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VareseFansBasketNews


  • simon89
    L'Openjobmetis non porta l'abito di gala nella grande festa della Coppa Italia. Per la quarta volta su cinque partecipazioni dalla versione Final Eight in vigore dal 2000/01 l'avventura di Varese dura soltanto 40 minuti. Cede il passo ad una Vanoli più concentrata e reattiva nell'arco di 40 minuti contrassegnati da due fattori decisivi nel frustrare le velleità dei biancorossi. Il primo è il gelido 6/26 da 3, seconda peggior prestazione stagionale dall'arco appena 4 giorni dopo il record stagionale di Trieste a quota 18/34: brava Cremona a togliere fluidità alla circolazione di palla di Ferrero e soci, ma la maggior parte degli errori dell'attacco OJM sono arrivati su tiri aperti con metri di spazio. Fatale in tal senso la partenza ad handicap in attacco, con un polare 2/15 dal campo nei primi 6' che, oltre ad aver favorito il primo allungo in doppia cifra della truppa di coach Meo, ha tolto ritmo e fiducia agli attaccanti biancorossi.
    Il secondo fattore decisivo riguarda la prova totalmente negativa di Ronnie Moore e Dominique Archie, ossia i due veterani del gruppo nonché gli unici ad aver già vissuto il clima Final Eight a Pistoia e Capo d'Orlando. Se da un lato lo zoccolo duro degli italiani - trascinati da capitan Ferrero - aveva permesso all'OJM di cancellare la partenza ad handicap e mettere anche il naso avanti nel secondo quarto, l'assenza all'appello di due titolari di garanzia nel sistema di coach Caja è stata letale per una OJM che, come accaduto spesso nelle ultime settimane, ha sbagliato i tiri e non le scelte. E che pur con picchi elevati di qualità difensiva nei momenti del recupero, non è riuscita ad oscurare il genio della lampada Travis Diener (9 assist), subendo la fiammata da superstar di Crawford nel primo tempo e la fisicità da Eurolega di Saunders nella ripresa.
    Ma come è possibile passare dagli scintillanti 104 punti di Trieste ai 73 striminziti del Mandela Forum? Il candido "Siamo questi" post partita di Attilio Caja è un'analisi spietata ma onesta dei valori che è in grado di esprimere l'Openjobmetis operaia: illogico discutere il sistema, a partire dalle scelte strategiche sull'usato sicuro degli stranieri (dopo ieri sera un po' meno) visto che è proprio quel che ha permesso a Varese di guadagnarsi con merito l'approdo alla grande vetrina di Firenze. Per il basket di Artiglio coesione e organizzazione sono certezze assolute; la variabile impazzita e non dipendente dalla volontà dei giocatori sono le percentuali nel tiro dall'arco. Che non sono la cartina di tornasole della qualità del gioco espresso da Varese, ma della capacità di monetizzare il lavoro d'insieme. E per la stagione biancorossa, se si doveva scegliere una partita in cui giocare il jackpot dall'arco, quella di domenica a Trieste pesava più del match di ieri con Cremona. Resta però tanto rammarico, perché sarebbe bastato solo un pizzico di precisione dall'arco in più per non fare subito le valigie e restare a Firenze per il secondo atto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja carica la sua Openjobmetis alla vigilia del debutto nelle Final Eight di Coppa Italia. Conquistato con merito il ritorno nel salotto buono del basket italiano dal quale Varese mancava dal 2013, il tecnico chiede alla squadra - che scenderà in campo con maglie ad hoc in occasione dell' evento del Mandela Forum - di dare il massimo nel quarto di finale di domani contro la Vanoli: «Per noi la vera finale sarà la gara contro Cremona. Ci troveremo di fronte un'avversaria che non potremo sorprendere: come ha affermato lo stesso Meo Sacchetti, i suoi giocatori si ricordano della sconfitta interna dell'andata. Dovremo essere pronti a dare il massimo e non rischiare di fare brutta figura; nella sfida contro la Vanoli non c'è domani, non siamo quella squadra che può pensare sin d'ora a restare a Firenze per 4 giorni fino all'eventuale finale di domenica».
