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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Alzi la mano chi ha intravisto la terza forza del campionato impensierire la capolista. Roma, senza tifosi e senza idee al seguito, viene dominata (dati emblematici le 25 palle perse, il 36% al tiro e la valutazione di 35 a 108) per tre quarti e subisce una lezione di pallacanestro che le gioverà per il futuro. Probabilmente dopo un paio di notti insonni e qualche allenamento punitivo.
    Dall'altra parte Vitucci, da splendido alchimista, concede un minutaggio mai visto alla panchina. I suoi lo ripagano superbamente, segnando in undici (!) effettivi e sciorinando una prestazione di carattere da primato. Mancano ancora cinque partite di stagione regolare, ma – vista la fase calante di Sassari – la prima piazza appare vicina.

    [i][b]Equilibrio allo start. [/b][/i]I due quintetti impattano il match con una notevole abnegazione difensiva, in particolare la [i]zone-press [/i]capitolina insidia la manovra della capolista. Un indemoniato Ere (8 punti) si scambia colpi di classe con l'ex di turno Goss – piuttosto indisponente nel pre-partita nel non ricambiare gli applausi signorili di Masnago – per l'8-6 iniziale. La poderosa schiacciata di Dunston e la serpentina di Banks (12-6) obbligano Calvani alla sospensione tecnica, dalla quale l'Acea esce pescando i primi due punti del talento azzurro Datome e poco altro. Sakota è sartoriale da tre, quindi Roma ricuce con un'entrata di Taylor viziata [i]ab origine[/i] da un'infrazione di passi più evidente del Colosseo: 15-12. Green denota un nervosismo più marcato del solito e cozza contro la retroguardia giallo-rossa, dall'altra parte Lawal è un cliente difficile da gestire ad alta quota. Banks interrompe il break di 0-9 con un bel 2+1, Dunston manda in archivio la prima frazione con una stoppata che cancella il tiro di Lotant. Al mini intervallo la Cimberio guida 18-17.

    [i][b]De Nicolao-Polonara, una brezza di gioventù. [/b][/i]La terna d'un tratto decide di sanzionare anche i sospiri dei romani, segnalando tre falli in venti secondi. Varese sciupa varie possibilità di allargare la forbice e trema di fronte allo scivolone di Banks (nulla di grave), fermato da D'Ercole senza cattiveria. La difesa asfissiante di De Nicolao su Taylor è poesia cestistica, mentre l'ennesima scelta sbagliata da Rush è da pura incavolatura. Talts alza i gomiti e, coadiuvato da PolonAir, si confronta in un epico scontro con Lawal nel pitturato. Il quintetto “di riserva” continua a giocare con il coltello fra i denti e corre fino al 28-23, punteggio rimpinguato poco dopo dal dardo inceneritore del solito Ere. L'Acea annega nella rete difensiva della Cimberio e rimane inchiodata tempo immemore a quota 23. Ci pensa allora Goss, con cinque punti di indubbia finezza, a rilanciare le azioni dei suoi: alla pausa lunga i padroni di casa conducono per 33-28.

    [i][b]Acea in crisi d'identità. [/b][/i]Varese inaugura la ripresa con buone difese e con i “piazzati” di Ere e Dunston, il tabellone assume un aspetto confortante recitando 37-28. Roma non fa canestro nemmeno in una piscina olimpionica, Calvani allora perde il senno e si vede comminare un fallo tecnico. I laziali escono dalle secche del parziale di 0-8 con la tripla di Taylor e con il sussulto di Datome (41-33), i bianco-rossi denotano la consueta mancanza di [i]killer instinct [/i]ricamando trame con qualche leziosità. Un ciuffo da sette metri di Sakota, conclamato spauracchio dei romani, e una mira aggiustata dalla lunetta ridanno un sapore più speziato al vantaggio varesino: 48-36. Il pressing di Roma viene annichilito dalla fuga di Polonara, bravo a servire un assist al bacio per Talts, e dalla magia di De Nicolao. Il 54-38 del trentesimo minuto scatena gli animi sulle tribune gremitissime del PalaWhirlpool.

