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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis regala emozioni e spettacolo ai 4.200 presenti all'Enerxenia Arena. La truppa di Attilio Caja schianta Brindisi con la forza della sua difesa di granito, fermando a quota 4 la serie positiva dei lanciati pugliesi, e regala al folto e "rombante" pubblico di Masnago la miglior prestazione delle prime 7 settimane del 2018/19. Quarto sigillo consecutivo per i biancorossi, che rispondono all'appello del coach relativamente all'importanza della partita che chiudeva il primo ciclo di 14 gare tra Italia ed Europa; e il terzo posto in classifica dietro le due big Milano e Venezia (sul cui campo l'OJM sarà ospite alla ripresa del 9 dicembre) fotografa al meglio la capacità dei biancorossi di capitalizzare la qualità dei primi tre mesi di lavoro agli ordini di "Artiglio".
    Varese costruisce la sua superiorità con un'altra partenza a razzo, fratto di un approccio mentale feroce nel rispetto delle consegne difensive e della capacità di leggere perfettamente le situazioni tattiche per capitalizzare la sua superiorità tisica nel pitturato. Una partita condotta con maturità e vinta con autorità anche in una serata non certo esaltante dall'arco (9/30 da 3 "sporcato" con lo 0/7 dei 10' finali); merito di un collettivo mai così efficace nella ricerca delle soluzioni interne ad alta percentuale (62% da 2 e ben 23 assist).
    La gente di Masnago va giustamente in visibilio per le accelerazioni di un Avramovic inarrestabile dopo l'intervallo (13 nei secondi 20'), ma la palma di MVP va all'uomo-squadra per eccellenza Scrubb (7/8 al tiro, 10 rimbalzi e il silenziatore messo alla chiave pugliese Chappell). E nelle pieghe della sontuosa prova corale biancorossa spiccano anche la regia accorta di Moore (9 assist e un gran lavoro sul bomber ospite Clark) e l'abituale volume interno prodotto da Cain (altra "doppia-doppia" con 12 rimbalzi e 2 stoppate pur con qualche errore di troppo da sotto).
    Insomma una OJM che sulla base di un volume di gioco davvero sostanzioso (108-73 la valutazione statistica) trasmette sensazioni forti ad un'Enerxenia Arena ricca di VIP, a parti- re da un big della politica come Giancarlo Giorgetti piacevolmente coinvolto dall'atmosfera di entusiasmo a sostegno della squadra di Caja (presente anche il doppio ex di turno O.D. Anosike). L'unica nota negativa della serata riguarda l'infortunio muscolare che ha bloccato Giancarlo Ferrero: problema alla coscia destra da valutare oggi, la pausa per la Nazionale (riposo da mercoledì al 3 dicembre per il gruppo biancorosso; oggi Avramovic e Scrubb si uniranno a Serbia e Canada) attenuerà il peso del problema.
    Il perentorio successo contro Brindisi permetterà all'OJM di staccare la spina con tante certezze sullo spessore tecnico e caratteriale del grappo; con la tavola apparecchiata per puntare a Final Eight di Coppa Italia e playoff di FIBA Cup, si ragionerà in maniera lucida e serena sull'opportunità di rinforzarsi sacrificando un elemento gradito a compagni e tifosi come Pablo Bertone.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Quarto successo di fila per Varese che stasera riesce a vincere anche contro la legge degli ex (grande accoglienza per il ritorno di Adrian Banks che forse, perché toccato nel profondo, ci mette quasi 2 quarti per iniziare a giocare ai sui livelli). Il secondo reduce degli “Indimenticabili” Rush fa vedere di essere cresciuto cestisticamente ma loro 2 non possono bastare per tenere in vita una Happy Casa che deve soccombere d’innanzi ad una OpenJobMetis che si issa prepotentemente al terzo posto della classifica dominando la partita dall’inizio alla fine senza dare mai l’impressione di poterla perdere. Ma veniamo alle valutazioni :
    Archie 6,5 : partenza a razzo per Dom che nel primo quarto fa letteralmente la voce grossa sia in attacco che in difesa con la solita stoppata siderale. Poi si adagia e nei 3 quarti restanti si limita a sparacchiare a salve da lontano. BARITONO
