Jump to content

VareseFansBasketNews


  • Luca Guerrini
    Openjobmetis Varese 80 - 73 Grissin Bon Reggio Emilia
    Non si ferma più la Pallacanestro Varese, che contro Reggio Emilia trova la quinta vittoria di fila e un posto di diritto tra le squadre in lotta per i PlayOff.
    Al PalA2A di Masnago si svolge una partita divertente e combattuta: il primo quarto si apre con un buon gioco di squadra da parte della formazione di Coach Caja, che porta i giocatori emiliani a commettere subito due falli e regalare prima un possesso, poi due liberi ai padroni di casa, realizzati senza problemi da Siim-Sander Vene. Il controllo della partita sembra essere nelle mani di Varese, grazie a diversi spunti vincenti dei soliti Okoye e Avramovic, che, oltre a segnare punti su punti, riescono a far innervosire gli avversari e far commettere loro dei falli; se ne accorge Coach Menetti, costretto a far uscire Riccardo Cervi, reo di aver commesso due falli in due minuti, e a chiamare un time-out subito dopo, su punteggio di 12 - 4 per Varese. La breve pausa non sembra aver schiarito le idee alla formazione ospite: a 5:05 dalla fine del quarto subiscono da Okoye i punti del +10 Varesino. La Grissin Bon fa molta fatica e commette tanti errori al tiro, forse sentendo la mancanza della loro punta di diamante, Amedeo Della Valle, rimasto fuori per infortunio, e Massimiliano Menetti chiama il secondo time-out a 2:48 dalla sirena. Questa manciata di minuti risulta essere molto caotica: Caja sceglie di far assaggiare il parquet al nuovo arrivato Tomas Dimsa, un centro molto fisico e non troppo tecnico, ma il 24enne lituano fatica ad entrare in gioco, complici le diverse interruzioni dovute agli svariati falli commessi da entrambe le parti; spicca tra i giocatori più fallosi James White, mentre Ferrero sembra un astronauta da tutte le volte che va in lunetta. Varese domina per il resto del quarto, ma a 3'' dalla fine del primo periodo di gioco viene fischiato un antisportivo a Tambone e White realizza i due liberi che fissano così il risultato parziale: Varese 28 - 10 Reggio Emilia.
    Dopo il breve cool-down, i ragazzi di coach Menetti partono in quarta: si sveglia Julian Wright che va subito a canestro dopo una buona azione di squadra, a cui risponde Aleksa Avramovic con un appoggio sulla tabella facile facile. A questo punto Varese inizia a subire un calo fisiologico: molti tiri finiscono sul ferro, mentre gli avversari fanno alzare diverse volte pollice, indice e medio agli arbitri, prima con Julian Wright e poi con l'ex-biancorosso Chris Wright. Dopo 3:13 di gioco, Attilio Caja richiama i suoi in panchina con un time-out, ma, dopo la ripresa del gioco, i Varesini sono ancora bloccati: il problema principale sembra essere il play-making: Tyler Larson non riesce a trovare i compagni e i suoi passaggi diventano spesso e volentieri delle palle perse, anzi, regalate a Reggio (si sente la mancanza di Cameron Wells).  A 5:29 dalla sirena ci si trova ad osservare un gioco ancora una volta spezzato da diversi falli e caratterizzato da molti errori al tiro di Varese, che vuole a tutti i costi far scendere le fin lì ottime percentuali dal campo e da tre punti. A 59'' dalla fine del primo tempo, gli Emiliani si portano a -10 e, in panchina, coach Caja sembra una furia. Allo scadere del tempo, Okoye si inventa un canestro che riaccende il palA2A, ma, dopo la revisione video, il buzzer-beater non viene convalidato: Varese 43 - 35 Reggio Emilia.
    All'inizio del secondo tempo si aspetta ancora una reazione varesina agli attacchi di Reggio Emilia, che con un bella rete di passaggi riesce a liberare più volte i suoi tiratori sull'arco. Dopo 4' la situazione non cambia: la OJM è dominata sia in attacco che in difesa, nel pitturato e sull'arco, quindi Caja ricorre ad un time-out, che non risolve però nulla: pochi istanti dopo, un Julian Wright in ottima condizione firma la tripla del sorpasso. Il Varese resta a galla grazie ai canestri di Okoye, Avramovic e capitan Ferrero, ma gli errori al tiro restano troppi, mentre i due Wright affondano i loro colpi senza difficoltà. Degna di nota è la prestazione difensiva della guardia più cacofonica della lega, Manuchar Markoishvili, che diventa spesso un muro su cui sbattono i giocatori varesini. Un fallo di Cervi sul finire del quarto riaccende Varese, che trova due punti grazie ai liberi di Cain, ma poi entrambe le squadre sbagliano molto e, alla sirena, il risultato rimane invariato: Varese 55 - 59 Reggio Emilia.
