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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Johan Roijakkers rilegge a mente fredda il quaderno di appunti riempito di idee ed impressioni nei 40 minuti da “shadow-coach” della sua Openjobmetis. Il tecnico olandese ha assistito nel parterre alla partita sedendo a fianco del nuovo g.m. Michael Arcieri, e senza contatti diretti con la coppia Seravalli-Jemoli ha annotato tanti aspetti, lasciando agli assistenti la conduzione della partita pur impostata da lui nelle 48 ore precedenti. Per questo il coach rifugge i complimenti per la svolta difensiva generata nei soli due giorni del suo lavoro in palestra, girandoli allo staff ed ai giocatori che sono scesi in campo sabato:
    «Con due soli giorni di lavoro non si potevano pretendere miracoli. Ma tutti, non solo io, abbiamo dato il massimo per iniziare nel modo migliore questa nuova avventura. Intanto ci tengo a fare grandi complimenti ai miei assistenti per come hanno gestito la partita, ed ai giocatori per l’energia che hanno messo in campo. Io li ho aiutati, ma il merito è loro».
    Venerdì aveva chiesto alla squadra di cambiare impatto difensivo, aggredire la partita fin dall’avvio, mettere in partita il pubblico e lottare per 40 minuti. Esattamente quello che è accaduto durante la partita...
    «Sono molto contento di aver toccato le corde giuste, ma è evidente che riuscire a mettere in pratica esattamente la strategia pianificata non potrà ripetersi costantemente. Altrimenti non perderemo mai... La priorità era partire dalla difesa, ed è quello che abbiamo fatto mettendo in campo il giusto atteggiamento sin dall’avvio. Sicuramente possiamo fare molto meglio in tanti particolari limitando errori che si potevano evitare, ma l’aspetto fondamentale è che la squadra abbia combattuto per quaranta minuti ed abbia messo in partita il pubblico col suo modo di stare in campo».
    Rispetto al passato sono cambiati assetti, rotazioni, compiti e responsabilità, partendo dall’idea di aumentare la pressione sulla palla con De Nicolao in quintetto...
    «Quando mi sono presentato alla squadra ho chiarito subito sin dal primo allenamento che saremmo ripartiti tutti da zero. A me non interessa del passato, tutti avrebbero avuto una nuova chance. Ho messo De Nicolao in quintetto perché era l’elemento giusto per aumentare il ritmo in difesa e mettere pressione sulla palla. Keene ha avuto un grande impatto dalla panchina dandoci una eccellente spinta in attacco».
    Interessante anche la novità di coinvolgere maggiormente Caruso sotto canestro e far esordire Librizzi con compiti difensivi...
    «Difficile tenere elevata l’intensità ruotando con 7-8 giocatori, per questo motivo ho allungato le rotazioni con i giovani. Librizzi mi era piaciuto molto in allenamento e gli ho dato spazio, anche se per un paio di minuti ci ha comunque aiutato a tenere alta la pressione sulla palla. Caruso è un ragazzo promettente, deve imparare ad usare meglio il fisico ma ha stazza e qualità, ci potrà sicuramente essere utile».
    Qual è l’aspetto che le è piaciuto di più della partita?
    «Sul piano tecnico c’è da lavorare, ma la base di partenza a livello caratteriale è promettente. Quando siamo andati sotto di 15 punti a metà del terzo quarto sarebbe stato più facile arrendersi e crollare. Invece non abbiamo mai smesso di lottare, facendo leva sulla difesa in attesa di trovare un guizzo in attacco. Al di là del risultato, il fatto che la squadra abbia continuato a combattere anche nei momenti più critici è molto importante».
    Come proseguirà il suo lavoro nella settimana intera di lavoro in palestra che l’aspetta in vista dell’anticipo di sabato a Reggio Emilia?
    «La vittoria è importantissima per il morale, ma per costruire un’identità serviranno tempo e lavoro. Quando sono arrivato qui l’idea è stata quella di non cambiare molto sul piano tecnico, almeno in fase offensiva, e questo concetto voglio portarlo avanti. Mutare schemi e strategie può rallentare il nostro processo di crescita perché ci costringerebbe a pensare, meglio concentrarsi sui dettagli da migliorare».
    La vittoria contro Venezia rende meno urgente la scelta dell’ultimo rinforzo sul mercato?