    Avramovic 7,5 : Aleksa ha una partenza tutt’altro che favolosa e nel primo tempo, nonostante il suo speed gli regali spesso e volentieri il vantaggio sul suo marcatore, manca poi nell’atto finale e cioè quello di buttare la palla dentro al cesto. Dopo il riposo lungo invece rientra in campo trasformato diventando praticamente perfetto in entrata sfruttando al meglio la sua reattività. Rivedibile per quel dato ormai diventato una costante del tiro dalla lunga che stasera fa registrare un 1 su 5.  MIG
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 6,5 : prestazione che non viene raccontata bene dalle fredde cifre; a parlare per lui c’è però il plus-minus che recita un tonante +17. Ciò significa che non ha fatto certo rimpiangere Cain e che il suo impatto sull’incontro è stato tutt’altro che esiguo. KILLER SILENZIOSO
    Natali 6 : poco più di 10 minuti di utilizzo nei quali prende 3 triple aperte che però non vanno a segno. Realizza un unico canestro da 2 e poi si sbatte al solito difensivamente. COMPARSA
    Scrubb 8 : partita totale se ce n’è una quella dello “spazzino” che all’unanimità vince anche il titolo di MVP di serata. Senso della posizione, intelligenza cestistica sopraffina, braccia lunghe ne fanno un giocatore che qualunque allenatore vorrebbe avere nel proprio roster. TIRAMOLLA
    Verri N.E.
    Tambone 7 : buonissima anche la prestazione di Matteo che, sia in fase di regia, che in fase realizzativa (quasi perfetto con un solo errore dal campo) da dimostrazione di costante crescita. MATURO
    Cain 7 : il centrone a stelle e strisce questa sera è meno chirurgico rispetto all’ultima prestazione sul campo della Vanoli, infatti diverse correzioni, in particolare nella prima parte della sfida di stasera, non vanno a segno. Poi quando la partita è segnata da un divario ampio, riesce a ritrovare efficacia e quando vai a guardare il tabellino a fine partita scopri quasi con sorpresa che anche oggi ha fatto segnare una doppia doppia. CERTEZZA
    Ferrero 6,5 : partenza con il piglio giusto quella del capitano che sembra essere in serata ma purtroppo dopo pochi minuti di utilizzo deve fermarsi ai box per un problema muscolare, speriamo risolvibile in tempi brevi. PIT STOP
    Moore 7,5 : vero direttore d’orchestra che riesce a servire assist davvero invitanti e spettacolari per mettere in ritmo i suoi compagni. Non sarà una prima punta ma un play vero si. VON KARAJAN
    Bertone 6 : prestazione di difficile valutazione perché in 4 minuti di utilizzo quasi non riesci nemmeno a scaldarti, ma nel complesso, quando è rimasto in campo, non ha commesso errori. EMARGINATO

  • simon89
    L'Openjobmetis mette il punto esclamativo sul percorso della prima fase di FIBA Europe Cup. La compagine di Attilio Caja vendica con gli interessi il meno 8 dell'andata contro l'Alba Fehervar (senza gli infortunati Cartwright e Lorant) e chiude al primo posto il suo girone della prima fase. Ora i biancorossi aspettano Sassari, Groningen e Larnaca, avversarie del secondo step al via dal 12 dicembre, con l'obiettivo di continuare a far strada in Europa per rodarsi al meglio in chiave campionato.
    Ossia come è accaduto ieri, quando a rompere l'impasse di una partita povera di spunti per 25' è stata l'energia e la carica della panchina, quella che in serie A fatica a mantenere la stessa produzione offensiva dello starting five. Ieri Caja ha preservato i titolari (solo 16' per tutti e cinque gli uomini di partenza) e chiesto gli sforzi principali al secondo quintetto, che ha vibrato il clamoroso parziale di 30-3 con cui l'OJM ha spazzato via la resistenza degli avversari. Protagonista assoluto Pablo Bertone, top-scorer con un secondo tempo da 14 punti e una presenza tecnica e mentale da assoluto protagonista: l'italo-argentino in modalità "Bello di Notte" stile Ferrero versione 2015/16 si gode gli applausi personalizzati dell'Enerxenia Arena all'uscita dal campo, chissà se sarà un segnale anche per il club in vista delle riflessioni di mercato della pausa...
