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simon89
In sordina, arriva il primo colpo di mercato della stagione di Varese: la società di piazza Monte Grappa ha chiuso ieri per il ritorno in biancorosso di Stan Okoye. L’ala nigeriana classe 1991 con passaporto americano aveva già vestito la maglia di Varese nella stagione 2014/2015, fu allenato prima da Pozzecco e poi dallo stesso Caja. Un diamante da sgrezzare, ai tempi, Stan ha fatto esperienza scendendo in A2 prima a Matera, poi a Trapani e ad Udine nella stagione appena conclusa. Cresciuto sportivamente nella Knightdale High School e al college con la maglia del Virginia Military Institute, Stan ha esordito tra i professionisti in Grecia, con la maglia dell’Ikaros e, dopo due esperienze nei campionati israeliano e australiano, aveva firmato per Varese. Per lui, come detto, è un ritorno: ha straordinarie doti fisiche e, pur non essendo in possesso di un grande tiro, dalla panchina può essere un rincalzo di sicuro affidamento.
Oltre a lui, sembra pressoché fatta anche per Niccolò De Vico, ala piccola classe 1994 che ha stupito gli addetti ai lavori nella stagione appena conclusa in A2 con la maglia di Biella, società in cui è cresciuto. La giovane età non nasconde un grande temperamento ed un talento sicuro, pur con ampi margini di miglioramento. De Vico è stato uno dei primi giocatori visionati ed è ormai prossimo all’approdo a Varese: nella difficoltà a reperire giocatori italiani, De Vico è un tassello importante e soprattutto utile per il futuro, su cui lavorare a fondo per farne un elemento di spicco dei biancorossi negli anni a venire. Inizia oggi ufficialmente la prima fase della campagna abbonamenti della Pallacanestro Varese a tariffa ridottissima. L’apertura a fine maggio è a tutti gli effetti un inedito per la società biancorossa: da oggi fino al 31 maggio ci sarà la prelazione per i vecchi abbonati che potranno mantenere il proprio posto, con la tariffa ridottissima. In questa fase anche i nuovi abbonati potranno comunque sottoscrivere la propria tessera alla tariffa ridottissima scegliendo tra i posti non soggetti a prelazione.
Alberto Coriele
simon89
Pallacanestro Varese e Gianfranco Ponti, matrimonio in vista? Mancano ancora alcuni passaggi formali e alcuni dettagli operativi per i crismi dell'ufficialità, ma stavolta la fumata bianca per la partnership tra il consorzio che regge dal 2010 le sorti del club di piazza Monte Grappa e l'investitore già affacciatosi due anni fa al mondo Pall.Varese, fa potrebbe arrivare nel giro di 10-15 giorni. Sarebbe dunque il 57enne imprenditore di Angera il potenziale "socio forte" che "Varese nel Cuore" vuole aggiungere all'attuale assetto della proprietà: l'accordo in fase di studio prevede un ingresso "morbido" nella compagine societaria, con una quota di maggioranza rispetto al frazionamento attuale dell'1 per cento per ogni membro del consorzio, ma lontana dal controllo assoluto del club: sicuramente inferiore al 25%, toccherà ai professionisti studiare con precisione l'entità della partecipazione.
Almeno inizialmente Ponti non dovrebbe ricoprire alcun incarico nella governance, ma avrà il mandato di ministro del settore giovanile con ruoli di coordinamento dell'intera attività di base attraverso investimenti mirati sul vivaio che già rappresentava uno dei punti qualificanti nel "Progetto Varese" lanciato nell'aprile 2015. Il beneficio immediato per la Pallacanestro Varese sarebbe duplice: intanto la possibilità di stornare gli investimenti effettuati nella stagione 2016-17 sul settore giovanile in altre voci del bilancio, e poi la chance di rilanciare un vivaio che da tantissimi anni non è più in grado di rifornire la serie A di talenti fatti in casa, inoltre ci sarebbe da aggiungere l'indotto garantito dalle entrature di Gianfranco Ponti nel mondo della finanza internazionale, che a lungo termine potrebbero creare nuove opportunità in termini di investitori e sponsor. Infine andrebbe messo in conto anche l'entusiasmo del 57enne imprenditore angerese nel voler fare qualcosa di importante per la sua città, dopo aver "respirato" basket fin dall'infanzia (il padre scomparso qualche mese fa era lo storico braccio destro di Giovanni Borghi).
