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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Il mercato dell’Openjobmetis versione 2018/19 inizierà dagli italiani. O comunque dall’italiano – almeno uno, in attesa di capire l’entità definitiva delle risorse disponibili – in fase di individuazione per allungare le rotazioni della panchina nell’ottica del nuovo regolamento che imporrà dal prossimo campionato il passaggio da 7 a 6 stranieri.
    Tenendo conto della conferma del trio Tambone-Natali-Ferrero, le aree tecniche di ricerca sembrano circoscritte nei ruoli di guardia o guardia-ala e di centro, laddove nelle gerarchie finali del 2017/18 c’erano Tomas Dimsa e Mario Delas. In attesa di certezze sul fronte budget, il giro di orizzonti del d.g. Claudio Coldebella è servito per valutare disponibilità e costi con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando dalla stanza dei bottoni della società arriveranno indicazioni definitive sulle risorse da investire per costruire il roster.
    Non è questione di ruolo, ma di disponibilità: se Varese sceglierà un esterno il cambio del pivot sarà straniero o viceversa. Posto che Varese non potrà comunque arrivare ai superbig Michele Vitali (piace ad Avellino ma resterà a Brescia), Pascolo (verso Trento) o Flaccadori (verso la Virtus Bologna), c’è bisogno di certezze economiche in tempi relativamente rapidi perché il mercato italiano offre un numero limitato di giocatori: un giocatore rodato come Valerio Mazzola – in uscita da Torino con un contratto a sei cifre - è già conteso tra Avellino e Brescia. E se si escludono giocatori che potrebbero parzialmente “coprire” gli spazi di quelli già in organico, come le ali forti Gaspardo e Zerini oppure i play Cournooh e Giuri, l’elenco dei papabili è relativamente corto.
    Si va dal veterano Stefano Gentile (ex Cantù e Virtus Bologna) all’ex biancorosso Mian (visto dal 2009 al 2011 a Varese, in uscita da Pistoia nel reparto perimetrale, mentre tra i centri italiani – considerando poco compatibile Andrea Crosariol con “Artiglio” - Antonio Iannuzzi sarebbe il candidato più gettonato (ma dovrà prima sbrogliare la matassa del contratto con Torino di cui comunque non fa più parte dei piani) e l’unica alternativa potrebbe essere l’ex tricolore Magroin uscita da Pistoia.
    A oggi non ci sono trattative in corso, perché senza definire con esattezza il budget è impossibile indirizzarsi su questo o quel profilo. Dopodiché, se le future “contenders” per i playoff 2018/19 che hanno bucato l’obiettivo nel 2017/18 schiereranno italiani come Polonara (vedi Sassari), Aradori, Baldi Rossi e forse Flaccadori (vedi Virtus Bologna), Poeta e qualche big sognando Fontecchio se non tornasse a Milano (vedi Torino), per ripetersi tra le prime otto servirà un’altra impresa se la panchina non sarà in grado di supportare lo starting five.
    Se il budget sarà analogo a quello di 12 mesi fa e Coldebella e Caja dovranno pescare ancora tra le scommesse della A2, l’obiettivo sarà analogo a quello dell’inizio del 2017/18. Se invece le risorse per la squadra saranno simili a quelle del 2016/17, un italiano di qualità – e magari un investimento su un giovane futuribile – sarebbero indispensabili per provare a riconquistare i playoff.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese prende in seria considerazione l'opzione Europa. Ma ripartendo dalla FIBA Europe Cup sfiorata due anni fa a Chalon, senza inseguire il sogno di una Champions League rivelatasi indigesta perché troppo competitiva per le sue forze nella stagione passata. Tra le ipotesi al vaglio del club, impegnato nelle operazioni di definizione del budget per l'annata 2018/19 che è legato a filo doppio alle trattative in corso per l'ingresso dei nuovi soci (il progetto "Orgoglio Varese" che fa capo a Rosario Rasizza e di conseguenza Gianfranco Ponti), c'è anche l'idea di sfruttare il diritto acquisito sul campo di giocare una competizione internazionale. Evitando però uno step considerato troppo impegnativo a livello tecnico - e di pari passo anche economico - per la stagione inaugurale del nuovo corso.
