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simon89
La Pallacanestro Varese punta decisamente su Damian Hollis per completare il roster 2017-18. La 29enne ala statunitense, in possesso di passaporto ungherese acquisito per meriti sportivi nel triennio dal 2010 al 2013 in cui ha giocato all'Alba Fehervar, è la prima scelta della società di piazza Monte Grappa dopo il "check" di costi e qualità dei candidati vagliati nello spot di ala forte.
L'atleta del 1988, figlio d'arte di un ex professionista (il padre Essie giocò in Italia nei primi anni ' 80 in A2 a Chieti), è stato preferito alla concorrenza per la capacità di costruirsi un tiro dal palleggio rispetto agli altri profili. Un elemento capace di andare fuori dalle righe sul parquet - mentre le referenze umane raccolte nelle precedenti destinazioni italiane a Biella, Cantù e Brescia sono comunque positive - che dovrebbe dare alla manovra quel "quid" di imprevedibilità offensiva necessaria ad aumentare il tasso di qualità del gruppo. A livello di serie A Hollis è per certi versi una scommessa: la sua unica apparizione nel 2014-15 a Cantù - dove era arrivato dopo un eccellente 2013-14 in A2 a Biella chiuso a 18,1 punti e 5,7 rimbalzi col 47% da 3 - non è stata memorabile (5,5 punti e 3,9 rimbalzi in 20 gare, venne sostituito da Metta World Peace). Nel 2015-16 l'atleta nativo della Florida è tornato nel primo campionato dilettantistico conquistando la promozione in serie A da leader assoluto con la maglia di Brescia (17,1 punti e 7,5 rimbalzi sfiorando il 40% da 3). Poi la scorsa estate la chiamata del Benfica Lisbona, nelle cui file ha disputato la FIBA Europe Cup (17,6 punti e 5,7 rimbalzi di media) dopo aver conteso proprio a Varese l'accesso alla Champions League nel turno preliminare nel quale si mise in luce al PalA2A realizzando 21 punti nella vittoria di 2 lunghezze che non bastò comunque ai lusitani visto il meno 3 casalingo dell'andata.
Hollis è un giocatore di talento che giostra principalmente fronte a canestro ma ha anche qualità tecniche in post basso; un elemento con qualità tecniche e duttilità che non è sempre al massimo dell'intensità agonistica praticando un basket più "felpato" che aggressivo. Ma a Varese piace molto la classe che è in grado di sfoggiare in diversi aspetti del gioco; e nel suo palmares personale ci sono comunque tanti successi (campionato e coppa nel 2013 in Ungheria, campionato e coppa nel 2017 in Portogallo più l'A2 italiana vinta 12 mesi fa a Brescia). L'atleta del 1988 sembrava vicinissimo alla firma a Digione in Pro A francese, poi nel weekend il club transalpino ha cambiato idea e Varese si è mossa rapidamente. Sull'atleta del 1988 c'erano richieste da parte di alcuni club di A2 (Reggio Calabria e Virtus Roma su tutti), ma l'occasione di tornare in A per cercare il definitivo salto di qualità a 29 anni - stessa età dei possibili futuri compagni Wells, Waller e Cain - è evidentemente assai ghiotta per l'atleta laureato alla George Washington University. I costi sono sicuramente abbordabili, se non ci saranno intoppi nella trattativa Attilio Caja avrà trovato in Hollis il pezzo del puzzle mancante.
Giuseppe Sciascia 
simon89
Varese sposta l'obiettivo verso lo spot di ala forte nella ricerca dell'ultimo tassello del roster. Il summit tra il d.g. Claudio Coldebella e il coach Attilio Caja al ritorno del dirigente dagli Stati Uniti ha stabilito le nuove priorità del mercato dopo la fumata nera con Christian Eyenga. È limitata la disponibilità di giocatori di passaporto europeo ragionevolmente agganciabili dalla società di piazza Monte Grappa in base alle disponibilità attuali che sono un discreto gruzzolo da investire sul mercato dei free agent, ma non la rendono competitiva per arrivare ai profili di caratura internazionale tuttora disponibili.
