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VareseFansBasketNews


  • simon89
    La nuova Pallacanestro Varese prepara l'inizio della stagione giocando d'anticipo sul primo allenamento dell'annata 2019/20. Attesi in città già oggi cinque dei sei nuovi stranieri bianco-rossi, in anticipo rispetto al raduno fissato ufficialmente per il pomeriggio di giovedì. Il club di piazza Monte Grappa ha organizzato i viaggi dei giocatori provenienti da fuori Italia per cercare di guadagnare tempo sulle formalità burocratiche relative a visite mediche e logistica.
    Gli uffici della società si sono mossi in anticipo sulla questione visti, anche grazie ai tempi anticipati del mercato se si eccettua Jason Clark (che comunque giungerà in città nei tempi previsti). Una sorta di prologo della nuova stagione alle porte che nasce dalla volontà di sfruttare al massimo il tempo della preparazione per creare il più rapidamente possibile l'identità tecnica e caratteriale della nuova Varese. Come già accaduto negli anni scorsi dunque l'anticipo dell'arrivo in città dei giocatori - e in particolare degli stranieri - sarà utile per dare la possibilità ad Attilio Caja ed al preparatore Silvio Barnaba di avere la massima concentrazione dagli atleti biancorossi a partire dal primo allenamento di dopodomani.
    Il calendario degli arrivi sarà inaugurato in mattinata da L.J. Peak e Jeremy Simmons con il volo transoceanico dalla costa Est degli Stati Uniti; in serata giungeranno Milenko Tepic da Belgrado e Siim Sander Vene da Tallinn, mentre l'ultimo a sbarcare a mezzanotte sarà Clark, l'ultimo acquisto che nella stagione passata militava in Germania ai Fraport Skyliners. In tal modo domani i nuovi arrivati in maglia biancorossa potranno effettuare tutte le tappe preliminari - dai test medici alla consegna di auto e alloggi - e smaltire il fuso orario per arrivare pronti all'appuntamento con il primo allenamento del pomeriggio di giovedì, Ma di fatto già domani faranno conoscenza con la città -non nuova per il solo Vene, già in maglia OJM nella seconda metà del 2017/18 - mentre l'unico straniero a sbarcare a Varese il giorno del raduno sarà Josh Mayo, atteso alla Malpensa nella mattinata del giorno del primo appuntamento con il pallone.
    Arrivo anticipato anche per gli italiani, dai confermati Ferrero, Tambone e Natali all'unica novità Gandini, più i giovani Seck, Naldini e Raskovic e Christian Cattaneo, la guardia di Marnate aggiunta in extremis per completare il parco italiani. L'unico assente giustificato, a meno di colpi di scena dell'ultimissima ora ad Udine, sarà Nicolò Virginio, che oggi dovrebbe ricevere dallo staff tecnico dell'Italia Under 16 la conferma dell'inserimento nell'elenco dei 12 convocati per gli Europei della sua categoria in programma dal 9 al 17 agosto in Friuli (l'ala del 2003 si aggregherà eventualmente più avanti in occasione del ritiro di Gressoney).
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio).
    Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli».
    Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no?
    «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim».
    Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta?
    «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe».
    Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro?
    «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro».
    C’è il rischio di soffrire a rimbalzo?
    «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni».
    La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain?
    «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi.
    Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis.
    Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio.
    L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione.
    Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja.
    A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile.
    Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia.
    L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare.
    E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Varese sfoglia la margherita su tutte e tre le piste aperte per completare il parco esterni straniero. A Darius Thompson e Phil Goss si aggiunge anche Rayvonte Rice, 27enne guardia-ala veterano dell'A2 - Verona, Ravenna e Jesi le tappe italiane in carriera dell' esterno di 195 centimetri per 98 chili - che l'OJM aveva già considerato con attenzione lo scorso anno nel ruolo di cambio degli esterni.
