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VareseFansBasketNews


  • simon89
    Varese lavora per costruire il roster della prossima stagione ipotizzando un budget sostanzialmente analogo a quello del 2018/19. Ma quanto vale il suo potere d'acquisto in relazione alle compagne di viaggio della serie A? La conferma dei numeri dell'annata appena conclusa potrebbe valere qualcosa in più al cambio degli investimenti delle avversarie, almeno per quanto traspare dagli altri club. Si tratta di cifre stimate, perché, a differenza di quanto avviene in Francia - dove la lega pubblica ogni anno budget e monte stipendi dei 18 club di Pro A -, i numeri non sono pubblici e ogni bilancio nasconde letture diverse anche a seconda del ricorso dei cosiddetti "diritti d'immagine" sui contratti stranieri.
    Gli ultimi bilanci depositati del 2016/17 - i club di A ne hanno l'obbligo in quanto società di capitali - portano ancora Varese al sesto posto con 4,9 milioni di euro; fu però l'annata con la perdita d'esercizio più elevata dei 9 anni dell'era consorzio. Dopo la quale l'asse Bulgheroni-Coldebella-Caja - ora al posto del trevigiano c'è Andrea Conti - ebbe risorse più contenute (due anni fa poco meno di 4 milioni, nel 2018/19 attorno a 4,2) con relativa riduzione del monte stipendi. In attesa del CdA della prossima settimana che metterà nero su bianco i numeri previsionali, l'OJM del 2019/20 verrà costruita investendo una somma stimabile in circa 900mila euro netti (circa il 35% in meno del costo degli Indimenticabili), una parte dei quali già allocata per i rinnovi di Ferrero e Natali e l'accordo con Tambone.
    Numeri certamente lontanissimi rispetto a chi viaggia attorno ai 25 milioni come la corazzata Milano (monte stipendi poco superiore ai 7 milioni secondo quanto dichiarato dal presidente Proli) o supera gli 8 di investimenti come Venezia ed Avellino. In termini di monte stipendi quest'anno erano 10 - contando anche Sassari. Brescia. Bologna, Trento, Reggio Emilia, Cantù e Trieste - i club che superavano il milione di euro di somma stipendi netto; solo Pistoia e Pesaro erano certamente sotto all'OJM, più o meno a braccetto di club che hanno fatto meglio in classifica come Cremona (semifinalista con qualcosa meno di 3,5 milioni) e Brindisi.
    Però le risorse dell'OJM, anche se non illimitate, sono garantite; e per il prossimo torneo potersi confermare sul livello dello scorso anno potrebbe dare qualche vantaggio. Club come Milano, Venezia, Bologna, Avellino e Sassari avranno un potere d'acquisto ancora nettamente superiore alle compagne di viaggio; di sicuro però ridurranno il budget club reduci dalle situazioni più traumatiche del 2018/19. Trieste, che con Alma proprietario-sponsor ha superato i 5 milioni, si prefigge di arrivare a quota 3,5 (per ora coperture attorno all'80%), mentre Cantù, che aveva impostato il roster iniziale ancora nell'era Gerasimenko e investiva forte (più del più pagato dell'OJM) per Jefferson, Udanoh e Gaines, spenderà certamente meno.
    Venti di (lieve) riduzione anche a Trento, dove si parla di un taglio del 15-20 per cento, a Brescia dopo l'ultima stagione senza playoff in Italia e in Europa, ed a Reggio Emilia dove il proprietario unico Stefano Landi cerca nuovi soci. In compenso però le neopromosse Virtus Roma e Fortitudo Bologna ipotizzano budget non dissimili a quello dell'OJM (rispettivamente 4 e 3,7 milioni) e se dovesse arrivare anche Treviso sarà comunque una concorrente in più da temere. A sostanziale parità di (poche) risorse, la ricetta idee più forza lavoro indicata da Attilio Caja dovrà essere il valore aggiunto per far sì che la classifica dei budget non rifletta quella del campo come accaduto nell'ultima annata.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja e Varese proseguiranno il rapporto fino al 2022. Un segnale forte di fiducia nell'opera di Artiglio, ma anche di continuità sulla falsariga delle ultime due stagioni nelle quali l'OJM ha chiuso con un rapporto vittorie-sconfitte superiore al 50 per cento (16-14 in entrambi i casi pur con un sesto e un nono posto finale). «Sono molto contento della grande fiducia accordatami dalla società, ringrazio in particolare Toto Bulgheroni che ha dato l'input per questa estensione a lungo termine - dice il tecnico -. E una gratificazione del lavoro fatto, ma avverto il senso di responsabilità nel dover ripagare questa grande fiducia. Al di là del risultati del campo, sono stati apprezzati la mentalità e l'etica del lavoro che abbiamo costruito. C'è un metodo impegnativo ma serio, portato avanti negli anni, tutti riconoscono a Varese un sistema e un modo di stare in campo in maniera organizzata. L'anno prossimo ripartiremo sulla stessa falsariga nella scelta di giocatori e uomini adatti a stare in questo contesto, ci saranno novità nello staff perchè era il momento di cambiare».
