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simon89
Un Coldebella più realista del Re. Senza proclami, senza pretese, senza obiettivi sparati al cielo a furor di popolo. Nell'incontro con la stampa locale, convocata in centro città alle 11, il direttore generale della Pallacanestro Varese ha ieri voluto fare un punto sul mercato, prima di tutto, ma anche sulle aspettative per la prossima stagione. Partendo da un punto fermo, ossia la compattezza: «Dovremo essere brutti, sporchi e cattivi, tutti quanti», come se fosse un mantra, ripetuto diverse volte durante la chiacchierata.
Fare la differenza
Perché il budget sarà uno dei più bassi di tutta la Serie A - ma di questo lo stesso Coldebella non fa un problema - ma servirà forse di più l'unità, la commistione tra squadra. staff, società, tifosi e la stessa stampa. Sotto questo aspetto, non è mancato il ringraziamento ai supporter per la straordinaria prova di attaccamento mostrata durante la prima fase della campagna abbonamenti. Si cercherà una chiara e precisa identità di gioco, si punterà sul lavoro e sullo spirito di sacrificio: nel fare questo, di certo, coach Attilio Caja è un maestro. Coldebella ha poi ribadito la necessità di rispettare il budget a disposizione e di non voler gravare sulle casse societarie, dopo che la proprietà è già stata chiamata nei mesi scorsi a mettere una pezza sulla situazione economica. Nei limiti del possibile si cercherà di "avanzare" un gruzzoletto per eventuali interventi a stagione in corso. Citati più volte gli esempi della Dolomiti Energia Trentino e di Pistoia, in quanto a energia ed idee, sul campo e fuori, il direttore generale ha più volte ribadito la sua assoluta fiducia e tranquillità in vista della prossima annata: «Le idee, l'atteggiamento e la compattezza dell'ambiente possono fare la differenza nel campionato italiano. È successo a Trento quest'anno, sono rimasti fuori dalle Final Eight di Coppa Italia, ma hanno avuto la pazienza di andare avanti e tutti abbiamo visto dove sono arrivati. Allo stesso modo Pistoia, sanno di non aver tanta disponibilità economica ma andare a vincere a casa loro è difficilissimo».
Pelle? Nostro se...
Il mirino del discorso si è poi spostato inevitabilmente sul mercato, con un focus sulle conferme: Chris Eyenga ed Oderah Anosike, due protagonisti dell'ultima stagione, si allontanano sensibilmente dalla Openjobmetis Varese. Le richieste economiche dei due giocatori, presentate alla società dai rispettivi agenti, sono al momento troppo elevate ed insostenibili per le casse di piazza Monte Grappa. Sempre fedelmente al discorso di prima, non si fanno follie. Al 75/80% .perciò, le trattative con loro sono chiuse. Lo stesso discorso si può estendere ad Eric Maynor: «Un giocatore abituato a viaggiare a 300mila euro a stagione, può accettare per una sola stagione un terzo di questo stipendio», sono state circa queste le parole del suo agente recapitate alla squadra mercato biancorossa. Per la sostituzione del regista di Raeford sembra più vicina la firma di Cameron Wells, in vantaggio sull'altro candidato valutato dai biancorossi che risponde al nome di Jake Odum. Una risposta definitiva dai rispettivi agenti non è ancora arrivata, ma la sensazione è che con l'ex guida dei Giessen 46ers l'accordo sia più facile da trovare rispetto al collega nell'ultima stagione in forza al Wuzburg. Questione Norvel Pelle: il giocatore, come noto sotto contratto per un'altra stagione con Varese, disputerà la Summer League di Las Vegas con i Miami Heat. Eventuali acquirenti - disposti a versare il buyout variabile di 50 mila (Nba) o 70 mila euro (Europa) - dovranno palesarsi entro e non oltre il 20/25 luglio. Oltre quella data, si potrà considerare Pelle come giocatore di Varese a tutti gli effetti.
Alberto Coriele
simon89
Mancano le ultime firme e manca la stretta di mano finale, quella che di rigore suggella ogni affare: per entrambe soccorrerà l’arrivo dei prossimi giorni e la chance - ora logisticamente impossibile - di un incontro.