In attesa della messa a punto dei particolari, siamo comunque alla vigilia di una nuova fase importante sul piano della struttura societaria: "Varese nel Cuore" si era già aperta la scorsa estate al Trust "Il Basket Siamo Noi" che aveva acquisito prima l'1% e poi il 5% delle quote: ora se l'assemblea dei soci darà via libera all'operazione Ponti con relative modifiche dello statuto - ma al momento ci sarebbero solo benefici e nessun potenziale svantaggio - nascerà una versione ibrida tra multiproprietà e socio forte nel nome della passione comune per Varese. E della volontà comune di garantirle un futuro più ambizioso, anche attraverso un programma a lungo termine con i giovani considerati come il volano della crescita.
Giuseppe Sciascia 
simon89
C'è Dominique Archie in cima alla lista dei sogni di Varese per il ruolo di ala forte. Il 30enne atleta di Capo d'Orlando, autore della sua miglior prestazione stagionale nel match disputato al PalA2A (26 punti con 10/13 al tiro e 8 rimbalzi in occasione della sconfitta 72-74 della sua Betaland) "rubando l'occhio" al consigliere biancorosso Toto Bulgheroni, ha ricevuto una chiamata dalla società di piazza Monte Grappa per valutarne le intenzioni per la prossima stagione.
Solo un sondaggio esplorativo o qualcosa di più concreto, ferma restando l'impossibilità nell'attuale fase embrionale del mercato di formulare offerte che preludano ad accordi definitivi in tempi rapidi? Di certo Archie ha il profilo giusto per caratteristiche tecniche ed esperienza italiana per ricoprire un ruolo da protagonista nella Varese che Attilio Caja vuole costruire attorno ad alcune "punte" dal rendimento garantito. L'ala del 1987, che nella stagione appena conclusa ha totalizzato 13,7 punti e 5,5 rimbalzi col 54% da 2 e il 42% da 3, è un elemento duttile che garantisce atletismo e qualità balistiche, interpretando al meglio il ruolo del "numero 4" moderno che si completerebbe efficacemente con due lunghi interni come Anosike o Pelle (oppure Anosike e Pelle, anche se al momento l'ipotesi di riuscire a trattenere entrambi sembra abbastanza remota).
Ora Varese sarebbe l'unico club sulle tracce di Archie oltre alla Betaland, che vorrebbe provare a confermarlo mettendo sul piatto la possibilità della partecipazione ad una coppa europea; i siciliani vorrebbero iscriversi alla Champions League passando attraverso i preliminari, dipenderà dalla scelta di Pistoia che si è piazzata davanti ai "Paladini". Però il giocatore statunitense, che Varese ha affrontato anche da avversario in Europa nel 2015-16 con la maglia di Ostenda, ha preferito rimandare qualsiasi decisione sul suo futuro alle prossime settimane. Al momento la priorità espressa da Archie è infatti quella di risolvere definitivamente il problema al ginocchio sinistro che gli aveva dato problemi durante la serie playoff contro Milano: l'atleta del 1987 era stato operato al menisco laterale a metà aprile, rientrando in gara-1 dei quarti ma accusando un nuovo infortunio che lo ha costretto a saltare il secondo e il terzo atto della serie con l'EA7.
Se ne riparlerà eventualmente più avanti, verificando la situazione e le prospettive economiche - comunque al momento non fuori portata - per un giocatore che garantirebbe un deciso salto di qualità nel ruolo più scoperto della Varese 2016-17. L'idea generale sarebbe quella di individuare prima gli elementi di garanzia del quintetto - pescando preferibilmente sul mercato dei giocatori già rodati in Italia - e poi completare il roster lavorando nel "sottobosco" del mercato dei campionati europei emergenti; la strategia generale andrà comunque adeguata ai costanti sviluppi di un mercato che Varese da affrontare in maniera "duttile e flessibile" secondo le indicazioni di Attilio Caja.
