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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L‘originale è meglio della copia, per quanto quest’ultima sia costata molto di più. Varese sculaccia la Trieste dei mille ex, destandosi nell’intervallo dopo un primo tempo in cui il copione sembrava ricalcare quello – inquietante – recitato con Udine. Invece, al té caldo, la squadra di Kastritis si risolleva aggiungendo alla difesa già buona anche un gioco d’attacco di livello ben più alto: basta palle perse evitabili, basta ferri dall’arco, basta azioni a testa bassa.
    Il tabellino della ripresa dice 52 a 32 per la Openjobmetis, capace di ritrovare tanta pericolosità nel tiro da 3 punti ma anche di alzare l’intensità in tutte le aree del campo. E a suonare la carica ci ha pensato Taze Moore, l’uomo che sette giorni prima si era guadagnato un “castigo” disciplinare e che questa volta ha l’enorme merito di aver caricato la sveglia e aver dato l’esempio ai compagni.
    Sull’onda di energia generata da Taze, in molto hanno trovato il ritmo giusto: se Iroegbu al solito è uscito alla distanza (17, ma soprattutto 9 assist e due triple), Nkhamoua si è rivitalizzato dopo minuti di grande difficoltà. Idem Librizzi che ha affinato la mira (a differenza di Alviti) e Assui, uomo ovunque in difesa. E poi Stewart che si è confermato giocatore solido, sveglio, utile e produttivo confinando in via definitiva Freeman in fondo alla panchina.
    Accanto ai meriti della Openjobmetis vanno ricordati anche i demeriti altrui: la squadra di Gonzalez (rischia?) ha chiuso con 22 palle perse mettendo sul piatto d’argento l’inerzia della partita ai padroni di casa (con il trio straniero Uthoff-Toscano-Ramsey quasi da sciopero bianco…). Cavoli loro, verrebbe da dire, ma è giusto dirlo perché Librizzi e compagni si devono ricordare che quell’avvio (13 punti nel primo quarto) probabilmente non sarebbe stato “perdonato” da avversarie più pronte e reattive.
    Ora c’è Natale, e per fortuna è dolce, anche se la classifica non è certo risolta aggiungendo due punti (nei bassifondi hanno vinto Udine, Reggio Emilia e Sassari): dopo il panettone ci sarà invece l’aereo per fare visita a Trapani contro una squadra che potrà essere ferro o potrà essere piuma a seconda di come evolverà la telenovela più nauseabonda della recente storia del basket italiano.
    PALLA A DUE
    Sfilata di grandi del passato a centrocampo, prima del match, quando alcuni miti biancorossi (meglio: gialloblu) ricevono in regalo la medaglia degli 80 anni dalle mani del ministro Giancarlo Giorgetti. In panchina nessuna novità rispetto al previsto: ospiti senza l’infortunato Sissoko e assetto più leggero con Ross e Brown a dettare i ritmi. Kastritis ha la squadra al completo e manda dentro il quintetto più logico in apertura, con Moore tra Iroegbu e Alviti e con i due lunghi.
    LA PARTITA
    Q1 – I 24 punti complessivi segnati in 10′ dalle due squadre danno la misura del disarmante basket mostrato nei primi 10′ di gara. Nell’orrore Varese fa un filo meglio ma – e qui torniamo al primo periodo con Udine – spreca l’impossibile per consolidare il vantaggio su un’avversaria che sembra fuori bolla. A un certo punto i biancorossi di casa perdono quattro palloni nell’arco di 5 azioni (e la quinta è un’entrata sbaglia di Renfro): ossigeno per una Trieste che non ne azzecca mezza. Di Librizzi l’unico canestro pesante, ma sbaglierà i due successivi.
    Q2 – Si riparte all’incirca nello stesso modo fino a quando la OJM ha un sussulto: due triple di Moore e Stewart danno il 19-13 e coach Gonzalez si rifugia in timeout. Ottima scelta perché da lì nasce un 3-14 di parziale ospite con Trieste che aggiusta la mira dall’arco con gli ex (Ruzzier, Brown e Ross). I 3 punti varesini sono tutti di Renfro che poco dopo esce toccandosi la coscia, aumentando i cattivi pensieri. Un paio di rasoiate di Stewart valgono applausi all’ultimo arrivato, la tripla di Alviti permette alla OJM di risalire a -1 ma Kastritis toglie l’ala che non la prende bene. E negli ultimi possessi Trieste allunga, 32-37.
    Q3 – Si riparte senza Renfro ma il pivot farà tirare un sospiro di sollievo poco dopo rientrando in gioco. Soprattutto si riparte con una OJM subito più pronta: dopo aver suturato il divario ecco il scatenarsi il “Mooragano”. Taze svetta in difesa, offre due assist a Nkamhoua, aggiusta la mira da 3 punti e spinge i suoi al 45-39, quando Gonzalez spende il timeout. Stavolta non funziona perché Trieste continua a regalare palloni convertiti dai vari Iroegbu (tripla), Stewart (canestro e fallo), Nkamhoua (tripla) e ancora da Carlos a segno dall’angolo. Serve una ciliegina sulla torta e tocca ancora a Taze: canestro da 3 sulla sirena del 30′ per il 60-48 nonostante un buon Moretti.
    IL FINALE
    Trieste prova a limare subito una parte di divario e dopo un paio di spallate che trovano la replica varesina, Toscano-Anderson centra l’unica tripla della serata riportando i suoi a -6. Brividi che Iroegbu allontana con un bel canestro, anche se Ike fallisce il terzo libero della sua serata. Ma i giuliani non ne approfittano e così 2 punti di Librizzi (interferenza di Brooks) e una gran tripla di Iroegbu spediscono di nuovo lontano gli ospiti. Non è finita perché in area Nkamhoua colpisce ancora – salvo poi sprecare la solita tripla forzata – e sarà proprio il finnico a mettere il punto esclamativo con una schiacciatissima sull’alzata di Iroegbu. A Masnago è festa per 4.400 persone, si chiude sull’84-69. E buon Natale a tutti!
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Varese dopo un primo tempo oggettivamente brutto, anche per la compartecipazione di Trieste, si ritrova nella ripresa dove scava un solco importate nel terzo quarto per poi gestire un vantaggio che alla fine sarà di 15 punti. Vittoria alla fine meritata anche perché i giuliani si sfaldano nella ripresa mostrando tutti i problemi dovuti alla mancanza di Sissoko e a qualche turbolenza di troppo all'interno dello spogliatoio. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    Stewart 6,5: non gioca a livello della sua partita di esordio ma anche stasera il suo impatto è decisivo. Molto bene col tiro dalla lunga distanza e dal punto di vista della intensità difensiva, meno bene per le 4 perse sicuramente rivedibili. FUCILIERE

