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VareseFansBasketNews


  • simon89
    La Pallacanestro Varese va in cerca dell'impresa sul campo dei campioni in carica. Stasera a Mestre (palla a due alle ore 19) la compagine di Attilio Caja sarà ospite dell' Umana Venezia, provando a invertire il trend negativo delle cinque sconfitte consecutive che l'hanno fatta scivolare in fondo alla classifica. Sulla carta è una missione impossibile tra il valore della seconda forza Reyer e l'emergenza perdurante ormai da un mese nel ruolo di guardia.
    La prossima settimana porterà certamente un rinforzo e dal derby con Milano l'organico biancorosso tornerà numericamente al completo, mentre nel giro di tre - quattro giorni si sbroglierà anche la matassa Hollis (vicino l'accordo con Bergamo, a meno di rilanci in extremis di Orzinuovi; a Varese non importa la destinazione futura ma la chiusura del rapporto). Ma stasera al Taliercio i biancorossi avranno ancora risorse ridotte al cospetto di un'avversaria dall'organico profondissimo come l'Umana, a sua volta in affanno avendo perso Oreik mentre la sua alternativa Peric giocherà con una maschera protettiva a causa di una frattura al setto nasale riportata mercoledì.
    Venezia stasera e Milano lunedì prossimo sembrano impegni proibitivi per una Varese combattiva nonostante i rovesci in serie (sono otto nelle ultime nove gare). Per questo Attilio Caja ha ribadito la sua fiducia nelle capacità del gruppo di non perdersi d'animo e continuare a lottare anche dopo sconfitte pesanti da digerire come quella di domenica con Torino. Ma l'attuale versione di Varese, senza un americano per la quinta partita di fila e con un tasso tecnico oggettivamente limitato a dispetto dell'impegno profuso, può ragionevolmente pensare di sorprendere una Reyer che domenica scorsa ha violato con merito il Forum di Assago? La differenza in termine di potenziale tecnico e la difficoltà di Varese di esprimere anche in trasferta il basket graffiante e aggressivo della sua versione Masnago, non lasciano molto spazio alla speranza.
    Per ottenere l'agognata salvezza però la squadra di Caja dovrà prima o poi riuscire a violare quello zero nella casella delle vittorie esterne che l'ha accompagnata nelle sette trasferte del girone di andata. E se tutte le avversarie dei biancorossi sono riuscite prima o poi a piazzare un acuto a sorpresa, significa che Ferrerò e soci non potranno restare in Serie A soltanto a suon di scontri diretti. Certo il compito è improbo, contando il tasso di talento di una Reyer ricchissima di attaccanti anche senza più il suo ago della bilancia nello spot di ala forte. L'osservato speciale sarà ovviamente l'ex di turno Dominique Johnson, decisivo insieme a Caja nella missione salvezza nel 2016-17 con la vetrina di Varese che gli è valsa la chiamata di una big come Venezia; stavolta non arriverà un giocatore dallo stesso pedigree dell'ex Alba Berlino, che stasera sarà solo uno degli elementi da contenere per una difesa chiamata alla massima attenzione anche sul play Hajnes e sull'azzurro Tonut (assente all'andata).
    Varese dovrà giocare una partita di sacrificio e di attenzione difensiva per imporre la sua legge a rimbalzo contro la cavalleria leggera di un'Umana che ha lunghi pericolosi dal perimetro come Watt e Biligha. Ritmo, punteggio basso e un mix di intensità e lucidità sono le chiavi per sognare un'impresa contro ogni pronostico. Più del risultato finale conterà però l'atteggiamento: per salvarsi è obbligatorio lottare su ogni campo, anche quello sul quale in partenza non sembrano esserci chances.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Una Varese più giovane e italiana tra necessità e scelta nel mix tra risorse, regole e congiuntura del mercato in vista per il futuro del basket locale, nazionale e mondiale.