Giuseppe Sciascia 
simon89
L’amore biancorosso, quest’anno, sboccia a primavera. È stata lanciata ieri la campagna abbonamenti della Pallacanestro Varese per la stagione 2017/2018: a memoria non si ricorda una raccolta tessere con un inizio così precoce. Sulla scorta di quanto è avvenuto in altre realtà (Brescia e Milano, per esempio), invece, piazza Monte Grappa ha scelto la data del 25 maggio per cominciare a verificare la fedeltà dei propri tifosi, strutturando la campagna in tre fasi di cui una (quella al via a breve) economicamente assai premiante per tutti coloro che vorranno sposare subito la causa.
La novità principale se ne porta dietro altre, su tutte questa: gli aderenti al Support Trust “Il Basket siamo Noi” godranno di una tariffa agevolata e molto vantaggiosa, a testimoniare la crescente importanza dell’associazione che oggi possiede il 5% delle quote societarie.
“Trusta” che ti conviene
Cominciamo proprio da qui. I soci del Trust avranno uno sconto di circa 40-45 euro (le tariffe precise verranno comunicate nei prossimi giorni) per ogni ordine di posto, ovvero per qualunque settore del PalA2A decidano di sottoscrivere il proprio abbonamento. Una decisione ponderata per premiare in assoluto tutti gli associati, con un occhio di riguardo per coloro che - dovendo fare i conti più di altri con il portafoglio- opteranno per i seggiolini più popolari. Un esempio? Un risparmio di 45 euro su un abbonamento di 180 (che è il costo di una tessera in galleria nella prima fase) risulta essere piuttosto consistente.
Conditio sine qua non per usufruire dei prezzi agevolati sarà dimostrare l’appartenenza al Basket siamo Noi, o rinnovando la propria adesione annuale (e presentando la ricevuta di versamento all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento), o entrando a far parte dell’associazione come socio, nelle alternative Gold (500 euro all’anno), Silver (100 euro) o Under 18 (50 euro): il tutto, ovviamente, prima di sottoscrivere l’abbonamento con la Pallacanestro Varese.
I soci fondatori del Trust saranno presenti al PalA2A (Sala Gualco) per tutta la durata della campagna, in modo da agevolare chi volesse entrare a far parte della “famiglia” del Basket siamo Noi e subito dopo prenotare il proprio posto nel Tempio.
Tre fasi
Come anticipato all’inizio saranno tre le fasi della “raccolta del tifo”. Nella prima, “a tariffa ridottissima” (si va dai 180 euro della galleria ai 1650 del parterre), dal 25 al 31 maggio, i vecchi abbonati avranno diritto alla prelazione sul loro posto e i nuovi abbonati potranno scegliere i seggiolini non soggetti a prelazione, usufruendo anch’essi della tariffa agevolata. Gli orari: giovedì 25 e venerdì 26 maggio (16.00–20.00), sabato 27 maggio (10.00–19.00), lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31 maggio (16.00–20.00).
La seconda fase, “a tariffa ridotta” (si va da 190 euro della galleria ai 1650 del parterre), è in programma dal 13 al 22 luglio, con le stesse modalità sopra elencate per la prima. La terza, infine, avrà luogo dal 7 al 16 settembre e sarà a vendita libera (cioè senza diritto di prelazione per i vecchi abbonati) e a tariffa intera (si va dai 195 della galleria ai 1700 del parterre). Pallacanestro Varese, come negli anni scorsi, ha previsto agevolazioni per gli over 65, per gli under 14, per gli under 18, per i giovani dai 18 ai 24 anni e per i nuclei familiari composti da 4 o più persone. Le tessere stagionali potranno essere rinnovate anche online all’indirizzo www.pallacanestrovarese.it/rinnovo-abbonamento-online/ e ritirate nei giorni di campagna abbonamenti saltando la fila. Tutte le info in dettaglio si possono trovare su www.pallacanestrovarese.it.
Riuscirà Varese a superare le 2810 tessere del 2016? La rincorsa parte giovedì prossimo.
Fabio Gandini
simon89
Giancarlo Ferrero ancora in biancorosso? A oggi le chance di rivedere nell’organico 2017/2018 l’ala, capitano della Openjobmetis nelle ultime due partite della stagione appena conclusa, non paiono altissime: una sua conferma è al momento tutt’altro che scontata.
