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Openjobmetis Varese 88 - Consultinvest Pesaro 81


Nicolò Cavalli
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L'impatto a rimbalzo coeso, il carisma di Ukic (un alieno rispetto al livello scapestrato del campionato italiano) e l'orgoglio di Varese risolvono una sfida cruciale per le sorti dei ragazzi di Moretti: che il campionato 2015-2016, in ritardo di un paio di settimane, abbia inizio. Presto per parlare di rinascita o di obiettivi, eppure la realtà dei valori ascriveva la sfida di stasera ad uno scontro salvezza. Le contendenti si sono sfidate producendo una pallacanestro energica e pulita, speranzose di innestare il cambio di marcia dopo un avvio di torneo da shock.
 
[i][b]C'è spazio per tutti. [/b][/i]Una Masnago in veste autunnale, con i pochi spettatori presenti metafora delle foglie al commiato, assiste ad un start a ritmi rapidi nonostante qualche errore banale: 7-8 con Faye e Lacey protagonisti. Ukic, sfortunato nelle conclusioni ma con polpastrelli da campione, riscuote i primi applausi del pubblico prealpino, Campani e Shepherd premiano le rotazioni continue di coach Moretti (14-12). L'OJM continua a costruire tiri logici, eppure la mancanza di autostima fa tintinnare qualche ferro di troppo. Il trend negativo lascia infine spazio ad un parziale di 8-2 (ancora triple di Campani e Cavaliero, sottomano del play croato) per il 22-16 del primo mini intervallo.
 
[i][b]Sbandate allarmanti. [/b][/i]Pesaro si affida alla gioventù di Candussi e Basile per tornare a contatto, la [i]zone press[/i] di Paolini manda un attimo in tilt la regia di casa quindi è Davies – a sorpresa fattivo in entrambi i lati del campo – a ricostruire il gap: 28-21 con minuto di sospensione chiesto dagli adriatici. Con gli ingressi di Molinaro e Ferrero tutta Varese assaggia il [i]parquet [/i]del Lino Oldrini, l'energia aiuta ad assommare falli subiti però dal self-service dei tiri liberi arrivano meno punti di quelli auspicati. La Consultinevst recupera sino al 31-30 con McKissic, dunque assesta il sorpasso (anche perché l'OJM non segna per tre minuti e più, scatenando le prime bordate do foschi) con un Gazzotti sartoriale dall'angolo in un paio di frangenti. Il 36-39 dell'intervallo – Ukic lesto a dimezzare il disavanzo sulla sirena – issa sul banco degli imputati Moretti, troppo attendista nel arginare con i time-out la cattiva conduzione del secondo parziale.
 
[i][b]Ripresa gagliarda. [/b][/i]Un buon rientro dagli spogliatoi di Varese, più efficace sotto le plance con Faye e Campani (il saldo finale a rimbalzo sarà di 43-35), obbliga i marchigiani ad esaurire il bonus in meno di quattro di minuti. Le folate orchestrate da Ukic trovano la risposta di Gazzotti e Shelton (49-48), poi Thompson cancella l'inusitato zero dal tabellino personale e trova i primi punti sotto il tetto di Masnago dopo un'apparizione e mezza. L'OJM si scrollo di dosso malumori e timidezza, variando in attacco i temi (eccellente Luca Campani fra le linee) e i ritmi, anche grazie al mastino da [i]playground[/i] “Ovidio” Varanauskas: il 61-51 al gong della terza frazione ha il retrogusto di un sano brodino caldo dopo una settimana di febbre.
 
[i][b]A braccia alzate, con qualche patema. [/b][/i]I guizzi estemporanei degli [i]yankee [/i]di Paolini, oggetto di critica domenica scorsa perché spesso somiglianti a tratti di egoismo, tamponano solo in parte la fuga dei biancorossi: la difesa a zona lombarda propizia recuperi e contropiedi, talvolta chiusi in maniera roboante (si veda la schiacciata di Davies per il 74-57). Un'ingenuità di Cavaliero – fallo su tiro da tre, peraltro realizzato, e conseguente tecnico – rimescola le carte regalando sette punti alla causa pesarese. Shelton e l'ex Venezia Ceron rincarano la dose, così dal perimetro la VL pesca le briscole del 77-70. Le azioni offensive dell'Openjobmetis, stanca più di quanto sia lecito allo sprint di una contesa serrata. si risolvono in un “palla a Rok e speriamo bene”: dall'assist per Cavaliero, il numero otto della serata, la guardia azzurra trova la redenzione bruciando le retina per il dardo del successo. Il finale serve meramente a certificare la differenza punti, con Varese che spreca qualche[i] chance [/i]di troppo per agguantare la doppia cifra di vantaggio.
 
I fedelissimi ritrovano all'ombra del Sacro Monte un successo che mancava dallo scorso aprile. Un sorriso meritato per chi investe soldi, tempo e voglia per seguire – pur in una selva di passi falsi – le gesta della beneamata. Parliamo di tifosi, addetti al lavoro, giornalisti. Meno di alcune istituzioni che rilasciano in settimana interviste fuori dalle righe: troppo semplice riempire le file del [i]parterre[/i] quando si giocano derby o partite da play-off. A volte rimane solo una ciotola brodino, ma non ci sono alternative per rimettersi in carreggiata.

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