Dunque l'attenzione si sposta verso il "numero 4", sfruttando la duttilità di Stan Okoye che nei piani iniziali doveva occupare lo spot di titolare nel ruolo di ala forte, ma che nel 2016-17 ad Udine aveva giocato stabilmente da ala piccola con risultati più che lusinghieri (17,5 punti col 38% da 3 su oltre 5 triple tentate a partita dopo che nel 2014-15, al suo primo passaggio in biancorosso, aveva tentato solo 12 conclusioni dall'arco dei 6,75). Nel ruolo di ala forte, però, l'offerta di europei alla portata di Varese è superiore rispetto all'ala piccola, dove sarebbe stato necessario ripiegare su scommesse ad alto rischio o su certezze dal rendimento poco stimolante.
E nel mare magnum dei giocatori scoutizzati in queste ultime due settimane, il numero di profili al vaglio si è ridotto dalla ventina dei giorni scorsi a 5 elementi con qualità tecniche tutto sommato garantite al di là di sfumature differenti relative a fisicità e impatto a rimbalzo, aspetti forti del gioco di Eyenga. Si valuterà se continuare a puntare su questi profili oppure di spostarsi su giocatori più tecnici. L'idea è completare il roster con un giocatore di qualità che si sposi bene con il resto del puzzle: sarà un elemento diverso ma auspicabilmente non inferiore ad Air Congo. E comunque certamente più motivato, visto che l'atleta del 1989 avrebbe scelto Varese come ultima ratio in mancanza di alternative. L'obiettivo è stringere il cerchio in base a valutazioni tecniche ed economiche e provare ad affondare il colpo per chiudere l'operazione entro fine settimana: per il 16 agosto tutti gli effettivi saranno certamente pronti a rispondere "presente" alla chiamata di Attilio Caja.
Giuseppe Sciascia
 
simon89
Ala piccola, niente di nuovo sul fronte occidentale. Incassato il no di Christian Eyenga, accasatosi in Spagna al Fuenlabrada, lo staff tecnico si è messo al lavoro per trovare il protagonista mancante alla truppa che affronterà il campionato di Serie A 2017/2018. La ricerca è ancora in una fase di scrematura dei profili degni di interesse, fase preliminare alle offerte che cercheranno poi concretamente di accaparrare colui che verrà individuato come papabile.
Dopo aver costruito 9/10 dell’organico a tempo quasi record, ora la Pallacanestro Varese non ha giustamente fretta nel compiere l’ultimo passo: la scelta è per certi versi “costretta”, visto che il mercato sondabile è solo quello degli europei e dei cotonou, ma va azzerata al minimo la possibilità di pescare male. Una fortuna, sfruttabile grazie alla versatilità di un giocatore già in saccoccia come Stanley Okoye, è quella di poter estendere i parametri di ricerca anche alle ali forti e non solo ai “3” di ruolo (che, in un basket fatto di adattamenti come quello odierno, sono peraltro sempre più rari): se la cernita dovesse esaurirsi su un “4”, il direttore generale Claudio Coldebella cercherà di non lasciarselo scappare.
C’è un limite temporale per arrivare ad un risultato? Forse il raduno, fissato per il 16 agosto e al quale non sarà probabilmente presente Norvel Pelle. Il centro caraibico, ormai quasi sicuro di restare in biancorosso anche nell’incipiente stagione (il termine per l’esercizio del buyout da parte di squadre terze interessate ai suoi servigi scade nel fine settimana e offerte vere non sono mai arrivate alla sua corte…), sta infatti per ottenere l’ok dalla società biancorossa per partecipare alla Fiba Asia Cup 2017 con la maglia del Libano, nazione della quale ha ottenuto la cittadinanza la scorsa settimana. Il torneo continentale si svolgerà proprio nello Stato mediorientale dall’8 al 20 agosto (il Libano è inserito nel gruppo C insieme a Corea, Nuova Zelanda e Kazakistan): se da piazza Monte Grappa dovesse arrivare il nulla osta, Pelle raggiungerà i compagni già in ritiro a Chiavenna nella quarta settimana del mese.
Fabio Gandini
simon89
La Pallacanestro Varese apre la caccia al sostituto di Christian Eyenga in un mercato ricco di ipotesi operative ma povero di soluzioni a pronto uso. Ieri Fuenlabrada ha comunicato ufficialmente la firma dell'ala congolese (annunciando un contratto annuale e non biennale come affermato dagli agenti statunitensi, ma è un dettaglio poco importante): l'atleta del 1989 si è dichiarato carico e motivato per la nuova avventura in Spagna, la sua prima scelta per la stagione 2017-18 a dispetto delle parole pronunciate al momento di lasciare Varese oltre due mesi fa («Qui sono stato benissimo, considererei volentieri la possibilità di restare»).
