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VareseFansBasketNews


  • banksanity6
    Esordio casalingo di Varese che fa tornare saldamente con i piedi per terra i più ottimisti che speravano, visto il precampionato svolto, in una squadra che potesse almeno vendere cara la pelle con qualsiasi avversaria ma questa sera la compagine veneta si è dimostrata superiore in ogni aspetto del gioco assumendo ad un certo punto l'aspetto di uno tsunami, meritandosi ampiamente il risultato sul campo . C’è da sperare che dopo un impatto così brusco Caja riesca a far leva sull’orgoglio dei suoi per poter ripresentarsi vogliosi di riscatto. Veniamo alle valutazioni personali:
    Avramovic 5: prestazione classica del serbo che ci mette tanto impegno grazie al quale fa qualche buon recupero per poi buttare tutto alle ortiche per la troppa fretta di risolvere i problemi. Sparacchia dalla lunga e non è mai un fattore determinate. SCALBO
    Pelle 5,5: senza un play che lo sappia servire sopra il ferro perde gran parte del suo potenziale offensivo visto che di movimenti da pivot puro non ne ha ancora costruiti a dovere ma nel complesso, anche se rimane troppo ingenuo in difesa, possiamo dire che è tra i meno peggio questa sera. UCCELLO IN GABBIA
    Natali 5,5: gioca scampoli di gara per la maggior parte nel momento migliore di Varese ma non riesce a lasciare il segno. INVISIBILE
    Bergamaschi N.E.
    Okoye 4,5: quello che nella preseason era risultato il top scorer biancorosso stecca e alla grande la prima uscita ufficiale, intestardendosi una volta ricevuta palla nel cercare l’azione personale con movimenti e palleggi quantomeno rivedibili ed in difesa non è certo un muro invalicabile. GROTTESCO
    Tambone 5,5: sicuramente tra i 2 registi varesini è quello che esce meglio dal confronto ma non può bastare la sua prestazione appena sotto la sufficienza per traghettare fuori dalla palude i suoi compagni. CARONTE MANCATO
    Cain 4: serata da dimenticare per il centro titolare della OJM che perde tutte le battaglie con i diretti avversari e fa segnare una virgola alla voce punti; certo non è stato assistito al meglio ma lui sembra un lontano parente di quello visto nelle amichevoli. FLOP
    Ivanaj N.E.
    Ferrero 6,5: il capitano incarna il suo ruolo nei migliori dei modi trovando la via del canestro con una buona regolarità anche se poi dalla lunga non la mette mai. Tanta energia difensiva e buoni palloni recuperati anche se poi non sempre finalizzati nel migliore dei modi. CORIACEO
    Wells 3: partita che per lui non è mai cominciata, forse è stato un brutto sogno perché il leader designato di questo gruppo non può essere quello che ha trotterellato pompando il pallone per 25 inguardabili minuti senza riuscire mai ad entrare in partita. NIGHTMARE
    Waller 6,5: insieme a Ferrero il più positivo dei suoi anche perché fa intravedere delle discrete potenzialità soprattutto offensivamente dove il suo rilascio morbido spesso trova il fondo della retina. In difesa ha dovuto vedersela con Dom Johnson che non è certo un cliente semplice e che ha sofferto per lunghi tratti. PUNGENTE
    Hollis 5,5: entra tardi per scelta tecnica ma l’impatto è senza dubbio buono, infatti segna tutte le prime 5 conclusioni prese ma poi come si era acceso si spegne e in parallelo diventa vulnerabile  anche in retroguardia e complice del break di fine secondo quarto che alla fine spacca la partita tant’è che coach Caja lo userà nella ripresa col contagocce. ETEREO

  • simon89
    Attilio Caja ricorre ad una immagine della sua amatissima atletica leggera per introdurre il match inaugurale della stagione della serie A 2017-18: Varese si è preparata coscienziosamente ad una gara di salto in alto, ma l'entry level la costringerà a partire con una impresa superiore al suo standard abituale. «L'asticella sarà subito molto alta ospitando i campioni d'Italia in carica: a luglio l'obiettivo era quello di svolgere una preparazione omogenea per arrivare pronti all'appuntamento con il campionato, e provare a sorprendere qualche avversaria di livello medio non altrettanto pronta. La premessa si è avverata, il calendario però non è dipeso da noi: è come se ci fossimo preparati in maniera costante e meticolosa per una gara di salto in alto, e poi per entrare in gara servirebbe fare il record personale come misura d'apertura».
    Dunque servirà subito una grande impresa per sovvertire il pronostico?
    «Ci aspetta un compito estremamente difficile, dovremo farci trovare pronti a dare fondo a tutte le nostre risorse tecniche, emotive e caratteriali, e disputare la miglior partita possibile facendo ancor meglio di un precampionato comunque ottimo. Se ci riusciremo sarà stata un' impresa grandissima, in caso contrario resteremo convinti della nostra buona preparazione, consapevoli di non essere al livello della Reyer».
