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simon89
La seconda in classifica del girone di ritorno contro la seconda in classifica “reale”: «Vediamo quanto siamo distanti da loro: basta questo come stimolo»
I playoff lasciamoli lì dove sono: non pensarci, in fondo, fino adesso ha portato fortuna. E poi, al “cartesiano” Attilio Caja, ciò che dipende anche da fattori esterni al “super io” biancorosso non interessa: così è stato nella rincorsa salvezza, così sarà in questo finale di campionato.
“Prima” della classe
Sulla strada di una Openjobmetis da 7 vittorie in 8 partite stavolta c’è un esame di quelli da 3 mesi di studio. Al Taliercio, contro la Venezia capace di bagnare il naso al resto della classe (fatta salva Milano), si va però con la salvezza già in tasca. Giusto allora fare un passo indietro: «Trento è valsa l’aritmetica certezza della nostra permanenza in serie A - esordisce il coach nella consueta conferenza stampa del venerdì - Io e i miei giocatori siamo molto contenti, soprattutto del fatto che la salvezza sia arrivata con tre giornate di anticipo, ma vogliamo continuare quest’onda lunga e scendere sul parquet per fare altre partite di livello». Il calendario, in tal senso, serve il piatto giusto: «La Reyer non solo occupa il secondo posto in Serie A, ma ha anche conquistato le final four di Champions League: sta dimostrando tutta la sua forza e non ha lasciato nulla d’intentato nemmeno sul mercato. E poi, tornando al campionato, avere davanti solo Milano, notoriamente fuori portata, significa essere fondamentalmente primi: merito di coach De Raffaele e della società».
Insomma: «Sarà una partita dura, che dobbiamo prendere come una verifica: quanto siamo lontani da una squadra così? Penso sia questa la motivazione migliore per i miei giocatori, che anche durante gli allenamenti di questa settimana hanno dimostrato di essere presenti di testa, dopo un primo giorno di ripresa così così. Io sono molto curioso di vedere come andrà a finire contro l’Umana, spero che lo siano anche i ragazzi.
Lo status
Dall’altra parte del campo la Openjobmetis troverà un organico profondo, che al momento attuale sconta tuttavia delle assenze importanti sotto le plance: contro Varese marcheranno visita Batista (chiamato qualche settimana fa per sostituire Hagins) e Tomas Ress. «Se uno guarda a come gioca la formazione di De Raffaele - ridimensiona Caja - capisce che il “buco” è solo uno, quello di Batista. Loro partono con Ortner in quintetto: l’unico che manca è il suo cambio designato, perché Ress, comunque grande giocatore, entra in campo pochi minuti a gara». Probabile, piuttosto, qualche istante di Melvin Ejim da “5”: «A livello di accoppiamenti questa mossa potrebbe crearci qualche problema, perché Ejim da centro, oltre a dare tanta energia e a non subire a rimbalzo, possiede un’atipicità pericolosa. Avrei preferito giocare contro Ress...».
Inevitabile, in un frangente in cui il traguardo vero è già stato conquistato e il resto sono sogni un po’ fumosi, ritornare sul discorso degli stimoli: «Lo sport è competizione sempre - sottolinea l’allenatore pavese - E già questo dovrebbe essere sufficiente: io sono 25 anni che vado in palestra ogni giorno, in primis per imparare e poi per dimostrare qualcosa. Ritengo che i miei giocatori debbano avere delle motivazioni anche individuali, forse persino superiori a quelle collettive: far bene contro la seconda in classifica può accrescere il tuo status, permettendoti magari di strappare un buon contratto per il prossimo anno».
Fabio Gandini
simon89
La chiamata non arriva. Sono le 20.35 e per i tempi tecnici di un giornale l’orario inizia a diventare da bollino rosso. Il cellulare di Attilio Caja è ancora spento, con l’allenamento che doveva finire alle 19 o poco più. Finalmente lo squillo: «Dove sei finito, coach? Ora che è arrivata la conferma, ti fanno lavorare di più?». «Qui, caro Fabio, non si molla un attimo».