    Alviti 6: serata dalle polveri bagnate in attacco ma sicuramente bilancia una serata no al tiro con buona attitudine difensiva tant'è che chiude con un plus/minus di +18. CAGNACCIO

    Moore 8: vero trascinatore di serata sui 2 lati del campo è l'adrenalina che coinvolge i suoi compagni e che accende i suoi tifosi. Efficace da fuori e in entrata, dietro difende anche quelli seduti in panca e quando stacca prende rimbalzi (ben 9) ad altezze importanti. MATTATORE

    Villa N.E.

    Assui 7,5: chiude sul tabellino dei punti fatti con un rotondo zero ma in difesa è una furia riuscendo ad avere un impatto decisivo contro chiunque si trova davanti. Lotta, sacrificio e abnegazione sono il suo marchio di fabbrica. LEONINO

    Nkamhoua 6,5: una prestazione strana quella del finlandese dove negli occhi rimangono più gli errori delle cose positive ma poi in realtà guardando il tabellino la sua risulta una partita solida e concreta. LOW PROFILE

    Iroegbu 7: prima parte di incontro in cui risulta poco convincente e sembra bloccato nelle sue iniziative poco lucide. Nel secondo tempo prende in mano la partita e diventa letale con le conclusioni e riesce anche a coinvolgere i suoi compagni con ben 9 assist. DIESEL 

    Librizzi 6,5: inizialmente sembra che non debba avere molto spazio, poi entra in partita a suon di triple e anche mettendo il corpo anche con avversari ben più stazzati di lui e alla fine la sua è una bella prestazione. ERCOLINO

    Renfro 6,5: solo 12 minuti di utilizzo per il centro varesino condizionato da un problema fisico che sembra essere meno grave della prima impressione. Nei minuti in cui resta in campo non fa male. FRAGILE

    Bergamin N.E.

    Ladurner S.V.

    Freeman S.V.

