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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Tyler Cain punta sulla difesa per portare l’Openjobmetis ai playoff. Il 29enne centro biancorosso, pilastro della retroguardia costruita da Attilio Caja attorno alle sue doti di rimbalzista e protettore dell’area colorata, sottolinea la necessità di giocare una partita di sacrificio per fermare il temibile attacco della Vanoli nello spareggio di domenica.
    «Cremona è una squadra dal grande talento offensivo, dovremo stare attenti e imporre la solidità del nostro impianto difensivo. La Vanoli ha molta facilità nel segnare punti con il suo stile di gioco sfrontato, sicuramente è un gruppo molto bene allenato che ha un’identità ben definita, praticamente opposta alla nostra che basiamo tutto il nostro gioco sulla difesa. Ci stiamo preparando con la massima attenzione in allenamento e vogliamo difendere l’attuale piazzamento in zona playoff».
    Per domenica si prevede il tutto esaurito. Quanto è effettivamente importante l’aiuto che può darvi il vostro pubblico?
    «A Varese i tifosi sono straordinari: ci hanno sempre sostenuto con entusiasmo e passione, ora la spinta del PalA2A è ulteriormente aumentata e anche domenica scorsa, quando all’inizio abbiamo fatto fatica, ci hanno trasmesso sicurezza col loro supporto. Giocare a Masnago sarà un vantaggio che dovremo sfruttare, siamo grati per tutto quello che ci hanno dato durante la stagione e se domenica il palazzetto sarà esaurito avremo un motivo in più per provare a regalare un’altra soddisfazione alla gente di Varese».
    Quale potrà essere la chiave della sfida decisiva contro la Vanoli?
    «Dovremo fare le nostre cose che ci hanno portato fino a questa partita chiave: la partita contro Brindisi è un esempio concreto di come la difesa resti sempre la nostra certezza alla quale aggrapparci in ogni circostanza. Domenica l’Happy Casa ha tolto ritmo alle nostre esecuzioni, ma anche quando la palla non entrava abbiamo continuato a batterci con l’abituale intensità. Il nostro è un lavoro di squadra del quale condividiamo l’importanza e la necessità della massima applicazione in ogni momento del match».
    Varese è in serie positiva da 7 gare ma la lotta per gli ultimi 3 posti playoff è ancora tutta da delineare negli ultimi 80 minuti...
    «Noi abbiamo sempre vissuto sulla base di una partita alla volta, ora siamo arrivati al rush finale e sentiamo che le nostre avversarie provano a metterci pressione a suon di risultati. Avvertiamo l’importanza del momento e ci stiamo preparando con l’abituale impegno al rush finale delle ultime due partite decisive. Ma nell’ultimo mese ogni partita aveva già un clima da playoff perché il nostro margine di errore era ridottissimo».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis pesca il settebello ma non si avvicina ulteriormente ai playoff. La formazione di Attilio Caja porta la sua striscia vincente a quota 7 (record positivo per il coach pavese sulla panchina biancorossa) piegando con fatica una Happy Casa assetata di punti salvezza. Ma le contemporanee vittorie di Cantù, Bologna, Cremona e Sassari lasciano inalterata la situazione di classifica rispetto alla scorsa settimana: Varese si giocherà l'accesso alla post season nello spareggio di domenica prossima contro la Vanoli (ma potrebbe non bastate una vittoria per la certezza aritmetica della qualificazione).