    Ma andiamo con ordine: la vicenda Thompson è ancora nel pensatoio, la scorsa notte il g.m. Andrea Conti ha avuto una conversazione telefonica con l'atleta del 1995 impegnato a Las Vegas con i Toronto Raptors (4 punti con 2/5 dal campo in 20' nella terza partita della Summer League di martedì notte). Occasione utile per illustrare al giocatore il progetto tecnico di Varese e l'utilizzo che Attilio Caja vorrebbe farne sul parquet, affidandogli il ruolo di incursore e terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di un realizzatore creativo e in grado di incidere in penetrazione.
    La situazione è monitorata costantemente dal club di piazza Monte Grappa, ma l'auspicata risposta non sta arrivando, anche se l'agenzia che lo rappresenta parla di tempi brevissimi per la decisione di Thompson. Sul quale però ci sarebbe movimento da altre nazioni (Germania su tutte) e dunque non è detto che la proposta dell'OJM possa andare a buon fine, anche se il sogno NBA del'ex capocannoniere della FIBA Europe Cup non dovesse avere esito positivo.
    Invece, per Goss bisognerà attendere la fine della Summer League di Las Vegas per capire se i Washington Wizards - nel cui staff tecnico ha lavorato per preparare l'appuntamento estivo - gli offriranno un ruolo da allenatore eventualmente anche nella squadra satellite di G-League. L'altro ostacolo da smussare sarebbe legato agli impegni personali del cestista del 1983 che gli impedirebbero di rispondere alla chiamata di Varese per il raduno dell'8 agosto, aspetto sul quale Attilio Caja non transige.
    E allora la pista Rice potrebbe prendere quota, visto che l'esterno del 1982 ha taglia fisica e qualità realizzative: nel 2017/18 a Ravenna aveva totalizzato 18,8 punti e 4,3 rimbalzi, nell'ultima stagione ha vissuto un percorso travagliato - prima in Iran, poi in Messico - prima di arrivare a Jesi, dove ha fatturato 27,6 punti e 6,7 rimbalzi nelle ultime 6 gare senza però evitare la retrocessione in B con l'Aurora.
    L'esterno del 1992, alternativo a Goss ma per certi versi considerabile anche alternativo allo stesso Thompson, aumenterebbe la fisicità della squadra a rimbalzo pur con caratteristiche relativamente simili a quelle di L.J. Peak. L'OJM ha formulato una proposta ufficiale, più bassa di quelle di altri club di A2 - Ferrara su tutte - ma comunque gradita all'atleta che vorrebbe provare a cimentarsi con la serie A. Intanto, però, Rice sta mostrando buoni spunti alla Summer League di Las Vegas con Phoenix (19 punti nella gara d'esordio) e potrebbe strappare una chiamata con i Suns al termine della kermesse del Nevada. Insomma per l'OJM c'è tanta carne al fuoco - non dimenticando l'opzione Allerik Freeman, che dopo il 18 luglio potrebbe essere esplorata di nuovo in mancanza di firme - ma nessuna trattativa in chiusura.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese mette gli occhi su Darius Thompson in attesa di riscontri dalla Summer League di Las Vegas. Il 24enne esterno statunitense, capocannoniere della FIBA Europe Cup 2018/19 a 22,1 punti di media, è un giocatore considerato con grande interesse dal club di piazza Monte Grappa. La guardia del 1995 ha giocato la sua stagione d’esordio in Europa nelle file degli olandesi dello ZZ Leiden, chiudendo la stagione come capocannoniere e MVP della lega dei Paesi Bassi.
    Potrebbe essere Thompson il sostituto di Aleksa Avramovic nello scacchiere tattico biancorosso: un esterno potente ed aggressivo, che ama attaccare il canestro con energia, ossia proprio l’attaccante utile a completare il puzzle di una Varese ricca di giocatori di squadra o dalla grande intelligenza cestistica come Mayo e Vene. Il giocatore laureato a Western Kentucky University gode del gradimento dell’area tecnica biancorossa, ma ci sono due condizioni da realizzare per concretizzare l’interesse di Varese.