    MENO STRANIERI Scelte per certi versi obbligate dal quadro generale in fase di composizione che coincidono anche con gli investimenti giovanili in divenire di Gianfranco Ponti (in corso da ieri la nuova "missione Belgrado" per la collaborazione con il Partizan Belgrado, la scelta del nuovo responsabile tecnico per le fasce dall'Under 13 all'Under 16 e quella dei due o tre stranieri del 2003 e 2004 da aggiungere dal 2018-19 ai gruppi attuali del vivaio). Investimenti che sono nuova linfa per una società chiamata a fare i conti dalla prossima estate con le nuove formule di eleggibilità che saranno senza più i 7 stranieri utilizzati ininterrottamente dal 2012-13 a oggi. Il quadro normativo in fase di elaborazione spinge Varese verso il 5 stranieri + 5 italiani (rispetto all' alternativa del 6+6): lo impongono i costi inferiori di due contratti in meno, ma anche gli incentivi cresciuti per chi sceglierà questa formula, soprattutto in funzione dei nuovi criteri di assegnazione del premio favorevoli a chi investe sul vivaio.
    PIÙ ITALIANI Alla luce di una ulteriore spendìng review concentrata principalmente su aspetti non legati alla squadra dopo il taglio del 25% dell'estate 2017 del monte stipendi della serie A - è lecito pensare che lo zoccolo duro degli italiani sotto contratto (garantito per Ferrerò e Tambone, per Natali c'è un 1+1) sia la base di un 5+5, implementato in tempi non troppo distanti dagli investimenti sugli italiani futuribili per la serie A in età Under 20 che il "ministro" delle giovanili biancorosse programma già per l'estate 2018. Tra l'altro la FIP ragiona anche su una premialità incrementata e diversamente distribuita che riconosca ri- torni economici a chi investe su foresterie ed allenatori per i vivai.
    APPEAL RIDOTTO Ma di quale futuro si va discorrendo, se la quotidianità fotografa una Pali.Varese impelagata in piena bagarre salvezza con l'obbligo di mantenere lo status professionistico per realizzare i progetti di cui sopra? Nella congiuntura di un mercato globale che nei prossimi due anni vedrà ridursi ulteriormente la disponibilità di americani per la crescita ulteriore della G-League (la lega di sviluppo della NBA che arriverà a 30 squadre rispetto alle 18 dell'estate 2016), l'appeal di un club come Va- rese sarà ancor più ridotto di quanto non sia già ora.
    LA SCELTA Tra gli elementi cercati per sostituire Antabia Waller, la lista dei "no, grazie" da parte dei big affermati con salari elevati - da Boatright non disponibile a Ledo rientrato in G-League, passando per Boynton, Brazelton, Wolters, Nevels, Jenkins e Vasiliauskas - è abbastanza nutrita. Più o meno quanto quella dei giocatori disponibili negli ultimi 20 giorni, sui quali è stata Varese a passare la mano (Wyatt, Lyons, Vaughn, Bynum, Murry, Brown, Dillard). Sarebbe stato meglio turarsi il naso scegliendo il "meno inadatto" per tappare una falla evidente, piuttosto che giocare 5 partite senza uno straniero (a Venezia almeno ci sarà Avramovic, fermo precauzionalmente ieri per un problema ad una caviglia mercoledì, ma oggi annunciato di nuovo in palestra)? La società ha deciso altrimenti, e ora conta di chiudere entro l'inizio della prossima settimana tra le 3-4 soluzioni al vaglio sul fronte degli "emergenti" dal sottobosco europeo. Le scelte sul rinforzo, tra elementi vagliati ed elementi scartati, sono state effettuate in base a una logica tecnica; sarà l'impatto sul campo del sostituto di Waller a stabilire se Varese ha adottato una strategia giusta o sbagliata.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Mercato ancora in stallo per una Pallacanestro Varese decisa ad aprire l'orizzonte della ricerca anche in territori "inesplorati" vista la difficoltà oggettiva a smuoverei big. La necessità è di un rinforzo è ben chiara e altrettanto ben identificata, puntando su un playmaker-guardia che possa garantire punti ma anche costruzione del gioco a supporto di Cameron Wells. Scartate dunque tutte le guardie tendenti all'ala piccola che non giocano pick&roll - da Levi Randolph in uscita da Sassari a Kevin Murphy in uscita dal Cedevita Zagabria, fino al solito Josh Bostic - il problema resta sempre la non disponibilità dei giocatori sotto contratto, anche se attualmente non utilizzati: oltre allo straniero di coppa di Reggio Emilia Garrett Nevels, è il caso di Ryan Boatright, considerato al momento incedibile dal Besiktas Istanbul nonostante sia rimasto in tribuna nelle ultime due gare perché in esubero rispetto ai 7 stranieri consentiti dal regolamento.