    Non per questo, però, il successo contro Brindisi è da considerare privo d'importanza, specie per le modalità con cui Ferrero e soci sono arrivati a conquistare due punti intrisi di sudore. Nella serata in cui l'attacco biancorosso ha viaggiato a tre cilindri per tre quarti abbondanti - 60% dal campo e 24 punti nel terzo, in precedenza 8 punti col 29% e 17 col 47% e infine 20 ma col 35% - la squadra di Caja si è aggrappata alla certezze acquisite in difesa per non deragliare sulla rotta verso la post season. Primo tempo affannoso nel trovare con continuità la via del canestro, con un bottino inizialmente striminzito (12 punti nei primi 14') che soltanto l'asse Avramovic-Cain ha saputo implementare con continuità nella serata totalmente fuori fase del terminale principe Okoye (quarta partita in fila sotto il 50%, stavolta senza neppure una fiammata). Tra percentuali perimetrali glaciali - 20% da 3 complessivo - e tanta fatica a spingere sull'acceleratore in campo aperto, l'attacco dell'Openjobmetis si è sbloccato solo nel terzo quarto con Avramovic ispirato e 6 preziosissimi punti di Natali per lanciare l'unica fuga consistente (massimo vantaggio a più 14 del 29'). Poi però Brindisi, tra la zona adottata da Virucci e un quatto finale da 28 punti con la crescita del veterano Smith, ha saputo riaprire il match forzando i bianco-rossi ad un finale palpitante, risolto dal solito Larson protagonista quando conta e da un Avramovic glaciale nella conversione dei liberi della staffa.
    Non certo un'opera d'arte, ma una vittoria comunque frutto della mentalità votata al sacrificio di un gruppo che ha imparato a non dare per scontate le serate di grazia in attacco, ed a stare sempre sul pezzo in retroguardia per evitare brutte sorprese. Chiaro che alla distanza la defezione di Wells sta iniziando a farsi sentire sul volume di gioco prodotto dalla compagine di Caja: vero è che senza Cameron i biancorossi hanno vinto 5 volte su 5, altrettanto vero però che le attenzioni attirate dall'ex Giessen erano preziose per liberare Okoye. Ed ora se uno tra Stan e Aleksa "buca", l'attacco di Varese fatica a trovare alternative. Anche se ieri un monumentale Cain (8/10 da 2, 12 rimbalzi e 28 di valutazione) è stato decisivo anche sul fronte offensivo e non solo nell'abituale superlavoro a protezione del ferro. Tenuta alta la guardia contro Brindisi, ora si guarda già allo spareggio contro la Vanoli di Meo Sacchetti: per esperienza e qualità offensiva Cremona è un cliente assai ostico in uno spareggio secco, i 40' di sofferenza con gioia liberatoria finale dei quasi 4.700 di un PalA2A ancora ribollente di entusiasmo indicano la strada che l'Openjobmetis deve percorrere per l'ultima e decisiva tappa verso la terra promessa dei playoff.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    E’ la partita più brutta, tecnicamente parlando, quella che va in scena questa sera a Masnago tra OJM Varese a caccia dei play off e Brindisi alla ricerca della salvezza aritmetica. Primo tempo in cui sembra si giochi a “ciapa no” dove anche gli appoggi più semplici non trovano il fondo della retina, ripresa più divertente e valida dal punto del vista del gioco dove Varese scaccia i fantasmi e trova anche 14 punti di vantaggio che però nel finale si assottigliano ma che bastano per portare a casa i 2 punti e continuare a sognare la post season. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic  7,5 : è sempre lui quello che fa scattare la scintilla nei suoi compagni e che accende con giocate in velocità anche il pubblico. In realtà la sua prestazione globale rimane abbastanza confusionaria ma, come a Bologna, rimane calmo e infila i liberi su fallo sistematico dei pugliesi che danno la tranquillità a Varese. ICEMAN
    Bergamaschi S.V.