    Come vede gli avversari di domenica?
    «Al gruppo campione d'Italia hanno aggiunto un super giocatore come Dominique Johnson, al quale rinnovo la mia gratitudine per quel che ha fatto l'anno scorso, e tanti altri elementi di valore come Biliigha, De Nicolao, Orelik e Watt. Non so se sarà poco meglio o poco meno della stagione passata, però il valore è indiscutibile».
    Quale sarà lo spirito giusto con cui scendere in campo?
    «L'obiettivo è giocare la miglior partita possibile senza rimpianti se ci troveremo di fronte una squadra più forte. Noi vogliamo mettere sempre in campo il 100 per cento: lo auspicavo il primo giorno del raduno e finora è stato così, dovremo essere pronti a farlo sempre sapendo che fisiologicamente qualche volta non accadrà. Dal punto di vista della combattività e dell'impegno non ho dubbi, e il ghiaccio rotto mercoledì scorso in casa contro Lugano sarà utile anche per togliere pressione».
    In quali condizioni psicofisiche arrivate all'appuntamento con il campionato?
    «Siamo vogliosi e desiderosi di iniziare, un sentimento che accomuna giocatori, staff, società e pubblico. Il campionato è salito di livello nella fascia media, e siamo curiosi di confrontarci contro avversarie che sulla carta ci sono superiori. Questa voglia di misurarci dovrà essere un grande stimolo e darci motivazioni per provare a competere contro tutte».
    Quale sarà il ruolo di Varese nel campionato ai nastri di partenza?
    «La serie A 2017-18 è divisa in due blocchi: ci sono 10 squadre che vantano legittime ambizioni di playoff sulla base della campagna acquisti, e le restanti 6 che hanno come obiettivo di evitare l'ultimo posto in classifica. Noi siamo iscritti a questo secondo campionato, con l'obiettivo di piazzarci nei primi posti del secondo blocco, ma siamo decisi a metterci alla prova per capire quanto valgono i nostri giocatori all'esordio in serie A rispetto a chi ha scelto i veterani. Risposte che dovrà darci il campo, noi non vediamo l'ora di metterci alla prova».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La prima partita dell’anno porta con sé attesa e fermento, tensione e voglia di rivedere quel palazzetto pieno, possibilmente per rivivere le medesime emozioni del finale di stagione scorso.
    La Openjobmetis Varese di Attlio Caja comincerà la sua stagione in casa contro i campioni d’Italia della Umana Reyer Venezia, che a giugno ha superato in finale la Dolomiti Energia Trento. L’attesa la vive anche il coach, che per la prima volta inizia la stagione sulla panchina di Varese dopo essere subentrato per due volte: «Non vediamo l’ora di iniziare, tutti quanti. Ho letto le dichiarazioni di alcuni miei giocatori che sono vogliosi di iniziare, ma penso che sia una sensazione comune a tutte le 16 squadre del campionato. Abbiamo voglia di affrontare questo campionato che è cresciuto di livello nella fase media, e siamo curiosi di andarci a confrontare con quelle squadre che almeno sulla carta sono superiori alla nostra. C’è curiosità che deve essere per noi stimolo e voglia di competere».
    Una Serie A divisa in due blocchi secondo Caja: «È un campionato diviso in due blocchi: 10 squadre che hanno fatto un mercato per entrare nei playoff e le restanti 6 squadre che puntano ad evitare l’ultimo posto: noi siamo iscritti al secondo campionato e vogliamo arrivare ai primi posti. Però solo il campo ci può dare le giuste risposte. L’asticella contro Venezia è subito molto alta, ci siamo preparati bene però dovremo superarci. Sarà molto difficile per noi, la nostra preparazione è stata tarata sui nostri limiti: dovremo dar fondo a tutte le nostre risorse, tecniche e caratteriali, cercare di far la miglior partita possibile e sperare in un po’ di fortuna».
    Due parole sull’avversaria, Venezia: «È una squadra campione d’Italia tre mesi fa, ha inserito Dominique Johnson che conosciamo bene e che rivedo con piacere dal punto di vista personale. L’anno scorso ci ha dato una grande mano, speriamo non sia nella sua miglior giornata al tiro. Hanno avuto altri inserimenti importanti come Orelik, Biligha e De Nicolao, che sa farsi rispettare».
    Parlando dell’approccio di Varese, Caja si esprime così: «Ho fatto più volte i complimenti ai miei per il precampionato, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare per prepararci. Il campo ci darà risposte. Dovremo giocare bene la nostra pallacanestro, con serenità, e se poi gli avversari si dimostreranno più forti accetteremo il verdetto. Dovremo giocare tutte le partite con il giusto atteggiamento e la giusta aggressività, è stato importante rompere il ghiaccio in casa contro Lugano, per essere meno frenati. Ritroveremo il calore del pubblico, degli abbonati e della curva: è tutta energia positiva per noi».
