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VareseFansBasketNews

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]In attesa di tornare a Varese dove da oggi si inizia con il pre-raduno ad appannaggio dei giovanotti della truppa Moretti, Bruno Arrigoni è a Milano, a casa sua. Dopo le fatiche del mercato infinito, ecco il (breve) riposo del guerriero. [/size][/font][/color]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Soddisfatto del lavoro, Arrigoni? [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Non lo posso sapere ora: manca il campo. Mi auguro di esserlo fra qualche tempo, perché vorrà dire che le risposte arrivate dal parquet saranno state positive. Nel sintetizzare le fatiche di questo mese cito una frase di uno dei procuratori italiani più importanti, Riccardo Sbezzi: «I giocatori vanno messi uno vicino all'altro, non uno sopra l'altro». Tutte le ansie, le preoccupazioni, lo stress delle scelte e della ricerca di un equilibrio, nonché la necessità di pesare conlabilan-cia ogni decisione sono finalizzate solo al risultato finale: il gruppo nella sua interezza. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]La sua professione non sembra tanto semplice, vista da fuori... [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]All'ansia della scelta, subentra quella della trattativa. Quando decidi di puntare su un giocatore ben preciso, automaticamente scarti tutti gli altri: se poi l'operazione non va a buon fine, sei costretto a ricominciare da capo. Ma anche una volta trovato l'accordo non tutto può dirsi concluso: le firme non arrivano in trenta secondi, c'è chi è in montagna o al mare e non si fa trovare, c'è chi è in un posto dove nonpren-de il telefonino e non si riesce a contattare. Insomma: l'angoscia ti pervade fino alla fine e in realtà sparisce solo quando vedi il prescelto scendere dall'aereo. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]C'è stata qualche trattativa particolarmente complessa in questa ricostruzione biancorossa? Quella che ha portato a Wayns, forse? [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]No, in quel caso è stata tutta una questione riguardante la rappresentatività del giocatore. Il vero discrimine in un'operazione di mercato è il ruolo della controparte con cui ti rapporti. Mi spiego: se si tratta dell'agente diretto dell'atleta tutto si fapiù semplice, perché sai che ogni aspetto dell'operazione passerà da lui; se invece - come a volte capita con gli americani - questa persona è un intermediario europeo o italiano dell'agenzia che segue il giocatore, i passaggi sono molto mediati, perché chi tratta ha un potere decisionale ridotto e ci sono cose che non può controllare. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Lei "fa" il mercatodai tempi di Cantù: quali sono le differenze principali rispetto al passato nel comporre una squadra? [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Sono tante e concernono i cambiamenti cui è andata incontro la nostra pallacanestro negli ultimi anni. Il campionato italiano si è impoverito dal punto divista economico: la forza contrattuale delle nostre società è pertanto minore rispetto a qualche tempo fa e nazioni come Francia e Germania ci fanno una concorrenza che prima non esisteva. Si fa fatica a spendere certe cifre e c'è anche un ostacolo in più nella scelta degli americani, rappresentato dalla D-League. In primis perché la lega di sviluppo è ora emanazione diretta della Nba ed ha quindi acquisito una certa importanza peri giocatori a stelle e strisce, poi per una questione di buyout: chi firma in D-League diventa automatica- mente un sogno impossibile per molti, perché bisognapagare 50 mila dollari per liberarlo. Una clausola del genere riduce anche la capacità di sostituzione durante l'anno.[/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]A una prima analisi ci dovrebbe aspettare un campionato equilibrato: tolte le "inarrivabili", i playoff non sembrano una missione impossibile. