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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Guida ragionata al mercato straniero dell'Openjobmetis versione 2019/20. Tenendo fede ai vincoli dei giocatori già visti in Italia (che comunque è preferenza non inderogabile), ecco una lista iniziale di potenziali candidati per i cinque spot vacanti (quattro da quintetto più uno da sesto uomo). Per ora idee in libertà, perché oggi si chiedono soltanto i prezzi e molto difficilmente si potrà chiudere qualche acquisto prima di 20-30 giorni. Ma sono ipotesi verosimili da vagliare al cambio delle evoluzioni del mercato...
    I PLAY
    Scelta ridotta nella serie A 2018/19 in un ruolo sempre più povero di registi puri: Dallas Moore di Torino ha punti nelle mani ma poca propensione alla coralità, mentre l'ex biancorosso Chris Wright è adatto al basket di Caja ma in quest'annata a Trieste viaggiava a 200mila dollari. Tra gli ex italiani all'estero Derek Needham può occupare due ruoli, ma ha aspettative di guadagno e vetrina europea; l'ex cremonese Kenny Hayes avrà tanti occhi addosso visto il titolo di capocannoniere in Turchia (21,5 al Demir). Buoni riscontri a Limoges per l'ex romano Jordan Taylor che viaggia ancora a cifre importanti. Scommesse ragionate potrebbero essere Brandon Taylor dall'A2 di Bergamo o l'ex biancorosso Tyler Larson che a Francoforte ha viaggiato a 15.9 punti e 5,4 assist col 39% da 3.
    LE GUARDIE 
    È il ruolo in cui si cerca la prima punta dopo l'addio di Avramovic : il tiratore pesarese James Blackmon (secondo marcatore della A a 19.7 punti di media) o il sassarese Tyrus McGee (già a Cremona con Andrea Conti) potrebbero avere un profilo adatto; escluso invece l'ex biancorosso Dominique Johnson che si indirizza ormai verso leghe poco impegnative ma molto remunerative (35mila dollari al mese in Libano). Ex italiani all'estero: spicca Trae Golden, ex Chieti, capocannoniere in Russia a Saratov, mentre Dwight Hardy da Limoges ha qualità ed esperienza ma pure 33 anni. L'ex reggiano Garrett Nevels in Spagna ha esplosività ma tiro ballerino, il veterano Michael Jenkins protagonista ad Astana è affidabile ma da accoppiare ad un play brioso perché non è una prima punta. Stesso discorso per il torinese Tekele Cotton.
    LE ALI PICCOLE
    È lo spot nel quale si proverà ad inserire un uomo di raccordo tra i reparti. Tra gli ibridi a metà col settore guardie il triestino Jamarr Sanders o il canturino Gerry Blakes; già fuori portata economica l'ex cremonese Kelvin Martin che a Bologna viaggia a 180mila dollari. Ma nell'ottica delle scommesse potrebbe essere il ruolo giusto per inserire un europeo, visto che con le 18 squadre in A ci sarà un visto in meno (7 rispetto agli 8 del 2018/19).
    LE ALI FORTI
    È l'altro ruolo su cui si vorrebbe investire. L'ex capocannoniere Marcus Landry, MVP del 2016/17 a Brescia, lancia segnali verso l'Italia (potrebbe piacere a Venezia?) ma a 34 anni il tassametro corre... Tra gli ex italiani all'estero bene l'ex cremonese Cameron Clark a Le Mans e l'ex agrigentino Perrin Buford a Saratov. Potrebbe anche essere l'occasione per mettere a frutto le esperienze in FIBA Cup ed esplorare ex rivali in Europa come Chase Fieler di Ostenda e Devin Oliver di Wurzburg.
    IL CAMBIO DEGLI ESTERNI
    Qualche ipotesi dall'A2 (Terrance Roderick di Bergamo, Kenny Hasbrouck della Fortitudo Bologna, Tourè Murry di Piacenza, La'Marshall Corbett di Montegranaro) da vagliare al cambio del desiderio di accettare meno soldi pur di giocare in A. L'idea è cercare comunque in quel range - comprendendo profili tipo Derrick Marks e Phil Greene - un giocatore che possa anche dare minuti in regia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese si sposta da piazza Monte Grappa a Masnago. Ultima estate nel cuore della città per il club biancorosso, pronto a trasferire entro metà ottobre anche tutta l'attività extratecnica nell'area del palasport "Lino Oldrini". Dopo otto anni nella centralissima location inaugurata nel 2011, gli uffici del sodalizio guidato dal presidente Marco Vittorelli si sposteranno nell'area adiacente all'Enerxenia Arena. Esauriti gli spazi interni all'ormai cinquantacinquenne casa del basket inaugurata nel 1964 con gli ultimi lavori di costruzione del Pallacanestro Varese Store e degli uffici del settore giovanile, la nuova sede del club biancorosso sorgerà all'esterno della struttura ma sempre in piazzale Gramsci.