    L’accento del coach si pone anche sulla questione delle nuove regole: «Più che sull’infrazione di passi, che tocca situazioni più dinamiche che statiche, cambierà di molto la situazione del fallo antisportivo che è molto importante. Il fallo tattico è abolito, è antisportivo senza se e senza ma. È uno stravolgimento totale, è preoccupante e non c’è stata una giusta spiegazione, non so cosa accadrà nelle prime partite».
    Alberto Coriele

  • simon89
    Last but not least, è stato Cameron Wells l’ultimo acquisto presentato dalla Pallacanestro Varese, a metà della settimana che conduce all’esordio in campionato contro la Reyer Venezia. Il playmaker americano, classe 1988, è alla prima stagione in Italia dopo una esperienza consolidata in Bundesliga tedesca, con le ultime tre annate tra le fila dei Giessen 46ers. Dopo i problemi al polpaccio patiti durante le prime fasi del pre-campionato, si è gradualmente inserito in squadra e le sue condizioni sono ora ottimali: «Il problema al polpaccio mi ha un po’ rallentato il ritmo, ma ora penso di essere al 100%».
    Wells, che aveva confermato la sua firma con Varese su Instagram durante l’estate, ancora prima che arrivassero i comunicati ufficiali, si definisce pronto per l’esordio in Serie A: «Siamo pronti per cominciare e ci stiamo preparando all’esordio nel modo migliore. Penso che quello italiano sia un campionato molto competitivo e che ogni partita andrà sudata e sarà dura. Sono emozionato nel dare il via a questo campionato, non vedo l’ora che la stagione abbia inizio e soprattutto non vedo l’ora, non vediamo l’ora tutti quanti, di giocare la partita di domenica. Il precampionato è andato bene, abbiamo vinto molto, ma è da domenica che si inizia a fare sul serio. Abbiamo sempre lavorato bene insieme, si è creato subito un bel rapporto tra di noi, dentro e fuori dal campo. Ci vediamo anche dopo gli allenamenti e questo aiuta a cementare un bel gruppo. Vorremmo dimostrare tutti insieme di poterci esprimere ad alto livello».
    Coach Caja, ma anche Tyler Cain e tutti i compagni, ha parlato bene di lui esaltando le sue doti di leadership in campo: «Sono contento che abbiano parlato bene di me, io cerco di giocare il mio basket, di essere aggressivo e utile alla squadra, come mi è stato insegnato. Sono pronto a prendermi le mie responsabilità, la stagione scorsa sono stato capitano ai Giessen, penso di averlo fatto bene». In chiusura, le curiosità in risposta alle domande dei tifosi: «Cestisticamente il mio modello è Kobe Bryant, ma il vero punto di riferimento è mio padre, che mi ha sempre insegnato che genere di persona essere».
    Conclusa la presentazione di Cameron Wells, l’ultima della serie dei nuovi acquisti, c’è da segnalare una nuova avventura per un ex biancorosso. Paolo Conti, assistente allenatore nelle ultime due stagioni sulla panchina della Openjobmetis prima con Moretti e poi con Caja, sarà assistente di Meo Sacchetti in nazionale. Insieme a lui e al Meo, in questa nuova avventura in azzurro, ci saranno Lele Molin, ora assistente a Trento ma con una grandissima esperienza alle spalle, e Massimo Maffezzoli, che ha accompagnato Sacchetti nella straordinaria avventura a Sassari e lo ha seguito anche a Brindisi.
    Alberto Coriele

  • simon89
    Cameron Wells ha solo parole positive per Varese e non vede l'ora di cimentarsi con la serie A italiana, scelta per misurarsi ad un livello superiore dopo le esperienze precedenti in Olanda e Germania. Il nuovo playmaker bianco-rosso racconta così le sue sensazioni: «Il feeling con compagni, staff tecnico, società e tifosi è stato eccellente: le prime cinque settimane trascorse a Varese sono state molto positive, per quel che ho visto in precampionato sarà una stagione molto impegnativa contro squadre forti e ben organizzate. Sarà un campionato molto equilibrato, ci stiamo preparando per competere al massimo in tutte le partite».
    Di Wells hanno parlato bene tutti i compagni per la capacità di scelta tra costruzione e finalizzazione del gioco, qualità principale per un playmaker d'ordine: «Cerco solo di giocare il basket che mi hanno insegnato: non sono un giocatore egoista, credo di essere in grado di decidere quando scegliere le soluzioni personali e quando invece è più opportuno coinvolgere gli altri; per questo mi fa molto piacere F apprezzamento espresso dai miei compagni. Io leader? E un lavoro che prosegue giorno dopo giorno; l'anno scorso in Germania ero il capitano e avevo responsabilità nella comunicazione con i compagni e l'allenatore, sono contento che il coach mi veda con lo stesso ruolo quest'anno».
