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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Dite la verità: vi ricordavate ancora come si fa a esultare dopo una partita vinta della Openjobmetis? Dopo un digiuno infinito, questa sera quell’antica gioia è tornata d’attualità, perché Varese è riuscita a conquistare i due punti, per di più sul campo amico di Masnago che era tabù dalla prima giornata con Brescia, eccezion fatta per il successo poi cancellato contro Roma. A cadere è la Brindisi di Vitucci, rimontata e superata sino al 76-74 finale, un punteggio rimasto in bilico fino a che l’ultimo tentativo – di Darius Thompson – è andato largamente sbilenco, evitando un’altra beffa ai colori biancorossi.
    Giusto così tutto sommato, nel senso che Varese si è meritata il successo, evitando di scivolare troppo indietro nei momenti migliori della Happy Casa (arrivata anche a +10 nel secondo periodo) e trovando una scossa anche in difesa, dove era scivolata in tante occasioni precedenti. La squadra di Bulleri, dopo mezza partita faticosa in retroguardia (tanti i tagli a canestro concessi ai salentini), riesce a imporre la propria ragnatela a partire dalla seconda metà del terzo periodo. Nulla di ermetico o di memorabile, ma la ritrovata funzionalità a guardia del proprio canestro ha probabilmente tolto a Brindisi certe sicurezze accumulate in precedenza.
    Vitucci non ha così ritrovato quei punti dal supporting cast (Zanelli e Udom su tutti) che aveva permesso di allungare nel punteggio. Addirittura la Happy Casa è rimasta pressoché a secco per metà dell’ultimo periodo, quei minuti in cui una Openjobmetis sospinta da Douglas era riuscita a ritrovare la testa della gara. Con il brivido, perché dopo essere corsa sino al +8 del 73-65 Varese si è impantanata con il più classico dei “braccini” consentendo agli ospiti di tornare con il fiato sul collo. E’ pur vero che Brindisi ha avuto bisogno di un tiro fuori ritmo di Bell per dimezzare il distacco, cosa che poi non è riuscita a Thompson con l’ultimo pallone della gara, mal giocato dal play ospite. Nel mezzo un fallo in attacco forse dubbio a Perkins (il migliore dei suoi) a dare l’ultima goccia di fiato a Varese, brava anche a non finire del tutto le energie come era accaduto con Trieste e Cantù.
    Con questo successo (Brindisi, va ricordato, era senza due uomini importanti come Harrison e Willis) quindi, i biancorossi tornano a sperare di riagganciare il treno salvezza. Per un ultieriore avvicinamento però, sarà oltremodo fondamentale battere anche Cremona, domenica 7 (ore 16). Il rientro di Douglas ha sicuramente portato pericolosità offensiva, con l’ex Knicks che si è preso tante responsabilità; ancora in chiaro-scuro (forse più scuro) Scola, apparso davvero in difficoltà fisica dopo il Covid. Per il resto, salvo un De Vico da polveri fradice, sono arrivate diverse cose utili da tutti gli uomini di Bulleri che contro Cremona avrà a che fare con il turnover: Jakovics e Morse, i due principali indiziati alla panchina, oggi hanno disputato una gara decisamente positiva. Ma a questo ci si penserà domani: ora, per una sera, assaporiamo quel sapore perduto della vittoria. Sperando che spinga tutta Varese a concedere il bis.
    PALLA A DUE
    Tutto come previsto alla vigilia. Varese si presenta in campo con quelli che possiamo chiamare “i soliti dieci” pre-focolaio di Covid, quindi con John Egbunu in borghese a bordo campo a fare il tifo per i nuovi compagni. Anche il quintetto è quello tradizionale, con Douglas che al rientro riprende il suo posto nel ruolo di guardia. Vitucci ha lasciato a Brindisi il bomber Harrison e deve rinunciare anche a Willis, bloccato dal mal di schiena; il giovane Visconti inizia in quintetto base così come Udom già protagonista lunedì con Reggio.
    LA PARTITA
    L’avvio sembra di buon auspicio per i biancorossi e in particolare per Luis Scola, autore di 8 punti in un amen contro i 2 di tutta Brindisi che però non si scompone e che nel giro di qualche minuto si riporta alla pari. Si procede quindi spalla a spalla con Perkins che rende pan per focaccia all’argentino e con la coppia Udom-Zanelli che sorprende una difesa varesina con qualche falla. Poco male: alla sirena è 24-24 grazie a Morse e De Nicolao.
    I difetti in retroguardia dei biancorossi però permettono a Brindisi di scappare nel quarto centrale: troppi i tagli in area concessi agli avversari che poi trovano uno Zanelli pimpante. Varese in qualche modo evita il crolla ma Scola in attacco sbaglia tutto, Douglas non si è ancora svegliato così come Ruzzier: il 35-43 del 20′ (canestro sulla sirena di Beane) è giusto e apprezzabile, soprattutto vista la debordanza atletica mostrata dai pugliesi contro gli affaticati biancorossi.
