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La Openjobmetis ci prova ma non basta: alla fine vince Venezia


Varese non riesce a smuoversi da quota 6 punti in classifica e resta impantanata nelle zone caldissime della classifica dopo il KO rimediato al “Taliercio” di Mestre, contro una Venezia che ritrova il sorriso dopo una lunga serie di sconfitte e di guai assortiti (tra Covid e infortuni) chiudendo a proprio favore 40′ di testa a testa con i biancorossi. 86-77 alla sirena, un divario bugiardo visto che la Openjobmetis ha avuto (e sprecato) almeno due palloni del sorpasso a 3′ dalla fine o giù di lì, pagando poi a caro prezzo gli ultimi giri di lancette.

Nulla da fare quindi per la banda-Bulleri, alla quale va riconosciuto un miglioramento rispetto al crollo di sette giorni prima con Reggio Emilia, ma a cui mancano ancora dei pezzi per tornare a essere pienamente competitiva. L’assetto spostato all’esterno con l’innesto di Beane è servito a dare maggior dinamismo proprio con l’americano ma anche con un Ruzzier più tonico; al puzzle delle guardie però è mancato il tassello più importante, Toney Douglas. Proprio il flop dell’ex Knicks è però stato una zavorra per una squadra che avrebbe bisogno di maggiori certezze e invece è stata tradita dal 34enne americano e – in parte minore – pure da Luis Scola, appena 9 punti e un fallo a rimbalzo evitabilissimo nei minuti finali.


Senza troppi aiuti dai suoi veterani, la Openjobmetis ha provato a cavalcare il resto della truppa, trovando cose buone via via da Jakovics, Strautins (perché solo 19′?)e De Vico ma senza mai riuscire a costruire un vero break a proprio favore visto che i parziali positivi sono giunti tutti (questa è una cosa buona) per risalire e colmare il divario con la Reyer. A onor del vero, ci sarebbe anche da costringere l’arbitro Sardella a rivedere all’infinito l’assurdo fallo contro De Vico che – sul 78-77 – ha regalato due liberi facili facili a Daye in un momento cruciale. Ma, ecco, i problemi di Varese non si possono ridurre a un paio di fischi grami specie contro un’avversaria certamente superiore ma affrontata in un momento particolarmente difficile.

A questo punto l’incrocio con Treviso di settimana prossima diventa un bivio importantissimo: la De’ Longhi, squadra temibile, fa parte di quel gruppo di avversarie su cui Varese deve fare la corsa, e perdere altri due punti in casa non sarà ammesso. Speriamo che Babbo Natale porti quindi in dono qualche certezza e qualche arma in più nelle mani dei ragazzi di Bulleri, costretti anche stavolta a vedere i passi avanti di tante rivali in chiave salvezza.

PALLA A DUE
Anthony Beane e Luca Campogrande, fino a pochi giorni fa compagni a Roma, si ritrovano su due panchine diverse nel match tra Venezia e Varese. Bulleri lascia intatto il quintetto di settimana scorsa, con Ruzzier play (sfida in regia tra doppi ex con De Nicolao) e De Vico ala forte titolare. De Raffaele recupera Watt e lo manda sulle tracce di Scola. Fuori invece il temuto tiratore Bramos mentre Vidmar è a disposizione.

LA PARTITA
Q1 – La serie di triple sbagliate dall’Umana in avvio, fa da contraltare alla serie di palle perse da parte della Openjobmetis, motivo per cui il punteggio fatica a lievitare. Varese allora si muove con le triple (3) e scatta avanti 6-12 prima di pagare caro le incursioni di Tonut e le triple dell’ex De Nicolao. In difesa, i biancorossi lasciano troppi spazi e così alla pausa il tabellone dice 27-23.
Q2 – Si vede Fotu tra i lagunari ma pure Jakovics che propone uno sprazzo di grande valore e riporta in quota la OJM. Anche l’impatto di Beane non è da sottovalutare e così Varese riesce a replicare alle giocate di Tonut e De Nicolao I° fino a trovare il +2 con il nuovo arrivato prima della sirena (46-48).
Q3 – Varese prova allora a scacciare i “fantasmi del terzo periodo” visti troppo spesso allungando con Scola il vantaggio a inizio ripresa. Tentativo fallito perché la Reyer replica con un parzialone di 13-0 che ribalta l’inerzia del match. A differenza di altre volte però, i biancorossi stavolta reagiscono (Ruzzier meglio del solito), trovano anche qualche difesa e chiudono con uno svantaggio minimo, 64-62.

IL FINALE
L’inattesa tripla di Watt ricaccia indietro Varese che però replica con tre liberi di Strautins. Beane e De Nicolao (sui 24”) però sbagliano due tiri per il riaggancio e allora la più esperta Reyer prova ad affondare il colpo con Chappell e Daye la cui tripla sigla il +9 interno. Sembra fatta per i veneti e invece la OJM reagisce ancora, prima con un raro cesto di Douglas, poi con uno sprazzo di Morse (canestro e assist in corsa a Scola) che poco dopo uscirà per falli. Sotto di un punto, Douglas spreca due dardi pesantissimi mentre Venezia ringrazia un fischio pessimo: Daye sbraccia, De Vico si sposta e l’americano va in terra da solo, vedendosi però assegnare due liberi a favore. Sotto di 3 però Varese non ritrova la via del canestro e l’ultima spallata di Venezia è quella buona anche perché Douglas, Beane e Ruzzier hanno finito le munizioni. Tonut no, e fissa l’86-77 che finirà agli archivi.

Damiano Franzetti


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