    Nel quarto quarto Coach Caja dà spazio a Nicola Natali, che però non entra subito in partita: prima costringe Cain al fallo su J. Wright, poi perde una palla in maniera davvero sciocca, ma il numero 8 di Varese si fa perdonare regalando ai suoi il canestro del ritrovato pareggio: 59-59. La Grissin Bon a questo punto arresta il proprio impeto e si fa superare nel punteggio, anche grazie al terzo fallo commesso da Markoishvili che spinge coach Menetti a farlo riposare in panchina. A metà quarto emerge la stanchezza in entrambe le squadre: Okoye si fa stoppare, C. Wright raccoglie palloni ma poi sbaglia le triple, Avramovic prende talmente tanti ferri che potrebbe metter su una bottega da fabbro. A 5:21 dalla fine il tabellone luminoso recita 63-64 per Reggio Emilia, e Varese non sembra riuscire a ribaltare il risultato, essendo i suoi uomini di punta molto stanchi e dovendo fare a meno di un giocatore di sostanza come Vene, che porta sulle spalle il peso di 5 falli. Quando mancano 4:09 dalla fine, succedde una cosa strana: White sbaglia un canestro, mentre Avramovic segna. Ha inizio un botta e risposta, possesso dopo possesso, che rianima Varese ed il PalA2A: alla tripla dall'angolo di C. Wright risponde Tyler Larson,  poi Okoye segna tre punti che fanno impazzire il pubblico e Menetti, preoccupato, chiama il time-out, ma al successivo possesso varesino, Avramovic si inventa un assist alla Steve Nash (non sto esagerando) per Okoye e regala entusiasmo extra ai suoi, nonché il 73-69 sul tabellone. Per Reggio il più attivo in questa frazione di gioco è Pedro Llompart, che però è spesso impreciso. La Grissin Bon comunque non molla e Avramovic e Cain spendono diversi falli per contenere gli attacchi di J. Wright e compagni, fino a quando, a 50'' dalla sirena finale, Larson decide che per lui può bastare e infila una tripla pesantissima che spacca la partita. Coach Menetti ricorre ad un time out sul punteggio di 76-69 per Varese, ma i suoi sono davvero stanchi e concedono a Varese dei liberi preziosi a 30'' dalla fine. Cain, invece, è perfetto in difesa e si concede il lusso di segnare l'ultimo canestro della serata, che regala la vittoria ai suoi: Varese 80 - 73 Reggio Emilia
     
                                                                                                              Luca Guerrini - Progetto Liceo Classico Cairoli & VareseFansBasket 
     

  • Susanna El Taher
    Una vittoria importante quella di domenica 15 aprile del Varese contro la squadra di Menetti, "Grissin Bon Reggio Emilia", sia perché avvicina la squadra ai Playoff, sia perché rappresenta la rivincita rispetto al girone di andata.
    I giocatori di Caja hanno potuto contare sull’incoraggiamento della loro città, che sicuramente ha contribuito alla vittoria: le bandiere varesine sventolano instancabili e il calore del pubblico è palpabile nel corso di tutta la partita e accoglie i giocatori come eroi, giganti buoni. Gli avversari però non sono da meno: il tamburo Reggio-emiliano batte incessantemente e scandisce il tempo e le azioni insieme ai canti e agli applausi di più di 4000 spettatori.
    La partita si apre con le mosse straordinarie del Varese che, con movimenti veloci e sicuri, conquista il primo quarto con un punteggio di 28 a 10, tra le acclamazioni generali. Il giocatore del Varese Aleksa Avramovic si distingue subito totalizzando ben 15 punti nel primo quarto d’ora, cosa che fa presagire la nomina a miglior giocare ricevuta alla fine della partita.
    Il secondo quarto è caratterizzato dai colpi di scena: i giocatori varesini scattano e si slanciano come felini, recuperano spesso la palla con salti spettacolari, e arrivano ad avere un vantaggio di 19 punti al quinto minuto, ma Reggio diminuisce progressivamente lo scarto, per finire con un 43 a 35 per Varese.