    Il temuto rientro dall’intervallo non è fatale come in altre occasioni; Varese ci mette un po’ a carburare ma tiene a poca distanza la Happy Casa che poco per volta perde alcune certezze, con Thompson meno efficace del dovuto. Certo, Perkins continua a colpire, seguito da Bell, però Scola trova il secondo sprazzo della serata e anche Douglas si fa vedere. Inoltre Ruzzier centra due ottime triple e così Varese sfiora il pareggio, anche se è ricacciata indietro, per questa volta (59-63).
    IL FINALE
    La vera svolta è nei primi possessi dell’ultimo quarto: Brindisi va a sbattere più volte contro la difesa biancorossa, stavolta attiva e precisa, Varese non sbaglia in attacco e con Jakovics trova il sorpasso dall’arco. Il tempo di un cesto di Thompson e poi è ancora Openjobmetis grazie a Douglas abile anche a infilarsi in area e segnare in sottomano. Quando Toney esplode anche la tripla i padroni di casa assaporano la vittoria, +8 a 3′ dalla fine ma la Happy Casa è tutt’altro che domata. Taglio vincente di Thompson, liberi di Zanelli e soprattutto tripla di Bell costruita male ma perfetta nell’esecuzione: Varese fatica a giocare con il cronometro, fa un solo passettino in avanti (1-2 di Douglas ai liberi) e così tutto si decide sul 76-74. Un fallo in attacco di Perkins ridà speranze alla OJM che però in attacco ormai è ferma; alla fine Scola è pescato vicino all’area ma Thompson lo stoppa (e la successiva rimessa non cambia la situazione in un solo secondo). Brindisi però cincischia un momento nel ripartire e così Thompson va con una tripla in transizione troppo brutta per essere anche beffarda: sirena, due punti, festa varesina. Finalmente.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Finalmente la OJM riesce a smuovere la classifica vincendo una partita che ha rischiato di finire con una clamorosa beffa come contro Treviso. Questa volta la fortuna e un fallo in attacco del poderoso ma nell’occasione ingenuo Perkins premiano i padroni di casa che tirano un bel sospiro di sollievo e possono finalmente festeggiare con 2 punti che sono ossigeno puro verso quella che è davvero un’impresa ardua e cioè quella di garantirsi sul campo la permanenza nella massima serie. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Beane 6 : è l’ultimo dei professionisti a rientrare in gruppo dopo l’epidemia ed è più che naturale che sia tra i più condizionati fisicamente. In realtà il suo impatto è positivo anche sa dalla lunga distanza non ci prende ma fa capire di potersi rendere utile alla causa. LAZZARO
    Morse 6,5 : continua a far vedere allo staff tecnico di volersi giocare le sue carte e di voler lottare per non dover essere lui ad uscire dalle rotazioni nelle prossime gare. Quando Scola esce per falli lui si fa trovare pronto e reattivo sia in attacco che soprattutto in retroguardia. GAGLIARDO
    Scola 5 : inizio gara da favola ma il secondo fallo speso prestissimo gli spegne il sacro fuoco e per il resto della partita sembra involuto, quasi intimidito dalla fisicità di Perkins. Sotto canestro ne commette una più di Bertoldo, in difesa fatica a contenere gli avversari. DISORIENTATO
    De Nicolao 6,5 : non ripete la prestazione balisticamente perfetta della partita di Desio ma da vivacità alla squadra pungendo in difesa e dispensando intensità diffusa. DINAMO
    Jacovics 6,5 : stranamente più preciso da due che da 3 ma sicuramente questa sera da un’impronta importante per portare a casa la tanta agognata vittoria. Che questa prestazione sia una iniezione di fiducia per il lettone e il resto del suo campionato. PRESENTE
    Ruzzier 6,5 : prima fase della gara dove sembra ancora prigioniero della sua timidezza, poi quando il match entra nelle fasi decisive mette a segno 2 triple importantissime e un sottomano in svitamento davvero pregevole. ACROBATA
    Strautins 6 : solo 21 minuti in campo per il naturalizzato italiano, forse per colpa di qualche strascico che si riferisce alla partita di domenica scorsa. Alla fine quando è in campo Arturs non demerita affatto. SACRIFICATO
    De Vico 5,5 : solito impegno sui 2 lati del campo ma questa sera gli fa difetto la precisione al tiro. Male con la specialità della casa (il tiro dai 6,75), si dedica a compiti di complemento. GELIDO
    Ferrero 5,5 : è sicuramente tra i più in ritardo di condizione e lo si evince anche dal suo utilizzo col contagocce. Mette un tiro che viene dato da 2 per questione di millimetri, per il resto è spettatore non pagante. LEGATO
    Douglas 7,5 : Toney è per distacco il migliore in campo. Partenza diesel ma nel momento topico della partita si carica sulle spalle la squadra e la guida con carattere alla vittoria. Forse nel finale esagera nel voler giocare col cronometro ma quando suona la sirena la ragione è dalla sua parte. HOT
    Virginio N.E.
    Van Velsen N.E.

