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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'abbraccio dei tifosi di Varese dà il benvenuto alla nuova Openjobmetis. Una carica da oltre 650 presenti sulle tribune dell'Enerxenia Arena per fare la conoscenza con la nuova truppa di Attilio Caja, confermatosi il vero frontman della squadra plasmata a immagine e somiglianza del suo basket concreto e senza fronzoli. Che ha conquistato il popolo biancorosso per la capacità di mantenere le promesse sottoscritte al raduno di 12 mesi fa - quando i presenti erano circa 400 - ed anche stavolta è stato Artiglio il grande protagonista del vernissage davanti ad una folla numerosissima e plaudente nei confronti della nuova Varese.
    La sfilata dei 12 giocatori dell'organico, guidato ovviamente da capitan Giancarlo Ferrero, s'è iniziata qualche minuto dopo le 19, quando il parterre e la tribuna del lato opposto alle panchine erano gremite di tifosi che hanno sfidato l'afa degli oltre 30 gradi all'interno di Masnago per portare il loro saluto alla squadra. Un' ulteriore conferma del gradimento della città nei confronti di una Openjobmetis costruita dalla troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja sulla falsariga dell'identità difensiva e corale che tante soddisfazioni ha riservato la stagione passata.
    È toccato al nuovo direttore generale fare gli onori di casa, esaltando i risultati ottenuti nel 2017/18 e chiedendo ai tifosi bianco-rossi lo stesso sostegno costante in ogni momento di un'annata che si annuncia più complicata alla luce del massiccio rafforzamento di molte avversarie. Poi è salito in cattedra Artiglio che, con una gestione del microfono da consumato anchorman, ha tenuto banco per più di 10 minuti. Dai doverosi ringraziamenti ai giocatori della stagione passata, compresi quelli che non sono più qui come Okoye e Vene, al richiamo forte in vista della prima partita contro Brescia, particolarmente sentita dal coach pavese che ci tiene a "vendicare" sul campo lo 0-3 nei playoff dello scorso maggio pur avendo guidato la serie per 110 minuti su 125. «Sappiate che il prossimo 7 ottobre non sarà una partita, ma "la" partita» ha spiegato ai cinque volti nuovi del roster biancorosso.
    Poi la passerella per i giocatori, dai confermati Aleksa Avramovic che ha riscosso i maggiori consensi nell'applauso-metro (ancor prima del coro per Caja, all'ingresso in campo i tifosi hanno acclamato la guardia serba) e Tyler Cain che è stato nominato "capitano in seconda", al vero e proprio graduato Giancarlo Ferrerò che ha salutato i tifosi chiedendo un applauso reciproco tra squadra e fans. Come 12 mesi fa, il tecnico pavese ha promesso il massimo impegno dei suoi giocatori («Noi saremo qui tutti i giorni a dare il 100 per cento; giocheremo ogni partita per fare del nostro meglio e provare a vincere, poi l'obiettivo è farvi vivere il maggior numero possibile di belle domeniche») senza alzare troppo l'asticella delle aspettative («Nella scorsa annata volevamo mettere dietro una squadra, quest'anno passiamo a due...»).
    Alla fine applausi per gli esponenti della società, dai membri del CdA del consorzio a Gianfranco Ponti, prima dello spazio lasciato ai tifosi per la caccia ad autografi e selfìe. La prima uscita pubblica della nuova Varese ha confermato la fortissima empatia tra squadra e gente: se i giocatori sapranno accendere l'Enerxenia Arena come accaduto spesso nella stagione passata, anche quest'anno la spinta di Masnago sarà un valore aggiunto.
    Giuseppe Sciascia

  • M'artagnan
    Una squadra pronta e ben coesa è quella che si trovano di fronte i 600 tifosi che questa sera hanno dato il benvenuto ai giocatori nuovi e il bentornato ai veterani al Palazzetto Lino Oldrini, da poco rinominato Enerxenia Arena. Coach Caja ha presentato entusiasta il suo nuovo team, ricordando il sogno di un Playoff finito forse troppo presto. “C’è bisogno della vostra presenza” dice rivolto al pubblico. Continua, in tono scherzoso: “L’anno scorso eravamo partiti con l’obiettivo di lasciare indietro una sola squadra, quest’anno alziamo l’asticella e puntiamo a lasciarne indietro due!”