Sull’accordo, però, non ci sono più dubbi di sorta: Gianfranco Ponti entra a far parte della Pallacanestro Varese, come “gestore” del settore giovanile e con una porta aperta su un futuro da socio. Si chiude una trattativa lunga quasi sei mesi: prima la ripresa dei contatti, interrotti bruscamente due anni fa con il no di Varese nel Cuore alla sua proposta di acquisto del 50% delle quote societarie, poi le “esplorazioni” sempre più frequenti (a seguito del mandato, conferito al presidente Alberto Castelli da parte dell’assemblea del Consorzio, alla ricerca del”socio forte”), poi ancora gli incontri cadenzati per la strutturazione dell’affare, infine la “limatura” degli avvocati che ha permesso di smussare - punto dopo punto - le ultime divergenze.
I dettagli dell’accordo
E arrivare a oggi, ovvero all’altare di un matrimonio sfiorato già due volte in passato: nella primavera del 2015, come già ricordato, e nel 2014, quando l’imprenditore angerese - a differenza dell’anno successivo - aveva avanzato una proposta di subentro limitata al solo vivaio biancorosso.
Il percorso ha prodotto un dettagliato contratto, di un centinaio di pagine e a tre firme (Consorzio, Ponti, Pallacanestro Varese), atto a normare gli aspetti economici, organizzativi e procedurali del nuovo assetto.
Ponti verrà integrato nel consiglio d’amministrazione della Pallacanestro Varese con delega alla gestione del settore giovanile. Ampio il contenuto del mandato: a lui la responsabilità dell’area strategica, organizzativa e logistica del vivaio, con la possibilità di scegliere gli uomini che da essa dipendono, sia a livello dirigenziale che sportivo. Interamente a carico dell’imprenditore saranno anche gli oneri economici e finanziari dell’attività relativa ai giovani, che in tal senso viene “separata” dal resto della società: il budget destinato ad essa sarà autonomo e pienamente sopportato da Ponti, che per il momento ha deciso di garantire un investimento annuale di partenza stimabile intorno ai 250 mila euro. Sempre a lui faranno capo i rapporti con gli sponsor e ogni aspetto quotidiano della gestione (dato per intenso il necessario confronto all’interno del cda biancorosso, come accade per ogni partizione societaria).
Certo il coinvolgimento nell’avventura di persone di sua fiducia: a partire dall’ex campione e (più volte) coach della prima squadra Dodo Rusconi, che presiederà la parte tecnica, per arrivare molto probabilmente anche a Fabio Colombo, pure lui ex giocatore negli anni mitici e anima del Basket Ignis Varese 1970, la realtà giovanile nata lo scorso anno.
Due Varese in una
Non è tutto. Nel contratto è stata inserita anche una clausola che apre a un ulteriore coinvolgimento “dell’homo novus” di Angera, stavolta nelle vesti di socio: un’opzione per l’acquisto del 20% delle quote societarie, esercitabile in qualunque momento. Si tratta di una soluzione mediata davanti al mancato accordo attuale sulla questione: la volontà del figlio dell’ex braccio destro di Giovanni Borghi è stata quella di non essere chiamato a rispondere delle perdite (in riduzione ma ancora sussistenti) nel bilancio di piazza Monte Grappa e afferenti alla gravosa eredità economico-finanziaria delle stagioni passate. Una soluzione che, tuttavia, non scontenta nemmeno il Consorzio, intenzionato - nei mesi o negli anni a venire - a ridurre la propria partecipazione dall’attuale 95% (il 5% è del trust “Il Basket siamo Noi) a un più sostenibile 50%: ciò implica non solo che verrà fatto di tutto per sistemare i conti e favorire l’ingresso di Ponti, ma anche che l’azionista di maggioranza Varese nel Cuore cercherà altri “soci forti” interessati ad acquisire una fetta di proprietà.
