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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale.
    E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima.
    L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato.
    Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inizia il 2020 con un brillante raid davanti ai 5.000 del Pala Verde. Colpo esterno a Treviso per la formazione di Caja che torna a festeggiare in trasferta celebrando sotto i 60 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi il secondo acuto esterno del girone d'andata oltre 3 mesi dopo quello inaugurale a Trieste.
    Il mal di trasferta delle ultime 6 sconfitte in fila lo guarisce un Jason Clark strepitoso, che guida Varese col piglio del bomber di razza al termine di una partita in grado di consacrarne le qualità dopo mesi da oggetto misterioso, tanto da non chiudere del tutto la porta a Tortona che qualche giorno fa ne aveva chiesto la disponibilità al club prealpino. La guardia statunitense scaccia invece tutti gli spettri segnando in ogni modo (7/13 da 2, 2/4 da 3, 10/13 ai liberi) e aggiungendo 9 rimbalzi e 4 recuperi ad una prova super sui due lati del campo; così l'attacco OJM trova finalmente un riferimento in grado di creare dal palleggio e punire i cambi difensivi in una serata nella quale l'asse Simmons-Vene riesce pure a graffiare da sotto.
    Il team di Caja gioca una partita sostanziosa sul piano tecnico ma soprattutto caratteriale, sfoggiando quella personalità più volte invocata per riuscire a graffiare lontano da Masnago. Solo così avrebbe potuto nascondere il primo tempo fuori giri della coppia Mayo-Jakovics (zero punti e 0/6 dal campo in due) senza deragliare quando Treviso ha sparato a raffica nel secondo quarto volando a suon di triple a più 11.
    Invece i biancorossi non perdono la calma e si affidano alla difesa, tornata "coperta di Linus" per la Caja's Band: con Peak sentinella su Logan e un sistema di raddoppi per lasciare gli altri a prendersi responsabilità, Varese protegge l'area con efficacia e concede solo 4/14 da 3 alla De' Longhi dopo l'8/20 di metà gara. Nel momento del riaggancio e sorpasso torna protagonista Mayo, ma il finale è tutto di Clark che si prende il proscenio concessogli volentieri dai compagni andandosi a conquistare nel traffico i punti della staffa.
    E dal raid del PalaVerde arrivano appunti preziosi in chiave futura: se Josh può godere di libertà perché le difese si concentrano altrove, e con altri protagonisti offensivi Vene può dedicarsi a quello che sa fare meglio - ossia agevolare il gioco di squadra - l'OJM può sbancare anche un campo difficile come quello di Treviso senza show balistici ("solo" 9/26 da 3 a fronte del 67% da 2).
    Peccato che il colpaccio di Villorba non basti a spalancare ai biancorossi le porte della Coppa Italia, con il raid di Cantù a Milano che fa saltare il banco della combinata di risultati necessari facendo chiudere l'andata al nono posto per peggior quoziente canestri dell'Umana nell'arrivo a tre che coinvolge pure i brianzoli. Ma il dato che guarda Attilio Caja è quello del più 6 mantenuto nei confronti della zona retrocessione grazie a un'andata da 8 vittorie e 8 sconfitte: aver cancellato subito il passo falso di Trento è un segnale fondamentale di solidità mentale per una OJM che si affaccia al 2020 col miglior approccio possibile.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago.
    Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di una difesa assai aggressiva sui portatori di palla: con Mayo e Jakovics pressati dalla velenosa energia di Craft e Filloy ed oscurati più volte dai raddoppi sul perimetro, la circolazione non è fluida e per tre quarti le medie dall'arco sono modeste.
    La palla dentro non arriva mai, complice la serata opaca di Simmons, ma anche la capacità della Dolomiti Energia di chiudere ogni linea di passaggio interna sui giochi a due. Solo negli ultimi 8', quando la difesa graffia sulla spinta della grinta profusa da capitan Ferrero riuscendo ad alzare il ritmo, Varese ritrova il feeling con la retina dall'arco (8/14 da 3 dopo il 5/18 dei primi 20' ) quando migliora la qualità dei passaggi per arrivare ai tiri aperti.