Questione non soltanto economica, con la società di piazza Monte Grappa che aveva proposto il rinnovo alla stessa cifra del 2016-17, ma anche di maggior appeal generale della Liga ACB rispetto al campionato italiano. Ma ormai Eyenga è il passato e Varese deve guardare avanti; il problema però riguarda la scarsa disponibilità di profili davvero convincenti nello spot di ala piccola, o eventualmente in ala forte sfruttando la duttilità di Stan Okoye che può giostrare in entrambi gli spot di ala. A questo punto l'apertura è totale anche nello spot di ala forte - quantomeno con doti frontali - partendo dalla necessità di inserire un giocatore in grado di dare atletismo ed energia. Impossibile trovare un profilo analogo a quello di Eyenga, si cercherà comunque il miglior giocatore disponibile a livello assoluto senza troppi vincoli tecnici e di ruolo. Anche perché il "laccio" più stringente è quello del passaporto: lo status da europeo o Cotonou per il tassello mancante nello spot di ala piccola restringe abbastanza il cerchio.
I profili di caratura internazionale - il croato Marko Tomas, lo sloveno Edo Muric, l'estone Siim Sander Vene - sono al momento fuori portata economica rispetto al range da 130-140mila euro che Varese può mettere sul piatto. E rispetto alla stagione passata non c'è neppure il richiamo della coppa europea a poter attrarre giocatori che non possono prescindere dal doppio impegno per mantenere il posto nelle rispettive Nazionali. L'alternativa è pescare nel sottobosco tra europei e Cotonou (non Lasan Kromah), ma nessuno dei 15-20 nomi vagliati riscuote il pieno consenso: nei prossimi giorni lo staff tecnico effettuerà un nuovo "check-up" completo dei profili che potrebbero firmare in tempi rapidi a costi più accessibili per verificare se tra gli elementi scoutizzati nelle ultime due settimane c'è qualcuno in grado di rubare l'occhio di Claudio Coldebella e Attilio Caja.
In caso contrario Varese potrebbe anche decidere di aspettare che qualcuno dei "big" europei resti ancora a piedi e possa prendere in considerazione proposte che al momento non vuole neppure discutere. La tattica "attendista" 12 mesi fa non funzionò con James White e Tremmell Darden, ma portò lo stesso Eyenga a rinunciare a un bel gruzzoletto in Israele pur di tornare a vestire biancorosso. Ora nello spot di ala piccola la società di piazza Monte Grappa vorrebbe investire le risorse maggiori - insieme a quelle messe sul piatto per Cameron Wells - in cerca di un giocatore di qualità e rendimento garantito. Ad oggi però ci sono solo scommesse, sia pur dal potenziale interessante ma con certezze relative, o giocatori di raccordo in modalità "usato sicuro" dall'impatto inferiore ad Eyenga. La caccia è aperta, ma l'attesa per individuare il pezzo finale del puzzle potrebbe non essere breve...
Giuseppe Sciascia
simon89
Altro giro, altra stagione, stessa passione. Se c’è un metro di giudizio per valutare l’entusiasmo ma soprattutto l’attaccamento di una piazza e di una tifoseria, questo è la campagna abbonamenti.
Ieri si è chiusa la seconda fase di questa estate di sottoscrizioni, è il dato complessivo è di 1834 abbonamenti staccati nella Sala Conferenze Giancarlo Gualco. Un dato interessante, importante, che conferma una grande voglia di pallacanestro, se possibile superiore alla scorsa stagione. Caja, Coldebella, Ferrero e tutta la società hanno deciso di mettersi l’elmetto in testa e di affrontare la prossima stagione con il coltello tra i denti, un atteggiamento che piace, che conquista, che entusiasma.
Niente proclami, dunque, niente strilloni di playoff, solo la realtà. La risposta del pubblico è stata una volta di più eccezionale: 1834 abbonati sono qualcosa di più rispetto alle 1752 tessere staccate nella scorsa prima fase, che fu impostata su una prima fase di nove giorni a luglio 2016.
