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simon89
Novità di rilievo nell’ambito dei diritti audiovisivi afferenti a Legabasket Serie A. Eurosport si è ufficialmente aggiudicata per i prossimi tre anni il “pacchetto pay”, fino a oggi controllato da Sky: il network di casa Discovery prevederà due partite settimanali di Serie A nel palinsesto televisivo, trasmettendo inoltre sulla propria piattaforma streaming (Eurosport Player) tutti i match di campionato, a pagamento. Spariscono le dirette delle tv locali: per loro solo le differite.
Il cambiamento - rivoluzionario, se si pensa che gli ultimi “esperimenti” di streaming collettivo della massima pallacanestro italiana risalgono ai primi anni 2000 - è stato comunicato ieri durante l’assemblea di Lega che si è tenuta a Bologna.
Alcuni dettagli sono ancora da definire, ma il quadro generale si può già riassumere a beneficio degli appassionati. Partendo dal pacchetto “free”, che ancora una volta sarà ad appannaggio della Rai, la quale assicurerà la diretta della gara di campionato in programma la domenica sera. Eurosport, visibile sia sul bouquet Sky (abbonamento Sport) che sul digitale terrestre con Mediaset Premium (abbonamento Calcio e Sport), per ciò che riguarda la sola televisione trasmetterà due partite, quella in programma il sabato (possibile un ritorno all’orario pomeridiano) e quella del lunedì sera. Su Eurosport 1 e 2 anche Supercoppa Italiana e Final Eight di Coppa Italia.
Per i super tifosi, tuttavia, il vero mondo da scoprire sarà quello online: su it.eurosportplayer.com sarà possibile assistere a tutti i match di Serie A in streaming. Attualmente abbonarsi a Eurosport Player costa 4,99 euro per il singolo evento, 6,99 per un mese di visioni e 29,99 euro per un intero anno, ma in seno alla Lega ieri è stata valutata anche l’ipotesi di soluzioni ad hoc per il basket: tra esse anche un abbonamento “stagionale” che consenta al tifoso della singola squadra di assistere a tutte le partite della stessa. Maggiori informazioni si avranno nelle prossime settimane.
Certo fin d’ora, al contrario, è l’abbandono delle dirette sulle tv locali, le quali potranno trasmettere gli eventi di campionato solo a 48 ore di distanza dalla palla a due, corredando le immagini prodotte da Eurosport con propria telecronaca.
Fabio Gandini
simon89
Cameron Wells è ufficialmente il nuovo playmaker dell'Openjobmetis. In giornata è infine arrivata la conferma della firma col giocatore americano del 1988, reduce da tre stagione con i Giessen 46ers, che ha guidato alla promozione in Budesliga nel 2014/2015 e dove si è fatto apprezzare per costanza e leadership, diventando anche capitano della squadra tedesca. Wells, come tutti gli altri acquisti di Varese fin qui, ha sottoscritto un contratto biennale. Ora si attende la firma, data per imminente, col nuovo centro Tyler Cain: all'appello nel roster di coach Caja mancherà poi solo l'ala piccola titolare.
Di seguito il comunicato ufficiale della società:
La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Cameron Wells. Classe 1988, Wells ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/19. Playmaker americano molto abile nel pick’n roll e con un’ottima visione di gioco, Wells è un giocatore di grande esperienza e talento che alterna soluzioni personali con un buon tiro da tre punti a giocate per i suoi compagni di squadra.