I benefici della novità, complessivamente considerata, sembrano evidenti. Varese si candida a un futuro economicamente più tranquillo e - chissà - un giorno magari anche più ambizioso, con un settore giovanile che vede nel proprio domani una valorizzazione maggiore rispetto al presente, non fosse altro per lo scorporo economico dei costi e per l’attenzione che verrà dedicata da un imprenditore pronto a investire in maniera esclusiva.
Manca una stretta di mano. L’ultima. Nell’auspicio di tutti propedeutica ad una buona convivenza nell’incipiente era. C’era una volta Varese, ora è come se ce ne fossero due: esse dovranno ragionare, decidere, comportarsi e agire come se fossero una sola.
Fabio Gandini
simon89
Niente italiani, siamo Varese. La società di piazza Monte Grappa continua a puntare sullo schema con 7 stranieri anche nella stagione in cui due facce note alle nostre latitudini come Andrea De Nicolao e Brian Sacchetti avrebbero considerato con grande interesse la possibilità di vestire la maglia biancoros-sa. Il play di riserva degli "Indimenticabili" è in procinto di firmare un biennale con la Reyer Venezia con base di partenza a 5 cifre (sicuramente al di sotto dell'importo dell'offerta nelle mani di Cameron Wells). Il figlio del grande Meo, visto nelle giovanili biancorosse, ha siglato un biennale a Brescia a costi di poco superiori rispetto all'ingaggio di Stan Okoye. Due club dalle prospettive ovviamente superiori a quelle del sodalizio biancorosso, che però aveva un grande appeal logistico sia per l'atleta del 1991 (che ha comprato casa a Sant'Ambrogio e che il 12 agosto si sposerà in città con la fidanzata varesina) sia per l'ala del 1986, interessato a cercale per motivi personali una squadra vicina a Milano.
Mai come quest'anno il 5+5 sarebbe stato proponibile. E mai come quest'anno - in tempi di spending review obbligata - il 5+5 avrebbe avuto senso, con un risparmio complessivo stimato attorno ai 150mila euro, senza contare i ricavi ulteriori prodotti dalla partecipazione alla corsa per il premio italiani. Se i modelli cui ispirarsi in tempi di monte stipendi nella metà bassa della classifica della serie A sono Trento e Pistoia, ossia i club che negli ultimi 3-4 anni hanno sempre ottimizzato le risorse nella classifica tra costi e rendimento sul campo, è giusto anche precisare che Dolomiti Energia e The Flexx hanno sempre puntato sul 5+5 e sullo zoccolo duro degli italiani.
Chiaro che la presenza del contratto garantito di Avramovic (ci sarebbe anche Pelle, ma è evidente la volontà dell' agenzia di trovargli collocazione altrove) è stato il "peccato originale" in grado di stroncare sul nascere ogni velleità di passaggio al 5+5. D'altra parte, però, i 7 stranieri - pescando con occhio lungo nel sottobosco del mercato degli atleti di scuola americana - sono una potentissima "livella" dei valori economici: lo dimostra il caso degli "Indimenticabili" di Vitucci, case history che Varese spera sempre di replicare da quattro estati consecutive ma con risultati quantomeno rivedibili. Ma si tratta di scorciatoia per massimizzare il risultato immediato, che però difficilmente consente di costruire qualcosa di duraturo oltre il singolo anno sportivo, come insegna proprio l'epopea degli "Indimenticabili".
Ora, se nell'estate 2018 FIP e Lega Basket confermeranno il passaggio alla formula con 6 stranieri liberi e 6 italiani, Varese non avrà perso una grande occasione per crearsi uno zoccolo duro italiano evitando di svenarsi fra 12 mesi quando la legge della domanda e dell'offerta farà salire i prezzi? Eppure la proprietà, ormai da 3 anni, esprime inizialmente una preferenza "debole" per il 5+5: lo stesso Alberto Castelli su queste colonne aveva parlato di "modello Udinese" per dare al club un'identità marcata attraverso programmazione e scouting. Al contrario chi dirige l'area tecnica - Claudio Coldebella in primis - ha nuovamente indirizzato le strategie verso i 7 stranieri: il campo - ma a medio termine anche i conti - sarà giudice di tale decisione. Di sicuro, però, Varese è un caso più unico che raro, dove gli stipendiati dettano la linea alla proprietà...