    L'Europa ha attualmente un numero di "grandi elettori" superiore ai detrattori, puntando però sulla seconda competizione organizzata dalla FIBA anziché alla Champions League alla quale l'Openjobmetis ha conquistato sul campo la facoltà di iscrizione. Dal punto di vista formale non ci sarebbero vincoli: la FIP ha diritto ad un posto in caso di richiesta da parte di un club italiano, le squadre che in classifica hanno preceduto Varese hanno già comunicato di preferire Eurocup e Champions League, e dunque qualora venisse esercitata questa facoltà l'ammissione sarebbe automatica. Sull'opzione FIBA Europe Cup, nel caso di sì all'Europa da parte della proprietà, sarebbe favorevole lo stesso Attilio Caja: la storia recente di Varese insegna che la "coppetta" di due anni fa fu preziosa per la crescita progressiva della coesione della squadra (nonché utile per le casse del club, ma non ci sono più i maxi-bonus della premialità del 2015/16...).
    Al contrario la Champions dello scorso anno si rivelò troppo competitiva per una squadra comunque problematica sul piano tecnico, finendo per zavorrare a lungo il cammino in campionato dell'Openjobmetis che non a caso si risollevò solo dopo la fine della competizione europea. Almeno nella prima fase, il vantaggio della FIBA Europe Cup - con 6 partite garantite da ottobre a dicembre, altre 6 per il passaggio del turno fino a febbraio e playoff con doppio turno dagli ottavi di finale - è rappresentato dalla possibilità di utilizzarla come "valvola di sfogo" infrasettimanale per giocatori meno utilizzati o giovani da sviluppare. Giocando una competizione più adeguata alle sue attuali possibilità, Varese potrebbe comunque godere del supplemento di appeal sul mercato straniero garantito dall'esposizione internazionale senza rischiare di svenarsi. E come dimostrano i risultati del 2015/16, provare a competere fino in fondo per un obiettivo concreto è in grado di rendere appetibile per il pubblico e l'ambiente - e magari anche qualche sponsor ad hoc - anche quella che per tanti mesi era stata considerata una "coppetta". I tempi della decisione non saranno lunghi: serve comunicare l'interesse alla FIP entro il 16 giugno e perfezionare l'iscrizione entro il 23, insieme al primo snodo sull'Europa si auspica di poter dare il via anche alle operazioni di mercato.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    A chiusura della seconda giornata di campagna abbonamenti (siamo a quasi 400 tessere), Stan Okoye ringrazia Varese per la sua esplosione fragorosa da scommessa ripescata in A2 a terzo miglior giocatore della serie A 2017-18. Ma chiede tempo prima di parlare del suo futuro, volendo coltivare il sogno NBA con la franchigia che lo ha invitato alla Summer League di Las Vegas a luglio (dovrebbero essere i Denver Nuggets).
    Il top-scorer biancorosso tira così le somme dell’annata: «Il rammarico per le tre sconfitte in volata con Brescia non cancella la soddisfazione per una stagione bellissima e ricca di emozioni. Avremmo preferito un finale diverso, in tutte e tre le partite di playoff abbiamo condotto almeno per l’80 per cento del tempo e non siamo riusciti a raccogliere i frutti del nostro lavoro. Però il 2017/18 è da considerare positivo sotto ogni aspetto e l’entusiasmo con cui la gente di Varese ci ha salutato ne è una testimonianza tangibile».
    Dodici mesi fa scelse Varese anziché Udine con un contratto più basso pur di tornare in A: col senno di poi scommessa ampiamente vinta?
    «Sapevo che tornando a lavorare con Attilio Caja avrei potuto giocare in un sistema che mi era già familiare e con un allenatore che mi avrebbe aiutato molto a crescere. Il coach ha avuto molta pazienza con me, e ha sempre avuto fiducia nelle mie qualità anche quando nelle prime partite ho avuto un rendimento alterno. Questo e il supporto dei tifosi con l’atmosfera magica che hanno sempre creato al PalA2A mi hanno aiutato tantissimo».