    Il ritorno in Coppa Italia dopo un lungo digiuno rappresenta un risultato di per sé positivo, ma Caja sprona i suoi ad onorare al meglio la vetrina delle Final Eight: «Arrivarci non era né atteso né scontato: ce la siamo guadagnati con tanto sudore nel corso di 4 mesi di lavoro, ci siamo arrivati con merito e ora teniamo ad onorare questa bellissima manifestazione che Varese non disputava da 6 anni. Scendere in campo domani a Firenze sarà di per sé motivo di orgoglio; dobbiamo essere pronti a disputale la miglior partita possibile».
    A dare la carica all'OJM in vista dell'appuntamento del Mandela Forum è l'impresa di domenica sul campo dell' Alma, frutto del record stagionale di segnature a quota 104 punti: «A Trieste abbiamo segnato più del solito, forse anche molto più del solito, ma il gioco espresso è stato lo stesso dei mesi precedenti. Ferrero e Salumu hanno fatto saltare il banco ma ad esempio Archie ed Avramovic hanno fatto meno del solito. La differenza l'ha fatta la panchina, contando anche Iannuzzi, che è cresciuta molto ed è il nostro valore aggiunto a supporto della continuità dei titolari. Di sicuro è una prestazione che ci dà tantissima fiducia; le nostre certezze tecniche non sono mai venute meno, altre volte avevamo tirato peggio, abbiamo scelto il momento migliore per disputare una grande partita prima della grande vetrina di Firenze».
    Ora il coach pavese guarda al match con la Vanoli senza pensare troppo all'82-79 di quasi 3 mesi fa al PalaRadi e senza badare troppo alle etichette - OJM grande difesa, Cremona grande attacco - appiccicate sulle due contendenti del match inaugurale della Coppa Italia 2019: «Così come noi siamo in grado di produrre tanti punti in attacco - osserva - anche la squadra di Sacchetti non è solo offensiva: hanno lunghi aggressivi e dotati di buona fisicità e in difesa hanno buone qualità. Più che altro sarà questione di ritmo e di scelte di gioco nel numero dei possessi; importante sarà il controllo dei rimbalzi contro una squadra che rispetto allo scontro diretto del campionato ha aggiunto la stazza di Stojanovic per Demps, che però in quella occasione ci aveva fatto male».
    L'orizzonte di Caja non va comunque oltre la gara contro Cremona, a partire dall'eventuale semifinale con la vincente di Milano-Bologna fino ai prossimi impegni del mese di marzo (campionato fermo fino al 3 con il match casalingo contro Reggio Emilia): «Vogliamo giocarci al meglio la finale che ci aspetta domani; se vinciamo siamo primi e qualsiasi cosa arriverà non ci toglierà quel che avremo ottenuto, altrimenti siamo secondi e torneremo a casa. A tutto il resto, dai playoff di FIBA Cup alle 11 partite di campionato che restano, penseremo dopo: siamo molto contenti della capacità di stare sul pezzo della squadra che ci dà fiducia ogni volta che scendiamo in campo, ma l'attenzione è concentrata interamente su Cremona».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis rispolvera l'artiglieria per conquistare due punti vitali a Trieste. Miglior prestazione offensiva della stagione per la formazione di Attilio Caja, per la prima volta in 19 gare di serie A oltre quota 100 punti realizzati, per espugnare l'Allianz Dome grazie ad una scintillante prestazione balistica. Varese chiude 40 giorni di quaresima anticipata dal perimetro segnando tutte in una volta quelle triple che nelle 4 sconfitte subite nelle ultime 5 gare ne avevano frustrato più volte gli sforzi. Il clamoroso 18/34 da 3 - di cui 12/17 nel primo tempo chiuso già a quota 61 - fatturato da Varese spiana la strada per una vittoria di importanza fondamentale per i suoi molteplici significati.
    I biancorossi dimostrano con i fatti che i risultati non brillanti delle ultime settimane erano legati a filo doppio alle percentuali nel tiro da 3. Stavolta l'OJM non sbaglia un colpo dall'arco, cavalcando soprattutto la straordinaria vena balistica di Giancarlo Ferrero, autore di una prestazione senza pari in 4 stagioni a Varese (11/13 dal campo e 28 punti in 21 '). Ma Artiglio trova risposte eccellenti in panchina anche da Jean Salumu, a sua volta mortifero dall'arco non solo sugli scarichi ma anche in proprio facendo le veci di Avramovic nel finale, e nella serata "normale" di Cain spreme 10' intrisi di sostanza da Antonio Iannuzzi.
