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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri.
    Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini).
    Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa.
    La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L’Openjobmetis saluta Siim Sander Vene ed è pronta ad abbracciare Dominique Archie.
    La 31enne ala statunitense sarà con ogni probabilità il sostituto dell’atleta estone nello scacchiere tattico della Varese che verrà. Il giocatore ex Capo d’Orlando è vicinissimo all’accordo con la società di piazza Monte Grappa, che lo aveva avvicinato dopo il primo impasse nelle trattative per il rinnovo del contratto con l’uomo della svolta della seconda metà del 2017/18. Ma mentre le richieste di Vene non collimavano con le proposte del club prealpino, Archie ha preso in seria considerazione l’offerta economica biancorossa e l’operazione è ai dettagli in vista di una fumata bianca attesa a metà della settimana entrante. Il giocatore del 1987 era già stato sondato 12 mesi fa dall’Openjobmetis per occupare lo spot di ala forte titolare, ma la richiesta economica dopo l’ottima stagione disputata a Capo d’Orlando (13,7 punti più 5,5 rimbalzi, 1,0 assist, 1,0 stoppate e il 42% da 3) era stata considerata fuori portata da Varese che aveva ripiegato poi sulla scommessa Stan Okoye (ingaggiato al 50% della richiesta dell’atleta della Georgia). Archie aveva firmato in Israele al Bnei Herziliya per una cifra ancor più alta; ma la sua stagione 2017/18 non è stata felicissima (8,6 punti e 4,5 rimbalzi), complice un gruppo ricco di solisti nel quale il prodotto di South Carolina University ha faticato ad adattare le sue doti di elemento di sistema. Che al contrario lo rendono elemento molto adatto al basket di Attilio Caja, sia pur con qualche differenza rispetto a Vene: le capacità di facilitatore offensivo (una sorta di playmaker occulto) e leader della difesa dell’estone saranno una perdita importante, ma di fianco al confermato Cain nel ruolo di centro un’ala con atletismo e qualità balistiche come Archie può comunque dare garanzie importanti. Rispetto a Vene garantisce sulla carta più punti ma soprattutto un maggior impatto a rimbalzo (7.9 e 3.2 rispettivamente le cifre stagionali dell’estone, il cui impatto però andava al di là delle pure statistiche); e questo è un aspetto importante per una Varese che oggi non ha alcuna certezza di poter nuovamente contare su Stan Okoye, che nel 2017/18 ha contribuito alla causa non solo con 15,1 punti ma anche con 7,5 rimbalzi di media (secondo solo agli 8,9 di Cain).
    Inoltre l’atleta del 1987 è ormai un americano “europeizzato” che conosce molto bene l’Italia: lo scelse Gianmarco Pozzecco nell’estate 2013 per l’A2 di vertice a Capo d’Orlando, lo confermo la Betaland per il 2014-15 dopo il ripescaggio estivo in serie A (13.2 punti e 6.3 rimbalzi nel suo primo assaggio del massimo campionato) salvo poi cederlo a salvezza acquisita in Belgio al Telenet Ostenda, nelle cui file Archie ha vinto due scudetti e una coppa nazionale (fu avversario dell’Openjobmetis nella prima fase della FIBA Europe Cup 2015-16). Nel 2016-17 il ritorno in Sicilia conquistando i playoff con la formazione di Gennaro Di Carlo, dopo la sofferta stagione in Israele Archie ha scelto di tornare nuovamente in Italia in un club e con un coach in grado di garantirgli la giusta collocazione e la giusta vetrina. Ed anche se per le certezze definitive sul fronte budget serviranno ancora 7-10 giorni, con l’operazione Archie ai dettagli l’Openjobmetis è pronta a dare un segnale forte di credibilità dei suoi programmi anche per la stagione che verrà. Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, la firma dell’ala statunitense con Varese inaugurerà ufficialmente il mercato 2018/19 per tutta la serie A italiana. La conferma di Cain e l’arrivo di Archie sono due bei regali per chi si è abbonato “al buio” a maggio...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tyler Cain non lascia ma raddoppia. Il centro del Minnesota firmerà nelle prossime ore il rinnovo per le prossime due stagioni con l'Openjobmetis, chiudendo felicemente una trattativa avviata da un paio di mesi. Notizia decisamente positiva per tutti gli appassionati di Varese che hanno imparato ad apprezzare nel corso della stagione 2017/18 il mix di qualità tecniche ed umane del lungo del 1988. Giocatore poco appariscente ma molto sostanzioso, Cain ha saputo guadagnarsi con il passare dei mesi il gradimento dei tifosi del PalA2A, diventando uno dei beniamini dei fans biancorossi.
