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VareseFansBasketNews


  • Matteo01
    1) Oltre al basket hai qualche altra passione e come riesci a conciliarla con il basket e la tua vita privata?
    FERRERO: Una mia grande passione è il tennis, fino a tre o quattro anni fa lo guardavo semplicemente e poi durante un’estate con un maestro e qualche amico “scarso come me” ho iniziato a giocare. Ovviamente posso giocare a tennis soltanto durante l’estate per evitare infortuni, ma quando pratico anche quest’altro sport mi diverto moltissimo e è un modo per trascorrere del tempo con i miei amici. Il tennis quindi è per me un piacevole svago.
    Per riuscire a conciliare sia il basket che quest’altra mia passione all’interno della mia vita privata ho capito che ci vuole molto equilibrio ed una persona che stia accanto a te, sostenendoti emotivamente e nel mio caso posso ritenermi fortunato perché accanto a me ho la mia ragazza. Dopo una partita, non si ritorna a casa sempre con il sorriso, è quindi importante tenere a mente un obbiettivo fisso e saper mantenere il giusto equilibrio anche nei momenti difficili. Oltre alla mia ragazza, molto importante per me è anche la mia famiglia, che mi permette di “performare” nel modo migliore la partita della domenica, che è solo l’ultima parte di una lunga preparazione vista e attesa dai tifosi. Ho scelto queste persone, perché con loro sto molto bene e riescono a capirmi, aiutandomi nei momenti pre e post partita, che sono importanti come la partita vera e propria della domenica.
    NATALI: Su questa domanda ho molti aspetti simili a lui, che ha fatto il modesto ma in realtà si sta laureando e deve trovare il tempo anche per questo; anche io mi sono laureato due anni fa e ora sto continuando un altro percorso di studio, perché mi è sempre piaciuto imparare cose nuove e lo uso anche come svago, che posso quindi considerare come una passione. Nel momento in cui non sono in palestra, mi piace utilizzare il tempo libero per imparare, leggere e guardare video e posso ritenermi fortunato perché con il lavoro che faccio ho molto tempo a disposizione, visto che non devo stare otto ore al giorno in ufficio. Altre mie passioni sono il marketing e la lettura di biografie; è importante per coltivare queste passioni trovare il tempo, senza sottrarre energie all’allenamento e sopratutto alla partita. Queste mie passioni, come il basket, le ho coltivate sin da quando ero più giovane e dal liceo, io ho fatto quello scientifico, in cui ho iniziato ad organizzarmi per riuscire sia a giocare a basket che a portare avanti lo studio, svegliandomi il mattino presto per ultimare gli ultimi compiti (ne sappiamo qualche cosa anche noi del classico!). Tornando alle biografie, sono molte e diverse quelle che ho letto: l’ultima è stata l’autobiografia di Nelson Mandela, ma anche di alcuni personaggi del business e del marketing e è difficile per me trovarne una migliore dell’altra.
     
    2) Qual è la vostra reazione nei confronti degli errori commessi in campo durante una partita e sopratutto sotto gli occhi dei tifosi?
    FERRERO: Gli errori fanno parte del gioco, però molto spesso quando sbagli sei tu il primo che si accorge di aver sbagliato. Durante la partita non puoi fermarti a pensare, il basket è un sport così veloce, in cui bisogna essere concentrati sulla cosa dopo: hai sbagliato un tiro, ma c’è una difesa da fare, hai sbagliato una difesa ma c’è un attacco o viceversa. L’errore è bello rivederlo in modo positivo durante i giorni seguenti, ma non immediatamente, perché se ti fermi a pensarci non è utile per te.
    NATALI: Un aspetto “comico” dell’errore è quello durante l’allenamento, in cui si è in circa dieci compagni e ti viene da pensare che nessuno se ne accorga, in realtà anche se è una minima virgola è impossibile. Come diceva lui, non bisogna soffermarsi sull’errore, ma guardare oltre, perché se no continui a farne altri.
