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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’ingaggio di Guglielmo Caruso che vestirà la maglia della Openjobmetis fino al termine della stagione 2022-2023 con opzione per quella successiva. Centro classe ’99, Caruso è uno dei migliori prospetti italiani in circolazione dotato di fisicità sotto canestro e di un buon tiro da 3. Nonostante la giovane età, ha già esordito con la Nazionale italiana nella VTG Supercup disputata dagli Azzurri lo scorso giugno in preparazione del preolimpico di Belgrado.
    Guglielmo Caruso, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono onorato di avere la possibilità di giocare per una piazza così prestigiosa del basket italiano come Varese, sono sicuro che non mancherà il calore dei tifosi. Non vedo l’ora di iniziare e migliorarmi sotto ogni aspetto sperando di poter dare il mio più grande contributo possibile alla squadra».
    Carriera
    Nato a Napoli il 3 luglio 1999, Guglielmo è cresciuto nel settore giovanile della PMS Moncalieri, società con la quale, nel 2017, vince il titolo italiano Under 20. La stagione successiva si trasferisce alla Cuore Napoli Basket, in A2, dove fattura 8.3 punti e 5.5 rimbalzi di media in 15 partite. Nel 2018-2019 decide di intraprendere la carriera collegiale negli Stati Uniti in California con Santa Clara University; con la maglia dei Broncos, in tre anni (dal 2018 fino allo scorso anno), Caruso migliora nettamente le sue statistiche personali, mettendo in mostra un repertorio offensivo completo sia vicino che lontano da canestro.
    Caruso ha già esordito con la maglia della Nazionale maggiore lo scorso 18 giugno in occasione della vittoria contro la Tunisia nella VTG Supercup; per lui 4 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata e 2 assist in poco più di 6 minuti. Con le selezioni giovanili, invece, ha vinto una medaglia d’argento ai Mondiali Under 19 in Egitto nel 2017 ed una medaglia di bronzo agli Europei Under 18 in Turchia nel 2016.

  • simon89
    Chi se lo aspettava guascone e sfrontato, come spesso ce lo ricordiamo in campo, è rimasto spiazzato. Nella prima uscita da giocatore di Varese, Alessandro Gentile è apparso all’opposto: calmo, umile, attento a misurare le parole e a raccontare come gli ultimi anni – un po’ travagliati – e il Covid lo abbiano aiutato a cambiare prospettiva. In campo e fuori.
    Affiancato da Andrea Conti, nella conferenza stampa di presentazione, Gentile ha spiegato chiaramente che dalla sua esperienza alla Openjobmetis si aspetta prima di tutto di «tornare a giocare a pallacanestro, e a divertirmi a giocare a pallacanestro». Quasi una confessione, davanti ai microfoni, prima di tuffarsi nel mondo biancorosso.
    «Sono felice di essere qui a Varese: il mio arrivo è nato in modo semplice e veloce e il fatto che Andrea e Adriano (Conti e Vertemati ndr) siano venuti a casa mia a parlarmi di persona mi ha dato grande motivazione. Mi sono sentito benvoluto, per me è stata una grande dimostrazione, quello di cui avevo bisogno. Voglio ripartire con grande entusiasmo da una piazza storica come Varese: conosco il valore di Vertemati, ho grande fiducia in lui ma anche in questa società e spero di di ripagarla sul campo».
    Dal punto di vista fisico – assicura – il covid non ha lasciato problemi: «La malattia mi ha cambiato sotto alcuni aspetti, ma vi assicuro che sotto il profilo atletico non sono mai stato meglio: mi sento in gran forma, mi alleno tutti i giorni. Arriverò al raduno pronto. Gioco da tanti anni, ho fatto esperienze di tanti tipi, alcune positive e altre meno, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa. L’Alessandro Gentile che viene a Varese è un uomo più maturo».
    E un segno di maturità è anche il respingere – delicatamente – il ruolo di “pietra angolare” della squadra per grazia ricevuta. «Avere un ruolo centrale è per me molto importante: negli ultimi tre anni, per diversi motivi, non ho mai cominciato una stagione con la preparazione estiva e quest’anno lo potrò fare. Però deciderà l’allenatore chi saranno i giocatori chiave: io sono qui per dare il mio contributo, partiremo tutti allo stesso modo».