L’impostazione scelta per questa stagione ha portato 865 tessere nella prima inedita finestra dal 25 al 31 maggio (sei giorni di apertura), e 969 in questa seconda tranche dal 13 al 22 luglio (sei giorni di apertura uffici).
Con tre giorni in più di apertura, dodici nel 2017 contro i nove nel 2016, il dato è comunque da registrare in positivo. Ora una meritata pausa per il mese di agosto, quando si radunerà la squadra, e poi via a settembre con la terza fase: si parte il 7 e si prosegue fino 16 settembre, con vendita libera, a tariffa intera e senza prelazione sul posto. Gli orari e le aperture per questa terza sessione sono sempre i consueti: il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 20, mentre il sabato al PalA2A si lavora con orario continuato dalle 10 alle 19.
L’anno scorso, a settembre 2016, la campagna abbonamenti chiuse a quota 2810: c’è tutto il margine per poter fare di meglio.
Giungono intanto novità sul fronte legato a Christian Eyenga e alla posizione di ala piccola, l’unica rimasta sguarnita nel roster della prossima Openjobmetis Varese: come vi raccontavamo nei giorni scorsi, Eyenga ha ricevuto sul tavolo tre offerte da formazioni europee, due dalla Spagna e una dalla Francia. Ebbene, dopo aver rifiutato tempo fa la prima proposta di rinnovo con Varese, ora il congolese sembrerebbe intenzionato ad accettare un’offerta spagnola giunta al suo interesse e di quello dei suoi agenti in questi ultimi giorni. Questa eventualità - che ancora dunque non si è concretizzata in un sì definitivo del giocatore nativo di Kinshasa - lo allontanerebbe di conseguenza da un ritorno a Varese per una terza stagione, la seconda consecutiva.
La società biancorossa, in tal caso, dovrebbe dunque rimettersi sul mercato per cercare un sostituto del 31, elemento apprezzato da Attilio Caja e, soprattutto, che molto ben conosce l’ambiente di Varese per averlo frequentato per due stagioni non consecutive.
Alberto Coriele
simon89
Dopo tanto tira e molla, la decisione è finalmente arrivata. E, purtroppo, è la più amara. Christian Eyenga non tornerà a Varese. L'ala congolese, obiettivo primario del club biancorosso per completare il roster ancora privo dell'ala piccola titolare, tornerà in Spagna dove s'era riaffacciato per i play off della Liga ACB con la maglia dell'Unicaja Malaga. L'atleta del 1989 s'è accordato con il Montakit Fuenlabrada, formazione di livello intermedio del massimo campionato iberico (12a nel 2016/'17, nella prossima stagione non parteciperà alle coppe europee): una possibilità apertasi negli ultimi 3-4 giorni, alla luce della cessione in fase di completamento da parte degli spagnoli dell'emergente talento estone Rolands Smits, 22enne ala piccola - miglior giovane dell'ultima Eurocup - prelevato dallo Zalgiris Kaunas con un buy-out superiore ai 100milaeuro. Così il club iberico ha formulato un' offerta biennale ad Eyenga, che in Spagna gode dello status di "giocatore di formazione" per le giovanili disputate nelle file della Joventud BadaIona. E "Air Congo" ha sposato senza riserve l'idea di tornare nella Liga ACB, considerata più stimolante rispetto al campionato italiano e che era al centro dei suoi desideri. L'agenzia dell'ala congolese ha comunicato ieri sera la sua decisione agli operatori biancorossi di mercato, chiudendo la possibilità di rivedere a Varese l'ultima delle quattro stelle tonificate dalla cura Caja nella fase finale del 2016/'17.
E ora? Weekend di riflessioni a 360 gradi, ragionando sui vari profili scoutizzati nelle scorse settimane nell'eventualità che Eyenga prendesse altre strade. Da domani si rifletterà sui piani B, C e D, partendo dai presupposti tecnici che "Artiglio" aveva indicato venerdì su queste colonne: «Cercheremo il giocatore in grado di garantire il maggior numero di aspetti positivi negli otto indici di valutazione tra attacco e difesa che stiamo valutando». Ovviamente, però, c'è da fare i conti col fattore economico: i free agent di maggior spicco - dal croato Marko Tomas allo sloveno Edo Muric - hanno richieste economiche (o comunque abitudini passate) che sfiorano i 200mila euro, decisamente fuori portata per le casse della società di piazza Monte Grappa. Che ha ancora un discreto gruzzoletto da investire per l'ala piccola titolare, ma non è in grado di sforare un monte stipendi complessivo attorno ai 750mila euro, tenendosi di riserva una somma per eventuali necessità durante l'annata senza più dover chiedere sforzi ai soci. Ad oggi non ci sono nomi caldi, il d.g. Claudio Coldebella ci lavorerà dall'inizio della settimana entrante dando priorità agli europei con o senza visto considerando l'offerta davvero scarna nel settore Cotonou.