    Fermo restando il fatto che l'ultimo posto in classifica senza la vetrina delle coppe rende difficilmente attrattiva la soluzione Varese per giocatori che ad aspettative economiche importanti (l'ex Capo d'Orlando viaggia a oltre 40mila dollari mensili in Turchia) abbinano anche la richiesta di vetrine internazionali. La stessa combinazione di motivi che ha fatto cadere altri tentativi con giocatori militanti in club meno importanti della massima lega turca, e che ora sta inducendo la società di piazza Monte Grappa a valutare elementi di spicco in leghe dal minor "censo", e di conseguenza con pedigree meno nobile, ma in grado di considerare il campionato italiano come un upgrade irrinunciabile per sbloccare gli attuali vincoli contrattuali.
    In ogni caso la certezza è che anche domenica a Venezia la formazione di Attilio Caja giocherà con uno straniero in meno, l'auspicio è che la settimana trascorsa da Claudio Coldebella a "pasturare" situazioni ai 4 angoli d'Europa possa portare sbocchi positivi in vista del derby del 29 gennaio contro Milano. In attesa che Damian Hollis riesca a finalizzare l'accordo con Bergamo, soluzione preferita rispetto a Israele e Russia, l'unica novità riguarda Antabia Waller, che martedì è stato operato a Reggio Emilia dal dottor Rodolfo Rocch. Varese seguirà la fase di recupero per consentire allo statunitense di rimettersi e poter poi transare il contratto quando si sarà ristabilito.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Toto Bulgheroni sottolinea la necessità di stare vicini ad una Pallacanestro Varese in grande affanno, ma non certo per mancanza di impegno. Il consigliere delegato all'area tecnica del club di piazza Monte Grappa ribadisce la massima disponibilità della società ad aiutare la squadra con un innesto sul mercato: «A rischio di farmi considerare ottenebrato dall'amore per la squadra, ribadisco che i giocatori hanno dato il mille per mille anche domenica. Come già accaduto contro Bologna abbiamo condotto a lungo contro un'avversaria nettamente più forte di noi, perchè in grado di esprimere maggior equilibrio nei 40 minuti. E siamo arrivati alla fine in affanno perchè mancando un giocatore importante nelle rotazioni abbiamo annaspato senza più risorse. Anche stavolta abbiamo avuto la sfortuna di subire un errore arbitrale in un momento critico; dispiace tantissimo e faremo di tutto per aiutare con un'aggiunta di qualità i ragazzi che meritano di essere sostenuti».
    La caccia al rinforzo continua, ma il mercato non si sblocca...
    «Escludo che si tratti di un problema di soldi: abbiamo provato anche a fare una ricerca senza limiti di danaro, ma non ha portato esiti perchè purtroppo non ci sono soluzioni disponibili. Mi riferisco ai giocatori che ci piacciono: accontentarsi di un ripiego non ci interessa, se dobbiamo fare un sacrificio, lo si effettuerà per un giocatore che faccia la differenza, come è stato lo scorso anno per Dominique Johnson. Adesso abbiamo due partite proibitive contro Venezia e Milano, speriamo che in questo periodo si liberi quel giocatore indispensabile per superare il momento critico. Lo sappiamo tutti che ci manca una pedina; la stiamo cercando ovunque, ma deve darci con sicurezza quel che è chiaro a tutti ci stia mancando. Ossia una quindicina di punti, la giusta leadership e un po' di pericolosità da fuori».