    Da 5.1 punti e 3.9 rimbalzi di tre anni fa ai 15.1 e 7.8 col 39% da 3 del 2017/18 valso il terzo posto nella graduatoria dell’Mvp della serie A: un salto di qualità enorme.
    «Un grande riconoscimento per il quale, oltre al coach, devo ringraziare i miei compagni che ogni giorno mi spingevano a dare il massimo in allenamento e a progredire nell’arco della stagione. Credo di avere sfruttato al meglio le due stagioni in A2 per migliorare sul piano mentale e arrivare pronto a questa opportunità che ho provato a utilizzare al massimo delle mie possibilità».
    Quali sono i suoi programmi per l’estate?
    «Ho un accordo con una squadra NBA per giocare con loro la Summer League; per questo motivo non so se sarò in grado di rispondere ad una eventuale chiamata della Nigeria per le qualificazioni ai Mondiali 2019. Sarà comunque una estate con il pallone in mano, in ogni caso non prenderò decisioni relative al mio futuro prima di aver esaurito gli impegni a Las Vegas (finirà il 17 luglio, ndr). Appena uscito dal college nel 2013 avevo svolto qualche workout ma senza prospettive, stavolta mi sento più pronto e voglio giocarmi le mie carte».
    Possibilità di rivederla a Varese con coach Caja?
    «Questo sistema è stato perfetto per esaltare le mie qualità: essere il primo terminale dell’attacco e avere tanta fiducia dell’allenatore e dei compagni mi ha aiutato tantissimo. Vedremo se saprò adattarmi anche ad un livello più alto, ma sono stato contentissimo di questa stagione; in ogni caso non voglio prendere impegni prima di avere esplorato a fondo le mie possibilità. Il mio obiettivo è giocare al più alto livello possibile e la Nba è ovviamente il sogno di qualsiasi giocatore del mondo; Varese sarà sempre un posto speciale per me e un pezzo del mio cuore resterà sempre qui. Vedremo cosa succederà a luglio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Aleksa Avramovic ricambia l’affetto che Varese gli ha tributato in occasione della festa di fine stagione di lunedì scorso. L’esterno serbo ha confermato il suo ruolo di preferito dai fans biancorossi nell’applausometro al momento della presentazione e nella caccia a selfie e autografi: «Una festa che ha confermato l’amore per il basket di questa città: vedere tanta gente che è venuta a salutarci è stato un momento speciale e un bellissimo coronamento di una annata che ci ha dato sensazioni fortissime. Credo che a caldo tutti noi vorremmo restare in una piazza dove c’è questo tipo di supporto, vedremo quali saranno i programmi futuri».
    Varese ha chiuso sesta partendo da sedicesima, ma se ci fosse stato uno scudetto per il lavoro lo avrebbe vinto a mani basse...
    «Abbiamo scritto una pagina di storia con una rimonta dall’ultimo posto ai playoff mai accaduta nel basket italiano. Questo dimostra il carattere di un gruppo che ha lavorato tantissimo sin dal 18 agosto: anche quando perdevamo all’andata eravamo convinti di essere sulla strada giusta. Ero certo che Dio ci avrebbe restituito quell’impegno; siamo contenti di aver riportato Varese ai playoff dopo 5 anni».
    Una delle chiavi della rimonta di Varese è stata la sua esplosione fragorosa negli ultimi due mesi: come racconta la sua stagione?
    «Sono partito da cambio di Waller, poi ho avuto spazio da titolare quando si è infortunato. È arrivato Larson e sono tornato ad uscire dalla panchina dietro Wells; in quel momento però avevo preso fiducia ma ho continuato a disputare buone prestazioni. Nel finale di stagione ho avuto nuovamente la chance di partire in quintetto; avere un ruolo da protagonista ed essere uno dei leader è la cosa che più amo fare. Ho sempre voluto avere le responsabilità in tutta la mia carriera, mi piace avere la palla in mano e la squadra che gioca per me, e ho cercato di sfruttare al meglio questa occasione».
