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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Mario Delas è pronto a fare la sua parte per cavalcare il momento magico dell'Openjobmetis. Il centro croato che ha preso il posto di Norvel Pelle nelle rotazioni di Attilio Caja, racconta così le sensazioni della sua prima settimana a Varese e le ragioni che lo hanno spinto a cambiare casacca durante la pausa per la Coppa Italia e le Nazionali. «Sapevo di venire in una società ottimamente organizzata e dalle grandi tradizioni - attacca - non ci ho pensato un attimo quando il mio agente mi ha esposto la possibilità di approdare a Varese: Capo d'Orlando ha dato il via libera e ho accettato al volo. Quando sono arrivato ho toccato con mano lo spessore di questo club: la prima settimana è stata utile per fare conoscenza con i compagni o lo staff tecnico. La squadra sta attraversando un ottimo momento, spero di poter entrare in fretta nel sistema e contribuire ad alimentare il momento positivo»
    Rispetto a Pelle ha caratteristiche opposte, ma essendo giocatore di sistema inserirsi in una squadra che vive di organizzazione potrebbe essere relativamente facile?
    «Sulla carta è cosi, poi non sempre il basket è una scienza esatta, ma farò del mio meglio per rendere le cose semplici. Apprezzo lavorare in squadre che giocano un basket organizzato e di sistema, credo di potermi adattare in fretta alle esigenze del coach: non ci sono state richieste specifiche da parte di Attilio Caja, conosco già quel che gli serve nel mio ruolo, l'unica richiesta è stata quella di integrarmi in fretta».
    Cosa è cambiato nel passare dal ritmo di allenamento di una squadra che giocava campionato e coppa come Capo d'Orlando a quello di Varese senza impegni infrasettimanali?
    «La prima settimana di lavoro è stata abbastanza diversa da quelle della parte precedente della stagione: giocando due volte a settimana visto l'impegno in Champions League che ci costringeva a viaggiare molto anche per ragioni logistiche era da settembre che non svolgevo una settimana di allenamenti completi. Il ritmo è stato molto intenso, magari servirà un minimo di tempo per adeguarmi ma arriverà anche quello».
    Cosa è cambiato invece nel passare da uno spogliatoio dove l'ultima vittoria risaliva al 17 dicembre a quello di una Varese che non perde dal 14 gennaio?
    «Ecco, così se poi non vinciamo la colpa sarà mia (in italiano, ndr)... Scherzi a parte, gli ultimi due mesi sono stati molto duri per tutto l'ambiente a causa della mancanza di vittorie; qui il clima è molto diverso ma da domenica vediamo cosa riusciremo a fare, siamo desiderosi di far vedere il nostro valore con l'auspicio di partire subito con un risultato positivo a Pistoia».
    Che obiettivi si prefigge e cosa le ha raccontato di Varese Gianmarco Pozzecco suo ex tecnico?
    «Gli obiettivi sono quelli della squadra, ma li focalizzeremo una partita alla volta: oggi penso solo alla trasferta di domenica, vedremo dove riusciremo ad arrivare a fine stagione. Il Poz? E stato molto positivo nei confronti di Varese, ma ha esordito dicendomi che per essere al suo livello nel passaggio tra Capo d'Orlando e Varese avrei prima dovuto segnare 30 punti a partita per poterne parlare. Come sempre scherzava...».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Claudio Coldebella esprime soddisfazione per il rendimento complessivo di una Openjobmetis capace di tener fede alle premesse estive di squadra capace di farsi amare dai tifosi con il suo atteggiamento da battaglia. «Nel girone di andata, tra sconfitte nei finali punto a punto e all’overtime, abbiamo purtroppo raccolto meno di quel che eravamo riusciti a produrre; le 4 vittorie consecutive di inizio ritorno sono state espressione di un potenziale veramente importante. Stiamo tenendo fede alle basi poste in estate costruendo squadra con un’anima e dei valori; la pasta delle persone è stata fondamentale per la scelta dei giocatori, siamo sempre scesi in campo con una serietà ed un attaccamento che non è facile trovare».
    Cinque sconfitte in fila e poi 4 vittorie consecutive: c’è stato un momento di preoccupazione durante la serie nera?