    In precedenza però Trento l'aveva scardinata ripetutamente con un Gentile super nei panni del play occulto (6 assist a metà gara) punendo i raddoppi in post basso con scarichi al bacio sul lato debole per i fucilieri Blackmon e Mian (prova monstre con 21 punti in 14' per l'ex di turno che prima viaggiava a 2,5 punti col 17% dall'arco).
    Nello sviluppo tecnico della gara pesa probabilmente anche un metro arbitrale iperpermissivo che, al di là del macroscopico abbaglio costato il tecnico a Caja (Pascolo aveva già alzato il braccio dopo il fallo commesso su Ferrero: quel non-fischio è costato 5 punti a Varese) non ha mai tutelato Mayo nelle sue (rare) avventure in area o sopratuttto sui ripetuti bumping dei lunghi trentini sui cambi difensivi.
    Ma il totale generale non cambia: la Dolomiti Energia ha punito ciclicamente le scelte difensive dell'OJM e messo a nudo la prevedibilità del suo attacco a metà campo vista la mancanza di un esterno capace di attaccare il ferro creando vantaggi per sé e gli altri. Lo stop deve aprire gli occhi sull'attuale valore di Varese: al di là della classifica cortissima (ci sarebbe ancora uno spiraglio aritmetico perle Final Eight) la truppa di Caja deve guardarsi le spalle e non alzare lo sguardo verso traguardi che non le appartengono per personalità, assortimento, qualità.
    Serve compattarsi in vista del primo mese del 2020, con una sola gara casalinga contro Trieste e tre trasferte a Treviso, Sassari e Bologna sponda Fortitudo. Ma con tutto l'impegno e la dedizione del mondo, chi nasce tondo non diventa quadrato: fattore campo o no, l'attuale versione dell'OJM non può competere contro squadre ben organizzate, aggressive e in serata dall'arco come la Trento di ieri.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    E’ una Trento tenace sporca e cattiva quella che nell’ultima gara del 2019 sbanca Masnago e porta a casa una partita che Varese, messa a nudo di tutti i suoi difetti, cerca di recuperare nel finale del quarto periodo. Purtroppo, delle scelte tanto avventate quanto scriteriate, condannano i padroni di casa al secondo stop casalingo di questa stagione per un finale che segna 81 per Varese e 86 per Trento. Vittoria meritata quella dell’Aquila Basket ma agevolata in maniera imbarazzante da una gestione della terna arbitrale da far venire i brividi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:   Peak 6 : è il solo che a livello fisico sembra reggere l’urto e in difesa sicuramente svolge bene il ruolo di stopper; deficitario, nonostante i 10 punti, il suo apporto offensivo. MONOFASE   Clark 4,5 : sta diventando sempre più un problema conclamato. Non regge l’urto difensivo ne’ sulla guardia ne’ tantomeno sull’ala piccola avversaria; in attacco i suoi sono canestri sporadici.   NON PERVENUTO   De Vita N.E.   Jacovics 5 : non riesce a replicare la serata di grazia di 3 giorni fa in fase offensiva e, forse per questo, non trae nemmeno energia per opporsi ai piccoli di Trento.  SCARICO   Natali N.E   Vene 5 : prova la partenza sprint dell’ultima partita ma questa volta è una partenza falsa, condita da diverse imperfezioni che gli fanno preferire Ferrero. Solo 16 minuti di utilizzo parlano chiaro sulle scelte tecniche di questa sera. ACCANTONATO   Cervi 5,5 : sembra che il lungo emiliano stia lentamente acquisendo condizioni fisiche migliori; esce, blocca, rolla ma serve a poco se poi quando è sotto canestro da solo nessuno lo vede ...  DESAPARECIDO   Simmons 5,5 : insolita prestazione imprecisa per il lungo statunitense che sbaglia appoggini largamente nelle sue possibilità, subisce i contatti sporchi che gli avversari non lesinano, e forse paga un po’ di appannamento.  SBALLOTTATO    Mayo 5 : sembra essersi interrotto il feeling tra lui e i suoi compagni come con coach Caja che non gliene perdona mezza. Prima parte di gara abbastanza anonima, poi cerca di caricarsi di responsabilità e, dopo una fiammata che incendia tutto il palazzetto, sul meno 5 spegne tutto con 2 tiri da 9 metri che non toccano nemmeno il ferro.  GRISU’   Tambone 4,5 : gestione di un contropiede 4 contro 2 che definire fantozziano è poco. Un play o guardia che dir si voglia che non sia mai in grado di attaccare il ferro, tra massima serie e A2, non lo ricordo.  FLOP    Gandini N.E.   Ferrero 6,5 : il capitano è l’unico che in una giornata storta cerca di caricare i suoi; è autore di una buona prestazione ma ha la sola colpa di predicare nel deserto. MOSE'

  • simon89
    L'Openjobmetis impone il marchio di fabbrica della sua versione Enerxenia Arena anche contro Pistoia. Sesta vittoria casalinga consecutiva per la truppa di Attilio Caja, che schianta l'OriOra rifilando il maggior scarto stagionale ai toscani, a digiuno per l'ottava volta in versione viaggiante, e ribadendo l'elevato spessore del suo rendimento casalingo.
