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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis cala il poker a Capo d'Orlando e ringrazia "San" Okoye. Serve una "t" in meno per fotografare il peso specifico determinante della prodezza firmata a 5 decimi dal termine dell'ala nigeriana, che vale l'aggancio alla zona playoff regalando due punti ghiottissimi alla truppa di Attilio Caja. Rimessa dal fondo a 2 secondi e 90 dalla sirena finale: Stan riceve sulla linea di fondo a destra del canestro, fa un palleggio in arretramento, si svita su se stesso e lascia partire un tiro ad altissimo coefficiente di difficoltà che si spegne dolcemente in fondo alla retina. Chiamatelo fade-away, circus shot, giravolta spaziale o "tiro da campione", prendendo a prestito le parole di capitan Ferraro: è una magia che alimenta il momento magico di una Varese capace di nascondere l'assenza pesante di Cameron Wells, e raddrizzare con 5 minuti di difesa di granito una partita che aveva preso una brutta piega sul meno 7 del 35'.
    Successo ben più sofferto del previsto contro una Betaland rigenerata dal cambio di allenatore, ma soprattutto dalla metabolizzazione del nuovo assetto del roster (5 cambi negli ultimi 2 mesi e mezzo). Nel clima sahariano del Pala-Fantozzi, Varese ha espresso un ottimo volume di gioco nei primi 15' (massimo vantaggio il 24-32 di inizio secondo quarto), cavalcando un Avramovic partito a razzo (14 nei primi 8', alla fine però 4/14 dal campo) e l'unica fiammata di Okoye prima del finale da protagonista assoluto (7/21 dal campo con 10 punti nel secondo quarto e 8 nei 5' finali). Il terzo quarto da 10 punti segnati con 3/18 al tiro ha evidenziato invece le difficoltà dell'attacco biancorosso quando le due punte "autopromosse" per meriti acquisiti nel corso della stagione non hanno più trovato continuità. L'Openjobmetis ha però trovato nella tenuta in retroguardia la chiave primaria per non deragliare nel momento migliore della Betaland (64-57 al 34'); e quando, dopo 12 errori consecutivi da 3, la doppietta di Okoye ha rotto l'impasse perimetrale che aveva contribuito a "inchiodare" l'attacco, la squadra si è rimessa in carreggiata.
    Ancora una volta preziosi gli ultimi arrivati Larson e Delas prima del canestro-copertina di Stan: il play di Las Vegas si è preso responsabilità da protagonista segnando 5 punti pesantissimi nel rush finale (67-71 con tripla frontale e 71-73 a meno 45" prima del 2/2 del pareggio di Likhodey). Il centro ex di turno, chiamato in causa nel finale per il precoce quinto fallo di Cain, è stato il miglior rimbalzista biancorosso mettendo pezze preziose in difesa per tenere lontano dal ferro gli assalti finali della Betaland. L'impresa del PalaFantozzi, in condizioni ambientali e climatiche difficili e senza un riferimento importante come Wells, ribadisce lo spessore caratteriale del gruppo; e i risultati degli altri campi coronano l'inseguimento di Varese, che aggancia all'ottavo posto il gruppone Sassari, Torino e Cremona, ottimo viatico per alimentare l'entusiasmo alla vigilia degli scontri diretti con Reggio Emilia e Bologna. Ora servono risposte definitive sul conto di Wells: a oggi il suo recupero - e non solo per domenica - sembra improbabile. Il mercato offre svariati profili in uscita dalla G-League, quasi tutti inadatti al trapianto in un sistema corale che ha bisogno di tempi di digestione piuttosto lunghi (vedi i quasi 2 mesi di Tyler Larson). Oggi il d.g. Claudio Coldebella farà il punto: la sensazione è che per sognare i playoff serva un'aggiunta, se si troverà un rinforzo per l'oggi che potrà servire soprattutto per il domani la società è disposta a fare uno sforzo.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Con Cameron Wells ai box, toccherà ad Aleksa Avramovic e Tyler Larson provare a trascinare l'Openjobmetis ai playoff. Mentre la guardia statunitense è ancora alle prese col rebus dei tempi - attualmente indefiniti - di recupero del suo problema al polso sinistro e il d.g. Claudio Coldebella inizia a verificare le disponibilità del mercato - ma solo per un giocatore che abbia senso anche per la stagione 2018-19 - Varese si affida ai due migliori in campo nell'ultima sfida contro Pesaro per provare a fare poker domani a Capo d'Orlando.