Un giorno alla corte dell’Artiglio. Un giorno come un altro, se non fosse per un piccolo, grande gesto societario, profumato di gratitudine e capace in un colpo solo di cancellare un grosso torto del passato e di dare prospettiva immediata al futuro.
«Stima e riconoscenza»
La notizia ufficiale è del primo pomeriggio di ieri: «Il Consiglio di Amministrazione della Pallacanestro Varese, riunitosi nella mattinata di mercoledì 19 aprile 2017, ha deciso di eliminare la clausola di uscita dal contratto che lega il club biancorosso a coach Attilio Caja. Questa decisione è stata presa per dimostrare concretamente all’allenatore della Openjobmetis Varese tutta la stima e la riconoscenza per l’ottimo lavoro svolto in questi mesi sulla panchina biancorossa portando la squadra alla salvezza e ottenendo importanti risultati sia a livello di gioco che motivazionali. Coach Attilio Caja pertanto continuerà a guidare la prima squadra della Pallacanestro Varese fino al termine della stagione sportiva 2017/2018».
Si riparte da lui. Da un allenatore che a settembre festeggerà il 27° anno da professionista della panchina applicata al basket. Volete un numero, uno a caso? Quando Caja ha avuto la possibilità di guidare una squadra dall’inizio della stagione, ha raggiunto i playoff 10 volte su 12. I falsi miti non sarebbero nemmeno da sfatare, se due anni fa - insieme ad altre assortite ma inintellegibili motivazioni - non fossero stati alla base di una “non conferma” che ha fatto a pugni con la meritocrazia.
La vita, a volte, sa restituire: «Ma io non avevo rivincite da prendermi - confessa il coach - Capita, però, che a volte ti venga ridato ciò che ti è stato tolto. Ci vuole anche fortuna. Pensate al Milan, che dopo aver perso quell’incredibile finale di Champions contro il Liverpool (nel 2005, ai calci di rigore dopo essere stato avanti 3-0 ndr), due anni più tardi ha avuto la possibilità di riscrivere la sua storia contro lo stesso avversario: non succede spesso una cosa del genere. Io sono semplicemente molto contento di aver avuto una nuova opportunità con Varese e di aver ottenuto il medesimo risultato della prima volta»
Quella Openjobmetis che aveva ricostruito dopo le macerie del Poz, l’Artiglio la sentiva sua, tanto sua. Fu un’innamoramento rapido e focoso, che realizzava un sogno (Caja non ha mai nascosto quanto mancasse una panchina come quella biancorossa alla sua già assai prestigiosa carriera) e veniva favorito dai risultati. Oggi l’amore ha messo gli esponenti: «Varese la sento mia sempre di più. Quando arrivi in un posto dove la società ti sta vicino e ti dà fiducia nei momenti difficili, un posto dove i tifosi ti incoraggiano anche quando perdi, dove la stampa ti rispetta e ti apprezza, beh... quel posto diventa per te una seconda pelle. E quando scendi in campo, se ce ne fosse bisogno, sei portato a dare il 101%, non il 100%».
«Una barca in porto»
Si riparte da lui. Che nel momento in cui il passato accarezza il futuro non si dimentica di nessuno: «Dedico la salvezza conquistata e questa riconferma a mia moglie. Mi è sempre stata vicino, sia nei momenti tristi passati due anni fa, sia quest’anno nelle difficoltà iniziali: mi aiuta sempre a vedere la parte buona delle cose. Con lei ci sono il mio staff e i miei giocatori: senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Varese era una barca in mezzo al mare in tempesta che doveva tornare in porto: io sarò pure stato il “capitano”, ma senza il timoniere, il navigatore e i marinai non sarei andato da nessuna parte. Questa squadra è cambiata con la collaborazione».
Si riparte da lui. Che per il futuro ha una sola ricetta. Non chiedetegli nomi, perchè vi risponderà così: «Abbiamo davanti un finale di stagione che dovrà essere vissuto come se fosse un inizio: ci sono ancora tre partite per capire chi vorrà continuare con noi, chi vorrà condividere il nostro progetto e sarà capace di dimostrarlo sul campo, quotidianamente. Ai miei giocatori l’ho detto anche oggi pomeriggio: “Lo sport non ha memoria e noi dobbiamo accettarlo, io per primo. Contano i fatti, ogni volta che andiamo in palestra”. Quindi non dico chi mi piacerebbe avere il prossimo anno con me, dico solo: “Chi ci sta?”».
