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VareseFansBasketNews


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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La Cimberio prova a ripartire di slancio nella sfida casalinga di stasera (ore 18.15 al PalaWhirlpool) contro la Sutor Montegranaro del grande ex Carlo Recalcati. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E' una partita dal significato doppio per Varese, decisa ad aprire una nuova striscia vincente dopo il primo scivolone stagionale sul campo di Roma. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Alla vigilia della pausa per l'All Star Game, la truppa biancorossa vuole mettere altro fieno in cascina per consolidare la sua leadership solitaria e chiudere aritmeticamente il discorso Final Eight (battere i marchigiani garantirebbe la certezza della qualificazione alla Coppa Italia in palio dal 7 al 10 febbraio ad Assago); ma lo stimolo maggiore viene dalla voglia di riscatto dopo il passo falso del PalaTiziano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma mentre la squadra si concentra sulla necessità di affrontare l'impegno al massimo delle energie, l'ambiente varesino attende il ritorno da avversario di Carlo Recalcati, ossia il tecnico che dopo aver cucito la stella sulle maglie biancorosse accettò nell'estate 2010 la sfida del consorzio di cui è stato garante e icona nella fase di “start-up” cogliendo due playoff consecutivi. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Poi, come è normale nel mondo dello sport professionistico, si è esaurito un ciclo e giustamente la società ha scelto un coach diverso nella filosofia e nelle strategie di mercato come Frank Vitucci; ma il biennio dell'ex c.t. azzurro ha posto le basi per portare la Cimberio ai livelli di eccellenza attuale (anche attraverso la preziosa aggiunta dell'uomo mercato Simone Giofrè); auspicabile dunque un'accoglienza adeguata al suo “peso specifico” nella storia passata e recente del club, anche se il ritorno di Recalcati a Varese è un tema che non toccherà le corde dei giocatori biancorossi, la cui attenzione sarà interamente concentrata sulla voglia di riscatto post-Roma. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la Sutor la trasferta sotto le Prealpi è la classica partita senza nulla da perdere; i marchigiani sono in linea con l'obiettivo-salvezza indicato dopo il restyling estivo legato ad una massiccia riduzione del budget. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il coach ex Siena ha a disposizione un roster di buona qualità offensiva (78,0 a partita, quinto attacco della serie A) che conta sul talento perimetrale di Daniele Cinciarini (top-scorer a 15,0 punti di media) e sulla duttilità delle ali Burns (13,6 punti) e Slay (12,6 punti); in regia si alternano il frizzante Steele (10,0 punti e 3,3 assist) e il veterano Di Bella, mentre sotto le plance l'estone Freimanis e il neoacquisto Amoroso garantiscono pericolosità frontale insieme all'azzurro Mazzola (presente all'All Star Game con De Nicolao e Polonara). Completa le rotazioni l'esterno di passaporto inglese Kyle Johnson. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una squadra talentuosa ma leggera che ha risorse difensive non elevatissime (80,9 subiti, terz'ultima in serie A); se Varese sarà quella di sempre cancellando la parentesi romana una partita da vincere con ritmo e aggressività a tutto campo… [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Entusiasmanti? Molto spesso. Spigolosi? Qualche volta. Passionali? Quasi sempre. Gli amori che nel corso degli anni si sono consumati tra Carlo Recalcati (foto Blitz) e la Pallacanestro Varese sono stati tutto questo.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tuttavia, tra gli aggettivi proposti, manca quello che, forse, è il più adeguato: irrisolti.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sì perché, come in un curioso “feuilleton”, le storie tra Recalcati e il club biancorosso sono sempre finite con uno dei due “amanti” lasciato in bianco.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Accadde nel 1999 quando Edo Bulgheroni, in uno dei suoi rarissimi tentennamenti, si vide sfilare sotto il naso dalla Fortitudo il coach canturino. È accaduto nell'estate scorsa quando Recalcati, nonostante i ripetuti e flautati messaggi, non è riuscito a conservare la sua panchina al PalaWhirpool.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Così, come parafrasando la famosa “Se mi lasci non vale”, Carlo e la Pallacanestro Varese si sono detti addio un'altra volta.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Non è un mistero. La primavera scorsa avevo ripetutamente manifestato il mio desiderio: restare a Varese ma - dice Recalcati - i dirigenti varesini, giunti alla scadenza naturale del contratto, hanno fatto altre valutazioni. Comportamento legittimo che ci ha portato a separare le nostre strade. Per quanto mi riguarda, sono uscito dalla sede di piazza Montegrappa a testa altissima, con gli apprezzamenti di tutti, consapevole di aver lavorato bene e seriamente, e la soddisfazione di aver centrato, in un clima di ristrettezze, gli obiettivi proposti».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il presente è Montegranaro: con quali prospettive?