Il dialogo tra i rappresentanti del giocatore classe 1988, che ha il contratto in scadenza al 30 giugno 2017, e la società di piazza Monte Grappa vive un momento di assoluta stasi, ben lontano dalla concretezza di una trattativa in fase avanzata o di un’offerta di una parte nei confronti dell’altra. Cosa accadrà nelle prossime settimane è difficile da prevedere, ma chi si aspettava che il rinnovo di uno degli idoli più “lampanti” del PalA2A, simbolo - per carattere, impegno e orgoglio - della rinascita di una squadra finita in fondo alla classifica, fosse una pura formalità si dovrà ricredere. Nell’immobilismo attuale pesano questioni tecniche o economiche? Impossibile rispondere a questa domanda: l’unico dato certo è che il destino dell’uomo di Bra (4,4 punti in 13,7 minuti con il 57,1% da 2 e il 38% da 3 il suo “score” in campionato, ma nelle 18 partite con Caja alla guida siamo a 6 punti in 17 minuti con il 54,3% da 2 e il 40,6% da 3) è diventato un punto interrogativo che fa compagnia ai tanti altri della tarda primavera varesina. Perché la verità è solo una: al 18 maggio notizie vere non ce ne sono. L’unico rumor che assomiglia a una certezza è la volontà di uscire dall’1+1 che lega Varese a Krjstian Kangur: piazza Monte Grappa sarebbe pronta a pagare entro il 30 di giugno una penale di 10mila euro e a rinunciare ai servigi dell’ala estone.
Per il resto, fatti salvi alcuni colloqui esplorativi, il bollettino piange per assenza di (vera) carne al fuoco. Con Maynor, Johnson, Anosike ed Eyenga pensare di intavolare una proficua trattativa quando maggio campeggia ancora sui calendari è fantasioso: troppe le variabili in gioco per una società che non è in grado di presentare offerte economiche "a prova di no” e per dei giocatori che si guarderanno necessariamente in giro prima di valutare la permanenza. Diverso il discorso con Pelle e Avramovic, due pedine già dotate di contratto garantito per la prossima annata: per “Avra” il sì definitivo (al momento probabile) scaturirà da un’attenta valutazione tecnica ; nel caso del caraibico, invece, sarà decisiva l’assenza di offerte, nel complesso più vantaggiose, che lo convincerebbero a esercitare la clausola rescissoria a suo favore.
Fabio Gandini
simon89
Varese, in cerca di una scommessa ad alto potenziale offensivo per il 2017-18, mette Adam Smith sotto la lente di ingrandimento. Il 22enne re dei bomber dell'A2 (24,7 punti di media), che ha eliminato Legnano con la sua Roseto ora impegnata nei quarti playoff, è più di una suggestione per la società di piazza Monte Grappa, attenta al mercato del primo campionato dilettanti. Al momento non c'è una trattativa aperta, ma le referenze richieste ad ampio raggio sul conto del tiratore statunitense - sfruttando anche il rapporto stretto che esiste tra Attilio Caja e Roseto, dove firmò l'ultima salvezza in A nel 2004-05 - dimostrano che il club biancorosso ha inserito Smith nell'elenco dei "papabili" tra le alternative a Dominique Johnson nel ruolo di guardia titolare. Lo stesso coach pavese e il d.g. Claudio Coldebella lo avevano visionato dal vivo nella gara-1 della serie contro la TWS: la sua prova non fu certo memorabile (14 punti con 6/20 dal campo), ma sono molti gli addetti ai lavori che considerano Smith come un potenziale giocatore di serie A anche grazie alle ottime referenze "extra-campo" e alle doti balistiche in grado di reggere il salto comunque assai elevato in termini di atletismo e fisicità dal campionato dilettantistico con 2 stranieri a quello professionistico con 5 o 7 stranieri. Il tutto a costi compatibili con la costruzione di un roster che accanto ad alcune certezze (partendo dalla volontà di confermare Anosike) dovrà fisiologicamente affiancare alcune "scommesse ragionate" per far quadrare i conti.
