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Che spasso! Più forti dell'influenza e più forti del budget


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nei bilanci domina Milano, ma sul campo domina Varese. Il derby numero 164 ribadisce il trend stagionale opposto tra le due facce diverse del basket lombardo. Anche con le gambe molli per l’influenza che aveva “serpeggiato” in spogliatoio nel pre-partita Varese corre, ride e si diverte, mostrando come il suo basket frizzante e reattivo possa valere di più della “paludatissima” EA7 dove i muscoli valgono meno delle gambe e del cuore della truppa di Vitucci. Nella giornata in cui Siena e Sassari mostrano di aver raggiunto un rendimento elevatissimo in grado di tenere il passo della fuggitiva Cimberio, il parquet di Assago consacra lo “status” da grande dei biancorossi, capaci di imporre la loro pallacanestro arrembante anche contro un’avversaria fisicamente molto più stazzata come Milano. Non è una novità visto che anche Siena e Cantù - le precedenti realtà da Eurolega già battute a Masnago - erano state “messe sotto” dalla intensità “cannibale” sui palloni vaganti profusa da una squadra che ha voglia di guadagnarsi ribalte sempre più prestigiose. Ma la conferma in formato esportazione vale doppio, così come vale doppio aver instillato ulteriori “tarli del dubbio” nella testa di quella che - a prescindere dall’attuale situazione di crisi a dispetto della “settimana delle forbici” per Cook, Hendrix e Frates - resta per potenziale economico l’ovvia favorita per lo scudetto 2012/2013. Parola proibita? Ai playoff mancano ancora quasi 6 mesi e prima di bocciare definitivamente l’EA7 bisognerà attendere i prossimi atti del “restyling” in pieno svolgimento (arriveranno un lungo da mettere dietro a Bourousis - con ogni probabilità Radosevic - e un play per rimpiazzare Stipcevic, nella nota della spesa la priorità dopo ieri è un elemento con le gambe fresche perché Green e Banks hanno banchettato in lungo e in largo in penetrazione). Però quel che ha confermato il raid di Assago è che oggi, qui ed ora Varese è una realtà di valore assoluto: tutti sanno quel che farà la squadra di Vitucci, ma tra il dire… e il fermarla c’è di mezzo un playmaker magari non scintillante ma di grandissima personalità e leadership come Mike Green, ed una batteria di[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]esterni che può nascondere per 11 giornate il cristallino talento realizzativo di Adrian Banks salvo farlo “deflagrare” contro Langford ed Hairston nella sfida più attesa dai tifosi di Varese. Ora il popolo biancorosso “non ci sta più dentro” e vittoria dopo vittoria si spella le mani e scalda le ugole (davvero grande[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]gioia nell’area dei supporters al seguito) sognando traguardi che società e staff tecnico tengono a rigorosa distanza. Perché comunque il primato della Cimberio è costruito giorno per giorno, col piacere di stare insieme per un obiettivo comune in un ambiente che carica la squadra con grande entusiasmo ma senza pressione ed una società che dà gli “input” giusti per tenere alta la tensione agonistica ma senza uscire dal seminato. E il derby di ieri ha mostrato proprio le due facce diametralmente opposte tra una Varese che gioca insieme con il sorriso sulle labbra, e una Milano che vive di individualità e mostra sempre un piglio “impiegatizio”. La differenza è sostanziale e la classifica la fotografa in maniera impietosa, anche se restano due interrogativi a turbare il bellissimo Natale biancorosso: i due sponsor di maglia mancanti all’appello per chiudere il budget smetteranno di tormentare i pensieri di una società che si gode il presente ma ha qualche preoccupazione per il futuro, e la formula dei playoff al meglio delle 7 partite già dai quarti di finale - voluta lo scorso anno anche da Cecco Vescovi - non rischierà di essere un boomerang nelle sfide ogni 48 ore contro “big” meno brillanti ma più profonde? Da qui a maggio 2013 di tempo ce n’è, dunque godiamoci questo esaltante Natale sul tetto del basket italiano...[/font][/size][/size][/font][/color]

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