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Si è delineato un certo equilibrio, dovuto alle disponibilità economiche delle società: in un modo o nell'altro i soldi a disposizione sono quelli per tutti, possono variare fino a un massimo del 20%. Per questo i valori tecnici sembrano similari. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]La "povertà" diffusa non rende ancora più decisiva la capacità di scelta di chi fa un lavoro come il suo? [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Si deve parlare al plurale. Contano le scelte e non la scelta: come dicevo prima è la composizione del gruppo che fa la differenza. E doì conta la sintonia tra il ds e l'allenatore, sempre per questa ragione.[/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Con lei Varese ha abbandonato l'affidabilità - che in caso di risorse limitate, fa purtroppo spesso rima con la vetustà dei giocatori - per lanciarsi in scoperte e scommesse. Nostro giudizio? Bene così.[/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]L'agente di un atleta affermato mi ha detto: non veniamo a Varese perché vogliamo più soldi e più visibilità europea. Gli ho spiegato che - insieme al Real Madrid - Varese ha la tradizione continentale più florida. Poi mi sono fatto un elenco di altri che hanno ci hanno rifiutato: voglio vedere dove andranno a finire. Aparte tutto io ho sempre cercato giocatori emergenti. Mi piace la novità, ma non fine a se stessa: mi piace l'idea di prendere chi sa di dover dimostrare ancora qualcosa. Certo è un rischio, ma dico che le poche volte in cui sono andato sull'usato sicuro - e parlo esclusivamente di giocatori stranieri - sono rimasto deluso. [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Bruno, dopo un mese e mezzo è ancora contento di essere «tornato a casa»? [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Senza dubbio, sono molto soddisfatto. Per me Varese è ancorala "Regina d'Europa", come quando arrivai nel '73 la prima volta da Milano.[/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Fabio Gandini [/color][/font][/size]

  • pxg14
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]C'è anche la firma di Mouhammad Faye per la definitiva quadratura del cerchio dello starting five dell'Openjobmetis in versione Moretti-Arrigoni. La 30enne ala forte senegalese che nel 2014-2015 è stato il secondo rimbalzista del campionato greco (8.8 di media più 12.3 punti nell'AGOR Retyhmno) ha siglato un accordo annuale con Varese: il suo sbarco in città è atteso ai primi di settembre, dopo aver esaurito gli impegni con la sua Nazionale (dal 19 al 30 agosto il Senegal si giocherà l'accesso alle Olimpiadi di Rio de Janeiro ad Afrobasket 2015 in programma a Tunisi). A raccontare le caratteristiche dell'ultimo acquisto biancorosso è proprio il direttore sportivo della società di piazza Monte Grappa, che ha fortemente caldeggiato il suo arrivo: «Che tipo di giocatore è Faye? Uno che si dà da fare: magari non è un tiratore costante e non mette la palla per terra con facilità, ma sa rendersi utile in molti modi. Sicuramente è un elemento che dà sostanza, sa farsi sentire a rimbalzo e punti nelle mani non gliene sono mai mancati nelle sue precedenti esperienze in Europa». Arrigoni sottolinea soprattutto le doti di collante dell'atleta di scuola americana (due anni di università a Georgia Tech, poi la laurea nel 2010 a Southern Metodist), che dovrà dare sostanza al reparto lunghi a fianco di due giocatori di tecnica come Davies e Campani: «La dote migliore di Faye è il movimento senza palla: è un giocatore molto attivo che sa sorprendere gli avversari con il suo dinamismo sia sui tagli che nell'andare a rimbalzo offensivo. Una dote che per noi sarà molto utile: nel nostro roster c'è una qualità tecnica diffusa in tutti i ruoli, la mobilità e il coefficiente atletico che può garantire Mouhammed sono il perfetto complemento per queste doti in grado di esaltare la sua capacità di sfruttare gli spazi». Dunque una sorta di collante che fungerà da punto di riferimento principalmente difensivo per una Openjobmetis costruita col principio di non dare