    La prima è l’effettiva disponibilità dell’atleta, impegnato da questa notte alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Toronto Raptors. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta ufficiale, ma al momento Thompson è concentrato sulle prospettive NBA: se nelle prime gare della franchigia canadese appena laureatasi campione del Mondo il giocatore del 1995 non dovesse trovare spazio, allora la soluzione OJM avrebbe buone chances di diventare percorribile. Se invece l’esterno statunitense dovesse convincere Toronto nel corso della kérmesse del Nevada e strappare anche solo l’invito al camp prestagionale, allora Varese dovrà guardare altrove.
    L’altra condizione è quella di cercare un giocatore con trattamento di palla che parta dalla panchina: Thompson è un attaccante creativo che sa costruirsi il tiro dal palleggio, ma a differenza di Avramovic non è molto efficace nel pick&roll. Ed allora l’opzione di un veterano che possa dare una mano in regia e alla costruzione del gioco – in tal caso il 36enne Phil Goss, ancora competitivo lo scorso anno a Salonicco, sarebbe l’ipotesi più gradita per un ruolo da una ventina di minuti – sarebbe l’incastro ad hoc nel famoso gioco delle coppie dei due stranieri ancora da inserire nel puzzle. Intanto però l’ipotesi Allerik Freeman non pare del tutto tramontata, visto che a farsi risentire sono stati giocatore ed agente (chiedendo però tempo oltre la metà di luglio). Oggi come oggi l’idea Thompson, se affiancato da un espertone dietro le spalle, sembra però quella maggiormente gettonata alla luce del potenziale di crescita del 24enne bomber statunitense. Ma solo a metà della prossima settimana si capirà se la pista è percorribile o se la NBA lo strapperà a Varese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja promuove a pieni voti l’accoppiata Mayo-Vene come doppio obiettivo primario raggiunto nel mercato dell’Openjobmetis. Il tecnico pavese racconta così il suo stato d’animo dopo l’ufficialità della firma dell’ala estone:
    «Sono molto contento di come siamo state condotte queste operazioni - racconta il coach di Varese -: Toto Bulgheroni per il suo input finale ed Andrea Conti per come le ha portate avanti meritano grandi complimenti. Vene volevamo confermarlo anche l’anno scorso, poi abbiamo fatto esperienze diverse ma ci siamo ritrovati con estremo piacere. L’ossatura della squadra è già ben consolidata: un mese fa ci mancavano 7 giocatori da inserire, ora ce ne mancano solo 3...».
    Il nuovo play e l’ala forte di ritorno all’OJM saranno i pezzi forti della nuova squadra?
    «Si tratta di due giocatori con le caratteristiche perfette per interpretare un certo tipo di pallacanestro. Con Vene ci conosciamo già, mentre Mayo è l’elemento adatto per essere il leader del gruppo. Entrambi hanno capacità individuali importanti che garantiranno anche qualità offensiva, inoltre il loro quoziente intellettivo cestistico è in grado di mettere i compagni nelle condizioni ottimali per rendere al meglio e dare un equilibrio alla squadra».
    Il ritorno di Vene sconfessa la vox populi che considera Caja come allenatore bravo ma duro in palestra col rischio fuga dei giocatori?
    «Non bado a queste cose, mi importa la crescita dei giocatori e il loro massimo impegno: Siim è tornato perché sa cosa troverà in termini di mentalità ed etica del lavoro, adesso speriamo di trovare altri Okoye ed Avramovic, ossia ragazzi che qui hanno dato il massimo e poi hanno strappato bei contratti a livello più alto. Con Mayo e Vene abbiamo l’ossatura di giocatori di talento ed esperienza per assistere la crescita di altri elementi».
    Il prossimo arrivo sarà il cambio del pivot italiano per completare il reparto lunghi?