    Oltre ad essere la vera architrave del sistema di gioco di Attilio Caja, che attorno al pivot statunitense ha costruito difesa ed attacco: le cifre finali (9,4 punti più 8,9 rimbalzi e 1,5 assist) non danno il giusto rilievo alle capacità del centro ex Forlì di chiudere i varchi sugli aiuti difensivi e di fungere da regista occulto in attacco dove i suoi blocchi granitici sono stati spesso decisivi per i tiratori. Un annuncio che arriverà appena dopo la chiusura della prima tranche della campagna abbonamenti premiando con i fatti la fedeltà dei tifosi che hanno sottoscritto la tessera auspicando il rinnovo di Cain. E che rappresenta un primo ma importante segnale di continuità, chiave di volta per provare a puntare nuovamente in alto nel 2018/19 secondo le richieste del coach pavese.
    Negli anni scorsi Varese ha provato più volte a rinnovare gli elementi più apprezzati dalla stagione precedente - Eric Maynor nell'estate 2015, Chris Wright nel maggio 2016 e Christian Eyenga lo scorso anno- non riuscendo però a coronare i suoi sogni di inizio mercato. Stavolta il d.g. Claudio Coldebella si è mosso in largo anticipo e ha "cesellato" raccordo che accontenta entrambe le parti sfruttando la voglia di Cain di dare stabilità anche alla famiglia (accompagnato da moglie e figlioletto di quasi due anni che hanno gradito molto la permanenza a Varese).
    Dunque sul piano dei contratti mezza Openjobmetis versione 2018/19 è già in cassaforte; l'area tecnica biancorossa sta lavorando ad altri rinnovi a partire da quello di Siim Sander Vene, al momento però l'ala estone ha preso tempo per questioni legate alla vetrina internazionale al di là del discorso economico e si attende una decisione in tempi rapidi del giocatore del 1990.
    Oggi invece le porte del PalA2A si riapriranno per un allenamento che servirà a valutare altre due potenziali caselle da riempire per la stagione 2018/19. Un gruppo di 10 giocatori locali - il più noto è Matteo Piccoli quest'anno in A2 a Jesi, poi i prodotti del vivaio Calzavara, Lo Biondo e De Vita più altri elementi militanti in B come Pagani, Rosignoli, Marusic e Hidalgo più Bertoglio e Turano - svolgeranno un allenamento di prova con la prospettiva di occupare i ruoli di undicesimo e dodicesimo senior nel roster della prossima annata sportiva. Ancora incerta però la presenza di Attilio Caja, colpito da un grave lutto familiare (ieri ai funerali del suocero) con la possibilità di una seconda convocazione la prossima settimana se il tecnico pavese dovesse dare forfait.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tyler Cain non si sbilancia in maniera definitiva sulla sua permanenza nelle file dell'Openjobmetis 2018/19. Leggendo però tra le righe l'apprezzamento per coach, sistema di gioco e città, si coglie più di quanto non dica il centro del Minnesota: le trattative per il rinnovo del contratto che ne farebbero la prima certezza straniera per la prossima stagione sembrano ormai vicine alla fumata bianca. «Restare a Varese? È possibile, ne stiamo parlando ormai da tempo - spiega - vediamo cosa succederà nelle prossime settimane ma il dialogo è serrato. Qui mi sono trovato molto bene, ho trovato un ambiente e un sistema perfetto per esaltare le mie caratteristiche e un'organizzazione ottimale per me e la mia famiglia. Io il più importante nello stile di gioco di Attilio Caja? Il basket è uno sport di squadra e ciascuno di noi ha fatto la sua parte per il successo corale in questa stagione. Però non c'è dubbio sul fatto che mi sono sentito a mio agio».