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Il traguardo dichiarato della società è la salvezza e il nostro unico pensiero è lasciarci dietro almeno un avversario. Quindi, siamo perfettamente coscienti che sarà una stagione dura e la classifica attuale dice che siamo linea con le aspettative».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Con il recente inserimento di Amoroso le cose dovrebbero migliorare.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Valerio è un giocatore che, per caratteristiche ed esperienze, completerà organico e rotazioni. Torna a Montegranaro pronto a sostenere il gruppo non solo tecnicamente ma anche mentalmente, inserito in un gruppo in cui, complici le ristrettezze economiche generali, tutti hanno fatto un passo indietro accettando di stringere la cinghia. Un atteggiamento che per noi vale molto».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Varese in testa alla classifica: qual è il suo parere al riguardo?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«La Cimberio con 9 vinte su 10 ha già ampiamente dimostrato le sue qualità. Squadra ben costruita, gerarchie chiare e la riconosciuta capacità di Frank Vitucci di proporre un sistema di gioco in grado di esaltare le qualità di ognuno. Non ci sono particolari segreti dietro al primato biancorosso: giocano bene su due lati del campo, con entusiasmo, naturalezza, talento, atletismo. Con queste doti non si è primi per caso».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Da più parti ci si affanna nel reperire analogie con la sua squadra della stella.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Credo sia difficile, se non impossibile confrontare squadre che hanno vissuto due epoche così diverse. Poi le analogie tecniche stanno a zero e, per tutti i ruoli, basterebbe partire dal play: Pozzecco e Green. Più distanti di così nell'interpretazione del gioco non si potrebbe essere. Analogie, semmai, potrebbero esistere nella “storia” del campionato: oggi, come successe allora, ci sono squadre che sono state rifondate e altre che, seppur favorite, stanno rendendo molto meno del previsto. Come in quel 1999, c'è la sensazione di poter cogliere l'attimo».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Domani sarete voi a tentare il “carpe diem”...[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Varese in attacco sa essere devastante, mentre per noi la fase difensiva non è esattamente un punto di forza. Stiamo lavorando molto per migliorare quel che facciamo là dietro, ma serviranno tempo e tanti allenamenti. Però, giocare contro la prima della classe sarà mentalmente facile e provare con tutte le forze a stoppare l'ingranaggio-Cimberio sarà il nostro dovere».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Dalla nona sinfonia al requiem, l'orchestra è la stessa, con buona musica. Cambiano soltanto i brani che segnano due momenti diversi.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque, la Cimberio incappa nella battibilità, sino a Roma sconosciuta e fors'anche un po' attesa dai suoi stessi ammiratori che ne coglievano un peso sottile e subdolo ma, per quel che s'è visto, non si tratta di un funerale né tantomeno solenne come si sottintende facendo notizia la sua prima sconfitta dai tempi del raduno.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Roma si può anche compiacere della sua esibizione, molto istintiva e intensa, a volte pure pasticciona ma spesso irrefrenabile come dimostra il punteggio che scavalca di una quindicina di lunghezze il suo score d'attacco a gara, tuttavia Varese - al di là di alcune singole prestazioni scalfite in difesa, per un proprio limite intimidatorio, dalla fisicità prorompente di Lawal e soci - ha dato la sensazione di poter far suo un match che prevedeva insidioso e che ha vissuto rincorrendolo...[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nessuna scusa né supposizioni all'ingrosso che, pur forse risibili, ci possono stare. Sicuramente balza all'occhio, questo sì, l'intrigante confronto tra l'ex Goss e il suo sostituto Banks (foto Infopress Ciamillo), più o meno alla pari per segnature ma favorevole al giallorosso per incidenza di squadra. L'appunto ci sta fra considerazioni intese come pagliuzze nell'occhio di chi non s'è ritrovato idealmente nella solita vincente Cimberio, seppur riconoscibile con chiarezza nella propria identità, d'una squadra che vanta un rassicurante feeling con il canestro, pure in rimonta sparata al cospetto di avversari che si giocavano il futuro d'una piazza alla ricerca di glorie perdute. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Già, sotto di quindici e in un ambiente trasfigurato da infinito entusiasmo, gli uomini di Vitucci hanno mostrato il loro vero volto volando pure in testa, come sa fare una capolista grande e non per caso. È mancata, è vero, la vittoria ma il suo contegno, se si fa mente locale su un'estemporaneità d'occasione favorevole ai giallorossi, fa prevalere le certezze sugli interrogativi nonché la sua ammirata leadership su un'eventuale battibilità da logorio. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Insomma, non sussistono seri motivi di preoccupazione sulla sua marcia che resta trionfale e sostenibile, basterebbe soffermarsi sui riflessi più vistosi di gare e antagoniste: Cantù ha perso a Caserta dove Varese ha passeggiato, Milano - sempre più l'immagine dell'inverosimile, negativo e diabolico - si è dovuta inchinare in casa, nonostante uno Stipcevic dei giorni migliori (vissuti ai piedi del Sacro Monte), a un Banco di Sardegna che rispetto alla Cimberio possiede una panchina striminzita in qualità. All'Olimpia manca una mente che ispiri, quindi un leader di spessore, nel frattempo essa rimedia figuracce molto salate visti i costosissimi ingaggi.