    Molto bene anche la regia di Tambone, graffiante in difesa ed ispirato al tiro, e molto positivo anche l'impatto sui due lati del campo di lannuzzi, determinante in coppia con Cain nel garantire all'OJM il predominio dei cristalli che alla distanza ha acceso il motore del contropiede. Stavolta è stata la panchina a dare la scossa ai biancorossi, che hanno segnato 39 punti negli ultimi 15' trovando ritmo offensivo (10/25 da 3 di cui 6/13 nella ripresa). Il terzo successo consecutivo festeggiato convivialmente nella cena di squadra al "Muccala" - tutto a carico di Andrea Conti, che aveva scommesso con i giocatori in caso di vittoria esterna a Cremona - permette all'OJM di implementare l'entusiasmo in vista dell'importante sfida di domenica contro Brindisi. Con i titolari preservati e i cambi galvanizzati dalla prova di ieri, ci sono tutte le condizioni per provare ad allungare la striscia vincente...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La base del sistema è la difesa, ma la chiave dei risultati è l'attacco. Il rendimento dell'Openjobmetis è legato a filo doppio alla produzione offensiva: la vittoria esterna di Cremona - la prima stagionale in campionato lontano dall'Enerxenia Arena - ribadisce un trend chiarissimo in questi primi mesi della stagione. Nelle 11 gare disputate tra Italia ed Europa, Varese ha superato 6 volte quota 80 punti segnati con un percorso netto di 6 vittorie in tutte le occasioni in cui l'attacco ha girato bene; al contrario ha vinto una sola gara (78-66 contro Trieste) tra le 5 terminate sotto la soglia degli 80 realizzati.
    Dato significativo ma comunque da sviscerare, nella misura in cui è l'aggressività della difesa la miglior spinta per l'attacco biancorosso: domenica al PalaRadi, infatti, la squadra di Attilio Caja ha prodotto tanto bottino tra ripartenze da palla recuperata e rimbalzi d'attacco, abituali risorse fondamentali del suo fatturato offensivo a Masnago. Se Varese graffia in retroguardia e riesce a trovare punti in contropiede primario, la sua produzione di punti dipende meno dall'esito delle soluzioni balistiche dall'arco alle quali sono legate principalmente le sue fortune (38,7% nelle 4 vittorie in Italia e 27,3% nelle 3 sconfitte in campionato). Dunque, se l'OJM difende con energia, riesce a spingere sull'acceleratore e riesce a costruire trame lucide convertendole con precisione, è in grado di sbancare il campo dell'attuale terza forza del campionato e competere fino al 38' contro la potenziale terza forza della serie A.
    Le partite contro Avellino e Cremona - con in mezzo la corroborante vittoria di Oporto - hanno ribadito che la Varese costruita secondo i dettami di Attilio Caja ha qualità e organizzazione per provare a competere anche in quest'annata per la metà alta della classifica. Ad oggi l'unico problema sul quale riflettere in chiave mercato rimane lo scarto elevato tra il rendimento offensivo del quintetto base e l'apporto delle rotazioni.
    Lo starting five fattura più di tre quarti dei 77.8 punti di media ( Avramovic 16.4, Archie 13.0, Cain 11.5, Moore 10.4 e Scrubb 9.7), mentre dalla panchina ne arrivano poco più di 18 (Ferrero 5.6, Tambone 4.7, Iannuzzi 3.0, Natali 2.5 e Bertone 1.3). Tutti sono utili alla causa difensiva, ma il blackout balistico sul primo giro di cambi in tutti i ruoli che ha vanificato i maxi-break iniziali delle ultime due trasferte (7-21 in Portogallo e 2-21 a Cremona) è indicativo della differenza di pericolosità offensiva.