Giuseppe Sciascia 
simon89
Ufficiale il proseguimento delle nozze tra Pallacanestro Varese e Openjobmetis, che ha confermato il suo impegno come title sponsor della massima realtà sportiva della Città Giardino. Ora il mercato di Varese potrebbe subire un'accelerata con le trattative per il playmaker titolare che sembrano molto calde. Di seguito il comunicato della società:
Pallacanestro Varese e Openjobmetis S.p.A. hanno il piacere di comunicare di aver raggiunto un accordo di sponsorizzazione per la stagione sportiva 2017/18. Openjobmetis, la prima e unica Agenzia per il Lavoro quotata oggi in Borsa Italiana, con sede a Gallarate e presente in tutta Italia attraverso una capillare rete di oltre 120 filiali, ha così deciso di confermare la partnership con il club Biancorosso con l’obiettivo di dare seguito ad una collaborazione basata su valori comuni quali la passione, l’attenzione alle persone e la continua proiezione verso il futuro. Openjobmetis S.p.A., confermando il proprio sostegno nei confronti di Pallacanestro Varese, accompagnerà i biancorossi in Lega Basket Serie A in qualità di Main Sponsor per il quarto anno consecutivo.
Rosario Rasizza, amministratore delegato Openjobmetis S.p.A.: «Quattro anni insieme attestano la nostra volontà di essere al fianco di Pallacanestro Varese. Rinnovare la nostra sponsorizzazione dimostra quanto Openjobmetis creda nel progetto sportivo di questa società e quanto desideri supportarla per vederla nuovamente brillare tra le grandi del basket. Mi auguro che quella che verrà possa essere una stagione di svolta, meno sofferta e ancora più ricca di soddisfazioni ed emozioni, lo meritiamo tutti, soprattutto i tifosi che ogni domenica con il loro calore infiammano gli spalti del nostro amato PALA2A».
Monica Salvestrin, vicepresidente Pallacanestro Varese: «Sono già passati quattro anni dall’inizio di questa incredibile storia che lega Openjobmetis e Pallacanestro Varese. Quattro stagioni lunghe, intense, nelle quali Openjobmetis è rimasta al fianco della nostra società con sentimento ed impegno senza mai perdersi d’animo nemmeno nei momenti più delicati. Questo fa di lei non un semplice sponsor, ma una solida realtà che sostiene Pallacanestro Varese in maniera concreta e con una smisurata passione».
Antonio Bulgheroni, consigliere Pallacanestro Varese: «Siamo molto contenti ed orgogliosi che Openjobmetis abbia deciso di rinnovare la partnership con Pallacanestro Varese per il quarto anno consecutivo. Il loro impegno testimonia la bontà del lavoro che il club biancorosso ha svolto nelle ultime stagioni. Tutto ciò che vogliamo fare è ripagare la loro fiducia sia in termini di risultati sul campo sia con operazioni di marketing e comunicazione atte a rafforzare il brand delle due società».
simon89
Jake Odum o Cameron Wells? Il playmaker titolare della Pallacanestro Varese prossima ventura uscirà dal ballottaggio tra due dei migliori registi dell’ultimo campionato tedesco.
Entrambi i giocatori nati negli Stati Uniti hanno ricevuto un’offerta da piazza Monte Grappa, al culmine di una cernita tra profili potenzialmente interessanti - operata dall’asse tecnica biancorossa - che si è progressivamente ridotta a un testa a testa che partorirà il prescelto. Radio mercato dà l’ultima “guida” dei Giessen 46ers in leggero vantaggio sull’omologo ex Wuzburg, ma solo le risposte definitive degli agenti definiranno il quadro.
Wells e Odum, caratteristiche diverse, stessa capacità di intrigare: comunque vada a finire, Varese non dovrebbe pescare male nell’occupare la casella più delicata del quintetto.