     
    Matteo Molinari, progetto liceo classico "E. Cairoli" con Varesefansbasket
    PALA2A Masnago - VA, 28-03-2018

  • Giosuè Ballerio
    Questo pomeriggio, insieme ai miei colleghi Martina Rossato e Matteo Molinari, tre ragazzi del Liceo Classico Ernesto Cairoli abbiamo avuto l’immenso piacere di poter intervistare Giancarlo Ferrero e Nicola Natali. Nella cornice del PalA2A, siamo stati introdotti nella sala stampa dall’addetto alle pubbliche relazioni della Pallacanestro Varese Minazzi, attraverso i corridoi tappezzati di maglie, foto e trofei che hanno fatto la storia della società biancorossa, da far venire i brividi solo a guardarli. Subito dopo siamo stati introdotti ai due giocatori, apparsi fin da subito molto cordiali e disponibili.
    Ecco riportate le domande fatte dal sottoscritto ai due giocatori:
    Siamo ormai verso la fine del campionato, tempo di primi bilanci e sguardi al futuro: cosa dite della squadra in cui avete giocato/state giocando quest’anno e cosa vi aspettate da queste ultime partite?
    FERRERO: Beh innanzitutto si è creato un bel gruppo, penso sia sotto gli occhi di tutti il fatto che stiamo bene insieme e si vede, si vede che ci divertiamo insieme, e non sempre nelle squadre succede; questa chimica di squadra non è per nulla scontata; quest’anno ci siamo riusciti appieno. Un segnale evidente di questo è che quando succede qualcosa di positivo in campo, una buona difesa o un canestro, c’è tutta la panchina, tutta la squadra che esulta, ci si da il cinque e ci si carica a vicenda, e ripeto, questo non in tutte le squadre succede. Attraverso il lavoro abbiamo creato un bel gruppo, e s vede anche dal rapporto con i tifosi, soprattutto nelle partite in casa, ci danno tanta energia mentre giochiamo, si è creato un bel clima. E per riallacciarmi alla seconda domanda, quello che vorrei dalle prossime sette partite che rimangono (quattro in casa) è proprio questo grande entusiasmo, questo grande scambio di energia con la tanta gente che viene a vederci, noi diamo qualcosa a loro, ma loro danno tanto a noi; e questo ti fa vivere il momento in modo ancora più emozionante.
    NATALI: Poco da aggiungere, la chimica che si è formata come ho già detto altre volte, è nata innanzitutto dal ritiro di dieci giorni che abbiamo fatto a Chiavenna, quando all’inizio non ci si conosce, hai sette stranieri in squadra, l’allenatore è nuovo, la società è nuova. Escludersi completamente dalla città e dal nucleo famigliare, e stare solo con i compagni ha aiutato sicuramente. E ripeto anch’io, non è scontato questo, anche perché per motivi di infortuni abbiamo dovuto aggiungere tre giocatori, e sembra che siano qui da inizio anno; siamo stati noi a farli integrare e loro ad integrarsi, capire le regole e le gerarchie dentro e fuori dal campo, e i risultati si vedono.
    Una domanda al capitano Ferrero, cioè come vedi e come vivi questo ruolo, di onore ma anche responsabilità di essere capitano?
    FERRERO: Penso che la cosa migliore da fare sia quella di cercare di essere di esempio, esempio nel lavoro, negli allenamenti, nella quotidianità, nelle cose che si fanno e nell’atteggiamento. Poi in questo gruppo non c’è questo grande bisogno, perché quando si rema tutti nella stessa direzione tutto diventa più facile. Poi sicuramente come hai detto tu è un onore, una cosa bella che ti rende orgoglioso.
    Cosa potete dire di Caja, cosa ha portato alla squadra e qual è il vostro pensiero su di lui?