    Dagli 8,1 punti col 17% da 3 dell’andata ai 15,5 col 35% del ritorno con la ciliegina dei 20 punti di media della serie contro Brescia: un progresso clamoroso...
    «Mi sono confrontato con Claudio Coldebella e mi ha detto di non essere sorpreso: è sempre stato convinto delle mie qualità e sapeva che potevo esprimermi su quei livelli. Ma ogni cosa richiede tempo: sono arrivato nell’estate 2016 dalla serie A serba, il primo anno è servito per adattarmi a un livello più alto, questa stagione sono cresciuto tantissimo grazie al coach che mi ha dato fiducia anche quando all’inizio le percentuali da fuori non erano buone».
    Cosa le riserverà l’estate 2018? Il suo futuro sarà ancora a Varese?
    «Spero di avere un’altra chiamata dalla Nazionale e aspetto di capire quali saranno le prospettive future. Ho un altro anno di contratto: mi sono confrontato con la società e spero di restare, ma al momento è troppo presto per dire qualcosa di definitivo. Sarebbe bello giocare da protagonista in Europa con Varese; vediamo cosa succederà, sicuramente amo questo posto che è e resterà sempre nel mio cuore».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Varese che verrà tra quattro certezze, tre dubbi legati alle ambizioni ed alla vetrina europea e cinque addii stranieri. Ecco il borsino relativo alle prospettive dell'Openjobmetis versione 2018/19.
    CHI RESTA - Il trio italiano formato da Ferrero, Tambone e Natali è la base di ripartenza garantita sia a livello contrattuale (tutti e tre hanno un accordo valido per il 2018/19) che sul piano dell'opportunità: le nuove regole con uno straniero in meno (Varese passerà dal 3+4+5 al 6+6) inducono a tenersi stretti gli italiani dell'organico, che andrà piuttosto implementato con un elemento di valore (ipoteticamente un cambio del pivot o degli esterni, gli slot meno coperti nei playoff da Dimsa e Delas). Sul rinnovo di Tyler Cain c'è grande fiducia: nel puzzle corale del sistema Caja il centro del Minnesota è l'elemento più insostituibile per il suo elevatissimo quoziente intellettivo cestistico sui due lati del campo. Giocatore e famiglia apprezzano Varese a livello organizzativo e logistico, a meno di clamorosi colpi di scena sarà la prima certezza futura.
    I DUBBI - Stan Okoye non prenderà decisioni fino a luglio inoltrato: l'ala nigeriana aveva scommesso su se stesso a maggio 2017 accettando un contratto inferiore a quello di Udine per giocarsi la sua chance in serie A. Puntata vinta a mani basse potendo ora moltiplicare il suo valore rispetto a quello del 2017/18 (era lo straniero meno pagato dei 7 d'inizio stagione): il terzo miglior giocatore del campionato giocherà la Summer League di Las Vegas con una squadra NBA che vuole visionarlo e ha anticipato che non prenderà decisioni fino al termine dell'evento fissato al 17 luglio. Se poi non dovesse sfondare tra i pro, per tenerlo servirà comunque adeguare notevolmente il suo salario e lottare con altre realtà - italiane e straniere - per assicurarsi un giocatore che ora fa gola a molti. Certo, se Varese alzerà l'asticella delle ambizioni in Italia e si affaccerà in Europa sfruttando il diritto di giocarsi la Champions League conquistata sul campo, il solido rapporto con Attilio Caja potrebbe dare una chance ai biancorossi. Il tema Europa è considerato imprescindibile da Siim Sander Vene per considerare la permanenza in biancorosso: l'accoppiata tra l'ala estone e Cain è molto ben assortita e darebbe garanzie importanti di continuità, ma l'ex Kaunas e Nizhny Novgorod dà priorità alle squadre che giocano le coppe. E lo stesso discorso vale per Aleksa Avramovic: gli ultimi due mesi da star hanno acceso i fari sulla guardia mancina che potrebbe avere molto mercato in Spagna, una Varese dal respiro internazionale che gli garantisse nuovamente il posto da titolare potrebbe essere la vetrina giusta per esplodere definitivamente. Ma il buyout a 50mila euro non è eccessivo per chi ne ha apprezzato il mix di talento e personalità.