    Varese ha bisogno di tutto il supporto possibile: gli avversari si avvicinano sempre di più, al terzo minuto del terzo quarto lo scarto è di soli 5 punti (47 a 42). La squadra si dimostra in grandissima sintonia, come fosse un corpo solo, ma questo non ferma l’avanzata di Reggio Emilia, che finisce il quarto con un vantaggio di 6 punti (53 a 59).
    C’è tensione nell’ aria: i tifosi si incattiviscono e i cori rimbalzano da una parte all’ altra del campo. Il pubblico comunque non abbandona i suoi eroi e Varese rimonta anche grazie a due importanti canestri da 3 di Larson; a due minuti dalla fine la situazione è 71 a 69 per Varese: neanche il tamburo di Reggio può fare più nulla.
    La squadra varesina è sempre più unita, la tecnica è grandiosa: la vittoria è del Varese 80 a 73!
    Anche se altalenante la partita ha dato grandi emozioni e tutto il pubblico alla fine ha acclamato la squadra e l’allenatore, soddisfatto e sorridente.
    In conferenza stampa Caja si è detto entusiasta della sua squadra e anche l’allenatore avversario Menetti ha lodato la splendida rimonta del Varese.
    Con questa vittoria Varese fa un ulteriore passo verso i Playoff: riuscirà a farsi valere come in questa partita?
     
    Matilde Gerola e Susanna El Taher,
    Liceo Classico Ernesto Cairoli Varese
     

  • simon89
    L’Openjobmetis e Tyler Cain sono pronti a dirsi di sì? La trattativa per il rinnovo del contratto del centro statunitense, che la società di piazza Monte Grappa sta portando avanti già da qualche settimana, sembra giunta alla fase decisiva.
    Domani, domenica 15 aprile, al PalA2A è infatti previsto l’arrivo degli agenti del centro biancorosso, che assisteranno alla partita contro Reggio Emilia: si attendono dunque risposte all’offerta di estensione dell’accordo in scadenza al 30 giugno 2018 che il club varesino ha già recapitato nelle mani dell’atleta.
    Non è ancora il momento delle firme, essendo in agenda una ulteriore discussione tra il d.g. Claudio Coldebella e i rappresentanti di Cain che dovrà definire i dettagli.
    Le sensazioni però sembrano indicare la possibilità concreta di una fumata bianca per il giocatore individuato come uno dei pilastri attraverso i quali garantire la continuità futura della versione 2017/’18 di una Openjobmetis entrata a suon di imprese nel cuore dei tifosi.
    Il centro del Minnesota è l’architrave del sistema difensivo di Attilio Caja che ne apprezza le qualità di uomo-squadra dentro e fuori dal campo al di là dei numeri nudi e crudi (9.0 punti, 9.0 rimbalzi e 1.4 assist; attualmente il lungo statunitense è il terzo rimbalzista e il terzo nella percentuale da 2 – 67,2% - in serie A).
    Se tutto andrà per il verso giusto si tratterà di un bel segnale in ottica futura per dare sostanza al progetto di costruire una Varese più competitiva sulla base dello zoccolo duro che ha ottenuto risultati superiori alle aspettative in questa stagione.
    Anche nelle scorse annate la società di piazza Monte Grappa aveva provato a “fermare” i pezzi pregiati delle precedenti rimonte salvezza; ma dal no di Chris Wright del 2016 a quelli di Anosike e soprattutto Eyenga di 12 mesi fa, il club biancorosso è stato sempre costretto a un restyling obbligato nei ruoli chiave del roster.
    Se come sembra Cain va verso la permanenza in biancorosso, tra un ritocco dell’ingaggio e il comfort offerto dall’ambiente di Varese all’atleta ed alla sua famiglia, sarà un segnale della credibilità - tecnica ma anche economica - dei progetti futuri del club.
    Più difficile - ma comunque non impossibile - trattenere anche l’altro pilastro Stan Okoye; però il desiderio delle nuove forze pronte ad entrare in società di alzare l’asticella delle ambizioni è certamente una carta in più da giocare anche nelle trattative in corso.
    Fra i quattro contratti già in essere (Ferrero, Tambone e Natali sul fronte italiani e Avramovic nel parco stranieri) e due offerte presentate agli attuali titolari nei ruoli di ala piccola e centro, la Varese 2018/’19 potrebbe essere già fatta per metà o più; e in ogni caso il rush finale verso il sogno playoff potrebbe dare risposte compiute anche su chi - come Larson e gli attuali ospiti del reparto infermeria Wells e Waller - ha opzioni (di vario genere) per la stagione futura.