    FERRERO: Sicuramente un grande lavoratore, e anche lui mette al disopra di tutto il gruppo, prima di parlare di tattica o altro cerca di creare gruppo; è un allenatore che crede molto nel lavoro, e si vede nel nostro modo di essere squadra, si creato nei momenti di duro lavoro e allenamento, ti forma una mentalità che magari ti può anche aiutare a superare momenti difficili che ci sono stati durante la stagione.
    NATALI: Confermo quanto detto, aggiungo come sia evidente che ogni anno con lui almeno uno/due giocatori esplodono, escono nelle loro piene potenzialità, sintomo di quanto ti aiuti durante l’anno e ti faccia migliorare attraverso il lavoro, soprattutto per quanto riguarda la durezza mentale e l’attenzione psicofisica costante: sempre al 100% della concentrazione fisica e mentale, dopo una partita persa si parla degli errori ma in funzione di un miglioramento con positività, e dopo una partita vinta per non rilassarsi ci si concentra sui dettagli, sempre al 100% di attenzione. Esempio di questo lo stesso Ferro (Ferrero, ndr) che l’anno scorso veniva da una situazione in cui giocava poco e col suo arrivo è esploso, oppure quello che sta facendo quest’anno Okoye è sulla bocca di tutti.
     
    Al termine dell’intervista, una foto sul parquet dove i nostri giocatori ci fanno emozionare ha posto termine all’incontro. È stato davvero un piacere avere avuto l’occasione di un’esperienza simile.
    (negli altri due articoli le risposte alle altre domande J)
    Giosuè Ballerio, progetto VareseFansBasket con Liceo Classico Cairoli

  • simon89
    Sarà Tyler Cain la prima conferma della Openjobmetis che verrà? Non siamo al momento delle firme, ma solo delle reciproche dichiarazioni di intenti che lasciano intendere disponibilità ed interesse a proseguire insieme il cammino. Ma se per rinnovare l'ormai conclamata superstar Stan Okoye servirà uno sforzo importante prima della fine del campionato, e non è detto che basti alla luce delle sue ultime prodezze contro Avellino e Sassari, il rinnovo del centro del Minnesota è una operazione che sembra offrire un percorso in discesa per la volontà di entrambe le parti.
    Evidente il desiderio della società di piazza Monte Grappa di dare continuità al rapporto con un giocatore apprezzatissimo sul piano tecnico ma soprattutto umano, uomo-squadra dentro e fuori dal campo il cui contributo va al di là di statistiche comunque sostanziose (8,6 punti più 9,1 rimbalzi, 1,4 assist e il 67% da 2; rispettivamente terzo nelle"carambole" e nella media di realizzazione). Cain è il perno del sistema difensivo costruito da Attilio Caja per la capacità di presidiare i cristalli e il pitturato e allo stesso tempo di comandare i compagni, mentre in attacco i suoi blocchi non vanno nello scout ma sono fondamentali per i tiratori ed i giochi a due con gli esterni. Il centro del 1988 possiede l'innata capacità di spremere il massimo da mezzi atletici non certo illimitati; classico giocatore che si vede (relativamente) poco ma si sente tantissimo, prova ne sia il fatturato da doppia doppia nelle 10 vittorie (10.7 punti e 10.4 rimbalzi) a fronte di quello nelle 13 sconfitte (7.0 punti e 8.1 rimbalzi).