    Vittoria da grande sul campo di un'Alma comunque mai doma, capace di rientrare da meno 19 a meno 5 quando i biancorossi hanno attaccato per difendere il vantaggio anziché per aggredire il canestro come avevano fatto magistralmente nei primi 30 minuti. Due punti che valgono doppio in classifica, visto il 2-0 negli scontri duetti con una delle inseguitrici in chiave playoff e le 4 lunghezze ristabilite nei confronti del plotone delle squadre sospese tra ottavo e decimo posto a quota 18 punti. Ma che valgono infinitamente di più sul piano della convinzione e del morale: l'OJM vira al giro di boa della seconda pausa per le Nazionali con un sesto posto solitario che vale più di quanto non dicano i numeri viste le 6 gare casalinghe proposte dal calendario sulle 11 ancora da disputare.
    Il campionato andrà in letargo fino al 3 marzo, quando all'Enerxenia Arena arriverà il fanalino di coda Reggio Emilia con tre volti nuovi; ma per Varese non è ancora tempo di riposare e cedere il proscenio all'Italbasket per la sfida del 22 febbraio a Masnago contro l'Ungheria. La vittoria di Trieste rigenera le batterie della Caja's Band in vista del ghiotto appuntamento con la Coppa Italia: giovedì primo atto delle Final Eight di Firenze nel derby contro Cremona, in palio c'è un posto in semifinale contro la vincente di Milano-Bologna. La pioggia di triple di ieri sera gonfia le vele dell'OJM con un vento carico di fiducia ed entusiasmo per onorare al meglio una vetrina che Ferrero e soci si sono meritati a suon di imprese. "Hard work pays off: da giovedì scopriremo fino a che punto...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis sbatte contro il ferro anche di fronte al Groningen. Mani nuovamente fredde per la formazione di Attilio Caja nella chiusura casalinga della seconda fase delle Top 16 di FIBA Europe Cup: fatale l'8/28 da 3 contro il 14/38 degli olandesi, anche se il tecnico pavese vede il bicchiere mezzo pieno nella sconfitta indolore contro un'avversaria motivata dalla necessità di vincere per superare il turno come lucky loser. «Abbiamo visto all'opera tutti i giocatori: Salumu ci ha dato ottime risposte, Ferrero ha avuto un buon rientro, poi le prodezze individuali di Jeter sulle quali c'è poco da imputare alla difesa hanno permesso a Groningen di portare via il risultato».
    Il problema dell' attacco però è costante; Varese costruisce tanto ma realizza poco, e solo quando Salumu e Natali danno un pizzico di ritmo dall'arco (6/13 a metà gara) l'OJM guadagna un piccolo vantaggio (35-31 al 20') che implementa in avvio di ripresa (43-36 al 23 ' ) con l'energia di Scrubb. Ma l'attacco di casa si pianta tra errori al tiro e letture confuse, e il Donar ne approfitta con Jeter e Cunningham che piazzano uno 0-12 (43-48 al 27' ). L'arbitraggio irritante prova a scaldare la platea, ma Groningen prende fiducia dall'arco e allunga a suon di triple (48-56 al 30'). Varese alza il volume in difesa e ricuce sul 59-60 del 35' con 7 punti di Avramovic; applicazione vera nel finale punita da una magia da 8 metri di Jeter a meno 14" (65-68), ma all'OJM riesce il trick plav Avramovic-Cain (primo libero a segno, secondo sbagliato di giustezza per il rimbalzo d'attacco del pareggio convertito dal centro statunitense).
    Nell'overtime però Varese gira di nuovo a vuoto e Groningen vince con merito, anche alla luce del nuovo fuorigiri offensivo di Moore: «Continua il momento non facilissimo di Ronnie: dopo Pesaro aveva il 38% da 3, da allora sta tirando col 10% e i suoi punti ci mancano tantissimo - spiega Caja -i motivi? Ce li chiediamo anche noi, è sorridente e positivo e dice che si tratta solo di un momento che passerà, lo aspettiamo con fiducia ma abbiamo bisogno di lui come di tutti. Dietro teniamo sempre botta, davanti non abbiamo elementi che risolvano da soli e se un titolare fatica ne risentiamo tutti».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Una Openjobmetis bella solo a metà non basta per sfatare il tabù della BLM Group Arena. Quarta sconfitta su altrettante trasferte in Trentino per la truppa di Attilio Caja, che non capitalizza la rimonta dal meno 11 del 20' a dispetto di un finale rovente di Aleksa Avramovic. Varese in versione Giano Bifronte, con un primo tempo opaco e sterile (3/19 da 3 e 26 punti) seguito da una ripresa di alto livello (45 punti con 7/14 da 3 e 16 punti per la sua stella); l'atteggiamento e la difesa sono quelle dei due mesi da big, le percentuali da fuori però premiano i biancorossi sono dopo l'intervallo lungo.