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Potremmo continuare alla luce di una classifica che sta setacciando i valori degli organici tra veri e fasulli o che, peggio, sta portando a galla vere incongruenze di dirigenti che, alle prese con una squadra dagli spaventosi limiti, sganciano il grano per un nuovo allenatore e non per mettere una pezza a un roster tecnicamente dimesso. Lassù, con grande respiro e stimolanti prospettive, restano gli uomini di Vitucci che non sono idoli costruiti dai suoi tifosi per poter credere in qualche cosa di nuovo, avendo imparato ad ammirarli come atleti di valore, ora più che mai - dopo l'incompiuta di Roma - temprati e maturi. Se mai si cade non si può sperimentare la capacità di rialzarsi che diventa una grande forza, di riscossa.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Metabolizzata in fretta la sconfitta di Roma, la Cimberio riflette a mente fredda sugli errori costati il primo stop stagionale. Una sconfitta meritata anche secondo il presidente Cecco Vescovi che comunque plaude alla reazione di carattere della squadra dopo l'avvio incerto: «Sconfitta che ci sta per come è andata la partita. Abbiamo iniziato molto male ma dopo il -15 di inizio terzo quarto c'è stata una bella reazione. Abbiamo provato a ribaltare il match ma a causa di qualche episodio avverso non siamo riusciti a capovolgere la situazione nel finale, dando il giusto merito a Roma che ha giocato una partita eccellente».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La prima sconfitta stagionale dopo 3 mesi e mezzo di imbattibilità è stata frutto prima di ogni altra cosa di un approccio mentale insolitamente “molle”, evidenziato dalle difficoltà di messa in moto: «L'Acea ci ha aggredito e ci siamo fatti trovare impreparati subendo per tutto il primo quarto l'agonismo capitolino. Alla lunga rientrare in partita è stato complicato e faticoso: anche quando abbiamo messo la testa avanti i padroni di casa erano in fiducia e noi eravamo stanchi. Peccato in particolare per l'1/3 ai liberi di Polonara sull'80 pari ma non buttiamo la croce addosso ad Achille. Limitiamoci a pensare che ci siamo tolti il pensiero della prima sconfitta e guardiamo con rinnovata concentrazione al match contro Montegranaro».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Col senno di poi, il massimo dirigente della Cimberio invita la squadra a far tesoro della lezione del PalaTiziano: se la truppa di Vitucci si abituerà ad essere un bersaglio per tutti coloro che vogliono fermare la capolista, Green e soci potranno uscire più forti dallo stop di Roma.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Dopo nove vittorie in fila, un passo falso può succedere: anzi, meglio a Roma che su campi altrettanto insidiosi come quelli di Caserta e Biella. Un passo falso può essere utile se servirà a insegnarci alcune cose, ma vista l'aria che si respira negli spogliatoi durante la settimana non ho dubbi che sarà metabolizzata nel senso giusto. L'importante è capire quel che non è stato fatto bene, ma soprattutto abituarsi al fatto che ormai tutti giocheranno contro di noi al massimo dell'intensità per fermare la capolista. E come dimostra l'avvio di domenica sarà bene essere preparati».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque, Vescovi guarda già avanti verso la sfida contro la Sutor confidando che la sosta per l'All Star Game di Biella serva a ricaricare le batterie.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Il match contro Montegranaro non sarà semplice come verrebbe da pensare guardando la classifica; vogliamo sfruttare il turno casalingo in vista della sosta che per noi cade a fagiolo. Questa è una squadra che pratica un gioco fisicamente dispendioso e un po' di riposo ci vuole: per recuperare Green e per aggiungere Cerella».[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine, il presidente varesino esprime il suo punto di vista sulla possibilità di una candidatura al ruolo di consigliere federale in rappresentanza della Lega Basket.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«La figura ad hoc sarebbe quella di un tecnico esterno di spessore. Qualora non si trovasse un elemento con tali caratteristiche sarei disposto a candidarmi nel momento in cui trovassi completa adesione e unità di intenti in assemblea di Lega. Visto il nuovo corso della Fip, bisogna cogliere l'occasione di far vedere un approccio diverso da parte nostra e individuare una figura che rappresenti tutto il movimento, non una parte di esso, altrimenti sarebbe un passo indietro clamoroso».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Una partita scoppiettante, un tripudio di attacco e pochi cucchiai di difesa, parziali e capovolgimenti improvvisi. È un mezzogiorno di fuoco per i tifosi biancorossi, i quali assistono incollati allo schermo al primo stop stagionale ma possono guardare con fiducia il futuro per la splendida reazione della ripresa. I rimpianti sono tutti per un avvio di gara da shock, per la buona sorte che d'un tratto volge le spalle, per un Dunston che per la prima volta soffre le pene dell'inferno sportivo e stecca la gara.