    «L’idea è di non investire eccessive risorse in un ruolo importante ma comunque limitato nel minutaggio. Inutile sovradimensionare l’impegno in uno spot da cambio: la scelta di Iannuzzi è stato un mio errore, del quale mi assumo ogni responsabilità. Ma dagli errori bisogna imparare, dunque sceglieremo un elemento dal valore rapportato al minutaggio che dovrà avere ed in linea agli altri elementi della panchina sia sul piano dell’utilizzo che economico».
    Quali caratteristiche dovranno avere gli ultimi due stranieri sul perimetro?
    «Su guardia titolare e sesto uomo dietro guardia e play abbiamo idee chiare, in linea di principio vorremmo un elemento emergente e uno più rodato dietro Peak che è un semiesordiente. In ogni caso vogliamo gente entusiasta e motivata: per quelli che ci hanno pensato troppo il tempo è scaduto... All’interno del nostro budget ci siamo mossi molto bene; il mio compito sarà valorizzare quelli che ci sono e di dare chiarezza ai ruoli. Siamo già a buon punto, ora cercheremo di piazzare un altro colpetto per arrivare a quota 8 in un campionato che se davvero va verso le 16 squadre con 2 retrocessioni sarà ancora più impegnativo».
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Varese batte Fuenlabrada e riporta a casa Siim Sander Vene. Stavolta il duello di mercato con il club spagnolo che due anni fa aveva strappato Chris Evenga all'Openjobmetis si conclude con un esito favorevole alla società di piazza Monte Grappa. Per l'ufficialità serviranno ancora 48 ore, perché solo oggi il Gran Canaria - il sodalizio iberico nel quale si era accasato a dicembre disputando anche l'Eurolega - eserciterà Vescape dal contratto 1+1 con l'ala estone.
    Ma stavolta Varese ha giocato le carte giuste per convincere il giocatore del 1990, attraverso un lungo corteggiamento durato un mese ed una proposta economica tale da far digerire a Vene anche il sofferto no alle coppe. Come nel caso di Mayo, si tratta di un altro colpo di mercato a scoppio ritardato rispetto a 12 mesi fa: la conferma del cestista che galanti la svolta dall'ultimo posto di fine andata al sesto conclusivo era il primo obiettivo del mercato 2018. Ma la proposta economica dell'OJM non convinse l'ala estone, che però trovò squadra soltanto a settembre in Spagna vivendo una stagione da precario - 6 gare al Manre-sa, una a Fuenlabrada e 18 al Gran Canaria - senza grandi acuti (nel complesso 5,7 punti e 1,5 rimbalzi in 14,5 minuti nelle 44 gare disputate tra Liga ABC edEurolega).
    Varese si è mossa in largo anticipo già all'inizio di giugno, con un lavoro ai fianchi che aveva già avuto praticamente esito positivo quando era apparsa la notizia dell'ammissione in Champions League del club prealpino. Il passo indietro in Europa dell'OJM non ha comunque interrotto i rapporti: l'offerta sottoposta dal g.m. biancorosso Andrea Conti - con ritocco al rialzo rispetto a quello che Vene aveva chiesto 12 mesi fa - era sul piatto da quasi due settimane.
    Nella giornata di ieri il via libera dell'estone, con Varese preferita al ritorno in Spagna a Fuenlabrada: sbrigate le formalità legate alla conclusione odierna del rapporto con Gran Canaria, Vene siglerà un accordo annuale con l'OJM, consentendo ad Attilio Caja di centrare un altro obiettivo primario della sua lista dopo la firma di Josh Mayo. Il valore aggiunto del 29enne estone è la conoscenza già approfondita del sistema Artiglio e l'elevato quoziente intellettivo cestistico che ne faranno un perfetto raccordo di un roster che avrà il suo asse portante incentrato su di lui e sul nuovo playmaker.
