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Openjobmetis a un passo dall’impresa: Milano vince il derby al fotofinish


simon89
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A tanto così dall’impresa. L’Openjobmetis uscita con le ossa rotte da Bologna sette giorni fa, arriva a un soffio dal sorprendere e battere una Milano che in Eurolega è partita con due vittorie roboanti. Il derby di Masnago finisce 79-82, con l’ultimo pallone arrivato fino al ferro con una tripla di Gentile, purtroppo non andata a bersaglio. Sarebbero stati supplementari tutti da scoprire, da giocare e chissà, da vincere. Non è andata così, e nell’aria del palazzetto aleggia pure un sentimento antico di beffa, per un arbitraggio – diciamolo subito e togliamoci il pensiero – che non è certo scandaloso definire “sbilanciato”. Con tante decisioni dubbie, scivolate a favore degli ospiti.

Perdere il derby fa sempre male, e bene fa Vertemati a dirlo subito («Quando non si vince non si può essere soddisfatti») ma allo stesso tempo è giusto dare uno sguardo più ampio, dal quale emerge una Varese diametralmente opposta a quella in formato “agnello sacrificale” di Bologna. L’Openjobmetis che affronta l’Olimpia è un’altra cosa ma ha anche un uomo in più, Trey Kell: il play avrebbe dovuto giocare una decina di minuti e invece è rimasto in campo quasi mezz’ora mostrando ai suoi nuovi tifosi tante giocate da stropicciarsi gli occhi (e 11 punti con 4 assist). Se il buongiorno si vede dal mattino, con Kell possono cambiare gli orizzonti futuri, soprattutto poi se Gentile fa il Gentile (25 punti), se Egbunu vince le battaglie d’area (non tutte, però da lui arriva un’altra doppia-doppia) e via discorrendo.

Per battere Milano, purtroppo, tutto ciò non è bastato ma l’AX Exchange ha dovuto davvero spremere minuti e sudore dai suoi uomini più importanti: Rodriguez ha diretto l’orchestra (7 assist) da cui gli assoli migliori sono arrivati da Melli (14), Hall (16) e da uno Shields impreciso ma decisivo nei momenti chiave. Contro tanta qualità però, Varese ha messo in mostra quell’impatto fisico tanto celebrato in sede di mercato (42-34 a rimbalzo) abbinandola a una grande attenzione a livello gestionale, con sole 8 palle perse. A Vertemati è mancato Wilson, per la terza volta su tre, e se giustamente il coach lascia scivolare la domanda in sala stampa sulla guardia americana, è evidente che lì Varese, in questo momento, ha un buco nero.

Ora, per certificare il cambio di rotta, si profila all’orizzonte una partita da vincere a tutti i costi, la trasferta a Cremona su un campo troppo spesso ostico. Da martedì bisognerà progettare il sacco del PalaRadi: la Varese di stasera merita un bis. Se poi arrivasse in uno scontro importante come quello contro la Vanoli, tanto tanto meglio.

PALLA A DUE

Il fattore campo si sente poco prima della contesa. Gli applausi copiosi a Pozzecco ci stanno tutti, ma Milano è accolta dal pubblico quasi con indifferenza e pure la OJM non è che entri circondata dalla bolgia mentre l’impianto tronca a metà l’inno di Mameli, completato a voce dal pubblico. In tribuna anche Carlo Recalcati e l’oro olimpico varesino Federica Cesarini, accolta da un bell’applauso.
In campo Vertemati parte con i cinque già visti con Brescia e Virtus ma la notizia più importante è la presenza a referto di Trey Kell, pronto per una manciata di minuti. Messina tiene a riposo Hines (fuori dai 12): il pivot è Tarczewski che affianca il duo azzurro Melli-Datome. Gli esterni del quintetto Olimpia sono Grant e Hall.

LA PARTITA

Q1 – Milano prova a ruggire nei primi minuti con Hall, ma quando Alessandro Gentile accende il turbo tocca alla OJM fare la partita. L’ex di turno è una furia e va a segno per un totale di 13 punti nei primi 10′. Milano resta comunque vicina con Hall e nel finale passa avanti nonostante un bell’impatto da parte di Kell: al 10′ è 19-21.

Q2 – Il secondo bel momento della Openjobmetis è nella prima metà del secondo quarto quando anche Beane si apposta sull’arco e manda a segno una doppietta. Il divario ora è varesino e si allarga sino al 29-21, con il giallo di due punti non assegnati nonostante un’evidente stoppata irregolare su Sorokas. Melli e Ricci ricuciono presto il divario, però Varese non arretra: tripla di Amato e schiacciata di Egbunu su assist di Kell. Purtroppo nel finale è ancora l’Olimpia a segnare e l’intervallo arriva in parità perfetta, 40-40.

Q3 – Negli spogliatoi l’AX capisce di dover cambiare marcia e con Rodriguez al volante ci riesce, almeno per un po’: parziale di 4-14 e partita che sembra indirizzata, però l’OJM reagisce e – senza lo spagnolo in campo – ci mette poco a recuperare. Il controsorpasso porta anche la firma di Caruso e Ferrero (3 e 5 punti), mosse che un po’ sorprendono una Milano che continua ad avere “spintarelle” dai fischietti: alla terza sirena Varese conduce a sorpresa 64-60.

IL FINALE

A questo punto val la pena provarci, anche se l’ingresso nell’ultimo quarto è difficile. Antisportivo (dubbio) a Gentile che si tuffa per recuperare una palla persa; poco dopo gli arbitri vanno al replay per un altro fallo dell’ala che in caso di antisportivo sarebbe espulso. Nulla di fatto e allora ecco il meraviglioso assist per la schiacciata di Egbunu in testa a Datome. Milano si affida a Ricci (tripla pesante) ma anche a Hall (canestro in entrata) e Shields, a lungo impreciso ma capace di aggiungere due punti molto utili: Varese non si arrende, entra nella volata finale con leggero svantaggio ma trova di nuovo Gentile. Canestro dalla media e poi, dopo una tripla sputata dal ferro, canestro da 3 a riaprire i giochi a una manciata di secondi dal termine (dopo guizzo precedente di Jones a ridurre ancora il divario). Ricci ha la palla per chiuderla ma Jones si allunga e lo stoppa, la OJM può imbastire un ultimo attacco nel quale Beane rifiuta la tripla e serve Gentile. L’ex ci prova e arriva a pochi centimetri dall’impresa, ma alla fine fa festa Milano. Alla squadra di Vertemati restano gli applausi dei 1.700 di Masnago, e pure un certo amaro in bocca.

Damiano Franzetti

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