    Questione di aggressività, energia e grinta, con la difesa che concede il 30% dal campo ai toscani grazie a una efficace staffetta in grado di tenere a stecchetto il temuto Petteway. Ma anche questione di qualità nelle esecuzioni, col 59% da 2 e il 52% da 3, figlio della solita coralità ma anche di una efficace distribuzione tra soluzioni interne e perimetrali.
    L'efficacia sull'asse interno Vene-Simmons con i giochi a due tra i lunghi che danno volume all'attacco all'inizio di primo e terzo quarti confermano che l'OJM in versione Masnago sa anche incidere dentro l'area (30 punti contro i 22 dei toscani); poi la marcia in più la dà un torrido Ingus Jakovics, la cui fiammata da 10 punti nei 3' finali del primo quarto cambia volto alla partita sui due lati del campo.
    L'esterno lettone non fa bene solo in fase di finalizzazione (6/8 dal campo e 8/9 ai liberi), ma contribuisce a liberare Mayo dai compiti di impostare il gioco in regia: la coppia sul perimetro funziona efficacemente con lo statunitense che trasmette netti segnali di controtendenza (anche 10 rimbalzi oltre ai 5 assist e al 7/14 dal campo) rispetto alla prova opaca di Cremona.
    Insomma Varese ritrova i suoi protagonisti, compreso un Vene da 6/8 dal campo più 7 rimbalzi e 4 assist, e replica il copione in modalità assolo già visto contro Fortitudo Bologna (più 23), Brindisi (più 24) e Roma (più 30). E i 4.358 paganti per il Boxing Day - come sempre affluenza imponente per le festività natalizie in una partita sulla carta poco stimolante - gradiscono l'atteggiamento con cui l'OJM cancella l'immagine poco brillante di Cremona.
    Serviva vincere e convincere, e la squadra di Caja ha eseguito nel modo migliore, ribadendo la sua capacità di schiantare gli avversari con il suo mix di energia e qualità corali. La gente di Masnago applaude e festeggia, col coach pavese che riceve il tributo personale dalla Curva Nord al termine di una prova dal volume di gioco davvero sostanzioso in ogni voce statistica (43-28 a rimbalzo, 19-9 negli assist e 105-63 nella valutazione statistica).
    Domenica si torna nel fortino biancorosso per la chiusura del percorso dell'anno solare 2019 contro Trento: l'obiettivo dell'OJM è replicare il copione decisivo nel match di ieri pur contro un'avversaria dal talento offensivo superiore come la Dolomiti Energia, e regalare un'altra giornata di festa ai suoi tifosi. Per obiettivi di classifica, Final Eight e tabù trasferta da sfatare ci sarà tempo nel 2020 a partire dalla tappa del 5 gennaio a Treviso, per ora godiamoci questa Varese vincente, convincente e divertente (solo) in casa.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    Non certo una partita scintillante quella andata in scena il giorno di Santo Stefano a Masnago tra Varese e Pistoia che arrivava da un buon periodo e che il suo allenatore Carrea aveva stimolato, chiedendo di fare il salto di qualità cercando l’impresa anche fuori casa. Evidentemente anche i toscani soffrono della stessa sindrome dei varesini cioè il mal di trasferta e dopo i primi 5 minuti equilibrati i padroni di casa allungano progressivamente fino ad arrivare al 91 a 60 finale. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Peak 4,5 : il processo di maturazione è ancora molto indietro, parte bene con una schiacciata tutta voglia ed energia ma finisce tutto lì, per il resto dell’incontro non si fa notare che per i 5 falli spesi in maniera ingenua se non quasi voluta. ABULICO
    Clark 5,5 : Jason riesce ad incidere nonostante resti in campo per 23 minuti praticamente in un concentrato di 3 azioni offensive dove mostra sicuramente qualità tecniche che possono permettergli di giocare nel massimo campionato italiano, ma per il resto della partita non trova ritmo in attacco e in difesa paga pegno spesso e volentieri tanto che piovono cambi punitivi. GRANDINATA
    De Vita N.E.