    «Sono d’accordo: dobbiamo prendere una buona decisione e la fretta è mai utile in queste circostanze. Prendiamoci il tempo giusto per riflettere, ma in ogni caso a me piace la squadra che ho a disposizione in attesa di aggiungere Reyes. E lavorare con questi giocatori è comunque stimolante».
    Giuseppe Sciascia
     

  • banksanity6
    Una partita quasi da ultima spiaggia per Varese nel derby delle agenzie interinali andato in scena a Masnago. Partita non certo bella ma carica di tensione per la posta in palio visto che anche la Reyer era reduce da un periodo ondivago e cercava 2 punti fondamentali per la qualificazione alle final 8. I lagunari conducono per tre quarti raggiungendo anche 15 punti di vantaggio me null’ultimo e decisivo periodo i padroni di casa, guidati da un Keene ispiratissimo in attacco e da Vene e Beane in difesa, riescono ad effettuare il sorpasso e alla fine hanno la meglio. Sicuramente da segnalare una decisa inversione di tendenza a livello difensivo grazie alle prime indicazioni del nuovo coach olandese Roijakkers. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Gentile 5,5 : nel primo tempo, visto l’attacco asfittico dei suoi, si prende la squadra sulle spalle e mette a referto 11 punti tirando dal campo però, con percentuali rivedibili. Anche le scelte, in particolare i tiri dalla lunga sono state tutt’altro che oculate anche se subendo 9 falli va spesso in lunetta; peccato non sfruttare meglio questo fondamentale. SCIUPONE
    Beane 7,5 : dimostra ancora una volta di essere di gran lunga il miglior difensore nel reparto piccoli e nonostante un utilizzo pressoché continuo (36 minuti in campo) le sue pile non si scaricano mai. Intensità, anticipo sulle linee di passaggio le sue qualità migliori e quando si invola in contropiede e va ad inchiodare fa tremare tutta la Padania. SCOSSA TELLURICA
    Sorokas 7 : Paolino è serio e crede fermamente in quello che fa. Non sarà un fenomeno da Eurolega ma il suo contributo riesce sempre a darlo anche dovendo adattarsi ad un ruolo che non è propriamente il suo, anzi nelle difficoltà trova sempre stimoli positivi. Un giocatore così sarà sempre apprezzato. CERTEZZA
    De Nicolao 6 : lanciato in quintetto perché questa squadra ha bisogno di un play che la faccia girare. Beh forse al momento queste qualità Giovanni le deve affinare maggiormente, sia come attivatore che come realizzatore. Dal punto di vista difensivo invece, si fa apprezzare per tenacia e pressione sul portatore di palla, per questo ricorda molto suo fratello Andrea nella sua prima versione varesina. CLONE
    Vene 7 : primo tempo troppo brutto per pensare che potesse essere quello vero. Poi nella ripresa chiude nell’armadietto il suo gemello scarso, e seppur gravato di 4 falli, mette su un impianto difensivo da fare invidia alla NATO. Clamorosa aggiunta di QI cestistico. Eloquente plus/minus di + 25. SCUD
    Librizzi 6 : buttato nella mischia per mordere in difesa e nei 2 minuti in cui ci rimane fa bene il suo. ZANZARA
    Virginio N.E.
    Ferrero 5 : il capitano non riesce mai ad entrare in ritmo e di conseguenza in partita. Le sue fortune dipendono spesso dall’esito dei suoi tiri da fuori che questa sera hanno solo colpito il ferro. FABBRO
    Caruso 6 : nuovo corso tecnico e più minuti per il lungo campano. In 9 minuti raccoglie 7 rimbalzi e fa cose discrete. Certo Watt a volte ci ha giocato come il gatto col topo, ma le qualità per crescere ci sono tutte. TOY BOY
    Keene 8 : giocatore di striscia se ce n’è uno. Parte in sordina, come del resto anche i suoi compagni nella prima frazione. Nel secondo tempo è decisamente il più in palla offensivamente e grazie ad un suo momento di trans agonistica si ricuce la strappo e avviene il primo sorpasso su Venezia. Certo si è vinto soprattutto alle sue individualità ma se riuscisse ad innescare maggiormente i suoi compagni potrebbe ricavarne ulteriore spazio anche lui ed essere ancor più letale. CIANURO

  • simon89
    La panchina dell’Openjobmetis si colora di arancione. Sarà l’olandese Johan Roijakkers il sostituto di Adriano Vertemati alla guida tecnica della Pallacanestro Varese. Il 41enne coach di nazionalità “orange”, veterano del campionato tedesco con 9 stagioni in Bundesliga tra Goettingen e Bamberg, dovrebbe firmare nelle prossime ore il contratto che lo legherà al club biancorosso.