    Se ne parlerà a bocce ferme e in funzione dei riscontri del campo; intanto però l’operazione Cain conferma che c’è un progetto e ci si sta lavorando.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Prima giornata varesina per Tomas Dimsa. Il rinforzo scelto dall'Open-jobmetis per sopperire alla perdita di Cameron Wells si è aggregato ieri pomeriggio al gruppo di Attilio Caja. E quindi filata liscia la trafila degli ultimi dettagli burocratici per la rescissione con il Vytautas Prienu e la successiva firma del contratto con la società di piazza Monte Grappa (un mese garantito più un gettone settimanale in caso di conquista dei playoff e prosecuzione del cammino nella post season).
    La 24enne guardia lituana, sbarcata ieri pomeriggio a Malpensa. ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni ritrovando peraltro Siim Sander Vene e Mario Delas, con i quali aveva militato nello Zalgiris Kaunas. Le prime impressioni sono quelle di un elemento dai buoni fondamentali e votato al gioco di squadra: sicuramente una guardia pura, ruolo occupato stabilmente ieri sera, non una "combo" capace di costruire gioco come il suo precedessore Wells (che ha assistito all'allenamento scambiando battute con coach Caja ed i compagni). Di fatto Dimsa - considerato a dicembre 2017 da Pistoia prima della firma di Kuba Diawara - ha le caratteristiche che cercava Varese, nell'intento di non rubare minuti e fiducia alla guardia serba e a Matteo Tambone sul perimetro; quanto alla qualità si perde qualcosa in termini di trattamento di palla, di sicuro comunque l'esterno lituano è un giocatore disposto ad adattarsi in fretta ad un sistema di gioco che dovrà sopperire con la coralità alla perdita della sua seconda punta.
    Ieri Dimsa è entrato nel gruppo in punta di piedi, trascorrendo molto tempo ad ascoltare Massimo Bulleri - in versione "tutor" per spiegare schemi e tattiche all'ultimo arrivato - e badando prima di tutto a muoversi e muovere la palla nei tempi giusti. Cosa aspettarsi dall'esterno lituano? 15-20 minuti di buona difesa sull'uomo, qualche tripla aperta sugli scarichi e tanta applicazione per dimostrare di valere un posto in Italia la prossima stagione. «Ma di certo a noi non serviva un giocatore con l'abitudine ad andare per conto proprio: Varese non è proprio una squadra disperata né in difficoltà, serviva un elemento in grado di aiutarci all'interno del sistema e per questo abbiamo scelto un europeo più facilmente adattabile al nostro sistema - spiega Attilio Caja -. E troppo presto per esprimere un giudizio compiuto, sicuramente si tratta di un giocatore che ha buona scuola tecnica, si muove negli spazi giusti e confidiamo possa fare la sua parte».
    L'auspicio è che l'inserimento di Dimsa possa avvenire in tempi rapidi, d'altro canto Varese, più spesso per necessità che per scelta, è ormai abituata ai cambi di organico visto che il lituano è il quarto nuovo innesto in altrettanti mesi. In precedenza erano arrivati Vene per il "giubilato" Hollis il 5 gennaio, Larson per l'infortunato Waller - che sta fra l'altro continuando il lavoro con Marco Armenise ma non sarà pronto prima dell'estate - il 24 gennaio e Delas per Pelle, finito a Torino, lo scorso 18 febbraio. Teoricamente sono rimasti a disposizione un tesseramento e un visto, ma la speranza è quella di evitare ulteriori cambio obbligati; Dimsa sarà tesserato entro le 11 di domani, e debutterà domenica contro Reggio Emilia col "suo" numero 33.
    Giuseppe Sciascia 

  • pxg14
    È Tomas Dimsa il rinforzo individuato dall’Openjobmetis per supportare le ambizioni playoff nel rush finale del campionato 2017-18.
    La 24enne guardia-ala lituana è l’elemento che dovrà allungare le rotazioni della formazione di Attilio Caja, agendo da cambio di guardia ed ala piccola alle spalle di Aleksa Avramovic e Stan Okoye. La fumata bianca ancora non c’è, perchè serve il placet definitivo del Vytautas Prienu, la formazione lituana nelle cui file sta giocando (11,7 punti e 3.8 assist in 29,8 minuti di media), ma se non ci saranno intoppi dell’ultima ora nelle formalità burocratiche della mattinata, l’atleta baltico arriverà nel pomeriggio all’aeroporto di Malpensa, e dopo la visita medica di rito si allenerà con il gruppo già nel pomeriggio al PalA2A. 