    Che Cain sia il prototipo del giocatore allenabile e cestisticamente intelligente perfetto per il basket di sistema di Attilio Caja è acclarato. E che Varese sia una destinazione gradita al giocatore del Minnesota ed alla sua famiglia (moglie e figlioletto di poco più di un anno) è un fattore che gioca ovviamente a favore delle chances di intesa tra le parti. L'attuale disponibilità a parlarsi sulla base del reciproco feeling andrà approfondito concretamente nelle prossime settimane; ma dopo 7 anni di traslochi estivi alla fine di ogni stagione da professionista, Cain parrebbe sensibile alla possibilità di trovare stabilità lavorativa. Certo servirà un piccolo sforzo per premiare la scommessa su sé stesso effettuata dall'atleta statunitense nell'estate 2017, quando pur di tornare in Italia dopo l'esperienza in A2 nel 2013-14 a Forlì accettò un contratto a 5 cifre, inferiore del 25% rispetto all'ultimo salario francese allo Chalons-Reims. Ma in attesa che le parti si siedano al tavolo per ragionare sui numeri, sembrano esserci le condizioni giuste per mettere a segno il primo colpo del mercato 2018-19.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis torna a ruggire lontano dal PalA2A. La truppa di Attilio Caja innalza nuovamente il vessillo corsaro e sbanca il campo di Sassari con una prova scintillante sul piano del gioco (62% da 2 e 58% da 3 con un 107 di valutazione totale). Varese si impone al Pa-laSerradimigni con le armi preferite della Dinamo, giocando una partita sontuosa sul piano offensivo per rispondere a tono alla pioggia di triple dei padroni di casa (17/33 da 3!). biancorossi mettono in difesa le basi dell'impresa, togliendo fluidità nei primi 15' ad un Banco Sardegna in affanno contro l'aggressività e le ripartenze (già 26-40 a metà secondo quarto) con un Okoye a tratti onnipotente (4/6 da 2, 5/8 da 3 e 17 punti a metà gara gara). Poi la squadra di Pasquini sceglie la via della cavalleria leggera, giocando tutta la ripresa con due play e quasi tutto il quarto periodo senza centri. Aprendo il campo per i suoi arcieri fa soffrire più volte la Varese della ripresa, meno frizzante rispetto ai 52 punti dei primi 20' ma comunque sostanziosa nella gestione dei ritmi e delle soluzioni interne per un Cain (3/6 da 2, 6/8 ai liberi e 13 rimbalzi) in versione signore degli anelli.
    Il valore del colpaccio è acuito dalla qualità della prova di Sassari, che cancella con un 14-0 a suon di triple il nuovo ampio vantaggio ospite (dal 48-62 del 25' al 62-62 del 29'). La maturità dell'Openjobmetis riveduta e corretta, ma soprattutto cresciuta nel corso della stagione facendo tesoro degli errori del girone d'andata, sta nella capacità di non incassare il colpo reagendo sull'asse portante Okoye-Cain (62-70 al 33') e facendo sempre la scelta giusta in attacco con 5 preziosi punti di Ferrerò (73-82 al 37'), mentre il punto esclamativo arriva grazie ad un Wells di inusitata efficacia (8/10 e 4 assist) nello spot di guardia. Il finale è ancora palpitante con Avramovic che fa e disfa in difesa e in lunetta. Alla fine però Varese arriva al traguardo con pieno merito con una vittoria che cancella la "magra" casalinga dell'andata, passando dal meno 21 (peggior sconfitta dell'anno e record negativo di punti segnati) al maggior bottino offensivo stagionale in trasferta. Una conferma che la versione completa della squadra di Caja, con Ferrero ormai recuperato con Delas e Larson inseriti nei meccanismi del collettivo, è ormai in grado di sviluppare stabilmente un volume di gioco di assoluta qualità.