  • simon89
    Varese 6, Cantù 10 con lo scontro diretto a favore. Il dato peggiore espresso dal derby (97-82) è quello relativo alla classifica, con i brianzoli che staccano la Openjobmetis e la rendono l’ancor più solida candidata all’ultimo posto della Serie A. Quello che significa retrocessione, per intenderci, se non cambieranno le regole e le decisioni. Il confronto diretto di Desio non fa che confermare i timori della vigilia: una Varese tutto sommato volenterosa non si sottrae al confronto e anzi regge il match praticamente alla pari fino alla terza sirena, come era accaduto mercoledì a Trieste.
    Poi la benzina finisce nelle gambe di un gruppo che prima della fatica e della delusione deve ancora smaltire il Covid-19, e per Cantù è piuttosto semplice allungare il vantaggio nel quarto conclusivo sino a un +15 che appare il giusto verdetto se pensiamo a quello che si è visto in campo. Paradossalmente, però, la Openjobmetis ha imboccato la strada della sconfitta fin dalla prima metà, palesando – di nuovo – gravi lacune in fase difensiva, soprattutto per quanto riguarda la zona. Troppi i buchi lasciati sul perimetro ai tiratori del neo-coach locale Bucchi, che segnano con il 35% dall’arco nella prima metà di gara e concludono addirittura al 42% al 40′, ennesimo show balistico per una avversaria dei biancorossi.
    Al contrario, dalla parte opposta, Varese non ha trovato continuità nel tiro pesante e, anzi, proprio quando si è incaponita a provarci da fuori (come sul finire del secondo quarto o anche nel cuore della ripresa) ha offerto il fianco a Cantù che ha avuto maggiore pazienza e alla fine ha trovato anche protagonisti non così attesi come Jazz Johnson o Gabriele Procida, mattatori rispettivamente del terzo e del quarto periodo. La risposta offensiva della Openjobmetis non è stata malvagia, nel complesso, con De Nicolao autore di una prova perfetta al tiro (3-3 sia da 2 sia da 3 sia ai liberi) a fare la parte inconsueta della prima punta. Chi invece è mancato in modo evidente è stato Luis Scola che, al di là del lavoro a rimbalzo, è andato nettamente calando dopo un buon avvio e con una prestazione sotto lo standard ha condizionato i tentativi di rincorsa biancorossa. Maluccio anche Strautins (a un certo punto si è visto un Bulleri infuriato con l’ala) mentre De Vico e Ruzzier ci hanno provato ma alla lunga sono scesi di quota.
    Ora, con una graduatoria che è una palla al piede, Varese dovrà tornare in campo giovedì contro una Brindisi che abita dall’altra parte della classifica ma che giocherà lunedì sera in campionato e che sarà senza il bomber Harrison. La Openjobmetis dovrebbe schierarsi al completo, visto che Egbunu è in arrivo e che Douglas e Beane potrebbero tornare a disposizione, costringendo così Bulleri a un turnover tra gli stranieri. Non importa come, ma ottenere una vittoria sarebbe necessario, perché la discesa libera non accenna a rallentare. E sotto c’è la Serie A2.
    PALLA A DUE
    Massimo Bulleri recupera Ingus Jakovics per il derby con Cantù, anche se il lettone – appena guarito dal Covid-19 – si presenta con la mano destra fasciata per un piccolo incidente domestico. In quintetto le guardie sono Ruzzier e De Nicolao, le ali Strautins e De Vico con Scola sotto i tabelloni. Bucchi, all’esordio in panchina con l’Acqua San Bernardo, sceglie Bayehe per marcarlo, affidandosi poi allo sprint di Smith, Gaines e Procida sugli esterni e all’esperienza di Leunen.
    LA PARTITA
    L’avvio di gara è vivace da ambo le parti, anche grazie a difese non certo granitiche: Varese trova gloria in entrata con Ruzzier e alimenta bene Scola sotto i tabelloni (subito due falli per Bayehe), Cantù invece approfitta della zonetta biancorossa per caricare il braccio da lontano, spesso senza contrasto. I padroni di casa prendono il comando dopo diverse alternanze in avvio, però non riescono a scappare: al 10′ è 27-24.
    Nel secondo quarto il copione è simile; Smith mena bene le danze, i biancorossi replicano con un Morse presente in area. Dietro però è il solito pianto: Varese è costretta a rincorrere la circolazione di palla, la San Bernardo tira spesso coi piedi per terra e trova in Procida un’arma interessante. Il divario però resta ridotto, perché De Vico (che deve farsi perdonare un contropiede fallito per il possibile -1) replica ai cesti avversari: a metà gara è quindi 48-42, tutto aperto.
    E dopo l’intervallo, stavolta, la Openjobmetis non si perde per strada. I biancorossi provano a colmare il divario, scivolano a -10 ma risalgono con una bomba di Jakovics e con le invenzioni di De Nicolao. Però, come nel secondo quarto, Varese si aggrappa troppo spesso al tiro da lontano ed è un errore perché le mani non sono così calde a differenza di quelle di Johnson che negli ultimi minuti piazza lo show personale che vale il 71-66.