    «Stiamo davvero pensando ai playoff, e quella sul campo della Betaland sarà una tappa importante per dare forza al nostro sogno - spiega la guardia serba Abbiamo battuto le prime 4 squadre della classifica, in questo momento siamo in forma e in fiducia e dunque è legittimo crederci. Attenzione però a non sottovalutare nessuna partita, a cominciare dalla trasferta di domani: sulla carta il nostro calendario può sembrare facile, ma per noi ogni partita è difficile se non la affrontiamo al 100 per cento dell'intensità». Di sicuro il giocatore biancorosso più migliorato tra andata e ritorno ha ancora voglia di lottare per un obiettivo importante come i playoff: «Il coach ci ha dato 3 giorni di riposo, ma molti di noi hanno lavorato individualmente anche durante la pausa. Siamo un grandissimo gruppo, a tutti noi piace dare il massimo in allenamento e metterci a disposizione di Attilio Caja. Prima della partita contro Pesaro avevo lavorato molto sul mio tiro da fuori e i risultati sono stati positivi, ora confido di riuscire a ripetermi anche in trasferta. Sicuramente la spinta del pubblico per noi è importantissima: ormai al PalA2A le presenze si sono moltiplicate e il clima è strepitoso, se dovessimo riuscire a completare la rimonta ai playoff mi aspetto gente anche sul tetto per venire ad incitarci... ».
    Chi invece sembra aver definitivamente trovato la sua nicchia nel sistema Caja è Tyler Larson, reduce dalla sua miglior prestazione in Italia (record personali i 13 punti e 7 assist totalizzati contro Pesaro) a conferma di un processo di ambientamento ormai completato: «A Liegi avevo un ruolo da protagonista assoluto, quando ho scelto l'Italia per misurarmi con un livello più alto ero consapevole che sarebbe servito un periodo di adattamento. A poco a poco ho preso confidenza con il sistema, e nelle ultime 3 partite sono riuscito ad incidere come desideravo. Il coach mi ha parlato tutti i giorni per spiegarmi cosa si aspettava da me e cosa aveva bisogno; i compagni sono stati super nell'aiutarmi e a poco a poco ho preso fiducia».
    Il play di Las Vegas è determinatissimo a inseguire fi-no in fondo il sogno dei playoff con Varese: «Nessuno di noi pensa di essere in vacanza dopo la vittoria contro Pesaro: sabato siamo andati a casa festeggiando una bella prestazione, ma poi abbiamo ripreso a lavorare forte in palestra con l'intensità e la concentrazione che ci ha contraddistinto ogni settimana. Personalmente io proverò a dare sempre una spinta importante: cerco prima di tutto di passare la palla e coinvolgere i compagni e di dare energia alla squadra». Il regista statunitense è certo che Varese affronterà con il massimo della concentrazione la trasferta di domani a Capo d'Orlando. «In questo campionato non esistono partite facili, dobbiamo sempre dare il massimo contro qualsiasi avversario, rispettando il piano partita e lottando con intensità in ogni situazione. La forza di questa squadra è quella di rispettare ogni avversario, sia essa la capolista Milano o l'ultima della classifica. Qualunque sia la squadra da battere servirà sempre un approccio aggressivo e la massima concentrazione».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Rosario Rasizza è pronto a raddoppiare il suo impegno a sostegno della Pallacanestro Varese. L'a.d. di Openjobmetis annuncia un ingresso diretto nella società di piazza Monte Grappa, lanciando il progetto Orgoglio Varese che vuole raccogliere un pool di sponsor per alzare l'asticella delle ambizioni. E lo stesso imprenditore varesino a confermare la doppia veste di main sponsor e catalizzatore di nuove risorse.
    «Quest'anno non ci sarà melina sul rinnovo della sponsorizzazione: incontrerò Claudio Coldebella per i dettagli ma siamo ragionevolmente tranquilli di proseguire a fianco della Pallacanestro Varese. E non ci saremo solo noi: c'è un gruppo di imprenditori desiderosi di condividere questa avventura. La nuova struttura, che si chiamerà Orgoglio Varese, darà un contribuito al club con un progetto almeno triennale: è giunto il momento di essere più ambiziosi, ci sono aziende della zona che hanno capito quanto sia importante per la città avere una squadra di vertice».