La Scheda:
Data di nascita: 23 settembre 1988
Luogo di nascita: Houston (Texas, USA)
Altezza: 186 cm
Ruolo: playmaker
Carriera
Cameron Louis Wells si forma cestisticamente nel college di The Citadel in South Carolina dove detiene il record di miglior realizzatore ogni epoca (2.049 punti). Al suo primo anno mette a referto 14,4 punti, 5,1 rimbalzi, 3,8 assist di media fino a chiudere il torneo NCAA nel 2010/11 a 17,2 punti, 5,1 rimbalzi, 4,3 assist in 32 partite con il riconoscimento di diversi premi personali della All Southeren Conference. Fa il suo debutto tra i professionisti in Olanda con la canotta dello Landstede Zwolle (14 punti, 3,9 rimbalzi, 3,6 assist, 2,4 rubate con il 45% da 2 e il 30% 3), poi si sposta in Germania dove gioca tra le fila del Tubingen. Grazie al suo gioco dinamico e alla sua abilità di cambiare i ritmi di gioco, nel 2014/15 viene scelto dal Giessen 46ers (allenata dall’ex Roosters Denis Wucherer) per tornare in Bundesliga dopo la retrocessione in ProA dell’anno precedente. Centrata la promozione a 12,3 punti, 3,8 assist e 3,5 rimbalzi in 36 partite, il team tedesco estende l’accordo con il giocatore per altre due stagioni. Lo scorso campionato ha totalizzato 14 punti di media (9°miglior realizzatore), 4 assist (5°miglior passatore), 2,7 rimbalzi, 1,2 palloni rubati (53% da 2, il 39% da 3 e il 79% ai liberi) con un high-score di 30 punti contro il Bamberg. Dotato di un’ottima attitudine difensiva e capace di dominare le gare in maniera silente, è stato allenato dalla leggenda NBA John Lucas.
Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Cameron Wells:
«Vista l’importanza del ruolo che dovrà ricoprire all’interno della squadra, Wells è un giocatore che abbiamo seguito con molta attenzione. Si tratta di un atleta che gioca sempre sotto controllo senza mai tralasciare le iniziative individuali e di squadra. E questa doppia dimensione è una caratteristica importante per il ruolo di playmaker. Un’altra aspetto importante che ci ha particolarmente colpito di Cameron è il fatto che è rimasto tre anni nella stessa squadra, ricoprendo anche il ruolo di capitano. E questo vuol dire avere qualità importanti sia in campo sia fuori. Wells ha tutte le caratteristiche tecniche e di leadership di cui abbiamo bisogno».
simon89
C'è la maxi-offerta del Banvit Bandirma a frenare l'approdo a Varese di Cameron Wells. Proprio mentre la società di piazza Monte Grappa era ai dettagli con il 29enne regista texano, il club turco iscritto alla Champions League FIBA ha proposto un contratto a cifre decisamente più elevate rispetto alle possibilità biancorosse all'oggetto dei desideri di Claudio Coldebella e Attilio Caja.
Tutto da rifare per gli operatori di mercato? Assolutamente no: Wells non ha ancora preso una decisione definitiva tra la proposta di Varese e quella del Banvit, e dovrebbe sciogliere la riserva entro il weekend con il club prealpino che confida ancora di avere buone carte da giocare. Certamente non sul piano economico, dato che i turchi offrono praticamente il doppio rispetto ai biancorossi. Ma i fattori sui quali punta la società di piazza Monte Grappa sono due: il primo è il ruolo, con Varese che offre a Wells le chiavi della squadra in cabina di regia, mentre il Banvit lo vorrebbe come guardia a fianco di un regista puro come Tony Taylor ("tastato" da Attilio Caja ai primi di giugno e poi approdato in Turchia per 360mila dollari...). E l'ex capitano del Giessen preferirebbe avere la palla in mano come "direttore d'orchestra" anziché giocare a fianco di un altro elemento di manovra. L'altro aspetto è logistico: Wells non sarebbe convintissimo della destinazione Bandirma, località marittima della Turchia asiatica con tutto quanto è legato attualmente all'approdo nel paese della Mezzaluna.