    Il Coach prosegue ringraziando in primis i nuovi ragazzi, successivamente la regia di Coldebella prima e ora del nuovo general manager Conti che ha reso possibile la costruzione di una squadra di prime scelte nel panorama della pallacanestro. “C’è stato chi ha accettato più velocemente (parlando di Moore e Archie) e chi ha avuto un corteggiamento più lungo (e qui si riferisce a Iannuzzi, proveniente da Brindisi e ancor prima Torino)”, ma si dice del tutto soddisfatto del risultato.
    E’ bella la collaborazione che si crea tra i vecchi talenti e le matricole, in particolare verso quelli che hanno bisogno traduzioni istantanee dello speech di Caja, compito che Ferrero si assume ben volentieri e sul quale il coach non manca di ironizzare: “Translate, translate”, he says.
    Attilio ringrazia il “Dottor Ferrero”, il capitano biancorosso; un ringraziamento speciale va al “secondo capitano”, il mitico Cain e un grazie particolare va anche allo straordinario Aleksa che la scorsa stagione ha fatto sognare varesini e varesotti. A proposito del numero 4, racconta che è proprio lui la sua spalla e il suo confidente, tanto che sua moglie, nel vederlo arrabbiato, gli ripete spesso “guarda che io non sono mica Avramovic!”
    Dopo le foto di rito tutti insieme, anche con i tifosi radunati in tribuna, è seguito un momento in cui i fedelissimi seguaci del basket varesino hanno potuto incontrare i giocatori, scambiare due parole, fare qualche foto e farsi dedicare autografi. I ragazzi sono stati come al solito molto disponibili.
    Tutto promette un inizio stagione con i fiocchi (e con quali avversari! Caja promette scintille nelle prime due partite in casa, contro Germani Brescia la prima e poi Dolomiti Energia Trentino, una sorta di rivincita dopo qualche mese dalle finali playoff). Prossimo appuntamento 7 ottobre, Masnago.
    Martina Rossato per VareseFansBasket, 19 Agosto 2018

  • simon89
    Rosario Rasizza, Alberto Castelli e Gianfranco Ponti hanno messo le basi per costruire una Pallacanestro Varese più solida e più forte.
    L’a.d. di Openjobmetis ha ospitato ieri, lunedì 13 agosto, nella sede centrale di Gallarate il presidente di “Varese nel Cuore” e il potenziale futuro socio forte del club di piazza Monte Grappa per delineare il nuovo patto tra l’attuale multiproprietà del consorzio e i soggetti interessati ad acquistare le quote della società.
    Niente vacanze per il bene presente e futuro della realtà sportiva più importante della provincia: l’incontro, anticipato domenica su queste colonne dal main sponsor biancorosso, ha sortito gli effetti auspicati dalle parti. Openjobmetis ha confermato il suo apporto come sponsor principale («Attualmente l’accordo vale per il campionato e per la FIBA Europe Cup, con facoltà di farci da parte se arriverà un’azienda interessata a legarsi per l’avventura nelle coppe» conferma direttamente Rasizza), ma soprattutto ribadito la volontà di dare vita all’iniziativa “Orgoglio Varese” per entrare direttamente nel capitale azionario del club.
    «A fianco del consorzio e di Gianfranco Ponti vogliamo costituire un gruppo di imprenditori, che confido di incontrare al più tardi entro fine ottobre ma auspicabilmente già nella prima decade. L’obiettivo è aumentare le risorse da mettere a disposizione della Pallacanestro Varese, garantendo munizioni sufficienti per fare il meglio possibile in termini di risultati».
    È lo stesso Rosario Rasizza a ribadire il doppio impegno di Openjobmetis, non solo come sponsor ma anche come futuro co-proprietario e punto di riferimento di un nuovo gruppo di investitori decisi a rafforzare la compagine societaria del club di piazza Monte Grappa. Soddisfazione massima da parte di Alberto Castelli, che puntava sulla strategia dei soci forti dal febbraio 2017, e di Gianfranco Ponti, il primo ad aderire a luglio dell’anno scorso all’appello di “Varese nel Cuore”, che aspettava però un compagno di avventura - poco importa se a più teste come sarà “Orgoglio Varese” - per entrare a tutti gli effetti nel capitale azionario della Pallacanestro Varese.