    «Un po’ di preoccupazione c’era per l’umore di una squadra che si è sempre battuta al massimo ma non raccoglieva punti in classifica. Invece la loro forza è stata quella di basarsi sul lavoro quotidiano; abbiamo raccolto frutti grazie a questa forza nei momenti difficili, deve rimanerlo anche nell’attuale momento felice mantenendo il dna di un gruppo che lotta, e sulla base di un sistema di gioco e di una preparazione tattica ottimale cerca sempre di battersi al meglio. I tanti giovani ed esordienti che avevamo scelto si sono messi in gioco ed hanno ascoltato; a prescindere dall’età tutti meritano complimenti perché hanno lavorato per migliorarsi. Poi non è detto che un giocatore di squadra non abbia talento: intelligenza tattica e capacità di mettersi al servizio di un sistema sono doti fondamentali nel basket moderno».
    Durante la pausa è arrivato il primo segnale di continuità futura con la conferma biennale di Caja.
    «Attilio lo conosco da una vita, sono stato suo giocatore e suo assistente, merita un bravo per il lavoro compiuto. Ho la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui e con un maestro come Toto Bulgheroni; formiamo un trio affiatato che si confronta e lavora insieme. La sua conferma biennale è un segnale importante di continuità che vogliamo estendere all’impronta tecnica ed ai giocatori di quest’anno. Importantissimo è anche l’aspetto del settore giovanile, anche nell’ottica delle nuove regole: per vedere frutti serve pazienza, ma l’aggiunta di una figura come Gianfranco Ponti all’interno del club è un segnale che si sta lavorando nel modo migliore».
    Quali prospettive per le 11 gare che mancano al termine del 2017-18?
    «La pausa non ci voleva perché avevamo preso un ottimo ritmo; dovremo essere bravi a mantenere la mentalità con cui abbiamo affrontato finora gli impegni. L’obiettivo è quello di raggiungere prima possibile la salvezza e mantenere questo imprinting basato su mentalità, lavoro e serietà che riflette molto Varese e la sua provincia. Più passa il tempo e più questo spirito permea tutte le aree del club, dalla prima squadra alle giovanili passando per tifosi, consorzio e trust».
    Qual è invece il suo giudizio sull’attuale situazione del club?
    «Vedo una società più sana rispetto a quella dove ero arrivato, cosciente delle sue possibilità, e più strutturata con investimenti importanti come il tabellone led cube, lo store per il merchandising e il nuovo court side, unite dall’obiettivo comune di aumentare le entrate future. Oggi fare sport ad alto livello è difficilissimo; tengo a ringraziare Consorzio e Trust che in un momento critico hanno compiuto ancora un grande sforzo in sede di approvazione del bilancio. Molti danno per scontata una Pallacanestro Varese in serie A, ma non è così: qui c’è una tradizione straordinaria, ma a sostenere il club sono sempre gli stessi. I presupposti sono buoni, i dati economici dicono che l’economia della città sta ripartendo, però se si vuole fare un salto di qualità c’è bisogno di nuove forze».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    FCL Contract e Openjobmetis onorano al meglio la seconda edizione della BCC Cup e regalano una bella serata di basket ai 1.200 spettatori del PalaBorsani (4mila euro l'incasso, raddoppiato dal main sponsor e devoluto alla cooperativa "Il volo del gabbiano"). Rodaggio tutto sommato positivo per Varese alla vigilia dell'ufficialità del rinnovo del contratto con Attilio Caja: atteso per oggi l'annuncio dell'estensione fino al 2020 dell'accordo con "Artiglio", primo importante segnale di continuità in ottica futura per una squadra che con l'ultimo poker di vittorie consecutive ha fatto il pieno di entusiasmo tra i tifosi biancorossi.
