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Openjobmetis, batticuore e gioia: battuta Cremona dopo due supplementari


Assurda, pazzesca, tremenda, favolosa, irreale: scegliete voi l’aggettivo per definire la vittoria della Openjobmetis – la seconda consecutiva, in appena 4 giorni – ai danni della Vanoli Cremona. 110-105 il finale che contiene in sé tanti dei termini di cui sopra: un punteggio per raggiungere il quale sono serviti due tempi supplementari e una infinità di colpi di scena dall’una e dall’altra parte.

Alla fine la spunta Varese, tornata così nel giro di un amen in piena lotta-salvezza dopo che la sconfitta di Cantù aveva allontanato la squadra di Bulleri dal gruppo delle altre pericolanti. Nel momento più buio però, ecco arrivare la risalita nonostante una condizione fisica resa approssimativa dal Covid (non dimentichiamolo). Difficile elencare tutto quello che è accaduto all’interno della Enerxenia Arena, dove si sono registrati ben 16 sorpassi al comando del match e 11 situazioni di parità, con entrambe le squadre che hanno avuto l’occasione di chiudere in anticipo i conti.

Varese può recriminare sulla serie di liberi sbagliati sul finire del quarto periodo, Cremona invece si flagella per aver concesso a Strautins il rimbalzo-canestro sul filo del 40′ che è valso il prolungamento (87-87). E ancora la Openjobmetis a mangiarsi le mani 5′ dopo con una brutta gestione del possibile pallone della vittoria affidato a Beane, ma l’ex romano non va assolutamente colpevolizzato, anzi. Proprio lui, insieme a Luis Scola, è il grande protagonista del successo: 27 i punti dell’esterno, 30 quelli del “General” argentino pareggiato in questo dato dall’altro veterano in campo, Peppe Poeta, anima di una Vanoli che continua a perdere i finali punto-a-punto e che ora si ritrova invischiata nella zona pericolosa.

Bulleri, che ha provato ad accorciare le rotazioni (non entrato De Nicolao), ha avuto poco dagli italiani ma ha trovato belle risposte anche da Jakovics, vedendo così premiata la scelta di imbottire il reparto piccoli invece di sacrificare una guardia per Egbunu. Su questo, il coach di Cecina – spesso nell’occhio del ciclone – ha avuto ragione e gliene va dato atto. Ma la Openjobmetis sembra rinfrancata anche sotto l’aspetto mentale: forse il covid ha tolto pressione a Ferrero e soci, forse l’ultima posizione ha risvegliato l’orgoglio di giocatori che (a quanto si può vedere da fuori) sono stati capaci di fare gruppo per provare la risalita.

La strada, ovviamente, è ancora lunghissima e la Openjobmetis resta in fondo al gruppo, però con qualche certezza in più rispetto al recente passato. Ora i biancorossi dovranno mettere in atto un ulteriore sforzo, visto che tra tre giorni saranno di nuovo in campo a Brescia nel recupero della prima di ritorno. E domenica ancora a Masnago contro la Fortitudo in un ritmo folle, ma voluto dalla Legabasket, alla quale la società si è adeguata. Serve dunque un capolavoro fuori dal parquet, nel gestire la fatica, il recupero e allo stesso tempo nel preparare l’incontro del PalaLeonessa dove finalmente esordirà Egbunu. Ma affrontare questa maratona con il sorriso, è già tutta un’altra cosa.

PALLA A DUE
Confermate le indicazioni della vigilia in casa Openjobmetis dove l’ultimo arrivato John Egbunu torna a sedersi a fondo panchina, fuori dal referto. Bulleri sceglie dunque i cinque stranieri già schierati con Brindisi e non varia il quintetto base classico con i due ex Ruzzier e De Vico. Galbiati sul fronte opposto recupera un acciaccato TJ Williams, schiera l’omonimo Reigarvius (Williams) da 5 al posto di Lee e mette l’ennesimo ex, Mian, sulle tracce di Strautins.

LA PARTITA
Scatta meglio la Vanoli dai blocchi di partenza, con un parziale di 3-11 che consiglia a Bulleri di fermare il gioco, visto lo sparacchiare sterile di Varese dall’arco dei tre punti. I consigli servono: la OJM mette a segno un parziale di 11-0 e va a comandare con un tonicissimo Jakovics (21-18).
I biancorossi provano anche a scappare in avvio di ripresa ma il 28-19 resterà il massimo vantaggio, per altro subito suturato da Mian e dalla mano morbidissima di Hommes. Con la Vanoli in rimonta, Varese si scuote una prima volta con Scola e Beane ma paga dazio quando ancora Hommes e poi Poeta siglano il sorpasso a fil di sirena, 48-49.
Poco male, la OJM torna avanti in avvio di terzo periodo, scava un piccolo solco con i tiri liberi mentre le percentuali dal campo scendono da ambo le parti, e trovano Scola piuttosto pronto nonostante i tre falli sul tabellone. Sul fronte opposto però, Poeta inizia a scaldare la mano e a prendersi responsabilità anche se sulla sirena arriva il guizzo di Douglas per il 67-64.

IL QUARTO PERIODO
Il testa-a-testa perdura anche in quello che dovrebbe essere l’ultimo periodo, con Poeta ormai comandante in capo su tutti i palloni gestiti dagli ospiti. Qualche giro di errori rallenta il punteggio, Douglas trova un gioco da 3 punti ma l’allungo che sembra buono arriva sulla tripla di Jakovics a 4′ dalla fine. Varese però, con un 1 su 4 di Ferrero, ha già svelato la trama che la costringerà a soffrire, il fare cilecca dalla lunetta. Scola farà 0 su 2 in una circostanza ma il passaggio a vuoto più grave è di Douglas, altro 0-2 sull’85-84 quando sembra basti poco per chiudere i conti. Sul rovesciamento di fronte invece Cournooh imbuca dall’angolo la tripla che mette Varese in ginocchio a 5” dalla fine (85-87). L’ultimo assalto è di Douglas che sbaglia in entrata ma Strautins è mostruoso nel cogliere il rimbalzo e segnare, saltando in tempo zero dopo il primo atterraggio: overtime.

I SUPPLEMENTARI
Cournooh, ancora lui, segna ancora dall’arco e dà nuova speranza a Cremona ma stavolta c’è anche Ruzzier a infilare la tripla e ridare vigore a Masnago. Si pareggia 92 e poi ancora a 95, Varese ha 24” per provare a giocare l’ultimo possesso che però si risolve in un isolamento di Beane in palleggio concluso con un tiro in sospensione poco convinto: 87-87.

Lo stesso Beane però brucia la retina dall’arco in avvio del secondo overtime; poco dopo arriva un antisportivo a Morse, con R. Williams che sbaglia i liberi ma con Poeta che non perdona dall’arco. Serve il massimo sforzo possibile, in queste condizioni: Scola segna i liberi poi ancora Beane esplode il tiro da lontano che vale platino, come di platino sono gli ultimi due personali dell’argentino perché nel mezzo Palmi (poco prima autori di un triplone) fallisce l’ennesimo assalto. Termina così 110-105, senza energia ma con tanta, tanta gioia.

Damiano Franzetti

 


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