    Nel girone di ritorno Varese ha totalizzato 12 punti, seconda forza a braccetto di Venezia dietro solo ai 14 di Milano: probabilmente è tardi per sognare i playoff, visto che i punti da recuperare restano 4 con 7 partite ancora in calendario. Caja si concentra sulla possibilità di festeggiare la salvezza a 6 giornate dal termine se i biancorossi batteranno Pesaro con almeno 4 punti di scarto nel turno pre-pasquale. Ma la permanenza in serie A è ormai un risultato acquisito per una Openjobmetis che dopo l'apprendistato del girone d'andata ha ingranato il turbo nella fase discendente. Oggi valgono le emozioni in serie che questa squadra sta continuando a regalare con un basket capace di coniugare organizzazione e divertimento. Sarebbe bello provarle ancora per le 7 giornate rimanenti, sarebbe ancor più bello continuare a provarle anche nel 2018-19 capitalizzando in termini di risorse fresche l'entusiasmo creato da questa Openjobmetis da vertice del girone di ritorno.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja indica la rotta alla sua Openjobmetis in vista della trasferta di Sassari. L'ultimo allenatore capace di guidare Varese ad espugnare il PalaSerradimigni (aprile 2015, finì 74-69 con dosi omeopatiche di zona contro i futuri campioni d'Italia guidati da Meo Sacchetti) punta come sempre sulla difesa per non far esaltare il potenziale offensivo del Banco Sardegna. «La ricetta sarà la solita - annuncia il coach biancorosso - servirà una prestazione difensivamente molto attenta, basandoci principalmente sul lavoro di squadra, per evitare di esaltare le loro doti offensive che soprattutto in casa consentono a Sassari di esprimere grandi picchi di rendimento. Non potendo limitarli dovremo contenerli, cercando di resistere ai loro momenti migliori pensando di stare il più possibile agganciati alla partita. Di sicuro non potremo sfidare la Dinamo sul piano del ritmo o di chi segna un canestro più dell'altro; dovremo giocare con la testa scegliendo con lucidità le soluzioni».
    I biancorossi, annunciati al gran completo al pari del Banco Sardegna che recupera il centrane croato Planinic (assente nelle ultime due uscite), sono attesi da un impegno ricco di insidie sul campo di una Dinamo che davanti al suo pubblico ha vinto 9 partite su 11 : «Ci aspetta un test su un campo impegnativo - aggiunge Caja - Sassari si gioca in casa propria le ambizioni di playoff e dunque sappiamo che ci aspetterà con grandi motivazioni. È comunque una squadra costruita per disputare le coppe, dunque con un organico profondo e competitivo per disputare una stagione di vertice». II tecnico pavese teme soprattutto le doti balistiche di una Dinamo che all'andata sbancò il PaIA2A con un brillante 12/28 da 3: «Gli elementi da tenere d'occhio - sottolinea il tecnico - sono in particolare Bamforth, Stipcevic e Spissu, ma anche Hatcher è un attaccante che ti mette sempre sotto pressione, mentre la recente aggiunta di Bostic sta dando ottimi risultati. Da ala forte c'è un elemento di valore come Polonara che ha dinamicità e tiro e in Italia è uno dei giocatori migliori, mentre sotto canestro Planinic e Jones alternano stazza ed esplosività. Il roster è chiaramente di alto livello».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis si gode la stella nascente Stan Okoye, auspicando che le prodezze del suo leader conclamato non attirino attenzioni eccessive sul primo giocatore da cui ripartire dopo la conferma di Attilio Caja. La stellare prestazione contro Avellino (26 punti con 9/12 al tiro di cui 6/8 da 3 e 36 di valutazione) è valsa all'atleta del 1991 la palma di MVP assoluto della giornata numero 22; ma che l'atleta cresciuto a Virginia Military Institute sia l'elemento di maggior spicco del collettivo biancorosso balza all'occhio attraverso le classifiche di rendimento della serie A.