    Senza capitan Ferrero ed Avramovic (partito per la Germania nei 14 convocati da Sasha Djordjevic per la sfida di stasera, possibile esordio con la Serbia nelle qualificazioni ai Mondiali 2019) la squadra di Attilio Caja ha disputato un "galoppo" efficace du- rante la pausa per Coppa Italia e Nazionali (stasera in campo l'Italbasket di Meo Sacchetti contro l'Olanda). Legnano ha onorato al meglio l'impegno (25-31 al 16' e 44-50 al 24') nonostante le rotazioni profonde di coach Ferrari in vista della sfida di domenica contro Trapani. Ancora da rodare l'ultimo arrivato Delas e un po' imballato il rientante Wells (0/3 in 24'), sono stati Stan Okoye (vincitore della gara da 3 punti all'intervallo battendo in finale Rei Pullazi) e Nicola Natali (inedito top scorer con 9/12 al tiro) a sorreggere Varese in una partita comunque più vera del previsto. «Obiettivi centrati in un test comunque utile per rodarci: chi è con noi da inizio stagione ha mantenuto la forma normale, chi è arrivato dopo è in ritardo ma non è certo colpa sua, sono già previsti dei lavori specifici per chi è più indietro» commenta il tecnico pavese.
    Bilancio finale positivo per la seconda edizione della manifestazione griffata dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate: presenze in crescita (da 1000 a 1.200 spettatori) rispetto all'edizione inaugurale del 2016, interessante anche l'esperimento delle amichevoli delle giovanili (doppia vittoria biancorossa per i 2007 di Andrea Gardini e i 2005 di Cristiano Maino contro i pari età di Legnano ed ABA) in un maxi-contenitore di più di 5 ore che coinvolgendo anche gli eventi collaterali all'intervallo ha comunque divertito il pubblico. «Siamo molto contenti per l'ottimo esito dell'evento: la partita è stata godibile e il ricavato soddisfacente, ringraziamo la BCC che ha già rinnovato il sostegno per l'anno prossimo» conferma il presidente legnanese Marco Tajana. Per l'edizione numero 3 si pensa ad anticipare l'evento a settembre per dare lustro al precampionato; oggi gli Knights torneranno in palestra per preparare il big-match di domenica contro Trapani, mentre Varese riprenderà al Campus la routine degli allenamenti attendendo il 4 marzo per il ritorno in campo contro Pistoia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Legnano e Varese indossano l'abito di gala in occasione della BCC Cup. Stasera a Castellarla (palla a due alle 20.30 al PalaBorsani) le due maggiori realtà cestistiche della zona scenderanno in campo nella seconda edizione dell'amichevole ufficiale griffata dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. Sarà prima di rutto un grande happening benefico, con il ricavato della vendita dei biglietti devoluto alla cooperativa "Il Volo del Gabbiano" che sarà raddoppiato dal main sponsor. L'evento agonistico in quanto tale sarà utile principalmente alla Openjobmetis che potrà rodare il nuovo acquisto Mario Delas durante la pausa del campionato di serie A: al ritorno in campo a Pistoia mancano ancora 11 giorni, per i biancorossi il match di stasera un test interessante per mantenere il tono agonistico durante il lungo stop per Coppa Italia e Nazionali.
    «La valenza principale dell'evento è legata alla beneficienza, ma sarà comunque un'occasione per tenerci in forma verificando il recupero di Wells e cercando di inserire Delas nei meccanismi» - spiega Attilio Caj a alla viglia dell'amichevole del PalaBorsani. Curiosità soprattutto nel vedere all'opera il sostituto di Norvel Pelle pur contro un'avversaria di categoria inferiore che schiera però un centro esplosivo come Mosley: «Rispetto ai nostri ritmi è un po' indietro, come era normale aspettarsi da un giocatore che quest'anno ha giocato campionato e Champions League e dunque si è allenato con carichi diversi rispetto a chi come noi disputa una sola partita a settimana - così Caja valuta le condizioni di Delas - Ma sono convinto che gli basterà poco tempo per inserirsi senza problemi nel nostro sistema».
    In casa biancorossa mancheranno Aleksa Avramovic, che oggi saprà se il et. della Serbia Sasha Djordjevic lo inserirà tra i 12 a referto domani in Germania, e l'infortunato Giancarlo Ferrero. Legnano sarà al gran completo, ma dovendo giocare domenica un vitale scontro diretto in chiave playoff contro Trapani, il coach Mattia Ferrari dovrà dosaie le forze e ruotare gli effettivi: «Per noi la BCC Cup è prima di tutto un grande evento vista la possibilità di mostrare ai nostri tifosi una squadra di serie A come Varese - spiega il presidente Marco Tajana - Sul piano agonistico sarà un allenamento utile nel quale giocheranno un po' tutti, ci teniamo però alla miglior riuscita possibile della serata visto lo scopo benefico dell'iniziativa».
