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La Openjobmetis ha il “mal delle grandi”: contro la Virtus è ancora KO


simon89

«È tutto scritto» predicava Beppe Sannino in quegli anni magici del Varese Calcio. Una frase, quella del mister di Ottaviano, che calza a pennello quando l’Openjobmetis incontra una “grande” della Serie A, perché in ogni partita di questo tipo i biancorossi raccolgono un triste “referto giallo”, quello che va alla squadra sconfitta. È tutto scritto: accadeva anche lo scorso anno, succede regolarmente anche in questa stagione, e dopo Venezia (domenica passata) stavolta tocca alla Virtus Bologna lasciare Masnago con due punti in tasca e con un successo per 69-81.

Non che Varese non ci abbia provato: Hanlan e compagni hanno tentato di impensierire la squadra di Banchi (che, per inciso, ha impiegato 12 giocatori 12 di livello Eurolega) ma la Virtus non si è fatta intimorire. Bologna ha gestito bene i ritmi della gara, togliendo alla OJM la possibilità di correre e di alzare il numero dei possessi, poi ha messo in funzione la difesa di “prima serie” costringendo i biancorossi a un digiuno di canestri nell’ultimo quarto d’ora. Dopo che il punteggio era tornato in parità (51-51) e dopo aver sprecato qualche possesso per il sorpasso.

Per battere la Virtus gli uomini di Bialaszewski avrebbero avuto bisogno di scardinare la difesa con il tiro pesante ma Varese – un po’ per meriti altrui e un po’ per imprecisione propria – è stata costantemente sotto la propria media chiudendo con il 28% da lontano. Vanificando anche un buon lavoro in area dove Bologna ha vinto il confronto ma ha anche patito l’energia di Spencer, autore di una doppia-doppia (12+10) e migliore in campo per i padroni di casa.

Ai quali è – in parte – mancato l’uomo più atteso, Nico Mannion: il Red Mamba è troppo ben conosciuto dalla sua ex squadra e quando non ha trovato lo spazio per colpire con i suoi tiri (penetrazione e triple) non ha saputo cambiare ritmo e modo di giocare. Non che attorno a lui gli altri abbiano brillato, e così per le Vu Nere non è stato poi complicato mettere le mani sul match. Agevolate secondo noi (e secondo gran parte del pubblico) da certe scelte di Bialaszewski che lasciano perplessi: dalla spremitura del quintetto base nel terzo periodo (poi smontato poco dopo aver raggiunto la parità), ai cambi tra piccoli nel finale che hanno portato il trio Mannion-Hanlan-Moretti in campo insieme dopo, però, qualche dentro-fuori incomprensibile. Per non parlare della solita, stucchevole, ottusa gestione di Woldetensae ancora una volta rimasto a guardare a fronte dei 5′ inutili del bolso Young.

Il campionato riprenderà da Cremona, domenica prossima, in una partita più alla portata di Varese ma ovviamente non semplice visto che la Vanoli ha già trionfato alla Itelyum Arena. Prima però (mercoledì, 20,30) c’è la coppa contro un’avversaria che quest’anno può essere inserita tra le “grandi”, il Chemnitz imbattuto in Europa. Sarà la volta buona per riuscire a rompere questo tabù?

PALLA A DUE

Sono ancora oltre 4.700 i tifosi presenti a Masnago nonostante il divieto per gli ospiti contestato con uno striscione (“Trasferte libere”) in curva Nord. Alla presentazione applausi per i grandi ex Polonara e Dunston (boato), fischi copiosi per l’ex senese Hackett. Nessuna variazione in quintetto per Bialaszewski che continua a tener seduto Wolde; Banchi manda subito in campo l’ultimo arrivo Lomasz mentre l’altra novità Zizic entra di rincorsa.

LA PARTITA

Q1 – L’energia di Skylar Spencer dà alla OJM un bell’avvio: il pivot è pronto sugli scarichi e nel correggere gli errori degli esterni con Mannion francobollato da Pajola. Varese resta avanti per mezzo periodo, poi la precisione di Belinelli e la superiorità ospite a rimbalzo aprono un piccolo break. Moretti entra con il piede sbagliato e la sirena suona sul 20-27.

Q2 – Le triple di Moretti e Librizzi riportano a contatto la OJM (26-27) a inizio secondo quarto; Banchi non si scompone, ferma il gioco e trova in Abass – forse il meno celebrato dei suoi uomini – l’arma per ritornare a condurre con sicurezza. Quando Varese colpisce da fuori (Moretti), Bologna restituisce (Cordinier sui 24”) e così il divario torna a farsi più largo. Un paio di giocate di Hanlan valgono il riavvicinamento che sarebbe cosa fatta se Cordinier non segnasse di nuovo sulla sirena di metà gara dopo gli errori di Belinelli e Dunston: 40-47.

Q3 – Il distacco però permette a Varese di coltivare ancora speranze e i primi minuti del terzo quarto attizzano il pubblico, già abbastanza caldo per qualche fischio dubbio. Brown inaugura con una tripla, Hanlan segna in entrata e finalmente Mannion toglie il tappo dal canestro con un tiro pesante. Poi è ancora Brown con tre liberi a fissare la parità a quota 51 ma la OJM non approfitta degli ultimi passaggi a vuoto bolognesi e non affonda il colpo. E così la Virtus si riorganizza, torna a segnare e con una serie di canestri pesanti del solito Belinelli allunga nuovamente sino al 56-64.

IL FINALE

Da questo break Varese non risalirà più: quando Bologna non ha sbocchi sul perimetri si appoggia a Zizic infallibile da sotto (7/7), Mannion continua a entrare a testa bassa ma gli scarichi su Ulaneo non portano grandi risultati (il lungo spreca tantissimo dalla lunetta) e nemmeno il quintetto con i tre piccoli riesce a dare una scossa. Anche perché per arrivarci Bialaszewski usa rotazioni cervellotiche che fanno arrabbiare di brutto il pubblico. L’ultima palla buona arriva a McDermott: tiro da tre piedi per terra per il -5 finito sul ferro con una manciata di minuti da giocare. Bandiera bianca, finisce 69-81.

Damiano Franzetti

 


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