    Per questo l'OJM tiene gli occhi puntati sul mercato degli esterni, riservandosi di ragionare nella pausa di campionato e FIBA Europe Cup, da lunedì prossimo al 9 dicembre, se spunterà il profilo ad hoc nel ruolo di guardia per dare a Caja un sesto uomo di impatto tecnico e fisico. Statistiche alla mano, Varese è seconda nelle triple tentate (29,1 di media, solo Cremona a quota 32 usa di più il tiro da 3) e ultima nei viaggi in lunetta (16,0 a partita): un cambio di guardie e ali che abbia fisico e capacità di attaccare il ferro completerebbe al meglio il puzzle biancorosso.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis rompe il digiuno esterno in campionato. Prima vittoria da ex al PalaRadi per Attilio Caja, perfetto direttore d'orchestra del collettivo biancorosso nella sfida a distanza tra filosofie contrapposte con Meo Sacchetti. Varese cancella lo scivolone casalingo contro Avellino tornando ad esultare in trasferta dopo quasi 7 mesi (ultimo hurrà datato 22 aprile a Bologna) grazie ad una eccellente prestazione difensiva, marchio di fabbrica del basket di "Artiglio": i biancorossi negano il gioco interno agli esterni della Vanoli e piazzano un perentorio 21-2 iniziale a suon di ripartenze. Poi però la Vanoli accende la macchina delle triple (17/41 totale dopo l'1/8 del primo quarto) e costringe a sudare fino all'ultimo una OJM lucida e matura nell'impostare le sue cadenze sincopate sull'asse portante tra la regia lineare di Moore e la presenza dominante del mastodontico Cain.
    La difesa ospite tiene sotto ritmo una squadra votata all'attacco come Cremona, mentre le esecuzioni a metà campo trovano finalmente riscontri positivi dall'arco nella ripresa (6/13 da 3 dopo il 3/16 dei primi 20' giocati "contro sole": cara Lega Basket, dopo il pasticciaccio del derby di Natale alle 17, non sarebbe meglio evitare di programmare partite alle 12 su campi dove la luce che entra dai finestroni riporta ai climi delle palestre di provincia di 50 anni fa?)
    Una vittoria costruita con l'impostazione tattica di Caja e l'interpretazione agonistica di un gruppo che finalmente ha messo in campo lo stesso piglio difensivo graffiante mostrato finora soltanto in versione Enerxenia Arena. Ma anche una dimostrazione di solidità tecnica e caratteriale che ricalca sotto molti aspetti i temi della vittoria di mercoledì ad Oporto, compreso il passaggio a vuoto del secondo quarto con l'impatto negativo del secondo quintetto, ribadendo l'efficacia del "sistema Varese" quando tutti gli elementi dello starting five rendono ben sopra la sufficienza.
    L'uomo chiave del sistema è Dominique Archie a fare la differenza per l'OJM: l'ala ex Capo d'Orlando, cresciuto in termini di condizione e allo stesso tempo di convinzione, dà garanzie come terminale a metà campo per non dipendere in tutto e per tutto dalle serpentine di Avramovic. L'ambiente biancorosso ha saputo capitalizzare al meglio le positività della prestazione contro Avellino, riproponendo lo stesso approccio della positiva ma sfortunata gara di domenica. E le due vittorie esterne di Oporto e Cremona soffiano un forte vento nelle vele biancorosse verso le due gare casalinghe contro Alba Fehervar e Brindisi.
     Lo spareggio per il primo posto europeo di mercoledì e la sfida di alta classifica contro l'Happy Casa degli ex Vitucci e Banks domenica sono occasioni da cogliere per spianarsi la strada verso Top 16 di FIBA Cup e Final Eight di Coppa Italia. Poi la pausa servirà a scegliere con calma quel sesto uomo di impatto che dovrà ridurre l'attuale gap offensivo troppo elevato tra starting five e secondo quintetto.
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    L'Openjobmetis stacca il pass per la seconda fase di FIBA Europe Cup sbancando con un sontuoso 16/30 da 3 il campo del Porto. La truppa di Attilio Caj a gioca una partita solida e allo stesso tempo scintillante, e pianta il vessillo biancorosso al Pavilhao Dragao Caixa uscendo tra gli applausi della cinquantina di tifosi al seguito de "Il Basket Siamo Noi".
