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La Openjobmetis piazza il blitz anche a Napoli e aggancia la zona playoff


simon89
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Attenta, paziente, aggressiva e cinica al punto giusto. Anche in un PalaBarbuto ricco di trappole (Napoli in rottura prolungata, pubblico pronto a sostenere i suoi beniamini, Keene in battibecco perpetuo con le tribune), la Openjobmetis trova la strada giusta per vincere. 74-82 il finale a favore di Varese che a questo punto “completa” in qualche modo il rimbalzo dal fondo della classifica e – con 20 punti in tasca – aggancia il treno delle squadre in zona playoff.

Una sorta di contrappasso per i padroni di casa: all’andata era stata proprio Napoli a mettere in evidenza tutte le contraddizioni di una Varese impantanata da ogni parte. Questa volta i biancorossi hanno reso il favore e a farne le spese è stato Pino Sacripanti, esonerato 5′ dopo la sirena di fine gara mentre il suo collega Johan Roijakkers – uno per cui abbiamo terminato gli aggettivi – raccontava di come si può vincere in tanti modi. Quello scelto stasera ha due punti chiave: la fuga non appena la Gevi ha sbandato nel secondo quarto, e la resistenza quando invece a faticare sono stati Vene e compagni. Nel cuore della terza frazione, con il fiato sul collo dei padroni di casa, Varese ha respinto il tentativo di ribaltone, ha riallungato ed ha apparecchiato per un quarto periodo non facile ma piuttosto in controllo.

A fare da comune denominatore di entrambi i momenti un uomo in particolare, Tomas Woldetensae, che esce dal Palabarbuto di nuovo con la palma del miglior marcatore con 19 punti (e del migliore in campo), otto giorni dopo la prova analoga offerta da Cremona. Incredibile come l’ultimo arrivato – giovane, italiano e relativamente inesperto – sia così decisivo nel sistema di Roijakkers. Tanto più in una serata nella quale i leader designati hanno palesato qualche problema: nervoso Keene, impreciso Vene, imperfetto Sorokas, altalenante Beane.

Beninteso, tutti hanno dato il proprio contributo, ma in misura meno roboante rispetto al passato. E così è toccato a Wolde fare il veterano, a un gran De Nicolao trovare i ritmi giusti per arrivare in fondo con il naso davanti, a un ritrovato Caruso aggiungere punti al momento buono. E a Justin Reyes guadagnare minuti e ripagare la fiducia con un impatto deciso sull’intera gara. Ingredienti che hanno impedito a Rich di ripetere il beffardo mitragliamento dell’andata, anche se il “mancato ex” ha provato parecchio a far male a Varese. Lui e Parks i migliori di una Gevi che forse per prima ha potuto sfidare Varese sul piano della corsa e della produzione a rimbalzo. Ma per battere la Openjobmetis sarebbero serviti meno errori di impostazione e al tiro. Perché la squadra di Roijakkers non perdona quando capisce di poter colpire. E per la settima volta, il colpo è andato a segno.

PALLA A DUE

Johan Roijakkers non cambia di una virgola il quintetto base: Librizzi quindi dentro tra De Nicolao e Beane con i baltici sottocanestro e Keene di rincorsa. C’è Caruso questa volta per davvero, applaudito dalla sua città al momento della presentazione. Non tanta gente sulle tribune del PalaBarbuto anche se a ridosso della contesa il numero di tifosi aumenta per tifare una Gevi che presenta per la prima volta in casa il nuovo pivot Totè. Sacripanti vara un quintetto veloce, con Lombardi e McDuffie lunghi; regia a Velicka con Vitali dalla panca. Una decina, almeno, i tifosi varesini sparsi per le tribune dell’impianto di Fuorigrotta.

LA PARTITA

Q1 – Corre praticamente tutto in equilibrio il primo quarto di gioco, nel quale Varese non trova gloria da lontano ma costruisce spesso buoni tiri in area (quasi il 70% da 2 nei primi 10′). Un po’ di imprecisione, insolita, di Vene non consente ai biancorossi di portare il break; risponde invece subito bene Caruso, 6 punti in pochi istanti imbeccato da Keene. La Openjobmetis pasticcia un po’ nel finale dopo il +5 di Wolde (tripla) e all’intervallo i biancorossi sono avanti di tre, 22-25.

Q2 – Lo strappo riesce però a inizio secondo quarto, propiziato da un Woldetensae in grande spolvero. L’esterno è il primo a salire in doppia cifra e quando va a rifiatare consegna un vantaggio di 10 punti ai biancorossi. Vene si rifà dagli errori precedenti con la solita scienza in difesa, De Nicolao e Beane pungono in entrata e in generale Varese dà l’impressione di punire una Gevi con troppe sbavature. Bravo anche Reyes, che reagisce a un paio di stoppate con canestro da sotto e tripla: i due timeout di Sacripanti servono a poco e all’intervallo la OJM conduce 35-49.

Q3 – Il bel gioco visto per 20′, sparisce improvvisamente dagli schermi biancorossi. Napoli rientra aggressiva, la OJM tentenna a lungo e strappa appena 3 punti dalla lunetta con il nervosismo in crescita e le mani in raffreddamento. Quando poi Keene trova la tripla, ecco il battibecco con il pubblico con successivo “tilt” dell’americano che sporcherà le percentuali. La Gevi sente il momento e risale a -3 però trova un Woldetensae ampiamente sul pezzo: doppio canestro pesante e al nuovo intervallo la OJM ha ricostruito gran parte del vantaggio (53-63).

IL FINALE

Gli ultimi 10′ sono tutt’altro che una passeggiata ma la sensazione è che Varese abbia tutto sommato una mano e mezza sulla partita. Certo c’è da soffrire perché l’attacco non è quello fluido dell’inizio, ma quando Napoli getta alle ortiche un paio di palloni importanti appena regalati dai biancorossi, tutti capiscono che il match è indirizzato. Una schiacciatona in tap-in di Parks è l’ultimo sussulto perché poi De Nicolao segna in solitaria sul lancio di Keene e poco dopo infila i liberi della sicurezza mentre il tiro a segno della Gevi non porta punti. La gente sfolla prima della sirena, qualcuno si lamenta, Sacripanti salta. E Varese sorride una volta di più, 74-82.

Damiano Franzetti

 

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