    L’incontro di Gallarate ha stabilito una vera e propria road map per arrivare all’obiettivo comune di dare continuità e vigore alla società biancorossa. Ed è lo stesso Rasizza a sottolineare però l’importanza di aumentare il numero di figure interessate a dare il loro apporto per il bene del basket varesino. «L’intento è costruire una società forte, solida e con una situazione contabile aggiornata e ordinata, che avrà il nuovo direttore generale Andrea Conti come punto di riferimento assoluto - afferma l’a.d. di Openjometis -. Però, per ottenere tali obiettivi e dare continuità ad alto livello all’attività del club che sta nel cuore a tutti noi è necessario che altri imprenditori si uniscano a noi: sia io che Castelli e Ponti siamo disponibili ad incontrare il maggior numero possibile di aziende interessate a sostenere la Pallacanestro Varese».
    Infine, Rasizza rinnova l’appello al sindaco Daniele Galimberti per quanto riguarda la vicenda relativa all’Enerxenia Arena di Masnago, i cui costi di gestione (in particolare per le utenze) superano abbondantemente il 5 per cento del budget: «Siamo certi che anche il Comune farà la sua parte per aiutare la Pallacanestro Varese».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis fa leva sul fattore Enerxenia Arena per una partenza sprint. Il calendario della serie A 2018/19, ufficializzato ieri in versione completa dalla Lega Basket dopo l’antipasto della prima e della dodicesima giornata di andata, prevede 3 gare interne nelle prime 4 giornate per la truppa di Attilio Caja. Dopo l’esordio casalingo del 7 ottobre contro Brescia, nella rivincita dei quarti playoff 2017/18 chiusi con lo 0-3 in favore della Germani, Varese farà rotta verso Sassari nella prima trasferta stagionale, e poi ospiterà Trento e Trieste in un avvio sulla carta abbordabile.
    «L’inizio è tosto per il valore delle avversarie, ma 3 impegni interni nelle prime 4 gare ci danno la chance di partire forte - commenta il d.g. Andrea Conti - Il campionato si annuncia molto equilibrato e a maggior ragione sarà fondamentale il peso del fattore campo: confidiamo di riproporre quel feeling fortissimo tra squadra e pubblico che nella scorsa annata è stato decisivo per il raggiungimento dei playoff».
    Nel mese di novembre, prima dello stop per gli impegni della Nazionale dopo l’ottavo turno, l’Openjobmetis sarà ospite a Reggio Emilia e a Cremona e riceverà Avellino e Brindisi: potenzialmente le prime 8 giornate sembrano favorevoli per mettere in cascina un “tesoretto”.
    Dopo la pausa, invece, si ripartirà col botto a Venezia mentre il match casalingo contro Torino anticiperà il doppio derby di fine 2018 a Milano e contro Cantù. Tra l’altro con date compresse visto l’anticipo al 25 dicembre della sfida casalinga contro la Red October e l’impossibilità di anticipare la trasferta di Assago, considerato che l’Ax Exchange sarà impegnata venerdì 21 sul campo del Panathinaikos Atene.
    «Mi fa molto più paura il derby del 25 dicembre, in una giornata particolarissima e solo 2 giorni dopo la trasferta di Milano, rispetto all’avvio con 3 gare interne su 4 - confessa il coach Attilio Caja – La regola prevede l’impossibilità di scendere in campo in stagione regolare con meno di 48 ore di riposo, la data di Natale per noi sarà un problema...» - afferma il coach pavese, che ha chiesto alla società la possibilità di spostare a Santo Stefano la sfida casalinga contro i brianzoli visti i tempi così ristretti tra i due derby consecutivi.
    Varese chiuderà poi il 2018 a Pesaro e inizierà il 2019 a Pistoia, chance potenzialmente ghiotte se Ferrero e soci si giocheranno bene le loro carte nelle prime 8 gare in vista della volata per la conquista delle Final Eight di Coppa Italia (14-17 febbraio, confermata la sede di Firenze), mentre il girone di andata si chiuderà all’Enerxenia Arena contro la Segafredo Bologna.