Si riparte da lui.
Fabio Gandini
simon89
Attilio Caja guiderà la Pallacanestro Varese anche nella stagione 2017/'18. Come anticipato su queste colonne dopo il derby vinto a Desio il 2 aprile, la società di piazza Monte Grappa ha eliminato la clausola contrattuale che prevedeva l'opzione di uscita dal contratto biennale stipulato quando il tecnico pavese era subentrato a Paolo Moretti il 23 dicembre 2016. È stata la decisione principale del CdA di ieri mattina, formalizzando con tre partite d'anticipo rispetto al termine della regular season una conferma guadagnata sul campo da parte di Artiglio (8-7 il record attuale di Caja rispetto al 4-8 del suo precedessore).
«Un atto doveroso teso a riconoscere in maniera tangibile la qualità del lavoro svolto da Attilio - spiega il consigliere biancorosso Tota Bulgheroni -. In tal modo daremo al nostro coach la possibilità di lavorare fin da subito in previsione della prossima stagione». L'ufficialità della conferma del tecnico è il primo passo per costruire la Varese che verrà. E, alla luce del feeling che ha saputo costruire con gli elementi cardine del roster biancorosso, la certezza di avere ancora Caja al timone sarà una una carta importante da giocare per provare a convincere i pezzi pregiati a fare ancora parte del progetto. Per il momento si può ragionare soltanto sulle intenzioni, dovendo prim afare i conti di quel che si potrà mettere a disposizione della triade Coldebella-Bulgheroni-Caja per costruire la squadra 2017/18. Con i conti dell'annata corrente da chiudere e i residui del passato che dovrebbero essere smaltiti entro la conclusione del prossimo anno, definire gli scenari del budget è basilare per coniugare sostenibilità e risultati sportivi.
Tra sponsor da rinnovare - o da rimpiazzare - e potenziali soci forti da coinvolgere o proseguire con l'attuale formula consortile senza new entries, il budget può oscillare parecchio tra la sostanziale conferma di quello della stagione in corso a 4,6 milioni di euro (correzioni comprese) e un "dimagrimento" forzoso di un altro 10 per cento oltre a quello già programmato nella razionalizzazione dei costi allo studio da parte del CdA. Pertanto, prima di aggiungere altre certezze a quella di Attilio Caja in panchina, servirà almeno un altro mese per capire con esattezza quali saranno le basi economiche per impostare la stagione prossima ventura. E provvedere di conseguenza alle offerte formali per i rinnovi dei contratti dei giocatori che Varese vorrebbe trattenere.
Giuseppe Sciascia
simon89
Daniele Cavaliero ha riscoperto il piacere di essere protagonista in occasione della vittoria dell'OJM contro Trento. Ma il capitano biancorosso sottolinea soprattutto la capacità di Varese di esprimere il basket auspicato in sede di costruzione della squadra, pur dopo un lungo e tortuoso percorso. «C'è una cosa che ricordo sempre e ogni tanto ribadisco ai compagni: ora siamo la squadra che tutti si aspettavano ad inizio stagione, però per arrivarci siamo dovuti passare attraverso l'inferno, il purgatorio e tutti i gironi danteschi possibili e immaginabili. Ora siamo pronti per combattere ogni difficoltà e lo abbiamo dimostrato sabato quando ci siamo rifiutati di lasciare i due punti a Trento, reagendo con carattere e personalità e prendendoci i due punti grazie alla spinta del pubblico. La mia prova? Sono contento quando la squadra vince, però riuscire a metterci lo zampino è la cosa più bella: in fondo si gioca per questo».