punti di riferimento agli avversari: «La caratteristica principale della squadra è che non ci sarà un "bombardino" estemporaneo chiamato a risolvere le situazioni da solo. Per esaltare il potenziale dovremo giocare di sistema, mettendo a frutto le qualità di giocatori duttili che possono fare tante cose. A parte Wayns, che ha un pizzico di talento e spregiudicatezza in più, ogni elemento del roster può giostrare in due ruoli; la chiave di volta sarà comunque quella di trovare rapida- mente la giusta chimica in termini di gruppo». Per quanto riguarda le ulteriori operazioni di mercato, oggi è attesa anche l'ufficialità della firma di Maalik Wayns: una pura formalità dopo aver sbrogliato la matassa dell'incaglio tra le agenzie americane del giocatore del 1991, che sbarcherà martedì in Italia accompagnato dalla compagna. All'appello mancherebbe solo il settimo straniero imposto dalle necessità regolamentari per chi - come l'Openjobmetis - ha scelto la formula 3+4+5: l'idea di società e staff tecnico sarebbe quella di stabilire l'area di intervento (un playmaker in più visto che di ruolo c'è il solo Wayns o un lungo in più con 3 interni "veri" e Shepherd e Thompson adattati da 4 tattici? ) dopo le prime amichevoli. Non è escluso comunque che in assenza di Shepherd e Faye possa essere aggregato qualche ospite per rimpolpare il reparto lunghi. «Stiamo valutando qualche innesto iniziale che ci permetta di allenarci in maniera più efficace in attesa di essere al completo - conferma il direttore sportivo biancorosso -. Sull'ultimo straniero dovremo prima di tutto capire in quale ruolo inserirlo, stiamo comunque monitorando la situazione a tutto campo». [/color][/font][/size]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/size]

  • pxg14

    Fresca e profonda

    By pxg14, in VareseFansBasketNews,

    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Una Openjobmetis più fresca e profonda, sebbene tutta da scoprire al cambio della serie A italiana. Le firme in arrivo di Brandon Davies e Mouhammad Faye vanno ad esaurire le operazioni di mercato dell'estate 2015, anche se c'è ancora da individuare il settimo straniero da ingaggiare per regolamento. L'area di intervento sarà probabilmente quella del reparto lunghi, ma non sembra esserci comunque urgenza di inserire un giocatore che sarà puramente di complemento, sebbene gli arrivi ritardati di Faye e Shepherd per gli impegni con le rispettive Nazionali renderebbero necessario avere un elemento in più per rendere competitive le prime due settimane di allenamenti. Di certo balza all'occhio la differenza anagrafica rispetto alla Varese di dodici mesi fa: il quintetto Wayns-Galloway-Thompson-Fa-ye-Davies, con zero partite disputate nel massimo campionato italiano ed un'età media di 25,6 anni, non potrebbe essere più diverso dal-l'assetto iniziale del 2014 Robinson-Rautins-Diawara-Kangur-Daniel, con il tiratore canadese unica novità per la serie A ed un'età di 30,3 anni. In assoluto si è passati da un roster con cinque over 32 (nella versione iniziale del 2014/2015 c'erano pure i 33enni Deane e Callahan) ad un organico nel quale i veterani saranno il 31 enne Cavaliero e il 30enne Faye. Un' autentica rivoluzione culturale nelle strategie di mercato, legata a filo doppio alla volontà di coach Moretti di avere un gruppo capace di tenere ritmi elevati in allenamento e poter amministrare le forze nel doppio impegno tra campionato e Fiba Europe Cup. Spicca soprattutto la giovane età degli extracomunitari, tutti e tre nati nel 1991 : anche per questo è stato scelto un giocatore di lungo corso come Cavaliero a fianco di Wayns (foto in alto) e Galloway (foto nel titolo), e per completare il parco lunghi Bruno Arrigoni ha insistito per un veterano di energia come Faye da affiancare al 24enne Davies e al 25enne Campani. L'aspetto anagrafico presuppone dunque una squadra più intensa e frizzante, sfruttando anche i 10-giocatori-10 della rotazione che è stata allungata rispetto alla scorsa annata alla luce delle partite multiple tra domenica e mercoledì. E in