    L'iniziativa prevede dunque l'ingresso diretto nel capitale azionario del club?
    «Il progetto è a 360 gradi e comprende anche l'acquisto di quote della Spa affiancando il consorzio. Chi fosse interessato non esiti a contattarmi, l'idea è costruire un gruppo di imprenditori locali che ci permetta di lottare per vincere lo scudetto. Varese non dista molto da Milano sul piano geografico, l'obiettivo è riuscire a ridurre la distanza anche sul piano delle ambizioni cestistiche».
    Come giudica la stagione attuale? Spera ancora nei playoff?
    «Mi diverto ma ho ancora molta fame, non voglio essere lo sponsor di una squadra che si salva. L'ho detto anche ad Attui o Caja dopo la partita di sabato scorso: dobbiamo continuare a credere nei playoff e inseguire sino in fondo questo obiettivo. Di sicuro la squadra non aveva sulla carta le qualità tecniche delle prime 4-5 avversarie, però il carisma del coach, il carattere del gruppo e la voglia di emergere hanno fatto la differenza».
    Il progetto futuro ripartirà da Attilio Caja, allenatore che lei stima tantissimo.
    «A suo tempo non avevamo capito le decisioni del precedente CdA, che una volta raggiunta la salvezza nel 2014/15 non aveva confermato il coach. Ma come sponsor non entriamo mai nelle decisioni del consiglio. Ora, però, esprimendo la presidenza con la figura di Marco Vittorelli, e avvalendoci di un grande esperto come Toto Bulgheroni, è stata presa una decisione della quale siamo pienamente soddisfatti».
    Come valuta l'impatto di Claudio Coldebella nella gestione dirigenziale?
    «E' una persona con molta voglia di fare e tanta determinazione. Non mi esprimo sulle scelte tecniche, ma come direttore generale ha un incarico molto più ampio. Rispetto alla sua ottima carriera da giocatore, ritengo che debba ancora raggiungere la piena maturità in quel ruolo, continuando a lavorare sulla strada intrapresa. Però è una figura competente che si sta impegnando tanto; ci sentiamo spesso e chiacchieriamo molto, mi chiede consigli sugli aspetti imprenditoriali della gestione dell'azienda Pallacanestro Varese che mi sento di potergli dare».
    Per il progetto "Orgoglio Varese" quanto è importante poter contare sul PaIA2A reso più accogliente tra Led Cube e divanetti a bordo campo?
    «Per un' azienda della zona poter utilizzare il tempio della grande Ignis è una grande opportunità e una bella emozione da poter offrire ai propri clienti. La filosofia è quella dello Juventus Stadium: dobbiamo e migliorare ancora, ma ora il PaIA2A è accogliente ed elegante e ci aiuterà come richiamo per nuovi Sponsor. Faccio infine un appello al sindaco Galimberti e al neogovernatore della Lombardia, Attilio Fontana, grande tifoso biancorosso: per Varese e la provincia il basket rappresenta la storia, confido nell'attenzione delle istituzioni nei confronti della massima eccellenza sportiva affinché aiuti la città in termini di visibilità e accoglienza turistica».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Cinque vittorie in 6 giornate, tra cui 4 scontri diretti, per coronare un sogno playoff alimentato a forza di imprese compiute nella corsa a perdifiato guardandosi le spalle per mettersi al sicuro. L’Openjobmetis ormai certa del posto in serie A per il 2018-19 può celebrare la salvezza più veloce degli ultimi 4 anni: la pratica archiviata a livello aritmetico dopo 24 turni significa aver fatto meglio del Caja I (2014-15, festa alla giornata 27), del Caja II (2016-17, analogamente giornata 26) e dell’era Moretti I (2015-16, giornata 26). Dalla ripresa odierna con la doppia seduta di allenamento per riattivarsi dopo 3 giorni di vacanza si alza l’asticella, pur con un margine di errore limitato vista la necessità di rimontare 2 punti e 3 posizioni in classifica in una bagarre che coinvolge 8 squadre per 4 posti.