    IL FINALE
    Non c’è però il tempo di sognare il miracolo: Smith allunga e a poco servono le repliche di Denik e Jako o il quinto fallo di Bayehe. Bulleri perde le staffe con gli arbitri e si prende tecnico (dopo un passi netto, ignorato dal permaloso Lanzarini, che poi compenserà inventando un fallo su Strautins) ma non è quella la causa del break di casa. Piuttosto, Bucchi può contare su un Procida che gioca con il piglio del veterano, sigla 8 punti nel quarto e mette la firma su un derby per il quale Varese avrebbe avuto bisogno di un miracolo. Ma le grazie – dice il proverbio – ei fann i sant e i tusànn quand hinn grand. Due categorie che non vestono la maglia biancorossa, purtroppo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Coraggio, volontà, faccia tosta. La Openjobmetis onora al meglio il suo ritorno alle gare ufficiali a un mese dall’ultima apparizione (l’assurdo match con Treviso), perdendo a testa altissima il recupero di campionato con l’Allianz Trieste. Per oltre mezz’ora la squadra di Bulleri resta in partita nonostante condizioni che non si possono neppure definire precarie: sette giocatori senior presenti (nessuna guardia), 25 giorni senza allenamenti di gruppo, cinque uomini appena usciti dal tunnel-coronavirus e tre “under” in campo di cui due utilizzati con minutaggi elevati.
    Una situazione che Varese ha affrontato con grande onestà e che non ha impedito a Scola e compagni di dar vita a una partita “vera” nonostante le previsioni nefaste della vigilia. Non date retta al risultato, 108-83: per oltre 30 minuti la Openjobmetis ha giocato alla pari con l’Allianz (che, per inciso, disputerà le finali di Coppa Italia) nonostante le percentuali mostruose dei tiratori giuliani, in particolare di Doyle e Alviti. I due esterni di Dalmasson sono anche gli uomini che, alla fine, provocano il crollo varesino sul rettilineo finale con un complessivo 14 su 19 dall’arco dei tre punti per 51 punti complessivi.
    Ecco, se possiamo muovere un appunto – timido – anche in una serata del genere, consigliamo di rivedere i troppi tiri presi con comodità da Trieste, che ha sfruttato una difesa, spesso a zona, della Openjobmetis che in tante occasioni è apparsa mal posizionata e in ritardo. Detto questo, anche in previsione al derby di domenica (ore 16) a Desio con Cantù, solo applausi ai biancorossi che hanno potuto “battezzare” anche Nicolò Virginio e Matteo Librizzi, 19′ e 14′ rispettivamente in campo. Per loro (e per il figlio d’arte Van Velsen che ha esordito a sua volta nel finale) una soddisfazione ulteriore e la protezione di Luis Scola, attentissimo nel dispensare consigli e incitamenti ai ragazzi con vent’anni di meno.
    Varese, con oggi, dà il via a un tour de force complicatissimo, tra partite “regolari” e recuperi, tutto da disputare con una preparazione collettiva praticamente nulla, con il fiato da recuperare direttamente in gara, con tre giocatori da rimettere in piedi e uno che forse arriverà a dare manforte (Egbunu). Sperando che il pivot e le sue carte burocratiche non si palesino quando sarà troppo tardi. C’è una salvezza da conquistare a tutti i costi, non dimentichiamolo.
    PALLA A DUE
    C’è addirittura l’esordio in quintetto base per Nicolò Virginio, speranza del vivaio biancorosso e azzurrino di classe 2003. Bulleri lo schiera guardia tra Ruzzier e Strautins (due ex triestini), completando il quintetto con De Vico e Scola. L’Allianz, al completo, tiene inizialmente in panchina Alviti e Doyle che saranno decisivi: quintetto con l’altro ex Cavaliero e con Delia a sfidare il connazionale Scola.
    LA PARTITA
    Trieste sbaglia i primi tre tiri da lontano e Varese ne approfitta con un Ruzzier subito carico e concreto. Il play e Scola costruiscono un vantaggio iniziale inatteso (6-11). Quando l’Allianz raddrizza la mira da 3 però, arriva un parziale di 8-0 che mette avanti i giuliani che non lasceranno più la vetta. Varese però regge e chiude sotto 28-20 il primo quarto anche per un canestro fortuito di Laquintana sulla sirena.
    I padroni di casa cercano la fuga, allungano ma trovano Strautins (9 nel periodo) e De Nicolao a fare argine sulle retrovie. Passato il momento peggiore, la OJM – in campo anche Librizzi – risale con De Vico e con Ruzzier che poi sull’ultima azione non commette fallo ma viene graziato dal cronometro che annulla un triplone di Fernandez. 54-47 a metà gara.
    Stavolta, addirittura, il terzo parziale non è una croce per i biancorossi che trovano prima il -4 e poi addirittura il -3 ma vengono respinti da un antisportivo (che ci poteva stare) a un frizzante De Vico. Peccato per un paio di possessi buoni ma non sfruttati dalla OJM per arrivare ancora più vicina. Dall’arco però l’Allianz continua a martellare la zonetta varesina; tocca ancora a Strautins tenere vicina Varese nel punteggio nonostante un secondo antisportivo, a De Nicolao, questa volta tutt’altro che limpido per come è arrivato (71-64).