  • banksanity6
    Varese dopo un primo tempo oggettivamente brutto, anche per la compartecipazione di Trieste, si ritrova nella ripresa dove scava un solco importate nel terzo quarto per poi gestire un vantaggio che alla fine sarà di 15 punti. Vittoria alla fine meritata anche perché i giuliani si sfaldano nella ripresa mostrando tutti i problemi dovuti alla mancanza di Sissoko e a qualche turbolenza di troppo all'interno dello spogliatoio. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:

    Stewart 6,5: non gioca a livello della sua partita di esordio ma sicuramente anche stasera il suo impatto è decisivo. Molto bene col tiro dalla lunga distanza e dal punto di vista della intensità difensiva, meno bene per le 4 perse sicuramente rivedibili. FUCILIERE
    Alviti 6: serata dalle polveri bagnate in attacco ma sicuramente bilancia una serata no al tiro con buona attitudine difensiva tant'è che chiude con un plus/minus di +18. CAGNACCIO
    Moore 8: vero trascinatore di serata sui 2 lati del campo è l'adrenalina che trascina i suoi compagni e che accende i suoi tifosi. Efficace da fuori e in entrata in difesa difende anche i panchinari e quando stacca prende rimbalzi (ben 9) ad altezze importanti. MATTATORE
    Villa N.E.
    Assui 7,5: chiude sul tabellino dei punti fatti con un rotondo zero ma in difesa è una furia riuscendo ad avere un impatto decisivo contro chiunque si trova davanti. Lotta, sacrificio e abnegazione sono il suo marchio di fabbrica. LEONINO
    Nkamhoua 6,5: una prestazione strana quella del finlandese dove negli occhi rimangono più gli errori delle cose positive ma poi in realtà guardando il tabellino la sua risulta una partita solida e concreta. LOW PROFILE
    Iroegbu 7: prima parte di incontro in cui risulta poco convincente e sembra bloccato nelle sue iniziative poco lucide. Nel secondo tempo prende in mano la partita e diventa letale con le conclusioni e riesce anche a coinvolgere i suoi compagni con ben 9 assist. DIESEL 
    Librizzi 6,5: inizialmente sembra che non debba avere molto spazio, poi entra in partita a suon di triple e anche mettendo il corpo anche con avversari ben più stazzati di lui e alla fine la sua è una bella prestazione. ERCOLINO
    Renfro 6: solo 12 minuti di utilizzo per il centro varesino condizionato da un problema fisico che sembra essere meno grave della prima impressione. Nei minuti in cui resta in campo non fa male. FRAGILE
    Bergamin N.E.
    Ladurner S.V.
    Freeman S.V.

  • simon89
    Un sostanzioso aumento di capitale (Scola non parla di cifre ma siamo all’incirca a 4,8 milioni di euro) per fare più grande Varese e inseguire un ingresso – in qualche forma – nella futura NBA Europe. È questo uno degli obiettivi dell’aumento di capitale deliberato dalla Pallacanestro Varese e presentato oggi – giovedì 18 dicembre – alla Itelyum Arena da Luis Scola, il CEO biancorosso che da tempo stava lavorando a un nuovo e più solido assetto societario. Risultato raggiunto, con la certezza di sistemare i conti pregressi, di consolidarsi al proprio interno e di preparare uno sviluppo per il futuro.
    Il tutto “condito” con un ingresso tra i soci molto importante anche a livello locale, quello di Paolo Orrigoni, che si aggiunge alla schiera di investitori radunati dal “General” nelle diverse componenti che formano l’attuale compagine societaria biancorossa (VSE e PV Ignis oltre alle parti residuali di Varese nel Cuore e Il basket siamo noi).