    Così Ferrero e soci tornano a mani vuole dal campo della Dolomiti Energia, limitandosi a salvaguardare il più 7 dell'andata in ottica doppio confronto. Il rammarico principale è per lo 0/2 ai liberi di Archie sul 66-70 dopo un antisportivo di Hogue sul meno 4; l'ala della Georgia, per lunghi tratti MVP prima dell'eruzione finale di Avra, spreca la chance per mettere la freccia in volata. Ma la vittoria di Trento è comunque meritata per il volume di gioco prodotto nell'arco dei 40', con la coppia Craft-Forray mortifera dall'arco nei momenti clou di una partita nella quale invece l'OJM è stata lasciata a piedi - non solo in attacco ma anche in difesa - da un Ronnie Moore da 1/9 al tiro.
    Mani subito calde per l'Aquila con Gomes e Marble che graffiano da 3 per il 10-4 del 3'. Le mani di Varese invece sono gelate (4/17 al tiro nel primo quarto); la difesa tutto sommato tiene (12-9 al 7') ma tre perse banali costano care e Trento allunga (18-9 al 12') prima del gol dall'arco di Ferrerò dopo 8 errori in fila. L'OJM prende ritmo dal perimetro con Avramovic e Natali a bersaglio per il 23-20 del 14' ; la Dolomiti Energia alza il volume a rimbalzo e rilancia la fuga a suon di secondi tiri quando Varese torna a sparare a salve. Sette errori in fila da 3 (complessivo 3/19 nel primo tempo) e attacco di nuovo in panne con Trento che riprende l'abbrivio con Hogue e Marble per il 37-26 di metà gara.
    Dopo la pausa lunga due guizzi di Archie danno tono agli ospiti; migliorano qualità delle esecuzioni e gestione del ritmo, e l'OJM prova a rientrare (42-38 al 25'). Due fiondate frontali di Forray ridanno gas alla Dolomiti Energia, ma i 24 punti fatturati dagli ospiti nel terzo quarto dopo i miseri 26 dei primi 20' riaprono il match a tutti gli effetti (52-50 al 30'). Il quarto fallo di Cain costa però caro a Varese, e Trento riapre il fuoco da 3 con Forray e Fiaccadori per un 7-0 che fa male (59-52 al 32').
    Avramovic suona la carica con 6 punti in fila e la truppa di Caja rientra di nuovo in scia trovando canali interni per la manovra (64-63 al 37' ). Ma due giocate da leader di Craft (assist per Hogue e tripla frontale contro un Moore passivo) ricacciano indietro l'assalto dell'OJM sul 69-63 del 38'. L'unica tripla di Scrubb riapre le speranze (69-66 a meno 58 secondi), il secondo antisportivo di Hogue su Archie a meno 24" regala la chance del possibile pareggio a Varese sul meno 4, ma lo 0/2 dell'ex Capo d'Orlando pesa come un macigno nonostante il dardo di Avrà (70-69 a meno 13"). Al contrario Forray e Craft sono glaciali in lunetta (74-71 a meno 7") e l'ultimo hurrà di Avramovic sulla sirena è fuori misura. Alla compagine di Caja restano i complimenti per una ripresa rombante, ma in classifica il piatto piange con la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese in questo freddo mercoledì di coppa lascia e non raddoppia contro una Sassari che ricalca la partita fatta dai biancorossi appena 3 giorni fa, parte meglio e conduce dall’inizio alla fine l’incontro portando a casa una vittoria meritata grazie ad una buona continuità e ad un Rashawn Thomas in grandissimo spolvero, rebus indecifrabile per i lombardi che danno anche l’impressione di non infondere tutta l’intensità che di solito è il loro marchio di fabbrica. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 5,5 : 9 punti ottenuti quasi tutti in avvicinamento a canestro; da fuori continuano ad esserci le polveri bagnate e questo, se perpetrato a lungo può diventare un problema. Ma oggi il deficit maggiore è laddove Dom solitamente è un califfo e cioè difensivamente, infatti non riesce mai a trovare il modo di limitare Thomas. CANNA AL VENTO
    Avramovic 5 : solo il fatto che appena uscito dagli spogliatoi Aleksa si scusi con tutti i presenti per la prestazione scabrosa la dice lunga sul copione della sua gara. Al solito non manca la buona volontà ma questa sera non sembra davvero volerne imbroccare una. HORROR
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 6 : Antonio questa sera riesce a non far rimpiangere troppo l’assenza di Cain (limitato un po’ dal turnover e un po’ dai falli) e mette in campo qualche spunto interessante dal punto di vista offensivo anche se certi errori ripetuti in maniera colpevole (2 infrazioni di 3 secondi e 2 blocchi in movimento)ne pregiudicano la valutazione. RECIDIVO