assoluto una squadra dai ritmi più sostenuti in settimana rispetto a quella della stagione passata, nella quale però la scelta di affidarsi all'«usato sicuro» era legata a filo doppio alla presenza di un rookìe come Gianmarco Pozzecco all'esordio su una panchina di serie A. Stavolta P allenatore vuole lasciare il segno in palestra, con i ritmi di lavoro e con l'organizzazione di gioco: lo stesso Moretti è stato chiaro in tal senso sin dalla presentazione, anticipando la volontà di dare un'identità marcata nel modo di stare in campo alla sua Varese. Il parto finale della campagna acquisti 2015 sembra calzare perfettamente alle richieste del tecnico aretino per quanto riguarda spirito di gruppo, alienabilità e motivazioni di tutti i membri del roster. Anche perché, a parte Wayns, che ha speed e piglio da leader, l'Openjobmetis costruita da Arrigoni e Moretti nasce volutamente all'insegna della duttilità e dell'intercambiabilità, ma senza punti di riferimento specifici. Proprio questa è la scommessa chiave sulla quale gireranno i destini dell'annata biancorossa: Varese dovrà riuscire a sfruttare al meglio le qualità tecniche diffuse in tutti i ruoli e darsi gerarchie non troppo rigide, nelle quali ognuno potrà essere protagonista a rotazione. Se Moretti riuscirà a dare questa impronta alla squadra, sarà più facile vincere le scommesse estive. [/size][/font][/color]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]L'Openjobmetis sembra vicina alla quadratura del cerchio nella caccia ai due lunghi titolari. Sfumata la pista Drew Gordon, che ha preferito accasarsi in Francia, è Brandon Davies l'elemento sul quale punta la società di piazza Monte Grappa per completare il parco americani. Varese ha formulato una proposta ufficiale al 24enne lungo di 208 centimetri per 109 chili, nativo di Philadelphia come il nuovo playmaker biancorosso Maalik Wayns, che ha all' attivo 78 partite nella NBA tra Philadelphia e Brooklyn dopo la laurea conseguita nel 2013 a Brigham Young University (17.7 punti, 8.8 rimbalzi, 2.4 assist e 1.0 stoppate di media nella stagione da senior). [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]L'interesse da parte del giocatore - visto nella parte finale della stagione passata in Francia (8.0 punti e 4.1 rimbalzi di media a Chalon) - nei confronti della proposta della società biancorossa fa ben sperare Varese nella possibilità di chiudere la trattativa in tempi rapidi e completare gli slot extracomunitari disponibili dopo l'arrivo di Ramon Galloway e l'accordo con Maalik Wayns. E tra l'altro a costi decisamente competitivi rispetto a quelli di Gordon, del quale è meno esplosivo ma vanta maggiori capacità sul fronte offensivo. Davies è un lungo mobile e con un buon tocco dalla media, che ha punti nelle mani sia spalle che fronte a canestro oltre a una buona visione di gioco (anche 1.4 assist oltre a 6.3 punti e 3.7 rimbalzi nelle 20 gare del 2014-2015 disputate con i 76Ers). Nella recente Summer League di Las Vegas vinta con la maglia dei San Antonio Spurs, ha totalizzato 3.6 punti e 5.1 rimbalzi in 18 minuti; non si tratta di un centro dalla grande potenza fisico-atletica, ma di un giocatore tecnicamente completo che può dare pericolosità sia interna che perimetrale e un buon presidio dell'area a rimbalzo.Il sogno NBA sembra ormai alle spalle, e la volontà del giocatore del 1991 fresco di matrimonio un mese e mezzo fa è quella di costruirsi una carriera europea partendo dall'opportunità offerta da Varese.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Ma in ultima analisi, Davies è un'ala forte o un centro? Nella NBA giostrava da "numero 4", ma in Italia - così come al college - un giocatore della sua stazza deve giocare da pivot, soprattutto per motivi di accoppiamento difensivo. La domanda è sostanzialmente analoga a quella che Varese si poneva quando l'obiettivo primario era un altro giocatore atipico come Jerrelle Benimon: di fatto è un lungo duttile che calza a pennello alla filosofia basata sull'intercambiabilità di Paolo Moretti. Per questo ora servirà trovare un' ala forte europea o Cotonou in grado di accoppiarsi bene con l'atleta del 1991 : con ogni probabilità né Dejan Ivanov - troppo interno -né Mouhammad Faye - troppo perimetrale - fanno al caso di Varese, che potrà comunque investire disponibilità sostanziose sull'ultimo giocatore del roster. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Si cerca un lungo agile e possibilmente in grado di colpire anche dalla distanza, potenzialmente un altro "4 e mezzo" come Davies che però sia in grado di dare vigore atletico al reparto interni. Il cerchio si stringerà nei prossimi giorni, con un solo giocatore ancora da inserire l'area di intervento è più facile da circoscrivere. [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/size]
     

  • simon89
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]È Drew Gordon l'obiettivo primario dell'Openjobmetis per il ruolo di centro titolare. Il 25enne lungo di 205 centimetri per 110 chili è il nome in grado di far "collimare" tutte le richieste di Paolo Moretti alla dirigenza bianco-rossa. L'atleta del 1990 ha già esperienza del nostro campionato (33 partite in due stagioni a Sassari), può garantire punti e pericolosità frontale per giocare in coppia con Luca Campani ed è in grado di assicurare quell'impatto sotto i tabelloni (9.9 punti e 6.2 rimbalzi in 20.2 minuti nelle due esperienze al Banco Sardegna) che il coach aretino cercava dal suo centro titolare. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]L'operazione che fino a qualche settimana fa pareva inavvicinabile per motivi di costi sembra ora alla portata del club biancorosso, che però dovrà riuscire in extremis a convincere l'atleta laureato a New Mexico University. Il lungo del 1990 ha infatti sul piatto una proposta contrattuale proveniente dalla Francia (smentito l'interesse del Limoges, si tratta di un altro club transalpino che non ha però svelato il suo nome): la cifra è importante ma comunque alla portata dell'Openjobmetis, che si è mossa per migliorare l'offerta e assicurarsi un giocatore dall' impatto garantito sul piano tecnico e atletico. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Gordon era già nei pensieri di Varese nel gennaio 2014, quando si doveva sostituire Frank Hassell: al momento i costi erano fuori portata, ed allora il team biancorosso ri- piegò su Linton Johnson in uscita da Sassari, che ingaggiò proprio il centro ex New Mexico. Lo scorso anno l'atleta del 1990 ha provato a giocarsi la carta NBA, disputando però sole 9 gare con Philadelphia per "ripiegare" poi in D-League con i Delaware 87Ers. Ossia la squadra nelle cui file giocava Maalik Wayns, il nuovo playmaker biancorosso col quale potrebbe tornare a far coppia a Masnago qualora il blitz lanciato ieri da Bruno Arrigoni andasse a buon fine. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Con la firma di un lungo moderno per agilità e tocco come Gordon il complemento comunitario adatto per costi e caratteristiche potrebbe essere nuovamente Mouhammad Faye, che ha la statura necessaria per giostrare da pivot in attacco e la mobilità necessaria per marcare le ali forti in difesa, rendendolo così compatibile con l'altro giocatore del "puzzle" interno varesino Campani. E se l'assalto a Gordon non andasse a buon fine? Il piano B sul fronte americano porta verso Kevin Jones, 26enne lungo meno agile ma più potente dell'ex Dinamo Sassari, che ha brillato alla Summer League di Las Vegas (13.3 punti e 8.3 rimbalzi con i Milwaukee Bucks) dopo il primo assaggio europeo nella scorsa primavera con lo Cho-let (12.5 punti e 6.9 rimbalzi in 11 gaie). Ma se Gordon dirà sì, il mercato biancorosso entrerà nel rush finale. [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Maalik Wayns c'è, Jerrelle Benimon invece no. [/color]