    “BENVENUTO PAOLO”
    Il nome dell’imprenditore varesino, patron di Tigros (le quote saranno a nome della holding di famiglia), che Scola ha fatto nei primi minuti di conferenza stampa, è di grande rilevanza: «Sono molto contento perché Paolo è stata una delle prime persone che ho conosciuto a Varese, uno dei primi a telefonarmi e ad aumentare la sponsorizzazione nel giorno della sanzione di 16 punti. Il passaggio di oggi ufficializza un legame che esisteva già; per noi Paolo era parte della società fin dal primo momento». Orrgioni è stato anche il principale finanziatore del grande “cubo segnapunti” installato sopra al centro del campo di gioco (dove infatti compare il marchio giallo della catena di supermercati) e ha messo il marchio Tigros sulle divise del minibasket.
    Ma, come detto, c’è dell’altro: una parte molto consistente dell’aumento di capitale arriva da quello che è già il soggetto che detiene la maggioranza di Pallacanestro Varese, il VSE (Varese Sport and Entertainment) che fa capo prima di tutto allo stesso Luis Scola. Al suo interno ci sono diversi investitori compreso Paolo Perego, vicepresidente, il general manager Zach Sogolow (con la moglie) e altri ancora. Nel gruppo dovrebbe esserci (ma Scola non lo cita) anche Eduardo Tapia, imprenditore argentino che opera in ambiti finanziari in patria e in Uruguay. All’operazione ha infine aderito, seppure in misura minore, anche PV Ignis, il gruppo di investitori guidato dal finanziere Stefano Bonfiglio.
    EUROPA ATTRATTIVA
    «Nell’ultimo anno si è creata un’attenzione molto forte verso il basket europeo – ha detto Scola – e questo ha aperto le porte a investitori stranieri che vogliono far parte del futuro di questo sport». Ed è in quella direzione che Scola ha lavorato per ampliare la base del club biancorosso.
    «Fino a ora la nostra è stata una prima fase utile a stabilizzare le risorse e il settore giovanile e ci siamo riusciti: abbiamo 450 ragazzi e quattro giocatori prodotti dal vivaio in prima squadra di cui tre di Varese (Librizzi, Assui, Villa e Bergamin ndr). La “Fase 2”, che inizia ora quella della crescita: nei prossimi 3-4 anni vogliamo aumentare i ricavi, migliorare il marketing, la gestione e, naturalmente, il livello sportivo.
    STRUTTURE E ORGANIZZAZIONE
    Scola ha poi citato le due strutture del palasport e del Campus come i punti su cui basare la crescita futura, visto che la terza – la Foresteria – è nuova e sta funzionando come previsto. Per quanto riguarda il palazzetto, terminato il primo lotto che è stato portato avanti dal presidente Vittorelli e dalla gestione precedente, stiamo ora cercando nuove risorse. Non è andato a buon fine un primo bando ma lavoreremo per trovare altre strade.
    Per il Campus invece il progetto è già stato approvato grazie anche alla famiglia Bulgheroni, non solo Toto ma anche Edo: interverremo su un’area per i giocatori di elite (tecnologia GPS indoor per il tracciamento dei movimenti in campo, sensori per il tiro, una palestra intelligente, sale recupero e uffici moderni….), su un’area per il settore giovanile e minibasket e su un’area business. Sposteremo gli uffici al Campus sia per ottimizzare i costi di riscaldamento sia per liberare spazi alla Itelyum Arena dove sarà possibile ottenere ricavi con altre attività. E sempre al Campus ragioniamo per inserire una struttura scientifica legata allo sport che possa favorirci dal punto di vista degli introiti».
    IL PROSSIMO CDA
    Attualmente il CdA di Pallacanestro Varese è composto da tre persone: Scola, il presidente Bulgheroni e il vice Perego ma sarà ampliato fino, probabilmente, a sette membri. «Avevamo lasciato alcuni posti vacanti proprio in attesa di questa espansione – spiega il General – La famiglia Orrigoni ha diritto a un posto (probabilmente lo stesso Paolo Orrigoni ndr), al VSE ne toccano due, me escluso (uno è Paolo Perego ndr). Mi piacerebbe anche inserire una “figura indipendente”, qualcuno che non rappresenti alcun azionista ma che porti valore aggiunto e competenza professionale». Confermato anche Bulgheroni, il consiglio potrebbe essere completato da un rappresentante di PV Ignis («l’avevo offerto a Stefano Bonfiglio ma ha molti impegni: vedremo»). «Formalizzeremo tutto, presumibilmente, verso gennaio».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Risorse fresche varesine e sudamericane per riportare la Pallacanestro Varese in zona playoff e in Europa. Il recente aumento di capitale da 4,8 milioni di euro, deliberato mercoledì 10 dicembre nello studio del notaio varesino Domenico Chiofano secondo lo schema predisposto dai commercialisti Attanasio e Baretti dello studio Giulio Broggini, è stato interamente sottoscritto da parte di investitori vecchi e nuovi. Il nome più noto e importante è quello di Paolo Orrigoni: l’imprenditore varesino già sponsor della società col marchio Tigros ha sottoscritto stamattina, giovedì 18 dicembre, gli ultimi documenti per il suo ingresso nel capitale azionario.