    Il nuovo cuore amministrativo della società sorgerà nell'area degli ex spogliatoi del vecchio PalaNuovo, la tensostruttura dismessa da oltre 10 anni che ha conservato solo la parte in muratura. I lavori sono programmati per l'estate con la piena operatività della nuova sede prevista per l'inizio dell'autunno. La volontà è quella di rendere sempre più forte il legame tra Masnago e la Pallacanestro Varese, concentrando in un'area ristretta l'attività sportiva e quella amministrativa. C'è anche il rapporto sempre più solido con il Comune che, in attesa dell'approvazione della nuova convenzione per l'utilizzo dell'Enerxenia Arena discussa nei mesi scorsi, farà sentire concretamente la sua vicinanza alla realtà sportiva più blasonata della città. Inoltre, il trasferimento a Masnago rientra nel piano di riorganizzazione societario che razionalizzerà alcuni costi (tale era ovviamente l'affitto dell'appartamento di piazza Monte Grappa).
    Dunque l'area di piazzale Gramsci sarà a tutti gli effetti identificata con l'attività a 360 gradi - in campo e fuori - della Pallacanestro Varese che sul parquet del "Lino Oldrini" proseguirà a lavorare con la prima squadra e gli atleti dell' A-cademy giovanile. Il nuovo impianto con foresteria che Gianfranco Ponti vuole costruire a Calcinate degli Orrigoni ha completato la fase pro- gettuale, ma si attende il varo del bando da parte del Comune per iniziare il vero e proprio iter burocratico. Intanto, la società prosegue la ricerca di nuovi sponsor in attesa che il CdA approvi formalmente il budget per la stagione 2019/20: tempistiche non superiori alla decina di giorni, anche se l'area tecnica è attiva alla luce dell'accordo con Natali e della proposta di rinnovo biennale a Cain oltre ad altre operazioni relative allo staff tecnico. Intanto, ufficializzato ieri l'accordo con Macron come nuovo sponsor tecnico: accordo quadriennale con l'azienda bolognese che vestirà Varese fino al 2023.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese aggiunge una certezza nel roster 2019/20 e prova ad affondare il primo colpo di spessore relativo allo star-tingfive. Il club di piazza Monte Grappa ha formalizzato la sua offerta di rinnovo del contratto a Tyler Cain: un biennale secco senza clausole d'uscita che legherebbe il centro del Minnesota ai biancorossi fino al 2021. Ora la palla passa al giocatore statunitense che dovrà decidere se togliersi prestissimo dal mercato, accettando rapidamente l'offerta dell'Openjobmetis, o valutare più approfonditamente il mercato (la clausola d'uscita dal suo attuale 1+1 scade il 10 luglio) in cerca di opportunità più remunerative all'estero.
    Il centro Usa, architrave difensiva del sistema Caja (secondo rimbalzista del campionato 2018/19 a 10,8 di media-partita), sarebbe così il primo tassello del quintetto della Varese che verrà. Il club ha fatto un piccolo sforzo economico per convincerlo a fidelizzarsi per altre due stagioni, ma confida soprattutto nell'appeal che la Città Giardino vanta nei confronti dell'atleta. Cain diverrà padre per la seconda volta entro poche settimane ed ha espresso più volte il suo gradimento sulla sistemazione per la sua famiglia: rinnovare per due anni con l'OJM significherebbe stabilità. Il centro del 1988 per le sue caratteristiche da "colletto blu" senza grandi qualità offensive (9,7 punti nel 2018/19) è elemento adatto solo ad allenatori di sistema; ciò non significa che non possa avere mercato altrove (nell'estate 2018 arrivò una richiesta da un club di Eurocup con buyout però minimo), ma Varese auspica che la scelta di accettare in tempi rapidi o aspettare più avanti non sia legata soltanto a fattori economici.
