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Milano fa la voce grossa, derby senza storia per la Openjobmetis


simon89
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Niente da fare, contro una Milano del genere, per un’Openjobmetis che in queste condizioni non può opporsi alla corazzata di Ettore Messina, rigenerata dalla vittoria in Eurolega a Istanbul e capace di proseguire su quella spinta per travolgere Varese nel 185° derby lombardo (95-77). La grande differenza di fisico e di talento tra le due squadre si è vista fin dalla palla a due, acuita anche dall’assenza già nota di Marcus Keene che ha tolto a Roijakkers anche la carta della imprevedibilità, soprattutto dall’arco.

Niente da fare, contro una Milano del genere, per un’Openjobmetis che in queste condizioni non può opporsi alla corazzata di Ettore Messina, rigenerata dalla vittoria in Eurolega a Istanbul e capace di proseguire su quella spinta per travolgere Varese nel 185° derby lombardo (95-77). La grande differenza di fisico e di talento tra le due squadre si è vista fin dalla palla a due, acuita anche dall’assenza già nota di Marcus Keene che ha tolto a Roijakkers anche la carta della imprevedibilità, soprattutto dall’arco.

Ma sono bastate la precisione dei vari Grant, Daniels e Datome e l’impatto in area di Tarczewski e Mitoglu per dominare una Varese che al contrario ha avuto un De Nicolao in versione “litigio perenne con il ferro” (0 punti, 0/11 dal campo) e un Beane esploso solo nella parte finale del match, quando tutto era ampiamente compiuto. A salvarsi al 100%, ancora una volta, Tomas Woldetensae, l’unico ad avere un impatto sul match a giochi aperti (ammesso che lo siano mai stati), l’unico a tenere percentuali interessanti e a trovare anche qualche taglio vincente in un’area colorata dove i compagni sono stati respinti con perdite (7 stoppate a 0 per Milano, 3 quelle subite da Reyes).

Sotto anche di 35, Varese è poi risalita segnando 30 punti nel quarto finale, sfruttando una Milano ormai tranquilla ma anche la voglia di fare dei giovanissimi, con Virginio a sfiorare la doppia cifra (9 punti, 2-2 dall’arco) e con il 2005 Wei Lun Zhao (genitori cinesi, nato a Prato ma nel vivaio biancorosso da tanti anni) a fare il proprio esordio assoluto in Serie A. Nota a margine, mentre i secondi finali scorrevano sul tabellone, pur nella sconfitta netta, i tifosi varesini si sono fatti sentire a ripetizione: un bravo a loro non lo toglie nessuno.

Incassata la prevedibile sconfitta milanese (e quella meno attesa, ma comprensibile con Pesaro) per la Openjobmetis è tempo di provare a ripartire. Un piccolo riposo porterà la banda Roijakkers sulla strada per Brindisi, domenica prossima, altro impegno da bollino rosso anche se ovviamente meno impossibile rispetto all’Armani. Gli occhi sono tutti sulla caviglia di Keene: con il suo folletto, Varese ha maggiori sicurezze e può rivestire il volto sfrontato visto negli ultimi due mesi e mezzo. Lo aspettiamo.

PALLA A DUE

In un Forum caldo dal punto di vista del clima ma quasi soporifero per partecipazione dei tifosi va in scena un derby 185 che avrà poca storia. Roijakkers usa il solito quintetto, compreso un Vene non al meglio per l’influenza, ma dalla panchina non può far uscire la variabile impazzita Keene, in borghese con la caviglia in ristrutturazione. Messina tiene fuori cinque giocatori (per regolamento) che da soli possono fare l’Eurolega – Rodriguez, Kell, Delaneyl, Hines e Bentil – ma i convocati sono altrettanto forti, talentuosi e… grossi per la cavalleria leggera targata Varese.
Tanti i tifosi di fede Openjobmetis, che provano anche a farsi sentire dai propri settori.

LA PARTITA

Q1 – L’avvio di gara è eloquente: la Openjobmetis sbaglia i primi 9 tiri (non tutti difficili) e rompe il ghiaccio solo con un piazzato di Vene, per il resto impreciso. L’Olimpia ringrazia e non scappa del tutto solo perché la squadra di Messina pasticcia un po’ in attacco (5 perse), pur prendendo agilmente e nettamente il comando delle operazioni con i lunghi a stoppare un po’ tutti. Mitoglu, da solo, segna più punti della OJM (7-6) che termina il periodo con un tragico 3-20 dal campo: sul tabellone è 20-6.

Q2 – L’avvio di secondo periodo è un po’ più incoraggiante, perché per lo meno Varese muove il punteggio dall’arco, protagonista il solito Woldetensae, tre triple a segno nel periodo. Passata la sfuriata però, l’Armani torna a martellare da lontano (bene Datome) e dominando nel pitturato con un Tarczewski in versione “terminator”. E se la produzione offensiva degli ospiti è buona (26 punti segnati), è in difesa che la OJM non riesce a mettere un argine valicando quota 50 punti subiti in 20′, 54-32.

Q3 – Un divario che si allarga ulteriormente dopo l’intervallo, con un canovaccio simile: nemmeno il tempo di illudersi con un miniparziale di 0-5 che l’Olimpia rimette mani e muscoli sulla partita con Daniels a martellare il canestro dall’arco arrivando in doppia cifra. Si rivede Reyes (forse troppo sacrificato dal coach) con un’altra stoppata subita ma almeno con un paio di canestri caparbi. La squadra di Messina però, nel frattempo chiude il quarto col trentello, 77-47.

IL FINALE

Prima di rialzarsi, Milano arriva sino a +35, massimo vantaggio (85-50), poi comincia a fare qualche concessione sottoforma di tiri sbagliati e di qualche palla persa. Varese, va riconosciuto, è brava almeno a sfruttare l’amnistia concessa dall’Olimpia: Virginio e Beane sono i più pronti (9 punti per l’ala di Besozzo, qualche bel canestro per l’americano), Sorokas si toglie lo sfizio della tripla, Librizzi di rubar palla e segnare in contropiede. Negli ultimi 2′ spazio anche a Zhao mentre, però, Baldasso con un paio di rasoiate da lontano aveva confermato il controllo di Milano sul match. Sipario sul 95-77, nulla da recriminare.

Damiano Franzetti

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