Per trattenere Dominique Johnson servirebbe investire un quarto del "monte-stipendi" totale sul quale si sta attualmente ragionando per costruire la squadra prossima ventura: decisamente troppo, in assoluto ma anche nell'ambito degli equilibri interni, in un ruolo dove comunque le risorse già allocate per Avramovic indurrebbero a destinare in altri spot gli investimenti più cospicui. Smith viene da una stagione da rookie nella quale viaggiava ad un salario cinque volte inferiore a quello di "Dom": il suo rendimento oltre ogni aspettativa ha acceso l'interesse da Francia e Germania, ma a cifre ragionevoli può essere un affare per Varese. Inoltre le sue caratteristiche - tiratore micidiale dal palleggio e temibile anche sugli scarichi: 51% da 2 e il 42% da 3 in stagione regolare - sembrerebbero essere complementari a quelle da "scorridore" del serbo del 1994, che ha chiuso il 2016-17 col 23% dall'arco. Nelle prossime settimane si capirà se le informazioni acquisite su Smith produrranno effetti concreti; di sicuro l'esterno da Georgia Tech possiede le giuste stimmate - allenabilità, voglia di emergere ed esperienza in Europa, meglio ancora se in Italia - che Claudio Coldebella sta cercando per mettere a disposizione di Attilio Caja un gruppo adatto al suo modo di lavorare in palestra.
Giuseppe Sciascia
simon89
Varese e Giancarlo Ferrero si studiano fino al termine della settimana prima di dirsi di sì. Il club biancorosso ha fatto la sua mossa, proponendo alla 28enne ala piemontese una estensione biennale del contratto in scadenza al 30 giugno. Trattativa dall'esito scontato rendendo tutti felici e contenti, a partire dalla tifoseria che ha eletto il mancino del 1988 come suo idolo? Visto il rapporto creatosi tra la città e il giocatore, l'happy ending auspicato da tutte le parti in causa pare la soluzione più probabile. Però sembra evidente come la società di piazza Monte Grappa voglia confermare il suo neo-capitano ed uomo-simbolo della gestione Caja sostanzialmente alle stesse cifre del biennale dell'estate 2015, quando lo aveva "ripescato" dall'A2 di Trapani. Ossia senza impegnare risorse elevatissime per un giocatore che nel 2016/'17 ha chiuso a 4.4 punti e 1.6 rimbalzi in 13.7 minuti (6.0 punti e 2.1 rimbalzi in 17.3 minuti nelle 17 gare con "Artiglio " in panchina).
Questione di spending review, in attesa di capire con esattezza gli incastri del roster in embrione, e di conseguenza gli spazi per l'ala mancina: l'operazione in divenire con un'ala piccola pura come Niccolò De Vico sposterà stabilmente il giocatore di Bra nello spot di ala forte. Se Varese valuta sulla possibile aggiunta di un altro italiano nel settore lunghi, Ferrerò "rischia" di scivolare nuovamente in fondo alle rotazioni iniziali. Come d'altra parte è già accaduto nel 2015/'16 e nel 2016/'17, salvo poi guadagnarsi sul campo minuti e responsabilità nel corso della stagione grazie all'atteggiamento in allenamento e alla capacità di farsi trovare pronto alle chiamate di Moretti e Caja. Se Ferrero scioglierà le ultime riserve, sarà di fatto il secondo contratto garantito per la prossima stagione sportiva assieme a quello di Alexsa Avramovic: la corsia imboccata verso il 3+4+5 indirizza Varese verso la conferma dell'esterno serbo, che avrà un'altra chance per dimostrare il suo valore nel secondo anno di contratto garantito (con scatto salariale a salire). Visto il ruolo analogo - e il costo pressoché identico - rispetto a quello dell'ex capitano Daniele Cavaliero, Varese ha scommesso sul potenziale di crescita del 23 enne mancino nel ruolo di cambio della guardia (6,5 punti e 1,3 assist in 14.8 minuti nel 2016-17).
In attesa di verificare le prospettive future del rapporto con Norvel Pelle, che nell'ambito dei nuovi regolamenti NBA con aumento dei salari minimi (da 543mila a 815mila dollari) e del numero di contratti (da 15 a 17) a disposizione delle 30 franchigie potrebbe strappare un posto garantito dopo le Summer Leagues di metà luglio ma entro il termine dell'1 agosto previsto dall'escape del suo contratto, sembra invece scontato che Varese eserciterà la clausola d'uscita dall'accordo con Kristjan Kangur. Il club biancorosso dovrà pagare 15mila euro di escape entro il 30 giugno per svincolare il 35enne atleta estone, che ha dimostrato nel 2016/'17 di non essere più sufficientemente competitivo per il ruolo - e il relativo costo - da titolare nello spot di ala forte.