Prevarrà l'aspetto meramente economico, oppure il ruolo più gradito e l'attrattività del caro vecchio "Belpaese" indurranno il 29enne esterno a sposare la causa di Varese? La decisione del giocatore è attesa nelle prossime 24-48 ore, e chiaramente condiziona le scelte biancorosse sulle strategie future, mentre prosegue l'opera di "limatura" dei dettagli per la firma di Tyler Cain che non dovrebbe arrivare più tardi di domani. Dalla decisione di Wells dipendono le scelte future sullo spot mancante nel ruolo di ala piccola titolare: come sempre quando il mercato "ad incastri" riduce il numero dei giocatori da inserire nel puzzle, gli ultimi elementi debbono essere funzionali al sistema costruito in precedenza.
Dunque se il direttore d'orchestra sarà Wells, combo-guard con leadership e doti balistiche che predilige il tiro in sospensione alle iniziative in avvicinamento al canestro, l'ultimo tassello dovrà avere caratteristiche complementari - possibilimente capacità di creare dal palleggio e comunque qualità offensive da prima punta - a quelle del regista di Houston e di Antabia Waller. Se Wells preferirà la Turchia, e Varese dovrà riaprire le consultazioni nella ricerca del giocatore che dia un'impronta forte alla squadra, allora l'idea è quella di scegliere prima il regista titolare e di conseguenza l'ultimo tassello che possa sposarsi bene con il nuovo playmaker. Ma entro il weekend il nodo dovrebbe sciogliersi in un senso o nell'altro; ovviamente però gli operatori di mercato biancorossi confidano che la telenovela Wells abbia lieto fine.
Giuseppe Sciascia
simon89
Un acquisto con… sorpresa. Tyler Cain sarà il nuovo centro titolare della Pallacanestro Varese: il raggiunto accordo con il lungo ex Châlons-Reims verrà comunicato ufficialmente dal club nelle prossime ore. Per le caratteristiche del giocatore, per come l’atleta classe 1988 è stato “pensato” dall’asse tecnica all’interno del mosaico Varese 2017/2018, il suo avvento sotto al Sacro Monte nasconde un’ulteriore “notizia” di mercato, assai attesa dai tifosi: la conferma di Norvel Pelle.
Il passo potenzialmente idoneo a completare il reparto che evoluirà sotto le plance, partizione di rosa che al momento conta di Stanley Okoye, Giancarlo Ferrero – visto tuttavia come jolly per cambiare entrambi gli spot di ala – e di Nicola Natali come quinto in rotazione, è infatti un gioco di incastri, di opportunità e di occasioni colte nel magma del mercato.
I perché di una decisione
Tutto nasce dal “no” per fatti concludenti di Oderah Anosike, la conclamata prima scelta di coach Caja diventata impossibile da rendere concreta stante la distanza economica tra offerta societaria e aspirazioni economiche del giocatore. La ricerca di un erede del centro newyorkese, operazione già nel vivo da tempo come cautela davanti al temporeggiare di O.D., ha allora subito una decisa accelerata, focalizzandosi su una tipologia di sostituto ben precisa alla luce anche di un altro fatto capace di indirizzare le mire varesine : il progressivo consolidamento di Pelle nel futuro biancorosso.
Il caraibico, sul conto del quale nel mese di giugno non è arrivata alcuna vera richiesta all’indirizzo di piazza Monte Grappa 4, durante i giorni scorsi ha fatto il suo esordio nella Summer League di Orlando (oggi parte il torneo di Las Vegas), senza peraltro lasciare alcuna traccia di sé: una partita giocata, 11 minuti complessivi in campo, un solo punto segnato. Interesse della Nba al momento? Pochino. Se è vero che una conferma senza se e senza ma del miglior stoppatore dello scorso campionato sarà possibile solo a fine luglio, ovvero quando scadrà il termine per l’esercizio dell’impegnativo buyout (50 mila dollari per i professionisti, 75 mila per tutti gli altri) che squadre terze dovrebbero versare a Varese per ottenere i suoi servigi, è allora altrettanto vero che Coldebella, Bulgheroni e Caja hanno iniziato a fare i conti con una sua presenza sempre più possibile nell’immaginare la contraerea di “big men” in divenire.