    IL FINALE
    L’ultimo sussulto della Openjobmetis arriva in apertura di ultimo quarto, quando cioè Ferrero imbuca l’unica tripla della sua serata con l’ultimo -4. A questo punto però, Alviti e Doyle riprendono lo show dall’arco, Strautins trova poca tutela dagli arbitri e Trieste scappa per davvero. Bulleri interrompe due volte il gioco con i timeout nell’arco di due azioni, ma è l’ultimo argine: fiato e gambe non ci sono più e l’Allianz allarga a dismisura il parziale sino al 108-83 del quarantesimo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis è ancora in mezzo al guado fra tamponi, test ed esami. Sabato si è negativizzato un altro giocatore professionista lasciando ai box ancora 3 elementi in quarantena dall’8 gennaio (si tratta della “seconda ondata” contagiatasi la settimana successiva allo stop decretato sabato 2 gennaio). E ieri, per la quarta domenica consecutiva, i biancorossi sono restati a guardare le altre squadre in campo nel turno di campionato dato il rinvio del match contro la Fortitudo Bologna per mancanza di “numero legale”. 
    Ma fino ad oggi non si saprà se la squadra di Massimo Bulleri dovrà tornare in campo già mercoledì a Trieste, nel primo dei 4 recuperi da mettere in calendario entro metà febbraio. 
    Il totale dei negativi è salito a quota 7 dopo i tamponi di ieri, per capire quanti dei 4 ancora in sospeso al di là delle certezze Ruzzier, De Vico e Scola potranno tornare in palestra a disposizione di “coach Bullo” bisognerà attendere l’esito degli esami più approfonditi previsti dai protocolli FIP per gli atleti contagiati in forma sintomatica. Se però Varese avrà a disposizione anche solo 6 effettivi, l’elenco delle partite da recuperare partirà mercoledì dalla trasferta sul campo dell’Allianz, anche a dispetto dell’assenza assai probabile dei 3 giocatori ancora ai box al secondo tentativo, che tra domani pomeriggio e martedì verificheranno per la terza volta se potranno uscire dalla quarantena.
    La situazione dell’OJM è ancora assai precaria, tra condizione da ritrovare dopo più di 3 settimane di inattività per quasi tutto il gruppo e una riattivazione forzatamente scaglionata.
    Ma le regole sono chiarissime: appena il gruppo biancorosso rientrerà nella casistica indicata dai protocolli FIP per tornare in campo, la Lega Basket fisserà al più presto possibile i recuperi delle 4 partite mancanti. Scendere in campo mercoledì a ranghi ridotti e con pochissima energia nelle gambe significherebbe sconfitta quasi certa; ma rispetto al match in calendario al 3 gennaio lo status dell’Allianz è completamente diverso (quattro vittorie in fila e qualificazione in Coppa Italia) rispetto all’ipotesi di 3 settimane fa di uno spareggio salvezza. La vera partita chiave per i destini dell’OJM sarà il derby di domenica prossima a Cantù, nel quale coach Bulleri confida di avere tutti a disposizione, tra guarigioni ed arrivi dagli Stati Uniti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il focolaio di Covid-19 interno alla Pallacanestro Varese non si è ancora spento, anche se il numero delle persone attualmente contagiate si è ridotto a sette unità. Questo l’esito dell’ultima serie di tamponi effettuati dai componenti del “gruppo squadra” (che è formato da giocatori, allenatori, staff sanitario e alcuni dirigenti) che nelle ultime settimane hanno contratto il virus.
    Il numero di positivi totale è ora di sette soggetti (inizialmente erano 12, poi saliti a 16 e ridiscesi a 11): secondo quanto risulta però, sei giocatori con contratto professionistico sono attualmente negativi al tampone e questa è una notazione importante. Sei infatti è il numero minimo per disputare una partita di Serie A, secondo il protocollo di Legabasket in vigore: questo fa pensare che domenica prossima (24 gennaio) la Openjobmetis possa scendere in campo contro la Fortitudo Bologna a Masnago.
    n realtà, però, chi è reduce dal Covid-19 (e tutte le persone coinvolte hanno avuto sintomi da “influenza pesante”) prima di tornare in campo deve nuovamente superare gli esami di idoneità sportiva senza i quali i giocatori non possono tornare neppure ad allenarsi. Gli esami verranno svolti (presumibilmente) nella giornata di giovedì e quindi, nel caso i medici dovessero dare il via libera, i “reduci biancorossi” potrebbero iniziare a preparare il match con la Fortitudo a partire da venerdì.
    Chiaramente la situazione è di quelle assai complicate: la Openjobmetis non si allena al completo dal 1° di gennaio (il 2 sono state individuate le prime positività), ha saltato già tre partite e nel caso dovesse affrontare Bologna lo farebbe con un numero ridottissimo di giocatori (6 “pro” più qualche giovane del vivaio), una condizione atletica disastrosa e appena 2 o 3 sedute di lavoro. Per le normative in vigore sarebbe tutto regolare ma è evidente che un match delicato come quello di domenica (la Fortitudo è tra le squadre più vicine in classifica al fanalino di coda Varese) sarebbe stato da affrontare in ben altre condizioni.