    Nel frattempo la squadra si batte ma non riesce a vincere...
    «La cosa che mi preoccupa di più è che Attilio Caja ed i giocatori non si sentano supportati dall'ambiente e che subentri sfiducia e scoramento in persone che stanno dando l'anima per Varese. Compreso Wells, che al di là dell'errore finale, fatto salvo quel contatto più che dubbio tra Vujacic ed Avramovic, non ha disputato la sua miglior partita ma ha messo in campo tutto sé stesso. Evidente che ci manca un giocatore e stiamo facendo il massimo per aiutare la squadra, a partire da Cameron, con un rinforzo sul perimetro».
    Dunque la ricetta è non abbattersi e continuare a lavorare in palestra?
    «L'importante è che l'ambiente stia vicino a questi ragazzi che si impegnano alla morte in ogni partita. L'anno scorso il quadro era molto peggiore perchè c'era una situazione interna tra coach e giocatori non tra le migliori; quest'anno l'allenatore è il primo a dare il massimo insieme alla squadra. Io seguo tutti gli allenamenti, so quanto lavorano i ragazzi e come è unito il gruppo; con due o tre vittorie delle 6 perse in volata parleremmo di altro, però purtroppo la classifica ci penalizza oltremisura rispetto agli sforzi quotidiani profusi».
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese nelle vesti del matador viene incornata da Torino proprio sul finale della corrida, che fino a poco tempo prima sembrava in controllo o quasi. Ormai il copione è quello che potremmo recitare a memoria: partita tirata, combattuta, che può essere decisa da episodi e anche questa volta proprio gli episodi condannano una volenterosa compagine biancorossa. Anche un non addetto ai lavori capirebbe, ora come ora, che la vera assenza determinante tra le file lombarde è quella del talento. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 7,5 : Alexa è sicuramente il migliore in campo dei suoi, non che l'ultimo a mollare una volta che Torino, sul finale dell’ultimo quarto, riesce a mettere la testa avanti. E’ il più convinto e mette sul campo tanta energia anche difensiva è anche da elogiare perché ultimamente ha limato quei difetti che lo portavano a strafare e a perdere palloni sanguinosi. TIGRE
    Pelle 6,5 : sembra la mossa della partita far partire Norvel in quintetto per sfruttare l’assenza di un vero centro a parte Iannuzzi da parte di Torino e inizialmente tutto funziona alla grande con Pelle che o sfrutta le palle giocate sopra il ferro o tramuta in poderose schiacciate gli errori in entrata dei piccoli. Poi con l’andare del tempo perde smalto e intensità e ricade nei soliti errori e in difesa diventa vulnerabile. ALTALENANTE
    Bergamaschi N.E.
    Natali 6 : sicuramente più impattante dal punto di vista difensivo rispetto ad Okoye ma con 2 passi indietro dal punto di vista offensivo, soprattutto in considerazione delle ultime 2 uscite. Non bene dalla linea della carità con un 2 su 4 alla fine decisivo. STOPPER
    Vene N.G.: la sua prestazione rimane ingiudicabile anche perché Caja gli da un minutaggio Hollis Style e dopo un impatto neutro nel primo tempo, nel secondo al primo tiro preso e sbagliato viene panchinato.
    Parravicini N.E.
    Okoye 6,5 : il terminale offensivo principale e più costante della sua squadra (nonostante percentuali dalla lunga negative) ma in difesa su Patterson è quanto meno rivedibile, tant’è che il 13 dei viaggianti è autore di una prestazione monstre. MORBIDONE
    Seck N.E.
