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Kristjan Kangur torna a referto. Sarà in campo solo se lo vorrà


[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]E’ il giorno del debutto di Maynor ma anche quello del ritorno di Kangur per una Openjobmetis che ritroverà a Cantù la sua “architrave tecnica” della costruzione originale del roster. Si tratterà di un rientro in punta di piedi dopo 3[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]

mesi di inattività agonistica ed a due mesi dall’intervento alla schiena necessario per rimuovere un’ernia discale; ma il ritorno a referto dell’ala estone - che sarà il nuovo capitano biancorosso dopo l’addio doloroso ma inevitabile
di Dawan Robinson - apre comunque prospettive importanti per la squadra di “coach Poz”. Di certo il lavoro compiuto dallo staff medico e dalla coppia Armenise-Bianchi per rimettere il giocatore del 1982 nelle condizioni fisiche e
mentali “ad hoc” per tornare in campo senza accusare il peso della seconda operazione alla schiena
nel giro di 12 mesi è stato davvero egregio, e le sensazioni di chi ha visto all’opera Kangur negli ultimi allenamenti sono quelle di un giocatore ormai prossimo al completo recupero. Ovviamente l’ultima parola sul suo impiego nel match del Pianella toccherà comunque al giocatore: se “KK” si sentirà pronto per garantire qualche minuto per allungare le rotazioni già stasera, allora “coach Poz” potrà contare su un effettivo in più con uno scartamento comunque ancora ridotto («Ma mi piacerebbe utilizzarlo anche solo per 30 secondi per togliergli di dosso la polvere» aveva affermato il tecnico dell’Openjobmetis). Altrimenti il “Dday” per la riattivazione dell’ala estone slitterà a domenica prossima nel match casalingo contro Pesaro, non dimenticando due vitali “istruzioni per l’uso”. La prima è quella relativa all’autonomia: dopo il sovraffaticamento dei 52 minuti anti-Reggio Emilia costato un infortunio
che ha condizionato in maniera evidente il cammino ascendente di Varese, soprattutto nelle prime settimane “KK” andrà dosato “con juicio”. La seconda è quella del ruolo: dopo la seconda operazione alla schiena in 12 mesi, probabile che l’atleta estone sia meno mobile sul perimetro, e dunque da “4/3” la sua evoluzione in “4/5” - considerando anche l’aggiunta di Eyenga al reparto ali in sua assenza - possa permettere a “coach Poz” di aggiungerlo alla rotazione dei lunghi con Callahan e Daniel. Varando un quintetto superatipico e interamente frontale per dipendere meno dalle lune (e dai limiti balistici) del centro ex Pistoia[/size][/font][/color]
 


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