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Nella prima di Attilio Caja, c’è Maynor sotto esame


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[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’Openjobmetis va in cerca di risposte sul campo della matricola d’assalto Dolomiti Energia. Stasera a Trento (ore 20 con diretta su RaiSport1) i biancorossi affrontano in condizioni precarie una trasferta che presenta però tematiche decisamente “succose” al di là di un pronostico sulla carta decisamente avverso. Dopo il brutto tonfo casalingo contro Venezia, il settimo nelle ultime 8 gare che ha proiettato Varese in piena bagarre salvezza, l’obiettivo era quello di sfruttare la pausa per la Coppa Italia per fare quadrato e recuperare gli acciaccati. Invece nel giro di pochi giorni sono state ammainate due bandiere come Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco, chiedendo ad uno specialista del “pronto soccorso” come Attilio Caja di curare i mali della squadra biancorossa. Impensabile che al coach pavese bastino solo 5 giorni di lavoro in palestra per dare l’auspicata sterzata, soprattutto alla luce dei problemi di organico con i quali si è trovato a fare i conti nei suoi primi giorni a Masnago. Stasera a Trento l’Openjobmetis avrà un reparto guardie ridotto ai minimi termini, senza più Deane (comunque non certo rimpianto né in campo né dal cassiere…) e con Rautins ai box per un malessere la cui entità è ancora da stabilire con esattezza. Il match odierno dovrà essere una sorta di “prova del nove” per Eric Maynor, sbarcato a Varese con credenziali[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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importanti ma finora lontano anni luce da quel play di ordine e personalità scelto per sostituire Robinson. Ma chi ha seguito da vicino gli allenamenti biancorossi dell’era Caja sostiene che il maggior beneficiato della cura del coach pavese - organizzazione offensiva, regole difensive e tanta attenzione sui particolari - sia stato proprio l’ex Oklahoma City. Evidentemente il nuovo tecnico biancorosso stima più del suo predecessore il roster attualmente a sua disposizione: se Pozzecco chiedeva un solutore alla Geno Carlisle come Akognon per nascondere limiti del gruppo (ma in questo modo se ne alimentava la sfiducia…), Caja è convinto che l’organico attuale abbia comunque qualità, e per questo ha puntato su un “soldatino” in grado di dare una mano come Antero Lehto (disponibile però solo dal match casalingo contro Roma). Chi avrà ragione? Al campo l’ardua sentenza, partendo da stasera, quando però a fianco di Maynor il coach pavese dovrà schierare “non-tiratori” come Eyenga o Okoye e chiedere minuti a Casella e Lepri. Una Openjobmetis d’assalto, confidando anche nella crescita della condizione di Kangur e Diawara, i due pilastri tecnici e caratteriali della squadra i cui infortuni hanno gravemente condizionato il cammino di “coach Poz” al di là di errori e scelte sbagliate. Stasera a Trento, contro una squadra in salute e in fiducia, pretendere che la cura-Caja paghi dividendi immediati pare francamente utopistico; ma facce, atteggiamento e capacità di fare quadrato attorno ad un sistema di gioco dovranno essere la prima ed eloquente cartina di tornasole per capire se[/color][color=rgb(37,39,37)]
il cambio di allenatore ha sortito effetti…[/color][color=rgb(37,39,37)]
Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
 

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