Giuseppe Sciascia 
simon89
La stagione è finita ma stare fermi è difficile, specialmente se la pallacanestro ti scorre nelle vene. Raimondo Diamante è stata una delle novità introdotte da Paolo Moretti nell’estate scorsa, in qualità di terzo assistente per l’annata appena conclusa. Il 29enne varesino, cresciuto come allenatore proprio in Pallacanestro Varese, è rimasto in sella anche dopo il cambio in panchina, guadagnandosi la fiducia di Attilio Caja. Se questa fiducia si trasformerà in una riconferma ancora non si sa (nonostante sia molto probabile), perché di futuro non parla lui e non parla nessuno, per ora.
«Mi sono sentito coinvolto»
Quindi lo sguardo, parlando con Raimondo, volge al passato, alla stagione appena conclusa ed al suo percorso. «Arrivare, o meglio tornare, in Pallacanestro Varese l’estate scorsa è stato il coronamento di un obiettivo, e non di un sogno. Voglio tenere ben distinti questi due concetti: un sogno è vincere l’Eurolega con Varese prima o poi, me lo tengo nel cassetto perché è difficile riuscirci ora. Mentre l’obiettivo è più concreto, da raggiungere ogni giorno. Il salto dalla Serie B in effetti per me non è stato semplice, ho avuto qualche difficoltà all’inizio però, grazie al lavoro ed al mio essere affamato di pallacanestro, penso di essere riuscito a ritagliarmi i miei spazi. La mia fortuna è stata quella di sentire fin da subito la fiducia di coach Moretti e anche di Stefano Vanoncini e Paolo Conti: a tutti e tre dico grazie perché fin dai primi giorni di lavoro a giugno con i giovani, mi hanno coinvolto e mi hanno avvantaggiato. Poter lavorare in un ambiente sereno e sentirsi coinvolto è stato positivo».
La sua stagione da assistente è proseguita anche a seguito dell’avvicendamento tra Moretti e Caja, avvenuto a dicembre: «Ammetto di essere stato un po’ preoccupato all’inizio, avevo paura che con l’arrivo di un nuovo allenatore si potesse interrompere la mia esperienza, perché non sai mai cosa può capitare in questi momenti. E pensavo che Caja avesse altre questioni più impellenti che tener conto anche di Diamante Raimondo. Invece anche con lui ho avuto la possibilità di lavorare, per me è stato come rimettermi in discussione, volevo far capire al coach di essermi meritato questa opportunità. Volevo dimostrare di valere, spero di esserci riuscito».
«Annata travagliata»
In qualità di terzo assistente, i suoi compiti erano diversi: «Per le questioni di campo sono sempre stato a disposizione di Stefano e Paolo, ho avuto modo di lavorare con Anosike sul fondamentale dei tiri liberi e mi ha inorgoglito l’essere coinvolto in questo lavoro, per dare una mano al giocatore e aiutarlo a migliorare. Stessa cosa al fianco di Paolo Conti nel lavoro con Norvel Pelle, oppure con Cavaliero, Kangur, Maynor ed altri giocatori con cui spesso mi fermavo dopo l’allenamento, o prima, per alcune sedute di tiro».
La sua prima stagione, a livello di campo e risultati, non è stata semplice: «È stata molto travagliata, segnata dalle difficoltà dovute alla doppia competizione che fisicamente non siamo riusciti ad affrontare. Finita la coppa è nata una nuova stagione e tutti noi sapevamo che, una volta trovato il ritmo di una partita a settimana, le cose sarebbero cambiate. Il gruppo c’era, era presente e si è compattato ancora di più».
Per lui, come dicevamo all’inizio, è stato un ritorno in Pallacanestro Varese dopo un lungo percorso: «Ho fatto tanto settore giovanile, iniziando proprio in Pallacanestro Varese, prima di andare due anni a Sumirago, tornare poi come assistente di Garbosi in Under 19, poi di Andrea Sterzi in Under 14. Sono passato in Robur, diventando assistente di Giovanni Todisco ma iniziando allo stesso tempo l’esperienza di capo allenatore con l’Under 14. La stagione scorsa mi sono avvicinato al mondo dei senior facendo il vice di Franco Passera in Serie B, prima del ritorno in Pallacanestro Varese».