    IL LINK CON SCOLA
    Dal casting nazionale ed internazionale realizzato dall’a.d. Luis Scola è spuntato il nome di un allenatore straniero senza esperienza italiana ma con trascorsi NBA: il link tra Scola e Roijakkers risale ai tempi di Houston, quando il “General” era la stella dei Rockets, e il coach olandese aveva seguito il suo mentore Chris Finch (attuale capo allenatore NBA a Minnesota) come assistente della squadra satellite dei Rio Grande Valley Vipers (due anni da vice dal 2009 al 2011 in Texas).
    IL RITORNO IN EUROPA
    Poi Roijakkers è tornato in Europa e dopo l’esordio in Slovacchia al Previedza si è fatto un nome in Germania, portando in massima serie il Goettingen e conquistando la salvezza per 5 anni di fila. Nel 2020 la chiamata del Bamberg, dove lo scorso anno ha allenato l’azzurro Michele Vitali; nell’annata in corso l’avvio non è stato dei migliori con l’esonero a fine novembre.
    TRATTATIVA LAMPO
    Ora la chiamata di Varese, con una trattativa-lampo decollata nella serata di ieri, martedì 11 gennaio: dopo qualche schermaglia sulla durata del contratto (offerta 6 mesi, richiesta un anno e mezzo, punto di caduta con clausole varie) le parti avrebbero trovato l’intesa. A questo punto la firma parrebbe una formalità: sarà Roijakkers, tecnico che ama dare libertà in attacco ma predica una difesa aggressiva ed usa metodi “alla Caja”, a cercare di dare la scossa ad una Openjobmetis sola all’ultimo posto della classifica.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Le voci che si erano succedute nella tarda serata di ieri – lunedì 10 gennaio – hanno trovato conferma questa mattina: Adriano Vertemati è stato esonerato dall’incarico di allenatore della Pallacanestro Varese.
    Una decisione presa alla luce dei pessimi risultati raccolti dall’allenatore milanese, esordiente in Serie A: 4 vittorie e 13 sconfitte tra campionato (3-10) e supercoppa (1-3) con conseguente ultimo posto in solitaria della Openjobmetis in Serie A dopo lo scontro diretto di domenica sera con la Fortitudo.
    Una svolta netta, dopo che Vertemati non era mai stato messo pubblicamente in discussione nelle settimane precedenti, fors’anche per via delle varie problematiche che la squadra ha dovuto affrontare tra assenze legate al covid (lo stesso tecnico aveva dovuto saltare due partite) e diverse cessioni dei giocatori del quintetto base.
    Le continue sconfitte, alcune delle quali con margini imbarazzanti (quella interna con la Reggio di Caja, quella di Bologna contro la Virtus), e le evidenti carenze in fase difensiva hanno infine convinto la società a decidere di cambiare guida tecnica. Lo stesso Vertemati, dopo il KO con Napoli di metà dicembre, aveva detto di “non aver ancora capito qual è il quintetto che ci fa vincere le partite”. Una frase che, già allora, metteva in evidenza problematiche irrisolte nonostante quattro mesi di lavoro. Ora la società dovrà affrontare il seguito della vicenda visto che Vertemati aveva firmato un contratto biennale con opzione per una terza stagione.
    Il successore non avrà compito facile visto che la Openjobmetis ha solo sei punti e che quest’anno saranno due le squadre retrocesse in Serie A2. Però ci sono all’orizzonte 17 partite e non tutto è perduto: Luis Scola ha deciso di tracciare una rotta netta che dovrebbe completarsi con l’arrivo di due nuovi giocatori. Finalmente, a quanto pare, per il pivot si è deciso di puntare su un giocatore americano a costo di utilizzare l’ultimo visto a disposizione mentre per la guardia ci si rivolgerà al mercato europeo. E il lungo potrebbe essere il veterano Jackie Carmichael, 32 anni e una lunga esperienza nei club e nei campionati europei. Per il tecnico si vedrà: il profilo migliore sulla piazza è quello di Maurizio Buscaglia, artefice delle migliori stagioni di Trento (il suo assistente era Vincenzo Cavazzana, ora vice a Varese) che è stato appena esonerato dall’Hapoel Holon. Un altro nome interessante potrebbe essere quello dell’ex Fortitudo Luca Dalmonte mentre tra gli stranieri c’è l’americano Tom Bialaszewski, già assistente di Messina a Milano nell’anno in cui Scola ha giocato con l’Olimpia.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Sarà con ogni probabilità Jackie Carmichael il sostituto di John Egbunu nel ruolo di pivot titolare dell’Openjobmetis.