    [i][b]Ma che musica, maestro! [/b][/i]La contesa si riapre all'improvviso: in concomitanza del contatto di Talts su Lawal, la terna punisce Frank Vitucci con un fallo tecnico tipicamente compensativo. Ma è solo un refolo di vento che non turba la solidissima truppa del coach veneto. Roma assomma 6 punti, Varese (per la prima volta quest'anno con i cinque “titolari” all'unisono in panchina) non si scompone e colpisce con Rush per il 57-44. Calvani è in piena confusione: il suo pressing a tutto campo appare più morbido della colomba pasquale. Talts, Rush e Polonara affondano il coltello e servono sul piatto un dolce candito con scritto sopra 65-46. Gianni l'estone assesta due stoppate da cinema, a cinque minuti dalla fine la sfida è virtualmente chiusa. Il resto è puro pleonasmo, con i ragazzi terribili di Varese (il giovane Bertoglio fenomenale in entrata per l'81-55) a indurre anche il fan più mite a spellarsi le mani.

    Una sola riflessione accompagna la fiumana entusiasta bianco-rossa: non vediamo l'ora che arrivi maggio. Con i play-off a risvegliare sogni che da queste parti non si coltivano da tre lustri. Prima classe prenotata, tutti a bordo per conquistare l'utopia a tre colori. Il capotreno Vitucci scalpita per cominciare lungo viaggio, noi ancora di più.

  • Lucaweb
    Partita difficile giocata in gran parte punto a punto se si esclude un parziale favorevole a cavallo dei primi due quarti, presto ricucito dai padroni di casa.
    Da li in poi una partita difficile ed in discussione fino al termine, nella quale Varese ha sofferto la difesa energica e puntuale dei padroni di casa. Ottimo ancora una volta l'impatto di Dunston autore dell'ennesima partita sopra le righe.

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A questo punto bisognerebbe interrogarsi su quei tarli che giocano con la mente quando essa, fatalmente, perde vecchie certezze in situazioni simili. Tre sconfitte nelle ultime tre trasferte, finale di Coppa Italia a parte, potrebbero anche apparire come pesanti indicatori d'un percorso diventato più arduo ed estenuante per Vitucci e i suoi uomini la cui bella e pura pallacanestro, evidentemente, è stata corrosa da un po' di contaminazione, dovuta a un impatto duro e sporco, se non beffardamente avverso, come nella gara di Sassari. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nell'annotare ogni contingente limite, resta obbligatorio il condizionale, dovendo riconoscere, unanimemente, a questa Cimberio risorse di gioco a dir poco solari, atte a esaltare il collettivo su misura dei singoli e viceversa, seppur scalfibili, com'è capitato, da determinate e soverchie fisicità, come ne posseggono, ad esempio, Siena e Cantù risultando, invece e molto diversa, la storia di Sassari per quel che è accaduto di rocambolesco di fronte all'altra bella realtà del campionato contro la quale s'è anche sparato molto e fuori ritmo, quindi a casaccio. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Questa sera ecco Reggio Emilia che non vale, come impone un ovvio paragone, le squadre citate, sempre che non si prenda per buona quell'accezione secondo cui ogni gara fa storia a sé, in questo caso non può essere ritenuta scontata, nemmeno alla distanza, l'arrendevolezza degli emiliani nelle cui file troviamo elementi d'un certo valore e di buon mestiere, affinabili a un rendimento possibilmente esaltante attraverso entusiasmo sugli spalti e fiducia in proprie felici giocate. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' soltanto un ammonimento, di cui non ha affatto bisogno Vitucci , coscienzioso nel preparare le partite, serbando sempre un grande rispetto per tutti, figuriamoci per avversari del genere, concentrati e chini sul pezzo in una stagione che, già soddisfacente, li lusinga di grandi ambizioni, da piazzamento play off. [/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sicuramente non fu presa sul serio quella trasferta di quattordici anni fa, allora i Roosters, ridendo e scherzando, ancorché affaticati dall'Eurolega, batterono il naso contro una squadra non eccelsa ma alla quale bastarono un torello, qual era Carra (riserva di Davolio ma "bestia nera" di Pozzecco, il che era tutto dire) e il francese Bonato creduto, almeno sin lì, sul viale del tramonto. Ancora oggi ricordiamo facce sgomente e commenti lugubri per quella lezione, così sonora ma istruttiva, come testimonia la storia con l'incredibile scudetto della Stella. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Se potessimo intrecciare analogie, seppur inammissibili fra epoche e squadre, ovviamente, non esiteremmo a patteggiare per una battuta d'arresto, magari al momento indigeribile, in cambio dell'undicesimo titolo. Si tratta di amenità giornalistiche, chiediamo scusa: soprattutto la questione non si pone per quel che s'è detto, d'una Cimberio sempre vigile e coralmente credibile, costretta com'è, dall'inizio della stagione, a dare il massimo per costruirsi, ogni volta e convintamene, le proprie fortune.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nel match di stasera s'annidano, naturalmente, insidie e rischi, soprattutto nell'ascesa d'una stagione vissuta, sempre e intensamente, da una Cimberio di testa, quindi designata dagli eventi a "squadra da battere", pertanto gravata da pressioni che, pur non volendole avvertire o ammettere, sono state reali, ancorché superabili e superate. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il momento, da resa dei conti a tanto dispendio di energie psico-fisiche, appare cruciale per tutte le combattenti in lizza, almeno per alte aspirazioni, a tal proposito fa impressione Siena, che, da tempo, finita in un mucchio, si raccoglie in campo con il "cucchiaino". Di fronte a sei sconfitte consecutive, fra campionato ed Eurolega, vien naturale chiedersi come la Montepaschi possa ancora risultare un'integra candidata al titolo. Ovviamente qui si tifa per i toscani marcianti in Europa nella speranza di eliminare una "brutta bestia" sulla strada degli uomini di Vitucci che, non finita la pietrina, possono ancora fare scintille. [/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Parte da Reggio Emilia la volata della Cimberio nella corsa al primo posto della regular season. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nel posticipo serale con ribalta televisiva (ore 20 con diretta congiunta su La7D e Sportitalia2) la formazione di Frank Vitucci sfiderà il “tutto esaurito” del PalaBigi per ripartire di slancio dopo il rocambolesco stop di Sassari. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'aggancio al vertice da parte del Banco Sardegna ha lanciato una sfida a distanza lunga 7 giornate per assegnare i primi due posti nella griglia di partenza del tabellone playoff; e in quella che classifica alla mano rappresenta la tappa esterna più insidiosa del rush finale Varese vuole tornare a fare bottino lontano dal PalaWhirlpool, “muovendo” la casella delle vittorie in trasferta che è ferma al raid del 27 gennaio ad Avellino. Lo stop in volata del PalaSerradimigni ha lasciato tanto amaro in bocca nell'ambiente biancorosso: l'auspicio del coach veneziano è che la squadra sappia trasformarla in furore agonistico di fronte alla frizzante matricola Trenkwalder, proseguendo nel percorso di crescita lenta ma costante che nelle ultime settimane ha permesso ad Ere e soci di ritrovare una buona condizione fisica ed evidenziare nuovamente quella verve atletica decisiva per la fuga delle prime 9 giornate di campionato. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Anche se in realtà il bollettino medico non è dei migliori alla vigilia della partenza con Banks ed Ere sofferenti per i rispettivi problemi alle caviglie (datato ormai 10 giorni quello del capitano, freschissimo invece quello dell'esterno di Memphis) e Talts bloccato da un attacco influenzale nella nottata tra venerdì e sabato (il centro estone sarà in panchina ma certamente non al meglio). Di certo è lecito aspettarsi una partita completamente diversa rispetto all'agevole successo casalingo dell'andata (a Masnago finì 91-78): l'impianto difensivo della formazione di Max Menetti è tra i migliori del campionato (73,3 punti concessi, meglio soltanto Siena e Cantù e nel vetusto ma caldissimo palasport di via Guasco sono cadute “big” come Milano e Roma (8-3 il record casalingo dei reggiani). [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'elemento più temibile è certamente il capocannoniere Donell Taylor (19,4 