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Openjobmetis a un punto dal capolavoro: la Virtus si salva all’ultima azione


simon89
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L’ultimo urlo di gioia, quello che avrebbe squarciato la tranquillità della notte di Varese, resta strozzato in gola. L’ultima palla, quella dell’assalto definitivo, esce con un pizzico di anticipo di troppo dalle mani di Marcus Keene e si infrange sul ferro, come i precedenti nove tentativi dall’arco del folletto americano, eroe nelle recenti vittorie della Openjobmetis e invece decisivo nel male (0/10 da 3) contro la Virtus. Che si salva, stremata, all’ultimo secondo: i campioni d’Italia passano all’Enerxenia Arena di un solo punticino, 80-81, arrivando a tanto così da un risultato che sarebbe stato clamoroso.

Se è vero che la Segafredo si è presentata a Masnago con diversi assenti, è ancora più lampante come gli uomini di Roijakkers abbiano confezionato un miracolo, mancato per un soffio. Senza pivot di ruolo dopo la seconda frattura stagionale di Caruso, con due posizioni “scoperte” in squadra (quelle lasciate libere da Egbunu e Kell), pure con un piccolo “caso” legato a Reyes, in campo per appena 3′ per scelta tecnica dell’allenatore, Varese ha messo sul parquet una furia incredibile. Un modo di essere che ha dato ai biancorossi la forza di rientrare una, due, tre volte da break bolognesi che avrebbero stroncato un toro (chi avrebbe scommesso un arrivo simile dopo il 60-69 della mezz’ora?) e di provare a dare anche il colpo di grazia.

Con un Keene fuori bolla, lo scettro del “re” è passato nelle mani di un meraviglioso Siim-Sander Vene, 27 punti, 9 rimbalzi e 30 di valutazione. Una partita sontuosa che avrebbe meritato un epilogo vincente. Lui e il “compare” Sorokas hanno fatto il possibile per limitare lo strapotere virtussino in area (40-30 i rimbalzi per gli ospiti, 17+9 per Jaiteh con un impensabile 10/11 ai tiri liberi) mentre De Nicolao e, in parte, Beane hanno suonato la carica tra gli esterni.

Roijakkers ha provato a cavalcare ancora Librizzi, limitato dai falli, e su questo punto non possiamo che sottolineare un po’ di amarezza per qualche fischio troppo sbilanciato a favore delle Vu Nere. Quando al tirare delle somme “balla” un solo punto, fanno rabbia certi fischi a tutela del Pajola di turno, o certi non-fischi quando Scariolo (o Cordinier o chi volete voi) è libero di protestare a nastro nelle orecchie degli arbitri.

Peccato, in fin dei conti, perché Varese avrebbe avuto – e meritato – l’occasione di portarsi a +4 sull’ultimo posto (battute sia Cremona sia la Fortitudo), addirittura con uno scalpo di assoluto prestigio. Invece si resta così, con due trasferte difficili all’orizzonte – Venezia domenica prossima, poi Reggio Emilia venerdì 18) prima della pausa. Vedremo se nel frattempo sarà possibile un qualsiasi movimento sul mercato dei lunghi mentre andrà valutata la situazione di Reyes, escluso a quanto pare per “scarsa difesa”. Ma in questa situazione, tutti devono rendersi utili perché la salvezza è ancora tutta da cogliere. L’onore, in questo momento, invece è salvissimo (soprattutto ripensando alla vergognosa sconfitta dell’andata) e la gente di Masnago lo ha sottolineato inondando di applausi i suoi “ragazzi”. Come una volta.

PALLA A DUE

Senza Caruso, in tuta ad applaudire i compagni da dietro la panchina, le rotazioni per Roijakkers sono ancora più strette. Il quintetto è lo stesso di settimana scorsa, con De Nicolao e Librizzi, Beane e i due baltici che se la devono vedere subito con Alibegovic e Jaiteh, vero e proprio spauracchio. Fuori dai cinque Keene e Reyes, quest’ultimo lo resterà quasi per sempre. Anche Scariolo tiene qualche pezzo da 90 seduto: Mannion, Cordinier su tutti. Regia a Ruzzier, abbastanza applaudito, accanto a Pajola con Weems a fare da raccordo coi lunghi.

LA PARTITA

Q1 – Che Vene sia in serata di grazia lo si vede subito: due triple a spingere avanti Varese sino al 13-10. Poi però i biancorossi smettono di segnare e iniziano a sentire la potenza fisica e la difesa di una Virtus pure spinta troppo spesso in lunetta dai fischietti. Parziale di 0-13 limitato da una magata di De Nicolao (2+1) a fil di sirena per il 16-25.

Q2 – Dopo la pausa, la Openjobmetis è un uragano: quattro triple a segno (doppietta di Vene, Sorokas e Beane) e inatteso controsorpasso sul 28-27. Varese non si accontenta e dopo un lungo periodo di botta e risposta – bene un po’ tutti, anche Denik e Ferrero – ecco l’allungo firmato Beane: tripla con un balzo laterale e liberi a segno per il 48-41 della pausa lunga. Massimo vantaggio interno.

Q3 – La scorpacciata di punti (ben 32) del secondo periodo si esaurisce però con l’intervallo. Al rientro Vene è ancora eroico ma sul tabellino di Keene fioccano gli errori dall’arco. Bologna si muove in maniera un po’ inattesa, ovvero con i liberi di Jaiteh, quasi infallibile a dispetto delle sue medie in campionato. Nel finale del quarto arrivano anche le triple di Alibegovic e una buona “guida” da parte di Mannion e così la Virtus chiude la mezz’ora avanti di 9, 60-69.

IL FINALE – La OJM però ha sette vite come i gatti e lo dimostra nell’ultimo quarto. Denik e Sorokas (schiacciata) segnano subito, Ferrero rimette i suoi in scia con una tripla e la partita è riaperta. La Virtus ha un merito, quello di restare col naso avanti in un momento difficile; arrivano i cinque falli sia per Librizzi – dopo un assist – sia per Alibegovic ma siamo ancora a metà dell’ultimo quarto. Poi tocca a Cordinier segnare il +5 e a Keene ricucire dalla lunetta. Weems segna da sotto mentre Beane fallisce un libero ma la Virtus non ne approfitta del tutto perché Pajola e Mannion si fermano sul ferro mentre Keene infila l’80-81 ai liberi. Scariolo ha la palla per chiuderla, Cordinier danza con la sfera ma poi sbaglia il tiro: Varese ha il rimbalzo e l’ultimo possesso. Si va ancora da Keene che però sceglie la tripla, quasi in corsa, al posto di tentare la penetrazione. Ferro, Denik tiene viva la sfera ma suona la sirena sul beffardo 80-81.

Damiano Franzetti

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