    Dunque la possibilità concreta, a meno di colpi di scena in extremis, è che Varese possa giocare con 7 stranieri domenica contro Reggio Emilia: Dimsa è cittadino UE e come tale non ha bisogno di visto per il tesseramento da depositare entro venerdì alle 11. 
    Un giocatore pronto, rodato, allenato e disponibile ad accettare la proposta di Varese per dare una mano alla truppa di Attilio Caja nella sua rincorsa playoff: Dimsa è l’unico ad aver sposato la causa biancorossa con tutte le caratteristiche di cui sopra, dopo due giorni di febbrili sondaggi da parte del d.g. Claudio Coldebella (no dell’ex imolese Karvel Anderson, non liberato dai francesi del Bouzalac, mentre l’ex veneziano Dulkys – che ha un contrattone ad Istanbul – era fermo da 4 mesi). 
    Rispetto al suo predecessore Cameron Wells, Dimsa ha caratteristiche più da finalizzatore che da costruttore del gioco; ma proprio questo andava cercando Attilio Caja, desideroso di aggiungere un esterno con capacità realizzative dall’arco in grado di dare minuti anche da ala piccola anziché un altro elemento perimetrale che potesse togliere minuti al trio Larson, Tambone e Avramovic. Mentre l’esterno statuntense sta concordando con la società il percorso per risolvere il problema al polso sinistro (prevista un’artroscopia per valutare l’entità del danno al di là della microfrattura emersa dagli ultimi esami): Wells resta infatti un capitale della società visto il contratto in essere anche per il 2018-19 sia pur con uscita per il club. Nel frattempo però Dimsa darà una mano a Varese per provare a coronare il sogno playoff, mettendosi subito a disposizione di Attilio Caja se il blitz in 48 ore di Claudio Coldebella andrà a segno in mattinata. Vista la necessità di ambientarsi in fretta in 5 partite dal margine di errore ristrettissimo (ai biancorossi serviranno 4 vittorie per centrare il posto tra le 8 protagoniste della corsa Scudetto), un europeo “affamato” con tanta voglia di mettersi in vetrina è stato preferito – e con tutte le ragioni del caso – alla scommessa su un “americanino” mai visto in Europa e bisognoso di ambientarsi nel sistema-Caja. Chiaro che Wells era un titolare dal rendimento garantito – quantomeno in difesa, non sempre in attacco – e Dimsa è un’aggiunta alle rotazioni dall’impatto tecnico diverso, responsabilizzando ulteriormente Avramovic che in queste ultime 5 gare dovrà dimostrare in maniera definitiva di valere il ruolo da guardia titolare per il 2018-19. In ogni caso Varese ha compiuto un extra sforzo economico (non certo imponente, ma comunque significativo aggiungendo i 6250 euro del tesseramento) a conferma del fatto che la dirigenza crede nei playoff e non vuole lasciare nulla di intentato per garantire ad Attilio Caja un roster almeno numericamente sostanzioso nella rincorsa finale all’ottavo posto. 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia al sostituto di Cameron Wells.
    La guardia statunitense ha purtroppo gettato la spugna: il problema al polso sinistro che l’ha tenuto ai box per la seconda volta a Capo d’Orlando - dopo aver saltato la gara dell’11 febbraio contro Brescia - ne ha sostanzialmente chiuso anzitempo la stagione a Varese.
    L’atleta del 1989 avrebbe optato per un intervento in artroscopia con l’obiettivo di risolvere una volta per tutte l’infortunio - frutto di un colpo subìto nel secondo tempo del derby del 5 febbraio a Desio - con cui ha convissuto negli ultimi due mesi.
    Dunque, la società di piazza Monte Grappa dovrà rivolgersi nuovamente al mercato in cerca di un sostituto: il team biancorosso ha ancora a disposizione due tesseramenti e un visto extracomunitario, ma si muove in spazi regolamentari assai angusti potendo ingaggiare soltanto giocatori provenienti dall’estero.
    Con appena cinque giornate da disputare (più eventuali playoff) serve un giocatore rodato e pronto all’uso, non solo sul piano della forma ma soprattutto per la capacità di entrare in fretta nel sistema Caja. Ciò esclude la lunga lista di talentuosi “sparatutto palla in mano” senza esperienza in Europa in uscita dalla G-League. Questione di adattamento, alla luce dei quasi due mesi impiegati da Tyler Larsonper ritagliarsi un suo spazio nel contesto del sistema, ma anche di gerarchie interne: l’evoluzione della stagione ha promosso sul campo Aleksa Avramovic come guardia titolare e allo stesso modo ha promosso Matteo Tambone come affidabile alter ego di Larson in regia.