    I VERSAMENTI
    Un versamento di 2 milioni di euro che per il nuovo socio varrà il 12% delle quote; altri 2,5 milioni sono arrivati invece da Varese Sport and Entertainment, la società costituita nel 2024 da Luis Scola per attrarre investitori interessati alla gestione extrasportiva della società, e già deteneva il 45% delle quote. Figure vecchie e nuove, legate a Scola e attratte dalla novità NBA Europe come obiettivo ultimo a livello sportivo: «C’è interesse dall’estero per questa novità, la pallacanestro europea sarà molto diversa. La nostra idea è sempre stata legata allo sbarco in una competizione internazionale, adesso c’è una possibilità in più da offrire nel mettere risorse sulla prima squadra che è la cima della piramide» spiega il General. I 300mila euro residui sono stati sottoscritti infine da PV Ignis, altro socio entrato a luglio 2024 con Stefano Bonfiglio (già partner attraverso il marchio Itelyum) come frontman. Le risorse entrate nelle casse del club sono già state utilizzate per i correttivi di mercato Stewart ed Iroegbu e il relativo passaggio al 6+6: la stima dei costi delle operazioni già effettuate (contando anche il mancato ricavo del premio italiani Under 26 conteggiato nel budget previsionale 2025/26) si avvicina ai 600mila euro. Le risorse fresche dell’aumento di capitale sono una tantum, ma i nuovi soci contribuiranno ad aumentare il budget già dalla prossima stagione.
    Crescita da velocizzare
    L’obiettivo è velocizzare la crescita della parte sportiva del progetto a lungo termine di Luis Scola, che si avvicina al giro di boa della prima scadenza decennale, alzando l’asticella delle ambizioni della squadra. E proseguire nel potenziamento della società, sul piano organizzativo e logistico, con un ulteriore restyling del Campus (vi si sposteranno gli uffici della soceità) e la ricostruzione del PalaNuovo, la tensostruttura adiacente a Masnago, per gli allenamenti delle giovanili.
    Scola: “Progetto a lungo termine, Paolo c’è sempre stato»
    Luis Scola, in apertura della conferenza stampa di oggi, ha spiegato: «Il focus non sono i numeri e le cifre, ma lo step di un progetto a lungo termine che è in pieno svolgimento. E’ un segnale di fiducia su quello che stiamo facendo da parte di persone che condividono la nostra visione». E ancora, su Orrigoni: «La vicinanza di Paolo non è una novità, è sempre stato presente, quando arrivò il meno 16 ad aprile 2023 fu lui a chiamare per aumentare la sponsorizzazione. Sono contentissimo che sia entrato in società ma per me c’è sempre stato».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Si apre una possibilità di uscita dalla Openjobmetis per Allerik Freeman, la guardia americana ingaggiata a fine agosto (e reduce da un infortunio al tendine d’Achille) che – purtroppo – non ha reso come si sperava. Il 31enne nato in Virginia potrebbe interssare al Banco di Sardegna Sassari che deve rapidamente intervenire sul mercato a causa dell’infortunio al ginocchio occorso a Carlos Marshall durante “l’infinita” partita di domenica a Tortona, quando i sardi hanno perso dopo due supplementari (118-113).
    Attualmente Freeman è ai margini delle rotazioni di Kastritis e anche a Brescia, domenica, è rimasto in campo appena 3′ senza incidere: la sua agenzia non è contenta dell’impiego (ma, ahinoi, il rendimento del giocatore è bassissimo…) e stava già sondando il mercato. La Pallacanestro Varese non aveva finora preso in considerazione una cessione a breve termine, perché la squadra è passata alla formula dei sei stranieri (il cosiddetto 6+6) con relativi esborsi extra e perché, comunque, in settimana è utile avere un giocatore di spessore in più per gli allenamenti. E poi perché su Freeman è stato fatto un investimento a più lunga gittata con un contratto con opzione per l’anno prossimo e un buyout rilevante in caso di cessione in estate.