    Di sicuro lei è in cima alla lista delle preferenze dei tifosi nell'elenco delle conferme desiderate...
    «Ci sarebbe piaciuto chiudere la stagione in modo diverso rispetto ad uno 0-3 che comunque ci ha punito oltremisura rispetto a quello che abbiamo saputo mettere in campo nella serie contro Brescia. Però l'apprezzamento e l'entusiasmo dei nostri tifosi, che ci hanno sostenuto per tutta la stagione con grandissima passione, testimonia che la gente di Varese ha apprezzato gli sforzi che abbiamo compiuto per provare a regalare loro ulteriori soddisfazioni».
    L'Openjobmetis è stata una squadra con un clima familiare all'interno del gruppo: quanto ha contribuito l'unità dello spogliatoio?
    «Tantissimo, ed è stato così fin dal primo giorno. Senza alcun dubbio è stata una delle chiavi della nostra stagione oltre le aspettative. Abbiamo trascorso moltissimo tempo insieme, non solo in occasione degli allenamenti e delle trasferte, ma anche fuori dal campo; abbiamo imparato a conoscerci ed apprezzarci e questo ha aiutato a costruire una chimica di squadra fondamentale per i nostri risultati. Ci sono stati tanti alti e bassi nel girone di andata, poi dall'ultimo posto siamo riusciti a risalire fino ai playoff; ma al di là dei risultati, ogni persona che ha fatto parte dell'organizzazione, dallo staff tecnico ai giocatori, ha sempre dato il massimo giorno dopo giorno».
    Lei ha vinto la sua scommessa personale nel dimostrare il suo valore anche in serie A italiana dopo l'esperienza personalmente positiva ma sfortunata a livello di club in LegAdue...
    «Dopo la mia esperienza nel 2013-14 a Forlì, dove eravamo retrocessi nonostante avessi avuto un rendimento comunque positivo, non avevo più avuto la chance di misurarmi ad un livello superiore. Dopo tre stagioni in Francia ci tenevo moltissimo a verificarmi in un campionato che considero molto competitivo e stimolante. Devo ringraziare Varese per avemi dato questa opportunità ed ho provato a ripagare il club in tutti i modi possibili con impegno e dedizione».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il mercato dell’Openjobmetis versione 2018/19 inizierà dagli italiani. O comunque dall’italiano – almeno uno, in attesa di capire l’entità definitiva delle risorse disponibili – in fase di individuazione per allungare le rotazioni della panchina nell’ottica del nuovo regolamento che imporrà dal prossimo campionato il passaggio da 7 a 6 stranieri.
    Tenendo conto della conferma del trio Tambone-Natali-Ferrero, le aree tecniche di ricerca sembrano circoscritte nei ruoli di guardia o guardia-ala e di centro, laddove nelle gerarchie finali del 2017/18 c’erano Tomas Dimsa e Mario Delas. In attesa di certezze sul fronte budget, il giro di orizzonti del d.g. Claudio Coldebella è servito per valutare disponibilità e costi con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando dalla stanza dei bottoni della società arriveranno indicazioni definitive sulle risorse da investire per costruire il roster.
    Non è questione di ruolo, ma di disponibilità: se Varese sceglierà un esterno il cambio del pivot sarà straniero o viceversa. Posto che Varese non potrà comunque arrivare ai superbig Michele Vitali (piace ad Avellino ma resterà a Brescia), Pascolo (verso Trento) o Flaccadori (verso la Virtus Bologna), c’è bisogno di certezze economiche in tempi relativamente rapidi perché il mercato italiano offre un numero limitato di giocatori: un giocatore rodato come Valerio Mazzola – in uscita da Torino con un contratto a sei cifre - è già conteso tra Avellino e Brescia. E se si escludono giocatori che potrebbero parzialmente “coprire” gli spazi di quelli già in organico, come le ali forti Gaspardo e Zerini oppure i play Cournooh e Giuri, l’elenco dei papabili è relativamente corto.
