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Moretti e Arrigoni a Las Vegas: occhi su Lalanne


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](g.s.) - La missione varesina negli Stati Uniti hacambiato location: Bruno Arrigoni e Paolo Moretti (foto Blitz) hanno lasciato Orlando per spostarsi a Las Vegas, passando dalle 10 squadre della Summer League della Florida alle 25 - con 8 partite al giorno suddivise in due impianti - del maxi-contenitore scattato venerdì nel Ne-vada. Il d.s. biancorosso fa il punto della situazione rimandando comunque le scelte definitive sul mercato americano all'ultima decade di luglio, ossia dopo il rientro in Italia: «Ad Orlando l'evento era riservato ai soli addetti ai lavori, ieri invece per l'esordio delle prime due scelte assolute del draft 2015 c'erano 20mila persone in palestra. Si lavora su diverse ipotesi visionando giocatori che avevo già seguito durante l'anno, anche se poi qualche sorpre- sa c'è sempre. Ma gli americani non li prenderemo certamente qui: i migliori sognano ancora di trovare spazio nella NBA e decideranno alla fine della Summer League se rendersi disponibili per l'Europa oppure rischiare di finire in D-League senza un contratto garantito dai professionisti». Dunque le operazioni di mercato più calde sono quelle nel settore dei giocatori non extracomunitari; ieri occhi puntati su Cady Lalanne, 23enne pivot nativo di Haiti - e dunque Cotonou - scelto al numero 55 dell'ultimo draft NBA dai San Antonio Spurs, il cui scout europeo è quel Claudio Grippa legato da uno strettissimo legame di amicizia con coach Moretti: il 23enne pivot laureato all'università del Massachusetts ha fatto bene alla Summer League di Utah; se si ripeterà a Las Vegas potrebbe anche strappare un contratto con la franchigia texana, in alternativa una esperienza da protagonista in Europa gli sarebbe utile per crescere sgrezzarsi. «Ci stiamo muovendo principalmente sugli italiani e sui giocatori con lo status da europei, formando in questo modo la spina dorsale della squadra - aggiunge Arrigoni -, Nella formula 3+4 le disponibilità del mercato spingono prima di tutto a scegliere i giocatori di passaporto tricolore e poi i Bosman o Cotonou, e poi spaziare sul mercato più ampio degli americani, che vanno però scelti con cognizione di causa: l'idea sarebbe quella di puntare su extracomunitari già esperti del basket europeo e in grado di mettere le loro caratteristiche al servizio della squadra»[/size][/font][/color]

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