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Adrenalina Avramovic


simon89
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Adrenalina a mille per Aleksa Avramovic dopo un derby da protagonista assoluto: se Cameron Wells è stato MVP per continuità ad alto livello della partita contro Milano, la guardia serba è stato il jolly che Attilio Caja ha pescato nella manica da calare in corsa per spaccare la partita con i suoi 18 punti in 23'.

Davvero una grande emozione per l'atleta del 1994, che ha ribadito la sua empatia con i tifosi varesini.

«Una grandissima serata per noi e per il pubblico: Varese non batteva Milano da quasi 5 anni, la gente ci ha dato una spinta incredibile e noi abbiamo messo in campo un'energia pazzesca. Ma sono i frutti del lavoro fantastico che avevamo svolto in allenamento nelle ultime settimane a dispetto delle sconfitte contro Virtus Bologna, Brindisi e Torino; le ultime due vittorie esaltanti ci ripagano di tante frustrazioni».

Vittoria costruita sulle basi della difesa, che resta la vostra certezza principale...

«Venezia e Milano sono le due migliori squadre del campionato per talento e fisicità; abbiamo dimostrato con i fatti che possiamo battere chiunque se ci prepariamo con meticolosità in allenamento e poi scendiamo in campo con l'entusiasmo e la passione che abbiamo messo sul piatto nel derby. Ci siamo meritati l'impresa con una grandissima difesa: l'EA7 veniva dai 102 punti segnati contro il Maccabi. noi li abbiamo tenuti a 72, consapevoli che era l'unico modo per provare a batterli».

Insomma questa operaia Varese non è poi così scarsa come dice la classifica...

«Abbiamo perso male soltanto la prima contro Venezia, nella quale l'emozione ci ha un po' frenato, e poi contro Sassari all'ottava giornata. In tutte le altre partite abbiamo giocato al massimo della nostra energia, al di là di qualche errore che ci ha impedito di raccogliere quanto avremmo meritato; i frutti della nostra crescita si sono visti nelle ultime due partite».

Lunedì è tornato ad uscire dalla panchina e la sua scarica di energia è stata determinante: è il ruolo nel quale si sente più efficace?

«Chi esce dalla panchina deve dare il massimo e soprattutto riuscire ad avere impatto in fretta, per dare fiato ai titolari ridando loro la carica giusta. E il mio lavoro, ho cercato di entrare subito in partita, ho messo i primi due tiri aperti e ho preso fiducia. Dopo la prima metà di stagione molto negativa al tiro ho ritrovato ritmo da fuori, credo in me stesso e ho iniziato a segnare con continuità. Il tiro da fuori è solo questione di allenamento; qui tutti si fidano di me e nonostante le percentuali negative hanno continuato a ripetermi "tira senza preoccuparti delle statistiche". A Venezia è toccato a Tambone essere protagonista, lunedì è toccato a me».

Con che spirito si guarda verso la trasferta di Cantù?

«Per noi ogni partita è difficile ma nessuna è persa in partenza: abbiamo battuto i campioni in carica e l'unica italiana in Eurolega, questo aumenta la nostra autostima ma non ci toglie la consapevolezza che dobbiamo affrontare qualsiasi avversaria giocando col 100 per cento dell'intensità e della concentrazione. Se riusciremo a farlo di nuovo lunedì a Desio potremo mettere in difficoltà anche Cantù».

Giuseppe Sciascia

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