    Varese si giocherà dunque il primo posto del girone F nel turno conclusivo di mercoledì prossimo contro l'Alba Fehervar (servirà ribaltare il -8 dell'andata in Ungheria). Prova confortante per quantità abbinata alla qualità per i biancorossi, che cavalcano la serata brillante al tiro di Moore e la concretezza di un Archie sempre più padrone del sistema Caja. E dopo un impatto rivedibile nel primo tempo che dilapida il +14 del 7', la panchina dà grande energia nella ripresa per riaccendere il motore ingolfato nella seconda frazione. Bene lannuzzi e Bertone nella fase iniziale del terzo quarto, con l'oriundo - pur se in discussione da parte del club, tra le ipotesi spuntata la pista del ceco Klyznik in prestito da Venezia - che tiene il campo con autorità senza sentire il peso psicologico del possibile taglio.
    Il match in terra portoghese conferma la solidità deh' impianto di gioco quando il collettivo produce soluzioni ad alta percentuale per tutti: i 5 uomini in doppia cifra col 66% da 2 e il 53% da 3 sono indice di una prova offensiva scintillante dopo tante giornate "magre" lontano dall'Enerxenia Arena. Tanta benzina psicologica nel motore in vista della trasferta di domenica a Cremona: Varese rientrerà oggi e da domani inizierà a preparare la sfida alla terza forza di Meo Sacchetti. Le prossime tre sfide con Vanoli, Alba Fehervar e Brindisi daranno un indirizzo fondamentale alle prospettive dell'OJM per Europa e Coppa Italia prima della pausa per la Nazionale che servirà per fare il punto a bocce ferme.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia ad un rinforzo sul perimetro. 
    Anticipati i tempi delle valutazioni rispetto all’idea di riflettere a bocce ferme durante la pausa per le Nazionali: definitiva la bocciatura di Pablo Bertone da parte di Attilio Caja dopo le due-azioni-due nelle quali è rimasto in campo contro Avellino (una palla persa e una tripla subita dall’uomo su cui difendeva), e la successiva “consacrazione” pubblica del problema nella conferenza stampa del dopo gara («Non riesco a farlo rendere»).
    Varese cerca dunque da ieri un sostituto dell’esterno oriundo, ingaggiato in estate per essere il sesto uomo di impatto dietro i 5 titolari stranieri, e scivolato al decimo posto nelle rotazioni di “Artiglio” (9 punti in 37’ totali con 4/15 al tiro nelle 6 gare di campionato disputate in maglia OJM).
    La partita contro la Sidigas ha ribadito la solidità dell’impianto di gioco disegnato dal tecnico pavese col personale scelto in estate; per evitare di dipendere sempre dalle magie di Avramovic o dalle percentuali nel tiro dall’arco, serve però un “ritocchino” che aumenti il potenziale offensivo della squadra senza stravolgerne la mentalità operaia.
    Di fatto un elemento che accetti di partire dalla panchina con costi adeguati, anche se c’è disponibilità per uno sforzo superiore rispetto all’uscente Bertone, che comunque resta in organico fino all’arrivo del sostituto (oggi in partenza per Oporto insieme alla squadra per la trasferta di domani in FIBA Europe Cup).
    Il discorso economico e di responsabilità sembra escludere in partenza la suggestiva ma difficilmente praticabile ipotesi del ritorno di Dominique Johnson: posto che Pistoia lo lasci libero, cosa che al momento non sembra affatto scontata, l’ex biancorosso avrebbe le atout tecniche adatte ma dovrebbe calarsi in un ruolo non suo.
    La ricerca di Andrea Conti è concentrata su una guardia che abbia fisico, potendo magari dare minuti anche in ala piccola, dove di fatto Bertone non è mai stato utilizzato e al di là della partita jolly di Natali contro la Sidigas c’è rischio di “tirare il collo” a Scrubb.