    Natali 7 : come nell’ultimo match è l’uomo che cambi l’inerzia dell’incontro per prima cosa con la specialità della casa (leggi difesa) e poi mette prima una tripla chirurgica e subito dopo subisce fallo sempre su una conclusione dall’arco ed è bravo a realizzare tutti i liberi. Fondamentale anche con 2 rimbalzi in attacco. Forse fa valere le sue energie che visto il suo utilizzo durante la stagione, adesso sono sicuramente maggiori rispetto ai suoi compagni più spremuti. CAZZUTO
    Vene  7 : autore insieme a tutti i suoi compagni di un primo tempo quanto meno rivedibile; nel terzo quarto però entra trasformato e sale inesorabilmente di colpi, lui e i suoi compagni, in particolare in difesa regalando così uno strappo al punteggio che alla fine risulterà determinate. CANOTTIERE
    Okoye 5,5 : partita condita da molte ombre e pochissime luci, segno tangibile di una parabola con traiettoria discendente per il nigeriano che deve necessariamente ritrovarsi se vuole continuare ad alimentare i sogni dei suoi compagni e dei tifosi biancorossi. SVUOTATO
    Seck S.V
    Tambone 5 : purtroppo Matteo questa sera non fa registrare molto di positivo nella sua prestazione anzi forse la fotografia che meglio rappresenta la prestazione del play nativo di Graz è quel palleggio sui suoi piedi con conseguente palla persa; siamo sicuri che questa sarà una tappa fondamentale per la sua crescita e che già dalla prossima uscita tornerà a stupirci per i suoi miglioramenti. ESTRANIATO
    Cain  8 : ancora una volta è il centro a stelle e strisce col numero 16 a reggere la baracca quando tutto faceva presagire una serata molto difficile da raddrizzare. Autore di una doppia doppia ma anche di un atteggiamento assolutamente sempre positivo che ha il gran merito di trascinare anche i suoi compagni verso quella che, visto l’andamento del match, poteva risultare una Caporetto ma cha alla fine è una vittoria pesantissima. ARCHITRAVE
    Delas 5 : gioca solo qualche scampolo di partita anche perché, senza l’apporto del suo pari ruolo tra i 5 in campo, c’è una differenza abissale. Necessario per far rifiatare Cain ma, a questo punto della stagione, ci si aspettava qualcosa in più dalle sue prestazioni. EVANESCENTE
    Ferrero 5 : si potrebbe fare un copia incolla del commento di Delas in quanto Giancarlo questa sera non riesce in alcun modo a dare un’impronta positiva alla sua prestazione; sempre impacciato e poco reattivo lo attendiamo a dar battaglia come ci ha abituati già tra una settimana. NAFTALINICO
    Dimsa 6,5 : il lituano di Kaunas finalmente riesce a ritagliarsi un buon minutaggio forse anche perché dopo una settimana in più di allenamenti alle dipendenze di coach Caja, sta assimilando la voltontà del suo allenatore e imparando a conoscere pregi e difetti di chi gioca con lui. Questa sera dimostra applicazione difensiva, buona naturalezza nel passare la palla e qualche piccola intraprendenza al tiro. RODATO
    Larson 6 : ormai Tyler ci ha abituati alle sue impennate dove in un amen riesce a inventare canestri e conclusioni che bruciano la retina ma stasera è meno incisivo e continuo delle ultime uscite, soprattutto pecca addormentandosi su alcune chiusure difensive ma comunque la sufficienza la porta a casa. NARCOTIC

  • simon89
    L'Openjobmetis prova a calare il settebello sulla rotta verso i playoff. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 19) la formazione di Attilio Caja proverà ad allungare a quota 7 la sua serie positiva contro la terz'ultima della classe Brindisi. La prima delle due gare casalinghe consecutive che potrebbero consacrare aritmeticamente la storica rimonta biancorossa dall'ultimo posto del girone d'andata alla qualificazione per la volata-scudetto è quella sulla carta più abbordabile per una Varese lanciatissima anche senza più Cameron Wells.
    L'Happy Casa di Frank Vitucci, ultimo protagonista di un playoff disputato a Masnago con gli "Indimenticabili" del 2012/13, si presenterà senza il play titolare Moore e con un roster riveduto e corretto per necessità dopo la cessione della stella Lalanne (150mila dollari di buyout versati dal Besiktas per prelevare il lungo haitiano da 15.3 punti e 9.9 rimbalzi prima della Coppa Italia). Senza più la sua stella i pugliesi hanno vinto solo 2 partite delle ultime 8, record diametralmente opposto al 6-2 totalizzato da Ferrero e compagni che, dopo tante partite affrontate a pronostico avverso, partono decisamente favoriti. Anche se Brindisi avrà comunque stimoli forti, visto lo 0-2 negli scontri diretti con Capo d'Orlando che le impone l'obbligo di conquistale altri due punti per mettersi al riparo dal rischio retrocessione. Di sicuro, però, Varese non vuole commettere un passo falso proprio quando inizia il rush finale per coronare il suo esaltante girone di ritorno: la squadra di Caja ha svolto una settimana di allenamenti a tutto gas e stasera sarà al completo - con la curiosità di scoprire finalmente l'ultimo arrivato Dimsa - per allungare la sua serie positiva in vista dello spareggio di domenica prossima contro Cremona.