Le buone notizie arrivano dalla campagna abbonamenti: la seconda franche s'è chiusa a quota 1.834 tessere staccate, con un piccolo incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (più 4,5%. rispetto alle 1.752 del luglio di 12 mesi fa). Un dato significativo che conferma la passione dei varesini per i colori bianco-rossi e la credibilità della campagna acquisti pescando giocatori che non garantivano uno specifico richiamo nei confronti del pubblico. Per l'ultima fase della campagna abbonamenti, prevista dal 7 al 16 settembre, il roster sarà al completo, compresa l'ala piccola che sostituirà Eyenga.
Giuseppe Sciascia 
simon89
Attilio Caja inquadra le necessità tecniche di Varese nello spot mancante di ala piccola con un identikit che una volta di più prende le fattezze di Christian Eyenga. Così il coach pavese "fotografa" l'identikit del giocatore che dovrà completare il mosaico biancorosso: «Scontato dire che serve un giocatore forte; per arrivare a questa definizione la necessità è che si trovi un elemento il più possibile completo negli aspetti offensivi e difensivi del gioco. È fondamentale è che abbia il maggior numero di doti nel piatto da offrire alla causa; per questo Eyenga, che ha alcune qualità offensive, è un difensore di spiccato valore e sa farsi valere a rimbalzo, è in cima alla lista».
Dunque entro 3-4 giorni si aspetta la risposta di Air Congo, auspicando che accetti la chance per il salto di qualità definitivo
«Confidiamo che accetti la nostra proposta, consapevole del fatto che ne apprezziamo i pregi: spero che consideri quanto importante sarebbe per lui tornare in un club che ha saputo valorizzare al meglio le sue doti e lo ha messo nelle condizioni di fare il meglio. L'auspicio è che torni per dimostrare per tutto l'anno quello che ha fatto vedere negli ultimi tre mesi: con l'Eurolega si è cimentato due anni fa e non era pronto, noi gli offriremmo la possibilità di una definitiva consacrazione da protagonista sui due lati del campo».
In caso di fumata nera si proverà a cambiare profilo tecnico cercando un'ala più tecnica e meno esplosiva?
«Se arriverà un no non ci ritireremo, ma ce ne faremo una ragione cercando un elemento con caratteristiche diverse. La duttilità dell'organico attuale ci permette di spaziare su profili diversi per inserire l'ultimo pezzo del puzzle. L'altro aspetto importante è che Eyenga ha già dimostrato di saper stare nel mio sistema; gli altri dovrebbero adattarsi, anche se per un giocatore di scuola europea non dovrebbe essere un problema».
Come proseguirà la strategia di mercato nei prossimi giorni?
«Abbiamo tante idee alternative, però prima di abbandonare il piano A che porta alla conferma di Eyenga ci vogliono motivi forti. Ossia se Christian dovesse dirci che preferisce accasarsi altrove o rifiuterà definitivamente la nostra offerta; a oggi non è accaduto nulla dì tutto questo, dunque lavoreremo sulla situazione fino a che non ci sarà una risposta definitiva. Dopodiché, se sarà negativa, esploreremo i piani B e C che stiamo tenendo pronti qualora dovessero servire».
Giuseppe Sciascia
simon89
Maggio, campagna abbonamenti, Masnago: tra sala Gualco ed entrata del PalA2A si intervistano i temerari andati a sottoscrivere la tessera annuale, praticamente a scatola chiusa. Sul taccuino finiscono parole di fedeltà alla causa, di tifo incondizionato, di fiducia e di speranza. E finisce una costante: «… sì, però mi aspetto che la società confermi il capitano… ». Una, due, tre volte… Oggi - e andrà avanti fino a sabato sera - la campagna abbonamenti ricomincia con quella certezza allora mancante. Che poi è generale: un singolo giocatore, fosse anche il più brillante degli assi del parquet, non può prendersi alcun palcoscenico a discapito di uno squadra; di tipi alla Giancarlo Ferrero, però, è difficile fare a meno. E il perché lo leggerete nella seguente intervista.