punti di media), ma il solido asse ex canturino tra il play azzurro Cinciarini (12,4 punti e 4,3 assist) e il massiccio pivot Brunner (12,0 punti e 7,7 rimbalzi) è la vera ossatura portante di una Trenkwalder che con l'aggiunta del talento di Troy Bell (15 punti in 18 minuti medi) ha trovato la giusta alchimia per aumentare il potenziale di un gruppo che conta anche sulle doti balistiche dell'ala Antonutti (8,6 punti col 51% da 3) e del serbo Jeremic (7,4 punti in 22 minuti). Insomma, un'avversaria insidiosa e motivata dalla necessità di mettere in cassaforte la qualificazione playoff per una Cimberio che giocherà a sua volta un piccolo anticipo di post-season sul campo della squadra che - finendo oggi il campionato nell'attuale situazione di classifica - sarebbe la sua prima avversaria nel tabellone dei quarti di finale. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Arriva la primavera, perlomeno quella del calendario, e come di consueto il Grande Orso Baltico, alias Janar Talts, nonostante si sia messo alle spalle un inverno più che discreto, annusa l'aria e capisce che è tempo di cominciare a menare fendenti e riprendere a segnare il suo territorio, ovvero quello spazio che partendo dalla linea dei tre punti arriva fin sotto il ferro. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A Sassari (6 punti e 6 rimbalzi in 12 minuti molto positivi) Talts ha interpretato alla perfezione il suo ruolo di cambio di Bryant Dunston. Peccato solo una cosa… «Già, peccato per quel risultato che - commenta Talts - il Banco di Sardegna ha probabilmente meritato. Noi, però, sconfitti sul parquet, siamo usciti da vincenti: a testa altissima e consapevoli di aver prodotto un'eccellente prestazione contro, è giusto riconoscerlo, un'ottima squadra, dotata di grande talento offensivo e giocatori che, vedi il nostro vantaggio di 7 punti subito risucchiato, sono in grado di cambiare il volto delle partite in qualsiasi momento. Sassari proprio contro di noi ha dimostrato di valere la vetta della classifica, ma sotto il profilo tecnico e tattico, credo sia un dato di fatto incontrovertibile, siamo stati meglio noi. Infatti, dopo un avvio tutto di marca sassarese, è stata la Cimberio a gestire i ritmi della partita. E' stata la nostra difesa a costringere i padroni di casa a una prova offensiva molto al di sotto degli standard abituali e il Banco, non a caso, è passato da una media di quasi 90 punti segnati a 76». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]- Quindi, al termine del match, nessun rimpianto...[/size]
    [size=3]«Altrochè: sulla sirena conclusiva eravamo tutti arrabbiati come lupi ma, cosa volete, inutile prendersela con situazioni che non si può controllare. Meglio far sbollire la rabbia, resettare tutto e pensare a ripartire, perché la corsa per conquistare la miglior posizione nella griglia playoff è appena iniziata». [/size]
    [size=3]- Alcuni addetti ai lavori hanno già stilato la tabella: Varese, dicono e scrivono, finirà prima...[/size]
    [size=3]«Dove devo firmare? In realtà, quando sei seduto a una scrivania, tutto sembra facile e la pallacanestro assomiglia tanto ad un giochino fatto di soluzioni semplici. Invece noi sappiamo benissimo che sul campo le cose si sviluppano diversamente e da qui al 5 maggio ci attendono sette partite una più difficile dell'altra contro squadre che giocheranno tutte per un obiettivo. Insomma, sarà una corsa complicata e restare in cima sarà durissimo per noi, come per Sassari». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]- La prima di queste sette terribili prove sarà a Reggio Emilia...[/size]