    La vittoria col brivido della Vanoli nel derby con Brescia (decisiva una tripla di Travis Diener a meno 18") trasforma in una sfida "dentro o fuori" il prossimo impegno dei biancorossi. Non per questo però la gara odierna dovrà diventare una tappa di trasferimento, vista la necessità di tenere sempre altissima la concentrazione in questa fase della stagione nella quale c'è la possibilità concreta di raccogliere i frutti di 9 mesi di lavoro. Dunque, massima attenzione in retroguardia per limitare il talentuoso esterno sloveno Mesicek (dichiaratosi per il draft NBA 2018) in coppia col veterano Tepic, e le doti balistiche del fuciliere Suggs. Sotto canestro la coppia Lydeka-Iannuzzi (vecchio pallino di Attilio Caja che lo ha già messo sulla lista della spesa per il 2018/19) ha stazza, mentre l'esperto Donta Smith - decisivo all'andata per il successo all'overtime dell'Happy Casa - è un elemento dalle potenzialità offensive importanti. L'obiettivo dell'OJM è imprimere alla partita il suo mix di aggressività ed energia; un avvio a tutto gas, come spesso accaduto al PalA2A, contribuirebbe a lasciare un marchio indelebile sulla partita. Poi i playoff andranno conquistati contro Cremona, ma stasera c'è bisogno di un'ulteriore dimostrazione di forza mentale per mantenere il ritmo in vista dello spareggio di domenica prossima.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Sì al tifo caldo, corretto e colorato di famiglie e bambini. No, forte e chiaro, ai sedicenti tifosi che macchiano l'immagine della Pallacanestro Varese con atti di violenza. Inequivocabile il messaggio della società di piazza Monte Grappa nel prendere le distanze da quanto accaduto all'esterno del PalaDozza prima della gara di domenica - con la Questura di Bologna che ha denunciato ventotto supporter - e nel tributare un meritato plauso ai 150 veri tifosi al seguito che hanno ridipinto di biancorosso uno spicchio comunque "caliente" del Madison di Piazza Azzarita (vedi i ringraziamenti per il supporto espressi lunedì su queste colonne da Aleksa Avramovic).
    La dirigenza ha indicato chiaramente qual è il modello di tifo che chiede al suo pubblico, peraltro praticato dalla quasi totalità del PalA2A in occasione delle ultime gare casalinghe. Un sostegno positivo che crei un'atmosfera calda ma allo stesso tempo vivibile e che attragga famiglie e bambini a contomo di un grande spettacolo come deve essere un evento sportivo. La violenza non può e non deve far parte della cultura sportiva di cui la Pallacanestro Varese è portatrice tra i suoi valori fondanti e tutto l'ambiente che gravita attorno ai colori biancorossi è compatto nel sostenere che la misura è colma. Dunque episodi come quello del pre-partita del PalaDozza, così come l'aggressione subita da Claudio Coldebella al rientro dalla trasferta del 7 gennaio a Cremona, creano una immediata reazione di rifiuto da parte di tutto il sistema basket varesino che, giustamente, non vuole veder intaccato il bel momento della squadra da episodi che distolgono l'attenzione di media e appassionati dal tanto di buono che Ferrero e soci stanno facendo nel 2018.
