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Fortitudo battuta a Masnago. Openjobmetis, 103 punti per la festa salvezza


simon89
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Quello che non era arrivato il giorno della Resurrezione, è accaduto in quello della Liberazione. Varese è salva, Varese resta in Serie A, Varese centra un obiettivo che sembrava tornato difficile dopo 28 gare in cui è accaduto di tutto. Varese trionfa, in un certo senso, prendendosi anche un po’ di lussi: quello di segnare 103 punti in una partita, quello di segnare da tre punti con il 56%, quello di mandare a referto sette uomini in doppia cifra. Quello di inguaiare una avversaria storica, la Fortitudo Bologna, ancor più sull’orlo del baratro dopo il 101-92 incassato in una Masnago che riassapora la gioia di fare festa.

Ci voleva, una serata del genere, addirittura con un finale “tranquillo” dopo che per quasi mezz’ora il testa-a-testa era stato snervante. Canestro da una parte, prodezza dall’altra, rimbalzo d’attacco di qua, assist di là senza che nessuna delle due contendenti riuscisse a forzare un vantaggio solido. Poi però la partita della Openjobmetis è sbocciata definitivamente: in occasione di un paio d’incertezze biancoblu, la squadra di Seravalli ha capito di poter scappare trovando mani bollenti tra i suoi tiratori.

Keene, certo (26 punti), Woldetensae pure, i baltici ovviamente e addirittura De Nicolao che nella serata più importante chiude con 3 su 3 dall’arco. Il segnale che per Bologna la spallata era troppo forte, e così nei minuti finali i biancorossi sono volati sino al +17 imbucando il pallone da ogni punto del campo. Ma anche Reyes merita una sottolineatura: il giocatore “meno amato” dell’era Roijakkers si prende una rivincita con una gara da urlo, 15 punti e 26 di valutazione. E anche chi non ha fatto canestro – i soli Caruso e Librizzi – hanno trovato il modo di dare il proprio contributo alla causa. Vittoria corale se ce n’è una.

Intorno, dicevamo, si scatenava la festa salvezza con ben oltre 4mila tifosi bollenti e impegnati in un duello “vocale” (ma anche molto corretto) con i tanti fans arrivati dalla città emiliana. Tanti, tantissimi i bambini e i ragazzi delle scuole e dei centri minibasket sugli spalti, cornice ancora più bella anche per questo in chiave futura. Un domani che ora Luis Scola e i suoi collaboratori potranno prendere di petto fin da subito, senza patemi d’animo particolari dovuti alle ultime due giornate di campionato.

Partite molto molto difficili – a Brescia e in casa con Sassari – ma da giocare liberi di testa e di cuore: chissà mai che arrivi qualche altra soddisfazione (e un piazzamento da spendere sul tavolo europeo). Intanto però, è tempo di tirare il fiato, rilassarsi, gioire e prendere appunti, per non ripetere un domani una stagione totalmente folle come questa.

PALLA A DUE

Quintetto rivoluzionato per Alberto Seravalli che tiene seduti De Nicolao e Sorokas, dando a Keene la regia, a Wolde e Reyes il quintetto e a Vene il compito di marcare il gigante Groselle, una mossa che ha ricordato quella di Brindisi su Perkins. La Effe è senza l’infortunato Feldeine e si presenta in campo con quattro stranieri accanto ad Aradori, accompagnata da circa 300 tifosi (3 i pullman della “Fossa”). Masnago caldissima, cornice d’altri tempi, ma tutto nel segno della correttezza.

LA PARTITA

Q1 – Naso avanti di Varese nelle prime battute ma Kigili subito agile a rientrare e passare davanti con un Charalampopoulos subito molto caldo (sarà una costante). Gli attacchi hanno la meglio sulle difese, Reyes si fa vedere, consueto buon avvio di Beane e punti distribuiti. Alla prima pausa è 24-25.

Q2 – Nel secondo quarto la Fortitudo appare un po’ più concreta e in un paio di occasioni prova ad avere uno spunto migliore toccando il +5. Brava, nella circostanza, anche la OJM ad avere la pazienza di rientrare nonostante un terzo fallo di De Nicolao arrivato prestissimo (poco più di 13′). Piace Reyes sui due lati del parquet, piace ancora di più Keene che scalda la mano e piazza un controbreak con cui Varese torna a condurre. Un vantaggio che non dura perché proprio il play si palleggia sui piedi sull’ultimo possesso e permette il contropiede di Charalampopoulos per il 45-45.

Q3 – Nel terzo periodo arriva anche la raffica firmata da Woldetensae, zero punti nei primi 20′, 11 nella frazione successiva all’intervallo lungo. Neppure questo, però, basta a staccare una Kigili che risponde colpo su colpo, almeno fino al 28′ quando De Nicolao sigla il 68-66 con una tripla dall’angolo. Poi il play commette quarto fallo e manda Procida in lunetta: l’ex canturino però fa solo 1/3 e Varese capisce che, forse, la Effe non è così salda come si temeva. Negli ultimi 2′ Varese costruisce un +7 (76-69) che vale platino con prodezze di Wolde e del solito Keene.

IL FINALE

E qui, altro capolavoro Openjobmetis: con il primo possesso del quarto Reyes allunga a +9 e toglie un altro pezzetto di sicurezza alla Effe che a quel punto inizia a forzare al tiro e fatica a trovare punti. Masnago è un pandemonio ed esplode quando i biancorossi aprono le ali: segna da 3 Sorokas (dopo rimbalzo offensivo di Librizzi), segna di nuovo Keene da lontanissimo e in poche mosse il punteggio arriva addirittura a +17, massimo vantaggio (94-77). Non può finire così, perché gli ospiti hanno qualche colpo di coda ancora in serbo per riavvicinarsi ma il divario è troppo grande per creare brividi. E quando Beane inchioda una schiacciatona delle sue, per Varese è solo festa.

Damiano Franzetti

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