    Oggi la 26enne ala di passaporto nigeriano è presente tra i primi 10 in tre voci statistiche fondamentali: è il decimo marcatore della serie A (15.3 punti di media) e il quinto rimbalzista (8.0), ma soprattutto il quarto nella percentuale da 3 punti (42,1% su 5,5 tentativi a partita). Altrettanto evidente che sia proprio Okoye il giocatore sul quale la società di piazza Monte Grappa vuole provare a basare la continuità del roster, da aggiungere a quella dell' area tecnica Attilio Caja-Claudio Coldebella (il contratto del g.m. prevede escape a favore di entrambi al termine del 2017-18, ma la società non sembra avere alcuna intenzione di esercitare la sua facoltà). E proprio sull'ottimo rapporto tra il tecnico pavese e l'atleta statunitense si punterà per convincerlo a far parte della Varese 2018-19. È stato proprio "Artiglio" a voler fortemente puntare su Okoye, primo giocatore ingaggiato nella campagna acquisti della scorsa estate scommettendo sui due anni di maturazione in A2 e sulla voglia di emergere attraverso il lavoro del giocatore del 1991. Bravo dunque Okoye a cavalcare l'opportunità offerta da Varese, rinunciando al più lucroso rinnovo contrattuale proposto da Udine in A2 ed accettando un salario inferiore del 30% pur di giocarsi nuovamente la carta della serie A.
    Ma le ultime prodezze non rischiano di attirare attenzioni di club più munifici rispetto a Varese su un giocatore che con le attuali statistiche potrebbe far gola a realtà di livello più elevato? Intanto il passaporto nigeriano di Stan - che gli permette di giocare in quota europei con lo status di Cotonou player sarà meno pregiato nella prossima estate, viste le nuove regole di eleggibilità senza più vincoli di passaporto nella scelta dei 5 o 6 stranieri. Di sicuro l'OJM farà la sua mossa nelle prossime settimane, facendo una proposta che adegui il valore salariale di Okoye al suo rendimento sul campo. L'ala nigeriana era il meno pagato dei 7 stranieri di inizio stagione (ora ha "scalato" davanti a Vene, Larson e Delas), per trattenerlo servirà un adeguato ritocco dell' ingaggio mettendo sul piatto compiti da primattore che altrove potrebbe non avere. E ricordando il primo Stan del 2014-15, al netto dei progressi nel tiro e nella personalità, l'atleta nigeriano sembra più adatto ad un ruolo di quantità con responsabilità elevate piuttosto che ad un ruolo da cambio di lusso "sparando" tutto in pochi minuti. Ossia quelle mansioni da stella che la Varese del futuro sarebbe ben lieta di riaffidargli anche per il 2018-19.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La legge del PalA2A non fa sconti ad Avellino. L'Openjobmetis stende la terza forza Sidigas con una sontuosa prestazione difensiva abbinata ad una serata da 12/27 da 3, e aggiunge gli irpini alla collezione di vittime illustri (leggi Milano e Brescia) costrette ad inchinarsi a Masnago nel girone di ritorno. La superlativa prova balistica di Stan Okoye (26 punti con 12 tiri e 36 di valutazione: record di giornata per il nigeriano) esalta la coralità della truppa di Attilio Caja, che spreme sostanza anche dai discussi Larson e Delas nel rovente finale di una gara ricca di capovolgimenti di fronte.
    L'avvio tambureggiante con il nigeriano imprendibile dall'arco (15 punti nei primi 15') e le fiondate di Tambone e Vene (silenzioso ma imprescindibile collante sui due lati del campo) per il perentorio 40-22 iniziale fa sognare un possibile "replay" della cavalcata trionfale con Brescia. Avellino però si conferma squadra di rango e trova l'argine alla marea biancorossa: tra le qualità balistiche di Rich, il talento fisico di Wells e una vischiosa zona 2-3 che toglie impeto all'attacco biancorosso, la formazione di Sacripanti ribalta il corso del match dopo l'intervallo. La Sidigas mette anche la freccia nel quarto periodo quando l'attacco di Varese soffre l'eccessiva "palleggiomania" di Wells; la reazione caratteriale dei padroni di casa ribalta però in maniera definitiva le sorti della gara, con un perentorio 10-2 costruito grazie ad una difesa di granito e alimentato con due triple ad altissimo coefficiente di difficoltà di Larson e Okoye (tuffo in avanti battendo di un niente la sirena dei 24 secondi per il 75 -71 che ha lanciato la fuga vincente dei padroni di casa).