    Chiarissimo il «basta» di un ambiente che non è più intenzionato a sopportare. Due le conseguenze oggettive che contribuiscono a rendere ancora più negativa la valenza di episodi del genere. Il primo è, come detto, la capacità di offuscare i risultati esaltanti ottenuti sul campo dalla Openjobmetis, spostando l'attenzione dalle imprese ottenute dalla truppa di Attilio Caja ai "fattacci" di cronaca extrasportiva. La giornata del PalaDozza avrebbe dovuto essere vissuta come una grande festa per la sesta vittoria consecutiva e per l'entusiasmo dei circa 230 tifosi che hanno occupato il settore ospiti gioendo per il colpaccio di Avramovic e soci; invece a livello nazionale si è parlato più dei 30 "tifosi" violenti denunciati che del successo esterno in grado di spianare la rotta verso i playoff. La Varese che tifa Varese non vuole farsi togliere il sorriso. Il secondo, e più grave, è il conseguente danno di immagine che ne ricava la Pallacanestro Varese: atti come quelli di domenica - ultimo capitolo di una reiterata serie di "imprese" - non contribuiscono ad alimentare l'immagine positiva generata dai risultati che hanno portato alla nascita del progetto "Orgoglio Varese". Nel momento in cui la ricerca di nuove risorse sta entrando nel vivo, ad una decina di giorni dell'inizio della negoziazione tra "Varese nel Cuore" e le nuove forze capitanate da Rosario Rasizza per il passaggio di una parte delle quote della società, la presa di posizione del club di piazza Monte Grappa è una condanna ferma e nettissima di una concezione di supporto alla squadra rifiutata in egual misura dall'intero ambiente varesino. Che condivide il concetto di fondo del messaggio della società: per attirare investitori ma anche famiglie, il PalA2A deve essere un salotto accogliente e confortevole, e dunque per la violenza - verbale e non - non può esserci posto.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Openjobmetis, "6" bellissima anche al PalaDozza. Sei come le vittorie consecutive di una Varese che non si ferma più e che impone la legge del suo basket corale ad una Virtus tradita dalle assenze di Alessandro Gentile e Umeh. La squadra di Caja non si disunisce dopo 25 minuti di attacco "rimasticato" con poca fluidità e ritmi cadenzati più adatti ai muscoli della Segafredo, ed esplode un quarto periodo da 24 punti e 5/7 da 3 (sontuoso 9/13 complessivo dall'arco nella ripresa dopo il 5/17 dei primi 20') per sorpassare di slancio le "Vu Nere".
    Impresa del collettivo con 5 uomini in doppia cifra guidati da un Avramovic sempre più protagonista nella serata poco felice di Okoye (3/14 dal campo, ma due triple taglienti come rasoi nei momenti caldi del quarto periodo). Ferrero e soci capitalizzano la fiducia assoluta riposta nel sistema anche quando la palla fatica a entrare: la qualità dei tiri e la concentrazione della difesa sono sempre elevate, e quando le percentuali iniziano a premiare gli sforzi corali profusi da Varese l'inerzia della partita cambia in favore della squadra più... squadra. Così l'OJM alimenta il momento magico compiendo un'altra vendetta sul campo di un'avversaria che all'andata aveva festeggiato al PalA2 A; è una conferma della mentalità vincente acquisita da un gruppo che ha saputo trarre lezione dalle sconfitte beffarde del girone d'andata e ora ha le stimmate del team di rango che ha le idee chiare quando serve cercare certezze nei momenti decisivi delle partite. O almeno fin quando la bagarre finale della Virtus non ha mandato in tilt i meccanismi biancorossi negli ultimi 90" nei quali è successo di tutto (bolgia in tribuna con lancio di oggetti compreso; prima della partita scontri fra tifosi con gli Arditi che non sono entrati al PalaDozza). Sul più 7 a 90" dal termine pareva fatta con la possibilità di ribaltare anche il meno 5 dell'andata, poi il 3/6 ai liberi e le due perse di Larson sull'assalto della Segafredo ha fatto correre brividi lungo la schiena a Varese che s'è salvata prima con un errore da un metro di Lafayette e poi con la correzione volante fuori misura di Slaughter dopo una rimessa sbagliata da Larson a 90 centesimi dalla sirena (l'ex Real Madrid aveva commesso un fallo solare su Cain per liberarsi, ma nell'arrembaggio finale anche gli arbitri non sono stati inappuntabili).
