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OJM conservatrice: solo Sassari ha cambiato meno


simon89
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L’Openjobmetis sceglie la linea della continuità per vivere una stagione lontana dai guai. Dopo le porte girevoli di un 2021/22 all’insegna dei correttivi - 3 allenatori e 25 giocatori a referto, compresi gli elementi delle giovanili - il primo mercato dell’era Scola ha fatto registrare il numero minimo di movimenti del terzo millennio: 7 conferme e solo 4 volti nuovi - ieri l’ufficialità della firma di Jaron Johnson, ultimo arrivo dopo Tariq Owens, Markel Brown e Colbey Ross - per una Varese totalmente immutata nel parco italiani rispetto alla seconda metà della stagione passata. Tra le 16 squadre della serie A al via il 2 ottobre, solo Sassari - con 9 rinnovi e sole 3 novità - ha un tasso di conferme più elevato rispetto al 64% del club del presidente Marco Vittorelli. Che mai come quest’anno ha operato così poco sul mercato estivo: il record precedente erano i 5 acquisti a fronte di 5 conferme del 2013/14. Nell’annata successiva, con Pozzecco in panchina, addirittura il roster fu azzerato al 100 per cento.

IL PORTAFOGLI CONTRATTI

Stavolta l’OJM aveva in cassaforte un robusto “portafogli contratti”: dei 7 confermati solo Matteo Librizzi ha rinnovato durante l’estate, tutti gli altri - da De Nicolao a Ferrero, passando per Woldetensae, Caruso, Virginio e l’unico straniero rinnovato Reyes - avevano un vincolo garantito almeno fino al 30 giugno 2023 (l’unica eccezione era De Nik Jr., con l’opzione d’uscita a suo favore, poi non esercitata).

LO STAFF TECNICO

Continuità dell’organico uguale potenziale vantaggio in avvio di stagione rispetto a rivali rivoluzionate. E lo staff tecnico tutto nuovo? Vero è che il trio Brase, Galbiati e Mandole dovrà impostare l’identità della nuova OJM. Ma alla rivoluzione del parco allenatori non corrisponderà una rivoluzione dello stile di gioco: le caratteristiche diverse di alcuni singoli (Ross da Keene, Johnson da Vene - ieri accasatosi ufficialmente all’Hapoel Gerusalemme - e Owens da Sorokas) modificheranno alcune situazioni offensive e difensive.

L’IDENTITA’

Però l’identità della nuova Varese sarà sostanzialmente analoga a quella di Roijakkers, o meglio ancora di Seravalli: dunque i confermati conoscono già il sistema. E comunque Brase ha scelto due suoi pretoriani dell’era G-League come Markel Brown e Jaron Johnson: giocatori di fiducia e d’esperienza per un rostermediamente giovane, ma anche già rodati nel sistema utilizzato per condurre i Rio Grande Valley Vipers.

L’identità della nuova OJM andrà costruita nelle sei settimane di lavoro dal 19 agosto al 2 ottobre, ma la linea della continuità sarà utile sotto due aspetti. Il primo è tecnico: Varese lavorerà a ranghi completi (mentre Vene sarebbe comunque arrivato a metà settembre dopo gli Europei...) per metabolizzare il marchio di Brase su un gruppo che conosce comunque già i tratti del modello “Banda Bassotti” del coach di Tucson. Il secondo è emotivo: continuità con una seconda metà del 2021/22 che ha saputo riaccendere l’entusiasmo di Masnago, pur senza più elementi amati come Keene, Sorokas e Vene, dovrà dare all’OJM la marcia in più per provare a partire forte. E sorprendere qualcuna delle squadre di alto rango - Sassari, Brescia, Trento e Reggio Emilia le prime quattro avversarie in campionato - contro le quali si dovrà testare l’assetto da corsa con i quattro piccoli.

Giuseppe Sciascia

 

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