    Membro di una famiglia che fin dagli anni Ottanta è stata protagonista di confronti arroventati – tra il padre Nando, lui stesso e il fratello Stefano – contro Varese, Alessandro manda un messaggio anche ai tifosi biancorossi. «Da avversario ho vissuto tante partite in questo palazzetto, conosco l’ambiente che si respira, è un posto abituato a grandissimi campioni. Ci sono state sfide accese nel passato, spero prima di tutto che la gente possa tornare a rivivere la normalità della partita al palazzetto, e poi mi piacerebbe che i tifosi di Varese utilizzino quella energia che conosco, a favore della squadra e a mio favore».
    Infine il doveroso tributo alla maglia azzurra dopo l’impresa olimpica di Belgrado. «È giusto fare i complimenti alla Nazionale: un risultato storico, meritato, arrivato giocando una grandissima pallacanestro. Però non ho rimpianti per non esserci stato, perché in questo periodo post covid, come ho già detto, ho imparato a conoscere tante sfumature della vita che prima non conoscevo. E quindi sono contento del percorso che sto facendo in questo momento. La Nazionale non è un mio obiettivo in questo punto della carriera. Voglio prima di tutto tornare a giocare a pallacanestro ed essere felice in campo».
    E poi, sfumate le domande e salutati i dirigenti, c’è tempo per chiedere un pallone, fare canestro da centrocampo (dopo un paio di tentativi) e trascorrere qualche minuto a palleggiare e tirare insieme a due ragazzini presenti al palazzetto. Forse, la strada per il divertimento sotto i tabelloni, è cominciata questa sera.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis inizia a calibrare le strategie per la scelta dei quattro stranieri mancanti all’appello. Ancora non c’è la certezza ufficiale del cambio di format da 5+5 a 6+6, ma l’area tecnica ragiona ormai dando per acquisita la necessità di cercare uno straniero in più rispetto alla precedente versione con Michele Ruzzier.
    Play e guardia titolare e due lunghi: sul taccuino dell’asse Bulgheroni, Conti, Vertemati c’è questo poker di X da riempire con incastri tecnici ed economici. Per ora le certezze sono Anthony Beane e Jalen Jones ma, proprio per non dipendere troppo dall’ala texana, Varese vuole cercare due giocatori da quintetto per far scalare in panchina - almeno inizialmente, fin quando non recupererà il 100 per cento della brillantezza atletica - il 28enne giocatore ex Vitoria.
    L’Openjobmetis aveva messo nel mirino un paio di lunghi stranieri interconnessi al profilo dell’ala forte da quintetto, ma il meno costoso dei due - il 24enne James Dickey, nella scorsa annata in Ungheria - si è accasato in Germania. Sul piatto invece c’è ancora Dererk Pardon, il 25enne centro visto nel 2019/20 a Reggio Emilia che Varese aveva seguito con interesse già 12 mesi fa, salvo vederlo accasare molto presto in Bundesliga al Bayreuth. Il giocatore classe 1996 ha disputato una stagione positiva nelle file del Medi (11,2 punti più 6,2 rimbalzi e 1,2 stoppate): lungo esplosivo e potente (203 centimetri per 107 chili), è il classico giocatore interno che vive di giocate di energia sulla modalità dell’ex biancorosso di due anni fa Cedric Simmons.
    Pardon piaceva lo scorso anno e piace quest’anno per dinamicità e atletismo, ma è un’ipotesi che Varese porterà avanti se i costi saranno compatibili alle risorse per gli altri incastri. L’interesse c’è, ma va calibrato con il prezzo: investire tanto sul centro titolare potrebbe erodere le disponibilità per l’ala forte, che dovrà comunque essere un giocatore importante vista la necessità di proteggere Jones.
    Nel frattempo c’è massima attenzione sul ruolo di playmaker, dove l’Openjobmetis ha bisogno di un giocatore sicuro e affidabile dopo l’addio di Michele Ruzzier. In quello spot la caccia è ancora aperta e i profili al vaglio sono ancora molteplici, ma è evidente la necessità di pescare un elemento dal rendimento garantito e che conosca già il basket europeo.
    In ordine cronologico, comunque, l’ultimo giocatore da scegliere sarà con ogni probabilità la guardia straniera da incastrare tra il nuovo play e Alessandro Gentile. Ad oggi le priorità sono il pivot e il regista titolare, ma solamente cogliendo le occasioni giuste per non doversi accontentare almeno sull’altro lungo da inserire nel puzzle. E poi c’è il calcolo sulla strategia delle tempistiche: con la Summer League Nba posticipata dal 7 al 18 agosto, c’è la chance che nell’ultima decade del prossimo mese si liberino per l’Europa tanti buoni giocatori a prezzi di realizzo.