    Si va dal veterano Stefano Gentile (ex Cantù e Virtus Bologna) all’ex biancorosso Mian (visto dal 2009 al 2011 a Varese, in uscita da Pistoia nel reparto perimetrale, mentre tra i centri italiani – considerando poco compatibile Andrea Crosariol con “Artiglio” - Antonio Iannuzzi sarebbe il candidato più gettonato (ma dovrà prima sbrogliare la matassa del contratto con Torino di cui comunque non fa più parte dei piani) e l’unica alternativa potrebbe essere l’ex tricolore Magroin uscita da Pistoia.
    A oggi non ci sono trattative in corso, perché senza definire con esattezza il budget è impossibile indirizzarsi su questo o quel profilo. Dopodiché, se le future “contenders” per i playoff 2018/19 che hanno bucato l’obiettivo nel 2017/18 schiereranno italiani come Polonara (vedi Sassari), Aradori, Baldi Rossi e forse Flaccadori (vedi Virtus Bologna), Poeta e qualche big sognando Fontecchio se non tornasse a Milano (vedi Torino), per ripetersi tra le prime otto servirà un’altra impresa se la panchina non sarà in grado di supportare lo starting five.
    Se il budget sarà analogo a quello di 12 mesi fa e Coldebella e Caja dovranno pescare ancora tra le scommesse della A2, l’obiettivo sarà analogo a quello dell’inizio del 2017/18. Se invece le risorse per la squadra saranno simili a quelle del 2016/17, un italiano di qualità – e magari un investimento su un giovane futuribile – sarebbero indispensabili per provare a riconquistare i playoff.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese prende in seria considerazione l'opzione Europa. Ma ripartendo dalla FIBA Europe Cup sfiorata due anni fa a Chalon, senza inseguire il sogno di una Champions League rivelatasi indigesta perché troppo competitiva per le sue forze nella stagione passata. Tra le ipotesi al vaglio del club, impegnato nelle operazioni di definizione del budget per l'annata 2018/19 che è legato a filo doppio alle trattative in corso per l'ingresso dei nuovi soci (il progetto "Orgoglio Varese" che fa capo a Rosario Rasizza e di conseguenza Gianfranco Ponti), c'è anche l'idea di sfruttare il diritto acquisito sul campo di giocare una competizione internazionale. Evitando però uno step considerato troppo impegnativo a livello tecnico - e di pari passo anche economico - per la stagione inaugurale del nuovo corso.
    L'Europa ha attualmente un numero di "grandi elettori" superiore ai detrattori, puntando però sulla seconda competizione organizzata dalla FIBA anziché alla Champions League alla quale l'Openjobmetis ha conquistato sul campo la facoltà di iscrizione. Dal punto di vista formale non ci sarebbero vincoli: la FIP ha diritto ad un posto in caso di richiesta da parte di un club italiano, le squadre che in classifica hanno preceduto Varese hanno già comunicato di preferire Eurocup e Champions League, e dunque qualora venisse esercitata questa facoltà l'ammissione sarebbe automatica. Sull'opzione FIBA Europe Cup, nel caso di sì all'Europa da parte della proprietà, sarebbe favorevole lo stesso Attilio Caja: la storia recente di Varese insegna che la "coppetta" di due anni fa fu preziosa per la crescita progressiva della coesione della squadra (nonché utile per le casse del club, ma non ci sono più i maxi-bonus della premialità del 2015/16...).