    Tambone 6,5 : per lunghi tratti sembra che il play titolare di questa squadra sia proprio il giovane Matteo che anche questa volta si fa preferire di gran lunga al numero 22. A parte una persa in palleggio (poi non sfruttata da Torino) prestazione ordinata anche se la strada da percorrere per una piena maturazione è ancora lunga. 2 bombe di grande personalità ma quell’arresto e tiro dalla media deve imparare a metterlo. SCOLARETTO
    Cain 6,5 : serata dove trova meno minuti del solito anche grazie alla buona prestazione offensiva di Pelle; si prede poche iniziative (forse anche lui poteva essere sfruttato meglio viste le assenze sotto dei tabelloni dei piemontesi) e come sempre raccoglie 10 rimbalzi. CERTEZZA
    Ferrero 7 : primo quarto inconsistente dove spende subito 2 falli; al secondo giro delle rotazioni entra in gas e gravato di 3 falli riesce a indossare il mantello da supereroe e a trascinare i suoi compagni all’intervallo sul più 11. Nella ripresa nella borraccia gli versano kriptonite liquida e torna umano e non riesce ad arginare da solo la rincorsa di Torino. SUPERMAN
    Wells 4 : ormai il giocatore a stelle e strisce ha imboccato un tunnel dal quale sembra sempre più improbabile che riesca ad uscire; nel momento fondamentale della gara non riesce ad avere nemmeno la lucidità di scagliare il pallone addosso ad un avversario per evitare l’infrazione di 5 secondi. Abulico, senza grinta, con nessuna idea, persiste nel palleggiare a ridosso della metà campo e quando penetra, il fatto che faccia canestro non è nemmeno quotato alla Snai. IMPRESENTABILE

  • simon89
    La Pallacanestro Varese allunga la lista dei rimpianti per le occasioni perdute. La truppa di Attilio Caja gioca una gara gagliarda contro la quotata Torino, ma non interrompe la serie negativa giunta a quota 5 e scivola all'ultimo posto della classifica della serie A al giro di boa della stagione. Ai biancorossi non bastano 25 minuti di grande energia, speculando su un assoluto predominio a rimbalzo (41-31 di cui 18 offensivi in assenza del pivot titolare ospite Mbakwe) garantito dalle doti acrobatiche di Okoye e Pelle. Varese allunga due volte a più 14 (48-34all8' e 59-45 al 23'), ma consuma progressivamente le sue risorse limitate con la guardia titolare ancora da reperire e Siim Sander Vene con pochissima benzina nelle gambe.
    Anche stavolta però Varese ha qualcosa da rimproverarsi e qualcosa su cui recriminare: negli ultimi 15', quando l'aggressività scende sotto il 100 per cento, i biancorossi commettono troppi errori difensivi che Torino comunque punisce con micidiale puntualità dall'arco. E come già accaduto contro la Virtus Bologna, c'è un episodio discutibile che penalizza i biancorossi: sulla decisiva infrazione di 5 secondi a meno 19" il contatto Vujacic-Avramovic è procurato d'esperienza dallo sloveno, sulla scivolata "procurata" di Aleksa Wells non ha più linee di passaggio e Varese perde un pallone esiziale con gli arbitri che ingoiano il fischietto (e a norma di regolamento sarebbe stato un fallo antisportivo perché a gioco fermo...). «Oltre ad una guardia, a questa squadra serve un rimedio contro il malocchio» osserva qualche tifoso sconsolato al termine di una gara segnata dal clamoroso 6/8 da 3 dell'implacabile Patterson (decisivo il 2+1 inventato da terra per 1'88-89 a meno 34"), arrivato a Masnago con un modesto 12/42 in 14 giornate.