Ora Varese esprime una qualità di gioco totalmente diversa rispetto a quella dell' andata... «Coach Caja sottolinea sempre le differenze tra noi e l'avversario di turno - spiega Cavaliero - sia in termini di punti in classifica che nelle statistiche principali di squadra.  poi ci sprona: "Loro fanno benissimo questo e quest'altro, però non ci hanno ancora visto adesso e noi vogliamo dimostrargli quanto valiamo". Lo facciamo per noi stessi volendo redimerci dai problemi dei mesi scorsi, e poi per le persone che lavorano per questa società che abbiamo fatto dannare con i nostri risultati. Infine per chi viene a vederci e ci ha sempre creduto, o non ci ha creduto per due terzi di stagione e deve ricredersi ora». È cambiato il rendimento sul campo ma è cambiato anche l'umore dello spogliatoio: «Non è facile trovare un ambiente dove c'è il feeling che respiriamo noi: peccato sia accaduto tardi, però vogliamo finire nel miglior modo possibile. La cosa più bella è che anche nella fase più critica nessuno ha pensato a sé stesso, ma ciascuno di noi ha fatto qualcosa per la squadra. La realtà è che non si può pensare che basta un click per far funzionare una squadra: anche quando le cose vengono fatte nel modo giusto come ritengo la società avesse fatto la scorsa estate, le cose possono non andare subito bene. Si cresce anche attraverso i problemi che fanno vedere il reale carattere delle persone».
Domenica si va a Venezia, la prima avversaria dell'era Caja. Un bel test per dimostrare quanto è cambiata Varese. «All'andata il coach era arrivato da 4 giorni e non poteva fare miracoli - sottolinea - ci massacrarono nel primo quarto dal perimetro. Da allora è cambiato tutto: abbiamo assimilato il sistema di Attilio ed è cambiato il nostro approccio. Purtroppo mancano solo 3 partite e il futuro non è più nelle nostre mani, i playoff sembrano una chimera ma abbiamo il dovere di crederci, dovremo dare tutto e giocare una grande partita. Le sirene dall'A2? Quando e se ci sarà qualcosa di concreto, e qualora alla società potesse essere utile, lo si prenderà in considerazione, altrimenti sono solo rumors».
Giuseppe Sciascia
simon89
Eric Maynor? Non si muoverà da Varese, almeno fino a quando l’ultima palla stagionale verrà giocata dalla Openjobmetis di Attilio Caja. Dopo? Ogni scenario rimane aperto, anche quello di una conferma per il 2017/2018, sebbene qualsivoglia previsione sia al momento poco più che una chiacchiera.
Il “caso” relativo al playmaker nativo di Raeford, North Carolina, è nato da alcune voci riportate dalla stampa vicina all’ambiente cestistico bolognese. Siti specializzati hanno infatti pubblicato durante il weekend pasquale la notizia di un tentativo da parte della Virtus Segafredo Bologna di accaparrarsi i servigi di Maynor in vista degli imminenti playoff di Serie A2, che la formazione allenata da Alessandro Ramagli affronterà con non nascoste ambizioni di promozione. Le Vu Nere cercherebbero un giocatore di livello per sostituire, o affiancare nell’ipotesi di una scelta italiana (fatti anche i nomi di Luca Vitali e di Stefano Gentile), Michael Umeh, uno dei leader della squadra bianconera con 17,4 punti di media segnati a partita.
Nessuna trattativa
Le loro mire parrebbero tuttavia non aver raggiunto piazza Monte Grappa: la società biancorossa - per bocca dei suoi principali rappresentanti - a ieri non aveva ricevuto alcuna offerta virtussina per Maynor, nè alcuna richiesta di trattativa da parte dell’agente dell’atleta americano, Luigi Bergamaschi. Del resto un “no” sarebbe stata (e sarà) la risposta a una cessione che Varese non prenderà in nessun caso in considerazione almeno finché la squadra scenderà sul parquet in questa stagione, nella quale lottare in primis per divertire i tifosi e poi per alimentare il “sogno impossibile” dei playoff rimane un imperativo condiviso da tutti a Masnago e dintorni.
Differenti potrebbero essere i ragionamenti dopo il 7 maggio, data dell’ultima giornata di serie A, qualora - come molto è probabile che sia - la Openjobmetis dovesse concludere il campionato fuori dalle prime otto. I contratti annuali dei giocatori scadono al 30 giugno e, in presenza di richieste da parte di club di A2 o esteri per le rispettive post-season, un’eventuale via libera consentirebbe alla società di risparmiare gli emolumenti degli ultimi due mesi dell’accordo.