    Sulla carta il calendario può aiutare Varese, che ha già esaurito le sfide contro le 4 grandi Milano, Venezia, Brescia e Avellino. Il percorso delle ultime 6 gare partirà domenica da Capo d’Orlando, snodo cruciale per alimentare l’attuale serie positiva a preludio di due scontri diretti decisivi. Il 15 aprile la squadra di Caja riceverà al PalA2A la Grissin Bon Reggio Emilia, che dopo l’eliminazione dall’Eurocup insegue a sua volta la rimonta playoff contando anche su due recuperi casalinghi (uno dei quali in programma stasera). Partita da vincere con un occhio rivolto anche alla differenza canestri (all’andata -10 al PalaBigi) per presentarsi col vento in poppa il 22 aprile al PalaDozza sul campo della Virtus Bologna, all’andata corsara con beffa a Masnago (+5 all’overtime). Poi il doppio impegno casalingo contro una Brindisi ormai salva (29 aprile) e lo scontro diretto del 5 maggio con Cremona (si parte dal -8 dell’andata) prima della chiusura di mercoledì 9 maggio a Torino (-3 al Pala2A).
    In pratica la rimonta playoff passa dalle vendette rispetto alle cinque sconfitte consecutive di fine girone d’andata, e dalla necessità di guadagnare un quadro favorevole negli scontri diretti oltre a quello attuale che prevede un 2-0 su Cantù e un 1-1 svantaggioso con Sassari (meno 17 nel doppio confronto). Anche se la quota 32 punti raggiungibile con 5 vittorie - lasciando dunque un margine di errore su uno dei due scontri diretti esterni - potrebbe bastare senza bisogno di classifiche avulse e differenze canestri. Presto per studiare tabelle di marcia parametrate agli avversari visto l’alto numero di scontri diretti ancora da disputare negli ultimi 6 turni. Però il “giochino” della stima dei calendari sommando i punti delle avversarie da incontrare indica che il cammino di Varese è sulla carta il più favorevole (120 punti contro i 122 di Cantù e i 138 di Bologna: Trento ne ha 140, Sassari 154, Cremona 158 e Torino 164). Se la squadra di Caja avrà ancora benzina fisica e psicologica da gettare in campo dopo le 7 vittorie nelle prime 9 giornate del girone di ritorno, la rimonta playoff è difficile ma non impossibile...
    Giuseppe Sciascia

  • M'artagnan
    Pensando a Parravicini e alla sua tripla fenomenale che ha portato ai 100 punti ricordate un momento della vostra carriera in cui ancora giovanissimi vi siete resi conto che quella era una piccola grande soddisfazione?
    Ferrero: Per me il grande momento che posso paragonare a quello di Parra è quando ho esordito in Lega2 a Casale Monferrato. Avevo più o meno la sua stessa età quindi 17/18 anni. Ho esordito a Imola ed è stato un momento molto bello, a cui non ero preparato. Di solito l’esordio avviene quando la squadra è molto avanti, invece l’allenatore dell’epoca, Franco Gramenzi, mi ha buttato in campo alla fine del secondo quarto. Quando ho sentito il mio nome è stato un momento molto emozionante: è stata la mia prima volta in un campionato professionistico.
    Natali: A me è successa una cosa molto simile. Anche io avevo 17 anni e giocavo per la squadra della mia città, Montecatini Terme, all’epoca in A2. Ero aggregato a tutte le trasferte ma non giocavo mai. Un giorno eravamo a una partita a Capo d’Orlando e come per Giancarlo non era una situazione ben definita: non stavamo vincendo o perdendo di tanto. Insomma, non si sa come mai il mio allenatore mi abbia messo dentro ;-). Quello fu il mio esordio. Feci anche un tiro e il mio primo canestro in A2. Fu un’emozione incredibile, molto simile a quella di Parra. Abbiamo perso, ma il giorno dopo a scuola tutti che ti fanno i complimenti…
    Sempre riguardo al discorso studi e lauree, tu Giancarlo ti stai laureando mentre Nicola tu sei laureato ma so che studi lingue. Come pensate di usare le vostre lauree in futuro? Insomma, cosa volete fare "da grandi"?