    SCOLA IN AZIONE
    Il 31enne centro di 206 centimetri per 108 chili è il profilo spuntato dal casting virtuale delle ultime 48 ore effettuato dall’a.d. biancorosso Luis Scola, che ha agito in prima persona per la scelta del nuovo centro. In attesa di capire chi sarà ad allenarlo, Varese sarebbe molto vicina alla scelta del primo dei due rinforzi necessari in chiave salvezza. Il lungo statunitense di classe 1990 è un veterano di lungo corso delle leghe europee, con un ampio bagaglio di esperienza tra Spagna, Francia, Turchia, Russia e Lega Adriatica nel corso di una carriera da professionista iniziata nel 2013.
    IL PRIMATO
    Recordman di stoppate ad Illinois State University, Carmichael ha girato mezza Europa con l’ultima tappa nelle file del Cedevita-Olimpia Lubiana, il club da cui Varese aveva prelevato Marcus Keene a novembre. Il lungo del 1990 è dunque già stato compagno del precedente correttivo operato dall’OJM: in 9 gare dell’ABA Liga disputate con la maglia del club sloveno aveva totalizzato 4,8 punti e 4,6 rimbalzi di media.
    ACCORDO VICINISSIMO
    L’accordo sarebbe questione di ore, una volta finalizzato il club biancorosso darà il via alle procedure per il rilascio del visto, spendendo così l’ultimo slot disponibile per il tesseramento di un giocatore extracomunitario.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    C’è un aggettivo che, nella sua duplice valenza, incornicia alla perfezione l’Openjobmetis sconfitta – ancora, di nuovo in volata (101-94) – sul campo della Fortitudo Bologna: “generosa”. Generosa, perché la squadra di Vertemati ci prova fino all’ultimo mettendo sul parquet tutto il fiato rimasto nonostante addii, covid e allenamenti ridotti a zero. Generosa, perché ancora una volta i biancorossi concedono 100 punti all’avversaria di turno mandando in scena una fase difensiva troppo, troppo, troppo morbida per tre quarti di gara.
    E così, a nulla valgono le prodezze dell’attacco, capace di metterne 94 nonostante il tremendo “down” di uno dei bomber più accreditati, Keene: il tentativo di impresa di Varese si ferma sul più bello, nel testa a testa dell’ultimo minuto, stoppato dalle magie del lungo tedesco Benzing autore di un paio di prodezze proprio nel momento in cui la Openjobmetis ha esaurito le cartucce. Il KO del PalaDozza porta con sé un’ulteriore problematica: da stasera Varese è solitaria all’ultimo posto in classifica, visto che oltre alla Kigili avversaria diretta ha vinto (e convinto) anche Cremona su Sassari.
    C’è anche una ventata di sfortuna, senza dubbio, perché nel testa a testa finale un ciclonico Beane si è visto respingere dal ferro una tripla decisiva (poco prima però era stato aiutato dal tabellone), mentre dalla parte opposta il già citato Benzing ha messo canestri di difficoltà notevole. E se la tripla dell’americano biancorosso fosse entrata, la Effe si sarebbe forse disunita. Ma queste sono considerazioni di pura cronaca che non cambiano l’ordine dei fatti. Certo dispiace, perché sul fronte offensivo Varese aveva spremuto l’impossibile da Gentile (28, notevole in diversi momenti) a cui si era accodato Beane. E poi Sorokas, monumentale per efficacia nella sua doppia-doppia nonostante un gap fisico pazzesco con gli avversari diretti.