    CHI VA - Saluti in vista per i titolari del girone di andata Wells e Waller: Cameron non ha convinto in regia ma, in generale, ha mostrato un'indole da gregario rispetto alle aspettative da leader; il tiratore della Georgia è parso troppo alterno e monodimensionale legato alle medie dall'arco. Sicuro l'addio a Delas e Dimsa: il centro croato ha avuto qualche sprazzo ma ha fatto rimpiangere il suo predecessore Pelle; l'esterno lituano è stato utile soltanto in allenamento e mai in partita. Su Larson c'è ancora un punto interrogativo legato al budget: il play pescato in Belgio ha mostrato personalità e qualche numero, se però bisognerà alzare l'asticella ci sarà bisogno di un giocatore di maggior spessore. Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese chiama a raccolta i tifosi col più classico appello "I want you" per il lancio della campagna abbonamenti 2018/19. C'è un galletto biancorosso stilizzato che invita i supporters ad acquistare la tessera stagionale per la prossima stagione dell'Openjobmetis: da giovedì prossimo fino al 30 maggio sarà già possibile sottoscrivere l'abbonamento nella prima fase anticipata in primavera come già accaduto 12 mesi fa. Rispetto alla scorsa annata ci sono sicuramente delle certezze in più dal punto di vista della struttura dell ' organico - vedi le situazioni contrattuali garantite con Attilio Caja, Giancarlo Ferrero, Matteo Tambone e Nicola Natali più Aleksa Avramovic che pure ha escape a pagamento - e un clima di entusiasmo aumentato dalla esaltante rimonta playoff con l'ultima partita ufficiale disputata solo 8 giorni prima del via della nuova campagna abbonamenti.
    TRE FASCE - La prima tranche della campagna 2018/19 si terrà dal 24 al 30 maggio tra i botteghini del PalA2A (dalle 16 alle 20 feriali, dalle 10 alle 19 di sabato) e l'acquisto on line su www.pallacanestrovarese.it. La seconda fase è prevista dal 12 al 21 luglio, l'ultima apertura è prevista dal 6 al 15 settembre. La prelazione per i vecchi abbonati - 2.701 le tessere staccate nel 2017/18 - varrà nella prima e nella seconda fase; a maggio e luglio i non abbonati potranno acquistare la tessera nei posti liberi, a settembre non ci saranno più vincoli. Si partirà ovviamente senza l'opzione Europa (iscrizione da formalizzare eventualmente entro il 23 giugno) valutando la possibilità dei mini-abbonamenti come nel 2016-2017.
    LIEVE RINCARO - Come 12 mesi fa il prezzo della tessera varierà a seconda della fase: chi si abbona "al buio" a maggio risparmi era 100 euro sul parterre, 20 euro sulla Tribuna Gold e Silver e 10 su Curva Nord e Galleria rispetto a chi lo farà a luglio (a settembre altro rincaro di 100 euro sul parterre, 15 per Gold e Silver e 25 per Curva Nord e Galleria). Previsto un piccolo rincaro in tutti i settori (Parterre da 1.600 a 1.800 euro, Gold da 390 a 415, Silver da 295 a 315 e Curva Nord e Galleria da 180 a 195 confrontando la prima fase del 2017-18): i prezzi più popolari erano bloccati da 3 stagioni, nella scelta della società di piazza Monte Grappa hanno pesato gli investi- menti sulla struttura e le aggiunte del "contorno" per rendere più fruibile il PalA2A e accattivante lo spettacolo extra-campo. La novità riguarda il settore Court Side: i 32 posti dei divanetti in primissima fila inaugurati nel girone di ritorno del campionato 2017/18 saranno in vendita a 5mila euro l'uno, comprendendo una vasta gamma di benefit.