    Ferrero: Onestamente non ho ancora ben capito che cosa vorrei fare ma sto studiando Economia e Managment. Si tratta di un settore a cui sono interessato e che posso applicare al basket oppure no. La mia formazione, come per Nicola, è una formazione che aiuta a crescere, ad aprire gli orizzonti, a vedere le cose in modo diverso, ti dà gli strumenti per affrontare il post carriera. Quando finiremo di giocare avremo degli strumenti in più.
    Natali: Riallacciandomi al suo discorso, neanche io so esattamente quale sarà la mia professione nel momento in cui smetterò di giocare. Ritengo comunque fondamentale, e con questo mi rivolgo soprattutto a voi giovani, il cercare di capire il prima possibile che cosa vi piace fare. Puntate tutto su quello! Leggete, informatevi, non solo in ambito scolastico, ma nel tempo libero. Oggi con internet c'è modo di approfondire e imparare moltissime cose anche da soli, a casa. Facendo questo tipo di lavoro, noi abbiamo la fortuna di non avere avuto la necessità immediata di capire che lavoro volessimo fare. Normalmente, possiamo permetterci di giocare fino ai 35 anni, così abbiamo approfittato di questi 15 anni di carriera per costruirci un futuro basato sulle nostre passioni e su quello che ci piacerebbe fare.
    Io mi sono laureato in Management dello Sport e adesso sto studiando la lingua cinese. Anche se non so esattamente quello che farò mi piacerebbe stare nel mondo del business, del management e dello sport. Conto nel giro di magari cinque anni di imparare il cinese. Basta leggere i giornali per rendersi conto che la Cina sta entrando nel mondo dello sport in maniera dominante.
    Sono tutti strumenti che spero mi serviranno in futuro.
    Chiedendo ai giocatori che aria si respirasse in spogliatoio hanno aggiunto che vivono serenamente l'esperienza a Varese perché tra compagni si è instaurata una forte amicizia. Hanno detto di stare bene assieme, di scherzare e spesso di prendersi in giro, com'è giusto che sia. Sicuramente il compagno più irrequieto è Aleksa, definito come una "trottola" carica di energia sempre pronta a saltare e cantare incomprensibili canzoni in serbo. Stando in tema di musica anche gli americani fanno la loro parte, portandosi sempre dietro le loro casse hip-pop. I compagni allora, scherzosamente: “Tyler, metti un po’ di musica?” “In che senso, volete che alzi il volume?” “No no, metti musica vera, questa non è musica!”
    Progetto VareseFansBasket con Liceo Classico Ernesto Cairoli, 
    Elisa Romano e Martina Rossato

  • simon89
    L'Openjobmetis cala il tris contro Pesaro e prova ad alzaie l'asticella degli obiettivi stagionali. La truppa di Caja festeggia davanti ai 4.365 tifosi del PalA2A la certezza aritmetica della permanenza in serie A, abbattendo con un avvio a tutto gas la resistenza dell'ultima della classe Vuelle. Varese ribadisce la forma smagliante ritrovata dopo gli stop contro Pistoia e Trento sulla base della solita ricetta fatta di intensità difensiva e scelte lucide in attacco.
    L'appeal inferiore dell'avversaria di turno rispetto alle big Avellino e Sassari non spegne la fame di gloria della formazione biancorossa, che indirizza la partita con un perentorio 26-12 nel primo quarto frutto del consueto mix di aggressività e gestione oculata dei ritmi. Di fatto Ferrerò e compagni "regalano" al fanalino di coda soltanto i primi 5' della ripresa, rientrando molli dagli spogliatoi dopo il rotondo +20 della pausa lunga; ma dopo uno 0-15 scioccante, la compagine di Caja cala nuovamente la saracinesca in difesa (8 punti subiti tra il 24' e il 34' ) e sfrutta appieno la vena balistica dello scatenato Avramovic (10/13 al tiro e 31 di valutazione in 25 ' ) per regalale un'altra serata piacevole ad un PalA2A ormai stabilmente oltre le 4.000 presenze. Anche nella giornata normale di Okoye (9 nei primi 7', poi frenato dai falli) l'Openjobmetis ha saputo trovare protagonisti alternativi in una prova comunque all'insegna della coralità (21 assist col 58% da 2 e il 43% da 3).