    Di certo però serve un giocatore al quale affidare i possessi decisivi, alla luce della sesta sconfitta su altrettanti finali in volata (Milano, Avellino, Pesaro, Virtus Bologna e Brindisi i precedenti con analogo unhappy ending). Più dell'assenza di Waller - ben surrogata stavolta dalla verve di Avramovic e Tambone - stavolta per Varese ha pesato in maniera decisiva la prova insufficiente di Cameron Wells. Eloquente il 2/11 dal campo, compresa la tripla del possibile più 5 a meno 48" e quella del pareggio a meno 10" lasciate sul ferro, per quello che doveva essere il giocatore di riferimento nei momenti caldi. Ed invece si è rivelato un giocatore nulla più che diligente, ma con personalità limitata e rendimento offensivo inaffidabile.
    L'ennesima beffa in volata pur avendo disputato una partita per larghi tratti positiva può rappresentare una tegola pesante a livello psicologico per un ambiente dove a caldo prevaleva lo scoramento? L'auspicio è che la squadra non smetta di lottare nonostante le sfide impossibili alle porte contro Venezia e Milano, in attesa che radio-mercato dia finalmen te quei segnali positivi indispensabili per la missione salvezza. Se dare il massimo non basta, è necessario aiuto dall'esterno: a Varese serve come l'aria un rinforzo con punti nelle mani e personalità. E con l'uomo giusto, tuttavia ancora da reperire, la squadra può ripartire di slancio come nel ritorno del 2016-17; altrimenti tutta la garra di questo mondo non sarà sufficiente a invertire la rotta, come dimostrano le sconfitte in fotocopia del girone d'andata a dispetto dell'impegno costante profuso dalla squadra di Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese fa appello ai suoi tifosi per superare il momento no e invertire la rotta dopo 4 stop consecutivi. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18; diretta su Eurosport2) la formazione di Attilio Caja ospiterà la quotata Fiat Torino nella gara che chiuderà il girone d'andata. Biancorossi ancora in emergenza con la quarta partita consecutiva affrontata senza la guardia titolare: la perdita di Antabia Waller, ha ulteriormente abbassato la cifra tecnica di un gruppo la cui encomiabile disponibilità al lavoro non è supportata da analoghe qualità balistiche e offensive. Il ruolino di marcia di Varese parla di 7 sconfitte nelle ultime 8 gare, 4 delle quali consecutive (ultimo hurrà datato 10 dicembre a Masnago contro Capo d'Orlando); evidente la necessità di un innesto di qualità per sostituire Waller e aumentare il potenziale offensivo, rappresentata da Attilio Caja sia ai consorziati nell'assemblea di mercoledì che in pubblico in occasione della presentazione della gaia contro Torino.
    Emergenza ben chiara a tutti gli elementi della società che si scontra però con la realtà di un mercato asfittico, costringendo il club di piazza Monte Grappa ad attendere (e non certo per scelta) che si crei la giusta opportunità per quel rinforzo di qualità necessario per tramutare in punti la mole di lavoro prodotta dalla squadra di Caja. Che stasera presenterà per la prima volta a Masnago il primo innesto in corsa Siim Sander Vene, pur condizionato dalle fatiche della cura Artiglio dopo 9 mesi di inattività agonistica. Aspettando Godot però si rischia di compromettere una classifica da ieri sera più allarmante per l'inopinata vittoria di Pesaro che porta Varese all'ultimo posto in compagnia di due squadre. 
    Per questo il coach pavese ha esortato la squadra ad andare a mente sgombra all'assalto di una avversaria di rango come Torino: sulla carta i valori in campo stasera sono decisamente in favore della Fiat, con un trittico di attaccanti di razza come il play Garrett, la potente ala Patterson e l'ex stella NBA Vu-jacic (due titoli con i Lakers in 11 stagioni tra i professionisti per il 33enne tiratore sloveno) e un roster lunghissimo che ha italiani emergenti come il pivot Iannuzzi e il 19enne prospetto Okeke. Nonostante l'assenza del centro titolare Mbakwe, nelle ultime due settimane l'Auxilium le ha suonate in casa a Bayern Monaco e Brescia, e mercoledì ha segnato 58 punti nel primo tempo a San Pietroburgo prima di cedere alla rimonta della seconda forza della VTB League.
