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L'entusiasmo ha la sua fissa dimora


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una cosa è certa: l'entusiasmo ha fissa dimora a Masnago. Non importa se di fronte ci sia la Cenerentola del campionato, pur travestita da “negroni” che mostrano i muscoli e saltano come pantere, sugli spalti (foto Blitz) si fa festa, nemmeno fosse quella della Liberazione a guerra finita, segno d'un momento molto particolare della stagione nel quale la tifoseria avverte l'importanza di una intima vicinanza con la squadra per spingerla, con incalcolabile amore, lassù, nel paradiso finale. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Affetto chiama affetto, ebbene questa Cimberio se l'è, da tempo, costruito, cominciando dal primo raduno, cioè in tempi durante i quali predirle un avvenire così esaltante poteva sembrare un'utopia bella e buona se non una faziosità per partito preso. Un partito, invece, nel tempo, ingrossato di molti sostenitori convinti, soprattutto tra gli attendisti d'ogni stagione, persuasi presto dalla mirabile pallacanestro di Vitucci e dei suoi uomini che hanno riconsegnato grande prestigio al nome di Varese. Ora manca quell'atto finale, d'una Impresa, innominabile ma sognata. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque, come si diceva, al pubblico di Masnago basta anche una modesta Biella, ancorché non del tutto dimessa in campo, per esercitarsi in prove tecniche di festa attraverso un'esibizione di danzatrici-equilibriste all'intervallo e con un'ola prolungata come effetto speciale di un intrattenimento gioioso. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nell'apoteosi c'è pure spazio per un boato di felicità alla notizia della sconfitta di Sassari ad Avellino che libera Varese d'un condominio da primato molto scomodo proprio nell'attesa del confronto diretto di domenica prossima. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Già prima v'è stata una grandinata di applausi, propiziata dal debutto di Cerella, fors'anche temuto, a un certo punto della stagione, come un “oggetto misterioso” per problemi a un piede, dopo una lunga riabilitazione da un grave infortunio ma, ora e concretamente sul parquet, con la voglia di riprendersi il tempo perduto, accolto più trionfalmente di un conquistatore romano, di ritorno in patria da gloriose conquiste. L'ex Teramo non è ancora sceso in campo e già lo si porta in trionfo, segno di uno stato d'animo generale di grandi aspettative in un finale di campionato che si vuol vivere con elevate ambizioni grazie anche all'aggiunta presenza d'un atleta, considerato, per il suo potenziale valore, un effettivo rinforzo. In campo lo ha voluto Vitucci che, alla vigilia, bruciando i tempi di recupero, aveva messo pressione ai medici sociali per poterlo “liberare” sul parquet, anche solo per un paio di minuti, così è accaduto, almeno quanto è servito a fargli respirare un po' d' aria di agonismo puro. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il match con Biella, al di là del festoso contorno, è parso quasi un derby, come il punteggio ha mostrato per una Cimberio cui sono bastati, per regolare la propria pratica, intensi sprazzi di bella pallacanestro, interpretata da tutti ma, in primis, da quei biancorossi che ci hanno abituato alla loro mirabile titolarità, come Ere e Banks, tanto per citare due noti frombolieri. Per una volta non ha spadroneggiato l'asse Green-Dunston che, ai punti, ha perso il duello con l'accoppiata Johnson-Pinkney, grondante di segnature. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nulla di scandaloso, tutt'altro per l'indiscutibile play e per il delizioso “centro”, sempre piacevole da vedere quando si libera con energia sotto i tabelloni per concludere dolcemente, nell'occasione sotto lo sguardo di un tifoso in più e speciale come Charly Yelverton, campione della Mobilgirgi, laureatosi - come il centro biancorosso - alla Fordham di New York. Charly, che ora vive in Piemonte e che, da anni, non metteva piede al palasport, è ricomparso proprio per conoscere il pivot biancorosso il quale, come molti tifosi, non immagina le prodezze di cui era capace quell'asso, capace di stregare gli avversari e di incantare le platee nonché di stupire ogni volta, anche fuori del campo, per il suo modo d'essere così simpaticamente bizzarro. [/size][/size][/font][/color]

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