    Il club non ha comunque reso noti i nomi dei guariti e di chi è ancora costretto a casa con il virus (di questo secondo gruppo fa certamente parte il gm Andrea Conti): di sicuro a disposizione di coach Bulleri ci sono De Vico e Ruzzier che avevano già contratto il Covid-19 all’inizio quando giocavano a Cremona (e in queste tre settimane si sono regolarmente allenati) e Luis Scola che è stato il primo biancorosso a negativizzarsi nei giorni scorsi. Di seguito il comunicato ufficiale emesso dalla Pallacanestro Varese sulla vicenda.
    «Pallacanestro Varese comunica che i tamponi molecolari effettuati negli ultimi due giorni hanno evidenziato ancora sette casi di positività al Covid-19 all’interno del Team Squadra. Nel corso della settimana la situazione dei soggetti positivi verrà monitorata dallo staff medico biancorosso. La ripresa delle attività per coloro che invece sono risultati negativi, come da protocollo, sarà subordinata al rilascio del certificato d’idoneità alla pratica sportiva agonistica.»
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Il coronavirus inaugura nel modo peggiore il 2021 della Pallacanestro Varese. Focolaio in corso nel Team Squadra biancorosso, con un lungo elenco di positività che hanno toccato sia i giocatori sotto contratto che gli altri membri del gruppo e dello staff tecnico. In totale 12 i casi riscontrati dai tamponi rapidi effettuati ieri sera, 48 ore prima della partenza per Trieste: nel Team squadra dell’OJM si era verificato un primo caso, prontamente isolato, la sera del 30 dicembre, ma le verifiche effettuate sul resto del gruppo nella giornata del 31 non avevano fatto riscontrare ulteriori problemi. I nuovi test nella serata di venerdì, seguendo i protocolli disposti dalla FIP, hanno evidenziato il focolaio tra numerose positività e 4 giocatori con sintomi riconducibili al coronavirus. La società biancorossa ha inviato alla Lega Basket la documentazione relativa alla situazione per l’applicazione dei protocolli previsti dalla FIP: avendo a disposizione solo 4 professionisti per scendere in campo domani a Trieste, la partita è rientrata immediatamente nella casistica di quelle rinviate d’autorità.
    Nel pomeriggio è arrivata l’ufficialità del rinvio per la gara fra Trieste ed Openjobmetis. Il provvedimento numero 43 emesso dalla Lega Basket ha disposto il posticipo a data da destinarsi del match originalmente in programma per domani alle 18,30 al PalaRubini, «con l'obiettivo di ridurre il rischio di un potenziale focolaio che potrebbe essere in atto e tutelare la salute di atleti e staff delle due squadre», come si legge nel comunicato ufficiale. L'attività degli allenamenti di squadra dell'Openjobmedtis è sospesa fino a data da destinarsi, potranno lavorare individualmente solo i giocatori non positivi, mentre i positivi al tampone rapido dovranno attendere 10 giorni (se asintomatici) o 14 (se sintomatici) per uscire dalla quarantena e riprendere eventualmente gli allenamenti dopo aver effettuato nuovamente la visita di idoneità alla pratica sportiva. Il tempo medio di inattività agonistica degli altri club vittime nei mesi scorsi di focolai Covid – Cantù, Cremona, Reggio Emilia, Venezia e Trieste – è stato circa di tre settimane.
    Per il club biancorosso si tratta del primo contatto assoluto col pianeta Covid, dopo i casi di false positività per Giancarlo Ferrero e l’assistant coach Vincenzo Cavazzana in occasione del match del 4 ottobre contro la Fortitudo Bologna.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Riducendo il tutto ai minimi termini - evitando uno spreco di parole che stasera fanno male, malissimo, che si debba scriverle o leggerle o ascoltarle - tutto si dovrebbe risolvere in una scelta di campo: o pro, o contro. 
    O pro o contro quello che finora è stato fatto da società e squadra nel costruire e gestire questa disgraziata stagione.
    Sulla pelle di una Varese che rischia seriamente di retrocedere, mandando in fumo il lavoro che viene fatto fuori dal campo da chi da anni mantiene difficoltosamente in vita una gloriosa storia lunga 75 anni (il Consorzio), da chi ogni anno si inventa qualcosa per cambiare il presente (il Trust), dai tifosi che non voltano la faccia nemmeno dopo un’indigestione di bocconi amari, la scelta necessaria - l’unica in grado di salvare il salvabile - è essere contro. 
    Contro gli errori fatti e perseverati, contro le giustificazioni che anche involontariamente, e inconsciamente li coprono. Contro sé stessi, contro la propria buona fede, contro la difficoltà che tutti noi proviamo nel mettere in fila due semplici vocaboli: ho sbagliato.
    Contro il facile e pericoloso gioco, per esempio, di incolpare - spinti dalla rabbia, dal livore che solo i derubati provano in cuor loro - gli arbitri per la sconfitta, guardando malauguratamente il dito e non la luna, pensando di coprire le proprie magagne di mesi con un errore - pur marchiano - di una frazione di secondo. L’antisportivo fischiato a Scola su Mekowulu è discutibile, per alcuni incredibile, reo di inutile protagonismo, imbarazzante nel senso di opportunità, ai limiti dell’inesistente se si guarda alla normalità di migliaia di finali di partita, di certo assassino a conti fatti: prima di esso, però, abbiamo visto tutti perché è arrivata la nona sconfitta nelle ultime dieci partite.