    In pratica, il terzo e il quarto esterno nella rotazione a quattro per due posti sul perimetro hanno dimostrato con i fatti di poter scalare di una posizione.
    Quindi al posto di Wells si scandaglia il mercato per un giocatore dalla panchina che possa allungare le rotazioni dietro Avramovic e Okoye: più una guardia-ala che una guardia-play, in grado di garantire una ventina di minuti di sostanza e pericolosità balistica.
    La preferenza sarebbe per un giocatore europeo, meglio ancora se cittadino UE - dunque senza visto - con la possibilità di anticipare i tempi di tesseramento e inserirlo in extremis già per la sfida di domenica contro Reggio Emilia.
    Ma si tratta di un comparto poverissimo di piste praticabili, con la stragrande maggioranza di elementi non liberabili dai club che ne detengono i diritti contrattuali fino al termine della stagione (l’unico free agent, il tiratore anglo-australiano Chris Goulding, non brillò nel 2015/16 a Torino).
    Altrimenti si valuteranno statunitensi con esperienza europea, meglio ancora se italiana, tra i free agent della G-League, lega di sviluppo della NBA, e i campionati finiti o in fase conclusiva (già... saccheggiata l’Australia, qualcosa potrebbe uscire da Corea del Sud e Libano, mentre l’ex pistoiese Preston Knowles- che comunque non convinceva del tutto - ha firmato in Francia).
    Se non si riuscirà a compiere un’operazione lampo con un cestista europeo, le tempistiche del rilascio del visto faranno slittare l’arrivo del rinforzo per la gara del 22 aprile sul campo della Virtus Bologna.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis cala il poker a Capo d'Orlando e ringrazia "San" Okoye. Serve una "t" in meno per fotografare il peso specifico determinante della prodezza firmata a 5 decimi dal termine dell'ala nigeriana, che vale l'aggancio alla zona playoff regalando due punti ghiottissimi alla truppa di Attilio Caja. Rimessa dal fondo a 2 secondi e 90 dalla sirena finale: Stan riceve sulla linea di fondo a destra del canestro, fa un palleggio in arretramento, si svita su se stesso e lascia partire un tiro ad altissimo coefficiente di difficoltà che si spegne dolcemente in fondo alla retina. Chiamatelo fade-away, circus shot, giravolta spaziale o "tiro da campione", prendendo a prestito le parole di capitan Ferraro: è una magia che alimenta il momento magico di una Varese capace di nascondere l'assenza pesante di Cameron Wells, e raddrizzare con 5 minuti di difesa di granito una partita che aveva preso una brutta piega sul meno 7 del 35'.
    Successo ben più sofferto del previsto contro una Betaland rigenerata dal cambio di allenatore, ma soprattutto dalla metabolizzazione del nuovo assetto del roster (5 cambi negli ultimi 2 mesi e mezzo). Nel clima sahariano del Pala-Fantozzi, Varese ha espresso un ottimo volume di gioco nei primi 15' (massimo vantaggio il 24-32 di inizio secondo quarto), cavalcando un Avramovic partito a razzo (14 nei primi 8', alla fine però 4/14 dal campo) e l'unica fiammata di Okoye prima del finale da protagonista assoluto (7/21 dal campo con 10 punti nel secondo quarto e 8 nei 5' finali). Il terzo quarto da 10 punti segnati con 3/18 al tiro ha evidenziato invece le difficoltà dell'attacco biancorosso quando le due punte "autopromosse" per meriti acquisiti nel corso della stagione non hanno più trovato continuità. L'Openjobmetis ha però trovato nella tenuta in retroguardia la chiave primaria per non deragliare nel momento migliore della Betaland (64-57 al 34'); e quando, dopo 12 errori consecutivi da 3, la doppietta di Okoye ha rotto l'impasse perimetrale che aveva contribuito a "inchiodare" l'attacco, la squadra si è rimessa in carreggiata.