    Natali 5,5 : serata non memorabile quella di Nicola che, come tutta la squadra, sembra avere meno mordente del solito. Oltre tutto non è nemmeno precisissimo al tiro e allora diventa tutto più difficile. SMONTATO
    Salumu 7 : fino a quando il colosso sardo (Cooley) non decide di metterlo fuori gioco con la seconda tranvata al limite del lecito (la prima occorsa domenica durante il match di campionato) è la vera arma in più di Varese. Primo giro delle rotazioni in cui non incide, secondo ingresso con tutt’altro piglio e dove per la difesa isolana diventa praticamente imprendibile. Per lui una brutta botta alla schiena che però non dovrebbe pregiudicarne la presenza per la partita importantissima di sabato sera a Trento. SPIRITATO
    Scrubb 5 : prestazione nella quale non sembra essersi presentato il solito Tommy bensì il suo cugino sfigato. Non prende praticamente mai l’iniziativa in attacco e in difesa non è tentacolare come ci aveva abituato. Speriamo abbia solo approfittato per ricaricare le pile. NERD
    Verri N.E.
    Tambone 6,5 : lieta conferma la prestazione del play laziale che sembra aver finalmente ritrovato condizione e fiducia in particolare col suo tiro dalla lunga distanza. Anche sul dettare i ritmi di gioco si nota una crescita incoraggiante. RAMPA DI LANCIO
    Cain 6 : non ripete la clamorosa prestazione di domenica anche perché questa volta a complicargli la vita ci sono le penalità che ne limitano i minuti in campo. Speriamo almeno sia servito ad averlo al top per il gran ballo di sabato sera. TONY MANERO
    Ferrero 5 : ancora visibilmente in ritardo di condizione, ne sono un segnale fin troppo chiaro i tiri scoccati senza un minimo di parabola e che a malapena riescono a scalfire il ferro. SFASCIACARROZZE
    Moore 6 : buona la sua partenza e anche le sue percentuali al tiro anche se non resterà negli annali questa come la sua miglior partita in maglia di Varese. Gestito il suo minutaggio per farlo rifiatare, da segnalare nel primo quarto una serie di passaggi tra lui e Cain finalizzato con un piazzato dal play di Philadelphia veramente spettacolare. GIOCOLIERE
     

  • banksanity6
    Primo atto di una doppia sfida (mercoledì si giocherà per la FIBA Europe Cup) che vede fronteggiarsi Varese e Sassari a Masnago nel match che chiude la seconda giornata di ritorno e che vede gli umori delle 2 squadre diametralmente opposti(Varese viene da 3 stop consecutivi mentre Sassari da 5 vittorie) ma i padroni di casa danno da subito l’impressione di una maggiore intensità e alla fine mantengono il pallino del comando per tutto l’incontro e meritatamente portano a casa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6,5 : ormai Mr. Smile ci ha abituato al medesimo copione, 3 falli in un amen che potrebbero essere un fardello molto pesante e percentuali non certo strabilianti ma quando conta lui c’è e sono un recupero, un rimbalzone ad altezza siderale ed un’entrata con fallo e 2 liberi realizzati che chiudono la partita. FINISHER
    Avramovic 7,5 : lo aveva detto in settimana che sapeva di essere mancato nelle ultime prestazioni e che aveva la ricetta per uscire da questa empasse ed il serbo è stato di parola. Partenza a razzo dove è imprendibile per i difensori in maglia blu poi qualche sbandata dovuta alla troppa intraprendenza ma è questo il giocatore di cui Varese ha bisogno per proseguire il suo cammino. ALCHIMISTA
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 4 : 3 minuti di utilizzo in cui non riesce ad imbroccarne mezza giusta ma la cosa che preoccupa maggiormente è l’atteggiamento. REMISSIVO
    Natali 6 : poco più di 10 minuti ma della solita solidità e anche di qualità balistica dalla lunga distanza. CERTEZZA
    Salumu 6,5 : una delle migliori prestazioni del belga dal suo sbarco in Italia con tanto di riconoscimento da parte di coach Caja in sala stampa. Oltre alle consuete ottime letture difensive fa anche vedere le sue qualità come attaccante. COINVOLTO
    Scrubb 7 : tanto per cambiare una prestazione totale quella dell’anglo-canadese a cui manca solo una statistca, quello del tiro da 3 dove chiude con un raro per lui 0 su 4. Per il resto è il solito giocatore utile in mille situazioni diverse soprattutto nelle recuperate che poi scaturiscono in un contropiede. PIOVRA
    Verri N.E.