    La pressione sul perimetro dell'inedita coppia Larson-Avramovic e la presenza sotto entrambi i tabelloni di un Delas più coinvolto ed efficace- specie alla luce dei falli di Cain, già a 4 nel finale del terzo quarto - con una serie di giocate sostanzioso, lanciano l'Openjobmetis verso una meritatissima vittoria casalinga a dispetto del 31% dal campo degli ultimi 10'. Due punti che sanno di salvezza anticipata per la formazione di Attilio Caja, capace di ribadire l'empatia ormai consolidata con i suoi tifosi anche alla luce del record stagionale di paganti (4417 rispetto ai 4393 del derby contro Milano). Dopo 5 settimane di digiuno casalingo e nonostante le sconfitte di Pistoia e Trento, i tifosi di Varese confermano di aver ormai sposato senza riserve il basket operaio di Ferrero e soci.
    Bravissimi a dare un senso compiuto ad una stagione senza velleità di alta classifica attraverso le loro imprese casalinghe contro le grandi della serie A: se Varese macina gioco e triple (48% dal campo e 95-79 in termini di valutazione statistica) passare al PalA2A diventa impossibile anche per una Sidigas capace di chiudere col 52% da 3 (lasciando sul ferro le ultime 4 triple dopo il 13/21 del 35'). Così la spinta dei supporters biancorossi dà la consueta carica di adrenalina alla squadra nonostante la versione "aventiniana" degli Arditi, che hanno lasciato la Curva Nord pochi minuti prima del match (unico segnale di presenza un coro contro Claudio Coldebella, totalmente fuori sintonia col clima in tribuna). Ora la trasferta di Sassari per provare a lavare l'onta della peggior sconfitta stagionale: girata qualche vite per migliorare l'inserimento di Larson e Delas, Varese saprà stupire ancora anche in trasferta?
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese torna a giocare sotto le volte del “tempio” di Masnago e impone la sua legge ad un’altra delle grandi del campionato italiano con, a detta di molti, la più bella vittoria di quest’anno considerando la solidità della squadra irpina. I biancorossi riescono a compensare il gap fisico e tecnico conducendo praticamente per tutta la partita e mostrando un carattere cajano reagendo nel migliore dei modi al sorpasso campano sul finale di partita. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic  7: partita in cui torna a battere in testa per quanto riguarda il tiro dalla lunga ma compensa con le sue scorribande verso canestro e con una intensità difensiva notevole, 4 palle recuperate ne sono la prova che gli fanno guadagnare diversi minuti in campo. TARANTOLATO
    Bergamaschi S.V.
    Natali N.E.
    Vene  8,5 : ai più potrà sembrare una valutazione esagerata ma chi vi scrive ha una sorta di venerazione per questo ragazzone giunto a Varese con la fama dello spacca spogliatoio e dopo un periodo fisiologico di recupero fisico dopo il lungo stop, sta dimostrando di saper difendere duro, di avere letture su ambo i lati del campo fuori dal comune, di avere una mano educatissima e di saper passare la palla come un play (stasera 5 assist). MVP personale di serata. STONEROOK DE NOARTRI
    Okoye 8,5 : forse la partita più bella e completa di Stan dal suo ritorno a Varese. Al tiro tiene percentuali irreali per 37 minuti, 8 rimbalzi e anche una ottima propensione alla difesa. Giocata da vedere e rivedere quell’assist per Wells allo scadere dei 24 nel finale che è davvero rappresentativo di quanto il nigeriano sia cresciuto in tutti i fondamentali del gioco rispetto alla sua prima comparsata a Varese. DOMINANTE
    Tambone 6,5 : buona prestazione per il play ex Ravenna che viene chiamato da coach Caja soprattutto nella prima metà dell’incontro dove riesce a dare più solidità e concretezza rispetto ai titolari Wells e Larson e lui ripaga con 2 bombe pesantissime e un’altra conclusione che entra ed esce. Nella ripresa rimane nelle retrovie ma è sempre utile alla causa. DUTTILE
    Cain  6,5 : questa sera ha due brutti clienti da trattare sotto le plance che non sono certo al meglio fisicamente ma ciò non toglie che a fare la voce grossa questa sera sono lui (per la verità limitato in parte dai falli) e il suo compagno di reparto Delas. CERTEZZA
    Delas 6,5 : certamente la sua miglior prestazione nella sua nuova squadra dal suo arrivo. Trova un minutaggio superiore a Cain per problemi di falli e si trova in campo anche nel finale di gara dove è autore di 3 giocate fondamentali: una penetrazione e canestro, un tuffo che vale un recupero e una stoppata che frena la voglia di rimonta dei lupi. DETERMINANTE
    Ivanaj N.E.