    Ma anche gambe fresche per saltare l’uomo e aiutare il canadese a migliorare le sue percentuali dall’arco (30,8% da 3 contro il 53% del 2017/18 ad Avellino) creandogli tiri più aperti e togliendogli attenzioni delle difese come accadeva lo scorso anno in Irpinia.
    Scartata già la settimana scorsa l’ipotesi Stojanovic, considerato troppo ala e poco guardia oltre che troppo amante della palla in mano, nessuna delle piste americane ed europee vagliate finora sembra combaciare alla perfezione all’identikit disegnato da Attilio Caja.
    L’unica situazione intrigante, ma da esplorare in maniera approfondita valutandone costi ed effettiva fattibilità, potrebbe essere quella dello sloveno Blaz Mesicek: il 21enne esterno lo scorso anno a Brindisi dove ha totalizzato 9,9 punti e 2,4 rimbalzi, è tornato in patria all’Olimpia Lubiana dove viaggia a 8,0 punti e 2,0 assist in Champions League. Un “Simil-Avramovic” di 197 centimetri - pure mancino come il serbo - che partirebbe come suo cambio ed eventualmente il prossimo anno esserne il sostituto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobnietis paga a caro prezzo quattro errori fatali contro Avellino. La fortezza Masnago cade per la prima volta nel 2018/19 : alla formazione di Attilio Caja non basta una prova gagliarda per 38 minuti per aver ragione di una Sidigas trascinata prima dall'infuocato Cole e poi dal pungente Nichols.
    Individualità da Eurolega contro un collettivo ben oliato che produce gioco (60% da 2) ma non punti: anche stavolta è la poca precisione dall'arco a condannare Varese, inchiodata dal 9/33 da 3 e soprattutto dai 4-errori-4 consecutivi sul 75-76 nel momento migliore della difesa di casa. Grande rammarico per i biancorossi, penalizzati da 4 errori da matita rossa negli ultimi 5 attacchi di una gara giocata col piglio giusto.
    Due perse evitabili di Archie e Moore, un tiro senza costrutto del play di casa e la linea laterale calpestata da Scrubb sull'ultimo assalto a meno 4: dopo aver perso 5 palloni in 38', l'OJM ne regala 3 decisivi ad una Sidigas imbrigliata nel suo "run&gun", ma capace di punire egualmente i padroni di casa con un brillante 13/30 da 3. E in particolare di ribaltare l'abbrivio favorevole che Varese si era costruita con il solito Avramovic e la "matta" Natali (10 in 11' per l'ala toscana) sul 61-54 del 28' ; i 4 piccoli proposti da Vucinic hanno esaltato l'atipicità della Sidigas, e nonostante i 34 punti in area di Varese contro i 26 degli irpini la partita è girata li, prima di quel finale a martellare i ferri da 3 e a sprecare gli assalti finali con gestioni poco lucide.
    L'Openjobmetis ha dato tutto sul piano agonistico, ma ha pagato la serata poco brillante dell'ex Scrubb e la gestione rivedibile del finale di Moore (troppo tenero su Cole in un primo tempo da 19 punti e 4 assist). Alla fine la compagine di Caja esce egualmente tra gli applausi dei 4200 presenti, ma resta la sensazione di una "incompiuta" a dispetto del grande impegno profuso.
    Se sul fronte "extracampo" la notizia migliore della serata - ben più importante del risultato negativo sul parquet - è la garanzia di rispettare nei tempi previsti l'impegno assunto la scorsa primavera al di là delle evoluzioni in corso sul fronte "Orgoglio Varese", la partita di ieri sera indirizza l'OJM verso precise direzioni sul mercato. Le risposte di Iannuzzi sono positive anche in pochi minuti, al contrario dell'impatto di Bertone che Caja boccia (definitivamente?) dopo un minuto e una persa.