    Tambone 7,5 : finalmente Matteo risponde presente e lo fa con la miglior prestazione stagionale, grandi percentuali da fuori e ottima personalità senza dimenticare la sua applicazione difensiva tutt’altro che banale. CECCHINO
    Cain 8 : ennesima doppia doppia per il centro a stelle e strisce della Openjob ma non è solo per questo che, anche questa volta, è giudicato il migliore in campo; deve battagliare con un colosso come Cooley e spesso e volentieri ha la meglio dimostrando che si può sopperire a carenze fisiche con intelligenza, applicazione e dedizione. CAPITAN AMERICA
    Ferrero 5,5 : procede a piccoli passi il recupero del capitano che appare ancora molto legnoso nei movimenti. PINOCCHIO
    Moore 7 : non è un caso che il ritorno alla vittoria di Varese coincida con una prestazione positiva dei 2 piccoli titolari dei biancorossi. Meno propenso a distribuire assist e più a prendersi iniziative con la sua maggior fiducia tutta la squadra sembra giovarsene. WELCOME BACK

  • simon89
    L'Openjobmetis riparte di slancio anche in campionato. La compagine di Attilio Caja sfata il tabù casalingo contro Sassari, chiudendo a quota 3 la sua serie negativa in serie A e fermando a quota 5 la striscia aperta del Banco Sardegna. Successo perentorio e mai in discussione per una Varese capace di rispolverare le sue armi migliori per imporre la legge dell'Enerxenia Arena ad una Dinamo penalizzata dalle defezioni di Pierre e Smith.
    I biancorossi azzannano la partita con l'approccio difensivo graffiante necessario per disinnescare il mix di forza fisica ed atletica a disposizione di Enzo Esposito. Se uno straordinario Cain fa anche le veci del desaparecido Iannuzzi (unico pesce fuor d'acqua rispetto alla garra profusa dai compagni ) e tutto il reparto ali si batte con ardore per limitare i balzi di Thomas e Polonara, in attacco è il reparto guardie a fare la differenza superando per la prima volta quota 80 punti segnati nel 2019.
    L'OJM ritrova un Avramovic determinante nell'aggredire la partita (10 punti nei primi 7' ) e poi finalizzale con le sue scorribande (8/16 totale dal campo) la grinta profusa in retroguardia dall'intera Caja's band. L'uomo in più per i padroni di casa è Matteo Tambone, che con un paio di fiammate micidiali dall'arco spacca la partita due volte nel secondo quarto chiudendo con un sontuoso bottino di 14 punti in 16' di gioco. Aggiungendo anche il ritorno ad alto livello di Ronnie Moore (3/8 e 4 assist) nonostante la marcatura rigida del suo mentore Esposito, si ottiene il quadro generale di una prestazione qualitativamente migliore di quanto indichino le cifre finali (43% da 2 e 35% da 3).
    Il tutto anche grazie al buon impatto complessivo della panchina, che prevale 25-12 nel duello contro il secondo quintetto della Dinamo con gli spunti positivi nel terzo quarto di Natali e Salumu a riaccendere la macchina delle triple biancorosse (9/20 alla terza sirena). Peccato per quei tre sfortunati errori sull'ultimo assalto che avrebbero potuto dare a Varese la ciliegina sulla torta del vantaggio nel doppio confronto (all'andata più 11 per i sardi, differenza canestri in parità assoluta).