Come procede l’estate, Ferrero?
Bene, come prima cosa sono stato a trovare Cavaliero a Trieste, il mese scorso: mi sono presentato a sorpresa alla fine dell’ultimo allenamento prima della finale, poi da Trieste sono andato quattro giorni in Croazia. E basta.
Tutto qui?
Ammetto che non ho tutta questa necessità di andare in vacanza: mi piace stare tranquillo a casa e fare quelle cose che durante l’anno non riesco a fare per ovvie questioni di tempo. E tra queste cose ci sono anche gli esami universitari: ne ho superati altri tre.
E ha partecipato alla Basket Fest, nonché presenziato all’inaugurazione del campetto al Campus in memoria di Paolo Talamoni…
Mi fa piacere partecipare a questi eventi, sono stato anche al camp estivo a Druogno, per esempio: le faccio volentieri, mi gratificano. A giornate come la Basket Fest è bello esserci perché ritrovi ragazzi che ti conoscono, che ti danno il cinque, che magari ti chiedono una foto. C’è stato entusiasmo e grande partecipazione, così come al campetto per Paul.
Questa sua indole e questo suo coinvolgimento altro non fanno che confermare la bontà dell’esito della trattativa che l’ha vista protagonista il mese scorso con la società: Ferrero non sposa solo le cause del parquet a Varese…
C’era bisogno di parlarsi a quattr’occhi, di incontrarsi: l’intento era comune, era necessario soltanto guardarsi negli occhi e trovare un accordo. E mi fa enormemente piacere averlo trovato, perché da quello che ho capito in questi due anni qui Varese si immedesima nei giocatori ma anche nelle persone, ed è bello essere una di queste. Durante lo stallo della trattativa, e poi all’esito positivo della stessa, in tantissimi mi hanno scritto o telefonato, facendomi sentire il loro affetto. Alcuni tifosi mi hanno addirittura voluto ringraziare per ciò che avevo fatto, nel caso in cui non fossi rimasto.
Facciamo il gioco delle figurine. Lei arrivò a Varese nell’estate 2015: due anni dopo, è l’unico superstite di quella squadra, la prima di Moretti. Sente una responsabilità diversa o maggiore, quasi un “dovere di anzianità” ora?
Ho fatto più di una volta questa riflessione. Nella mia abitazione qui a Varese ho un calendario fatto per Openjobmetis durante la prima stagione: quando sono tornato a casa dopo aver firmato il rinnovo, quasi per combinazione, ho guardato quel calendario e mi sono “accorto” che di quei giocatori non era rimasto nessuno… Sì, c’è della responsabilità, ma non penso di dover fare niente di più di quello che ho sempre fatto: l’esempio è l’unica cosa che conta. Nelle settimane scorse alcuni tra i nuovi acquisti mi hanno chiamato per sapere di più sulla squadra, sulla città e sui tifosi: a loro ho spiegato cosa significa stare a Varese e l’attenzione che ci viene dedicata da tutti.
A proposito dei nuovi: come vede gli innesti italiani di Nicola Natali e Matteo Tambone?
Natali ha giocato tre anni a Casale Monferrato, lo conosco come persona e come atleta, mentre Matteo Tambone l’ho conosciuto due anni fa perché, prima di firmare per Varese e dopo aver chiuso l’esperienza a Trapani, mi ero fermato due settimane ad allenarmi a Ravenna e ho avuto modo di farlo con lui. Entrambi, come me due anni fa, hanno voglia di provare a fare un salto di qualità, di vivere un miglioramento nella loro carriera. Sono, però, due giocatori che attraversano momenti molto diversi. Tambone ha 23 anni e ha davanti a sé un lungo futuro agonistico. Ha fatto un ottimo campionato in Legadue, da più di un anno è molto consistente e sta dimostrando di poter migliorare in progressione: ora ha una grande opportunità da giocarsi. Nico Natali è un mio coetaneo, è arrivato alla maturità: penso abbia fatto altrettanto bene a raccogliere la proposta di Varese. Sono due ragazzi seri e molto motivati, poi parlerà il campo, ma auguro a loro di vivere il mio stesso percorso. Seguendo le parole del coach e della società, l’idea è quella di costruire una squadra che abbia voglia di mettersi in gioco e che soprattutto abbia fame: credo che sia Natali che Tambone siano perfetti per questo tipo di attitudine.