    La sfida delle 20.30 sarà infatti il clou di un programma molto denso di avvenimenti che prenderà il via dalle 17 con le amichevoli delle giovanili di Legnano e Varese (coinvolte le annate 2007 e 2005). Prima del match sarà finalmente utilizzata la nuova tecnologia modello Staples Center di Los Angeles per la presentazione all'americana; poi tanto spazio agli eventi collaterali, tra la gara delle mascotte Albertino e GianGallo e il denso programma di iniziative all'intervallo. La BCC Cup vuole essere una festa per i vertici cestistici del movimento nostrano, l'obiettivo è battere i 10mila euro di raccolta benefica dell'edizione 2017 in un evento al quale sia Legnano che Varese vogliono dare continuità a lungo termine.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese è pronta a ripartire da Attilio Caja per disegnare il futuro. Prove tecniche di rinnovo del contratto tra la società di piazza Monte Grappa e il tecnico pavese, architrave del progetto squadra della stagione 2017-18 che sta tenendo fede alle aspettative iniziali votate alla salvezza tranquilla. Dialogo in corso tra le parti per estendere l'accordo in scadenza al 30 giugno: l'obiettivo sembra quello di una estensione per le prossime due stagioni, dando continuità all'ottimo feeling sviluppatosi tra "Artiglio" e l'intero ambiente biancorosso negli ultimi 14 mesi. Sarebbe un segnale forte di continuità per un club che nel passato recente ha cambiato spesso in panchina: l'ultimo coach rimasto più di 2 anni sulla panchina di Varese è stato Ruben Magnano (nel riquadro) (dal novembre 2004 al giugno 2007...), mentre nel quinquennio post-Indimenticabili solo Paolo Moretti nel 2015-16 (ed eventualmente Caja nella stagione in corso) ha iniziato e finito la stagione sulla panchina biancorossa.
    Dopo l'operazione salvezza del 2016-17, Caja era stato il frontman di tutte le attività estive del club, dalla campagna abbonamenti alla promessa solenne di una squadra da battaglia compiuta davanti ai tifosi in occasione del raduno del 18 agosto. E non c'è dubbio che sono state le scelte del coach, di concerto con Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni, a costruire l'Openjob-metis operaia capace di conquistare il cuore di Varese con le sue roboanti prestazioni casalinghe. Evidente che il roster 2017-18 sia figlio della cultura del lavoro tanto cara ad "Artiglio", ed altrettanto evidente il feeling tra il tecnico ed i giocatori, scelti proprio per la loro disponibilità a stare in palestra in un certo modo. Per questo il luogo comune del "Caja bravo solo in subentro" è stato cancellato dalla fortissima identità di un gruppo plasmato dal suo coach per esaltare le qualità dei singoli all'interno del sistema, nel quale però è proprio "Artiglio" il perno centrale del progetto tecnico.
    Il rinnovo di Caja sarebbe il primo passo in ottica futura per una Varese ancora non aritmeticamente certa della salvezza («Sarebbe un grave errore pensare di essere già salvi», parole e musica del coach proprio ieri su queste colonne) ma indirizzata comunque sulla strada giusta grazie al poker di vittorie precedenti alla pausa per Coppa Italia e Nazionali. Le prospettive future in termini economici sono tutte da verificare, ma l'aziendalismo di Caja nel far rendere al meglio le risorse tecniche ed umane disponibili è una garanzia in qualsiasi congiuntura. Significa altri due anni di vacche magre? Intanto le roboanti imprese deh'ultimo mese, accompagnate da presenze al PalA2A oltre i 4.000 spettatori, dimostrano che si può esprimere un basket divertente e vincente anche con un gruppo di "terzini". Inoltre la programmazione sulla base della continuità - della guida tecnica in primis, di conseguenza anche del gruppo con tanti giocatori già legati per il prossimo anno - è una chiave importante per provare a scalare la classifica costruendo qualcosa di duraturo anche senza investimenti roboanti...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    C'è anche il crisma dell'ufficialità per l'arrivo di Mario Delas a Varese. L'annuncio è arrivato a metà della giornata di ieri per ratificare formalmente l'approdo in maglia biancorossa del 28enne centro croato di 207 centimetri per 100 chili. L'atleta del 1990, grandissima promessa a livello giovanile (fu addirittura MVP dei Mondiali Under 19 del 2009 nei quali portò la Croazia alla medaglia di bronzo) con trascorsi in Eurolega allo Zalgiris Kaunas e al Cedevita Zagabria (per qualche mese nel 2015-16 anche con Gianmarco Pozzecco e Veljko Mrsic prima di trovare squadra al Kalev Cramo in Estonia), arriverà domani in città e sarà a disposizione di Attilio Caja da lunedì pomeriggio.