    E il doppio impegno campionato-FIBA Europe Cup? Tra il 7 ottobre e il 30 dicembre Varese giocherà 21 partite totali, l’obiettivo di coach Caja è quello di sfruttare appieno il precampionato per arrivare pronti alla maratona iniziale: «Giocare tanto a settembre servirà per lavorare sui particolari dopo le prime due settimane di costruzione del sistema globale – aggiunge il tecnico – Sarà un periodo fondamentale per costruire le basi della nostra stagione».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    I protagonisti dell ' area tecnica biancorossa a rapporto da "Varese nel Cuore" per illustrare i temi principali della stagione 2018/19. L'assemblea informale del consorzio svoltasi ieri all'Enerxenia Arena non ha toccato temi relativi alla società, argomento rimandato all'autunno con l'obiettivo di mettere a fuoco l'auspicato ingresso dei famosi "soci forti" a fianco della multiproprietà dei circa 50 membri di "Varese nel Cuore".
    I protagonisti della serata sono stati principalmente Claudio Coldebella, Andrea Conti e Attilio Caja, tra i saluti dell'ormai ex d.g. col bilancio dei suoi 25 mesi dietro la scrivania di piazza Monte Grappa, e la prima uscita pubblica davanti ai proprietari del suo sostituto ormai operativo da quasi 4 settimane. Un appuntamento che nelle ultime due stagioni si è svolto con cadenza frequente a partire dal febbraio 2017, quando Coldebella e Caja avevano infuso fiducia e serenità all'assemblea dei multiproprietari anticipando la rimonta salvezza poi portata a termine sul campo. Un interscambio ormai costante con i soci tenuti regolarmente informati sugli sviluppi della situazione per squadra e scelte di mercato.
    Dopo una breve introduzione da parte del presidente Alberto Castelli è stato l'attuale dirigente dell'Unics Kazan ad inaugurare la trafila degli interventi con la parola "Spasiba" (ossia grazie in russo, simboleggiando la sua destinazione futura): «Un saluto doveroso da parte nostra che la gente ha apprezzato: era l'opportunità giusta per congedarci reciprocamente da una figura che ha lasciato un buon ricordo di sé, cosa comunque importante a testimonianza del valore del lavoro svolto» afferma il massimo dirigente del consorzio.
    Poi è toccato ad Andrea Conti presentarsi davanti all'assemblea dei soci che posseggono il 95 per cento delle quote della Pallacanestro Varese, situazione totalmente diversa rispetto a Cremona dove le figure chiave della società sono soltanto due: «E sotto questo profilo, al di là di pregi e difetti che possono variare rispetto ad altri club, Varese è unica nella sua diversità: le figure che operano in società devono rapportarsi con una cinquantina di soci e il clima è molto diverso» aggiunge Castelli.
    Infine è toccato a Caja fare il punto sull'esito della campagna acquisti orchestrata da Coldebella e portata a termine da Conti, ribadendo la piena soddisfazione nelle operazioni di mercato effettuate a tempo di record già espressa la scorsa settimana su queste colonne. «Ho sentito il coach molto contento e molto fiducioso: sono tutti contenti della squadra che abbiamo messo insieme, e in funzione del suo ottimismo anche la proprietà nutre fiducia nella possibilità di disputare un'altra stagione ricca di soddisfazioni» afferma il presidente di "Varese nel Cuore".
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La carica dei 1.900 dà fiducia a Varese. Cifra tonda al termine della seconda fase della campagna abbonamenti 2018/19; nel dettaglio sono stati 870 ad aver sottoscritto la tessera nella fase di mezza estate dal 12 luglio fino a ieri, dopo i 1.030 del periodo dal 24 al 30 maggio nel quale si era “battuto il ferro” dell’entusiasmo post playoff.
    Rispetto al parziale allo stesso periodo dell’estate 2017 il dato è ancora positivo con 66 fedelissimi in più; l’intermedio era migliore alla chiusura della prima fase a prezzi ridotti (in quel caso il “delta” favorevole si era chiuso a quota 165). Resta però il segnale positivo in termini di entusiasmo e fiducia che i tifosi biancorossi hanno trasmesso alla società rispondendo con l’abituale calore al claim “I Want You” adottato per trainare la campagna abbonamenti 2018/19.