    Al contrario la Champions dello scorso anno si rivelò troppo competitiva per una squadra comunque problematica sul piano tecnico, finendo per zavorrare a lungo il cammino in campionato dell'Openjobmetis che non a caso si risollevò solo dopo la fine della competizione europea. Almeno nella prima fase, il vantaggio della FIBA Europe Cup - con 6 partite garantite da ottobre a dicembre, altre 6 per il passaggio del turno fino a febbraio e playoff con doppio turno dagli ottavi di finale - è rappresentato dalla possibilità di utilizzarla come "valvola di sfogo" infrasettimanale per giocatori meno utilizzati o giovani da sviluppare. Giocando una competizione più adeguata alle sue attuali possibilità, Varese potrebbe comunque godere del supplemento di appeal sul mercato straniero garantito dall'esposizione internazionale senza rischiare di svenarsi. E come dimostrano i risultati del 2015/16, provare a competere fino in fondo per un obiettivo concreto è in grado di rendere appetibile per il pubblico e l'ambiente - e magari anche qualche sponsor ad hoc - anche quella che per tanti mesi era stata considerata una "coppetta". I tempi della decisione non saranno lunghi: serve comunicare l'interesse alla FIP entro il 16 giugno e perfezionare l'iscrizione entro il 23, insieme al primo snodo sull'Europa si auspica di poter dare il via anche alle operazioni di mercato.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    A chiusura della seconda giornata di campagna abbonamenti (siamo a quasi 400 tessere), Stan Okoye ringrazia Varese per la sua esplosione fragorosa da scommessa ripescata in A2 a terzo miglior giocatore della serie A 2017-18. Ma chiede tempo prima di parlare del suo futuro, volendo coltivare il sogno NBA con la franchigia che lo ha invitato alla Summer League di Las Vegas a luglio (dovrebbero essere i Denver Nuggets).
    Il top-scorer biancorosso tira così le somme dell’annata: «Il rammarico per le tre sconfitte in volata con Brescia non cancella la soddisfazione per una stagione bellissima e ricca di emozioni. Avremmo preferito un finale diverso, in tutte e tre le partite di playoff abbiamo condotto almeno per l’80 per cento del tempo e non siamo riusciti a raccogliere i frutti del nostro lavoro. Però il 2017/18 è da considerare positivo sotto ogni aspetto e l’entusiasmo con cui la gente di Varese ci ha salutato ne è una testimonianza tangibile».
    Dodici mesi fa scelse Varese anziché Udine con un contratto più basso pur di tornare in A: col senno di poi scommessa ampiamente vinta?
    «Sapevo che tornando a lavorare con Attilio Caja avrei potuto giocare in un sistema che mi era già familiare e con un allenatore che mi avrebbe aiutato molto a crescere. Il coach ha avuto molta pazienza con me, e ha sempre avuto fiducia nelle mie qualità anche quando nelle prime partite ho avuto un rendimento alterno. Questo e il supporto dei tifosi con l’atmosfera magica che hanno sempre creato al PalA2A mi hanno aiutato tantissimo».
    Da 5.1 punti e 3.9 rimbalzi di tre anni fa ai 15.1 e 7.8 col 39% da 3 del 2017/18 valso il terzo posto nella graduatoria dell’Mvp della serie A: un salto di qualità enorme.
    «Un grande riconoscimento per il quale, oltre al coach, devo ringraziare i miei compagni che ogni giorno mi spingevano a dare il massimo in allenamento e a progredire nell’arco della stagione. Credo di avere sfruttato al meglio le due stagioni in A2 per migliorare sul piano mentale e arrivare pronto a questa opportunità che ho provato a utilizzare al massimo delle mie possibilità».
    Quali sono i suoi programmi per l’estate?
    «Ho un accordo con una squadra NBA per giocare con loro la Summer League; per questo motivo non so se sarò in grado di rispondere ad una eventuale chiamata della Nigeria per le qualificazioni ai Mondiali 2019. Sarà comunque una estate con il pallone in mano, in ogni caso non prenderò decisioni relative al mio futuro prima di aver esaurito gli impegni a Las Vegas (finirà il 17 luglio, ndr). Appena uscito dal college nel 2013 avevo svolto qualche workout ma senza prospettive, stavolta mi sento più pronto e voglio giocarmi le mie carte».