    A questo punto però, non si esclude che si possa percorrere la strada del divorzio: Sassari eviterebbe di spendere un ulteriore visto per uno straniero (Freeman è già dotato del documento) e ha bisogno di inserire un giocatore, Varese andrebbe a risparmiare uno stipendio comunque piuttosto rilevante (si parla di circa 14mila dollari netti al mese) da reinvestire in un altro giocatore.
    Inoltre la Openjobmetis potrebbe mandare in panchina il giovane pivot argentino Ivan Prato “da straniero” senza bisogno di usare un visto, perché è tesserato per il settore giovanile. Prato era già andato a referto con questo status (è in attesa di completare il periodo di formazione italiana) nelle due partite saltate a inizio stagione da Nate Renfro. Varese dovrà comunque valutare come modificare la squadra nel caso Freeman partisse: un tema che era già all’ordine del giorno (l’americano ha prodotto 5,8 punti a partita in 17,4 minuti di impiego medio con il 27,5% da 3 punti) e che potrebbe diventare di strettissima attualità.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    C’è stato anche il tempo di annusare profumo d’impresa, per la Openjobmetis sul campo di Brescia. Abituati alle grandinate degli ultimi anni, i biancorossi stavolta provano sul serio a far saltare il banco imbastendo due rimonte a fari spenti che mettono tanto pepe alla serata, anche senza una stoccata finale che sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
    Non è arrivata e, anzi, sulla torta trova posto una polemica inattesa interna alla squadra e alimentata da Taze Moore, sparito dalla panchina negli ultimi minuti: da fuori sembrava un infortunio, invece si tratta di un provvedimento disciplinare o comunque di qualcosa relativo al comportamento. Si spera tutto sanabile con un faccia a faccia a bocce ferme, altrimenti Varese riuscirebbe a complicarsi la vita anche in occasione di una serata da bicchiere mezzo pieno.
    In campo la Openjobmetis ha avuto la forza di rialzarsi dal tappeto dove era finita due volte: -18 nel secondo periodo, -17 nel quarto, quando Brescia ha forzato le palle perse biancorosse e colpito con i suoi campioni. Non tanto in area, dove il confronto Bilan-Renfro si è risolto praticamente pari, ma sugli esterni: sontuoso Burnell per tutta la gara, decisivo Ivanovic, tremendo Della Valle nel finale. Però come detto gli uomini di Kastritis sono stati di gomma, si sono rimessi in piedi, hanno reagito chiudendo a loro volta le difese (strano a dirsi con 102 punti subiti, ma per buoni tratti la retroguardia ha retto) e giocando a viso aperto in attacco. Senza, tra l’altro, eroi solitari: tutti – o quasi – hanno dato un contributo, nessuno si è vestito da salvatore della patria (bene comunque Iroegbu e Alviti, Stewart si è riscattato alla fine) e tutto sommato anche questa è una buona cosa, riconosciuta dallo stesso Cotelli.
    Quel che è andato meno bene, oltre a qualche black out difensivo (ma Brescia gioca a memoria e qualche volta lo ha fatto capire) è stato ancora il tiro pesante: la percentuale finale (9/26, il 35%) è stata positiva ma raddrizzata solo negli ultimi minuti. Avesse funzionato prima, forse non ci sarebbero stati i break della Germani. E forse staremmo commentando una impresona.
    PALLA A DUE
    C’è una buona rappresentanza di tifosi biancorossi nei pressi della panchina di Kastritis al PalaLeonessa, per sostenere la Openjobmetis e tributare un bell’applauso a Giancarlo Ferrero in occasione della presentazione dei giocatori. In campo il quintetto del coach greco è forse il più equilibrato (stavolta) con Moore a Alviti accanto a Iroegbu e i due lunghi. Cotelli ha la squadra completa e parte con la coppia di ali Rivers-Ndour con Burnell di rincorsa.
    LA PARTITA
    Q1 – Una discreta Varese in apertura si rovina a livello di palle perse: sono quattro quelle sprecate che aprono il campo alle folate di Brescia, squadra che non attende altro che l’errore per colpire. Un paio di canestri di Alviti e Stewart danno speranze in apertura, poi Burnell inizia a macinare gioco sui due lati del campo e alla prima sirena la Germani comanda 29-18.
    Q2 – Sembra già finita e lo sembra ancor di più quando, a metà periodo, il tabellone segna 45-28 con Ivanovic imprendibile per la difesa varesina. Kastritis attende forse un minuto di troppo a chiamare timeout ma quando lo fa, Varese si trasforma. La difesa aggredisce Brescia che, forse, non si aspetta un cambiamento così netto; Iroegbu trova le sue penetrazioni, Alviti guadagna un antisportivo a palla lontana di Ndour (spallata violenta e inutile), converte i liberi e dà l’esempio. Cotelli prova a fermare il gioco ma ormai i biancorossi galoppano anche con le seconde linee: dopo i canestri di Renfro e Assui ci sono 2′ molto buoni di Ladurner al cospetto di Bilan, con la sirena che suona sul 50-47.