    «È una dimostrazione concreta di affetto nei confronti di società e squadra, che testimonia comunque l’unità di intenti di tutto l’ambiente - afferma il coach Attilio Caja, negli ultimi tre giorni della seconda fase presente in sala “Giancarlo Gualco” per scambiare qualche battuta con i tifosi in coda per l’acquisto della tessera -. Qui a Varese siamo tutti sulla stessa pagina: la squadra cerca di accendere il pubblico con il suo atteggiamento, e i nostri supporter rispondono con un calore e un attaccamento che ha pochi eguali. L’anno scorso si è creato un circolo virtuoso determinante per i nostri successi, l’entusiasmo della gente può fare la differenza in positivo anche nella prossima stagione».
    Abbonamenti uguale calore ma anche risorse fresche per il club di piazza Monte Grappa: i ricavi dalla biglietteria - comprendendo tessere stagionali e botteghino - rappresentano un 15 per cento abbondante delle voci di entrata, e gli oltre 4.000 paganti fissi del girone di ritorno 2017/18 hanno sicuramente aiutato Varese a ridurre quasi del 50 per cento il ripianamento di fine giugno necessario per rientrare nei parametri Com.Te.C. per l’ammissione alla serie A 2018/19. Ora l’appuntamento per la terza fase è rimandato a settembre: dal 6 al 15 la sala Gualco riaprirà per l’ultima tranche della campagna “I Want You”, senza più prelazioni per i vecchi abbonati (erano 2701 nel 2017/18) ma con vendita libera di tutti i posti residui. Secondo le modalità designate ormai da tempo, chi attenderà fino all’inizio del precampionato (le prime uscite ufficiali sono previste l’1 e 2 settembre a Castelletto Ticino, esordio contro il Casale Monferrato di Mattia Ferrari al PalaEolo) dovrà pagare un piccolo sovrapprezzo: si parla di 25 euro in più per Galleria e Curva Nord, 15 per Tribuna Gold e Silver e 100 per il parterre (chi ha anticipato la spesa a maggio avrà risparmiato rispettivamente 35, 35 e 200 euro).
    Nella terza fase dovrebbero inoltre essere messi in vendita i mini abbonamenti per il girone inaugurale della FIBA Europe Cup – garantite solo 3 partite vista la formula che eliminerà già 16 delle 32 partecipanti al primo step – con prezzi e modalità da definire dopo i sorteggi in programma il 31 luglio a Monaco di Baviera.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Chiuso il mercato giocatori, ora si apre quello degli sponsor. Conclusa l’opera dell’area tecnica nel costruire il roster tra conferme ed acquisti, ora la palla passa agli “operativi” del settore ricerca risorse per la copertura completa delle spese effettuate. Il lavoro del neo d.g. Andrea Conti, insieme agli uomini degli uffici ma anche a tutti i dirigenti biancorossi che si occupano di marketing o tengono i contatti diretti con i vari sponsor da rinnovare, prosegue senza sosta una volta chiusa la campagna acquisti.
    I rapporti con i cinque sponsor principali - Openjobmetis, Cimberio e Tigros tra maglie e pantaloncini, Intesa San Paolo sul parquet e Brother per la cartellonistica - andranno ridefiniti possibilmente entro fine mese: la conferma dell’azienda di Gallarate come sponsor principale è comunque una certezza in attesa che Rosario Rasizza metta a punto (verosimilmente per settembre) la compagine definitiva del primo lancio di “Orgoglio Varese”. Il pool dei partner è però ampio e circostanziato e ciascuno sponsor garantisce un contributo utile alla causa per una “macchina” che anche per il 2018/’19 arriverà a costare suppergiù 4 milioni di euro.
    La squadra costruita nelle ultime settimane, tra gli scatti al rialzo dei rinnovi di Avramovic e Cain (oltre ai piccoli aumenti per i tre italiani Ferrero, Natali e Tambone) e gli investimenti per i cinque nuovi rinforzi - accordi a sei cifre per i tre titolari, più gli upgrade Bertone e Iannuzzi per la panchina - avrà un monte stipendi netto più elevato di poco più del 10% rispetto al torneo che s’è appena concluso. Al di là dei rinnovi di partner storici sulla scia dell’entusiasmo generato dall’esaltante girone di ritorno, c’è bisogno di nuovi “compagni di viaggio” che sostengano gli sforzi della Pallacanestro Varese nel provare a confermarsi nella metà alta della classifica della serie A e allo stesso tempo nel riaffacciarsi in Europa pur ripartendo dall’entry level della FIBA Cup.