    Jakovics 8 : migliore in campo per distacco. Il lettone entra in campo e al posto delle mani ha 2 stufe roventi. Il piglio è il solito, aggressivo in difesa dove è sempre un fattore e letale in attacco dove segna con una facilità irrisoria e con percentuali fantascientifiche. ISAAC ASIMOV
    Natali 5,5 : sembra essere rientrato finalmente nelle rotazioni ma evidentemente si deve togliere un po’ di ruggine. OSSIDATO
    Vene 7 : come nella partita di Cremona parte con uno score impressionante, infatti è lui che firma i primi 8 punti della OJM. Ovviamente non può tenere quelle medie per tutta la partita ma a differenza dell’ultimo incontro disputato al Pala Radi non scompare dai radar ma anzi è autore di una partita solida e convincente. SVAMPATO
    Cervi 6,5 : nel primo incontro in cui riesce a giocare con un minutaggio accettabile Riccardo dimostra di poter essere un fattore se sfruttato per le sue caratteristiche. Sicuramente non lo aiuta essere spedito a 10 metri da canestro a fare degli show difensivi ma il servirlo in post basso o sopra il ferro può essere una buona idea. ALTERNATIVA
    Simmons 7 : sfiora nuovamente la doppia doppia e ha vita facile anche per l’assenza di un centro vero e proprio tolto Brandt che non riesce mai ad impensierirlo. E’ ormai la costante più positiva della squadra biancorossa. CERTEZZA
    Mayo 7 : inizio di gara che non fa presagire nulla di buono, sembra la fotocopia della gara disputata contro Cremona. Nella ripresa invece torna a giocare da leader e aggiusta la mira anche se, ad onor del vero, diverse bombe le mette a risultato abbondantemente acquisito. Da evidenziare i 10 rimbalzi che non sono usuali per lui e 5 assist, segno che è tornata anche la regia. OZPETEK
    Tambone 5,5 : sembra continuare il periodo di flessione per Matteo che infatti si vede solo 13 minuti in campo dove si nota più per le 3 palle perse che per altro. INVOLUTO
    Gandini N.E.
    Ferrero 6 : oggi il capitano ha meno occasioni di mettersi in mostra visto che Vene è autore di una buona gara. Mette a referto 2 bombe utili a capitalizzare il vantaggio e in difesa si fa rispettare. ORDINARIO

  • simon89
    Openjobmetis fuori asse con la spina dorsale Mayo-Vene sfaldatasi nel derby di Cremona. Preoccupano il calo di rendimento del play e quello di forma dell'ala forte, che hanno toccato il picco più basso al PalaRadi confermando il trend negativo delle ultime settimane. Lo statunitense, nuovamente rivedibile in avvio di gara nell'atteggiamento difensivo e nel dare poca aggressività all'attacco, ha giocato solo 20' finendo subito in panchina come ormai gli capita da diverse partite, soprattutto in trasferta.
    Che Mayo digerisca male i cambi punitivi - certo però quella difesa... - e necessiti di una gestione più votata alla carota che al bastone, con la necessità insomma di concedere qualche licenza come Caja faceva con Maynor? La versione spersonalizzata di sabato sul campo della Vanoli è mutile se non dannosa alla causa biancorossa, ma Andrea Conti amplia il discorso a tutto campo: «Se guardiamo i numeri, Josh sta facendo meglio delle sue ultime cinque stagioni, in cui viaggiava a 14 punti e 4 assist di media - è l'analisi del g.m. biancorosso -. Di fatto il rendimento si sta assestando dopo che ci aveva abituato troppo bene. Il problema è che non si capisce per quale motivo diventi remissivo quando giochiamo in trasferta; in realtà non è l'unico, perché tutta la squadra condivide questo atteggiamento».