    SCONTI E FACILITAZIONI - Confermati gli sconti per diverse fasce d'età (Over 65, Under 14, Under 18 e Under 24) più la novità della tariffa ridotta per i membri de "Il Basket Siamo Noi". La tessera 2018/2019 darà diritto alla prelazione in caso di eventuali playoff oltre allo sconto de "la giornata dell'abbonato" e il 10% di riduzione sui prodotti del Pallacanestro Varese Store.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Più risorse per garantire una continuità indispensabile per evitare la necessità di un altro miracolo. L'Openjobmetis ha chiuso col sorriso sulle labbra un 2017/18 al di là di ogni aspettativa, ma ripetersi in zona playoff col tredicesimo monte stipendi della serie A della stagione attuale richiederebbe il bis di una serie di congiunzioni astrali favorevoli tra il lavoro encomiabile dell'asse portante Caja-Coldebella-Bulgheroni e le cattive scelte di chi ha speso (molto) di più per ottenere (molto) di meno.
    Se il modello da seguire è quello della Germani Brescia 2017/18 con la conferma di coach e 4 titolari più volte indicato da Artiglio come quello da seguire, i rinnovi dei fratelli Vitali più Landry e Moss sono arrivati anche in funzione di un poderoso incremento (nell'ordine dei 650mila euro) della raccolta da sponsor da parte della squadra che ha appena eliminato Varese. Oggi società e ambiente sognano di rivedere in maglia OJM il maggior numero possibile di cardini dell'annata conclusa mercoledì tra gli applausi scroscianti del PalA2A. Ma ambizioni e danari - le une strettamente legate agli altri - faranno la differenza tra una Varese capace di blindare i pezzi pregiati e una costretta a battere nuovamente il sottobosco del mercato italiano ed europeo in cerca di altri giocatori affamati e disposti a sposare la cultura del lavoro cara a Caja.
    Al di là del trio italiano Tambone-Natali-Ferrero, oggi l'unico titolare che ha prospettive di permanenza vicine al 100 per cento è Tyler Cain. Probabilmente l'elemento meno sostituibile per dare continuità al sistema Artiglio - in particolare quello difensivo - ma anche quello meno visibile sul piano statistico, a differenza di Aleksa Avramovic e Stan Okoye. Il mancino serbo si è guadagnato ampiamente i galloni da titolare con l'ultimo mese e mezzo a quasi 20 punti di media; ma il suo mix di talento offensivo e voglia di emergere potrebbe far gola a qualche grosso club (in Italia o all'estero) interessata a scommettere sul suo potenziale dietro un buyout prefissato a 50mila euro. L'ala nigeriana, calato nei playoff dopo una regalar season da MVP biancorosso (e terzo in serie A...), vuole esplorare il mercato spagnolo (dove il passaporto gli vale ancora uno status vantaggioso) al di là del sogno NBA espresso su queste colonne attraverso una Summer League. Poi c'è il discorso Vene, chiave tecnica del ritorno da prima della classe: l'estone e Cain sono coppia affidabile e ben affiatata, ma per confermarlo non si può prescindere dalla vetrina intemazionale che l'ex Zalgiris (e lo stesso Avramovic) considerano pregiudizievole per affrontare discorsi futuri in salsa biancorossa.