    I contatti avviati sono numerosi, ma difficilmente produrranno esiti prima del mese di settembre; l’augurio è comunque di “monetizzare” anche sul piano commerciale l’atmosfera positiva che si respira intorno alla squadra, come sta accadendo per la campagna abbonamenti. Le necessità principali sono di riempire altri spazi sulle divise da gioco (gli spazi disponibili sono aumentati a nove, attualmente Varese ne ha coperti solo tre), e di trovare un partner primario interessato ad accompagnare la squadra di Caja nella sua avventura continentale. Per reperirla c’è in vista l’aggiunta di una figura dirigenziale con specifiche competenze nel settore marketing.
    La ricerca di nuovi sponsor è una soluzione complementare, non certo alternativa, agli sviluppi sul fronte societario per l’ingresso nel capitale azionario dei “soci forti” Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti (che dovrebbe avere un ruolo più importante nel nuovo Cda): per aumentare le risorse e stabilizzarsi tra le prime cinque-sei squadre della serie A, serve incrementare il budget di almeno 1,5 milioni di euro annui. Metà dei quali potrebbe arrivare dal rassemblement tra consorzio e nuovi soci; per l’altra fetta serve però riavvicinare il dato dei ricavi da sponsorizzazione, che nel 2017/’18 è stato attorno ai 550mila euro, al milione e mezzo dell’era degli “Indimenticabili”.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja plaude senza riserve all’esito finale della campagna acquisti che gli ha consegnato una Openjobmetis fatta a sua immagine e somiglianza. Il coach pavese racconta così le sue sensazioni di fine mercato: «Sono molto contento perché abbiamo fatto veramente il massimo rispetto alle nostre possibilità. Complimenti a Claudio Coldebella per la prima e ad Andrea Conti per la seconda parte di una campagna acquisti pienamente soddisfacente. Sin dall’inizio abbiamo avuto le idee chiare su quello che volevamo fare e abbiamo raggiunto al meglio gli obiettivi: la società si è mossa per tempo prima ancora che finisse il campionato, e anche tramite la regia di Toto Bulgheroni ha compiuto un ottimo lavoro per costruire una squadra in grado di far bene».
    Dunque la staffetta dietro la scrivania non ha portato traumi a una Varese che ha viaggiato a pieno regime sul mercato...
    «Tengo a ringraziare Claudio Coldebella per tutto il supporto che mi ha dato in questi 18 mesi: come lui resterà sempre un nostro tifoso noi lo sosterremo in questa nuova avventura. La società ha avuto una brillantissima prontezza non solo nel firmare i contratti dei nuovi giocatori ma anche nel sostituire in fretta una pedina importantissima; l’entusiasmo che ha portato Andrea Conti si affianca al mio per l’esito di questa campagna acquisti, e la risposta positiva del pubblico in termini di abbonamenti (attualmente siamo a circa 200 tessere in più rispetto allo stesso periodo dell’estate 2017, ndr) è un segnale che dà fiducia».
    Cinque volti nuovi e cinque conferme per una Varese che nasce con l’obiettivo di essere più squadra delle avversarie...
    «Le nostre armi dovranno essere difesa di squadra e attacco omogeneo: si dovrà partire da una retroguardia solida e consistente che non ti lascia mai a piedi nei momenti difficili e in caso di infortuni. In attacco ci sono tanti giocatori in grado di essere protagonisti ma disposti a stare in un sistema di squadra; mi aspetto un ulteriore salto di qualità da Avramovic nel contesto di un gruppo di elementi senza picchi che danno garanzie di affidabilità. Confermarsi non sarà semplice perché quando hai negli occhi un finale così esaltante come quello del 2017/18 le aspettative saranno elevate, e c’è anche l’esperienza nuova della coppa.
    Però abbiamo scelto giocatori solidi e affidabili che hanno caratteristiche complementari, perciò partiamo con qualche certezza e nuovi elementi pronti a essere inseriti senza rodaggio nel prossimo torneo della massima serie inizierà il 7 ottobre e si concluderà il 12 maggio 2019, con l’antipasto della Supercoppa fissata per il 29 e 30 settembre a Brescia; sarà molto importante il precampionato per metabolizzare subito il sistema».
