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Openjobmetis, che meraviglia: vittoria a Milano all’ultimo respiro


simon89
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Dall’inferno alla favola in quattro mosse: dopo Sassari, Pesaro e Trento la Openjobmetis cala il poker e lo fa nella maniera più bella, sperata, sognata. Espugnando cioè Milano in un derby pazzesco, emozionante, vibrante fino allo scadere, deciso da una magia di Ruzzier a 8” dalla fine – canestro più fallo, con arbitri in dubbio su cosa assegnare – e da un errore di Gigi Datome sull’ultimissimo assalto milanese al ferro. Sul tabellone luminoso di Assago brillano quattro cifre, 81-83, e c’è da stropicciarsi gli occhi per non restare abbagliati dal risultato finale.

Varese vince, Varese vince di nuovo, Varese vince dove non vinceva da otto lunghissimi anni, contro una squadra destinata a mangiarsi tutto – Milano – che, però, sta attraversando un momento difficile. E proprio lì la Openjobmetis è stata bravissima a inserirsi, a reagire ogni volta che l’Olimpia ha provato a mostrare i propri lustrini, ogni volta che qualche campione milanese – Punter, Rodriguez, Hines – ha cercato di sventolare la propria classe davanti ai soldati di Bulleri. Ma questa squadra non si spaventa più, non si scioglie quando viene il difficile e, anzi, ha capito che proprio in situazioni del genere ci si può esaltare.

Come di solito accade, in casi del genere, la vittoria ha tanti padri ma è giusto spendere le prime due parole per due uomini che fino a un paio di mesi fa sembravano zavorrati e che invece, anche questa sera, si sono alzati in volo. Uno sta in campo, ed è Michele Ruzzier, MVP della serata e non solo per l’ultima, decisiva giocata vincente; l’altro sta in panchina, si chiama Massimo Bulleri e ha battuto, lui esordiente, il leggendario Messina che tante volte lo ha allenato. Il viso del Bullo, alla fine, si riga di due lacrime significative: ha sbagliato tanto, si è preso una grande dose di critiche, non ha mai mollato e stasera si gode la sua più bella impresa della sua breve carriera da coach.

Innegabile come questa Openjobmetis abbia imparato a giocare in modo completamente diverso, innegabile che la presenza di Egbunu in area dia alla squadra un assetto più aggressivo, pericoloso in difesa e variegato in attacco dove “l’alzata” per il nigeriano può essere sempre una opzione. Ruzzier addirittura l’ha utilizzata per provare a chiudere la partita, trovando però l’opposizione del monumentale Hines, ultimo ad arrendersi tra i suoi. Ma nemmeno il pivot che ha dominato in lungo e in largo l’ultimo decennio di Eurolega ha trovato l’opzione giusta per fermare una Varese affamatissima. Che stavolta respira anche guardandosi alle spalle, e sogna osservando quel che c’è più in alto. Ma non è tempo di voli pindarici: domenica si va a fare visita a Reggio e ad Attilio Caja, per salvarsi servono altri punti e prenderli alla Unahotels sarebbe un colpo doppio. Forse definitivo.

PALLA A DUE
Con Brindisi (e Virtus) vicinissime, a due soli punti, e con la trasferta in Salento di domenica prossima, l’Olimpia di Messina non vuole permettersi distrazioni. Out per infortunio Dealney e Roll, Milano schiera quasi tutti i pezzi grossi, da Rodriguez ad Hines con quest’ultimo affiancato da Wojciechowski sotto canestro e non da Tarczewski, unico “big” a riposo.
L’Openjobmetis non ha certo turnover o pretattiche da sfruttare, e così Bulleri – ex di turno insieme a Scola – mette in campo il quintetto base delle recenti march madness, con Egbunu ad affiancare l’argentino.

LA PARTITA
Q1 – Varese sbatte sul muro difensivo milanese per 3′ e parte ad handicap (7-2) ma trova in Ruzzier l’uomo giusto per darsi una scossa. La Openjobmetis si scalda, pareggia e nella seconda metà del periodo mette addirittura il turbo perché l’Olimpia va in rottura prolungata in attacco: quando Beane e Ferrero colpiscono dall’arco è massimo vantaggio esterno, un clamoroso 13-24. Messina, con due urli, rimette i suoi in bolla (difensiva): negli ultimi minuti l’AX ritrova il canestro per il 18-24 del 10′.

Q2 – Anche in questo caso, Varese non esce esplosiva dai blocchi di partenza, ma neppure imbambolata. Di fatto le due squadre si rincorrono, con Milano un po’ più veloce. L’Olimpia, con Leday e i liberi di Punter mette la testa avanti due volte, però Scola punto nell’orgoglio replica dalla parte opposta. Ed Egbunu – canestro in palleggio e stoppatona a Leday – riporta Varese nell’area colorata. Peccato per la “puntura” di Leday quasi sulla sirena, 41-45.

Q3 – Dopo l’intervallo si rivede anche in attacco Ruzzier che, lasciato libero, stampa dall’arco il +9. L’Olimpia si affida allora a Punter, aggressivo su Douglas e produttivo in attacco: il duello da Eurolega tra le due guardie è spettacolare, Milano riesce a risalire ma mai a sorpassare perché Varese trova sempre qualcosa di buono. E, addirittura, prova a distendersi con Scola che punisce Leday da lontano e da vicino. Peccato per l’ultimo minuto in cui si scatena Rodriguez: se l’AX è a -6 (63-69) alla mezz’ora il merito è suo.

IL FINALE
Lo spagnolo inizia così anche il periodo finale nel quale l’Olimpia è ferocissima in difesa contro un quintetto – con Morse, De Nicolao e Beane – un po’ azzardato di Varese. 10-0 di parziale e sorpasso prima di una tripla di Ruzzier e una di Douglas. La OJM si rimette avanti, lucra tre liberi con Strautins ma ne fallisce due (su tre) con Scola e soprattutto, avanti di 4, sbaglia due triple con il lettone e Ruzzier che avrebbero forse chiuso la partita. Così Milano sa di potersela giocare: Ruzzier fa una frittata sbagliando una rimessa e dando a Rodriguez la palla del -2 poi Hines è pazzesco nello stoppare Egbunu servito da Ruzzier sopra il ferro e nel segnare 3 punti (canestro e fallo) per l’81-80 milanese. Ma Ruzzier, sempre lui, brucia il difensore, subisce fallo ma deposita a canestro: la prima decisione sembra per l’annullamento dei due punti ma poi gli arbitri – giustamente – convalidano e danno il libero che Michelino trasforma. Messina chiama il primo timeout della serata e al rientro Milano va per un tiro da due di Datome, ben costruito ma sputato dal ferro. Gli Armani’s restano con gli occhi sgranati a guardare la palla che se ne va, tutta Varese impazzisce di gioia con i giocatori che saltano e si abbracciano di continuo. Manca il “cata sü” per l’assenza dei tifosi, ma siamo sicuri che sui divani e nei salotti di Varese e provincia, sia stata la frase più urlata della settimana. E ora sotto con Reggio Emilia.

Damiano Franzetti

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