    Il problema diffuso è legato alla personalità, sebbene almeno all'inizio Mayo sembrasse averne da vendere (vedi i 32 punti della trasferta di Trieste, unico hurrà esterno della stagione): alla prova dei fatti, colui che doveva essere leader sta dando un'impronta decisamente poco marcata alla squadra nella versione esportazione. «I giocatori non vanno mai fuori dallo spartito e - aggiunge Conti - fuori casa ci spegniamo alla prima difficoltà senza riuscire a trovare quella scintilla che in casa viene generata dalla spinta del pubblico. In realtà, sono più preoccupato da Vene, che mi pare in un momento di difficoltà legato a un calo fisico e mentale. Ma in generale mi preoccupa anche come abbiamo subito a Cremona, concedendo troppo dentro l'area e sulle penetrazioni: fatico a comprendere come una squadra che si alleni tanto e bene come la nostra possa mettere in campo una faccia così diversa come accaduto a Cremona».
    Oggi si torna in palestra per un Natale di lavoro preparando l'impegno casalingo di giovedì contro Pistoia: partita delicatissima nella quale ci si aspetta una risposta caratteriale importante e mettere le basi per una doppietta casalinga (domenica all'Enerxenia Arena arriverà Trento) per chiudere serenamente il 2019. L'OJM di Cremona è stata troppo brutta per esser vera, soprattutto nel modo di interpretare lo spartito dettato da Artiglio quasi per routine più che per convinzione. Aggrapparsi al fattore campo pensando con leggerezza di vincere solo perché si gioca a Masnago è la scorciatoia per farsi risucchiare nella bagarre salvezza.
    Giuseppe Sciascia 
     

  • simon89
    L'Openjobmetis naufraga malamente sul campo di Cremona e vede allontanarsi il sogno Final Eight. Si allunga a quota 6 la serie negativa lontano da Masnago: la peggior Varese della stagione si fa mettere sotto sul piano atletico, fisico e agonistico da una Vanoli più grintosa a dispetto delle assenze di Diener, Mathews e Stojanovic.
    L'effimero più 9 d'inizio secondo quarto finisce presto sommerso dalla marea crescente prodotta dal moto perpetuo della squadra di Sacchetti, che toghe completamente fluidità alla manovra biancorossa e impone una supremazia soverchiarne dentro l'area (38-22 i punti nel pitturato, 73% contro 55% le percentuali da sotto e 42-26 l'esito del duello chiave a rimbalzo).
    Una sconfitta indigesta nelle proporzioni e nel modo in cui è maturata - solare il differenziale in termini di valutazione statistica: 129 contro 64 - che certifica come qualsiasi ambizione di questa OJM, al di là della salvezza tranquilla, sia totalmente mal riposta fino a quando la squadra di Caja produrrà prestazioni esterne così lontane da uno standard accettabile.
    Ricordate le pesanti sconfitte di Milano e Brescia, giustificate anche in funzione dello spessore fisico delle avversarie? Il trittico Reggio Emilia-Cantù-Cremona spazza via ogni alibi: l'Openjobmetis versione trasferta non è neppure lontana parente di quella capace di schiantare rivali d'alto livello con la sua aggressività. E quella del PalaRadi è stata la versione peggiore per inconsistenza fisica e tenuta mentale, schiacciata dall'energia di una Vanoli capace di nascondere tre defezioni importanti con la verve degli italiani Ruzzier, Akele e De Vico. E di banchettare nel pitturato del team di Caja, più volte trafitta dentro l'area dal fiorettista Happ o dalle serpentine dei piccoli quando le rotazioni difensive non funzionano.
    Varese è lasciata a piedi dai suoi uomini più rappresentativi, ossia Mayo e Vene, che giocano una partita di grigiore impiegatizio senza mai dare alcuna impronta emotiva. Gli unici spunti degni di nota arrivano da Jakovics e Ferrero, ossia i due sostituti dell'asse portante che si rivela decisamente sbalestrato alla prova del campo: troppo poco per una OJM in costante affanno contro un'avversaria più grintosa e graffiante, esattamente come accade a parti invertite all'Enerxenia Arena quando la truppa di Caja azzanna e sbrana sulla spinta dei suoi tifosi.