    Conferma importante per l'importanza di Vene negli equilibri tecnici sui due lati del campo (più 33 di plus/mì-nus in 20' per l'estone, limitato nel finale dai postumi del problema ad una caviglia accusata in settimana), mentre Larson e Delas hanno confermato di essersi definitivamente ritagliati la loro nicchia nel sistema di gioco biancoros-so. Il play del Nevada ha saputo alternate bene i tempi della manovra risultando anche pungente al tiro, mentre il lungo croato è stato un efficace regista occulto (5 assist) alimentando la vena offensiva di Avramovic (20 punti nella ripresa) per il break che ha chiuso il match tra terzo e quarto periodo.
    Vittoria nitida e mai in discussione che premia la serietà del gruppo di Caja nell'interpretare il match con la medesima concentrazione rispetto a sfide più stimolanti. Il tecnico pavese sorride a 32 denti per la salvezza aritmetica conseguita in largo anticipo e premia i giocatori concedendo tre giorni di vacanza. Ma di certo Varese non ha alcuna intenzione di staccale la spina una volta tagliato il traguardo stagionale indicato dalla società. Le 7 vittorie ottenute in 9 gare del girone di ritorno fotografano una squadra in piena salute tecnica e mentale. E i 2 soli punti di svantaggio dalla zona playoff aumentano sogni di gloria impensabili tornando con la mente all' ultimo posto al giro di boa del 14 gennaio.
    La trasferta sul campo dell' altro fanalino di coda Capo d'Orlando sarà un altro test importante per capire se Ferrerò e soci saranno in grado di alimentare ulteriormente il magic moment in vista dei successivi scontri-verità contro Reggio Emilia e Bologna. Messa al sicuro la serie A anche per il 2018-19, ora l'OJM ha la possibilità di divertire e divertirsi ancora senza affanni. Considerando quota 32 come minima per l'accesso ai playoff, il margine di errore nelle ultime 6 partite è quasi azzerato, ma la fame di questa Varese sembra insaziabile...
    Giuseppe Sciascia

  • Valeria Franco
    Nella 24° giornata di Campionato, Varese si è trovata ad affrontare la squadra di Pesaro, allenata dal coach Massimo Galli e famosa per la sua insoddisfacente posizione nella classifica (sedicesima in un elenco di sedici). Nonostante la “cattiva fama” che circonda questa squadra, essa può vantare di possedere alcuni elementi molto validi, ovvero i due americani Rotnei Clarke e Eric Mika. Questi due giocatori sono riusciti a emergere e a farsi notare, anche se non sono stati in grado di ribaltare a loro favore l’esito della serata.
    Tornando alla partita, lo squilibrio fra le due squadre era evidente. Esse inizialmente hanno utilizzato il medesimo schema difensivo: la difesa a zona, ma sebbene quella di Varese fosse inscalfibile, quella di Pesaro ha concesso molte opportunità alla squadra avversaria, che le ha colte e sfruttate per segnare numerose volte. Al contrario, per quanto gli attaccanti di Pesaro si sforzassero di spezzare la difesa avversaria ci sono riusciti soltanto in rare occasioni. Varese si è trovata per tutta la partita in forte vantaggio grazie alla sua forte difesa e ai suoi aggressivi attaccanti, che sono stati in grado di mettere in risalto fin da subito le loro abilità, portando gran beneficio alla squadra.
    Il giocatore che più è riuscito a emergere, vincitore del titolo MVP, è stato il serbo Aleksa Avramovic: numero 4 e guardia di Varese. Avramovic ha dato mostra delle sue abilità sia in attacco che in difesa esibendo molteplici assist e numerose barricate difensive ben riuscite e regalando alla squadra la bellezza di 29 punti.
    A metà partita si poteva già intuire il futuro successo della squadra varesina, infatti il tabellone segnava: 48 a 28. Nonostante il vantaggio, però, i Bianchi di Caja hanno deciso di modificare il proprio schema difensivo nel mezzo della partita e di trasformarlo in una marcatura a uomo, più diretta e aggressiva contro i singoli attaccanti. Sebbene questo modello inizialmente sembrava funzionare a breve ha lasciato spazio a Pesaro per una lieve ripresa, soprattutto durante il penultimo atto. In questo tempo la squadra di Varese ha perso l’energia con la quale era entrata in campo, forse perché dava già per scontata l’imminente vittoria. Resta di fatto che gli attaccanti di Pesaro hanno colto l’occasione per risanare un poco il loro risultato, anche se non sono riusciti ad affiancare quello avversario. Alla fine del terzo tempo si sono trovati con un punteggio di 62 a 47 per Varese.