    [color=rgb(0,0,0)]Confermato l'accordo con il 24enne playmaker di Philadelphia, che ha fortemente voluto giocare in Italia al punto tale di riaprire di sua sponte la trattativa con il club biancorosso dopo il primo abboccamento andato a vuoto. L'operazione Wayns sembra essere in cassaforte, anche se per la firma ufficiale ci vorrà qualche giorno per districarsi nella ridda di agenzie americane tra cui il giocatore si è mosso nel giro di pochi giorni. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Sembra invece saltata la pista Jerrelle Benimon: la 24enne ala forte statunitense sarebbe infatti diretto verso Trento, preferita a Varese in virtù della vetrina garantita dall' Eurocup. Anche se la Dolomiti Energia proporrebbe al giocatore del 1991 un ruolo più interno - a fianco di Pascolo, ma comunque più da pi vot che da ala forte - rispetto a quello che gli avrebbe prospettato coach Moretti.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]E adesso? Ci sarebbe ancora la possibilità di riaprire la pista Okaro White, che da una settimana è ad un passo da Le Mans, ma non ha ancora formalizzato l'accordo con il club francese. Ma a questo punto, mancando all' appello solo due pedine del quintetto, l'attenzione della società sembra destinata a concentrarsi sulla scelta dell'europeo, mercato più ristretto rispetto a quello degli americani e con alternative limitate a nomi ampiamente rodati -ma graditi da coach Moretti-come l'ex romano Bob-by Jones (utilizzabile da Cotonou grazie al passa- porto della Guyana) nel ruolo di ala forte e il bulgaro Dejan Ivanov nel ruolo di pivot. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Ieri sera il maxi-summit a tre tra Stefano Coppa, Bruno Arrigoni e il tecnico aretino - che resterà in città per qualche giorno - è servito per definire le nuove strategie sulla coppia di lunghi titolari. Non è neppure da escludere l'ipotesi di invertire la rotta rispetto alle indicazioni iniziali, puntando su un'ala forte europea e un centro a stelle e strisce. Tenendo però conto delle caratteristiche di Wayns, playmaker di spinta ed attaccante creativo: il regista di Philadelphia sarà certamente il motore dell'attacco con la necessità di prendersi tante responsabilità in prima persona, e la sua compatibilità tecnica con un altro catalizzatore di palloni come Benimon sarebbe stata una sfida tecnicamente impegnativa per coach Moretti.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Un'ala forte votata al gioco di squadra ed al lavoro sporco difensivo come White e un centro "colletto blu" in una squadra che comunque ha bocche da fuoco interessanti come Thompson, Galloway e lo stesso Cavaliero potrebbero essere più adatte agli assetti in via di definizione. O meglio ancora un'ala europea con atletismo e tiro perimetrale, e un centrone in grado di garantire presenza a rimbalzo e intimidazione difensiva: con Wayns alla Mike Green, servirebbero un 4 alla Polonara e un 5 alla Dunston per riproporre un modello che tre anni fa è stato decisamente apprezzato. [/color][/font][/size]
    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Jevohn Shepherd c'è, Okaro White invece no. In attesa della decisione definitiva dell'ala forte statunitense, Varese ha chiuso l'accordo con il 29enne giocatore canadese, utilizzabile in quota europei grazie al passaporto giamaicano che lo rende Cotonou. In attesa del comunicato ufficiale della società, è stato lo stesso giocatore a dare l'annuncio attraverso il suo account Twitter: «Ritorno in Italia per il 2015-2016: sono grato di poter essere parte di una società con una tradizione così grande». L'atleta del 1986 vestirà dunque la sua terza maglia italiana dopo quelle di Omegna e Barcellona; all'Openjobmetis debutterà in serie A, completando la sua escalation partita dalla Silver (18.6 punti più 6.0 rimbalzi e 2.3 assist nel 2013-2014 alla Paffoni) e passata per la Gold (17,4 punti - ottavo marcatore assoluto -più 5.2 rimbalzi e 1.8 assist nella stagione passata in Sicilia). Si tratta di un giocatore duttile che potrà dare sostanza dalla panchina ricoprendo entrambi gli spot di ala alle spalle di Mychel Thompson e del "numero 4" che verrà. Completato il secondo quintetto, ora tocca ai calibri pesanti, ossia ai 4 giocatori dello starting five che ancora mancano all'appello; sono giornate decisive soprattutto