Spiraglio per il futuro?
Una chance che Varese non scarterebbe a priori per gli elementi del roster che non hanno il contratto garantito per il 2017/2018, soprattutto alla luce delle difficoltà a far quadrare i conti sopportate quest’anno. Una chance, però, che dovrà essere pesata con le strategie di mercato relative alla prossima stagione.
Maynor, in tal senso, è un esempio che fa gioco. Il play non è vincolato alla Pallacanestro Varese per l’anno venturo, al pari di tutti gli altri stranieri biancorossi (esclusi Norvel Pelle, Aleksa Avramovic e Kristjan Kangur), di Giancarlo Ferrero, Massimo Bulleri e Luca Campani. La Varese che ripartirà da Attilio Caja (si chiarisca per l’ennesima volta che il coach pavese ha già il posto sicuro sulla panchina del futuro e che nessuno in piazza Monte Grappa intende esercitare la clausola contrattuale di uscita al 30 giugno. In settimana, piuttosto, potrebbe arrivare una conferma pubblica, come atto di riconoscenza), avesse anche una sola possibilità da giocarsi con l’ex Nba se la giocherà, tanto è marcata la considerazione dell’Artiglio nei confronti di colui al quale ha consegnato le chiavi della rimonta salvezza. Maynor a Varese sta bene, serba gratitudine nei confronti di chi per due volte lo ha rimesso in piedi e non è uomo che mette le condizioni economiche al primo posto di una decisione professionale.
Quanto varranno questi “assets”, per lui e per il suo agente, davanti al gradimento di un basket europeo che negli ultimi mesi lo ha ri-ammirato leader e che potrebbe farsi avanti con proposte interessanti?
Fabio Gandini
simon89
Il commento a fine primo quarto, a fine secondo quarto, a fine terzo quarto sempre lo stesso era: hai perso con Reggio Emilia, perderai con Trento, ringrazia di esserti salvato e non sfidare montagne troppo alte per te. Come puoi infatti persino permetterti anche solo di sognare i playoff se i confronti con chi la post season la farà davvero ti vedono sconfitto senza appello (ancorché lottando)?
Ecco, meno male che i commenti si devono scrivere alla fine. I Resuscitabili di Attilio Caja non muoiono mai: a farne le spese una Dolomiti Energia convinta di aver già sbancato il Tempio e vittima di una rimonta clamorosa, entusiasmante, da campioni, che diventa la didascalia stagionale di questa squadra di ex morti (ora tostissimi viventi) e del loro allenatore.
Dopo 35 minuti di sofferenza - contro una contendente attrezzata, di livello superiore, esperta, “sgamata” - Varese segna 23 punti (sì ventitre…) negli ultimi cinque minuti di gara, ispirata dalla classe di un Maynor fin lì stuprato da Craft (16 punti e 10 assist per il play ospite, 17 più 4 per il “varesino”), da un Johnson che trova i canestri giusti al momento giusto dopo aver mirato alle farfalle (19 ma 3/10 da 3) e da un Pelle di una maturità ed efficacia commoventi rispetto al recente passato (12 punti e 5 rimbalzi in soli 15’). Un trio che scrive un “come back” storico, prezioso, che mette la parola fine alla rincorsa salvezza (Cremona perde anche ad Avellino e non ci può più raggiungere) e lascia aperta una porta alla speranza del miracolo playoff: la Openjobmetis rosicchia due punti a Torino e soprattutto a Pistoia, che rimane a un teorico +4 su Cavaliero e compagni.
La gara è tutta da raccontare. Inizio a spron battuto per entrambe le squadre, con Trento che ben presto si fa però preferire ai padroni di casa: un Maynor regolarmente presente nello starting five costruisce per Anosike ed Eyenga (9-6 al 3’), poi però commette due errori che favoriscono la corsa di Trento, con il neo arrivato Shields già in grande spolvero: al 5’ è 9-15 e Caja chiama il primo timeout. Dal quale la Openjobmetis esce con due dardi - del play di Raeford e di Kangur - che rimettono la sfida in parità (15-15), prima che una serie di errori di entrambe le squadre accompagnino la partita fino all’ultimo minuto, in cui due prodezze di Johnson e il libero di Sutton scrivono il 20-18 del 10’.