    Intanto c'è il sì di Nicola Natali, che ha accettato il rinnovo annuale proposto dall'OJM: per la terza stagione consecutiva l'ala di Montecatini vestirà la maglia biancorossa, mettendosi a disposizione di Attilio Caja per un ruolo da decimo uomo disposto a dare tutto in allenamento ed a farsi trovare pronto in partita (3,1 punti in 8,6 minuti nel 2018/19; erano stati 1,8 in 8,6 due anni fa). Natali si aggiunge a Ferrero e Tambone nella lista delle certezze italiane, mentre - compatibilmente con gli impegni scolastici alla mattina - si va verso il coinvolgimento nel gruppo di lavoro in allenamento dei primi elementi dell'Academy giovanile: i papabili sono i 18enni Omar Seck e Dusan Raskovic. oltre a qualche altro elemento che sarà reclutato attraverso il nuovo responsabile del settore giovanile Stefano Bizzozi.
    Di fatto il parco italiani è quasi al completo: all'appello mancherà soltanto il cambio del pivot che, nell'ipotesi auspicabile della conferma di Cain, sarà un elemento in grado di dare 8-10 minuti di sostanza difensiva. Dunque non un investimento imponente per un'Openjobmetis che concentrerà la quasi totalità delle risorse non allocate nei rinnovi sui 4 stranieri da quintetto e sul primo cambio degli esterni tuttora da individuare. In attesa che le giovanili producano italiani (di passaporto o di formazione) di alto livello, il valore della Varese che verrà sarà legato a filo doppio alle scelte sugli stranieri.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese lancia la campagna abbonamenti 2019/20 facendo riferimento alla sua identità. "Noi siamo Varese" lo slogan scelto dalla società di piazza Monte Grappa per la vendita delle tessere stagionali: si partirà con la prima tranche... al buio dal 4 all'8 giugno, poi dal 18 al 27 luglio la seconda fase a mercato quasi completo e l'ultima parte si terrà dal 5 al 14 settembre. «Per la prima fase chiediamo ai tifosi un atto di fede al di là delle conferme, ma abbiamo scelto lo slogan come segnale dell'identità che abbiamo avuto in queste ultime due stagioni - spiega il g,m. Andrea Conti -. Varese gioca un basket organizzato, aggressivo e corale che soprattutto in casa ci ha permesso di ottenere imprese importanti. Lo confermeremo anche nella prossima annata, pur cercando un paio di innesti di talento per abbinare spettacolo e risultati».
    PREZZI IN SU CON DUE GARE IN PIÙ - Confermate le tre fasce di prezzi con rincari su seconda e terza fase (rispettivamente 20 e 65 euro in più per la Tribuna Gold, 20 e 40 per la Silver e 10 e 30 per Galleria e Curva Nord). Il costo complessivo è aumentato rispetto al 2018/19 in funzione delle 17 partite casalinghe previste dal nuovo format della serie A a 18 squadre rispetto alle 15 gare delle ultime stagioni, anche se l'ufficialità dell'aumento delle partecipanti al massimo campionato ci sarà soltanto dopo il Consiglio federale del 16 luglio. Sulla prima fase si tratta di 15 euro in più per la Gold e 10 per Silver, Galleria e Curva Nord, in realtà è diminuito il prezzo unitario per ogni singola partita (ad esempio per la Gold da 27,3 a 25,9 euro).
    PRELAZIONI E SCONTI - I 2.798 abbonati del 2018/19 potranno esercitare la prelazione sia nella prima che nella seconda fase (termine ultimo 27 luglio), mentre i nuovi abbonati potranno scegliere tra i posti liberi. L'ultima tranche di settembre sarà invece in modalità vendita libera. Le tessere saranno in vendita nella sala Giancarlo Gualco dell'Enerxenia Arena di Masnago oppure on line su www.pallacanestrovarese. it sia per chi rinnova sia per i nuovi abbonati. Previste tariffe agevolate per i soci del Trust (50 euro su Gold e Silver e 40 su Galleria e Curva Nord nella prima fase) più sconti per Over 65 e le fasce 14-18, 18-24 e Under 14 (60 per cento in meno su tutti gli ordini di posti). Sconti anche per genitore e under 18 o 14 e per i nuclei con quattro o più familiari. Chi si abbona avrà il 10 per cento di sconto sul merchandising.