    La partita si è conclusa con un 88 a 68, decretando così la vittoria di Varese che, dopo una breve parentesi, è riuscita a ristabilire il proprio prestigio e a sopraffare definitivamente l’avversario.
     
    Progetto Varesefansbasket con Liceo Classico “Ernesto Cairoli”,
    Valeria Franco

  • M'artagnan
    Varese 88-68 Pesaro nella 24° giornata di Campionato
    Stasera al Pala2a una Openjobmetis più che carica. Al fischio d’inizio gli avversari di Pesaro rubano la palla al quintetto base varesino (Cain, Vene, Larson, Okoye, Wells). Si fa da subito notare un prepotente Mika che è il primo a segnare, ma le sorti sembrano scritte fin dall’inizio: segue un fantastico assist di Larson che porta Vene, ormai perfettamente inserito nella squadra, a segnare i primi punti per Varese. Il giocatore si fa vedere tra triple, liberi e assist.
    Dunque un ottimo inizio per i ragazzi di Caja che al primo time-out chiesto da Pesaro, si trovano in una posizione già vincente con i loro 13 punti contro i soli 4 degli avversari. Riprende la partita, neanche Okoye sta con le mani in mano. E’ perfetto il gioco di squadra, sia in difesa che in attacco. Continuano gli assist, non si ferma neanche Cain, anche se non brilla come le altre volte.
    Per Pesaro non è una partita facile. Perde palla più volte, traballa sotto canestro e fallisce nella difesa, ma non mancheranno piccoli momenti di gloria. Il primo quarto si chiude con un -14 di Pesaro sui 26 punti di Varese.
    Il secondo quarto non sembrerebbe aprirsi nel migliore dei modi: fallo di Tambone e canestro di Ancelotti. E’ a questo punto che si sveglia un Avramovic più scattante che mai. Prende la palla sotto il canestro avversario, comincia a correre e non si ferma prima di aver segnato i primi 2 dei suoi 29 punti, che gli valgono ancora una volta il titolo di MVP. Senza che i tifosi abbiano il tempo di realizzare questa azione, corre di nuovo alla rete e tira dalla linea da tre.
    E’ ovvio il time-out chiesto da coach Galli che vede la propria squadra in difficoltà. Siamo a 33-16 per l’Openjobmetis. Alla ripresa, sono ancora molti i tentativi di attentato al canestro difeso da Varese, ma praticamente sempre vani, demoralizzati da un Aleksa, ogni minuto più deciso, che regala alla squadra continui assist e punti. Tra gli avversari comincia lentamente a farsi notare Clarke che subisce il primo fallo di Avramovic e segna, con i 2 liberi che gli sono concessi dalla lunetta. Saranno suoi i momenti migliori nel terzo tempo di Pesaro, nonché nell’intera partita. Il secondo quarto si chiude sul suono della sirena con 2 punti di Wells che alzano il bilancio a +20 per la squadra di casa.
    Si ricomincia. Buona la stoppata di Wells, ma la palla è ripresa da Mika che la passa a Clarke. Ed è subito tripla. Ne seguono altre due, segnate da un impazzito Clarke. Varese chiede il time-out sui 48-40. La situazione si fa più critica. La squadra di Galli si porta a -5. Ma è solo una “fiammata” come affermato da Caja in conferenza stampa: infatti arriva Larson a salvare la situazione con una bella tripla e a rinforzare l’animo all’Openjobmetis. Ora tutto sembra ristabilizzarsi per Varese. Assistiamo a bei tentativi di Vene e Avramovic in difesa. Pesaro è di nuovo in difficoltà: chiede il time-out. Il terzo quarto si chiude a 62-47 per i varesini.