    Q3 – Tutto riaperto e gara che resta in bilico dopo i primi scambi della ripresa anche se Varese è colpevole di non segnare per tre possessi (due errori di Nkamhoua, insufficiente) con Alviti che prima recupera il pallone del possibile sorpasso, poi sbaglia il passaggio. Brescia al solito ne approfitta e pian piano, con un Della Valle che sale di tono, comincia ad allontanarsi. Renfro risponde da sotto ma due triple di ADV e una di Mobio certificano il nuovo scatto che si chiude sul +10 della mezz’ora, 75-65.
    IL FINALE
    Qui la OJM, obiettivamente, sente il contraccolpo e nella prima metà dell’ultimo periodo trova poca gloria in attacco e rimane lontano nel punteggio scendendo ancora a -17 sotto i colpi di Della Valle e Ivanovic ma anche di Massinburg da sotto. Titoli di coda? Nemmeno per idea: appena la Germani si rialza, Iroegbu schiaccia sull’acceleratore, Stewart stavolta lo segue e anche Nkamhoua aggiunge cose buone. Si torna sotto i dieci di svantaggio, Cotelli spende timeout ma ora Varese ha anche la mano dall’arco: Librizzi e Stewart segnano da fuori e a 20” dalla fine sono solo 4 i punti di scarto. Della Valle segna i liberi, Kastritis disegna una bella rimessa per Alviti ma il tiro del -3 si ferma sul ferro e la speranza si spegne. Peccato, ma la strada è giusta (Moore permettendo).
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Un jolly calato all’improvviso, una difesa tornata (quasi sempre) graffiante, un dato clamoroso. Con tre mosse Varese dà scacco a Cremona, vince la terza partita in questo campionato e scaccia – almeno un poco – le tante nubi accumulate tra prima della pausa (sconfitta con Udine) e negli ultimi due giorni (vittorie di Sassari e dei friulani).
    Il jolly è Carlos Stewart, capace di spaccare la partita nel suo esordio in biancorosso: 19 punti, percentuali eccellenti (8/12 dal campo), pure un pizzico di spettacolo per lasciare di sasso i padroni di casa che avevano portato la OJM sino al rettilineo di arrivo ma sono stati fulminati dallo scatto di Carlos. La difesa (due nomi: Moore e Assui) è un altro ingrediente utile ma non ci soffermiamo oltre: piuttosto passiamo al terzo e sorprendente numero sfoderato da Varese: i 52 rimbalzi (a 39), 20-8 nell’ultimo periodo con cui la Banda-Kastritis ha colpito laddove la Vanoli si sentiva più forte.
    E così, il centinaio di tifosi biancorossi al PalaRadi possono finalmente gioire, almeno per il risultato, invocando il nome di “Carlos” e quello di Ioannis che – nel dopo partita – dispensa messaggi di complimenti a tutta la squadra e garantisce di non aver tremato dopo i 5′ minuti iniziali, disastrosi, dei suoi uomini.
    Varese era infatti partita ad handicap, 0-11, con un assetto zavorrante nelle figure di Freeman e di Renfro: via loro (il pivot si riabiliterà nel finale) i biancorossi hanno ripreso a correre dando poi vita a una partita sempre in bilico in cui le due contendenti si sono superate diverse volte. La Openjobmetis non ha certo brillato per gioco espresso in attacco (nei primi 30′) con Iroegbu fortemente rallentato dalla “solita” mossa avversaria, braccarlo con giocatori più alti ma mobili. Molto meglio la difesa con Assui totalmente reattivo, mentre la situazione falli ha subito messo qualche timore soprattutto tra gli esterni. Nella ripresa la OJM è stata brava a limitare l’allungo cremonese nel terzo periodo e poi ha dato la botta (la Vanoli ha perso però Durham, scavigliato): ai canestri di Stewart si è aggiunto Iroegbu, Nkamhoua ha giganteggiato a rimbalzo (16!) e anche Renfro, con qualche giocata da stopper si è reso utile. E a Willis non sono riuscite le magie dell’ultima volta a Masnago: 79-87, si riparte da qui.
    PALLA A DUE
    L’ingorgo all’esterno del PalaRadi non è per la buona stagione della Vanoli ma per lo spettacolo de “La Zanzara” nel teatro adiacente all’impianto ricavato alla fiera di Cremona. Dentro il pubblico non è delle grandi occasioni e il cassiere si frega le mani solo per la presenza di un buon numero di tifosi varesini. Sulle panchine tutto come previsto: Kastritis ha l’esordiente Stewart che parte da riserva, dà finalmente il quintetto a Iroegbu e lo affianca con Freeman e Moore. Brotto lascia Casarin in panchina in avvio: al suo posto il più corpulento Veronesi con i due lunghi Ndiaye e Anigbobu.