    Ma si tratta comunque di un successo sostanzioso e corroborante, in grado di convincere qualche scettico (3.888 spettatori, quasi 300 in meno della media dell'andata: solo colpa dell'orario e del meteo?) ma allo stesso di scatenare applausi scroscianti del pubblico. Anche senza tifosi organizzati, il fattore campo di Masnago ha saputo dare la carica ad Avramovic e compagni per generare una delle prestazioni stagionali più ricche di energia e intensità. La vittoria contro la Dinamo rilancia l'OJM in piena zona playoff, ora la rivincita di mercoledì per blindare il primo posto nel girone di FIBA Europe Cup e poi le due trasferte a Trento e Trieste a preludio della Coppa Italia. Che grazie alla rotonda vittoria di ieri sera diventano opportunità per alimentare una nuova striscia vincente.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis ritrova il sorriso affidandosi alle sue armi migliori per cancellare le tre sconfitte in fila in Italia. La compagine di Attilio Caja archivia la pratica qualificazione in FIBA Europe Cup piegando la resistenza di Larnaca grazie ad una ripresa di elevato spessore difensivo (8 punti nell'ultimo quarto e 20 nella ripresa) supportata da buone esecuzioni corali (55% da 2 e 36% da 3 per i biancorossi). Decisivo il 15-0 nei primi 7' del quarto periodo, con Archie e Scrubb a monetizzare una retroguardia capace di tenere a stecchetto il temuto Vinales (1/9 al tuo e 14 punti sotto media). Ma nelle pieghe del match meritano un plauso anche Aleksa Avramovic e Jean Salumu, peraltro tra i protagonisti assieme a Tambone della staffetta sul bomber della Petrolina.
    Il mancino serbo (tutti nel primo tempo i suoi 13 punti) è protagonista della partenza lampo (10-17 al 5') e con le sue iniziative in velocità è l'elemento al quale Varese si aggrappa per non deragliare in un secondo quarto a fari spenti (27-21 al 12' e 32-27 al 15'). Il belga (6/10 al tiro e 3 assist) è invece la chiave di sblocco offensiva scelta da Attilio Caja nell'inedito quintetto con tre piccoli che nel terzo quarto dà vivacità alla manovra e vigore alla difesa: l'atleta cresciuto a Ostenda dà all'attacco biancorosso una dimensione in più in penetrazone e l'OJM mette la freccia (47-52 al 28') con le incursioni dell'ultimo arrivato che sopperisce all'iniziale fuorigiri di Scrubb. Poi il canadese si sblocca nell'ultimo quarto e firma insieme con il solido Archie (7/13 al tiro e 8 rimbalzi) quel 15-0 a suon di triple costruite tramite la circolazione di palla che ridona a Varese la piena fiducia nel suo basket iperorganizzato.
    La vittoria che ci voleva, ottenuta con i mezzi giusti per fare il pieno di fiducia e autostima in vista della doppietta casalinga contro Sassari: nonostante qualche alto e basso evitabile , stavolta poco impatto da Natali e Iannuzzi, primo tempo sottotono per Cain oltre che per Scrubb , la compagine di Caja ha progressivamente impresso il marchio della sua solidità per mettere al sicuro l'accesso al tabellone playoff della FIBA Europe Cup.
    Certo, il valore dell' avversario era relativo, sebbene con l'aggiunta di Duren e il recupero di Veeremenko l'AEK fosse decisamente più competitiva rispetto al meno 35 dell'andata. Insomma, un robusto brodino che conferma come le difficoltà di Varese fossero contingenti - leggi qualche titolare in flessione e calo di ritmo dall'arco - e non strutturali. Il pass per gli ottavi di finale europei acquisito con due turni di anticipo permetterà ora all'OJM di dedicare la massima attenzione al delicato trittico di impegni di campionato con Sassari, Trento e Trieste prima della Coppa Italia, tenendo aperto il fronte internazionale per un tabellone degli ottavi di finale che prenderà il via il 6 marzo.
    Dunque, Varese torna da Cipro con ritrovata sicurezza nella sua identità e farà appello all'Enerxenia Arena per provare a battere due volte il Banco Sardegna: la prima vittoria serve per rilanciarsi nella volata verso i playoff, la seconda per mettere al sicuro il primo posto nel girone J delle Top 16 europee. La Dinamo vale ben più di Larnaca, ma la ricetta per batterla sarà la stessa vincente di ieri sera. Ossia quella che l'OJM utilizza ininterrottamente dal 7 ottobre...
    Giuseppe Sciascia

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