    Palla agli uomini di casa per l’ultimo quarto. E’ un susseguirsi di falli subiti da Varese, a partire da Omogbo su Vene, passando per Serpilli su Delas e così via. Avramovic continua a far sognare insieme ai suoi unitissimi compagni di squadra. Con una tripla di Larson si raggiungono gli 80 punti contro i 55 avversari. Avra segna i suoi ultimi punti toccando gli 87-62, a cui andrà aggiunto sono un tiro libero di Delas per gli 88 punti finali. La squadra avversaria chiude invece a -20. Per finire in bellezza, coach Caja, che si dice orgoglioso del lavoro svolto dai suoi, decide di far giocare due giovani promesse, Seck e Bergamaschi.
    Martina Rossato
    progetto liceo classico "E. Cairoli" con Varesefansbasket

  • banksanity6
    E’ una partita dominata per lunghi tratti, fatta eccezione l’inizio del terzo quarto con un parziale di 15 a 0 a favore dei pesaresi, quella che si svolge sotto le volte di Masnago alla vigilia di Pasqua. Varese parte fortissimo e mette subito la VL a distanza di sicurezza e non la fa più rientrare in partita nonostante una prestazione sotto tono, per come ci aveva abituato, di Okoye ma come ormai accade sovente se all’appello manca un protagonista ne emerge un altro e questa volta tocca ad Avramovic essere assoluto mattatore dell’incontro. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic  9 : esce dalla panchina e si capisce subito che questa può essere la sua serata; assatanato difende come un ossesso e trasforma in oro praticamente quasi ogni pallone che tocca. RE MIDA
    Bergamaschi S.V.
    Natali S.V.
    Vene  7,5 : resta in campo solo 20 minuti ma quando c’è si vede e si sente (clamoroso il suo plus/minus di +33). E’ il vero collante del quintetto e stasera ci abbina anche ottime scelte di tiro ripagate dalle percentuali. Unica nota negativa il suo problema alla caviglia (che si era presentato già in settimana) che non gli ha permesso di fare il giro d’onore. Incrociamo le dita e speriamo che per la trasferta a Capo il Vichingo risponda presente. GLADIATORE
    Okoye 6 : Stan parte a spron battuto come ormai ci ha abituato ma poi limitato dai falli, coach Caja gli regala una partita con molti minuti in meno rispetto ai suoi standard e così facendo molto probabilmente non trova mai il suo ritmo ed è quindi autore di una prestazione "normale".THE INVISIBLE MAN
    Seck S.V.
    Tambone 5 : prestazione sotto tono per il play nato a Graz che non riesce mai ad entrare pienamente in partita e a dettare i tempi di gioco tant’è che resta in campo per soli 10 minuti e il suo tabellino rimane praticamente immacolato. LAVASBIANCA
    Cain  7 : altra partita solidissima dove sfiora l’ennesima doppia doppia E dove lotta sempre ed è pronto a trasformare palloni provenienti dalla spazzatura in 2 punti o assist preziosissimi. Forse soffre troppo Mika nei suoi movimenti in post basso. GARANZIA
    Delas 7,5 : Mario da Spalato sta ritrovando la condizione fisica e conseguentemente i suoi movimenti da centro puro che non poteva aver dimenticato improvvisamente. Ma in campo fa molto altro: mette 2 tiri dalla media essendo stato colpevolmente battezzato dalla difesa marchigiana, difende bene sul suo diretto avversario e smazza 5 assist come fosse un play puro. REGISTA OCCULTO
    Ferrero 5 : serata non certo memorabile quella del capitano che ha un impatto tutt’altro che positivo sia in attacco che nel suo marchio di fabbrica e cioè in difesa. Ce la mette comunque tutta e questo gli va riconosciuto ma oggi è una voce fuori dal coro. STONATO
    Wells 6,5 : Cameron questa sera è autore di una partita ordinata dove ha il suo picco di rendimento nei primi 2 quarti per poi lasciare il ruolo da protagonista ad altri. Sicuramente ha l’intelligenza di capire che, essendo le sue polveri bagnate, è meglio non strafare. RAUDO
    Larson 7,5 : da quando la combo a stelle e strisce è sbarcata a Malpensa questa è sicuramente la partita in cui è riuscito ad esprimersi ai più alti livelli. Mostra a tutti quello che è il suo pezzo forte e cioè uno step back ubriacante che spedisce sistematicamente al bar il suo avversario per poi rifilargli una bomba in faccia. Ordinato e ispirato in cabina di regia dispensa sulle ali dell’entusiasmo 7 assist. SPIELBERG

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