    Se prendi un 26-1 di parziale significa che non esisti come squadra. Non importa se poi reagisci, recuperi, rischi di vincere. Quello arrivato oggi da una Treviso già tramortita sotto 15 punti di scarto, banale nel suo approccio alla gara, modesta, è suonato come una sveglia potente, è traboccato come una goccia in un bicchiere già pieno di mille inadeguatezze che è quasi superfluo ri-elencare: l’inadeguatezza difensiva, l’inadeguatezza sotto canestro, l’errore nell’aggiungere una guardia invece di un lungo, la confusione di ruoli e di responsabilità fra gli esterni, la loro inutile sovrabbondanza.
    Oggi è arrivata la dimostrazione che il conducente non riesce a tenere il pullman in strada. Tutta colpa sua? No, le giustificazioni sono mille e la stima verso Bulleri è doverosa (e quanto speriamo che prima o poi ci schiaffi sotto il naso questo pezzo). Il problema è che qui ci stiamo schiantando.
    Che arrivi un suo passo indietro o che la società decida di sostituirlo, poco cambia: un allenatore che perde 9 partite su dieci va messo seriamente in discussione. Non perché i giornalisti siano stronzi o perché i tifosi si lamentano: semplicemente perché bisogna evitare il dramma incalcolabile dell’A2 finché si è ancora in tempo. E insieme a questa mossa ne andrebbero fatte altre due, sempre che si riesca a disincagliarsi dalle sabbie mobili economiche, contrattuali e di opportunità: l’aggiunta di un lungo muscolare e lo sfoltimento di un esterno.
    Queste sono soluzioni - banali, banalissime - che vorrebbero trovare luce nel buio, dinamismo nell’assenza di moto, futuro in un presente che pare annunciare solo morte agonistica. 
    La prima di esse non verrà presa in considerazione almeno per il momento: lo ha fatto capire a chiare lettere la società già mezz’ora dopo la debacle contro la De Longhi (così come si esclude - oggi, domani, sempre - un ritorno dell’Artiglio per motivi etici). Rispettiamo la decisione, ma abbiamo paura. E come noi migliaia di tifosi.
    C’è un peccato originale da cui tutto è iniziato? È l’esonero di Caja? È l’acquisto di Scola? È una squadra fatta costruire da uno e fatta allenare da un altro? Vi diamo una notizia: non è importante trovarlo adesso. Adesso bisogna solo agire, bandendo ogni scusa. Bisogna essere contro sé stessi e non pro.
     Fabio Gandini

  • simon89
    La Openjobmetis perde di nuovo, lo fa ancora in casa e contro una avversaria non certo stratosferica, la Treviso operaia di Menetti che però sta centrando tutti i successi che le servono per stare tranquilla. A Varese invece, di tranquillità, non ce ne può essere tanto meno dopo l’incredibile ko per 79-80 contro i veneti: la classifica è sempre più drammatica, nonostante manchi oltre mezzo campionato, perché l’elenco delle occasioni perse è sempre più lungo e quella di oggi è davvero di quelle storiche.
    Nel dopo partita, comunque, il dg Andrea Conti ha escluso che coach Massimo Bulleri rischi il posto e con ancora maggiore forza ha detto che Attilio Caja non verrà richiamato sulla panchina biancorossa, non per motivi tecnici ma etici ai quali la società non intende soprassedere. Quindi nessun cambio all’orizzonte, anche se è fuor di dubbio che in queste circostanze anche l’allenatore abbia una bella fetta di responsabilità. Ma vediamo di inquadrare le due situazioni che hanno portato a questa sconfitta assurda: il crollo nel terzo periodo e il fischio “assassino” di fine partita che ha dato a Treviso i palloni del sorpasso conclusivo.
    TERZO QUARTO: VARESE CROLLA
    Ci eravamo indignati per il parziale di 8-24 patito contro Reggio Emilia nel terzo quarto di gara, ma non potevamo pensare (due settimane fa) di vedere qualcosa di ancor più brutto. Questa volta la Openjobmetis rientra negli spogliatoi con 15 punti di vantaggio (erano stati anche 17) ma alla ripresa del gioco subisce un parziale di 0-18 che permette a Treviso di sorpassare. La “striscia” si allunga sino all’1-24 (libero a segno di Jakovics) prima che qualcuno, Ruzzier, ci metta una specie di pezza. Al di là di quanto accaduto dopo (Varese è tornata in partita e ha sfiorato il successo) siamo di fronte all’ennesimo approccio fallimentare dopo la pausa lunga, un costante già vista in numerose occasioni. In quei minuti la squadra smette di giocare, perde palloni banali, fatica a tirare e quando arriva alla conclusione lo fa senza convinzione. Collassando anche in difesa, allo stesso tempo. Bulleri ha chiamato due timeout (questa volta non ha sbagliato i tempi) senza minimamente incidere al rientro sul parquet: non un’azione disegnata per un canestro sicuro, non una alzata di voce forte per rompere l’apatia.