    Possibilità di rivederla a Varese con coach Caja?
    «Questo sistema è stato perfetto per esaltare le mie qualità: essere il primo terminale dell’attacco e avere tanta fiducia dell’allenatore e dei compagni mi ha aiutato tantissimo. Vedremo se saprò adattarmi anche ad un livello più alto, ma sono stato contentissimo di questa stagione; in ogni caso non voglio prendere impegni prima di avere esplorato a fondo le mie possibilità. Il mio obiettivo è giocare al più alto livello possibile e la Nba è ovviamente il sogno di qualsiasi giocatore del mondo; Varese sarà sempre un posto speciale per me e un pezzo del mio cuore resterà sempre qui. Vedremo cosa succederà a luglio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Aleksa Avramovic ricambia l’affetto che Varese gli ha tributato in occasione della festa di fine stagione di lunedì scorso. L’esterno serbo ha confermato il suo ruolo di preferito dai fans biancorossi nell’applausometro al momento della presentazione e nella caccia a selfie e autografi: «Una festa che ha confermato l’amore per il basket di questa città: vedere tanta gente che è venuta a salutarci è stato un momento speciale e un bellissimo coronamento di una annata che ci ha dato sensazioni fortissime. Credo che a caldo tutti noi vorremmo restare in una piazza dove c’è questo tipo di supporto, vedremo quali saranno i programmi futuri».
    Varese ha chiuso sesta partendo da sedicesima, ma se ci fosse stato uno scudetto per il lavoro lo avrebbe vinto a mani basse...
    «Abbiamo scritto una pagina di storia con una rimonta dall’ultimo posto ai playoff mai accaduta nel basket italiano. Questo dimostra il carattere di un gruppo che ha lavorato tantissimo sin dal 18 agosto: anche quando perdevamo all’andata eravamo convinti di essere sulla strada giusta. Ero certo che Dio ci avrebbe restituito quell’impegno; siamo contenti di aver riportato Varese ai playoff dopo 5 anni».
    Una delle chiavi della rimonta di Varese è stata la sua esplosione fragorosa negli ultimi due mesi: come racconta la sua stagione?
    «Sono partito da cambio di Waller, poi ho avuto spazio da titolare quando si è infortunato. È arrivato Larson e sono tornato ad uscire dalla panchina dietro Wells; in quel momento però avevo preso fiducia ma ho continuato a disputare buone prestazioni. Nel finale di stagione ho avuto nuovamente la chance di partire in quintetto; avere un ruolo da protagonista ed essere uno dei leader è la cosa che più amo fare. Ho sempre voluto avere le responsabilità in tutta la mia carriera, mi piace avere la palla in mano e la squadra che gioca per me, e ho cercato di sfruttare al meglio questa occasione».
    Dagli 8,1 punti col 17% da 3 dell’andata ai 15,5 col 35% del ritorno con la ciliegina dei 20 punti di media della serie contro Brescia: un progresso clamoroso...
    «Mi sono confrontato con Claudio Coldebella e mi ha detto di non essere sorpreso: è sempre stato convinto delle mie qualità e sapeva che potevo esprimermi su quei livelli. Ma ogni cosa richiede tempo: sono arrivato nell’estate 2016 dalla serie A serba, il primo anno è servito per adattarmi a un livello più alto, questa stagione sono cresciuto tantissimo grazie al coach che mi ha dato fiducia anche quando all’inizio le percentuali da fuori non erano buone».
    Cosa le riserverà l’estate 2018? Il suo futuro sarà ancora a Varese?