  • simon89
    L'Openjobmetis 2019/20 ripartirà con ogni probabilità dallo stesso nucleo della stagione appena chiusa, tolto ovviamente Aleksa Avramovic. Tra contratti in essere, rinnovi e trattative, sono quattro i potenziali punti fermi della Varese che verrà. Lo zoccolo duro italiano, con Matteo Tambone vincolato fino al 2021 già al termine del precampionato scorso e il prolungamento fino al 2022 di capitan Ferrero - stessa durata temporale dell'estensione di Attilio Caja -, sarà la base di (ri)partenza. E con ogni probabilità dovrebbe aggiungersi anche Nicola Natali, decimo uomo di lusso disposto anche ad accettare di non giocare e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa dal coach pavese.
    Ma, al di là del supporting cast, il primo pilastro per il futuro è la conferma di Tyler Cain: le parti si annusano da qualche mese, ma il dialogo concreto degli ultimi giorni pare indirizzato ad una conclusione positiva. Il centro statunitense, che a giugno diventerà padre per la seconda volta, avrebbe espresso interessse per la possibilità di vestire per il terzo anno di fila la maglia dell'OJM. La negoziazione per togliere la clausola d'uscita dal contratto in cambio di un piccolo ritocco avverrà nei prossimi giorni, ma l'apprezzamento della famiglia per la destinazione Varese fa ben sperare il clan biancorosso di poter trattenere la pietra angolare del sistema difensivo di Artiglio, per questo motivo il più insostituibile di tutti.
    Anche più di Aleksa Avramovic, che pure sarà ovviamente il più rimpianto per la sua capacità di accendere i tifosi col suo adrenalinico stile di gioco. «E giusto che Avrà vada alla fine di un percorso molto stimolante, dovrà solo trovare la collocazione adatta a lui senza farsi soffocare dove non gli verranno dati minuti»: così Attilio Caja certifica la partenza a fine contratto della guardia serba, cui ha dispensato consigli nel corso della serata di ieri al Muccala. Lo show dei 30 punti a Bologna ha fatto pensare a un interesse della Virtus che per ora sogna serbi di altro spessore (offerta biennale da oltre 2 milioni alla superstar Teodosic); sembra difficile anche un interesse del suo mentore Claudio Coldebella a Kazan, mentre sul conto di Avra aveva chiesto informazioni Veljko Mrsic per il Cedevita Zagabria.
    Sostituire il bomber nello scacchiere tattico e la stella nel cuore dei tifosi non sarà facile, mentre tutto il resto del parco stranieri è in uscita. Tommy Scrubb vuole monetizzare la sua solidissima stagione provando a sfruttare in Spagna il suo passaporto britannico: Varese non può e non vuole svenarsi per trattenere un (pur ottimo) comprimario. Moore e Archie hanno fatto la loro parte per tenere l'OJM lontana dalla zona pericolo, ma hanno avuto un rendimento troppo alterno e si cercheranno profili più freschi; Salumu ha mostrato qualche spunto interessante ma la sua opzione per il 2019/20 prevede uno scatto salariale troppo alto per un giocatore della panchina. Con la conferma alle porte di Cain, è ai saluti anche Iannuzzi: al di là del rendimento inferiore alle aspettative, inutile investire risorse importanti su un elemento che può dare minuti solamente da cambio del pivot nel ruolo occupato da un giocatore da 30,9 minuti di media.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Andrea Conti fa il punto tra il presente di un nono posto beffardo per una Varese esclusa solo per quoziente canestri dai playoff e un futuro basato sulla continuità delle scelte tecniche come evidenziato dal rinnovo solo da annunciare con Attilio Caja. Il g.m. biancorosso fotografa così il verdetto di ieri sera al PalaDozza: «Accettiamo il risultato del campo, analogo rispetto a quello di 12 mesi fa che era valso il sesto posto. Stavolta 32 punti non sono bastati, con l'amarezza di una classifica avulsa nella quale avendo scontri diretti positivi con 4 concorrenti su 5 siamo stati penalizzati dallo 0-2 con Avellino. Però la squadra ha reso in maniera abbastanza costante per tutta la stagione senza accusare mai momenti di affanno evidente; dopo la Coppa Italia abbiamo fatto un marzo bellissimo a parte il secondo tempo di Avellino. Peccato per l'assenza di Archie a Torino in una sconfitta che ci ha girato un po' la stagione».