    Tutti, chi più chi meno, hanno contribuito a tenere la OJM in partita anche se poi Vertemati è stato tradito da Marcus Keene. Il play, apprezzabile nel primo tempo in regia (8 assist), dopo l’intervallo ha smesso di trovare i passaggi giusti e soprattutto non ha mai rotto il ghiaccio al tiro (1/9 dal campo), perdendo poi in modo goffo uno degli ultimi, decisivi possessi e affossando così Varese. Che sabato torna finalmente a giocare in casa dopo oltre un mese, trovando però sulla sua strada una Venezia che anche incompleta rappresenta un ostacolo di quelli tostissimi. Vedremo se, nel frattempo, ci sarà almeno qualche innesto che – per fortuna – non dovrebbe essere Brandon Ashley.
    PALLA A DUE
    Con gli uomini contati, dopo le uscite di tre stranieri rimpiazzate parzialmente dal solo arrivo di Vene, Adriano Vertemati fa il quintetto con quel che gli rimane. L’estone è subito tra i primi cinque, accanto a Sorokas che rende 10 cm al pivot titolare biancoblu, Groselle. Gentile e Procida si fronteggiano in ala, Beane va sulle tracce di Aradori. Un intoppo anche per Martino che non può schierare Feldeine per un dolore lombare; c’è invece il nuovo acquisto Frazier, dalla panchina.
    LA PARTITA
    Q1 – La mano calda di Beane caratterizza l’avvio e permette a Varese di restare avanti per 5′, fino al pareggio firmato da Benzing dall’arco. Qui la Effe mette la testa avanti e la tiene sino alla prima pausa anche perché da parte biancorossa arrivano troppe palle perse e qualche forzatura. Ferrero e Beane limitano i danni per il -5 della sirena, 25-20.
    Q2 – La difesa continua a essere latitante nel secondo quarto, aperto da uno scatto in avanti della Effe sino al +11. Nel momento peggiore però la OJM sfodera uno 0-7 di parziale che ha anche il merito di svegliare un Gentile fino a quel momento fuori gara. C’è anche Keene che non segna ma regala assist a Sorokas, e così Varese resta vicina ai padroni di casa che hanno un ottimo contributo dal nuovo arrivato Frazier. All’intervallo lungo, sono però 8 i punti di divario, 56-48, con la zona che è coperta corta e con la uomo che non aiuta anche per il divario fisico in area.
    Q3 – Dopo la pausa c’è il miglior momento di Varese anche perché nel terzo quarto si vede anche la difesa. Prima arriva uno strattone di Gentile, poi – dopo il nuovo -11 successivo all’antisportivo di Vene – ecco un break di 0-10 con Sorokas preciso da lontano. Il sorpasso è di De Nicolao ma la Kigili reagisce e torna avanti con Charampopoulos, però il finale si tinge di biancorosso con i liberi di Keene e un’altra bomba del lungo lituano. Peccato per un cesto un po’ fortunoso di Toté: alla mezz’ora è 70-73.
    IL FINALE
    La Openjobmetis regge il primo urto del periodo finale con Gentile, poi trova un canestro da De Nicolao che però spreca per poca pazienza la tripla successiva. Dal possibile +8 si passa al controsorpasso emiliano firmato dai lunghi Benzing e Groselle e rifinito da Aradori con Varese in rottura prolungata. Ma non è finita: Gentile inventa di nuovo un paio di gran canestri mentre Beane replica alla bomba di Benzing. L’ultimo vantaggio ospite è ancora con Beane, tripla di tabella e 90-91 a poco più di 1′ dalla fine; Frazier – freddissimo – segna subito in entrata e poi di nuovo Anthony prova dall’arco con il pallone che gira sul ferro ed esce. Dalla parte opposta capolavoro dall’arco di Benzing, poi Keene offre un assist al tabellone nel tentativo di servire Sorokas. Si chiude qui, perché Aradori fa 3 su 4 dalla lunetta: Varese prova a salvare la differenza canestri con un triplone di Sorokas ma sulla sirena di nuovo Benzing segna da lontano in uscita dal blocco: 101-94.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Da tre giorni Siim-Sander Vene è nuovamente, per la terza volta, un giocatore della Pallacanestro Varese. Un ritorno gradito nell’ambiente Openjobmetis, che riabbraccia un giocatore affidabile e intelligente, in un momento delicato della stagione.
    La squadra biancorossa è in piena fase di ristrutturazione e, dopo le partenze di John Ebgunu, Jalen Jones e Trey Kell, il primo tassello inserito per dare un nuovo volto alla compagine di Adriano Vertemati è stato proprio Siim-Sander, che nelle due precedenti esperienze all’ombra del Sacro Monte ha spesso riscosso buone “recensioni”.