    Ferrero 6 : rientro col contagocce per il capitano che non è tornato ancora al 100% e con un Vene che da ampie garanzie Giancarlo ha tutto il tempo di tornare il leader che tutti conosciamo. CONVALESCENTE
    Wells 6 : qualche segno di risveglio dell’americano dopo le 2 prestazioni non certo sfavillanti coincise con le sconfitte esterne nelle ultime due uscite. Ricade nel peccato originale e cioè nell’eccedere col palleggio statico rendendo così eccessivamente prevedibile la trama varesina. ASSOPITO
    Larson 6,5 : primo tempo da dimenticare mentre nella ripresa trova fiducia nei propri mezzi e riesce ad essere efficace sia per i compagni che per se stesso. Fondamentale una bomba in faccia a Leunen in arretramento. Peccato perché nell’ultimo minuto ha avuto 2 liberi decisivi entrambi sbagliati e una penetrazione cancellata da una stoppata che abbassano la sua valutazione. TWO FACE

  • Simone Marcolli
    Varese torna a giocare in casa dopo oltre un mese, e lo fa in grande stile, regalando un'importante vittoria al suo pubblico, che si è presentato in numero ampiamente superiore alla media stagionale, nonostante l'orario inconsueto; un pubblico che, nonostante l'assenza del gruppo ultras (o forse proprio grazie ad essa) si è dimostrato un importante sostegno per la squadra, infondendole calore ed energia.
    Un'energia che è senza dubbio stata fondamentale per avere la meglio su una squadra del calibro di Avellino, attualmente al terzo posto in campionato e ai quarti di finale di FIBA Europe Cup.
    Il momento chiave per la vittoria si è rivelato il primo quarto, nel quale la formazione di Attilio Caja si è imposta per 26 a 14, giocando con un'intensità che, come ha detto Sacripanti in conferenza stampa, è stata determinante per la vittoria finale dei biancorossi.
    Sarebbe però riduttivo affermare che Varese abbia vinto solo grazie al buon primo quarto: la risposta di Avellino, infatti, non si è fatta attendere e la formazione biancoverde si è rimessa in partita, arrivando addirittura al sorpasso a metà del terzo quarto sul 67-69; ed è proprio a questo punto che Varese è tornata a ruggire e lo ha fatto con un ottimo finale, che porta i biancorossi alla vittoria finale per 82-75. 
    In conferenza un largamente soddisfatto Caja loda soprattutto l'interpretazione della partita e la grande forza di un gruppo a sua detta, e penso anche nostra, fantastico dal punto di vista della voglia e dell'aggressività; un'aggressività che ha pagato sia in fase difensiva, limitando l'attacco di Avellino coi vari Rich, Fesenko e Filloy, ma anche in fase offensiva, dove la squadra biancorossa ha raccolto ben dodici rimbalzi in attacco, che hanno senz'altro contribuito al risultato positivo.
    E chissà che, ormai praticamente certa della salvezza, questa squadra non ci regali qualche altra emozione in chiave play-off...
    Luca Cortese & Simone Marcolli.
     

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