    Nel catino infuocato del PalaTiziano, i capitolini partono a pieni giri e volano sull'11-2. Un distacco che di lì alla fine del primo tempo si manterrà intorno alla doppia cifra (il picco arriva in concomitanza del 47-32, prima della reazione finale della capolista). L'asse Taylor-Lawal è letale in attacco, con il play americano magistrale nello smistare i possessi e l'atletico pivot nigeriano (23 punti per lui alla fine) ad appendersi a ripetizione al ferro. La Cimberio limita i danni sul finale di primo quarto con due buoni spunti di De Nicolao ed Ere, chiudendo la frazione sul 25-19. Al rientro dagli spogliatoi l'Acea incrementa il bottino con l'ex Goss e il capocannoniere Datome. Varese, con Dunston in panchina causa falli, tocca la doppia cifra di palloni persi (ben 12 nella prima fetta di partita, 23 in totale). Sul meno quindici la sfida sembra già archiviata, ma la cattiveria agonistica di Green prova a riaprire le sorti: 49-41 a metà contesa.

    Al rientro sul [i]parquet[/i], la banda di Vitucci si scava il fosso da sola con un antisportivo di Sakota (ormai perduranti le sue prestazioni negative) e con una schiacciata errata clamorosamente da Banks in contropiede. Sul meno quindici, la Cimberio si desta con un bel break di 4-12, ancora a firma di Green (26 di valutazione e tanto carattere), ritornando in scia: 59-53. Segue un momento di annebbiamento, dove la Virtus prova a riallungare con il polacco Czyz prima di subire, a fil di sirena, una tripla di Ere.
    L'ultimo periodo comincia allora sul 65-61. I lombardi dapprima sorprendono i ragazzi di Calvani e trovano il primo vantaggi del match sul 70-72 (tap-in di Talts). In un'altalena di emozioni, Roma torna sul più sei sospinta da Goss, quindi si ritrova sotto sullo 80-81 e sullo 82-83. La leadership di Datome e la precisione di D'Ercole – un cecchino da oltre il perimetro – consegnano alla Virtus una vittoria sofferta ma tutto sommato meritata.
    Varese scivola e accetta con rispetto l'affermazione della brillante Acea, per la gioia del pubblico capitolino e dei telecronisti di SportItalia. Loro sì che, a furia di un tifo poco velato, ci hanno fatto di andare di traverso il pasto domenicale...