Doppio titolare
E qui una considerazione, decisiva: che senso avrebbe prevedere per un elemento in ascesa come Norvel, a tutti gli effetti la sorpresa più eclatante della scorsa annata, il semplice ruolo di cambio del centro, compito che – combinato con un titolare da 30 minuti alla Anosike – garantirebbe a Pelle solo gli scampoli delle gare?
Ecco quindi l’idea Cain. Un “4-5” più che un centro tout court, per fisico (203 centimetri di altezza, 106 chili di peso), rapidità di piedi e caratteristiche tecniche (dimestichezza fronte a canestro, discreto tiro dalla media e capacità di passare la palla: 2,1 assist di media nella Pro A 2016/2017). Un giocatore che partirà da pivot al fianco di Okoye, ma che potrà sostituire lo stesso nigeriano scalando di una posizione e lasciando spazio e consistenti minuti al caraibico in rampa di lancio.
Pensato, fatto, quasi annunciato.
Alla corte dell’Artiglio giunge così un giocatore dalla solida esperienza europea: due stagioni con tanto di partecipazione all’Eurocup a Riga (2010-2012, dopo essere uscito da South Dakota University), un’altra sempre sul baltico ai Barons, poi Forlì nella seconda serie italiana (17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media, mvp del girone di andata e il ricordo lasciato ai posteri di intelligenza cestistica, versatilità e generosità), infine la Francia (Pau Orthez, Digione, Châlons-Reims). Rimbalzista meno clamoroso di Anosike (7,5, 5,7, 7,0 nelle sue annate transalpine, ma 11,4 nel 2012/2013 a Riga, vincendo la classifica di specialità), “attaccante” non di primo piano (in Francia il massimo dei punti sono stati i 10,7 segnati a Digione nel 2015/2016), Cain – oggetto di interesse prealpino pure nelle scorse estati – è da inquadrare anche come atleta energico, come lottatore puro, “skills” che lo rendono compatibile con i desideri di garra del suo nuovo coach e con il roster “povero ma cattivo” delineato pubblicamente da Coldebella alcuni giorni orsono.
Cain e Pelle: i lunghi sono in saccoccia. Ora sotto di nuovo con il playmaker (Wells tarda a dire sì: Varese vedrà se tornare a vagliare la pista Odum, lasciata per il momento raffreddare per puntare forte sull’ex Giessen) e con l’ala piccola.
Fabio Gandini
simon89
Il calvario di Luca Campani, purtroppo, non è ancora concluso. La luce in fondo al tunnel però, seppur lontana, si vede. Da pochi giorni Campani non è più un giocatore di Varese, il suo contratto è scaduto e non è stato rinnovato dalla società biancorossa.
Il futuro però può attendere, perché prima c’è una forma fisica ed una salute da ritrovare. È stato sfortunato nell’ultima stagione, non vede il campo da sei mesi ma è disposto a riprendersi con il tempo tutto ciò che ha lasciato per strada. D’altronde, la carta d’identità segna 27 anni e per questo ancora gli sorride: c’è tempo e spazio per recuperare e tornare grande.
 
Come prima cosa, Campani, come sta ora?
Sto bene, sono a casa mia a Reggio Emilia e mi sento abbastanza bene. Purtroppo, meno di un mese fa, ho dovuto subire un’altra operazione dopo quella di marzo, che semplicemente si è rivelata inutile. Per fortuna ora, a Reggio Emilia, siamo riusciti a risalire alla causa del problema e questo mi rincuora. Sto finendo il periodo con le stampelle, il problema è stato completamente sistemato e posso dire di essere molto ottimista. Chiaro, ci vorrà ancora del tempo e della pazienza, come se non ne avessi già avuta finora, ma va bene.
Come ha reagito nel momento in cui le hanno prospettato un terzo intervento in poco più di un anno?