    [size=3]«Gara delicata sotto tutti i punti di vista e tatticamente diversissima rispetto a quella che abbiamo giocato a Sassari. La Trenkwalder è una formazione che, all'opposto di Sassari, basa grande parte del suo gioco sull'applicazione difensiva e su un sistema che offre grandi frutti nella sua metà campo. Sarà importante non cadere nella trappola di una partita che i reggiani vorranno giocare a ritmi controllati e, come hanno fatto contro Milano, pungere gli avversari a colpo sicuro. Quindi, velocità di esecuzione, spingere forte sul contropiede, costringendo Reggio Emilia a uscire dai binari di una pallacanestro fatta di equilibrio e raziocinio. Disinnescare Taylor, Brunner e soprattutto Cinciarini, fonte del loro gioco, saranno le chiavi di una partita da vincere a tutti i costi». [/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Varese e Luigi Lamonica, oltre due anni di polemiche e incomprensioni.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La palese infrazione di "passi" non sanzionata a Drake Diener nel possesso finale di Sassari-Cimberio è l'ultimo capitolo delle "storie tese" tra la società biancorossa e il fischietto pescarese, unanimemente considerato il miglior arbitro italiano con all'attivo la presenza alle ultime due Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012 e la direzione della finale di Eurolega dello scorso anno a Istanbul.[/size]
    [size=3]Il capitolo inaugurale fu quello del 2 gennaio 2011, nella partita immediatamente successiva alla polemica innescata da Carlo Recalcati per il presunto insulto da parte dell'arbitro Seghetti nel derby contro Milano: la direzione di Lamonica nel match contro Biella fu fortemente contestata dalla Cimberio, con una serie di decisioni avverse nel finale in volata che consentirono all'Angelico di rimontare 9 punti negli ultimi 4 minuti espugnando Masnago con una tripla allo scadere di Sosa.[/size]
    [size=3]L'arbitro abruzzese tornò poi al PalaWhirlpool in occasione di altre due partite (vittorie casalinghe contro Roma e Milano), salvo poi essere protagonista di un nuovo episodio contestato nei secondi finali della gara-2 dei playoff contro Cantù: un canestro di Tabu più fallo di Slay a 23” dal termine - con Varese che reclamava invece lo sfondamento del play belga - firmò il decisivo 63-61 per i padroni di casa (poi vittoriosi per 67-64). Un fischio contestatissimo che indusse la società a chiedere la ricusazione di Lamonica. Tant'è che il fischietto pescarese non ha diretto partite di Varese per tutta la stagione passata, e solamente in occasione della recente finale di Coppa Italia contro Siena - ossia quasi venti mesi dopo il derby del maggio 2011 al Pianella di Cucciago - le strade della Cimberio e del direttore di gara si sono nuovamente incrociate. In maniera comunque non positiva, dato che nella sfida decisiva del Forum l'arbitraggio (pur con i fischi più discussi arrivati dai colleghi Cicoria e Lanzarini) non ha certo soddisfatto il clan biancorosso. Poi la designazione per il recente derby del PalaDesio e anche in quel caso Varese non ha gradito il metro arbitrale. Infine il match di domenica a Sassari, con l'episodio decisivo del fischio mancato dopo altre decisioni che hanno lasciato qualche dubbio.[/size]
    [size=3]Da escludere categoricamente qualsiasi ipotesi “persecutoria” da parte dell'esperto arbitro abruzzese. Ma se tra le due parti ci fosse comunque della rigidità di fondo in grado di condizionare in qualche modo i rapporti, non sarebbe meglio tornare alla “quarantena” dello scorso anno per evitare potenziali veleni nella fase decisiva di una stagione che si deciderà sul filo di lana e auspicabilmente non per una svista arbitrale?[/size]
    [size=3]G.S.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Cecco Vescovi getta acqua sul fuoco della rabbia anti-arbitri dopo il finale discusso del big-match contro Sassari. Parole misurate da parte del presidente biancorosso nell'analisi della sconfitta sul filo di lana della Cimberio con il possesso finale della Dinamo viziato da un paio di infrazioni vistose (piede di Vanuzzo e poi passi “solari” di Drake Diener) prima del canestro decisivo di Thornton: «Siamo amareggiati per non aver portato a casa due punti che avremmo meritato di conquistare. Però rifiuto qualsiasi discorso sul fatto che ci abbiano fatto perdere apposta: i passi di Drake Diener erano lampanti, ma gli errori in campo possono commetterli tutti, a partire da giocatori e allenatori. Dunque bisogna essere forti e accettare che succedano anche da parte degli arbitri, senza incolpare la terna per una svista che può anche capitare». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E dunque Vescovi rifugge qualsiasi “cattivo pensiero” per il mancato fischio decisivo invitando l'ambiente biancorosso a non perdersi in dietrologie e polemiche sterili: «Non mi interessa capire cosa è successo, la sostanza è che dobbiamo guardare avanti senza rimpianti: escludo categoricamente qualsiasi ipotesi di malafede e se Lamonica dovesse essere nuovamente designato per una partita di Varese sono certo che non ci saranno problemi di sorta. Ci tengo che il nostro ambiente mantenga la massima serenità, anche perché se corri dietro alle dietrologie poi perdi di vista l'equilibrio e la serenità di giudizio che nello sport sono fondamentali».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il presidente biancorosso auspica dunque che la squadra sappia tramutare in energia e determinazione la frustrazione per la sconfitta sul filo di lana di Sassari: «Alla fine guardiamo anche in casa nostra: segnando solo due di quegli otto liberi che abbiamo lasciato sul ferro avremmo vinto la partita ipotecando il primato in classifica. La sostanza è che non dobbiamo commettere noi degli errori e tramutare questa amarezza per due punti meritati svaniti sul filo di lana in furore agonistico nella volata finale per il primo posto. Ci giochiamo tutto nelle ultime 6 partite stando comunque attenti a Roma che potrebbe tornare in gioco, anche se dovrà venire da noi e andare a Sassari. Nel complesso i riscontri sono positivi e confermano la crescita di una squadra che sta pian piano tornando al livello di due o tre mesi fa. Non dimentichiamo che quel che conta davvero è essere al 100 per cento fra due mesi; dunque ripartiamo dall'ottima prova difensiva contro Sassari in vista di una trasferta difficile come quella di Reggio Emilia».[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Infine Vescovi non concorda appieno con l'ex compagno Meo Sacchetti che nel post-partita di domenica ha citato la Varese di fine anni '80 come testimonianza di come raramente le “squadre belle” siano anche vincenti: «Ci sono anche esempi diversi come i Roosters, squadra divertente che arrivò fino in fondo; questo è un anno particolare perché il campionato non ha un padrone definito. Rischio di spendere tante energie mentali per il primo posto e poi arrivare scarichi ai playoff? Non credo: un conto è arrivare ottavi e poi tirare il fiato dopo aver centrato l'obiettivo, un altro è partire dal primo o dal secondo posto con l'adrenalina a mille sentendo di avere concrete possibilità di andare fino in fondo...».[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Dopo 23 giornate di battaglie, due testa a testa al fulmicotone e mille patemi, Sassari agguanta Varese sulla vetta della serie A.
    I ragazzi di Vitucci pagano, oltre i propri demeriti, una pessima mira dall'arco (3/21) e un ultimo quarto da ben 28 punti subiti, con i sorprendenti Vanuzzo e Devecchi a mettere in crisi un piano partita eccellente per 30 minuti.

    Nel primo quarto Varese scivola a meno dieci (21-11) prima di intuire l'unica arma possibile per sbancare l'infuocato casino isolano: difesa abbinata al sacrificio. Ne esce una rimonta progressiva e convincente (pareggio alla pausa lunga, massimo vantaggio di più sei a inizio ripresa, 50-55 al '32), con una sontuosa prestazione a rimbalzo. Il Banco non si disunisce e, grazie in primis a D. Diener, risponde colpo su colpo ai lombardi. Quando un mostruoso Duston (25 p + 10 rimbalzi) e uno sgusciante Banks si inceppano, la compagine di Sacchetti sembra archiviare il match sul 70-63. La Cimberio, da saggia formica, recupera le briciole e sorpassa i sardi con un'azione rocambolesca: 1 su 2 dalla lunetta di Duston, rimbalzo ed errore di Sakota, ancora super Bryant a metterla nel cesto.
    Con dodici secondi sul cronometro, Sassari gioca una pessima aziona, rischiando – usiamo un eufemismo – passi e un'infrazione di piede. La palla finisce nella mani del veterano Thornton, lesto e fortunato a siglare la beffa.

    L'auspicio è che dal seme della frustrazione nasca il fiore del riscatto. La truppa di Vitucci è apparsa in crescita, ora dovrà dimostrare il trend positivo nelle sfide difficilissime contro Reggio Emilia e Roma. Per mantenere la testa della classifica (con gli scivoloni frequenti di Milano e Siena, diventa impossibile pronosticare la griglia play-off) e dare una risposta a chi ancora non crede fino in fondo alla solidità e al valore di capitan Ere e compagni.