    Claudio Coldebella racconta così il motivo che ha portato alla scelta dell'ex capitano di Capo d'Orlando (8.3 punti e 5.0 rimbalzi in 51 partite disputate con la maglia della Betaland: «È un giocatore che avevamo già seguito nell'estate 2017, apprezzandone l'elevata conoscenza del gioco e la capacità di stare all'interno di un sistema. Mario conosce già il nostro campionato, avendo necessità di un elemento per 3 mesi e almeno 11 partite abbiamo puntato su un giocatore pronto, allenato e rodato che per tutte queste ragioni riteniamo possa fare al caso nostro. Sicuramente ha caratteristiche del tutto differenti rispetto a Pelle, ma crediamo che possa rendersi utile alla nostra causa con le sue capacità di stare in campo».
    Delas ha firmato un accordo fino al 30 giugno, stesso periodo del rapporto che legherà Antonio Iannuzzi a Brindisi: il centro in uscita da Torino, che Varese aveva provato ad ingaggiare al posto di Pelle salvo dover poi ripiegare per motivi burocratici ed economici, andrà in prestito all'Happy Casa (soluzione scartata da Varese, che lo voleva solo nel caso della possibilità di rilevare il contratto per il 2018-19) dove sostituirà Cady Lalanne. Infine l'assemblea della Pallacanestro Varese svolta giovedì ha ratificato formalmente la copertura delle passività per la stagione 2016-17 archiviando definitivamente il bilancio della stagione passata.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Manca solo l'annuncio per la firma del lungo croato Manca solo l'annuncio per la firma di Mario Delas con la Pallacanestro Varese. Superati nella serata di ieri gli ultimi ostacoli burocratici per liberare l'atleta croato da Capo d'Orlando: il giocatore del 1990 rescinderà formalmente oggi l'accordo con la Betaland e saia libero di firmare un nuovo contratto (scadenza 30 giugno 2018 ma con opzione per il 2018/19) con il club biancorosso, che potrà ingaggiarlo da free agent senza versare buyout al precedente club.
    Alla luce dell' impasse per 24 ore nel corso della trattativa, la società di piazza Monte Grappa ha provato a sondare nuovamente la pista Antonio Iannuzzi dopo che il centro avellinese (proprio ieri convocato nuovamente in azzurro dal et. Meo Sacchetti a causa dei problemi fisici di Crosariol) era stato messo fuori rosa dall' Auxilium Torino. La disponibilità a cedere il lungo del 1991 a titolo definitivo, e non solo in prestito, avrebbe potuto cambiare i termini della questione anche dopo la definizione del passaggio di Pelle a Torino dietro versamento di un buyout. Ma i costi dell' operazione, limitatamente all'ingaggio dell'azzurro, erano oggettivamente fuori portata per la società biancorossa. Non tanto per l'importo residuo dello stipendio della stagione 2017/18, che avrebbe comunque portato Iannuzzi ad essere il giocatore più pagato del roster biancorosso; inoltre ci sarebbe stato da considerare anche il costo supplementare per la necessità di tesserare pure uno straniero per rispettare il vincolo dei 7 contratti depositati imposti da un regolamento incredibilmente bizantino. Ma il problema vero era relativo all'entità del contratto per il 2018/19, che tra netto e lordo avrebbe comportato un costo-azienda da un quarto di milione di euro.