    Ancora una volta preziosi gli ultimi arrivati Larson e Delas prima del canestro-copertina di Stan: il play di Las Vegas si è preso responsabilità da protagonista segnando 5 punti pesantissimi nel rush finale (67-71 con tripla frontale e 71-73 a meno 45" prima del 2/2 del pareggio di Likhodey). Il centro ex di turno, chiamato in causa nel finale per il precoce quinto fallo di Cain, è stato il miglior rimbalzista biancorosso mettendo pezze preziose in difesa per tenere lontano dal ferro gli assalti finali della Betaland. L'impresa del PalaFantozzi, in condizioni ambientali e climatiche difficili e senza un riferimento importante come Wells, ribadisce lo spessore caratteriale del gruppo; e i risultati degli altri campi coronano l'inseguimento di Varese, che aggancia all'ottavo posto il gruppone Sassari, Torino e Cremona, ottimo viatico per alimentare l'entusiasmo alla vigilia degli scontri diretti con Reggio Emilia e Bologna. Ora servono risposte definitive sul conto di Wells: a oggi il suo recupero - e non solo per domenica - sembra improbabile. Il mercato offre svariati profili in uscita dalla G-League, quasi tutti inadatti al trapianto in un sistema corale che ha bisogno di tempi di digestione piuttosto lunghi (vedi i quasi 2 mesi di Tyler Larson). Oggi il d.g. Claudio Coldebella farà il punto: la sensazione è che per sognare i playoff serva un'aggiunta, se si troverà un rinforzo per l'oggi che potrà servire soprattutto per il domani la società è disposta a fare uno sforzo.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Con Cameron Wells ai box, toccherà ad Aleksa Avramovic e Tyler Larson provare a trascinare l'Openjobmetis ai playoff. Mentre la guardia statunitense è ancora alle prese col rebus dei tempi - attualmente indefiniti - di recupero del suo problema al polso sinistro e il d.g. Claudio Coldebella inizia a verificare le disponibilità del mercato - ma solo per un giocatore che abbia senso anche per la stagione 2018-19 - Varese si affida ai due migliori in campo nell'ultima sfida contro Pesaro per provare a fare poker domani a Capo d'Orlando.
    «Stiamo davvero pensando ai playoff, e quella sul campo della Betaland sarà una tappa importante per dare forza al nostro sogno - spiega la guardia serba Abbiamo battuto le prime 4 squadre della classifica, in questo momento siamo in forma e in fiducia e dunque è legittimo crederci. Attenzione però a non sottovalutare nessuna partita, a cominciare dalla trasferta di domani: sulla carta il nostro calendario può sembrare facile, ma per noi ogni partita è difficile se non la affrontiamo al 100 per cento dell'intensità». Di sicuro il giocatore biancorosso più migliorato tra andata e ritorno ha ancora voglia di lottare per un obiettivo importante come i playoff: «Il coach ci ha dato 3 giorni di riposo, ma molti di noi hanno lavorato individualmente anche durante la pausa. Siamo un grandissimo gruppo, a tutti noi piace dare il massimo in allenamento e metterci a disposizione di Attilio Caja. Prima della partita contro Pesaro avevo lavorato molto sul mio tiro da fuori e i risultati sono stati positivi, ora confido di riuscire a ripetermi anche in trasferta. Sicuramente la spinta del pubblico per noi è importantissima: ormai al PalA2A le presenze si sono moltiplicate e il clima è strepitoso, se dovessimo riuscire a completare la rimonta ai playoff mi aspetto gente anche sul tetto per venire ad incitarci... ».
    Chi invece sembra aver definitivamente trovato la sua nicchia nel sistema Caja è Tyler Larson, reduce dalla sua miglior prestazione in Italia (record personali i 13 punti e 7 assist totalizzati contro Pesaro) a conferma di un processo di ambientamento ormai completato: «A Liegi avevo un ruolo da protagonista assoluto, quando ho scelto l'Italia per misurarmi con un livello più alto ero consapevole che sarebbe servito un periodo di adattamento. A poco a poco ho preso confidenza con il sistema, e nelle ultime 3 partite sono riuscito ad incidere come desideravo. Il coach mi ha parlato tutti i giorni per spiegarmi cosa si aspettava da me e cosa aveva bisogno; i compagni sono stati super nell'aiutarmi e a poco a poco ho preso fiducia».
    Il play di Las Vegas è determinatissimo a inseguire fi-no in fondo il sogno dei playoff con Varese: «Nessuno di noi pensa di essere in vacanza dopo la vittoria contro Pesaro: sabato siamo andati a casa festeggiando una bella prestazione, ma poi abbiamo ripreso a lavorare forte in palestra con l'intensità e la concentrazione che ci ha contraddistinto ogni settimana. Personalmente io proverò a dare sempre una spinta importante: cerco prima di tutto di passare la palla e coinvolgere i compagni e di dare energia alla squadra». Il regista statunitense è certo che Varese affronterà con il massimo della concentrazione la trasferta di domani a Capo d'Orlando. «In questo campionato non esistono partite facili, dobbiamo sempre dare il massimo contro qualsiasi avversario, rispettando il piano partita e lottando con intensità in ogni situazione. La forza di questa squadra è quella di rispettare ogni avversario, sia essa la capolista Milano o l'ultima della classifica. Qualunque sia la squadra da battere servirà sempre un approccio aggressivo e la massima concentrazione».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Rosario Rasizza è pronto a raddoppiare il suo impegno a sostegno della Pallacanestro Varese. L'a.d. di Openjobmetis annuncia un ingresso diretto nella società di piazza Monte Grappa, lanciando il progetto Orgoglio Varese che vuole raccogliere un pool di sponsor per alzare l'asticella delle ambizioni. E lo stesso imprenditore varesino a confermare la doppia veste di main sponsor e catalizzatore di nuove risorse.