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Modificano l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Legge matematica "basilare" che si applica anche alla coralità di una Cimberio in grado di imporre la legge del suo basket frizzante e concreto anche contro un’avversaria disposta ad[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]accettare i ritmi elevati come Reggio Emilia. Partita complessivamente a viso aperto nella quale le scelte della difesa avversaria - concedere ampio spazio perimetrale a Green sui giochi a due con Dunston - non ha prodotto comunque "scossoni" sul fatturato offensivo globale di una squadra anche stavolta in grado di ripartire i carichi e le responsabilità in maniera "equalitaria". Il ruolo di eroe di giornata è toccato ad Ebi Ere, l’opzione alternativa al pick&roll play-pivot nella costruzione a metà campo che però ha sparato a raffica in avvio mettendo lo "zampino" solo quando strettamente necessario nel resto del match. E’ dunque l’occasione per fotografare un altro dei segreti nascosti della "invincibile armata" biancorossa, dove non ci sono egoismi o stecche fuori dal coro e ogni elemento ha i suoi spazi e le sue libertà per recitare a soggetto all’interno di un copione e col massimo rispetto per i compagni. Così i "veterani" della squadra stanno aumentando la loro considerazione per Erik Rush, e così il moto perpetuo di Andrea De Nicolao dà sempre la carica nelle "comparsate" brevi ma intense del playmaker del 1991. Ed anche in una gara dove le statistiche premiano soprattuttol’attacco (50% totale dal campo) è "là dietro" (15 recuperi e 7 stoppate, 5 del "portierone" Dunston) che Varese mette le basi per la vittoria, accendendo il motore del contropiede quanto basta per tenere a bada una Trenkwalder comunque in grado di confermarsi interessante realtà di questo campionato. E la gente continua ad applaudire entusiasta questa squadra in grado di coniugare risultati positivi e gioco spumeggiante: l’affluenza a Masnago si è attestata stabilmente oltre quota quattromila spettatori, e questa è un’altra vittoria importante a livello "strategico" per una società che da maggio ad ora non ha sbagliato una scelta ad ogni livello. Anche se ora l’assemblea di "Varese nel Cuore" del prossimo 6 dicembre rappresenta una tappa importantissima per verificare prospettive, tempi ed eventuali modalità per far crescere ulteriormente un progetto in costante ascesa, pur ancora legato ad una congiuntura economica comunque solida ma ovviamente legata a filo doppio alle scadenze dei molti contratti (tra sponsor ed una trentina dei 72 soci del consorzio) fissata a giugno 2013. Ovvio che il primato in classifica accompagnato dal gioco spumeggiante con tanto di vetrina a Masnago e ribalta mediatica faccia da fondamentale "cassa di risonanza" per Varese. Ora il calendario propone due tappe rese interessanti dagli ex di turno (domenica la Roma di Phil Goss nell’anticipo Tv delle 12, poi il 9 dicembre la Sutor di Carlo Recalcati di scena a Masnago): in vista del primo "stop" stagionale per l’All Star Game del 16 dicembre l’obiettivo potrebbe essere quello di prolungare il percorso netto fino a quota 11 e poi giocarsi un derby stellare il 23 dicembre a Milano. Ma fare calcoli violerebbe il "diktat" di società e staff tecnico sulla necessità di vivere una partita alla volta, e proprio questo approccio ha portato a quota 9 la striscia aperta di una Cimberio che prova a riscrivere i record societari avendo già battuto Roosters e Ranger. Almeno per quanto riguarda le vittorie consecutive ad inizio stagione; lontano da Varese tutti continuano a chiedersi quanto durerà, in città invece la gente esulta, applaude e "gode" di un primato sempre più inebriante...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14