    IL FISCHIO DECISIVO
    Prima di commentare questa parte è necessaria una avvertenza: siamo tutti, tutti, tutti d’accordo che la colpa della sconfitta va addebitata alla Openjobmetis per quello sciagurato e lungo passaggio a vuoto del terzo quarto. Detto e ribadito questo concetto, ci troviamo a descrivere un epilogo segnato in modo clamoroso da un fischio “assassino”, quello dell’arbitro Carmelo Paternicò sul fallo di Scola su Mekowulu a 18” dalla fine. Un fallo come mille altri (poco prima la stessa cosa era stata fatta da Treviso per mandare in lunetta Douglas), una scelta logica perché Varese aveva 3 punti di vantaggio e la palla era finita al pivot avversario. Certo, Scola è intervenuto in modo deciso ma comunque sugli avambracci del pivot nigeriano (insomma, non gli ha dato un pugno o una spinta a caso…) ma per l’ineffabile Paternicò – che bontà sua è andato pure all’instant replay… – quell’intervento andava sanzionato con l’antisportivo. A quel punto Mekowulu ha segnato i liberi, Treviso ha avuto un possesso in omaggio e Sokolowski con 4” da giocare ha infilato il +1. Ebbene, parliamo dello stesso arbitro che in precedenza aveva dato antisportivo a Jakovics a fine primo quarto (Varese non era in bonus, normale fallo speso su Logan in palleggio) e dello stesso arbitro che ha sanzionato nell’ultimo quarto un passi a Scola sulla ricezione in post basso e due falli in attacco a Douglas e Ruzzier che stavano proteggendo la palla. La sensazione è che certi fischi, a palazzetto pieno, non sarebbero mai arrivati. E che Varese, probabilmente, ha anche pochissimo peso politico visto che è stata trattata a pesci in faccia, in casa.
    Tornando alle mancanze biancorosse, perché non sottolineare anche che l’ultimo pallone è stato gestito molto male, pur uscendo da un timeout? La palla è finita a Douglas per un tiro da 3 punti marcato quando, sotto di uno, si poteva ipotizzare una penetrazione per prendere un fallo (magari con quello Strautins rimasto in campo appena 21′ mentre gli avversari banchettavano a rimbalzo d’attacco…) o comunque provare un tiro a più alta percentuale. Mettiamo pure questo sulla pagella della squadra e dell’allenatore, allungando la lista dei rimpianti.
    Ora Varese è proprio ultima, perché la Fortitudo (come Cantù sabato sera) ha vinto e si è portata a quota 8. Con 6 punti c’è solo Trieste che però ha due gare da recuperare e – udite udite – sarà la prossima avversaria della Openjobmetis domenica 3 gennaio. Si giocherà nella città giuliana con la tensione ai massimi. E sotto pressione Varese quest’anno ha sempre combinato guai. Auguri.
    LA PARTITA
    Primo quarto che va a strappi: Varese inizia meglio con due lampi clamorosi di Strautins (schiacciate a difesa schierata) e con Scola a colpire dall’arco contro un Mekowulu troppo pigro. Avanti 17-7 la Openjobmetis però si ferma e lascia un parziale a Logan e soci che riapre subito il discorso. Con Morse in campo la difesa di Bulleri torna a produrre e quando Douglas dà un colpo di gas è ancora parziale biancorosso, 29-16.
    Nel secondo periodo le mani sono un po’ meno calde ma Varese riesce a tenere sempre a distanza gli ospiti nonostante qualche difficoltà nell’attaccare la zona proposta da Menetti. Bulleri dà tanta fiducia a Morse che non si vede in attacco ma è utile a copertura. Qualche colpo di Beane garantisce punti anche se De Vico, a fil di sirena, spreca una tripla da libero per migliorare il margine: 45-30.
    Nel terzo periodo, lo abbiamo già descritto, succede l’incredibile: Varese sbaglia tutto quello che può sbagliare e Treviso ne approfitta segnando 18 punti consecutivi per il 45-48. A quel punto Jakovics infila un libero ma il parziale si allarga a 1-24 per la De’Longhi prima che Ruzzier trovi i canestri che tengono un minimo a galla i biancorossi (53-58 al 30′).
    IL FINALE
    L’ultimo periodo è punto a punto: Beane fa buona guardia su Logan e Ruzzier trova gloria al tiro ma non basta perché Treviso domina a rimbalzo d’attacco contro tutte le configurazioni del quintetto di Bulleri. Le giocate di Akele ridanno il vantaggio agli ospiti fino a quando Ruz pesca Scola sul perimetro per la tripla del 72-70. Il quinto fallo del play biancorosso permette a Treviso di pareggiare e sorpassare con la bomba di Logan: stessa prodezza per De Vico dalla parte opposta (dopo tanti errori al tiro dell’ala) mentre Douglas dalla lunetta fa 4-4 e riporta avanti Varese di 3. Quasi fatta ma la giocata decisiva è dell’arbitro con l’antisportivo a Scola che frutta quattro punti ai veneti: finisce 79-80.
    Damiano Franzetti

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