Il primo, classe 1988, 186 cm di altezza, formazione universitaria presso The Citadel, ateneo del quale è stato il miglior marcatore “all-time”, appare attaccante completo, dotato di un efficace arresto e tiro ma bravo anche nell’aggredire il canestro in penetrazione. Grintoso, fisicamente stazzato, uscito dal college Wells ha militato al Landstede Zwolle (Olanda) e ai Tigers Tubinga (Germania), prima di sbocciare - sempre in Bundesliga - alla corte dell’ex biancorosso Denis Wucherer. Di tutto rispetto le cifre della sua ultima stagione: 14 punti in 30,2 minuti a partita, con il 53% da 2, il 39,1% da 3 e 4,1 assist di media.
Il secondo, classe 1991, più alto del collega (193 cm), atleta di punta nella storia di Indiana State University (quinto di sempre nei punti segnati, 2° negli assist e 4° nelle palle rubate), convince sia come attivatore (ferrato nei giochi a due) che come “produttore”: lo testimoniano ampiamente i notevoli numeri scritti a referto nel campionato tedesco appena concluso (15,3 punti in 31,3 minuti a partita, corredati dal 52,6% da 2, il 39,2% da tre e da 5,7 assist). Dopo la brillante carriera universitaria nella fila dei ”Sycamores”, Odum ha esordito nel professionismo con il Paok (disputando anche l’Eurocup 2014/2015) per poi passare ai tedeschi del Medi Bayreuth e quindi al Wuzburg.
Valenti tiratori, leader delle squadre di cui hanno fatto parte, compromessi più che accettabili tra costo e affidabilità: le prospettive sembrano rosee per Varese in posizione “1”. Manca la firma, una o l’altra che sia: nel mercato del terzo millennio, il particolare non è trascurabile.
Fabio Gandini
simon89
La Pallacanestro Varese aumenta decisamente i giri nella caccia al playmaker titolare e prova ad affondare il colpo Cameron Wells. Concreto l'interesse per il 29enne playmaker texano di 185 centimetri per 90 chili che ha disputato le ultime 4 stagioni in Germania (3 consecutive nelle file dei Giessen 46Ers, la migliore quella appena conclusa a 14,0 punti e 4,0 assist di media). Un elemento rodato in grado di giostrare sia da playmaker che da guardia, e possiede le stimmate del "giocatore-capo" al quale Attilio Caja vorrebbe affidare le chiavi della squadra per la stagione 2017-18.
La qualità migliore di Wells è proprio la leadership che esprime nel suo stile di gioco basato su energia e fisicità - ottime doti spalle a canestro sfruttando la stazza fisica importante - alla quale ha aggiunto una pericolosità in grande crescita nel tiro da fuori (39% da 3 nel 2016-17). Il regista di Houston, cresciuto in una scuola militare come la Citadel University - dunque nessun problema ad adattarsi ai ritmi di lavoro di Attilio Caja - non è un nome altisonante ma ha certamente il profilo adatto alle necessità del tecnico pavese, in cerca di un giocatore "affamato" ma dal rendimento garantito per mettergli in mano il bastone del comando. Difficile trovare un profilo più diverso dall' ex stella NBA Eric Maynor: Wells in 5 stagioni in Europa ha militato in Olanda e Germania (Landstede Zwolle e Tubingen le tappe prima di Giessen, dove il regista statunitense ha vinto l'A2 tedesca nel 2014-15 e poi collezionato due noni posti consecutivi in Bundesliga). Però a favore del regista del 1988 - coetaneo del primo acquisto extracomunitario Antabia Waller - giocano tanti fattori positivi: la voglia di mettersi in luce in Italia, l'affidabilità garantita dalla lunga esperienza europea e la personalità forte che "Artiglio" richiede al suo direttore d'orchestra. I costi abbordabili e la disponibilità immediata sembrano indurre Varese ad aprire concretamente il discorso con Wells, senza aspettare che calino i prezzi di giocatori attualmente fuori portata e senza la certezza di poterli avvicinare tra un mese.