    Che ora avranno due occasioni casalinghe per chiudere il 2019 contro Pistoia e Trento, lasciando l'ultimissima chance per acciuffare il pass per le Final Eight nella prima trasferta del 2020 a Treviso. Ma se la Varese formato esportazione sarà ancora quella del PalaRadi è inutile farsi illusioni. E se Mayo e Vene sono quelli delle ultime due partite è lecito porsi qualche interrogativo, soprattutto sul play del 1987 che sembra spersonalizzato (5 tiri dal campo in 20' impalpabili) rispetto a quello di un mese fa. Di sicuro l'OJM non passerà un Natale sereno...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Giancarlo Ferrero si gode il premio di MVP della tredicesima giornata assegnatogli dalla Lega Basket per la prova dei 3 record in carriera - rimbalzi, falli subiti e valutazione - con la quale ha abbattuto Pesaro. All'indomani dei 27 punti scaricati nella retina della Carpegna Prosciutti, il capitano del-l'Openjobmetis focalizza l'attenzione sull'importanza della vittoria per mantenere il ritmo in chiave Final Eight senza dare eccessivi significati alla sua gara nella quale la sua classe operaia ha spedito Varese in paradiso.
    «Sono contento per la mia prestazione, ma soprattutto per aver vinto una partita che poteva sembrare semplice ma non lo è stata, perché ci siamo trovati di fronte un'avversaria che è venuta all'Enerxenia Arena con grandi motivazioni. Abbiamo disputato un primo tempo non da noi, poi nella ripresa abbiamo rubato qualche pallone in più e grazie alla difesa abbiamo trovato punti facili. Due punti importanti per la classifica e per ripagare il lavoro quotidiano che portiamo avanti con grande impegno. La mia prestazione conta meno rispetto a tutto ciò...».
    Grinta, carica agonistica, difesa ma anche triple e bottino da stella: per una volta l'adrenalina del capitano è andata anche a referto... «Siamo una squadra nella quale tutti possono fare qualcosa di utile: non è solo questione di punti realizzati, a volte è una difesa importante o semplicemente un incoraggiamento quando serve. La nostra identità è basata sul gruppo, a Varese è così da anni e vogliamo portare avanti questo modo di essere perché ci crediamo. Sappiamo che dobbiamo farci trovare pronti perché il momento di essere protagonisti arriva per tutti; quando capita l'occasione bisogna dimostrare di esserci».
    E lei domenica ha dimostrato con i fatti cosa significa farsi trovare pronti, complici i falli di Vene... «A volte la palla entra più facilmente, ma farsi trovare pronti a fare qualcosa di utile per la squadra sta anche nelle piccole cose. L'identità della squadra nasce così: una partita nella quale abbiamo commesso qualche errore più del solito in difesa visto gli 87 punti concessi l'abbiamo comunque vinta facendo qualcosa di diverso con l'attacco sugli scudi».
    Dal 32% da sotto contro Cantù al 61% dentro il pitturato contro Pesaro: cosa cambia tra casa e trasferta? «Riusciamo ad essere più aggressivi a livello di energia ed attaccare il ferro sfruttando il ritmo più elevato che ci arriva dall'intensità della difesa. Per rompere il ghiaccio fuori casa dobbiamo limare qualche dettaglio e ridurre il numero degli errori: davanti al nostro pubblico è più facile nascondere sbavature con la spinta della gente e le buone percentuali. In trasferta è più difficile, vanno curati tutti gli aspetti nei minimi particolari».
    Sabato a Cremona riuscirete a fare quel regalo di Natale chiesto da Andrea Conti a Ville Ponti, sfatando il tabù esterno? «Abbiamo iniziato a lavorarci sopra, ma sono fiducioso perché le motivazioni per questa trasferta sono fortissime. Qui gli stimoli sono a mille per tutti: all'interno del gruppo ognuno di noi ha obiettivi differenti ma condivide lo stessa ambizione di fare il massimo. La stessa spinta è condivisa dallo staff tecnico e dalla società, e questo è il modo giusto per fare le cose...».
    Giuseppe Sciascia 

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