    Vene sarà l'ala forte titolare della nuova Varese e, se il cambio dei lunghi italiano sarà scelto al risparmio per aumentare le risorse da allocare per guardia titolare e cambio degli esterni, potrà giocare anche qualche  minuto da pivot come già accaduto nei playoff 2017/2018, quando Mario Delas non convinceva il coach pavese. Ora con 7 giocatori su 10 in organico si lavora sul lungo italiano di riserva, poi senza fretta sugli ultimi 2 stranieri tra guardia titolare e primo cambio degli esterni.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Josh Mayo sarà con ogni probabilità il play titolare dell'Openjobmetis. Fumata bianca ormai imminente al termine di un lungo corteggiamento durato una ventina di giorni: la prima scelta di Attilio Caja nel ruolo chiave di playmaker avrebbe accettato la proposta di Varese, ed è pronto a siglare l'accordo biennale concordato a parole, che le parti stanno mettendo a punto nella notte italiana.
    A meno di sorprese dell'ultimissima ora, il 32enne giocatore nativo dell'Indiana sarà il leader della squadra biancorossa per le prossime due stagioni. Dopo tre playoff consecutivi raggiunti con la maglia del Telekom Bonn (due settimi ed un quinto posto in Germania tra il 2016 e il 2019), Mayo è pronto a sposare la causa di Varese dove arriverà con moglie e due figli.
    Un investimento importante su un giocatore che nelle idee di Artiglio avrà le chiavi del gioco in mano: Mayo è elemento che può segnare (14,5 punti nell'ultima stagione a Bonn) ma anche creare per i compagni (3,4 assist di media), ed ha una gittata molto profonda dall'arco dove è stato il migliore della Bundesliga tedesca nelle percentuali da 3 punti (49,3% su 6,6 tentativi a partita).
    Un upgrade notevole in regia rispetto a Ronnie Moore - tanto diligente quanto offensivamente improduttivo - per un giocatore già inseguito 12 mesi fa ma subito fuori mercato per l'offerta di rinnovo da parte di Bonn non raggiungibile per l'OJM. Ora le economie di scala messe a punto dal club di piazza Monte Grappa con gli arrivi di Peak e Simmons hanno consentito di poter accantonare un mini tesoretto da allocare sugli altri tre ruoli mancanti del quintetto.
    Mayo è una scelta da usato sicuro che garantisce qualità offensive ma soprattutto capacità di dirigere la squadra col piglio e l'autorità di un generale del parquet: «Ottimo giocatore di pick and roll molto pericoloso nel tiro da 3 punti ma soprattutto un leader che potrà garantirci esperienza e personalità- spiega il g.m. Andrea Conti - Josh dovrà essere la nostra guida, ci aspettiamo possa essere l'elemento cardine della squadra per dare l'impronta in termini di leadership».
    La scelta di un giocatore come Mayo, che ha una taglia fisica non propriamente erculea ed ama principalmente far leva sul tiro dall'arco (quasi il triplo delle conclusioni da 3 punti rispetto a quelle da 2 nell'ultima annata a Bonn), spingerà l'OJM sulla scelta di una guardia con spiccate doti da penetratore in grado di attaccale il ferro. Al momento non pare decollare l'ipotesi Josh Bostic che ha preso tempo per guardarsi attorno, con un veterano come Mayo a dare sicurezza in regia c'è più margine per investire su un emergente.
    Nel radar bian-corosso era entrato Allerik Freeman, scoperto da avversario in FIBA Cup con la maglia dell' Alba Fehervar (17,7 punti e 4,0 assist di media nella competizione europea), ma per ora i costi sono proibitivi per un giocatore messo nell'elenco più come cambio degli esterni che come guardia titolare. Al momento però l'attenzione dell'OJM si concentra principalmente sulla scelta del cambio del pivot italiano - con Bruttini che sfoglia la margherita il club valuta alternative - e dell' ala forte titolare.
    Giuseppe Sciascia

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