    Come giudica la stagione 2018/19 dell'Openjobmetis?
    «Dobbiamo essere orgogliosi di squadra e staff: un gruppo allenato in questo modo merita solo complimenti per la disponibilità e la dedizione. Per il secondo anno di fila abbiamo fatto meglio rispetto alle risorse economiche disponibili, cambiando meno di tutti con una sola sostituzione fisiologica. Al di là della frustrazione del momento dobbiamo essere contenti della stagione».
    Quali saranno i passi per programmare il futuro?
    «C'è tanto da fare non solo dal punto di vista sportivo ma anche societario. Il punto di partenza è quello di capire quali saranno le prospettive future. Le valutazioni sulla stagione e sulle strategie future da condividere con Caja a mente fredda non possono prescindere da un concetto: Varese non può permettersi elementi dal pedigree importante, dunque servono giocatori adatti ad un metodo ed un sistema. Il direttore d'orchestra è Attilio, ci vogliono gli interpreti giusti per lui».
    Si ripartirà con l'obiettivo minimo di tenersi lontano dai guai, anche alla luce del raddoppio delle retrocessioni in A2?
    «A prescindere da 18 o 16 squadre, con due retrocessioni non possiamo permetterci di peccare di presunzione. Non è questione di minimalismo e mancanza di ambizioni: veniamo da due anni nei quali una pallacanestro con un' identità basata sul lavoro e il sacrificio, molto calzanti alla mentalità di Caja, ci hanno portato a costruire una squadra con una identità molto forte, che in particolare in casa ha dato grandi soddisfazioni. Ripartiremo da quell'identità e quella mentalità, che i tifosi hanno dimostrato di apprezzare».
    Dunque l'equilibrio dei conti rimane la priorità assoluta per la continuità nel tempo?
    «La Pallacanestro Varese ha bisogno di darsi prospettive di durata a lungo termine: siamo un patrimonio della città e per questo è necessario poter garantire uno spettacolo per più anni ai tifosi, prestando massima attenzione ai conti e investendo in maniera oculata e intelligente. L'auspicio è che entrino risorse fresche, ma non possiamo prescindere dal principio di fare con quello che abbiamo; nel medio periodo potrebbe arrivare un aiuto dalle giovanili che alla luce dei regolamenti diventano un serbatoio importante per crescere giocatori in casa».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis non fa il miracolo al PalaDozza e resta fuori di un niente dai playoff. La sconfitta sul campo della Segafredo fa scivolare al nono posto la formazione di Attilio Caja, penalizzata dallo 0-2 contro Avellino nell'avulsa a quattro squadre che premia Trieste e Sidigas e condanna i biancorossi ad una eliminazione beffarda.
    A Varese non basta lo stesso bottino del 2017/18 per tagliare il traguardo, e le 27 giornate su 30 nelle prime 8 non sono sufficienti a contenere le rimonte di Trento ed Alma, partite dai 14 punti nel girone di andata. Lo stesso bottino totalizzato dall' OJM nel ritorno, dove sono fatali le ultime 5 sconfitte esterne consecutive, compresa quella decisiva ad Avellino dove i 24 punti dilapidati nel secondo tempo della gara di metà marzo, condanna due mesi dopo Ferrero e compagni.
    L'ultimo show biancorosso di Avramovic (eguagliato il record dei 30 punti all'esordio stagionale con Brescia) non è sufficiente a Varese per sovvertire la superiorità interna della Segafredo, che banchetta in area (69% da 2 contro il 45% biancorosso) e punisce una OJM prevedibile quando l'esterno serbo non trova più la via del canestro (19 punti a metà gara e 23 al 24'). Sufficienza piena solo per Salumu e Cain tra i biancorosi, che evidenziano una cifra tecnica troppo modesta per sbancare il campo di un'avversaria dal potenziale ben superiore al suo undicesimo posto.
    Varese non ha perso i playoff al PalaDozza, ma nella serie di sconfitte esterne del 2019 (unico hurrà a Trieste il 10 febbraio) quando l'attacco ha battuto in testa per limiti oggettivi di qualità. Ma la scelta di fondo dell'OJM 2018/19 era quella di costruire una squadra con un'identità forte in casa e in grado di soffrire il meno possibile. Per questo le scelte di Moore e Archie, ieri deludenti per impatto offensivo e personalità, non sono da bocciare tout court.