    Vale la pena aspettare i saldi di fine estate, almeno per uno o due dei quattro tasselli mancanti, a costo di aspettare i primi di settembre per avere il roster al gran completo?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Michele Ruzzier lascerà l'Openjobmetis Varese per accasarsi nelle file della Virtus Bologna. Il playmaker triestino ha esercitato l'escape a suo favore per uscire dal contratto 1+1 stipulato lo scorso anno con la società del presidente Vittorelli. Blitz a sorpresa ma non troppo, come ventilato già questa mattina sulle colonne della Prealpina: Ruzzier giocherà con la maglia dei campioni d'Italia, che hanno voluto allungare la rotazione dei playmaker insieme all'azzurro Alessandro Pajola per preservare Milos Teodosic in campionato.
    Il giocatore del 1993 ha deciso nelle ultime ore di accettare la proposta della Virtus Bologna, che verserà nelle casse di Varese un buyout da 20mila euro previsto per il passaggio del giocatore in un club di Eurocup: era una facoltà prevista dal contratto entro le 24 odierne, e la decisione del giocatore costringe ovviamente l'OJM a rivedere parzialmente i propri piani sul mercato per quanto riguarda gli incastri tra italiani e stranieri.
    Il sostituto di Ruzzier sarà straniero, in ogni caso Varese non uscirà dal contratto di Anthony Beane scartando l'opzione Giordano Bortolani come alternativa al regista triestino. Nei piani del club prealpino potrebbe rientrare invece Nicolò De Vico, optando per un cambio italiano nello spot di ala forte che potrebbe portare l'area tecnica biancorossa a rivedere la posizione di Jalen Jones puntando su un giocatore più sicuro rispetto all'ala texana. Oppure l'alternativa potrebbe essere quella di virare verso il format con 6 italiani e 6 stranieri per mantenere la formula con 3 stranieri sotto canestro. Di sicuro la decisione di Ruzzier modifica comunque le strategie di mercato biancorosso.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese pesca in Campania anche il secondo acquisto del mercato 2021. Accordo raggiunto fra l’Openjobmetis e Guglielmo Caruso: il 22enne centro napoletano ha accettato la proposta 2+1 della società del presidente Vittorelli, con la cui maglia debutterà in serie A al termine del suo ciclo triennale negli Stati Uniti con l’università di Santa Clara. L’agenzia del giocatore ha dato l’ok all’operazione, illustrata nei dettagli dai suoi rappresentanti al giocatore in un incontro svoltosi ieri a Napoli: oggi dovrebbe arrivare la firma che ratificherà un corteggiamento durato qualche settimana.
    Dopo il casertano Gentile, ecco il partenopeo classe 1999: il profilo è totalmente diverso rispetto a quello dell’esterno ex Olimpia Milano, se “AleGent” rappresenta una certezza sia pur con la necessità di rilanciarsi ad alto livello, Caruso rientra invece nel comparto scommesse visto che nella sua carriera non ha all’attivo alcun minuto in serie A, ed ha assaggiato il basket senior solo nell’A2 versione 2017/18 (8,7 punti più 5,3 rimbalzi e 1,5 stoppate in 22,7 minuti di media).
    Però il centro del 1999 ha stazza (208 centimetri), tocco frontale, senso del gioco e mani morbidissime: tutte doti che hanno intrigato Adriano Vertemati, pronto a mettersi di buzzo buono per lavorare su un progetto tecnico di trasformare Caruso da prospetto a certezza. Insomma l’opera di player development per il quale l’Ojm ha voluto il tecnico di Cornaredo: il lungo napoletano dovrà inizialmente lavorare tanto con la prospettiva di giocare poco in una rotazione con 3 compagni stranieri. Ma l’obiettivo di Varese, condiviso ovviamente con il giocatore, è quello che al termine dei tre anni di lavoro - coincidenti con l’orizzonte temporale del contratto di Vertemati -, Caruso sarà progredito sviluppando al meglio le sue qualità e limando alcuni limiti.
    Dunque un’operazione più futuribile che immediata: solo il tempo dirà se il nuovo giocatore sarà in grado di diventare un Galanda anziché un Morena (per paragonarlo a due giocatori del passato biancorosso con centimetri e tiro frontale). Di sicuro però è il secondo segnale che l’effetto Vertemati ha un fascino importante sugli italiani, siano essi suoi ex allievi come Gentile o giovani di prospettiva desiderosi di lavorare con un tecnico conosciuto per le sue capacità di sviluppatore di talenti.