    Nel complesso però Varese ha vinto con merito, tenendo la testa sulle spalle quando le sue esecuzioni non funzionavano e caval-cando le sue punte quando il movimento di palla ha finalmente trovato mani calde sul perimetro. Anche sul piano della fortuna l'OJM, dopo i tanti episodi avversi dell'andata, sta a poco a poco riscuotendo i crediti: dal guizzo all'overtime di Okoye a Capo d'Orlando alle ultime due vittorie contro avversarie con problemi di organico come Reggio Emilia e Bologna. Ora i due match-ball casalinghi contro Brindisi e soprattutto Cremona per alimentare un entusiasmo sopito da troppi anni di premesse estive non rispettate sul campo: i quasi 250 tifosi al seguito al PalaDozza sono un dato indicativo di quanto l'Openjobmetis operaia abbia conquistato il cuore dei tifosi. Che dovranno sostenere Ferrero e compagni nel doppio sforzo casalingo per coronare un sogno playoff insperato e per questo ancora più eccitante.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Giancarlo Ferrero non vede l'ora di giocarsi un posto ai playoff in un altro "tempio" del basket italiano come il PalaDozza di Bologna. Il capitano dell'Openjobmetis racconta così il momento magico vissuto dalla sua squadra e lo stato d'animo del gruppo in vista dello spareggio di domenica sul campo della Segafredo: «Dopo aver raggiunto aritmeticamente la salvezza ci siamo ulteriormente galvanizzati, sapendo di poter raggiungere un obiettivo che darebbe ulteriore valore a quello che abbiamo costruito tutti insieme, dai giocatori allo staff alla società ed ai tifosi. Sappiamo che le ultime 4 partite saranno tutte decisive a partire da quella di Bologna. Affronteremo una grande squadra che è reduce da una bella impresa a Torino, non sarà facile ma giocare al PalaDozza con in palio un piazzamento playoff è una di quelle partite che qualsiasi giocatore vorrebbe avere la fortuna di disputare».
    Dal sedicesimo posto di fine andata al settimo a 4 turni al termine: comunque finisca la volata playoff, un'impresa notevole...
    «La nostra forza, anche nei momenti più difficili del girone d'andata, è stata quella di mantenere la fiducia nel sistema e nel lavoro in palestra che portavamo avanti quotidianamente. Anche quando abbiamo perso 5 partite consecutive, molte delle quali in volata o per episodi avversi, eravamo comunque consapevoli che c'era una identità forte alla quale fare riferimento, e alla fine avrebbe pagato. Sta pagando adesso, e vogliamo continuare su questa strada perché vincere dà una grande spinta per provare ad andare fino in fondo in questa rimonta playoff».
    Dunque è la compattezza del gruppo a fare la differenza?
    «La cosa bella è che chiunque entra riesce a dare il suo contributo, proprio perché c'è un sistema ben chiaro in campo e c'è un modo di lavorare altrettanto costante in settimana. Sono le stesse certezze che ci hanno permesso di proseguire senza sbalzi di tensione in occasione dei tanti cambi del roster: la storia di quest'anno è stata travagliata dagli infortuni, però l'importante è il collettivo che portiamo avanti sempre e comunque a prescindere da chi è protagonista a rotazione e chi gioca di più in una singola partita. L'identità della squadra vale più dei singoli, è questo il nostro segreto».
    Domenica contro Reggio Emila è stata una vittoria più di cuore che di tecnica, quanto conta l'empatia con il PalA2A che vi segue con un calore sempre più vibrante?
    «Ci ha dato una grossa mano il pubblico: ad un certo punto non si sentiva più nulla in campo, per noi la spinta dei tifosi è importantissima e ci ha stimolato a mettere in campo l'energia necessaria per quelle piccole cose che hanno fatto la differenza. Poi sulla tripla della sicurezza di Larson è esploso letteralmente il PalA2A...».
    Ora anche il tabù dei finali in volata fatale spesso all'andata sembra superato...