    Quali prospettive vede per la prossima stagione?
    «L’annata scorsa è stata eccellente a prescindere dal risultato finale. Ora dobbiamo ricostruirci tutto daccapo, pronti però a fare la nostra parte ed inserirsi negli spazi che potrebbero crearsi. Dovremo essere solidi e competitivo, poi il valore aggiunto lo daranno ambiente, società e tifosi. Il club ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare e la spinta del pubblico è sempre stata importante. Partiamo sempre come sfidanti, l’obiettivo è farci rispettare e confermare l’etichetta che ci eravamo guadagnati sul campo nella stagione passata, quando chiunque doveva giocare contro Varese pensava “ci aspetta un brutto cliente che non molla mai”».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis chiude ufficialmente la campagna acquisti 2018/19 con la firma di Pablo Bertone. Accordo 1+1 per la 28enne guardia nata in Argentina ma con passaporto italiano per ascendenza: l'atleta visto nel 2017/18 a Pesaro (10,4 punti e 3,3 rimbalzi col 49% da 2 e il 37% da 3) sarà il sesto uomo della truppa di Attilio Caja, che ha puntato sulla duttilità e sulle qualità da collante del giocatore nativo della regione di Cordoba.
    Trattativa a segno per completare il roster a tempo di record: neppure due mesi dopo l'ultima uscita del 2017/18 -datata 16 maggio contro Brescia - la Varese 2018/19 è pronta all'uso per le sapienti mani di "Artiglio". Bertone è stato un giocatore scelto per le sue qualità di uomo-squadra e di capacità di stare nel sistema, oltre che per la sua conoscenza del campionato italiano maturata la scorsa annata con la maglia della Vuelle. Insomma le caratteristiche che il tecnico pavese ha ricercato in tutti gli acquisti di una estate all'insegna dell'usato sicuro dopo le tante scommesse effettuate nel 2017.
    Stavolta l'Openjobmetis, ovviamente in funzione delle risorse disponibili, è stata attrice protagonista del suo mercato impostato da Claudio Coldebella e completato da Andrea Conti. Dalle cinque conferme su 10 giocatori di rotazione alla missione compiuta con Antonio Iannuzzi - la vera prima scelta raggiunta su un mercato dai margini ristrettissimi come quello dei lunghi italiani - Varese si è mossa con oculatezza per far fruttare il suo budget in leggera ascesa ma non certo infinito. Ma comunque rispettabile per una serie A nella quale l'ultimo anno e mezzo ha ridato una solida patente di credibilità al progetto tecnico biancorosso, col ritorno in Europa che è servito per avere un appeal maggiore sul mercato degli stranieri.
    Sulle scelte dei tre giocatori del quintetto e il primo cambio degli esterni, l'unica trattativa in modalità "voluto e preso" è stata quella con Roland Moore: la terza stagione in crescita costante ha indotto coach Caja a puntare sulle doti di attivatore del regista ex Pistoia, considerato il più affidabile tra gli usati sicuri alla portata economica biancorossa. Sugli altri tre fronti Varese ha scelto chi ha detto sì rispetto a chi ha preferito aspettare o cercare soluzioni alternative: nel gioco delle sliding doors il roster finale con Scrubb, Archie e Bertone è tanto diverso da quello con Bostic (finito a Ulm), Vene (rinnovo rifiutato e ancora in cerca di collocazione) e Sanders (accasatosi a Trieste da titolare)?
    Il risultato finale potrà non accendere la fantasia dei tifosi "americanofili"; ma se c'è una qualità che Attilio Caja ha dimostrato col passare degli anni, è la capacità di far rendere al meglio squadre costruite con i criteri adatti per le sue doti di allenatore da palestra. E nel 2018/19, con il doppio impegno campionato-coppa che ridurrà il tempo per puntare sulla tattica, l'affidabilità tecnica e umana di chi entrerà a far parte di un sistema di lavoro già consolidato sarà un valore aggiunto fondamentale per provare a confermarsi nella metà alta della classifica e ad onorare l'impegno in Europa.
    Giuseppe Sciascia

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