  • pxg14
    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Rigogliosa o brulla, accarezzata o sferzata dal mare e dal vento. Questa è un po' la terra sarda nelle sue alterne apparizioni, anche per Vitucci e i suoi uomini, alla ricerca di condizioni favorevoli, soprattutto, di belle notizie. Dunque, una Sardegna da “isola del tesoro” per una Cimberio che, a Sassari, cerca di darle l'assalto, spinta dalla convinzione di un'ardua ma possibile conquista. Un suo successo risulterebbe pressoché decisivo per il primato, da pole, per effetto d'un vantaggio di quattro punti, impreziosito da un 2-0 nel confronto diretto, che si tradurrebbe in un pesante bonus in un'eventuale volata in fotofinish. Come dire d'una stagione regolare, probabilmente, bell'e decisa a sette gare dalla sua fine, anche se le prossime quattro (a Reggio Emilia, contro Roma in casa e Montegranaro in trasferta, quindi al cospetto dell'imprevedibile Milano a Masnago), s'annunciano come incognite, da considerare con cautela per quegli eventuali imponderabili che, a volte, alterano i valori a confronto. In ordine a un così pressante “tour”, i tifosi danno l'impressione di far melina tra i pronostici, mettendo pur in conto un paio di sconfitte, ben digeribili in un percorso che si riterrebbe ugualmente molto soddisfacente e al riparo da bibliche rovine. Ogni gara, indubbiamente, è temuta come un boccone amaro avvolto all'amo ma un po' tutti, in cuor proprio, sanno con chi hanno a che fare, cioè con Green (foto Blitz) e soci la cui credibilità cestistica è diventata, nel tempo, più massiccia e inattaccabile. La sfida di stasera non sarà, estremamente determinante per Sacchetti e i suoi uomini i quali, imponendosi anche d'un solo canestro, oltre che appaiare la Cimberio lassù, rimedierebbero un vantaggio utile nel caso d'un arrivo, a gomito a gomito, a patto di mantenere lo stesso passo sino alla fine. Una cosa è certa: oggi la pallacanestro trae un bello spot da queste due squadre, cresciute come frutteti in una selva, come sin qui ha dimostrato il campionato nelle sue nuove e alte gerarchie, dentro le quali Varese, Sassari e un po' la stessa Roma sembrano entrate sorprendentemente e acrobaticamente dalla finestra, lasciando alla porta vecchie e riconosciute autorità come lo sono, per reputazione, Siena, Cantù e Milano. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sicuramente nessun altra, sin qui, è parsa scintillante in prestazioni e giochi come Varese e Sassari (84,2 punti di media a gara per i biancorossi, 88,7 di media gara per i sardi), fautrici e artefici di spettacolo a scena aperta. In questa vera partitissima s'insinua, come nemica invisibile e perfida di entrambe le squadre, un'incalcolabile pressione psicologica che, però, a rigor di logica, dovrebbe più irretire gli uomini di Sacchetti, soprattutto, nelle file d'una panchina che, talvolta, non riesce a nascondere gli scompensi dovuti alle comprensibili pause dei leader, tanto immensi quanto contati, ancorché darà loro un'incredibile spinta una tifoseria che “sogna il tricolor”, come canta da tempo. Certo, non sarà facile imporre la propria identità, d'una pallacanestro spigliata e scintillante, ad avversari che ne posseggono una simile, d'altra parte brillano su entrambi i fronti reali valori d'eccellenza, basti pensare ai migliori elementi di tutto il campionato che, per media di valutazione, stanno stasera sul parquet per dire di Dunston il quale, nella speciale classifica, precede Travis Diener e suo cugino mentre Drake mentre quinto è Mike Green che, al regista di Sassari, contende il primato degli assist. Ci vorranno testa fredda e convinzione, quella intima del più forte, toccando a Varese il ruolo della sfidata capolista, peraltro, alla conquista della vittoria numero milleduecento della sua bella storia.[/font][/size]

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