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Galbiati vice allenatore. La prima mossa che non ci convince della nuova Openjobmetis


simon89
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Paolo Galbiati è il nuovo vice-allenatore della Pallacanestro Varese. La trattativa durava da un po’, non è mai stata improntata su un ruolo da head coach ma alla fine si è sviluppata per la “posizione” di primo assistente del nuovo tecnico, il 40enne americano Matt Brase.

Galbiati in carriera vanta una, per certi versi, incredibile vittoria da esordiente in Coppa Italia con Torino, è milanese di Vimercate e ha 38 anni, quasi coetaneo di Brase. Arriva da un biennio a Cremona ma con la Vanoli è retrocesso al termine della scorsa stagione agonistica. Varese lo ha cercato perché voleva un allenatore con esperienza da “primo” in Serie A, preferendo un profilo giovane rispetto alla figura da “senior assistant” che in passato hanno adottato diverse altre squadre.

Una mossa, quella del duo Scola-Arcieri che – lo diciamo in modo cristallino – è la prima che non ci convince della nuova gestione. Nulla di personale, ci mancherebbe, ma per diversi motivi ci sarebbe piaciuta una scelta differente. Innanzitutto Galbiati è appena retrocesso come abbiamo già detto, e lo ha fatto con largo anticipo rispetto alla fine del campionato. A Varese, in match decisivo, Roijakkers e i suoi giocatori fecero a fettine la Vanoli e nel dopo partita l’allenatore cremonese non nascose le critiche ai suoi giocatori, come anche fatto in altre circostanze. Insomma, ci saremmo (già allora, da avversari) attesi almeno un’autocritica o magari una dimissione anticipata, che forse anche a Cremona qualcuno si attendeva.

C’è chi, in questi giorni, ha obiettato: “Però l’anno prima fece bene”. Nì, perché la versione precedente della Vanoli arrivò sì al decimo posto in Serie A ma chiuse la stagione a 22 punti, appena 2 in più della tanto vituperata e martoriata Openjobmetis di Bulleri. In pratica la differenza tra le due squadre fu la mancata vittoria di Varese con Treviso, due punti scippati dall’arbitro Paternicò per l’antisportivo a Scola.

E ancora: mettere un vice ingombrante come Galbiati alle spalle di un esordiente assoluto per l’Italia ci pare un po’ pericoloso. Perché se Brase dovesse perdere qualche partita in avvio, sarebbe semplice – almeno per una parte dell’opinione pubblica – mugugnare e sottolineare che, al limite, un ricambio sarebbe già in casa. Ecco: non proprio la situazione migliore per un coach americano intento a ingranare in un mondo nuovo (parte dell’opinione pubblica che ciclicamente sostiene che “sarebbe meglio fare un anno di A2 piuttosto che una Serie A da salvezza risicata. Citofonare a Cantù per sapere quanto è bello il torneo cadetto…).

Galbiati gode comunque di grande considerazione a livello nazionale, tanto da essere rimasto nello staff azzurro nonostante il cambio di guida tra Sacchetti e Pozzecco. Questo per dire che a livello tecnico il coach milanese ha indubbiamente qualità riconosciute e ciò è assolutamente positivo. Nella Openjobmetis prenderà anche incarichi relativi al “player development” (lo ha detto il gm Arcieri nel comunicato che ufficializza l’ingaggio), aspetto cui Scola tiene molto, come sappiamo. Proveremo quindi a dimenticarci che Cremona giocava meglio nella prima parte di stagione che nella seconda, lo scorso anno… il development insomma si è visto sino a un certo punto, diciamo così. (Sì, sappiamo anche che la Vanoli è stata particolarmente sfortunata tra infortuni e “rattoppi” deludenti a livello di giocatori. Le colpe sono di tutti, ci mancherebbe).

Paolo Galbiati, comunque, entra a far parte dello staff (da cui ufficialmente non è ancora uscito Alberto Seravalli: si vocifera di un pasticcio in casa Virtus Bologna, con contatti tra le alte sfere dei due club per risolvere la cosa…). E da questo momento godrà del tifo di tutti, noi compresi. Però, ecco, qualcosa in merito ci sentivamo di dirla.

GIOCATORI: COLBEY ROSS VICINISSIMO

A livello di giocatori, sembra quasi chiusa in positivo la trattativa tra Varese e Colbey Ross, funambolico play americano che lo scorso anno vinse il campionato ceco e disputò la Champions con Nymburk. 23 anni, bravo in penetrazione e nel servire i compagni, risponde a quel profilo giovane che la Openjobmetis cercava, avendo già nel ruolo una certezza come Giovanni De Nicolao. Ross sta giocando la Summer League di Las Vegas, ha fatto buone cose ma ben difficilmente sarà considerato a livello NBA. Scola e Arcieri, che si trovano al torneo del Nevada, sono pronti per andare ai dettagli.

Damiano Franzetti 

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