    L'atleta del 1989 è deciso a giocare al meglio le sue carte a Varese, ma è concentrato solo sui destini del team biancorosso per il 2017-18: «Ho sempre cercato di costruire anno per anno la mia carriera; Varese sarà un'esperienza importante in una lega competitiva, ma il mio obiettivo non è quello di cercare un contratto migliore il prossimo anno. Quello che mi interessa, come giocatore e come persona, voglio vincere il maggior numero di partite possibili per me e per la squadra». E dopo un precampionato da protagonisti, la squadra è carica per iniziare al meglio l'avventura stagionale: «Non vediamo l'ora che la stagione cominci; il precampionato è stato positivo e ricco di successi, ma questa settimana in palestra si respira un clima diverso, c'è grande entusiasmo e voglia di iniziare a giocare per i due punti. Vogliamo provare a noi stessi e alla città di poterci stare in questo campionato a partire dalla sfida di domenica contro Venezia».
    Wells conferma infine l'ottima chimica umana tra i membri della squadra del 2017-18: «Ci siamo trovati subito bene insieme anche fuori dal campo; ci vediamo spesso e parliamo molto tra di noi, questo aiuta per riuscire a comunicare anche sul parquet, e fa molto piacere a tutti noi. L'auspicio è che si possa dare continuità al lavoro che abbiamo iniziato in queste settimane. Per tre anni consecutivi ho militato nel Giessen, ma attorno a me c'erano sempre tante novità; poter proseguire con lo stesso gruppo di lavoro con persone che si conoscono e dei quali ci si fida potrebbe essere utile».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un precampionato da top scorer chiuso col premio di Mvp del torneo di Montichiari per l'acquisto meno pubblicizzato ma al momento più importante dell'estate 2017. Stan Okoye, 26 anni, è il prototipo del giocatore affamato di gloria che vuol far coincidere la sua affermazione personale con quella della nuova Varese: «Lo scorso weekend abbiamo chiuso nel modo migliore un precampionato molto positivo. Non tanto per i risultati, quanto per il cammino che abbiamo svolto per crescere come squadra. Abbiamo dato il massimo ogni giorno e ci siamo preparati molto bene; i successi contro due ottime squadre come Virtus Bologna e Stelmet ZieIona Gora hanno dato la misura di quanto il duro lavoro quotidiano sia servito per raggiungere un livello già elevato di preparazione».
    Nel nuovo sistema Varese la difesa graffiante è la costante, le percentuali da 3 punti la variabile decisiva: è d'accordo?
    «La difesa è la chiave di tutto il sistema, ma il tiro dall'arco è fondamentale perché va per esaltare tutta l'intensità che mettiamo in campo in retroguardia. Abbiamo lavorato molto su questa situazione particolare durante il precampionato: ogni allenamento ed ogni partita siamo andati in crescendo, sia dal punto di vista della condizione fisica che dell'intesa di squadra. Abbiamo trovato subito un'eccellente chimica dentro e fuori dal campo ed i risultati positivi hanno aumentato la fiducia e l'autostima del gruppo».
    La sensazione è che la squadra abbia raggiunto già un livello elevatissimo di affiatamento e condizione.
    «Lo staff tecnico ha svolto un eccellente lavoro nel prepararci alla nuova stagione: abbiamo visto tantissimi video per migliorare i dettagli richiesti dal coach e questo ci ha aiutato molto. L'allenatore ci ha messo sempre la giusta pressione per crescere, prendendo ogni cosa con la giusta serietà: abbiamo sposato subito il sistema di gioco sul piano tecnico e l'identità corale che ha voluto darci, e tutti i giorni mettiamo in campo questo approccio».
    Insomma la nuova Varese si ispira al classico slogan "il lavoro duro paga sempre"... «È l'obiettivo finale al quale vogliamo arrivare. La partita perfetta non esiste: ognuno di noi potrà fare errori, ma dovranno essere l'impegno e lo spirito con cui andremo in campo volta per volta a fare la differenza. Gli errori si possono mascherare con l'energia e l'applicazione: aiutarci sempre tra noi, essere fisici in difesa, andare forte a rimbalzo e gettare ogni stilla di energia in retroguardia. Il nostro duro lavoro quotidiano pagherà certamente, vedremo quanto nell'arco della stagione».
    Nel precampionato si è visto un Okoye inedito soprattutto nella precisione dal perimetro (43% da 3 nelle 11 amichevoli disputate): sembra un giocatore diverso rispetto al 2014-15...
    «Nella mia prima avventura a Varese giocavo prevalentemente da ala forte; era la mia prima stagione in un campionato di alto livello e non mi sentivo a mio agio nello spot di ala piccola. Da 4 non avevo molte opportunità per tirare da 3 punti; i due anni da protagonista in A2 mi hanno aiutato a migliorare il gioco sul perimetro, ho aumentato le percentuali e la confidenza con le conclusioni da fuori. Ora in questo sistema mi trovo alla perfezione: tutto nasce dall'allenamento, i tiri che ho segnato in partita in precampionato sono quelli che la squadra ha costruito giorno dopo giorno col lavoro in settimana».
