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Occorre subito intervenire per evitare una brutta fine


simon89
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L'opinione di Giancarlo Pigionatti

 

Se si cerca la luce in una notte sempre più fonda, non si può semplicemente aspettare e sperare. Soprattutto tra le file di una Pallacanestro Varese tragicamente ultima, perdutamente avvitata ai suoi originali equivoci, quindi ai suoi spaventosi limiti dei quali è maledettamente prigioniera, anche quando lotta con animo, peraltro contro avversari non imbattibili.

Perchè non porre rimedio laddove esso appare il più urgente? Cioè in regia per dire di un Maynor senza impronta, stupiti semmai da coloro i quali, stregati dal play americano, nemmeno fosse inviato dal Cielo, negano persino l'evidenza di fronte a una formazione senza guida sicura nei "tornanti" più insidiosi. Che sia il tifoso a stravedere con il senno del prima poco importa, ma se sono i dirigenti, pure con il senno del poi, allora vien da preoccuparsi per il potere che hanno in decisioni e scelte decisive, potendo citare per esempio un eccitato Castelli (presidente del consorzio) nel magnificare davanti ad alcuni appassionati il play americano autore di 30 punti. Peccato che a vincere sia stata Cantù nella mani di Waters, di li a poco sul mercato ma ignorato, finito poi guarda caso all'Olympiakos.

Ognuno può avere una propria opinione ma essa, puntualmente, va confrontata con i fatti e questi, nel caso di Maynor, la dicono lunga sul suo modo d'essere sul campo, "investito" come un re ma senza corona né scettro. Se vi fosse stato bisogno di un'ennesima dimostrazione della volatilità di rendimento dell'americano, ecco l'ultima, fresca fresca, nella nefasta sconfitta patita a Masnago contro Torino, sospinta da Wright, un play per intenditori, probabilmente non intrigante alla prima visione ma solido portatore di valori nel tempo. L'ex biancorosso ha chiuso con 22 punti ma, soprattutto, con 30 di valutazione, voce che assomma tutti i valori di un rendimento valutabile nelle sue diverse sfaccettature e in ogni parte del campo, mentre Maynor ha totalizzato 10 punti con 10 di valutazione: un abisso.

Duole rimarcarlo ma la smania di accaparrarsi Eric fece compiere alla società una scelta di mercato a dir poco affrettata e improvvida, quindi sbagliatissima, pure a discapito di una sana conferma di Wright, li per li passibile di una presumibile squalifica per doping a causa di farmaci somministrati nella cura della sua nota malattia. Cosi poi non fu e Torino se lo acchiappò. Piaccia o no, questa è la realtà.

Dunque, una neopromossa può esibire anche un pivot coi fiocchi come White, per dire di un asse play-centro che non è certo una baggianata, pur sembrando tale a chi non se ne avvede quando fa progetti di squadra. Vistoso da tempo è il disagio tecnico e atletico di Kangur che sembra un ex giocatore, almeno rispetto a quello che fu stimato e apprezzato; Eyenga possiede numeri ma contro le difese schierate il suo atletismo si frantuma, Johnson promette e non mantiene, il resto - come Caja - fa quel che può con impegno: troppo poco per garantire compattezza e affidabilità a una squadra raccogliticcia nei ruoli chiave. Ora tocca a Coldebella e maggiorenti vari, senza scusanti, e non importa se a corto di denari, riparare per i propri sciagurati errori ed evitare una brutta fine.

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