    L'aspetto sul quale Varese può provare a far leva è proprio il peso del doppio impegno per i piemontesi, reduci dal viaggio in Russia senza Mbakwe e con un elemento d'ordine come Deron Washington condizionato da una caviglia malconcia. Al contrario i biancorossi hanno lavorato a ranghi completi per tutta la settimana in vista di un match da affrontare con il massimo dell'intensità e dell'aggressività, provando a sorprendere la talentuosa squadra di Banchi con una prestazione di grande energia. Varese chiederà al PalA2A la solita spinta extra per gettare il cuore oltre l'ostacolo e provare a chiudere la serie negativa anche con le forze attuali in attesa che arrivino buone notizie dalle frequenze di "radio-mercato".
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Tante piste battute ma nessun risultato concreto per una Pallacanestro Varese che ancora non trova l'incastro giusto per il pezzo forte del restyling sul mercato. Il problema di fondo resta trovare l'equilibrio giusto tra chi piace e chi è disponibile: anche i numerosi sondaggi - in particolare in Turchia - con giocatori le cui società non sono in regola con i pagamenti, non hanno sortito effetti perché alla prova dei fatti chi era proposto come liberabile non è risultato tale. Se le risorse da investire ora non sono disprezzabili (per un elemento di valore si potrebbe arrivare al rateo mensile investito nel 2016-17 per Dominique Johnson) e la volontà chiara è quella di ingaggiare un rinforzo, a cosa e dovuto questo ritardo, che si riverbererà nuovamente su una squadra che domenica contro Torino giocherà per la quarta partita consecutiva senza guardia titolare? Il mercato di riparazione è anche questione di fortuna nel trovare il giocatore giusto nel momento in cui si crea la necessità: capitò nel 2014-15 con Eric Maynor e la stagione passata con Dominique Johnson, è capitato la settimana scorsa con Siim Sander Vene, mentre nel 2015-16 servirono 40 giorni tra l'esclusione dal roster di Ramon Galloway (poi reintegrato per mancanza di alternative) e la scelta di Chris Wright. Quest'anno le nuove formule contrattuali tra NBA e G-League che tengono 6 giocatori nell'orbita dei professionisti contribuiscono ad aumentare la siccità di elementi di valore: Ricky Ledo, tagliato dall' Efes Istanbul, ha preferito tornare nella lega di sviluppo, mentre Ryan Arcidiacono - che Attilio Caja ebbe tre anni fa con la Nazionale Sperimentale - è blindato dal two-way contract con i Chicago Bulls e non interessato a sbarcare ora in Europa.
    Nell'elenco di chi è disponibile invece non c'è nessuno adatto alla bisogna, perché fermo da mesi (Darius Washington e Will Bynum) oppure inadatto all'Europa (Jermaine Taylor), o in gran forma ma fuori ruolo (l'ex casertano Josh Bostic, capocannoniere dell'Adria- tic League, ala pura e dunque inutile alla causa biancorossa). Disponibile subito e già in Italia ci sarebbe Ken Brown, bomber dell'A2 a Jesi (19,4 punti e 4,6 assist) che ha lasciato le Marche pagando di tasca sua per un contratto in Libano poi non concretizzato; ma l'atleta non è disponibile a un tryout per farsi "tastare" dal vivo. E allora, siccome il colpo in canna sul mercato è uno solo e lo si vuole sparare a colpo sicuro, società e staff tecnico preferiscono aspettare che si creino le condizioni giuste per arrivare ad un giocatore dal rendimento garantito. Ovviamente il fattore tempo e la classifica non giocano a favore di Varese, che però mantiene le antenne dritte su tutti i fronti, pronta a cogliere al volo la prima occasione buona come accaduto con l'affare Vene. Se poi l'impasse dovesse proseguire ancora a lungo, il 3 febbraio si chiuderà la regular season della NBL australiana con la possibilità di liberare 3 o 4 elementi interessanti (lo scorso anno Pesaro vi pescò l'uomo salvezza Rotnei Clarke). L'auspicio è quello che il treno giusto passi molto prima, di sicuro però prendere un giocatore che non convince appieno perché colti dalla frenesia sarebbe molto più rischioso di affrontare il trittico Torino-Venezia-Milano ancora in emergenza...