    «Spero di avere un’altra chiamata dalla Nazionale e aspetto di capire quali saranno le prospettive future. Ho un altro anno di contratto: mi sono confrontato con la società e spero di restare, ma al momento è troppo presto per dire qualcosa di definitivo. Sarebbe bello giocare da protagonista in Europa con Varese; vediamo cosa succederà, sicuramente amo questo posto che è e resterà sempre nel mio cuore».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Varese che verrà tra quattro certezze, tre dubbi legati alle ambizioni ed alla vetrina europea e cinque addii stranieri. Ecco il borsino relativo alle prospettive dell'Openjobmetis versione 2018/19.
    CHI RESTA - Il trio italiano formato da Ferrero, Tambone e Natali è la base di ripartenza garantita sia a livello contrattuale (tutti e tre hanno un accordo valido per il 2018/19) che sul piano dell'opportunità: le nuove regole con uno straniero in meno (Varese passerà dal 3+4+5 al 6+6) inducono a tenersi stretti gli italiani dell'organico, che andrà piuttosto implementato con un elemento di valore (ipoteticamente un cambio del pivot o degli esterni, gli slot meno coperti nei playoff da Dimsa e Delas). Sul rinnovo di Tyler Cain c'è grande fiducia: nel puzzle corale del sistema Caja il centro del Minnesota è l'elemento più insostituibile per il suo elevatissimo quoziente intellettivo cestistico sui due lati del campo. Giocatore e famiglia apprezzano Varese a livello organizzativo e logistico, a meno di clamorosi colpi di scena sarà la prima certezza futura.
    I DUBBI - Stan Okoye non prenderà decisioni fino a luglio inoltrato: l'ala nigeriana aveva scommesso su se stesso a maggio 2017 accettando un contratto inferiore a quello di Udine per giocarsi la sua chance in serie A. Puntata vinta a mani basse potendo ora moltiplicare il suo valore rispetto a quello del 2017/18 (era lo straniero meno pagato dei 7 d'inizio stagione): il terzo miglior giocatore del campionato giocherà la Summer League di Las Vegas con una squadra NBA che vuole visionarlo e ha anticipato che non prenderà decisioni fino al termine dell'evento fissato al 17 luglio. Se poi non dovesse sfondare tra i pro, per tenerlo servirà comunque adeguare notevolmente il suo salario e lottare con altre realtà - italiane e straniere - per assicurarsi un giocatore che ora fa gola a molti. Certo, se Varese alzerà l'asticella delle ambizioni in Italia e si affaccerà in Europa sfruttando il diritto di giocarsi la Champions League conquistata sul campo, il solido rapporto con Attilio Caja potrebbe dare una chance ai biancorossi. Il tema Europa è considerato imprescindibile da Siim Sander Vene per considerare la permanenza in biancorosso: l'accoppiata tra l'ala estone e Cain è molto ben assortita e darebbe garanzie importanti di continuità, ma l'ex Kaunas e Nizhny Novgorod dà priorità alle squadre che giocano le coppe. E lo stesso discorso vale per Aleksa Avramovic: gli ultimi due mesi da star hanno acceso i fari sulla guardia mancina che potrebbe avere molto mercato in Spagna, una Varese dal respiro internazionale che gli garantisse nuovamente il posto da titolare potrebbe essere la vetrina giusta per esplodere definitivamente. Ma il buyout a 50mila euro non è eccessivo per chi ne ha apprezzato il mix di talento e personalità.
    CHI VA - Saluti in vista per i titolari del girone di andata Wells e Waller: Cameron non ha convinto in regia ma, in generale, ha mostrato un'indole da gregario rispetto alle aspettative da leader; il tiratore della Georgia è parso troppo alterno e monodimensionale legato alle medie dall'arco. Sicuro l'addio a Delas e Dimsa: il centro croato ha avuto qualche sprazzo ma ha fatto rimpiangere il suo predecessore Pelle; l'esterno lituano è stato utile soltanto in allenamento e mai in partita. Su Larson c'è ancora un punto interrogativo legato al budget: il play pescato in Belgio ha mostrato personalità e qualche numero, se però bisognerà alzare l'asticella ci sarà bisogno di un giocatore di maggior spessore. Giuseppe Sciascia

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