Lo show ad altezze siderali di Pelle apre un quarto in cui il botta e risposta dura fino al 25-25 del 13’, punto in cui la Dolomiti Energia spariglia le carte profittando di palle perse e attacchi poco convinti dei biancorossi: 7-0 di parziale, firmato da Hogue, Gomes ma soprattutto da un ispiratissimo Flaccadori (25-32 al 15’). Maynor, in proprio, prova ad abbozzare una risalita, così la zona che l’Artiglio disegna per i suoi: Trento è però precisa (una sola palla persa nei primi 20’), veloce e fisica, e sfrutta ogni errore casalingo per scappare con Sutton prima a +9 (33-42), poi - sulla seconda sirena - fino a +10 (36-46).
Piove, quindi grandina: al rientro in campo Johnson commette terzo e quarto fallo (Caja si gioca Avramovic) e Hogue segna di forza il +12 (38-50 al 22’), con Varese che continua a sbattere contro il muro dolomitico. I fischietti spezzettano la partita facendo infuriare Masnago, Varese è costretta a doversi sudare ogni singolo canestro, con gli estremi del divario che vanno dal -10 segnato da Craft (43-53) al -5 dei liberi di Pelle (50-55 al 28’) dopo la bomba di Cavaliero. Con le unghie e con i denti (e con un quintetto senza Maynor e Anosike, gravato anch’egli di 4 penalità) della difesa la Openjobmetis tuttavia risale, concedendo solo 11 punti in 10’ agli avversari dopo averne lasciati 28 nel secondo quarto: Eyenga prima e il pivot ex Pesaro poi insaccano il -3 (54-57) del 30’.
Per recuperare una partita così, sempre sotto, sempre a rincorrere, con avversari tanto tignosi, devi scrivere un ultimo quarto da cineteca. E così sia, anche se Hollywood non è nulla al confronto del Sacro Monte. Il risveglio di Johnson (due bombe in fila) produce infatti il -2 (60-62 al 32’), ma Trento in un amen riscava un margine di 9 (con Craft e Sutton ancora sugli scudi). Sembra che in campo ci sia un gatto che si diverte a giocare con un topo: se i padroni di casa segnano, gli uomini di Buscaglia rispondono (65-72 al 36’).
La favola però ha un finale diverso stavolta: i punti di Johnson, la grinta di Pelle, la classe di Maynor sono un uragano che si abbatte su chi crede di aver già vinto. Johnson, ancora lui, nel traffico segna il 76-76: guardi il tabellone e non ci credi. Nel finale punto a punto gli dei premiano la volontà biancorossa: Flaccadori prova l’ultimo ratto, ma Cavaliero non trema ai personali. Finisce 83-80.
Fabio Gandini
simon89
L'ottava meraviglia di Attilio Caj a regala all'Openjobmetis la certezza aritmetica della permanenza in serie A e alimenta il sogno playoff a tre turni dal termine della regular season. Varese respinge col vigore e l'energia della squadra di rango l'assalto della Dolomiti Energia, ribaltando con un imperioso 13-2 un match che sembrava segnato sul 67-74 del 37'. Una vittoria tutta sudore e grinta che simboleggia perfettamente gli ingredienti chiave della rimonta-salvezza di Cavaliero e soci. Vincenti le scelte tattiche finali del coach pavese, che imbriglia con la zona 2-3 l'agilità e l'energia a rimbalzo d'attacco della Dolomiti Energia e vara l'assetto giusto con un utilissimo Cavaliero a fianco del trascinatore Maynor, adeguandosi alla cavalleria leggera degli assaltatori trentini per evitare di sbattere contro il muro della miglior difesa del campionato (quarto periodo da 29 punti e 62% da 2 dopo gli affanni balistici dei primi 30').