Allora, devo dire che solitamente quando ho un problema, ed è capitato molto spesso nella mia carriera, scelgo sempre la via dell’operazione, che ti obbliga a portare pazienza ma solitamente ti risolve il problema. Questa volta però non ne posso più, davvero. Devo cercare di rimanere comunque positivo, perché di alternative non ce ne sono. Chiaro che a pensarci, tre operazioni in un anno, con i relativi periodi in stampelle, le riabilitazioni varie, è una situazione pesante. Lo è a maggior ragione adesso, che sono senza squadra e non gioco da sei mesi. Però mi concentro ora su una buona riabilitazione per poter tornare in campo presto.
Quanto ci vorrà per rivederla in campo?
Non lo so, credo che almeno fino a metà agosto, quindi un tempo stimato di circa un mese e mezzo, dovrò pensare a rimettermi e a riprendere la forma. Quando sarò pronto per giocare e starò bene, il vero problema sarà far vedere e dimostrare a tutti che sono guarito, che sto bene. Se poi i problemi scompaiono, sarà naturale capire che ho superato tutto. Comunque l’importante è risolvere il problema, non farò vacanze e penserò solo a riprendermi. So che ci vorrà pazienza, mi metterò sotto a fare palestra, palestra ed ancora palestra. Spero a metà agosto di essere pronto per giocare.
Nel frattempo, si è consumato il suo addio da Varese. Che ricordi si porterà dietro?
Io a Varese posso dire di aver passato due anni bellissimi, nonostante quest’anno in campo non abbia dato alcun contributo alla squadra. Fuori dal campo mi sono sempre trovato bene, ho instaurato un rapporto stupendo con molti amici di Varese che sento quasi quotidianamente. Quindi mi sono trovato bene, e mi ha fatto più che piacere ricevere molti attestati di stima e di affetto nel momento in cui è stato comunicato il mio addio. O meglio, la fine del mio contratto. Leggere di gente che ti scrive e ti fa l’in bocca al lupo mi lusinga, significa che ho lasciato soprattutto un ricordo positivo come persona, che per me è l’aspetto più importante. Se poi anche il ricordo del giocatore sarà positivo, sarà ancora meglio.
Sul campo, invece, qual è stato il punto più alto?
La seconda parte della stagione scorsa è stata bellissima, quando ci siamo messi a posto abbiamo iniziato un cammino straordinario. Siamo arrivati fino alla fine in Coppa e l’abbiamo persa negli ultimi trenta secondi. È mancato qualcosa perché fosse una stagione indimenticabile, almeno per me, perché non so quante altre volte mi ricapiterà di giocare una finale europea, che sia anche la Fiba Europe Cup e non l’Eurolega.
Alberto Coriele
simon89
La Pallacanestro Varese ha individuato il possibile centro titolare della stagione 2017-18. C'è Tyler Cain in cima alla lista degli obiettivi della società di piazza Monte Grappa: il 29enne centro statunitense (2,03 metri per 107 chili) si sposa perfettamente alla descrizione del giocatore affamato e motivato che Claudio Coldebella e Attilio Caja cercano per completare il mosaico biancorosso. Il lungo laureatosi nel 2010 a South Dakota University è un veterano dei campionati europei, con 7 stagioni di "pellegrinaggio" tra Lettonia e Francia (nelle ultime 3 annate titolare nella Pro A transalpina; 9,9 punti, 7,2 rimbalzi e 1,0 stoppate nell'ultima stagione allo Chalons-Reims).
A differenza di Antabia Waller e del potenziale play titolare Cameron Wells, con il quale prosegue a oltranza la trattativa per provare a convincere l'ex Giessen a sposare la causa biancorossa, il giocatore del 1988 ha già all'attivo un'esperienza italiana: nel 2013-14 ha giocato in DNA Gold (corrispondente all'attuale A2, ma nella vecchia versione 16 squadre) a Forlì, chiudendo con 17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media. E proprio il richiamo del ritorno in Italia sarebbe la molla decisiva per far scattare la scintilla tra Varese e Cain: l'accordo è ancora da perfezionare, ma se dovesse arrivare la chiusura in tempi rapidi per il club biancorosso sarebbe un affarone visto un ingaggio che sarebbe poco sopra alla metà dell'accordo del 2016-17 con O.D. Anosike.