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Gianfranco Ponti è pronto a raddoppiare gli sforzi per costruire un settore giovanile di altissimo livello. Il "Ministro" del vivaio biancorosso prepara una nuova missione in Serbia per la prossima settimana. L'obiettivo è quello di definire una partnership formale con il Partizan Belgrado e chiudere l'accordo con un responsabile tecnico professionista (nelle scorse settimane è stato a Varese Milos Jokic, assistente della Nazonale Under 16 serba e tecnico del Flash Belgrado) che dalla stagione 2018-19 affianchi gli allenatori già in organico - a partire da Dodo Rusconi e Giulio Besio - per un progetto di alto livello internazionale. L'idea è quella di reclutale non soltanto nei Balcani - rinviata al 2018-19 per motivi burocratici l'aggiunta degli stranieri nelle categorie Under 15 e Under 16 - ma anche in Italia, avvalendosi di uno scout a tempo pieno oltre al nuovo responsabile professionista che giri la Penisola in cerca di talenti. «A regime il progetto è quello di aggiungere ai 2 o 3 elementi locali di valore che già abbiamo oggi in ogni gruppo 2 stranieri e altri 2 o 3 italiani per tutte le categorie, senza vincoli di varesinità o reclutamento da fuori provincia - spiega Ponti -. Ci dovremo lavorare nel tempo aumentando gli investimenti sul reclutamento e sulla struttura che coinvolga anche scout e preparatore atletico oltre agli allenatori. Però per creare una struttura di livello europeo che ogni anno produca elementi validi per la prima squadra non possiamo prescindere da questo percorso».
    Puntare su prospetti di alto livello da mettere in foresteria e tecnici professionisti significa ovviamente aumentare l'entità dell'investimento passando dai circa 250mi-la euro della stagione in corso a 350mila per il 2018-19, con l'obiettivo di arrivare a 450mila a pieno regime; si tratta comunque di risorse personali - o reperite - che non incidono minimamente sul bilancio della serie A. Allo stesso modo non saranno legati alla prima squadra gli investimenti sulla struttura - palestra principale e secondaria e palazzina per la foresteria - che Ponti vorrebbe costruire a Calcinate degli Orrigoni (ma ci sono problemi legati alle dimensioni dell'area, si attendono proposte alternative dal Comune): «Nulla di quello che vogliamo fare sarà effettuato con risorse sottratte alla prima squadra, si tratta di investimenti miei e di persone che mi appoggiano oltre a sponsor interessati a questo progetto - conferma l'imprenditore di Angera -. Per ora mi limito a seguire la squadra di Caja in qualità di tifoso; come tale, avendo a cuore la Pallacanestro Varese, ho contribuito personalmente al risanamento del bilancio (si parla di un extra "una tantum " da 250mila euro ndr). Logico che per i nostri progetti però è prioritario che la squadra resti in serie A; noi in ogni caso continuiamo a portare avanti iniziative che in ottica futura saranno fondamentali per la continuità a buoni livelli del club». Al momento dunque Ponti mantiene il suo ruolo di "appoggio esterno" alla Pallacanestro Varese, pur dall'interno del CdA della società di piazza Monte Grappa, senza aver ancora esercitato l'opzione di acquisto entro due anni del 20 per cento delle quote del club, prevista dall'accordo stipulato a luglio 2017: «Al momento porto avanti le iniziative legate al mio mandato sulle giovanili; su questo tema non ci sono novità, se ne parlerà dopo il 30 giugno o comunque al termine della stagione in corso» conferma il consigliere biancorosso.
    Giuseppe Sciascia

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