    Ora però il mercato degli italiani è concluso, o meglio lo sarà allo scoccare della mezzanotte di oggi se Michele Ruzzier non eserciterà l’escape per le coppe prevista dal suo contratto: le voci incontrollate di un possibile interesse della Virtus Bologna per il play triestino non hanno trovato riscontri, a meno di sorpresissime l’ex Cremona avrà ancora il bastone del comando nelle mani nel 2021/22. E da domani l’Openjobmetis potrà concentrarsi sulla caccia ai tre stranieri mancanti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89

    Varese prende forma

    By simon89, in News,

    Michele Ruzzier e Anthony Beane da confermare, Guglielmo Caruso da contrattualizzare. Dopo il colpo a sorpresa Alessandro Gentile, che ha inaugurato col botto il mercato OJM ponendo la pietra angolare sulla quale sarà costruita l’impalcatura tecnica della Varese griffata Vertemati, la settimana iniziata ieri, lunedì 28 giugno potrebbe aumentare l’elenco delle certezze del roster.
    Le opzioni di uscita in favore del play triestino e della guardia ex Virtus Roma scadranno mercoledì: se non verranno esercitate, dall’1 luglio automaticamente scatterà la loro conferma in maglia biancorossa. Entrambi sono pedine fortemente volute dall’area tecnica negli incastri post Gentile. Il rischio «Fuga per l’Eurolega» del regista che si sta giocando le ultime chance azzurre a Belgrado sembra ormai scongiurato, anche nel caso peggiore di una chiamata a sorpresa entro le prossime 72 ore; l’arrivo dell’esterno campano dà comunque garanzie a Varese di non trovarsi scoperta nel parco italiani, ma sembra comunque probabile che il bastone del comando in regia resti nelle mani di Ruzzier.
    Allo stesso modo l’OJM gradisce le doti di difensore e incursore di Beane, che dovrebbe uscire dalla panchina nel ruolo di primo cambio di Gentile e del tiratore da individuare in una dimensione analoga a quella nella quale ha prodotto 11,8 punti e 2,4 assist in 24,3 minuti del 2020/21. Due conferme e un volto nuovo con la trattativa per assicurarsi le prestazioni di Guglielmo Caruso che dovrebbe chiudersi positivamente nei prossimi giorni. Tutelata la rotazione degli interni con la strategia dei 3 lunghi stranieri senza chiedere al centro napoletano di rivestire un ruolo da protagonista all’esordio in serie A, Varese vuole finalizzare l’accordo con il 22enne centro di 208 centimetri per 100 chili. Ossia il prototipo del giocatore futuribile e da sviluppare, sul quale investire a lungo termine (2 anni+1?) puntando sull’effetto Vertemati per trasformarlo da progetto a certezza nel percorso di crescita.
    Una volta scaduti i termini delle opzioni di uscita e portata a termine la trattativa per Caruso, l’OJM potrebbe arrivare a fine settimana con 7 giocatori già in organico. Se non ci saranno intoppi, da giovedì l’evoluzione del roster sarà improntata in questo modo: Ruzzier e De Nicolao in regia, il tiratore americano da individuare e Beane in guardia, Gentile e Ferrero in ala piccola ed infine Jalen Jones, un centrone e un cambio straniero sotto canestro insieme a Caruso.
    Insomma lo stato dei lavori nel cantiere biancorosso sarebbe decisamente avanzato, consentendo alla troika Bulgheroni, Conti e Vertemati di riflettere con calma sugli incastri giusti per la scelta - tecnica ed economica - dei tre stranieri mancanti all’appello. Concedendo tutto il tempo necessario a individuare i pezzi giusti per completare il puzzle.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un viaggio in treno di oltre nove ore, per un faccia a faccia che si è rivelato decisivo. Tra i motivi che hanno convinto Alessandro Gentile a diventare un giocatore della Openjobmetis per la prossima stagione, c’è anche l’impegno messo in campo dalla società biancorossa per incontrare di persona il giocatore campano per illustrare le volontà di Varese nei suoi confronti.
    Il giorno del blitz è stato mercoledì: a prendere il treno sono stati il general manager Andrea Conti, coach Adriano Vertemati e Virginio Bernardi, procuratore dell’ex capitano di Milano. Proprio una chiacchierata di qualche tempo fa con Bernardi aveva aperto uno spiraglio per arrivare a Gentile, feritoia che si era allargata con l’arrivo a Varese di Vertemati il quale aveva svezzato il 28enne nato a Maddaloni nel vivaio della Benetton Treviso. E lo aveva ospitato a Treviglio per allenarsi quando non andò in porto il suo approdo a Houston. 