    Cosa ha lasciato il precampionato da 9 vinte e 2 perse in vista dell'esordio di domenica contro Venezia?
    «Vogliamo portare in campo la mentalità e la fiducia che ci hanno già dato tanta sicurezza nelle amichevoli. Col tipo di difesa e coralità che abbiamo messo in campo nelle amichevoli di settembre, ogni cosa può accadere. Noi garantiamo il massimo impegno e la voglia di lottare contro chiunque, vedremo se basterà contro una delle squadre più forti del campionato».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Se il tuo obiettivo quotidiano è quello di garantire a una struttura datata 1964 una funzionalità a prova di millennials, la strada che hai scelto di percorrere sarà ogni giorno impervia. E non è nemmeno solo un problema di lustri che si impilano uno dopo l’altro a far passare il tempo e a rendere vecchio ciò che una volta era nuovo: “l’astronave” di Masnago scontra la sua stoica voglia di resistenza e modernità con l’assenza totale di contributi pubblici, con il portafoglio limitato del gestore e con un’inciviltà dilagante che rimane il morbo peggiore, sintomatico di costi ingenti e perfettamente evitabili. Viaggio nel Lino Oldrini a pochi giorni dall’inizio di una nuova stagione sportiva, sullo sfondo di una convenzione che regola i rapporti fra Comune proprietario e Pallacanestro Varese gestore, firmata dalle parti nel 2012 e valida fino al 2030.
    Speriamo non piova...
    Un viaggio che ha inizio il 30 agosto, giorno in cui sulla Città Giardino si abbatte un temporale caratterizzato da abbondanti precipitazioni, evenienza non poi così infrequente a queste latitudini, che sia estate, autunno o primavera. Il PalA2A, come spesso accaduto negli anni, “accoglie” l’acqua dai suoi proverbiali talloni d’Achille: gli scivoli alle due entrate parterre e il tetto. A Desio, pochi giorni dopo, il Trofeo Lombardia verrà sospeso in concomitanza con un episodio meteorologico simile: si bagna il parquet, non si può più giocare.
    Masnago è più fortunata: il 30 agosto non sono in programma eventi sportivi. La pioggia, però, non fa sconti, come sempre: si accumula alle entrate nord e sud del parterre ad un altezza di circa 60 cm (ci sono ancora i segni sulle porte), poi scivola all’interno, allagando il bar (il Five Cafè) e penetrando nel corridoio che conduce a spogliatoi, uffici e Sala Gualco.
    A ricordare che non si è trattato di un episodio isolato ci sono i segni della muffa stagionata sul muro bianco, appena all’inizio del tunnel: l’infausta regola nasce non solo dalla morfologia del terreno e da quei due scivoli che colmano il dislivello tra piazzale e palasport, ma anche dall’insufficiente lavoro delle grate dello stesso piazzale (quella dell’entrata nord tra l’altro rotta e da sostituire).
    Non è tutto. Gli ingenti scrosci del 30 agosto infradiciano anche i seggiolini della galleria C e il relativo accesso, costringendo la società a spiegare un telo blu per convogliare l’acqua ed evitare la sua discesa verso il campo, sensibile di provocare ulteriori danni. Anche qui siamo lontani dall’inedito, ne sanno qualcosa i tifosi che normalmente si accomodano nel settore: se fuori diluvia, allo spettacolo dei canestri fa talvolta compagnia anche uno spiacevole ticchettio di gocce sulla testa.
    Colpa del tetto dell’astronave, che disegna una V in corrispondenza dei suoi bordi: lì, quando molto abbondante, l’acqua si ferma e non defluisce, sbucando poi all’interno della struttura dalle giunture della copertura. A tal proposito non aiutano gli aghi dei sempreverdi che si innalzano ai confini con la scuola Vidoletti: gli scarti degli alberi si ammassano negli spazi del potenziale deflusso, rendendolo molto più difficoltoso. Gli addetti della Pallacanestro Varese cercano di assicurare una pulizia periodica salendo sul tetto, ma non sempre basta a evitare spiacevoli inconvenienti.
    Graffiti e e spazzatura
    Se per comprendere certe situazioni è necessario averne conoscenza diretta attraverso le persone che tutti i giorni le vivono, per verificare lo stato esterno del Lino Oldrini, invece, basta parcheggiare in piazzale Antonio Gramsci e fare un girotondo intorno all’edificio. Primo problema: i graffiti. Onnipresenti su muri e porte, in intensificazione nella parte posteriore del palazzetto in corrispondenza degli ingressi nord di parterre, curva, tribune e galleria. La società pulisce e questi ricompaiono senza soluzione di continuità, anzi sovrapposti l’uno sull’altro ad aumentare la percezione di sciatteria.
