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Cimberio Varese 78 - SAIE3 Bologna 61


Nicolò Cavalli
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Al cospetto della peggior versione della storia delle Vu Nere, i ragazzi di Vitucci, tra accelerazioni e sporadici scricchiolii, incamerano due punti e mantengono la vetta della classifica. Una partita senza molto mordente serve per smaltire le tossine della Coppa Italia e consente un approccio morbido alla lunga volata di primavera. Direzione play-off, e quest'anno per giocarli da assoluti protagonisti.

[i][b]Parola d'ordine: sbraniamoli. [/b][/i]La Cimberio, galvanizzata dalla [i]standing ovation [/i]preventiva e dall'affetto dei suoi tifosi (“nessun rancore” per la Coppa persa all'atto conclusivo), affonda inesorabile la lama nella difesa felsinea: 8-2 con un super Dunston sugli scudi. La SAIE3 si affida al duo Poeta-Gigli per mantenere il contatto, Polonara vola ad alta ed Ere si incunea agilmente sotto canestro per il 13-7. Il gioco delle Vu Nere è un paio di gradini sotto la decenza, ma coach Finelli tarda ad interrompere il gioco con un time-out: ben per Varese che nel frattempo tocca la doppia cifra di vantaggio. All'ennesimo centro di Dunston (21-7), seguono la rubata con canestro sotto mano di Banks e due eterei sprazzi bolognesi. Al primo mini intervallo i padroni di casa veleggiano sul 25-11.

[i][b]Fumata bianca. [/b][/i]Un ritorno sul [i]parquet [/i]sonnolente propizia uno 0-5 e due palloni persi: Vitucci – indicato dalla curva Nord come futuro Papa – invita i suoi a un minuto di meditazione. La Virtus, con l'inossidabile Mason Rocca a disegnare “gancioni” d'annata”, sembra molto più reattiva e obbliga il secondo quintetto della Cimberio a fare gli straordinari in difesa. La verve di De Nicolao, la quinta (!) schiacciata di Dunston e il contropiede di Sakota ristabiliscono le gerarchie nonostante qualche scelte in attacco discutibile: il tabellone dice 31-20. Ere, caldissimo dall'arco, spende troppo presto il terzo fallo della serata, però Rush non fa sentire la sua mancanza con la scintillante serpentina che vale il più quattordici. La SAIE3 trova qualche punto con Hansbrouck (il classico [i]yankee [/i]che scende in campo con il piglio entusiasta di uno che deve andare a portare il secchio del vetro in fondo alla via in inverno), i biancorossi insegnano ai dirimpettai il mestiere con uno show firmato Green&Banks. Il 45-28 di fine metà gara vale più di una lista di giudizi tecnici ma non chiude i conti.

[i][b]In preda allo smarrimento. [/b][/i]Quello che in NBA si definisce gergalmente [i]garbage time [/i](tempo della spazzatura, di solito relegato agli ultimi scampoli di partita) si materializza a inizio ripresa. Varese fa troppa accademia e getta palloni in tribuna, Bologna prende e tira senza oculatezza. Poeta, uno dei pochi a crederci, si mette in proprio per accelerare il tabellino (50-34), i nostri sbagliano l'inpensabile prima di ridestarsi grazie a Green. La rottura prolungata rianima progressivamente gli abulici ospiti, con Gaddefors che si leva la polvere di dosso con sette punti ravvicinati: 52-43. Il contropiede di Minard (un sanguinoso 2+1) fa perdere le staffe a Vitucci, al secondo time-out del terzo quarto, ma non sveglia i dormienti varesini. La tripla del baby Imbrò scrive un assurdo meno tre, i tiri di Banks e Talts sono inguardabili, Smith sbaglia il libero del possibile pareggio. Il 2/2 dalla lunetta di Green non viene bissato da Sakota, a segno a sirena già suonata. 54-51 e tutti pronti per un ultimo quarto di battaglia.

[i][b]Un fuoriclasse dell'area colorata. [/b][/i]Sakota si ricorda di essere un tiratore e fa ciuffo dal perimetro, Ere serve un assist pregevole a Dunston, il colosso si conferma in stato di grazia dalla media distanza: il collettivo rigurgito d'orgoglio conduce al 61-52. La paura della rimonta svanisce piano piano, con un Green bravo a riprendere le redini del match (decisiva la sua tripla del 69-55) e con i senatori a completare l'[i]iter [/i]di acquisizione dei due punti[i]. [/i]La SAIE3 si disunisce e ritorna nei suoi ranghi mediocri, alla Cimberio basta un ritmo soft per chiudere la pratica senza patemi. Sul 75-59 è tempo per il secondo “tutti in piedi” del tardo pomeriggio: la coppia Green e Dusnton viene subissata di applausi dai quattromila del PalaWhirlpool.


Domenica Varese cercherà la sua consacrazione nella trasferta di fuoco a Desio. Contro gli storici rivali di Cantù, il pronostico è apertissimo. Nella settimana pre-elettorale, come è noto, le proiezioni e gli [i]exit pool [/i]non sono consentiti. Allora meglio andare tutti a casa con la “Canzone mononota” di [i]Elio e le storie tese [/i]a tenerci compagnia. Chissà che tra sette giorni non si possa cantarle di santa ragione ai cugini...

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