    «Alessandro ha apprezzato il fatto che siamo andati di persona a incontrarlo, che abbiamo trascorso del tempo con lui e che ora ci sia Vertemati in panchina – spiega Conti a firma avvenuta – Ho trovato una persona molto generosa e in piena forma fisica: ieri mi ha richiamato per ringraziarci e per dirci che sarebbe venuto a Varese. Io sono convinto delle sue qualità e penso che possa anche tornare in nazionale: stiamo parlando di un giocatore importante, con un grande palmares che tra l’altro ha accettato un ingaggio dai costi bassi in relazione alle sue qualità sportive».
    Una delle mosse giuste è probabilmente stata quella di scegliere Gentile per primo (o quasi, visti i contratti già in essere) e non di inserirlo su una squadra già fatta. Un modo per fargli sentire fiducia ma anche per dargli la possibilità di iniziare la stagione fin dalla preparazione estiva. Chiaramente ora si apre il dibattito di quale sarà il suo ruolo principale: tecnicamente Gentile è un’ala piccola ma a Masnago non si escludono altri impieghi, perché al netto di un tiro da fuori ondivago, il secondogenito di Nando ha potenza fisica, capacità di giocare il pick’n’roll ma anche buone qualità di passatore. Vertemati lo sa: sul suo tavolo le decisioni a riguardo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Varese è felice di annunciare di aver raggiunto un accordo con Alessandro Gentile che vestirà la canotta della Openjobmetis per la stagione 2021-2022. Il club biancorosso è orgoglioso di aver riportato un campione del calibro di Gentile in Italia dove, con la maglia dell’Olimpia Milano, ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa. Lo scorso anno Gentile ha disputato il campionato spagnolo tra le fila dell’Estudiantes, dove ha prodotto 11.7 punti, 4.8 rimbalzi e 3.1 assist di media a partita. 
    Alessandro Gentile, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono molto felice per l’opportunità che mi sta dando Pallacanestro Varese e sono contento di poter ritrovare coach Vertemati. Dopo quello che abbiamo passato tutti noi per la situazione legata al Covid non vedo l’ora di ripartire con entusiasmo in una piazza storica del nostro basket come quella varesina». 
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo felici di riportare in Italia un grande talento come Alessandro. Siamo convinti che qui a Varese tornerà a livelli altissimi e che darà tanto alla nostra società». 
    Nato il 12 novembre 1992 a Maddaloni, Alessandro Gentile inizia a giocare a basket fin da bambino, seguendo le orme del padre Ferdinando e del fratello maggiore Stefano. Trascorre le giovanili a Treviso, squadra con cui conquista lo scudetto Under 19 e che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2009-2010. Il suo talento esplode rapidamente: l’anno successivo migliora nettamente le sue cifre e viene eletto miglior Under 22 del campionato (si ripeterà nel 2013-2014), mentre nel 2011-2012 trova quella continuità che, nel dicembre 2011, lo porta alla corte dell’Olimpia Milano. Con la formazione milanese, Gentile si consacra definitivamente, esordendo in Eurolega e vincendo, da capitano, due Scudetti (MVP delle Finali nel 2014), una Coppa Italia ed una Supercoppa. Nel 2013 fa il suo esordio anche con la Nazionale maggiore con la quale, ad oggi, ha collezionato 81 presenze mettendo a referto più di 950 punti. Dopo le parentesi con Panathinaikos (con cui conquista la Coppa di Grecia) ed Hapoel Gerusalemme (vincendo il campionato), nel 2017-2018 Gentile torna in Italia nelle fila della Virtus Bologna (16.8 punti di media con season high di 32 punti proprio contro Varese) salvo poi trasferirsi, la stagione successiva, nuovamente all’estero, in Spagna, dove veste la canotta dell’Estudiantes, squadra con la quale ha giocato anche lo scorso anno dopo la stagione passata a Trento (15 punti, 4.4 rimbalzi e 2.7 assist di media a partita).

  • simon89
    Come giocherà la prossima Pallacanestro Varese? «Lo vedremo in base ai giocatori che sceglieremo e lo valuteremo dopo averli visti allenarsi insieme». Con che tempi verrà costruito il roster? «Non ci siamo dati scadenze: alcune sono scritte sui contratti dei giocatori con le possibilità di uscita, altri sono già certi di restare. Abbiamo tempo, non ho fretta di andare in vacanza a luglio: da qui in avanti siamo pronti a lavorare».