    «Quest'anno non ci sarà melina sul rinnovo della sponsorizzazione: incontrerò Claudio Coldebella per i dettagli ma siamo ragionevolmente tranquilli di proseguire a fianco della Pallacanestro Varese. E non ci saremo solo noi: c'è un gruppo di imprenditori desiderosi di condividere questa avventura. La nuova struttura, che si chiamerà Orgoglio Varese, darà un contribuito al club con un progetto almeno triennale: è giunto il momento di essere più ambiziosi, ci sono aziende della zona che hanno capito quanto sia importante per la città avere una squadra di vertice».
    L'iniziativa prevede dunque l'ingresso diretto nel capitale azionario del club?
    «Il progetto è a 360 gradi e comprende anche l'acquisto di quote della Spa affiancando il consorzio. Chi fosse interessato non esiti a contattarmi, l'idea è costruire un gruppo di imprenditori locali che ci permetta di lottare per vincere lo scudetto. Varese non dista molto da Milano sul piano geografico, l'obiettivo è riuscire a ridurre la distanza anche sul piano delle ambizioni cestistiche».
    Come giudica la stagione attuale? Spera ancora nei playoff?
    «Mi diverto ma ho ancora molta fame, non voglio essere lo sponsor di una squadra che si salva. L'ho detto anche ad Attui o Caja dopo la partita di sabato scorso: dobbiamo continuare a credere nei playoff e inseguire sino in fondo questo obiettivo. Di sicuro la squadra non aveva sulla carta le qualità tecniche delle prime 4-5 avversarie, però il carisma del coach, il carattere del gruppo e la voglia di emergere hanno fatto la differenza».
    Il progetto futuro ripartirà da Attilio Caja, allenatore che lei stima tantissimo.
    «A suo tempo non avevamo capito le decisioni del precedente CdA, che una volta raggiunta la salvezza nel 2014/15 non aveva confermato il coach. Ma come sponsor non entriamo mai nelle decisioni del consiglio. Ora, però, esprimendo la presidenza con la figura di Marco Vittorelli, e avvalendoci di un grande esperto come Toto Bulgheroni, è stata presa una decisione della quale siamo pienamente soddisfatti».
    Come valuta l'impatto di Claudio Coldebella nella gestione dirigenziale?
    «E' una persona con molta voglia di fare e tanta determinazione. Non mi esprimo sulle scelte tecniche, ma come direttore generale ha un incarico molto più ampio. Rispetto alla sua ottima carriera da giocatore, ritengo che debba ancora raggiungere la piena maturità in quel ruolo, continuando a lavorare sulla strada intrapresa. Però è una figura competente che si sta impegnando tanto; ci sentiamo spesso e chiacchieriamo molto, mi chiede consigli sugli aspetti imprenditoriali della gestione dell'azienda Pallacanestro Varese che mi sento di potergli dare».
    Per il progetto "Orgoglio Varese" quanto è importante poter contare sul PaIA2A reso più accogliente tra Led Cube e divanetti a bordo campo?
    «Per un' azienda della zona poter utilizzare il tempio della grande Ignis è una grande opportunità e una bella emozione da poter offrire ai propri clienti. La filosofia è quella dello Juventus Stadium: dobbiamo e migliorare ancora, ma ora il PaIA2A è accogliente ed elegante e ci aiuterà come richiamo per nuovi Sponsor. Faccio infine un appello al sindaco Galimberti e al neogovernatore della Lombardia, Attilio Fontana, grande tifoso biancorosso: per Varese e la provincia il basket rappresenta la storia, confido nell'attenzione delle istituzioni nei confronti della massima eccellenza sportiva affinché aiuti la città in termini di visibilità e accoglienza turistica».
    Giuseppe Sciascia

  • Member Statistics

    1,364
    Total Members
    1,155
    Most Online
    Typhoon
    Newest Member
    Typhoon
    Joined
×