    Cimberio a tutto volume

    By pxg14, in News,

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]VARESE - Suona a tutto volume l’orchestra Cimberio, che intona il nono coro sinfonico e festeggia simbolicamente sulle note della notissima opera di Beethoven la prosecuzione senza ostacoli del suo percorso netto. Anche la matricola Reggio Emilia, giunta a Masnago con una striscia aperta di cinque vittorie in fila, deve cedere il passo di fronte alla lanciatissima capolista: match godibile e divertente anche se la truppa biancorossa mette al sicuro il risultato solo nell’ultimo[/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]quarto, con capitan Ere solista d’eccezione (9/17 al tiro e 9 rimbalzi) nella fluente "polifonica" varesina (5 in doppia cifra col 50% dal campo) con Dunston (5 stoppate) che riempie di benzina il motore e un rombante De Nicolao "andante con brio" dalla panchina. Approccio difensivo non immediatamente “graffiante” per la Cimberio con Reggio Emilia che accetta di buon grado il “run&gun” balistico caro ai padroni di casa con i muscoli di Brunner che si fanno sentire sotto entrambi i tabelloni. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Varese prova a lasciare il segno con le iniziative in avvicinamento di Ere (già in doppia cifra dopo 8’, virata a quota 13 al 10’ ) ma la Trenkwalder “battezza” stabilmente Green sul perimetro e dopo la tripla del 9-6 al 4’ l’attacco a metà campo fluisce ad intermittenza. Rotazioni rapide per Menetti visti i 2 falli di Antonutti al 5’; nonostante lo 0/5 del primo quarto per Taylor (ben limitato dall’ala nigeriana) gli ospiti trovano verve dall’azzurro Cinciarini tengono comunque il passo (19-20 all’8’ con tripla di James) con Vitucci che cerca energia difensiva dalla panchina trovando risposte positive soprattutto dalle mani rapide di De Nicolao . [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una tripla fortunosa “col rinterzo " e una sospensione dopo palla rubata del play padovano creano il primo mini-allungo varesino nel momento in cui le penetrazioni di Banks vanno a segno (31-26 al 14’); nonostante il precocissimo quarto fallo di Filloy le sospensioni di Jeremic e[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Cinciarini tengono comunque in scia la squadra di Menetti (35-33 al 16’), e nonostante una nuova fiammata di Ere (18 con 7/11 al tiro e 19 di valutazione alla pausa lunga) nel finale di tempo si accende anche Taylor (7 nella seconda frazione) permettendo alla Trenkwalder di andare al riposo con un ritardo limitato (46-41 al 20’) in un primo tempo giocato stabilmente all’arrembaggio (52% per i padroni di casa e 50% per gli ospiti).[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dopo la pausa lunga il bomber ex Casale Monferrato è subito protagonista e riporta gli ospiti a meno 1, ma con Dunston che sale di tono sotto entrambi i tabelloni la difesa varesina inizia a mostrare segnali di crescita: il primo assist sull’asse Green -Dunston arriva al minuto numero 23 e il ritmo più sostenuto permette a Banks di regalare prodezze acrobatiche di vaglia ai 4500 tifosi di Masnago. Con il play di Philadelphia che inizia ad attaccare stabilmente Cinciarini la Cimberio trova più spazi in avvicinamento; Reggio continua a graffiare dall’arco ma 4 punti in entrata del regista ex Cantù e 4 da sotto del pivot ex Hapoel Holon siglano il 60-52 del 25’. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Menetti gioca la carta della zona 2-3 per togliere circolazione di palla ai biancorossi, ma dopo la prima “doppia cifra” di vantaggio timbrata da un dardo in transizione di Banks (63-52 al 27’) è la difesa di casa a calare di tono, mentre la verve degli esterni emiliani continua a lasciare il segno in avvicinamento (64-59 al 29’). Trenkwader di nuovo a uomo nella versione “doppio lungo” e poi con 4 piccoli a supporto del solo Brunner ; si viaggia sempre ad elastico con terzo e quarto fallo di Dunston in pochi secondi che inducono Vitucci ad un cambio “conservativo”, ancora spunti positivi da De Nicolao (2+1 per il 72-64 del 33’), ma quando gli ospiti riprovano la carta della zona 2-3 due triple velenose di Ere e Rush allo scadere dei 24 secondi valgono un margine finalmente rassicurante (79-69 al 35’). E con Dunston padrone dell’area colorata a dispetto dei 4 falli a carico Varese allarga la forbice regalando spettacolo ai quasi 4500 del PalaWhirlpool; massimo vantaggio casalingo il 91-76 del minuto 39, con i cori pro-capolista misti ai sogni su scala internazionale (prontuario veloce per il tifoso varesino: per l’Eurocup basta la semifinale, per l’Eurolega serve la finale scudetto).[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/2 3p; 1/3 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]I giudizi, a costo di essere ripetitivi, sono i consueti. Giocatore leggerino e prevedibile, non sempre il tiro da tre può entrare e cambiare l'andamento della serata.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](15 punti; 5/10 2p; 1/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il prestigiatore appare nella scena, scompare e infine riappare. Qualche forzatura potrebbe risparmiarsela, ma è nel DNA dei talenti vivere sulle montagne russe. La Nasa ha chiesto il dvd di un paio di suoi canestri: perché la palla è indubbiamente finita nel cesto dopo essere sfuggita dagli occhi degli umani.