    A presentare Vene nel corso della conferenza stampa è stato il team manager Max Ferraiuolo, che ha spiegato la decisione societaria di puntare su di lui: «Siim è uno che più negli ultimi anni ha segnato aspetti positivi nella nostra squadra. Non ha bisogno di presentazioni, lo stimiamo per le sue qualità tecniche e umane, un po’ come gli altri estoni nella storia di Varese come Kangur e Talts, garanzie assolute in campo e fuori. Proprio per questo, quando abbiamo capito che Jones voleva uscire dal contratto, ci siamo informati su Siim e senza esitazioni lo abbiamo firmato. È fermo da un mese e mezzo, ha giocato in Francia fino a novembre, ma le sue doti mentali sopperiranno a quelle fisiche. Esordirà domenica a Bologna anche se non potrà allenarsi con la squadra».
    Le prime parole di Vene strizzano l’occhio alle cose buone fatte in passato: «Sono contento di essere tornato. So che il team è cambiato ma molte cose sono le stesse. La situazione è complicata però anche la prima volta che sono venuto a Varese la squadra era in una posizione simile e ce la siamo cavata bene. Cercheremo di fare come allora: cambiare la rotta. Il periodo di inattività non sarà un problema: sono motivato e sicuro di dare qualcosa alla squadra. Questo è il nostro lavoro e siamo pronto per combattere».
    Grazie alle sua intelligenza in campo e la capacità di adattarsi sul parquet, è possibile che – in attesa del lungo che sostituirà Egbunu – a Vene venga chiesto di giocare qualche minuto da centro. «Abbiamo parlato del mio ruolo – spiega l’estone – e credo non cambi di molto rispetto al solito: fare da collante tra esterni e pitturato. È una situazione dura, so che Sorokas ha già giocato qualche minuto da centro e anche io posso adattarmi in caso di bisogno. Nel corso di una stagione può succedere e bisogna sapersi mettere a disposizione».
    Nello spogliatoio Vene ritroverà un amico come Paulius Sorokas, che non permetterà all’estone di vestire la maglia numero 9. «Il numero – spiega Siim-Sander con un sorriso – mi è stata portata via da un buon amico e il numero di maglia non è un grande problema ora (Vene vestirà il numero 11, ndr). Con lui ho parlato della situazione ma sapevo già di dove sarei arrivato. Ho visto anche alcune partite di Varese, anche se sono andate male. Non posso dire altro che: siamo pronti».
    Francesco Mazzoleni

  • simon89
    La morsa del covid da un lato, quella del mercato dall’altro. Il momento della Openjobmetis Varese è sempre più complicato, non solo per il fatto che la squadra biancorossa si trovi all’ultimo posto della classifica di Serie A in coabitazione con Cremona e Fortitudo ma a -4 dal gruppo che precede.
    CONTAGI A QUOTA SEI – Il fronte del virus, per via del quale la Pallacanestro non ha potuto giocare a Trento nella serata di Santo Stefano, si allarga: le quattro positività nel “gruppo squadra” riscontrate nelle ore precedenti il giorno di Natale sono diventate ora sei come comunicato oggi – martedì 28 – dal club. Anche per questo motivo, l’attività agonistica rimane sospesa fino a nuovo ordine che sarà dato dall’ATS quando verrà rilevato il calo dei contagi. Di questo passo, inizia a essere in bilico anche la prossima partita prevista per il 2 gennaio, in casa con Venezia ma è inutile anticipare eventuali decisioni visto che gli scenari cambiano di giorno in giorno. Anche la Reyer, intanto, ha annunciato di avere alcuni uomini positivi.
    KELL E JONES VIA? – Intanto però, le notizie che arrivano da piazzale Gramsci sono spiazzanti dal punto di vista della squadra. Secondo una ricostruzione odierna di Prealpina e una anticipazione di ieri su Sportando, altri due componenti del quintetto base di Varese sono pronti a seguire le orme di John Egbunu che se n’è andato sbattendo la porta per trovare immediatamente casa a Gerusalemme (quindi, probabilmente, ha salutato con la certezza di avere un altro contratto).
