decisivi. Dopo una nottata di difficoltà sotto le plance (33-41), di “braccino” tennistico e di poca fluidità, i biancorossi si sveglieranno comunque domattina con la consapevolezza di poter tornare i grandi.

    Ventiquattro ore e poi sapremo se potremo continuare a sognare a occhi aperti: il popolo di Masnago vorrebbe destarsi dai voli onirici il più tardi possibile...

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Non si può ingannare la verità. Che, oggi come oggi, non ammette confronto tra la Cimberio e l'EA7 se non attraverso comparazioni esaltanti per l'una e mortificanti per l'altra. La squadra di Vitucci, pur dentro un rendimento cercato e voluto come pretende un match da vincere, si concede persino quel divertimento che dà spettacolo, al di là di momenti in cui dimostra di saper soffrire per parare il ritorno degli avversari, almeno quanto basta per seppellirli di nuovo tra le proprie imbarazzanti pochezze.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque, importa poco l'imponenza di un organico per nomi e valori di mercato, anche se poi, in realtà, talenti in casa Armani non se ne trovano, a parte quello di Langford (che sembra chiedersi dove mai sia capitato), quando di fronte è schierata una vera squadra, forte di testa e di gambe, sciolta e serena, spesso capace di rendere facili anche le cose che appaiono difficili in casa d'altri.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]È, dunque, nitido il ritratto della Cimberio di fronte alla legge del campo che, da buon giudice, accerta le forze di una squadra e le debolezze dell'altra senza possibilità di equivoci o sconti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Milano, ritoccata in alcuni suoi elementi, salvo toppare di nuovo con un inconsistente Bremer per la serie "un errore tira l'altro", s'era forse illusa - anche battendo avversari normali e impressionabili - d'aver trovato un'identità da grande squadra mentre sotto le Prealpi l'attesa del derby di Coppa Italia, così fatalmente decisivo, grondava forse di paure ipocondriache dopo il pesante stop di Siena. Il campo ha presto sgombrato ogni dubbio mostrando la solita e dominante Cimberio, mirabile per quella sua spigliatezza fatta gioco. Ed è questa la squadra che conosciamo e amiamo, tecnica e atletica, vivace e tosta in ogni suo elemento da posto giusto nel momento giusto. Qualche sana forzatura se la può permettere uno come Mike Green (foto Blitz), capace di esaltarsi all'infinito pur restando una gara intera o quasi sul parquet a dispetto di quelle teorie di impiego, anzi di riposo per salvaguardare ogni energia fisica.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ora c'è Roma da battere in vena d'una rivincita, accarezzabile di slancio, seppur la squadra di Calvani possieda ben altri contenuti, persino abbastanza somiglianti a quelli biancorossi. La finale è lì, da afferrare per giocarsi una coppa che manca da quarant'anni nella nostra storia e che questa Varese si meriterebbe.[/size][/size][/font][/color]

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