Cain è un giocatore poco appariscente ma di grande sostanza, conosciuto per le sue doti di difensore ed agonista, doti perfette per le necessità di coach Caja. E soprattutto per le sue qualità umane da uomo-spogliatoio che potrebbero farlo individuare come l'erede di Kristian Kangur per la capacità di leadership nel guidare il gruppo in allenamento. Certamente Cain non è un elemento di grande impatto offensivo (in 7 stagioni in Europa solo tre volte in doppia cifra: ai Barons Riga nel 2012-13, l'anno successivo a Forlì e nel 2015-16 in Francia a Digione); ma la scelta - in caso di fumata bianca di una trattativa comunque molto ben avviata - sarebbe in funzione di un giocatore di squadra che sa esaltarsi nel clima da battaglia. E che alla luce della mobilità e del tocco comunque discreto dalla media distanza (meglio in movimento che in lunetta, 62% lo scorso anno e 52% nel 2015-16) potrebbe anche giocare qualche minuto in coppia con Norvel Pelle.
A oggi, infatti, le chance di conferma del centro caraibico paiono in netto rialzo: le prestazioni alla Summer League di Orlando non hanno acceso particolari interessi NBA e, così come già accaduto con Sassari, anche Avellino è intrigata dal giocatore ma dissuasa dai 75mila euro di buyout da versare nelle casse di Varese, e la NBA escape che l'agenzia vorrebbe inserire in ogni pluriennale propostogli dall'estero (compreso quello dalla Turchia di cui si parlava qualche settimana fa), avrebbe analogo effetto deterrente. Con Cain ai dettagli, Wells sempre in trattativa e Pelle che si riavvicina, mancherebbe all'appello solo l'ala piccola: se firmeranno il pivot e il play statunitensi sarà giocoforza un europeo o un "Coto-nou" alla Eyenga, molto difficilmente il congolese, più probabilmente un giocatore maggiormente votato all'attacco, in ogni caso un altro "affamato e motivato" stile Waller, Cain e, auspicabilmente, Wells.
Giuseppe Sciascia
simon89
Oggi il settore giovanile, entro i prossimi 12 o 24 mesi una quota della società. Il patto in via di definitiva messo a punto tra la Pallacanestro Varese e Gianfranco Ponti prevede una prima tappa immediata relativa alla gestione del vivaio e un secondo step - al momento solo auspicato - con una progressiva condivisione di oneri e onori nella governance del club. La prima parte sarà concretizzata con la firma del contratto pluriennale - due anni garantiti con opzione per altri due - che dovrebbe avvenire già domani una volta sistemati gli ultimi dettagli individuati dai rispettivi professionisti. Di fatto la gestione del settore giovanile sarà interamente trasferita a Gianfranco Ponti, che avrà poteri assoluti sia a livello organizzativo che tecnico nello stabilire le strategie future del vivaio.
La dirigenza di piazza Monte Grappa ha indicato nel d.g. Claudio Coldebella il trait d'union tra la Pallacanestro Varese e la sua cantera, la cui resposabilità sotto ogni profilo - a partire da quello finanziario, con un investimento iniziale di 250mila euro - farà capo all'imprenditore di Angera. L'insediamento dovrebbe avvenire entro la fine della prossima settimana, e al momento c'è grande curiosità per capire come verranno definiti incarichi e ruoli del nuovo corso.