per ala forte e playmaker, ossia i due ruoli sui quali Varese vuole costruire l'asse portante della squadra. Il club biancorosso spera ancora di convincere Okaro White, e ieri avrebbe formulato una nuova proposta al giocatore del 1992; Le Mans resta però in vantaggio, sebbene di poco (si parla di 10mila dollari circa), ma ha anche la vetrina migliore dell'Eurocup da mettere sul piatto. Entro oggi si dovrebbero avere certezze in un senso o nell'altro; in caso di probabile fumata nera si valuteranno altri profili con preferenza su giocatori dotati di buone doti balistiche come White. Alternative più interne come Jerrelle Benimon, ala forte con stazza, dinamismo ed energia ma senza pericolosità perimetrale, presupporrebbero la scelta di un centro capace di colpire anche da fuori piuttosto che un atleta verticale di passaporto Cotonou. Nel frattempo Varese ha fatto la sua mossa in regia "puntando" Tini Frazier, 25enne playmaker che ha chiuso la stagione 2014-2015 a Portland (3.8 punti e 2.8 assist di media in 6 gare). La società ha formulato un'offerta ufficiale chiedendo una risposta in tempi rapidi; ma a Las Vegas il giocatore del 1990 ha brillato con i Trailblazers (9.8 punti e 7.5 assist) e sembra convinto a giocarsi le sue carte al camp di ottobre senza considerare le alternative europee. Ma è la normale evoluzione dei primi sondaggi successivi alle Summer Leagues: esauriti i pochi posti disponibili per la NBA, resteranno a disposizione tanti giocatori interessanti sui quali bisognerà essere bravi e veloci a scegliere i profili e soprattutto gli incastri giusti. Di certo comunque Varese vuole un playmaker con doti di leadership importanti: se il "numero 4" sarà un realizzatore di prim'ordine si potrà anche scommettere su un regista vero ma con poco punch offensivo come Aaron Craft, in caso contrario servirà un regista in grado di produrre gioco ma anche punti per una squadra che al momento ha tantissimo "contorno" ma ancora nessuna prima punta. Quel che è certo è che il sogno proibito di riportare a Varese Eric Maynor è vicino a sfumare definitivamente: il playmaker ex New Orleans è pronto a firmare con i russi del Nizhny Nov-grovod, squadra che giocherà l'Eurocup 2015-2016 ed ha proposto all'ex biancorosso un accordo vicino ai 300mila dollari. Una cifra inferiore alle aspettative del giocatore del 1987, che il mese scorso aveva lasciato cadere i sondaggi da parte di Sassari ed Unics Kazan per inseguire il sogno NBA, ma comunque fuori dalla portata di Varese. [/size][/font][/color]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Una volta tanto non sono d'accordo con Aldo "Von Karajan" Ossola. Varese deve partecipare alla nuova manifestazione della Fiba, quella Coppa (o Coppetta) che l'impareggiabile regista della Grande Ignis ha definito Coppa del Nonno? Secondo lui, ovvio, certo che no. Io, invece, dico certo che sì: tra tante cose incomprensibili viste negli ultimi due mesi, non è la peggiore. Intendiamoci. Concordo sul principio generale di Von Karajan: non è questo il posto che spetta/spetterebbe a Varese. Ma la vita va così, a volte ti butta in alto e poi ti schiaffa in basso. Le recenti vicende della Pallacanestro Varese assomigliano un po' alla saga dei Buiddenbrook e alla decadenza di una prestigiosa borghesia ottocentesca. I fasti della nostra borghesia cestistica sono immortali, d'accordo, ma inevitabilmente subiscono lo scorrere del tempo e diventano sempre più smunti. Riaffacciarsi all'Europa, per quanto di serie B, C o D, non è un modo nostalgico di rivivere o imitare quell'epopea, ma è almeno un modo per dire al continente che Varese c'è ancora e che questo passo d'inizio è una piccola, marginale ripartenza per provare a guadagnare di nuovo l'eccellenza. Non ho idea se questa Coppa del Nonno avrà futuro. All'inizio del millennio sono stato testimone dello scisma dell'Eurolega rispetto alla Fiba, che tentò di reagire organizzando ancora la sua brava Coppa dei Campioni, salvo poi arrendersi in breve a un rivale che aveva più idee e la forza di uno stato nascente. Penso che