    Troppo per un club come Varese, dopo una lunga serie di risanamenti dei conti alla vigilia di mesi importanti per un riassestamento della governance della società, che al momento impedisce di assumere impegni gravosi oltre l'orizzonte temporale del 30 giugno. Il conto finale del mercato di riparazione, tra il risparmio nel cambio Hollis per Vene, il buyout ottenuto per Pelle (che supera l'entità della cifra versata per liberare Larson da Liegi) rispetto al costo zero del tesseramento di Delas e il risparmio contributivo della transazione per Waller, dovrebbe generare un risultato economico finale in sostanziale parità anche a fronte dell'addizione Larson. Evidente, dunque, che la cessione di Norvel Pelle non è avvenuta per far cassa (la contropartita economica versata dalla Fiat pesa appena più del 6 per mille del budget totale del 2017/18...); ma a fronte della richiesta del giocatore di approdare in una vetrina considerata migliore come Torino, spinto principalmente dalla sua agenzia americana che già nell'estate 2017 lo aveva offerto ai quattro angoli d'Europa, Varese non ha potuto opporsi alla volontà dell'atleta. Di conseguenza Delas, giocatore che non eccita la fantasia dei tifosi ma certamente tagliato dal sarto per entrare senza scossoni nel sistema-Caja, ha rappresentato un'occasione colta al volo in un mercato comunque poverissimo di alternative con passaporto europeo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese spazza via la capolista Brescia facendo spellare le mani al PalA2A. Prestazione corale superlativa per la truppa di Attilio Caja, che allunga a quota 4 la serie positiva a dispetto della defezione del suo terminale principe Cameron Wells (dolorante alla mano destra "ammaccata" lunedì al PalaDesio). I biancorossi regalano spettacolo puro ai tifosi in visibilio per il "centello" casalingo contro la seconda miglior difesa del campionato: se all'andata Ferrero e soci raggiunsero a stento quota 67 in 40 minuti, i 63 punti fatturati nei primi 20' stellari confermano il momento magico di una squadra con la "S" maiuscola a prescindere dalle prestazioni dei singoli.
    L'eroe della serata è Aleksa Avramovic, che stabilisce record in carriera in serie A per punti e triple realizzate; i 20 minuti "spiritati" della guardia mancina, per la prima volta capace di mettere in campo una personalità da serbo, nascondono l'assenza di Wells insieme alla regia accorta di Tyler Larson, che costruisce per i compagni (5 assist) non disdegnando punture velenose dall'arco. Prestazioni di altissimo livello anche per Stan Okoye ( 11 rimbalzi, 4 assist e una costante presenza sui palloni vaganti oltre al 4/7 da 3) e Norvel Pelle, con ogni probabilità alla sua ultima uscita a Masnago (la partenza potrebbe non essere contemporanea all'arrivo di Delas per questioni burocratiche non legate a Varese, ma si tratta solo di formalità) ma comunque determinato a dare il suo contributo fattivo alla causa.
    Vittoria mai in discussione per la miglior Varese della stagione, capace di interpretare in maniera efficace un piano partita diametralmente opposto rispetto alle tre gare precedenti. Se Venezia, Milano e Cantù erano state messe "nel sacco" con esecuzioni e control game, stavolta i biancorossi hanno sfruttato appieno i giocatori dalle gambe più fresche (non a caso Avramovic, Okoye e Pelle) per mandare fuori ritmo la compassata Germani con cinque Over 30 nel roster. La zona 2-3 utilizzata a lungo da Caja ha tagliato l'asse portante tra Luca Vitali e Dario Hunt; e grazie ad un dominio costante ed incontrastato sotto i tabelloni (Brescia doppiata sul 46-21 ) i padroni di casa hanno trovato svariate soluzioni in velocità. Poi c'è il fattore delle percentuali dall'arco, che ormai per Varese stanno diventando una certezza (47% da 3 nell'esaltante poker di vittorie dopo il 34% del girone d'andata).