Jordan Taylor "sondato" a giugno 2016 ma in campo solo a gennaio 2017, è in cima al taccuino di Reggio Emilia. Meglio un giocatore motivato e affamato disposto ad accettare la sfida di far bene davanti all'esigente ma entusiasta pubblico del PalA2A, rispetto a chi considera Varese come un ripiego.Wells è un esponente di spicco della prima categoria, e neppure l'incaglio dello stop fino al 31 agosto per un caso di doping accertato a febbraio - positivo insieme ad un compagno per aver assunto un integratore alimentare senza sapere che conteneva sostanze vietate; il tribunale tedesco ha comminato 3 mesi, ossia il minimo della pena, per motivi puramente formali, a partire dall'1 giugno - ha frenato l'interesse del club biancorosso. Chiaro che l'eventuale accelerazione definitiva per chiudere l'operazione Wells darebbe un indirizzo chiaro al mercato: il regista del 1988 ha tiro e fisicità ma in Germania non attaccava molto il ferro, anche per lo stile compassato della manovra del Giessen. Avere un playmaker che produce punti ma soprattutto gioco per i compagni a fianco di una guardia amante del tiro in sospensione come Waller spingerebbe Varese a puntare su almeno un attaccante di riferimento nei ruoli mancanti di ala piccola e centro titolare. Caratteristica che non appartiene né ad Eyenga né ad Anosike, ai quali però il club di piazza Monte Grappa ha concretamente iniziato da qualche giorno a cercare alternative col profilo "alla Wells".
Giuseppe Sciascia
simon89
Il successore di Eric Maynor potrebbe essere Jake Odum.
La lista dei candidati a occupare uno dei posti più delicati del quintetto di Attilio Caja si è ridotta da cinque a tre nomi: tra loro emergerebbe anche il profilo del playmaker americano classe 1991, proveniente dalla Basketball Bundesliga, nella quale ha militato - nel corso dell’ultima stagione - tra le fila dell’Oliver Wuzburg, club che si è classificato 14° su 18 squadre. 193 centimetri di altezza, un passato al Paok Salonicco, realtà che gli ha dato la possibilità di giocare anche l’Eurocup, e al Medi Bayreuth, sempre in Germania, Odum è stato giocatore di livello al college: le quattro stagioni trascorse a Indiana State University, concluse con un record di 79 partite vinte e 55 perse, gli sono valse l’entrata in diverse classifiche “all-time” dell’ateneo che ha formato anche una leggenda come Larry Bird: punti (5° posto), assist (2° posto), palle rubate (4° posto), tiri tentati e minuti giocati. Non scelto al Draft Nba del 2014, il play originario di Terre Haute ha optato per la carriera europea: nell’ultimo campionato con la canotta del Wuzburg (33 partite) ha totalizzato 15,3 punti in 31,3 minuti di media, con il 52% da 2 punti, il 39,3% da tre, 5,7 assist e 1,2 palle rubate.
Che sia lui l’uomo giusto con il quale chiudere la questione, oppure un altro della “triade” di “prescelti”, certo è che la questione playmaker nelle prossime settimane sarà prioritaria per la società: solo una volta trovato il titolare nello spot di “1”, Varese valuterà gli sviluppi delle situazioni che riguardano Eyenga ed Anosike.
Fabio Gandini
simon89
Openjobmetis: il sì è arrivato.
Il consiglio d’amministrazione della società gallaratese ha dato l’assenso alla prosecuzione del rapporto con la Pallacanestro Varese: il network di agenzie interinali sarà il main sponsor per un’altra stagione sportiva, la quarta consecutiva di una storia iniziata nell’estate 2014. Si chiude così una trattativa oltremodo lunga e laboriosa tra due realtà non certo ai primi approcci fra loro, anche se è vero che un esito positivo della vicenda non è mai stato messo in discussione dai dirigenti biancorossi, almeno pubblicamente. Stretto il riserbo sulle cifre dell’accordo, che non dovrebbero tuttavia discostarsi più di tanto da quelle erogate - complessivamente - da Openjobmetis nelle scorse annate (caratterizzate da una base di partenza corroborata da “contributi” in corso d’opera). La comunicazione ufficiale dell’intesa dovrebbe essere questione di ultime firme e, dunque, di pochi giorni.