    Il campo ribadisce che la Varese 2017/18- quella del ritorno, con Larson e Vene - è più forte di quella che ha chiuso ieri la sua stagione pur senza mai venire coinvolta nella bagarre salvezza come 12 mesi fa. Un quarto di finale in Coppa Italia e una semifinale in FIBA Europe Cup valgono un playoff sfumato per differenza canestri? Artiglio fa prevalere nettamente l'orgoglio per i 9 mesi di solidità rispetto al rammarico perii traguardo sfumato in extremis.
    Nei fatti la continuità espressa dal sistema ha permesso a Ferrero e soci di viaggiare a lungo oltre il loro livello di qualità; le correzioni del mercato dei club più ricchi nel ritorno hanno riassestato i valori, e la partita di ieri ha detto che lo scandalo è Bologna fuori dai playoff, non certo una Varese grintosa ma modesta, Avramovic a parte. Ora in cantiere c'è un saluto alla squadra che si terrà mercoledì in piazza Monte Grappa, poi si ripartirà da Caja, gli italiani e (auspicabilmente) da Cain col primo compito di trovare un nuovo idolo per rimpiazzare l'Avra consacratosi star al PalaDozza.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis è padrona del proprio destino in vista del turno conclusivo della serie A. Nella volata per assegnare gli ultimi 3 posti nei playoff, la formazione dì Caja è in lizza con altre cinque squadre per bissare l'impresa della passata stagione. A differenza del 2017/18 però, i 32 punti ottenuti dai biancorossi potrebbero non bastare. Ecco tutte le possibilità a seconda dei risultati dell'ultima giornata: secondo i calcoli di Lega Basket, Varese si qualificherà ai playoff nel 75 per cento delle casistiche.
    COLPO AL PALADOZZA? PLAYOFF ARITMETICI - Ferrero e soci saranno certi dell'accesso alla post season in caso di vittoria esterna sul campo della Segafredo: il colpo a Bologna garantirebbe all'OJM di chiudere almeno sesta (in tal caso sfiderebbe Venezia, già aritmeticamente terza, nei quarti di finale). Il caso migliore per i biancorossi potrebbe portarli al quinto posto nell'ipotesi in cui Cantù vinca a Sassari con meno di 26 punti di scarto, in tal caso Varese se la vedrebbe nei quarti contro l'Happy Casa Brindisi di Frank Vitucci. Due posizioni che in ogni modo permetterebbero a Varese di avere chances di accesso alle coppe europee - nel dettaglio alla Champions League FIBA - come accaduto nel 2017/18, quando la società di piazza Monte Grappa declinò il diritto alla Champions iscrivendosi alla FIBA Europe Cup.
    SCONFITTA A BOLOGNA? FORZA PISTOIA - In forza dei risultati positivi dagli altri campi nel turno di domenica, l'OJM ha possibilità di qualificarsi anche in caso di ko al PalaDozza. Serviranno però combinazioni di risultati positivi: prima di tutto da Pistoia che ospiterà Avellino. Varese ha bisogno di evitare la parità - anche multipla - con la Sidigas visto lo 0-2 negli scontri diretti con gli irpini, che giocheranno sul campo di una OriOra con il match ball salvezza in mano dopo il meno 6 a carico di Torino. La sconfitta della Scandone in Toscana, e almeno un'altra sconfitta-di una della tre attuali compagne di viaggio di Varese - Trento gioca a Brindisi, Trieste a Milano e Cantù a Sassari - garantirebbe ali'OJM il ticket per la post season oscillando tra il sesto e l'ottavo posto. Se invece Avellino espugnerà il PalaCarrara, la truppa di Caja dovrà sperare che Cantù vinca in Sardegna in contemporanea con le sconfitte di Trento e Trieste: solo in questa parità a quattro i biancorossi si qualificherebbero all'ottavo posto sfidando dunque la testa di serie numero 1, Milano.