    La Varese capace di far soffrire fino in fondo una candidata alle semifinali come la Sidigas è una squadra che gioca, lotta e si applica; ma ancora una volta raccoglie solo in parte le energie prodotte per una produzione offensiva troppo modesta e in larga parte monocorde al di là delle scorribande di Avramovic. Per distillare qualità dalla quantità, serve almeno un altro esterno (tra guardia e ala piccola) creativo dal palleggio e con gambe fresche - identikit che non corrisponde a quello di Stojanovic - per non dipendere sempre e comunque dalla roulette russa del tiro dall'arco.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Per la prima volta quest’anno Varese deve capitolare tra le mura amiche avendo di fronte una delle squadre favorite per competere fino in fondo per il titolo. Gli irpini che hanno tra le loro fila profili che fino all’anno scorso militavano in Eurolega però non hanno vita facile e hanno la meglio grazie soprattutto al maggior talento e all’esperienza dei suoi singoli, il “sistema” cajano questa volta deve alzare bandiera bianca ma i suoi soldati hanno venduto cara la pelle. Ma veniamo alle valutazioni :
    Archie 6 : voto che per tutto quello espresso durante il match va un po’ stretto all’ala forte di colore ma che poi deve fare i conti con una delle 2 palle perse che segnano in maniera indelebile l’esito dell’incontro, un passaggio molle che fa scattare il contropiede degli ospiti e che virtualmente assegna i 2 punti. VORREI MA NON POSSO
    Avramovic  7 : finalmente il serbo torna a giocare in modo efficace in particolare attaccando il ferro anche perché la serataccia da fuori lo colpisce in pieno. In ogni caso è lui che alimenta sempre le fiammate della sua Varese che però purtroppo si spegne sul più bello. BENZINA
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 6 : partita onorevole per il lungo che ha fatto rifiatare Cain senza farlo rimpiangere troppo; piglio deciso e volontà di perseguire il piano partita anche con un avversario intimidatorio come Ndiaye. ONESTO
    Natali 7 : Nicola dimostra che, dopo la bella prestazione di coppa, anche in campionato può essere un fattore e infatti ha un impatto molto solido e concreto anche contro avversari di un ottimo livello fisico e tecnico. Tenace in difesa, ficcante in attacco, viene fatto sedere forse prematuramente dal coach dopo una palla persa in maniera ingenua ma forse, visto il trend, andava cavalcato fino in fondo. PULEDRO
    Scrubb 5,5 : solito uomo ovunque nelle retrovie pronto a tuffarsi su ogni pallone per farlo suo ma dall’altro lato del campo è assolutamente con le polveri bagnate soprattutto col tiro oltre l’arco dei 6 e 75 e certi tiri aperti non può permettersi di sbagliarli. SCACCIACANI
    Verri N.E.
    Tambone 6,5 : anche lui si ascrive alla lista di quelli che da lontano stasera non ci hanno preso ma se in attacco non fa meraviglie è in difesa dove da il meglio della sua prestazione riuscendo a difendere in modo quasi impeccabile sul funambolico Cole. STOPPER
    Cain 7 : anche stasera il centrone a stelle e strisce dimostra di essere sempre sul pezzo anche se quei 2 appoggi da sotto sbagliati di molto sono li a gridare vendetta visto che non sono errori comuni per il buon Tyler. In ogni caso fa registrare una doppia doppia che ne certifica l’affidabilità. ASSICURATORE
    Ferrero 5,5 : partita abbastanza in sordina quella del capitano varesino che non entra in nessuna statistica del tabellino ma il suo impatto non si può definire del tutto negativo visto che alla voce plus/minus si legge un riscontro positivo. ANONIMO
    Moore 5 : difficile assegnare il voto al play di Philadelphia; è quello che alla fine dei conti ha la miglior percentuale da fuori con un 4 su 9 ma sono capitali gli errori nei 2 minuti finali dove, in stretta collaborazione con i lunghi, è protagonista di 2 perse che alla fine fanno la differenza tra vittoria e sconfitta. Vero è che quando è costretto a forzare per prendersi delle conclusioni allo scadere sbagliando anche in modo grossolano, gli altri elementi del quintetto sono li a giocare a nascondino negli angoli. CORAGGIOSO
    Bertone S.V. : resta in campo meno di un minuto tempo di prendere una bomba in faccia e di fare una persa in attacco l’azione dopo;non vede più il campo. INGIUDICABILE

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