    Adriano Vertemati detta così la rotta: non una road-map con punti da rispettare a tutti i costi per costruire la nuova Openjobmetis, ma un foglio (quasi) tutto da scrivere senza però lasciare spazio alla improvvisazione. Il 40enne allenatore milanese ha accumulato esperienze di vario tipo: dal settore giovanile principe in Italia (allora: quello di Treviso) al lungo matrimonio con Treviglio fino alla toccata e fuga in Baviera con quel Bayern di Trinchieri arrivato a tanto così dalle Final Four. E oggi si è presentato alla Enerxenia Arena.
    «Ho iniziato ad allenare giovanissimo a Milano, a 16-17 anni, e sono cresciuto nel mito delle grandi società lombarde: Varese naturalmente era una di queste e ora quasi non mi sembra vero di essere stato chiamato ad allenare l’Openjobmetis. Pensavo di rimanere a lungo a Monaco ma poi è arrivata la telefonata di Conti e Bulgheroni, che ringrazio, e in me è cresciuta la consapevolezza di non poter dire di no».
    Vertemati non respinge l’etichetta di “allenatore dei giovani” ma neppure la sposa al cento per cento: «Credo sia necessario stringere un buon rapporto con tutti i giocatori, non solo con i giovani. Io ho avuto la fortuna di aver allenato il vivaio della Benetton, un’esperienza molto formativa, e poi a Treviglio dove per scelta c’era l’idea di lanciare ogni due anni qualcuno nei campionati senior. Però un allenatore deve far sì che i giocatori si fidino di lui a prescindere dalla loro età. Funziona come per gli insegnanti a scuola: oggi non è scontato avere il rispetto perché ci si siede su una panchina, va guadagnato ogni giorno facendo in modo che le persone si fidino di te. E capiscano che tu sei quello che li conduce».
    Sulla squadra che verrà, Vertemati si destreggia bene per non dare punti di riferimento di mercato. Loda il gruppo degli italiani («Godono del mio apprezzamento, è un gruppo idoneo alla Serie A che ha già dato tanto al club l’anno scorso. E il club è stato lungimirante a costruire questo zoccolo duro») parla del colloquio avuto con Scola confermando le intenzioni di ritiro dell’argentino («ma se le cambierà idea non sarò certo io a oppormi. Non sono stupido») ed è pronto a compire le mosse necessarie per costruire il roster.
    E poi ribadisce il suo approccio: «Prima di parlare su come giocheremo, dovremo avere tutti i nomi e poi iniziare ad allenarli in palestra. La prestagione serve a quello: io non ho “una” idea di gioco, voglio mettere tutti nelle condizioni di dare il meglio. Poi è chiaro che ci siano dei valori dei singoli, ma sull’etica del lavoro non c’è spazio di discussione. So perfettamente che l’equilibrio, nel basket come nella vita, è la chiave: per questo avremo sì alcune scommesse, giocatori che partiranno da un livello ma andranno portati a uno superiore accanto a uomini che diano maggiori garanzie».
    Infine due sguardi al passato, uno a Monaco e uno a Treviglio. «La Germania è stata per me una grande esperienza formativa: basti pensare alla disputa dell’Eurolega con il Bayern. Là ci sono una Lega con un’organizzazione di buon livello e un prodotto televisivo ottimo oltre che arene nuove e funzionali, però in generale anche in Italia su molti aspetti siamo preparati e in alcuni, come l’arbitraggio, siamo più bravi. Nel complesso, certe situazioni mi hanno aiutato ad aprire gli occhi come la gestione di una società sportiva vista sempre più come azienda. Qui comunque il mio ruolo è quello di allenatore e resto conscio di essere stato chiamato prima di tutto per quello».
    Infine, dal lungo rapporto con Treviglio, Vertemati ha tratto un altro passaggio che può rappresentare bene quella che è la sua filosofia. «Alla Blubasket ho trovato persone serie che non hanno mai messo in discussione il mio ruolo e che con me hanno sempre condiviso i rischi. Non abbiamo mai rinnegato le decisioni durante la stagione: gli errori si possono fare, ma vanno ammessi e condivisi così da trovare insieme una soluzione».
    E al netto che sarebbe farne meglio commettere pochi sbagli, sarebbe importante che questa sintonia si sviluppi anche sotto la volta di Masnago.
    Damiano Franzetti

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