    IL CASO PEGGIORE - Le altre parità a quota 32 che comprendono Avellino penalizzerebbero l'OJM in qualsiasi classifica avulsa nonostante il 2-0 negli scontri diretti con Trieste; nel 25% delle casistiche i biancorossi chiuderebbero noni o decimi, ma ovviamente si tratta solo di un calcolo matematico che non contempla i valori del campo. Per espugnare Bologna e interrompere una serie negativa lontano dall'Enerxenia Arena che dura dal 10 febbraio, servirà comunque un'impresa a dispetto delle motivazioni di classifica azzerate di una Segafredo comunque decisa a celebrare davanti ai propri tifosi la freschissima vittoria della Champions League. Oppure bisognerà sperare nella voglia di salvezza di Pistoia, che però domenica a Masnago non ha esattamente incantato...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Vittoria schiacciante quella dell’ OJM contro la pericolante Pistoia (che spera ancora grazie alle grane incombenti sulla Auxiluim Torino) anche se il divario finale si sviluppa principalmente nella seconda parte della gara quando l’attacco dei padroni di casa si scioglie e la resistenza dei toscani diventa pressochè inesistente. Accoglienza tutt’altro calorosa quella riservata dal pubblico di Masnago all’ex coach Moretti anche grazie alle vicende legali che ancora sono vive tra la società di Piazza Montegrappa e l’allenatore aretino. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6,5 : partenza soft per Dominique che come il resto dei suoi compagni poi scalda i motori e aggiusta la mira.  Come sempre solido difensivamente si rende utile a rimbalzo e dispensa anche 3 assist. JET
    Avramovic 7 : come nell’incontro contro Pesaro fa salire i suoi colpi nel finale dopo un avvio molto rivedibile ma sospinto dal suo spirito battagliero e da tutto l’affetto del Lino Oldrini, si scrolla di dosso la polvere e chiude con una bella prestazione. Giro d’onore alla fine anche se tutti si augurano di poterlo vedere nuovamente in campo a Varese con i colori biancorossi. FIERO
    Gatto S.V.
    Iannuzzi 5,5 : poco più di 10 minuti in campo ma senza lasciare particolari ricordi se non un secondo fallo speso in maniera fin troppo banale anche perché regala 2 liberi agli avversari. INGENUO
    Natali 7 : Nicola entra in campo nel terzo quarto ed ha un impatto molto importante sull’incontro tanto da chiudere in doppia cifra e con percentuali ottime. Non manca nemmeno la solita abnegazione difensiva e solo il metro arbitrale particolarmente sbilanciato lo limitano facendolo uscire prima del tempo per raggiunto limite di falli. FATTORE
    Salumu 7 : Jean riesce a sopperire bene all’inizio difficoltoso di Avra anche se appena entrato in campo deve subire un duro colpo sul volto che lo costringe a rientrare in panchina. Ma una volta rientrato è se possibile ancora più aggressivo sugli avversari e la sua mano dalla lunga distanza è bollente. TIZZONE
    Scrubb 7,5 : come ogni tanto gli capita, il tiro dalla lunga non lo premia ma i suoi movimenti in avvicinamento e in svitamento con uso magistrale di piede perno è un inno alla gioia per chi ha la fortuna di poterlo ammirare. CAVATAPPI
    Verri N.E.
    Tambone 5,5 : continua il periodo poco felice per il play laziale che per lo meno questa volta almeno ritrova la via del canestro anche se in un momento in cui la partita era già ampiamente al sicuro. Un recupero e 2 assist valgono mezzo punto in più sperando sia il preludio di un recupero che in caso di prolungamento della stagione regolare sarà fondamentale. A.A.A.CERCASI PLAY
    Cain 7 : sbaglia 2 appoggi che definire elementari è poco ma in compenso si prende un piazzato dalla media sulla linea di fondo, mettendolo e addirittura converte in schiacciata un alley oop in contropiede; poi è la solita piovra a rimbalzo. Sfiorata soltanto la solita doppia doppia. ASPIRATOR
    Ferrero 5 : Ingresso un po’ in difficoltà per il capitano che come i suoi compagni viene eccessivamente penalizzato dai 3 fischietti (clamoroso il fallo fantasma fischiato sul tiro da 3 di Odum dove non c'è nessun contatto e la distanza tra lui e l’attaccante non scende mai sotto i 30 cm). Nelle altre occasioni molto evidente il fatto di voler intervenire fallosamente in modo preventivo con uso improprio degli arti superiori. MANESCO
    Moore 7,5 : Ronald dopo esattamente un girone, torna a giocare una partita pienamente convincente, forse aiutato dalle sempre valida legge dell’ex. Lui non si fa commuovere dalla situazione critica della sua ex società e realizza con continuità e con soluzioni differenti. VARIEGATO
     

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