Ponti si porterà in dote dall'attuale esperienza del Basket Ignis 1960 Dodo Rusconi e Fabio Colombo, rispettivamente responsabile tecnico e organizzativo del sodalizio nato nel 2016 grazie al patrocinio del futuro "socio forte" della Pall. Varese. Che prendendo in carico la gestione del vivaio a luglio inoltrato, partirà dall'idea di dare continuità per il 2017-18 alla struttura già esistente, inserendo però i suoi uomini di fiducia nello staff tecnico e organizzativo al momento composto da Giulio Besio (responsabile delle giovanili sotto contratto per le prossime due stagioni), Paolo Nico-a e Andrea Sterzi cui si aggiungono Gianfranco Pinelli come responsabile Minibasket, e Massimo Ferraiuolo responsabile organizzativo dell'intero settore.
Le idee di Ponti per lo sviluppo sono interessanti: la somma stanziata rappresenta un upgrade rispetto al passato (nel 2016-17 a bilancio 225mila euro, contando però voci non del tutto legate all'attività giovanile), e nelle indicazioni dell'imprenditore di Angera ci sono investimenti mirati su prospetti in grado di diventare giocatori di serie A, sfruttando entrature internazionali importanti soprattutto all'Est. Negli ultimi mesi intanto la coppia Ferraiuolo-Besio ha lavorato bene sul territorio, costruendo una interessante rete di contatti (da Verbano a Malnate, passando per Fagnano Olona, Gallarate, Cerro Maggiore e Cassano Magnago) per interscambio di giocatori in uscita dalle giovanili e per talenti fisici delle fasce basse. E inoltre c'è da riaprire il canale con la Robur et Fides che quest'anno non ha dato frutti alla luce delle tempistiche divergenti tra la costruzione della prima squadra della Coelsanus e il passaggio di consegne nel vivaio biancorosso. Tra rapporti con il territorio e definizione dell'organigramma, c'è grande attesa per le prime "scelte di campo" della nuova gestione Ponti...
Giuseppe Sciascia 
simon89
O.D. Anosike tiene la porta aperta alla Pallacanestro Varese. Il centro nigeriano racconta la sua versione sulle trattative in corso, ribadendo la sua volontà di proseguire il dialogo. «La trattativa con Varese è stata un po' lenta, molte delle voci che ho sentito non rispondono assolutamente a verità - spiega. Ho ricevuto la prima offerta dalla società soltanto la scorsa settimana: vorrei discutere alcuni aspetti del contratto non legati soltanto alla parte economica, ma non ho ricevuto molte informazioni a riguardo. Il ritorno a Varese non dipende solo da me: tutto quel che chiedo alla società sono onestà e comunicazione. Sulla base di questi presupposti sono sicuro che potremo trovare un accordo».
Claudio Coldebella ha affermato che all'80% lei non resterà a Varese: condivide questo pronostico? «Sono sicuro che nessuno possa stimare in percentuale se tornerò oppure no. Nessuno sa ancora dove sarò, compreso me stesso. Ho detto molte volte che amo Varese e mi piacerebbe tantissimo tornare. Questa è la verità al 100 per cento, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare un accordo che sia equo per tutti. E normale in ogni lavoro, non solo nel basket».
La volontà iniziale delle parti era quella di provare a proseguire nel rapporto. È cambiato qualcosa nelle ultime settimane, oppure ci sono ancora possibilità di trovare un accordo? «Sono assolutamente disponibile a discutere tutte le opzioni per un nuovo accordo. Ho ricevuto interessamenti forti da diversi club di altre nazioni, e tutti hanno uguali possibilità in questo momento. Bisogna capire che il basket è un lavoro e non un hobby: è normale per ogni giocatore guardarsi intorno».
Ha la sensazione che Varese voglia sempre confermarla con il 100 per cento delle forze, oppure ci siano altre idee? «La mia opinione è che ci sono delle persone all'interno della società che sono pienamente convinti di puntare sul mio ritorno, mentre potrebbero essercene altre per le quali va bene muoversi in un'altra direzione».