Testa e cuore le armi vincenti per l'OJM, capace di adeguare il suo impatto fisico e atletico alle necessità di una partita da playoff per la durezza mentale mostrata da Trento fino al rush finale. Quando però Varese ha "sfregato" la lampada del suo Aladino: le magie nel traffico di Maynor, che ha dimenticato i dolori al collo per andare nel cuore dell'area a guadagnarsi i punti della rimonta (74 pari al 38') e poi del primo sorpasso (78-76 a meno 42"), hanno evidenziato nuovamente il mix di talento e personalità del regista ex NBA, vincitore al fotofinish nel duello con l'ottimo Craft. Una conferma ulteriore dello spessore caratteriale di una squadra capace di ribaltare con un finale allo stesso tempo lucido e graffiante una partita che l'aveva vista inseguire per 30 minuti abbondanti, pagando un passaggio a vuoto offensivo nel secondo quarto (25-32 al 16' dopo il 24-21 del 12') e un nuovo blackout in avvio della terza frazione (38-50 al 23', massimo vantaggio Aquila). Nonostante i gravi problemi di falli (4 per Johnson, Kangur, Anosrke e Pelle già in avvio della quarta frazione), Varese è sempre rimasta aggrappata alla partita con una fiammata di Johnson a ricucire sul 60-62 del 33'. Poi l'elettrizzante finale, con la zona a togliere efficacia ai fucilieri di Trento che avevano graffiato dall'arco con Sutton (63-72 al 36'), e un Maynor infallibile nella gestione degli ultimi possessi ad esaltare le doti acrobatiche di Pelle (impor-tantisismo il 2+1 in semigancio per il 72-74 del 38').
I risultati degli altri campi riaccendono la fiammella della speranza in chiave playoff: la sconfitta di Pistoia a Cantù riporta l'Openjobmetis a due punti dall'ottavo posto, anche se per alimentare concretamente i sogni servirà un'impresa domenica prossima sul campo della seconda forza Venezia. Serate adrenaliniche come quella di ieri alimentano ovviamente i rammarichi, partendo da quello di Attillo Caja sulla durata ormai limitata della stagione 2016/'17. Ma allo stesso tempo alimentano pure i desideri delia società di cercare di confermare lo zoccolo duro della rimonta-salvezza. Che intanto, con vittorie intrise di emozioni forti come quelle di ieri, alimenta l'entusiasmo dell'ambiente per l'attuale versione dell'OJM: un circolo virtuoso per convincere chi deve mettere benzina economica nel serbatoio a fare uno sforzo per non dover disperdere i protagonisti dei due mesi migliori dei 4 anni post-Indimenticabili...
Giuseppe Sciascia
banksanity6
Vittoria quanto mai insperata questa della vigilia di Pasqua a Masnago in quanto i trentini conducono praticamente per tutta la gara e con autorità ma in un palpitante finale Varese mette la freccia grazie soprattutto al suo regista, Eric Maynor, e poi non senza colpi di scena e pathos porta a casa sotto forma di sorpresa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni :
Johnson 7 : dopo la prestazione balistica eccezionale contro Brescia Dom sembra aver bagnato le polveri almeno per quanto riguarda le conclusioni dalla lunga distanza. In compenso è salito il suo contributo difensivo e la sua capacità di attaccare il ferro. Stasera limitato dai falli risulta comunque decisivo al suo rientro in campo nel finale. IMPRESCINDIBILE
Anosike 6,5 : partita dove parte bene ma poi non risulta particolarmente appariscente ma poi vai a leggere le sue statistiche e leggi 9 punti e 13 rimbalzi, come dire che lui c’era e come. UOMO INVISIBILE
Maynor 8 : leader assoluto che si prende responsabilità importanti; emblematico che le 2 giocare più importati e clamorose le faccia dopo aver perso una sanguinosissima palla in palleggio. DEFINITIVO
Avramovic 6 : trova qualche minuto in campo grazie all’iniziale impatto timido di Cavaliero e ai falli di Johnson; buon inizio per poi perdersi nei suoi consueti errori. RECIDIVO
Pelle 7 : peccato per quel difetto dei falli ingenui che fatica a togliersi perché la sua crescita tecnica rispetto al suo arrivo sotto alle prealpi è evidente. Questa sera diventa determinante nei momenti in cui i biancorossi faticano a trovare soluzioni in attacco volando dove solo lui può; bene anche l’abnegazione difensiva. AQUILA
Bulleri 6 : partita ordinata per il play di Cecina che nei 9 minuti di utilizzo non trova mai la via del canestro ma sfodera 2 assist. ILLUMINANTE
De Vita N.E.