    [b]ERIK RUSH [/b](8 punti; 1/1 2p; 1/1 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Rimane in campo per molti minuti e nei frangenti decisivi. Erik si sta mostrando solido e aggressivo in difesa, con palloni rubati e rimbalzi d'oro. Dalla Scandinavia con furore.

    [b]JANAR TALTS [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Sembra più che altro una mascotte e i compagni, troppo impegnati a tenere lontana l'ostica Reggio Emilia, non lo coinvolgono nel gioco dei duri. Lui, da gran signore, consegna due assist educati e poi torna in panca. Dal Baltico con torpore.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](10 punti; 3/4 2p; 1/1 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Divora il parquet con la faccia tosta di chi vuole sfondare. Se in attacco è supportato un poco dalla buona sorte, i rimbalzi e le difese sono attestati di un grande lavoro svolto nel quotidiano.

    [b]MIKE GREEN [/b](11 punti; 3/8 2p; 1/2 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]In un campionato livellato verso il basso come quello italiano, potrebbe fare ampiamente la differenza. A patto di essere sempre lucido e di coinvolgere costantemente i compagni. Calma Mike, ci porterai lontano al momento opportuno.

    [b]EBI ERE [/b](24 punti; 7/12 2p; 2/5 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Prestazione formidabile del capitano. Re delle segnature e dei rimbalzi, dei canestri nei momenti topici, della leadership mostrata come stella Polare per i colleghi più giovani.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](7 punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Da un momento all'altro parrebbe abbattere a testate le mura avversarie. Una testuggine che stasera, però, di tanto in tanto inciampa e non sfonda.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](14 punti; 5/9 2p; 0/0 3p; 4/7 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'esperienza di Greg Brunner lo manda a tratti in tilt. Non da lui gli errori da sotto e i falli spesi con poca oculatezza. Strappa con merito il sette perché nel terzo quarto trascina, con ardore e fisicità, i compagni verso il parzialone che spacca la partita

  • Nicolò Cavalli
    La fatidica prova del nove è superata a piena voti. Varese ha ragione di un avversario coriaceo e organizzato, non a caso prima di oggi migliore difesa del campionato. La Cimberio aggiunge altri due punti a una classifica stellare, patendo solo in parte i ritmi lenti del primo tempo e scatenandosi, al suo solito, nella ripresa. Quando la profondità della panchina, la classe dei talenti e un tifo incontenibile scavano il solco decisivo. Le note del successo sono una sinfonia per il pubblico, sempre più accattivato dal direttore d'orchestra Vitucci e dai singoli strumenti suonati da una formidabile dozzina di artisti.

    [i][b]Bande sontuose a confronto. [/b][/i]Sul parqeut si specchiano le due squadre reduci dalle strisce positive migliori del campionato: Varese è ancora immacolata, Reggio arriva da cinque affermazioni consecutive. In avvio è una Cimberio frizzante ma poco attenta a badare al sodo: non piacciono i fronzoli e i buchi difensivi che favoriscono il play ospite Cinciarini, autore presto di sei segnature per il 6-6. La partita prosegue sui binari del punteggio alto, con ottimi spunti di Ere, Jeremic e Brunner:13-13 e time-out di Frank Vitucci (le cui orecchie fischiano ancora dopo lo 0-17 patito da Sassari domenica scorsa). Dunston si sblocca dalla media – da sotto la strada appare sbarrata dal lodevole bavaglio messogli dal veterano Brunner – e sembra dar morale alla truppa: poco dopo infatti Ere (serata da mattatore con 24 punti e 9 rimbalzi) agguanta la doppia cifra nel tabellino. Un'organizzatissima Trenkwalder mette di nuovo il naso davanti con la tripla di James (19-20), quindi una fiammata collettiva dei padroni di casa permette di ottenere la leadership temporanea e di caricare di penalità il quintetto di coach Menetti. Alla prima pausa i prealpini guidano 24-20.