Coach Caja ha spiegato che non vuole giocatori che considerano Varese come una seconda scelta, ma elementi entusiasti e motivati: qual è il suo punto di vista in merito? «Non considero Varese come una seconda scelta, ma ogni giocatore deve valutare tutte le opzioni prima di prendere una decisione: allenatori, dirigenti e presidenti fanno la stessa cosa, ognuno di noi vuole essere sicuro di trovare la miglior opportunità possibile. Coach Caja e io abbiamo un ottimo rapporto e mi piace molto giocare per lui; sono sicuro che con un altro anno insieme potremo fare entrambi passi avanti».
Le ambizioni sulla carta inferiori rispetto al 2016-17 possono rappresentare un problema nella sua decisione? «Il budget ridotto non è un problema per me. Ci sono molte parti di un accordo, non solo l'aspetto economico. Il mio obiettivo è quello di far parte di una squadra dove le mie qualità siano apprezzate, ed essere circondato da persone ambiziose, professionali e intelligenti. Io credo che Varese potrà disputare una grande stagione con le decisioni giuste».
Che messaggio vuole mandare ai tifosi di Varese? «Vorrei dire nuovamente ai tifosi che sarei felicissimo di tornare. Nel corso della scorsa stagione il mio rapporto con la città è cresciuto insieme ai successi che abbiamo conquistato nella sua parte finale. Mi piacerebbe molto proseguire questo percorso».
Giuseppe Sciascia
simon89
Ieri le strade della Pallacanestro Varese e di Kristjan Kangur si sono definitivamente divise. Il contratto biennale (formula 1+1 con clausola di uscita a favore della società) che Kangur aveva firmato l’estate scorsa è stato interrotto dalla società di piazza Monte Grappa, che dopo una stagione difficile - soprattutto nella prima parte - ha scelto di continuare senza l’estone. Varese ha dunque sfruttato l’opzione di uscita dal contratto a suo favore, versando al giocatore una buonuscita di diecimila euro. Ora la carriera dell’ala potrebbe proseguire in patria, nonostante in città avesse ormai messo le radici e i suoi due figli frequentassero le scuole cittadine e anche le giovanili biancorosse.
Kangur saluta Varese dopo quattro stagioni e mezza in biancorosso. L’uscita dal suo contratto è divenuta ufficiale insieme alla scadenza di altri contratti che non sono stati rinnovati: dati per assodati quelli di Maynor, Johnson, Eyenga ed Anosike, è giunto a conclusione anche il rapporto con Luca Campani.
Lo sfortunato giocatore reggiano, classe 1990, ha visto la sua scorsa stagione interrotta per ripetuti problemi alle ginocchia, che lo hanno costretto ad un doppio intervento chirurgico. Andò sotto i ferri inizialmente a maggio 2016 e successivamente a marzo 2017, e la fine del calvario per l’atleta ancora non sembra dietro l’angolo. Il suo biennale non è mai stato rinnovato durante le due stagioni a Varese - diversamente da ciò che si fece con Cavaliero prima del suo addio in direzione Trieste - e dunque è arrivato a scadenza naturale.
Come quello di Campani, scade anche l’accordo che legava Varese a Matteo Canavesi, rientrato alla base l’estate scorsa per una stagione sostanzialmente da comprimario. Il roster 2017/2018 attualmente manca di soli tre tasselli: il playmaker, l’ala piccola ed il centro. Per quanto riguarda il ruolo di regista, è molto vicina la firma con Cameron Wells, statunitense nativo di Houston classe 1988. La seconda opzione è quella che porta a Jake Odum, classe 1991, che ieri ha esordito in Summer League con i Miami Heat ad Orlando, contro gli Charlotte Hornets: in 23 minuti di utilizzo per lui due assist, tre rimbalzi e due palle rubate. Non è invece andato a referto Norvel Pelle, che è come Odum inserito nel roster dei Miami Heat per questa Summer League.
Alberto Coriele
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