Che cosa ha consigliato a loro?
Ho detto di prepararsi ad un ambiente caldo, perché qui se dai il massimo ti viene riconosciuto. La prerogativa è quella di impegnarsi ogni giorno, ma non ho alcun dubbio sul loro conto.
Coach Attilio Caja e il direttore generale Claudio Coldebella sono stati pubblicamente molto chiari nelle loro recenti dichiarazioni sugli obiettivi stagionali “di partenza”: i playoff non saranno una conditio sine qua non per giudicare la prossima stagione soddisfacente. Lei cosa pensa?
Sono d’accordo. Ovviamente ogni giocatore o allenatore o dirigente inizia una stagione puntando al massimo: ogni partita è da vincere e ogni avversario è da battere. Però le loro parole mi sono sembrate corrette perché hanno spiegato la reale situazione e le nostre possibilità: a un pubblico competente come quello di Varese, sia a livello di campo che nelle dinamiche extra-campo, è giusto raccontare le cose come stanno.
Anche perché, per esaltare quel pubblico di cui sopra, non serve molto… Una dimostrazione è stata la seconda parte della stagione scorsa: da gennaio in poi si è giocato solo per la salvezza ma si è visto un PalA2A caldo, pieno, soddisfatto…
Dopo due vittorie in fila, oppure quando vede una squadra che diverte e ha un modo di giocare energico, il pubblico di Varese si esalta. Tutto è legato a come giochiamo e soprattutto a come ci comportiamo in campo. Ecco: non conosco benissimo gli stranieri che arriveranno (anche se ho cercato di studiarli un po’), ma penso sia stato fatto il possibile per raggiungere quell’idea di squadra che ha ridato la carica a fine annata scorsa.
Abbiamo parlato in generale, ora scendiamo al particolare: con che obiettivo inizierà l’annata agonistica di Giancarlo Ferrero?
Voglio alzare la mia asticella ancora più in alto. Quando sono arrivato due anni dovevo dimostrare di valere la Serie A: se Varese mi ha offerto la possibilità di rimanere, significa che ci sono riuscito. Ora devo provare a essere costante, a diventare una garanzia, pur con i miei limiti e difetti: quello che posso dare, lo devo dare sempre.
Come sarà il cammino della nazionale ad Eurobasket?
A mio parere possono arrivare molto avanti, penso ci sia la giusta motivazione, l’energia e la voglia di riuscire bene. C’è anche del fermento dovuto alle prestazioni dell’Under 19 e della femminile: mi auguro che tutta questa energia venga messa anche dalla nazionale maggiore.
A proposito di Under 19: per una nazionale juniores che arriva a conquistare l’argento a un Mondiale, non sembra esistere un corrispettivo di spazio o di considerazione nel massimo campionato italiano per i giovani che la compongono. Cosa manca per permettere a quei ragazzi di esprimersi tra i “grandi”?
Parto dalla mia esperienza: per arrivare a un rinnovo in Serie A ho iniziato dalla C1 e ho fatto tutto il percorso salendo un gradino dopo l’altro. Capisco quanto sia difficile finire le giovanili ed essere subito pronti e condivido un’analisi che coach Marco Crespi ha fatto durante la finale dell’Under 19: è necessario capire quali siano le motivazioni di questo problema. Non è scritto da nessuna parte che questi ragazzi, dopo un argento mondiale, debbano giocare in Serie A, però in Italia alla fine del 19° anno di età manca un anello di congiunzione. I giocatori top probabilmente trovano spazio, i giocatori medi hanno una fase di stacco. Negli Stati Uniti c’è il college che ti permette di confrontarti con quelli che probabilmente sono i migliori al mondo della tua età. Da noi questo banco di prova manca.
Alberto Coriele e Fabio Gandini
simon89
Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca.
Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando).
E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità.
Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga.
Giuseppe Sciascia
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