    Per questo budget e relative ambizioni - con Europa o senza - sono la priorità da definire per verificare se la continuità del roster sarà effettivamente praticabile in funzione delle risorse. Poi toccherà alla troika formata da Caja, Coldebella e Bulgheroni operare di conseguenza sul mercato partendo dalla scelta del miglior italiano disponibile in qualsiasi ruolo da aggiungere per necessità nell'ottica del roster con uno straniero in meno per le nuove regole di eleggibilità della serie A 2018/19.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    Tanta l’attesa vissuta da tutta la città per gara 3 dei play off 2017 2018 svoltasi tra Brescia e Varese e che determina la fine dell’attività agonistica della compagine biancorossa o di come vogliamo ricordarli, degli Incredibili. E la trama dell’incontro non vuole essere da meno rispetto al soprannome altisonante dei prealpini che a 76 centesimi dalla fine sembrano spacciati ma che grazie ad una magia dell’immenso Cain guadagnano la possibilità di giocare un supplementare che però non avrà altro esito che amplificare la differenza dei rosters tra le 2 compagini. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 8 : miglior realizzatore della serie, Aleksa dimostra di essere cresciuto definitivamente sia dal punto di vista mentale che tecnico. Considerando il suo girone di ritorno e serie play off da protagonista è facile pensare che le sirene di club economicamente più facoltosi di Varese suoneranno al suo indirizzo. Quello che tutti si augurano è che l’attaccamento che ha sempre dimostrato verso società e tifosi lo convincano a seguire il suo processo di crescita proprio all’ombra del Sacro Monte, almeno per un altro anno. SWEET DREAM
    Bergamaschi S.V.
    Natali 6 : partita giocata col cuore e anche con gli attributi ma paga l’inesperienza a certi livelli e le 2 conclusioni prese dall’arco con buone spaziature ammaccano solo il ferro, ma il ragazzo ha carattere e si farà. LA LEVA CALCISTICA DEL 68
    Vene 7 : se non avesse segnato un gelido 0 su 7 da 2 saremmo qui a parlare di una partita epica del vichingo estone in campo per 40 minuti, segno chiaro del valore della sua presenza, in particolare per quanto concerne la fase difensiva dove è in grado di prendersi cura di un mago come Landry limitando il suo straripante talento e con la stessa eficacia anche avversari di taglia diversa dalla sua. Il giro d’onore con le lacrime agli occhi sono un piccolo segno di quanto l’onda biancorossa gli fosse entrata sotto la pelle. TZUNAMI
    Okoye 4,5 : Stan forse è la nota più stonata di una notte dove si giocava con un unico risultato possibile pena l’eliminazione. Non sappiamo se il suo sia stato più un problema di convinzione nei propri mezzi (venuti improvvisamente meno nelle ultime uscite) o un crollo verticale per mancanza di energie dopo aver tirato la carretta tutta la stagione con minutaggi elevatissimi per 30 partite. Sicuramente ha attirato le attenzioni di altri club ma forse il nigeriano, per una resa ottimale, necessita di un ambiente a lui congeniale e di un coach che sappia evidenziare più le sue qualità rispetto ai suoi difetti, cosa che Varese e Caja hanno dimostrato di poter fare molto bene. MULO
    Tambone 7 : una delle conferme più liete di questa gara 3 dove Matteo dimostra che carattere tecnica e voglia possono portarti a buttare il cuore oltre l’ostacolo e a superare i propri limiti. Questa è tutta esperienza che verrà sicuramente utilissima anche per la prossima stagione. UPGRADE
    Cain 8,5 : finale di stagione da incorniciare per il lungo americano che mette insieme una serie di tante cose e tutte utilissime, dai 14 rimbalzi, 2 stoppate siderali e quel tap in a 67 centesimi dalla fine che regalano al popolo varesino altri 5 minuti di passione. MONUMENTALE
    Delas 4 : gioca solo 5 minuti ed entra sul più 19. Bastano solo pochi secondi per capire che Mario non lascerà dei ricordi propriamente positivi nelle menti dei tifosi lombardi. Tolto dalla disperazione inchioda il sedere sulla panchina per non rialzarsi più. SARATOGA
    Ivanaj N.E.
    Ferrero 5 : anche capitan Ferrero non trova spazio da protagonista anche perché il suo allenatore cavalca il cavallo Vene per ben 40 minuti e quando è in campo non trova mai il modo per guadagnare ulteriore spazio. COMPARSA
    Dimsa S.V.