    Alla distanza la fiducia di società, ambiente e dello stesso coach nei confronti dei giocatori che lo hanno seguito (ossia la quasi totalità, eccetto Hollis) viene ripagata ora da una squadra cresciuta nella qualità del gioco rispetto alla fase ascendente della stagione. Così i bian corossi regalano un'altra serata da ricordare ai quasi 4300 tifosi del PalA2A, e veleggiano a più 8 sulla zona salvezza riducendo invece a 2 sole lunghezze lo svantaggio nei confronti dei playoff. Sognare è lecito? Se ne parlerà dopo la pausa, foriera di un altro piccolo re-styling, che comunque non si vedrà in palestra prima della prossima settimana: aver travolto Brescia ha fruttato 7 giorni di riposo assoluto che Attilio Caja ha concesso volentieri alla squadra per tirare il fiato. Poi da martedì prossimo Varese tornerà sul pezzo per preparare la doppia trasferta di Pistoia e Trento: se lo stop non arrugginirà i meccanismi perfetti dei biancorossi di inizio ritorno, allora si potrà davvero guardare in alto.
    Giuseppe Sciascia

  • Giosuè Ballerio
    Dopo la scintillante vittoria contro Brescia, la OJB ha portato a quattro il filotto di vittorie consecutive, vincendo quattro partite sulla carta proibitive e raddoppiando i punti raccolti in classifica fino al 21 gennaio. La squadra è riuscita a rilanciare una stagione che sembrava già un mezzo fallimento, e nonostante Caja stesso predichi umiltà e perseveranza ("pensiamo a raccogliere in fretta i 4-6 punti necessari per la salvezza il prima possibile"- le sue parole nel post partita), non si può non fermarsi a riflettere su ciò che Varese è riuscita a dimostrare in questo mese. Se molti potevano pensare ad una "vittoria occasionale" per quella al Taliercio, già contro Milano, e contro Cantù soprattutto, hanno dovuto ricredersi. In questo periodo abbiamo visto una squadra capace di giocarsela con tutti, anche con formazioni ben più attrezzate e forti, con vittorie sì di cuore e sacrificio (Venezia, Milano), ma mostrando anche un'organizzazione tecnico-tattica compatta e ben preparata (e questo grazie al lavoro quotidiano del coach e del suo staff), oltre che una condizione fisica e un'energia invidiabile. Ieri sera, contro la Leonessa, la consacrazione definitiva. Pur avendo un roster non di primissima qualità in quanto a talento puro (senza nulla togliere ai nostri fantastici giocatori), la squadra ha fatto quadrato su se stessa, e grazie al lavoro di Caja non è più quella quasi da retrocessione che perse contro Sassari, Pesaro, Brindisi e Cremona. Una squadra diversa, che ha trovato fiducia, consapevolezza nei suoi mezzi, che può insidiare qualsiasi formazione, se gioca come sa. In questo contesto vanno ad inserirsi il mese in formato MVP di Avramovic, l'efficienza di Okoye e Wells, la fisicità e il grande QI cestistico di Cain, il potere sul pitturato di Pelle (nel bene e nel male, ci mancherà), il processo di integrazione di Larson (apparso sempre più in confidenza e risorsa importante); ma anche il lavoro sporco dei vari Ferrero, Tambone, Vene, giocatori che quando chiamati in causa si sono sempre dimostrati pronti, e che rappresentano l'anima operaia di questa Varese, magari a tratti non bellissima, ma estremamente efficace e "clutch"; una formazione solida e concreta, sia in difesa, dove si notano grandi miglioramenti, sia nell'uno contro uno che sui cambi in pick'n roll, sia sul pitturato che dall'arco, che in attacco, con grandi percentuali dal tiro pesante e anche una certa sfacciataggine nel prendersi e concretizzare tiri difficili (per info chiedere ad Avramovic). Una squadra che potrebbe far venire qualche rimpianto vista la prima parte di stagione, ma vietato anche montarsi la testa (Caja docet), bisogna continuare su questa lunghezza d'onda, non smettere ora di stare concentrati, non smettere ora di lavorare sodo e aver voglia di far fatica, di sacrificarsi e portare quanto più fieno in cascina. Ora arriva una pausa di due settimane (in programma final eight di Coppa Italia e pausa nazionale), per ricaricare le energie spese (molte), e continuare di questo passo. Nulla è precluso, e se la salvezza è praticamente in tasca, d'altra parte non può scappare l'occhio sui 2-4 punti di distanza dalla zona playoff, che non sembrano più utopia, specie se al rientro ritroveremo la Openjobmetis dove l'abbiamo lasciata.
    progetto Varesefansbasket con Liceo Classico Ernesto Cairoli,
    Giosuè Ballerio

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