    Parliamo di Trey Kell e di Jalen Jones i quali, a differenza di Egbunu, avrebbero una clausola del contratto che in caso di addio porterebbe un “contributo” nelle casse della Openjobmetis. Kell è concupito dal campionato cinese che può mettere tanto denaro sonante sul tavolo sia di Varese sia del giocatore, Jones avrebbe mercato in Francia e potrebbe rimpinguare uno stipendio che al momento non è alto visto che era il frutto di una “spalmatura” del contratto dello scorso anno quando il giocatore si infortunò.
    Il problema è che se i due lasciassero Varese, la Openjobmetis si troverebbe senza mezza squadra (oltre che in quarantena: Jones e Kell tra l’altro sarebbero tra i contagiati), non certo la condizione migliore per chi dovrebbe chiudersi in palestra e lavorare senza sosta. Inoltre i biancorossi hanno un solo visto spendibile per extracomunitari (una condizione che incide verso chi arriva dall’estero, non su eventuali americani o africani già impegnati in Italia) e ciò complica ulteriormente il mercato.
    L’unico lato positivo in questo senso è che liberando il monte stipendi di tre giocatori e incassando due buy out, la dirigenza potrebbe avere un pizzico di libertà a livello di ingaggi. Fors’anche per questo il primo pensiero è in direzione di Siim-Sander Vene, già visto due volte da queste parti. Il secondo invece potrebbe essere per Tyler Larson, impegnato a Pesaro (e provvisto di visto), altro giocatore che ha già vestito il biancorosso.
    Al netto della possibilità di tutte queste operazioni, resta il disorientamento nei confronti dei tifosi che del quintetto originale (Kell-Wilson-Gentile-Jones-Egbunu) potrebbero ritrovare il solo azzurro alla ripresa dei giochi. Rivoluzionare la squadra tra Natale e Capodanno è un’operazione rischiosissima e complicata per via dei tanti incastri che devono combaciare. Farlo sull’orlo del burrone aggiunge ulteriore incertezza. Anche perché la pazienza della gente verso questa situazione è davvero terminata, e il pericolo peggiore si chiama “disaffezione”. Che sarebbe una sconfitta irreparabile.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Si concluderà subito dopo Natale l’avventura varesina di John Egbunu, ma quella sul parquet è già terminata. Dopo gli atteggiamenti in allenamento di ieri, sfociati con il litigio con un compagno (Keene), la giornata di oggi – 23 dicembre – era quella indicata per prendere una delle due strade possibili, il divorzio o la (difficile) riconciliazione ma come prevedibile si è andati in direzione della separazione. 
    La notizia ufficiale arriverà lunedì o martedì prossimo: il tempo di lavorare all’accordo per una separazione consensuale, la via più indolore per entrambe le parti (anche a livello economico). Di certo, la Openjobmetis viaggerà in direzione di Trento senza il suo unico pivot di ruolo, oltre che di un secondo giocatore risultato positivo al covid di cui non è stato reso noto il nome. L’assetto della squadra di Vertemati sarà quindi quello visto in occasione delle partite (due delle quali vinte) disputate senza lo stesso Egbunu e Wilson per via del contagio.
    Tornando sulla vicenda del nigeriano, il pivot 27enne si era sfogato in giornata con una stories di Instagam nella quale diceva testualmente «Visto che sono io il problema… vi ho fatto un favore. Ora vedremo chi è davvero il problema». Una scritta poi cancellata – magari su consiglio del procuratore? – che nella seconda parte sembra rivolta a qualche altro componente del gruppo, allenatore, giocatore o dirigente che sia.
    Oggi nel frattempo il pivot non si è allenato, completando così un’esperienza fatta di 24 partite (tra campionato e Supercoppa), 229 punti (9,5 di media), 195 rimbalzi (8,1) e 33 stoppate “elargite” agli avversari. Gesti atletici che, insieme alle tante schiacciate, lo hanno fatto diventare una presenza fissa negli highlights della Serie A. Ora Varese sarà costretta a tornare sul mercato degli stranieri, perché la “toppa” Sorokas non può essere utilizzata a dismisura.
    Di certo, si cercherà un pivot più abile in difesa che in attacco: l’aggiunta di un play tiratore come Keene e la presenza di ali che amano giostrare vicino a canestro (Jones in entrata, Gentile da post basso) garantiscono attacco e richiedono un centro che possa fare lavoro sporco e lasciare qualche spazio d’area. Sulla carta, disegnare l’identikit non è difficile, la realtà però è differente.
    Damiano Franzetti

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