    L’arte del degrado prende forma con l’ausilio delle tenebre: di notte l’area sportiva di Masnago diventa terra di nessuno, mancano i controlli e la videosorveglianza non basta se le immagini non vengono verificate da chi di dovere. Nell’annuario delle sconcezze notturne ai danni del PalA2A ci è finito di tutto e di più, non solo i graffiti: danneggiamenti vari, vetri spaccati, cordoli staccati, porte sfondate con l’intento di entrare nei sotterranei, bisogni degli incontinenti davanti alla biglietteria, improvvisati “coffee shop” in stile Amsterdam nella gabbia esterna costruita davanti al settore ospiti, gente trovata a dormire (non si sa come) nella zona caldaia. Tanti colpevoli, si presume: tutti impuniti. E il club dieci volte campione d’Italia costretto ogni volta a mettere mano alle proprie tasche.
    Andiamo oltre. Davanti ad aiuole o rampicanti non adeguatamente rasati si potrebbe anche chiudere un occhio, ma è impossibile farlo sulla questione della pulizia esterna. Visitiamo il Lino Oldrini in un lunedì qualunque di settembre, con il campionato di basket ancora fermo: la “fisiologica” sporcizia post-partita qui non c’entra. Lo spettacolo sulle scale e vicino alle entrate, ma anche negli anfratti coperti dai muri tra un varco e l’altro, è indegno: bottiglie di vetro, cartacce, sigarette, plastica e centinaia di residui di fugaci pranzi o cene al McDonald’s. Il Tempio del basket come un enorme contenitore pubblico di “rudo”.
    Parlando con chi si occupa della manutenzione si scopre che tale distorta visione della civiltà è purtroppo costante (a)normalità. Il ristoro del decoro da parte della società viene garantito una volta alla settimana, prima delle partite: di più, oltre che troppo costoso, sarebbe inutile, visto che praticamente ogni giorno e ogni sera i bivacchi che lasciano tracce di sé si ripetono senza soluzione di continuità. Aspem passa e pulisce - con i consueti turni - il piazzale, ma è un’altra carezza troppo lieve davanti a chi non vede (meglio: non usa perché non vuole usare) i cestini.
    La convenzione
    Al lettore attento non sarà sfuggita la menzione piuttosto ricorrente nel racconto del settantennale sodalizio cestistico cittadino: Pallacanestro Varese non è solo l’ovvio inquilino interessato del PalA2A, ne è il gestore diretto. Questo in virtù – coma anticipato a inizio articolo – di una convenzione con il Comune firmata nel 2012 e avente effetti giuridici fino al 2030.
    Nella stessa la società di piazza Monte Grappa si impegna a pagare a Palazzo Estense un canone di affitto annuale quasi simbolico (1000 euro all’anno), ma in cambio si sobbarca l’intera gestione della struttura. Che costa e non poco: tutto compreso si parla di circa 250 mila euro in ragione di 365 giorni. Solo aprire il palazzetto per lo svolgimento di ogni gara, per esempio, grava sulle casse per 5000 euro, poi ci sono le utenze, delle quali Pallacanestro Varese è diretta intestataria: 50-60 mila euro di luce annui, 130 mila di gas. Il resto sono interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria: la competenza del Comune riguarda solo piazzale Gramsci, a distanza da quelle che sono considerate pertinenze del palasport (quindi, per esempio, scale ed entrate).
    Alla firma del documento regolante i rapporti tra ente pubblico e privato Pallacanestro Varese si era impegnata ad eseguire lavori di riammodernamento per 1 milione di euro, con l’ente pubblico chiamato alla sola garanzia del finanziamento richiesto per eseguirli. La società è andata ben oltre tale soglia quantitativa. Negli ultimi sette anni sono stati sistemati gli spogliatoi (compresi quelli destinati agli ospiti e quelli degli arbitri) e il relativo tunnel, gli uffici del settore giovanile e le biglietterie, l’impianto luci e i bagni. Poi sono state costruite due nuove sale (la sala hospitality e la sala Gualco per le conferenze) e il negozio del club che ha visto la luce lo scorso anno (e presto arriverà il “cubo” che sostituirà il vetusto tabellone attuale). Non è finita: è stato messo mano all’impianto wifi (oggi uno dei più potenti d’Italia se si parla di palazzetti dello sport) e sono state cablate le porte con la creazione degli “access point”, garantendo tra l’altro un controllo biglietti tramite palmari che è un’altra funzionalità che non esiste dappertutto. Da ultimo, senza contare le numerose altre modifiche fatte per esigenze regolamentari o per ottemperare alle norme di sicurezza sugli eventi pubblici, una delle migliorie più importanti è stata la creazione della postazione assegnata agli utenti disabili, rialzata rispetto al parterre per consentire loro una visione adeguata dello spettacolo sportivo.