    LA PARTITA
    Q1 – I primi 5′ biancorossi sono un inno all’orrore, come se non fossero bastati i 40 con Udine. Il parziale a metà periodo è 11-0 Vanoli, che segna il giusto mentre Varese sbaglia tutto, anche tiri puliti, con Freeman già a 0/3. Tolti lui e Renfro, cambia tutto: Alviti colpisce da fuori, Stewart spacca la difesa (8 punti) e così la OJM prima pareggia, poi sorpassa, infine sigilla il vantaggio sul 17-22.
    Q2 – La spinta biancorossa procede dopo il primo stop e porta il vantaggio a +7 (20-27) ma non va oltre perché da 3 arrivano forzature e ferri e perché il gioco è poco fluido. Nel momento per lui più complicato (e dopo il pareggio di Willis), Matteo Librizzi si inventa un paio di minuti da protagonista e dà un’altra botta al punteggio ospite. Poco prima, per “difenderlo” dopo un fallo dubbio, Kastritis si era preso il primo tecnico stagionale. Nel finale la Vanoli imbastisce un minibreak con i lunghi (tripla Ndiaye, liberi di Arigbabu) ma Alviti (da 3) e Iroegbu correndo il campo riacciuffano la parità (39-39).
    Q3 – La brutta situazione dei falli e il tiro da 3 con poca pazienza e pochi risultati costringono Varese a inseguire nel terzo periodo di gioco anche se Cremona perde Durham dopo un canestro segnato (piede che si gira su quello di Assui). Casarin reagisce battendo due volte Stewart in entrata (senza aiuti dal lato debole) e il vantaggio gialloazzurro risale a +8 ma uno sfondamento dell’azzurro su Moore interrompe il buon momento di casa. Nkamhoua si rivede in attacco e non solo a rimbalzo e al 30′ Varese limita i danni (63-57).
    IL FINALE
    La squadra di Kastritis ritrova subito il pareggio con il finlandese e con Iroegbu salito decisamente di tono, specie nell’attacco all’area avversaria. Qui la Vanoli dà l’impressione di subire la sorpresa e Varese è brava ad azzannare: Stewart affetta la difesa di casa per due volte e poi imbuca dall’arco, Cremona va a sbattere e perde per falli prima Arigbabu e poi Casarin oltre a sparacchiare da tre punti. Varese balbetta un po’ con Moore (sfondamento, 2/4 ai liberi) ma mantiene la distanza di sicurezza anche perché stavolta Renfro si fa sentire eccome: la sua stoppata a Grant, un tap in, un paio di rimbalzi nel traffico danno a Varese possessi e punti. E gli ultimi metri sono un sollievo: 79-87. Finalmente.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis inaugura col botto il nuovo corso voluto da Ioannis Kastritis. Vittoria pesante per i biancorossi nel posticipo sul campo di Cremona: Varese fatica per lunghi tratti pagando percentuali dall’arco men che polari (18% totale con 1/14 nel secondo tempo). Ma cambia marcia nell’ultimo quarto con la spinta a tutto campo dell’ultimo arrivato Carlos Stewart. Il peggior attacco della serie A segna 30 punti nei 10’ finali, con l’ex Amburgo decisivo in penetrazione e poi con l’unica tripla del secondo tempo nel firmare il break decisivo. Complessivo 21-4 in 9’ dal 55-63 del 28’ al 76-67 del 37’ per una OJM per una volta regina dei tabelloni (decisivo il 52-39 a rimbalzo e l’ultimo quarto giocato stabilmente in coppia da Nkamhoua e Renfro).
    DIFESA E VELOCITA’
    Certo ad aiutare i biancorossi ha pesato anche l’infortunio alla caviglia che a metà terzo quarto ha messo k.o. il play di casa Durham. Ma pur litigando col ferro a dispetto di tanti tiri aperti, e pasticciando a lungo nelle scelte e nelle gerarchie offensive, Varese vince al PalaRadi col basket di Kastritis. Ossia quello dove la difesa graffia, sporcando trame e tiri agli avversari, e creando opportunità per giocare in velocità. Ossia lo stile ottimale per Stewart, che chiude segnando un punto al minuto, ed Iroegbu che si sblocca nel quarto periodo dopo 25’ piuttosto opachi.
    MARGINI DI CRESCITA
    I margini di crescita restano ancora ampi, al di là di percentuali di tiro positive per il solo Alviti, fondamentale nel primo tempo per girare le chiavi nel quadro dopo lo 0-10 dei primi 5’. Ma le risposte del parquet sono in linea con le idee utilizzate da Kastritis per correggere gli errori iniziali. E salendo un gradino sopra il penultimo posto si può lavorare con serenità per mettere ulteriormente a punto i meccanismi in vista della trasferta impossibile di domenica 14 dicembre sul campo della capolista Brescia.
    Giuseppe Sciascia

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