    Larson 4 : la combo originaria di Las Vegas gira a vuoto per tutto l’incontro e quando a pochi secondi dalla fine ha la bomba della vittoria libero e in zona centrale, si prende la responsabilità ma la dea bendata gli gira le spalle non volendolo premiare dopo una serie play off dove si sono evidenziate le sue inadeguatezze tecniche per stare a questi livelli. ROULETTE
     

  • simon89
    L'Openjobmetis finisce la benzina sul più bello e cede il passo all'overtime contro la Germani Brescia. La compagine di Attilio Caja esce di scena in tre atti in una serie playoff che fotografa impietosamente i limiti di esperienza e profondità di Ferrero e compagni contro il cocktail di mestiere e saggezza tattica di Andrea Diana.
    Varese gioca 15 minuti stellari accendendo i 4.500 spettatori di un torrido PalA2A con un mix di difesa feroce ed esecuzioni lineari sull'asse Avramovic-Cain. Ma il più 19 del 27', costruito ribaltando l'inizio in salita da 4 punti nei primi 8', non basta per allungare la serie guadagnando il quarto atto a Masnago: come già accaduto nelle sfide di Verona e Montichiari, i biancorossi pagano l'inadeguatezza a questi livelli della panchina, da cui il solo Tambone (nettamente meglio di un tremebondo Larson) trasmette impulsi positivi ad "Artiglio". Al contrario la Germani pesca nella verve di Cotton e Moore i jolly decisivi per sbloccare l'impasse: da una parte la zona 3-2 paralizza i centri nevralgici dell'attacco di Varese (20 perse di cui 15 dopo i primi 20'), dall'altra la freschezza delle guardie straniere fa saltale la catena delle rotazioni difensive con cui l'Openjobmetis aveva concesso solo 7 punti in 14 minuti agli ospiti.
    Eloquenti i 14 punti segnati negli ultimi 15', e soprattutto i grandi affanni nei duelli a rimbalzo nelle fasi calde della partita (fatale il 44-51 totale con i 18 offensivi di Brescia, 9 dei quali negli ultimi 15'). Una pennellata sulla sirena di Cain, pescato sull'ultimo battito di ciglia (rimessa dal fondo con 76 centesimi sul cronometro), aveva regalato al PalA2A altri 5 minuti di speranza; ma la truppa di Caja, con 19 minuti totali dal poker Ferrero-Dimsa-Natali-Delas, era ormai sulle ginocchia con la terza partita in 6 giorni a prosciugare progressivamente dalle gambe dei titolali la freschezza necessaria per coronare gli sforzi.
    Peccato perché Varese esce di scena con un totale di 14 punti di scarto in tre partite condotte per lunghissimi tratti ma poi vinte dalla squadra più solida. Esperienza e profondità sono però espressione delle maggiori risorse economiche investite da Brescia sulla squadra iniziale e sulle correzioni in corsa Ortner e Cotton; se rammarico ci può essere in casa OJM, riguarda la perdita pesante di Wells (di fatto non sostituito visto l'impatto nullo di Dimsa): contro una difesa organizzata e un sistema solido come quello di Brescia, la mancanza di alternative ad Avramovic ed Okoye (incisivo solo nel primo tempo di gara-1) ha progressivamente tolto efficacia offensiva a Ferrero e compagni.
    Il popolo biancorosso ha comunque apprezzato gli sforzi encomiabili prodotti dalla squadra di Caja anche ieri sera: 5 minuti buoni di applausi all'uscita dal campo della Varese più amata dall'era degli "Indimenticabili" hanno salutato la fine di una stagione che resta memorabile per le emozioni da big respirate nel girone di ritorno. Ora tocca alla società - incontro a breve Castelli-Rasizza per il varo formale di "Orgoglio Varese" - trovare i mezzi per costruire un futuro sugli stessi livelli della seconda metà del 2017-18, partendo dalle fondamenta delle risorse da mettere a disposizione di Claudio Coldebella e Attilio Caja (con- cupito da Avellino, ma a meno di colpi di scena imponderabili non finirà come con Vitucci...) per costruire un'altra Openjob-metis in grado di divertirsi e divertire. 
    Giuseppe Sciascia

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