Dove sarà anche in futuro, giusto? «Bocche cucite…».
Alberto Coriele
simon89
È il rebus nel settore lunghi il primo nodo da sciogliere nelle strategie di composizione del roster 2017-18 della Pallacanestro Varese. Il club di piazza Monte Grappa sembra indirizzato verso una scelta obbligata tra O.D. Anosike e Norvel Pelle, non essendo nelle condizioni di trattenere entrambi i centri che nel 2016-17 hanno rispettivamente conquistato il titolo di miglior rimbalzista e miglior stoppatore della serie A.
Non è tanto un problema economico, quanto di prospettive di impiego senza più la valvola di sfogo del doppio impegno tra campionato e coppa: un prospetto come Pelle ha mostrato un potenziale intrigante al suo esordio in un torneo competitivo come quello italiano (7,2 punti, 5,9 rimbalzi e 2,1 stoppate in 15,7 minuti), ma difficilmente accetterà di partire nuovamente da cambio. E se si puntasse sul caraibico da titolare, tutelandosi con un "alter ego" di esperienza? Dipende tutto dalle scelte del giocatore del 1993, il cui talento atletico ha comunque attratto l'attenzione di alcune big (Venezia e Sassari su tutte), e che con ogni probabilità si giocherà la carta NBA attraverso il circuito delle Summer Leagues estive dove Varese lo ha scovato nel 2016.
In realtà Pelle è una risorsa che il club biancorosso può sfruttare in due modi: tecnica se decidesse di onorare il secondo anno di contratto e completare il suo apprendistato tecnico per poi spiccare il volo verso i vertici d'Europa; economica se l'atleta caraibico prenderà altre strade - dal sogno NBA alle coppe europee - portando nelle casse biancorosse un buyout prefissato da 75mila dollari per chi vorrà esercitare la clausola rescissoria (ma c'è anche la terza via della trattativa privata). A oggi la sensazione è che Anosike - in scadenza al 30 giugno, ma con in mano una proposta di rinnovo - abbia più chances di restare in biancorosso rispetto a Pelle, vincolato ma con escape solo a suo favore.
Il fatto che Varese ragioni nell'ottica di ripartire soltanto da uno dei due trova comunque riscontri nelle riflessioni sulle disponibilità sul mercato dei lunghi italiani. Attilio Caja non aveva fatto mistero due mesi fa del suo gradimento nei confronti di Antonio Iannuzzi, il 26enne centrone che al debutto in serie A a Capo d'Orlando ha prodotto 8,5 punti e 4 rimbalzi di media: per il momento non si registrano sondaggi concreti, però il lungo del 1991, in scadenza di contratto in Sicilia, potrebbe rappresentare per stazza, caratteristiche tecniche e prospettive future un perfetto complemento di un "verticale" come Pelle. Anche se sul giocatore cresciuto a Siena potrebbe muoversi Avellino, la squadra della sua città natale in grado di mettere sul piatto risorse e vetrina europea.
Qualche informazione invece è stata presa sul conto di Raphael Gaspardo, 24enne ala forte fresco di retrocessione con Cremona (5,7 punti e 2,6 rimbalzi di media). Il lungo di scuola Benetton Treviso, una sorta di moderno Tomas Ress che Caja aveva avuto nel gruppo della Nazionale Sperimentale con Iannuzzi, piace a molti club di medio livello, e potrebbe essere il complemento ideale dietro un uomo d'area come Anosike e un'ala forte capace di giocare anche minuti da pivot, ruolo sul quale Varese vuole puntare forte sul mercato estivo. Tutte ipotesi embrionali da verificare al cambio delle volontà dei "confermandi" per iniziare a mettere a fuoco gli incastri; ma gli italiani sono merce preziosa in ogni contesto; dovesse arrivarne un altro oltre a De Vico nel 3+4+5 che Caja, Coldebella e Bulgheroni considerano con maggior favore rispetto all'alternativa 5+5, spazio e risorse per Ferrero sarebbero fisiologicamente ridotti...
Giuseppe Sciascia 
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