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Cimberio Varese 92 - Angelico Biella 82


Nicolò Cavalli
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Ci sono modi e modi per incamerare i due punti. Con sensazioni e stati d'animo che vanno ben oltre il risultato scritto sul tabellone. La gioia di Varese stasera è racchiusa in un giro di campo infinito a fine gara, con il sapore del primato solitario ad addolcire la domenica. Vittoria concreta e meritata, con il bel gioco ad alternarsi agli scivoloni: ma questa volta l'elemento preponderante è indubbiamente il primo. Perché di fronte l'Angelico si mostra, con sorpresa, squadra vera e dotata di discrete individualità. Al cospetto dell'inesorabile legge di Masnago, però, porta a casa solo pacche sulle spalle.

[i][b]Biella prova a stare a contatto. [/b][/i]La Cimberio comincia con il piglio giusto il “quasi-derby”, trascinata da un Ere perentorio fino al 7-2. L'Angelico, rivoluzionata rispetto alla gara di andata nettamente persa a novembre, trova fiducia con i tiri puliti di Johnson e Rochestie: pari a quota 11. Green si muove a scartamento ridotto, così tutta la manovra prealpina sembra improntata alla casualità. Varese si redime con tre belle difese e ritrova la via del canestro (18-13) con sue due effettivi tipicamente discontinui: Banks e Sakota. Trey Johnson agguanta la doppia cifra e fa scattare in piedi Vitucci, infuriato per alcune scelte opinabili sui due lati del campo. Un primo quarto, combattuto e godibile, si chiude con la tripla di Banks che scrive il 23-18.

[i][b]Torna il basket champagne. [/b][/i]Nello scontro tra numeri 7, il veterano Soragna (come sempre salutato al PalaWhirlpool con la stessa simpatia con cui si accoglie il controllore sul treno mentre si sta leggendo) porta a scuola Rush, però il secondo quintetto di Varese – orchestrato da De Nicolao e con Banks primo violinista – ha una marcia in più: 29-22. La partita si alza di tono con i canestri a raffica degli [i]yankees [/i]di Varese e del biellese Pinkney. I ritmi alti, lo sappiamo, sono il companatico prediletto della squadra di Vitucci, brava a riempirsi la pancia con segnature facili di tutti i ragazzi per il 40-28 di metà periodo. Coach Cancellieri, all'ennesimo dardo di Ere, è costretto a rifugiarsi nel secondo time-out di giornata per placare la fuga della capolista. Johnson riappare sul tabellino con due fiammate (43-34), Polonara risponde con altrettante triple tra il tripudio di Masnago: tutti in piedi per l'esordio di Bruno Cerella. La pioggia di canestri continua imperterrita e l'ombrello rosso-blu dei piemontesi è pieno di buchi. Anche il buon Cerella, pur tra qualche tremore, può festeggiare dalla lunetta i primi punti del campionato. All'intervallo lungo la Cimberio guida 55-40.

[i][b]Ere e Banks scacciano i fantasmi della rimonta. [/b][/i]La circolazione di palla del quintetto di casa è quella dei bei tempi: dentro fuori, ribaltamenti dal perimetro, passaggi ciechi, via aperte per le scorribande fino al ferro. Poi, d'un tratto, un'amnesia collettiva riaccende le sorti del match. Un'inspiegabile serie di errori dalla lunetta dei ragazzi ridà vigore al duo di guardie Rochestie-Johnson, abili a ricucire fino al 61-46. Green continua nella serata no e si vede comminare un inutilissimo fallo tecnico, così l'Angelico torna a sperare. La pessima abitudine, che Varese non si sa levare di dosso, di ringalluzzire gli avversari tramortiti, si palesa ancor più forte con il contropiede, foriero di un 2+1, concesso all'attempato Tsaldaris: 62-55. Banks è letale dalla media, quindi Ere, con una rubata e una schiacciata in potenza mortificata dall'antisportivo di Mavunga, rimette il “freccia biancorossa” sui binari giusti. La scarsa verve dalla lunetta (nel periodo un magro 8/16) tiene il tabellone ancora in equilibrio, ma la tripla di Ere sulla sirena – suggerita da una magia di De Nicolao – è una mazzata per Biella. Sul 72-59 di fine periodo il folto gruppo di fan ospiti, rumorosi ma non più in stile orde barbariche come un tempo, non può che ascoltare il nefasto coro “serie B, serie B”.

[i][b]Primato solitario. [/b][/i]La squadra di Cancellieri non è doma e, con i nuovi ruggiti di Pinkney (alla fine autore di ben 28 punti e 10 rimbalzi), si riporta a meno dieci, 74-64. Se il biellese Raspino è giovane e titubante, Rush è parecchi gradini sotto la sufficienza: dai suoi disastri il fanalino di coda della massima serie trova la linfa per creare patemi alla capolista. Lo scarto fa l'elastico fra i sette e i nove punti, con Johnson a controbattere ai ciuffi di Sakota. La Cimberio non riesce a fuggire, trovandosi nelle strette maglie di una difesa ospite improvvisamente tenace. Sul quinto fallo, dubbio, di Jurak, l'Angelico perde i suoi equilibri e barcolla definitivamente sotto i colpi di Dunston ed Ere.

Alla notizia della concomitante sconfitta di Sassari ad Avellino, le grida di gioia possono levarsi al cielo. Domenica prossima la passione del popolo varesino proverà a sospingere i propri beniamini nella difficilissima sfida al vertice contro il Banco di Sardegna. Un'occasione ghiotta per vedere all'opera le due splendide sorprese della serie A. E per sperare che i sogni di primato durino fino a maggio.
Planando sul Mar Mediterraneo e posandosi dolcemente sulle Prealpi.

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