questa nuova avventura, nonostante la Fiba sia un colosso, non avrà un grande futuro, anche perché la leggo come uno strumento politico per mercanteggiare scambi e accordi in tutto lo scenario del basket. E ritengo che l'Eurolega, per quanto i tempi siano difficili pure per la realtà più simile alla Nba, non avrà problemi a mantenere la leadership. Mala Coppetta ora c'è. Di Europa pur sempre si tratta e condivido anche il principio che possa essere usata quale palestra per dare minuti ai giovani e alle riserve del roster. È pacifico che lo sforzo diventerà doppio e che doppio sarà pure il rischio di infortuni. Ma è anche un'occasione di crescita: in fondo Reggio Emilia, vincendo una di queste manifestazioni della Fiba, ha aggiunto mattoni importanti alla casa che stava costruendo. Sì, questo torneo sa da fare. E poi, che dire? Meglio la Coppa del Nonno che... Coppa (ma sì, dai, stiamo scherzando). [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]*Giornalista della redazione sportiva del Corriere della Sera[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Si complica improvvisamente l'affare Okaro White (foto archivio). L'obiettivo primario di Varese nello spot di ala forte ha in mano una proposta allettante dalla Francia: sulle tracce del 23 enne giocatore nel 2014-2015 alla Virtus Bologna ci sarebbe il Le Mans Sarthe, terza forza della Pro A transalpina che disputerà l'Eurocup nel girone di Brindisi e Reggio Emilia. L'offerta economica per l'atleta della Florida sarebbe decisamente elevata, e sicuramente superiore a quella che l'Openjobmetis è in grado di formulare. Il club biancorosso proverà a fare la sua mossa, sottoponendo all'agente di White la sua proposta comprensiva di un impegno che vada oltre il singolo anno. Quante possibilità ci sono di riuscire a convincere il giocatore? Dipenderà dalla sua voglia di restare in Italia, anche se è evidente che le maggiori disponibilità economiche e la miglior ribalta internazionale che Le Mans può gettare sul piatto rende assai complicata la trattativa. Varese prepara comunque delle alternative valutando il materiale visionato a Las Vegas; d'altra parte nelle prossime 48 ore le franchigie NBA dovrebbero recapitare gli inviti ai Veteran Camp per i giocatori che hanno attirato l'attenzione dei professionisti alle Summer Leagues. Dunque sarà più chiaro il quadro di chi non è disponibile per l'Europa e chi invece dovrà "ripegare" sul vecchio continente; il discorso vale anche per il ruolo di playmaker, nel quale le prime scelte dell'Openjobmetis sono tutte in ottica NBA (in particolare Tim Frazier, che dovrebbe strappare un invito al camp di Portland). E le seconde - come Larry Drew II, che ha brillato alla distanza con New Orleans, finendo nel secondo quintetto di Las Vegas - hanno destato l'attenzione delle big di Turchia e Russia. D'altra parte i riscontri del campo modificano in maniera sostanziale le stock options dei giocatori: in contemporanea a Mychel Thompson, Varese aveva provato a trattare anche Seth Curry (fratello del neocampione NBA Stephen come il neoacquisto biancorosso lo è di Klay) per ricomporre sotto le Prealpi la coppia in tono minore degli "Splash Brothers" dominatori della NBA con Golden State. Ma l'altro fratello d'arte ha letteralmente furoreggiato con Phoenix (capocannoniere a Las Vegas con 25.4 punti di media) e quasi certamente farà parte del roster dei Suns. In attesa delle scelte chiave tra playmaker ed ala forte, Varese ha ufficializzato la firma di Daniele Cavaliero: l'esterno ex Avellino vestirà per i prossimi due anni la maglia biancorossa, e ad oggi è l'unico "Over 30" del roster. Per il ruolo di guardia si valuta con attenzione Ramon Galloway, 24enne "combo" due anni fa compagno di Andy Rautins a Francoforte e nel 2014-2015 in A2 Silver a Tortona (14.9 punti e 3.0 assist), che si è messo in luce a Las Vegas con i Chicago Bulls (10.7 punti e 4.8 assist di media). [/size][/font][/color]
    [size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

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