    «Il meglio di noi riusciamo a darlo quando riusciamo ad imprimere il marchio della nostra difesa, pressando e mettendo in campo la nostra aggressività. Poi capita di avere qualche calo se gli avversari provano a mischiare le carte, ma l'importante è continuare sempre a giocare con le nostre regole: vincere nel finale dopo essere partiti a più 20 ed essere stati sorpassati era già capitato contro Avellino, ci siamo ripetuti contro Reggio Emilia e questo ci dà grande fiducia per questo rush finale».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. 
    Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere.
    Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi.
    Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    E’ una partita che viene vinta due volte da Varese quella disputata questa sera a Masnago tra una Openjob alla rincorsa del treno playoff e una Grissin Bon all’ultima chiamata visto il ritardo in classifica. I lombardi partono fortissimo disputando un primo quarto perfetto ma poi devono subire l’inesorabile rimonta di una Reggio Emilia mai doma che sopperisce alle tante assenze con una zona vischiosa che manda in corto circuito gli attacchi di Avramovic e compagni. Ma la voglia di proseguire a sognare la post season e il calore del pubblico di casa fanno buttare il cuore oltre l’ostacolo e per la truppa di Caja avviene quella che potremmo definire la vittoria sulla paura (cit.). Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic  7,5 : votato MVP tramite l’applicazione ufficiale della società ma ci permettiamo di dissentire in quanto, dopo un primo quarto devastante, si inceppa nel secondo e terzo quarto in concomitanza col rientro dei reggiani schiantandosi ripetutamente contro il ferro; poi si sblocca con 2 liberi e ritrova fiducia nel finale concitato trovando anche passaggi determinati. INDIAVOLATO
    Bergamaschi S.V.
    Natali 6,5 : gioca solo tre minuti ma gli bastano per lasciare una traccia indelebile nel momento topico del match;si prende una tripla dall’angolo sbagliandola, commette una infrazione di campo con un passaggio impreciso ma non demorde e segna un gran canestro in penetrazione oltre a tenere botta in difesa. DINAMO
    Vene  6,5 : gioca un primo quarto a livelli surreali sia come scelte in attacco ma soprattutto chiudendo ogni spiraglio in difesa ma poi viene fortemente condizionato dai falli che gli pesano sulla testa e conseguentemente cala l’intensità ed esce dalla partita. COMBURENTE
    Okoye 6,5 : non è autore anche stasera di quelle partite roboanti che ci aveva abituato fino a poco tempo fa ma è come sempre presente e decisivo nel mettere la bomba che è il preludio al break che poi porterà lui e la sua squadra alla vittoria. GLACIALE
    Tambone 6,5 : partita ordinata e di carattere con una perla su tutte, la rimessa sulla schiena dell’avversario per poi andare comodamente ad appoggiare a canestro.  CAMPETTARO
    Cain  8 : il nostro personale “ombre del partido” è il centro del Minnesota (che speriamo venga inchiostrato al più presto). Presentissimo in ogni dove e costretto a fare gli straordinari vista la serata no di Marione, sforna ancora una volta una prestazione altisonante tenendo dritto il timone quando il mare è in piena burrasca. AMMIRAGLIO
    Delas 5 : partita in cui non riesce a lasciare il segno in nessuna statistica se non nella particolarissima classifica degli “shampoo” rifilati da Caja dove si piazza in zona podio. PANTENE
    Ivanaj N.E.
    Ferrero 7 : questa è la prima partita dopo l’infortunio in cui il capitano torna ad essere decisivo e determinante in particolare mentre le due compagini erano punto a punto. Prima un tiro dall’angolo poi un tap in vincente (già per altro visto a Capo una settimana fa) che ridanno ossigeno e carica per la volata che assegnerà poi i 2 punti ai lombardi. GREGARIO
    Dimsa S.V.
    Larson 7,5 : la combo nativa di Las Vegas evidentemente ha 2 caratteristiche che lo contraddistinguono: uno è lo step back prima di scagliare la tripla e l’altra è quella di segnare i canestri decisivi nei momenti caldi degli incontri. Innegabile che dal suo arrivo la squadra abbia trovato equilibrio e soprattutto risultati in strisca. SERIAL KILLER

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