    Quanto conviene?
    In sintesi, centinaia di migliaia di euro spesi per permettere a una struttura vecchia di lavorare in modernità. Ma anche centinaia di migliaia di euro spesi per un qualcosa che rimarrà sempre di altri e non proprio. Contributi pubblici? 160 mila euro all’anno dal Comune per i primi tre anni, quindi dal 2012 al 2015, zero dal 2015 in poi: la Corte dei Conti ha dettato lo stop a Palazzo Estense. E zero, giusto per farsi un’idea completa, è anche il numero accanto alla voce “contributi dalla Provincia di Varese” (inteso come Villa Recalcati).
    Quanto conviene a Pallacanestro Varese dipendere da una convenzione simile? Non sarebbe meglio pagare il semplice “noleggio” del palazzetto per le partite (che sarebbe ovviamente superiore all’attuale, simbolica cifra di 1000 euro) e non soggiacere alla “schiavitù” di una costosissima gestione diretta? Dallo status quo derivano alcuni vantaggi (poter usare la struttura a piacimento - ovvero potersi allenare in maniera esclusiva e a qualunque orario, giovanili comprese - e godere degli affitti per gli eventi extra basket che si tengono al Lino Oldrini, eventi che tuttavia sono molto rari e non possono essere programmati od organizzati dalla società) ma il bilancio complessivo appare in negativo e forse nemmeno di poco.
    Probabile che da piazza Monte Grappa venga lanciata nei prossimi mesi (è già successo con la precedente amministrazione comunale) un’istanza di revisione dei rapporti, eventualità che potrebbe risolvere una parte di “imbarazzi” economici ma non tutti i problemi alla radice. Rimarrebbero, per esempio, i costi esorbitanti delle utenze.
    A tal proposito il Comune proprietario – che a “La Provincia” e per bocca dell’assessore allo Sport Dino De Simone ha affermato l’assoluta volontà di collaborazione con Pallacanestro Varese, «società che rappresenta un valore aggiunto per la città, perché ingenera cultura e indotto» - ha un’idea: mettere mano agli impianti energetici coinvolgendo operatori privati, nazionali e internazionali. Si tratterebbe di effettuare lavori di efficientamento in “project financing”, tramite aziende che li eseguirebbero rivalendosi poi sui costi della fornitura (l’intero progetto potrebbe essere esteso anche agli altri edifici pubblici della zona, scuole comprese).
    Sarebbe un inizio. Per cambiare un contesto generale che non può durare, almeno per come si presenta oggi.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Due campi, tribune, palestra, spogliatoi e uffici, nella zona di Calcinate degli Orrigoni dove già esistono pista d’atletica, campo da beach volley e campo da calcio. E poi una foresteria, sempre negli stessi terreni, dotata anche di un ristorante.
    Più di una palestra: un polo sportivo. Che sta prendendo corpo nel lavoro di Gianfranco Ponti, nuovo consigliere d’amministrazione della Pallacanestro Varese con regia sul settore giovanile, sempre più deciso ad andare fino in fondo a un investimento strutturale importante per Varese. Le parole non sono scelte a caso. Quella che agli albori dell’idea doveva essere semplicemente la casa del Basket Ignis, oggi vorrebbe diventare una casa del basket e dello sport a servizio dell’intera Città Giardino: normale allora che si cerchi un accordo con il Comune di Varese che sarà uno dei primi beneficiari della novità.
    Punti fermi e da chiarire
    Lo stato dell’arte è il seguente. Il progetto redatto da un architetto milanese è stato portato sui tavoli di Palazzo Estense durante un incontro avvenuto nei giorni scorsi, alla presenza del sindaco Davide Galimberti e dell’assessore Dino De Simone. Punti fermi: il Comune concederà il terreno a Calcinate degli Orrigoni sul quale “mini-palazzetto” e foresteria saranno edificati; le spese di realizzazione verranno sostenute completamente da Ponti e da prestiti bancari, per un costo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni e mezzo di euro per la palestra-palazzetto e 2 milioni per la foresteria.
    Altro invece è ancora da chiarire. L’aggiunta nel progetto dell’edificio che ospiterà gli atleti (la foresteria) richiede uno spazio più ampio rispetto ai circa 5000 metri quadrati che il Comune avrebbe attualmente in mente di destinare all’iniziativa: si valuterà un’altra area rispetto a quella di Calcinate degli Orrigoni oppure - ipotesi al momento più probabile - verrà trovata un’appendice in loco in grado di garantire la costruzione di entrambe le strutture? I costi di gestione: verranno supportati anche dal Comune (che avrà la piena disponibilità della struttura e la potrà “girare” alle scuole pubbliche, almeno nelle ore mattutine) oppure solo da Ponti? Vista la valenza sociale dell’opera, il modello gestionale da seguire potrebbe essere quello del Palaghiaccio, alla cui conduzione Palazzo Estense partecipa con un contributo economico piuttosto sostanzioso.