Cavaliero 6,5 : prima parte di gara da annoverare nella galleria degli orrori poi come d’incanto, dopo aver realizzato una bomba nel secondo tempo, il capitano trova fiducia e migliora notevolmente il suo rendimento difensivo e risulta ispirato nel liberare i compagni al tiro con 4 assist. Nel finale freddo nel realizzare 3 liberi sui 4 tentativi che valgono la vittoria. GLACIALE
Kangur 6 : dopo diverse gare dove sembrava nettamente in ripresa questa sera è autore di una prestazione senza particolari acuti anche lui, come tutta la batteria di lunghi, limitato dai falli. Difende comunque con la consueta intensità. UMANO
Canavesi N.E.
Ferrero 6 : deve principalmente marcare Sutton che è davvero una forza della natura e anche per questo si ritrova come i suoi compagni di reparto a cercare di gestire il fardello dei falli. Partita alla fine senza acuti particolari. AFONO
Eyenga 6 : il congolese dimostra fin da subito che non è una serata particolarmente positiva nella metà campo offensiva insistendo a prendersi conclusioni più che altro dalla media e non trovando quasi mai il fondo della retina. Anche in difesa non è il mastino visto nelle ultime uscite ma è comunque una pedina che contribuisce al risultato finale. ACCALAPPIATO
simon89
L'Openjobmetis lancia la sfida alla rivelazione Trento per ripartire di slancio dopo il passo falso di Reggio Emilia. Penultimo appuntamento casalingo stagionale stasera al PalA2A: la truppa di Attilio Caja recupera Eric Maynor con la volontà di festeggiare aritmeticamente lo scampato pericolo in chiave salvezza e alimentare le ultime speranze playoff contro una realtà di alto livello come la Dolomiti Energia.
Sia pure non ancora al meglio, il play statunitense sarà a disposizione del coach per dare l'assalto alla miglior difesa della serie A: «Vogliamo chiudere il discorso salvezza davanti al nostro pubblico e ottenere un risultato di prestigio contro una squadra che disputerà i playoff come Trento» conferma il tecnico pavese, il quale sottolinea la necessità di giocare una grande partita dal punto di vista dell'intensità e dell'energia: «Affronteremo la squadra che è prima nei rimbalzi d'attacco e nei recuperi, e che concede meno punti di tutti: ci sarà bisogno di una partita molto attenta dal punto di vista mentale per limitare il loro atletismo».
L'OJM punterà dunque sulle abituali armi della coralità e della solidità difensiva per evitare di farsi soffocare dall'energia del team di Buscaglia che all'andata mise alle corde Varese con la sua grande pressione sulla palla nella partita che segnò il destino di Paolo Moretti sulla panchina biancorossa. Trento è la miglior squadra del girone di ritorno (9 vittorie in 11 gare contro le 7 dell'OJM), ma due settimane fa ha perso due pilastri come il pivot titolare Baldi Rossi e il bomber Marble. Stasera debutterà l'ala danese Shields, pescato a Francoforte per aumentare il potenziale offensivo di una Dolomiti Energia la cui indole "operaia" è guidata dalla regia lineare del play Craft.
A Cavaliero e soci servirà un miracolo per arrivare ai playoff, ma battere una squadra che sarà protagonista del tabellone per lo scudetto sarebbe un'ulteriore dimostrazione dei valori che l'attuale Varese è in grado di esprimere. E i biancorossi confidano nella spinta del fattore campo per regalarsi un'altra serata da squadra di alto rango. Anche stasera sono attesi circa 4.500 spettatori al PalA2A, contando nella massiccia presenza dei ragazzi del Trofeo Garbosi, ospiti del club biancorosso. All'intervallo sarà premiato Nicolò Martinenghi, il 18enne nuotatore azzatese fresco campione italiano dei 50 e 100 rana, che riceverà un pallone da basket e una maglia personalizzata.
Giuseppe Sciascia
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