    [i][b]Alti e bassi. [/b][/i]I “panchinari” della Cimberio impattano male la contesa e patiscono il ritorno di Reggio Emilia. Una tripla fortunata (eufemismo) di De Nicolao, una schiacciata da cinema di Banks e un bel tiro dalla media ancora a firma del regista classe 1992 ridanno colore al tabellone di Masnago sul 31-26. Gli ospiti non demordono grazie ai soliti Jeremic e Brunner (noto agli spettatori per aver vestito i panni di zio Fester ne “La famiglia Addams”), Varese tiene botta con le forzature andate a buon fine di Rush e Polonara: 37-33. Reggio è bravissima a mantenere ritmi contenuti, allestendo un piano partita poco gradito dai ragazzi di Vitucci, costretti a ragionare troppo senza poter sfogare la consueta [i]vis pugnandi[/i]. Per fortuna De Nicolao ed Ere – nettamente i migliori del concerto Cimberio – creano le giocate del 46-41. Un primo tempo equilibrato nella sostanza e nei numeri (rimbalzi e percentuali), con la stranezza di un solo assist targato Varese.

    [i][b]Il boato di Masnago è l'X-factor. [/b][/i]Taylor rilancia le quotazioni della Reggiana (46-45), dall'altra parte i meccanismi cigolanti della creatura biancorossa non partoriscono punti per varie azioni. Il ruggito del PalaWhirlpool (quasi pieno anche stasera e magnifico trascinatore) può tornare a esplodere in tutta la sua potenza quando Banks inventa due ciuffi da fantascienza e Green entra di prepotenza nella retroguardia avversaria: 54-47. Anche Dunston si mette in moto e, come una furia, spopola su ambo i lati del campo. La tripla dall'angolo di Banks consegna il primo vantaggio in doppia cifra (63-52), la Trenkwalder si affida al one-man-show di Taylor (29 punti, pur con qualche forzatura fuori dagli schemi) per restare a galla. L'ex canturino Cinciarini convince in regia e nello smistamento dei palloni (eccellente l'imbeccata a James per il meno sei reggiano, in uno dei cinque assist della sfida), sul fronte opposto Green continua a eccedere in solismi ben poco fruttiferi. Un ottimo movimento in post basso di Dunston è l'ultimo acuto, prima delle briciole dalla lunetta raccolte da Polonara e James, del terzo parziale: 67-60 all'ultimo mini intervallo.

    [i][b]Concentrati fino all'ultima nota. [/b][/i]La Cimberio non perde il brutto vezzo della vanità, come Narciso adora specchiarsi nella fonte senza mostrare il cinismo per affossare l'avversario. Ma è solo una stonatura passeggera.
    Ci piace molto di più, allora, la Varese che in un'azione assesta tre stoppate (due di Dunston e una di Polonara) e lancia in fuga Rush: 73-64 e [i]chapeau[/i]. Il quarto fallo del super pivot di Varese costringe a gettare nella mischia Talts: niente paura, perché Ere buca la retina con la tripla chirurgica del nuovo più dieci. La dea bendata, come già intuito nell'ultimo mese, è innamorata alla follia della nuova Varese. Ecco allora la “bomba” di Rush, a fil di sirena dei 24 secondi, a certificare un margine rassicurante (79-69). Ere e Taylor continuano in una magnifica tenzone a suon di canestri, il vantaggio interno non lievita per le troppe imprecisioni dalla linea della carità. La vittoria è comunque già nel paniere, il tempo rimanente è musica per le orecchie e gioia per gli occhi. Varese lascia ogni goccia di sudore sul [i]parquet [/i]e timbra con pieno merito la nona W dell'anno.

    Dai rumorosi supporter di Reggio Emilia, a titolo di scherno, arriva il coro “vincerete il tricolore”. Obiettivo che da queste parti non interessa. Perché prima c'è da esclamare a pieni polmoni che la capolista se ne va, e poi da ascoltare tutti assieme la nona sinfonia di Beethevon, trasmessa con sorpresa nelle casse del palazzetto. Tocco di classe di chi non vuole salutare il primato; e di chi sa comunicarlo con le insegne della grande signorilità.

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