    Di più se ne saprà nei prossimi mesi: il solco della novità è comunque già stato ampiamente tracciato.
    Prodanovic? No. Futuro? Sì
    Restando sempre in tema “giovani”, Milos Prodanovic, atleta bosniaco classe 2002, settimana scorsa a Varese per un provino, non rimarrà in biancorosso. Il ragazzo si è allenato con coach Dodo Rusconi e con Andrea Meneghin: è “bravino”, ma i nuovi responsabili tecnici del vivaio biancorosso hanno convenuto che al momento il gioco non valesse la candela, anche in virtù di un investimento che per evidenti motivi logistici non sarebbe stato esiguo. Poco male: l’intera operazione è servita ad allacciare buoni rapporti con l’entourage (rimasto pienamente soddisfatto da quanto “visto” a Varese, sia a livello organizzativo, che tecnico, che di idee per il futuro) dell’agente serbo Aleksandar Raskovic, con il quale si potrebbe sviluppare una collaborazione ( inedita a livello italiano) continuativa e concernente non solo il settore giovanile.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Il precampionato di Varese letto in funzione dei singoli. Ecco i voti ai 10 protagonisti della nuova stagione al termine del percorso delle 11 amichevoli con media punti e percentuali di tiro.
    AVRAMOVIC (11 giocate, 6,2 punti, 43% da 2, 25% da 3) - voto 6. L'Aleksa di inizio 2017/18 è simile a quello di fine 2016/17: tanto istinto e intraprendenza, non sempre supportato dalla lucidità; sicuramente meglio da guardia col ritorno di Wells che all'inizio in regia. Si è calato con efficacia nei panni dell'uomo di rottura che può dare energia dalla panchina.
    PELLE (10 g, 8,1 ppg, 63% da 2) - voto 6.5. Approccio positivo nel sottoporsi alla seconda razione di "cura Caja" dopo i sogni estivi senza esito tra NBA e coppe di vertice: riducendo il margine di errore (leggi meno blocchi in movimento e sfarfallate per stoppare) il suo impatto è meno sporadico e più continuo.
    NATALI (11 g, 4,1 ppg, 34% da 2, 42% da 3) - voto 6.5. impatto superiore alle aspettative in un sistema perfetto per esaltare la sua propensione al gioco di squadra e alla difesa. Getta ogni stilla di energia sul parquet in retroguardia, e quando ha spazio dimostra di saper graffiare dall'arco.
    OKOYE (11 g, 12,5 ppg, 62% da 2,43% da 3) - voto 8. La sorpresa più lieta tra le scelte estive: due anni da protagonista in A2 hanno aggiunto personalità e pericolosità dall'arco al suo intrigante mix di fisicità ed esplosività. Top scorer biancorosso del precampionato e MVP assoluto nelle imprese di maggior spicco tra Pavia e Montichiari.
    TAMBONE (10 g, 6.8 ppg, 40% da 2, 34% da 3) - voto 7. Diligente in regia nelle prime uscite in assenza di Wells, bravo a farsi trovare pronto dalla panchina al rientro del titolare. Le due lussuose gare del Memorial Ferrari dimostrano che il salto dalla A2 non fa paura: e se il tiro entra con la frequenza di Montichiari...
    CAIN (11 g, 7,6 ppg, 60% da 2) - voto 7,5. Si vede poco ma si sente tantissimo: è il vero regista della retroguardia grazie all'innata capacità di lettura su cambi e rotazioni, un collante capace di esaltare doti atletiche normali con l'intelligenza cestistica.
    FERRERO (11 g, 7,3 ppg, 53% da 2, 24% da 3) - voto 7. Il capitano ormai è una certezza per il suo stile di gioco all'insegna dell'intensità che rispecchia perfettamente l'indole operaia della nuova Varese.
    WELLS (7 g, 7,6 ppg, 60% da 2, 15% da 3) - voto 6.5. Frenato da un problema al polpaccio, la sua crescita esponenziale dell'ultima settimana fa ben sperare coach Caja che gli ha affidato le chiavi della squadra ma gli chiederebbe ancora più intraprendenza.
    WALLER (9 g, 11,8 ppg, 47% da 2, 37% da 3) - voto 6,5. Fuciliere designato nella manovra a metà campo, il sistema gli crea tiri aperti in quantità industriale che ha convertito con alterne fortune. Giocatore di striscia nel bene e nel male, la fiducia nel suo tiro è comunque innata e quando va in ritmo può essere devastante.
    HOLLIS (10 g, 11,5 ppg, 63% da 2, 33% da 3) - voto 7. Classe ma anche concretezza per un elemento capace di adeguarsi in fretta alla mentalità operaia dei compagni: non disdegna di sporcarsi le mani in retroguardia lavorando forte a rimbalzo e negli aiuti.
    Giuseppe Sciascia

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