Per un negoziato che si chiude, un altro continua alacremente: quello tra Gianfranco Ponti e Varese nel Cuore. Nella giornata di ieri si sono incontrati gli avvocati delle due parti, per limare i punti di disaccordo ancora esistenti e giungere a un terreno comune - che darebbe definitività all’affare - entro il 4 luglio, data originariamente prefissata per il “closing”. Intanto viene meno un passaggio formale non di poco conto: l’assemblea dei soci di Varese nel Cuore, convocata inizialmente per la giornata di oggi e necessaria a dare l’assenso all’entrata dell’imprenditore angerese nelle quote della Pallacanestro Varese, non si terrà, stante il fatto che Ponti - per il momento - non acquisirà alcuna partecipazione azionaria, “limitandosi” a entrare nel cda biancorosso e alla gestione del settore giovanile.
Fabio Gandini
simon89
Attilio Caja non si spaventa di fronte ad una Pallacanestro Varese che partirà sulla carta nelle retrovie della serie A, almeno stando alla classifica dei budget. Il tecnico pavese ribadisce la piena fiducia negli operatori di mercato che stanno costruendo il roster e confida che lavoro e coralità possano spingere il club biancorosso a massimizzare i suoi talenti: «Partire da dietro non mi spaventa, né mi fa paura giocare contro avversarie che sulla carta hanno più qualità, se dalla mia parte ho gente motivata e elementi di buone qualità atletiche che hanno voglia di crescere. Ho massima stima nelle capacità di Bulgheroni e Coldebella nelle scelte di mercato: tra noi c'è un ottimo rapporto basato su un dialogo costante, mi fido del loro fiuto e io farò del mio meglio per assemblare il materiale umano in palestra».
Dunque più che sui soldi si farà leva su collettivo e disponibilità al lavoro? «Facendo leva su mentalità, attitudine e spirito di squadra qualcosa di buono tireremo fuori - spiega. Sono consapevole delle difficoltà nel puntare su giocatori non affermati e non di prima fascia, la mia presunzione è che con la forza lavoro alla fine dell'anno varranno come e più dei più blasonati, come è capitato nel finale del 2016-17 tant'è che ora facciamo fatica a tenere i giocatori che hanno migliorato il loro status».
Quali sono le carte vincenti da giocare sul mercato? «Offriamo una piazza dove i tifosi spingono i giocatori a dare più del loro valore e una so- cietà che mette ognuno nelle miglior condizioni per lavorare. Chi sceglie Varese deve farlo con l'orgoglio di giocare al PalA2A, non perché è un ripiego: non vogliamo essere la caita di riserva per scontenti, ma accogliamo gente affamata per cui ogni partita sarà una battaglia e ogni allenamento un investimento per il futuro».
Quindi Eyenga e Anosike resteranno solo se convinti di farlo? «Le parole fanno piacere, ma devono dimostrarci con i fatti la loro voglia di rimanere: sarò eternamente riconoscente per quello che hanno fatto nella stagione passata, ma se gli obiettivi non collimano ognuno andrà per la sua strada senza rancore. Non possiamo permetterci di andare tutte le sere a cena in un ristorante stellato, ma ci sono osterie o trattorie dove si mangia altrettanto bene senza dove rimpiangere quel che non si può fare».
Quindi fiducia nella possibilità di disputare una stagione positiva anche con risorse limitate: «Nello sport conta il concetto di massimo relativo e non di assoluto: per vivere serenamente la stagione alle porte dobbiamo puntare a fare il meglio possibile rispetto al potenziale a disposizione. A Varese i tifosi valgono punti in più in classifica e la società onora regolarmente gli impegni: premesse ottime per lavorare, senza pensare che a ogni giocatore ingaggiato ce n'è uno migliore che non abbiamo preso, e dando tempo di crescere a un gruppo che darà sempre il massimo ogni giorno».
Giuseppe Sciascia
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