    La prossima OJM di Caja manterrà lo stesso stile che l'ha resa riconoscibile su tutti i campi della serie A?
    «Fa piacere il riconoscimento di un marchio di fabbrica frutto di uno stile di lavoro: è il modo giusto per provare a migliorare le prestazioni di un giocatore. Il rovescio della medaglia è che chi cresce poi parte per altri lidi, ma fa molto piacere aver contribuito ai progressi di chi come Okoye e Vene e quest'anno Avramovic e Scrubb andrà in club con maggiori possibilità economiche.E una scelta che porta vantaggi a loro ma nell'immediato ne porta a noi: fare un percorso per cambiale il loro status e di conseguenza il loro salario è una cosa che accettano molto volentieri».
    Continuità anche per quanto riguarda le scelte di mercato?
    «Sin dall'anno scorso si era creato un gruppo di lavoro molto coeso con Bulgheroni e Coldebella, poi Andrea Conti si è inserito perfettamente nel team. Siamo in grande sintonia ed è la base di partenza per dare continuità nella scelta dei giocatori. La filosofia del mercato sarà la stessa cercando elementi rodati: per una squadra che ha fatto bene con gli esordienti ce ne sono almeno 5 o 6 che sono andate in difficoltà».
    L'obiettivo sarà ancora una salvezza tranquilla?
    «Vale il concetto del massimo relativo: fare il meglio possibile in funzione delle risorse disponibili. Se hai il dodicesimo budget arrivare nelle prime 4 è molto difficile; l'obiettivo è alzare sempre l'asticella rispetto alla posizione di partenza, con le idee e la forza lavoro si può competere nella forchetta di piazzamento dal settimo al decimo posto considerando che il prossimo anno con 2 retrocessioni sarà un campionato di 7-8 squadre con budget importanti, e di altre 10 che partono da dietro: noi siamo tra queste. Sono obiettivi realistici da non considerare limitati. Nel momento in cui non è ancora chiaro se la serie A sarà a 16 o 18 squadre, Varese può vantare una solidità societaria figlia di una gestione oculata. E un aspetto molto importante che vale più di avere un giocatore in più di un certo livello, se poi non puoi permettertelo».
    Cosa risponde a chi sostiene che non ama i giocatori di talento?
    «Ho esordito allenando Oscar Schimdt, ho lanciato Sconochini a Roma, poi ho avuto Myers, Magnifico, Naumoski, Booker, Gallinari e Jason Rich. Però a Milano, Pesaro e Roma potevo avere giocatori importanti, mentre qui bisogna fare attenzione ai costi: chi gioca per sé rovina le squadra, il grande giocatore deve unire tecnica e mentalità. Cercheremo altri Okoye, Vene o Avramovic, ma i giocolieri non ci servono».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Giancarlo Ferrero pensa a un'Openjobmetis all'insegna della continuità per la stagione ventura. L'ala di Bra sarà per il quinto anno consecutivo il punto di riferimento dei tifosi che si identificano con la sua mentalità da colletto blu: col trio Ferrero, Tambone e Natali affiancato - auspicabilmente -da Cain e Attilio Caja sempre al timone, la Varese 2019/20 avrà tanti punti di contatto con quella della stagione appena archiviata a dispetto degli (almeno) sei volti nuovi da reperire sul mercato. Ma il rapporto con il capitano sarà ancora più lungo visto il rinnovo fino al 2022 già definito da tempo in attesa di un annuncio ufficiale che dovrebbe coincidere con l'avvio della campagna abbonamenti. «Essere considerato la bandiera di Varese è un grande onore e motivo d'orgoglio; percepisco l'affetto della città nei miei confronti e condivido i valori di questo club che ha creduto in me. Sono caricatissimo da questa possibilità, ma non mi sento assolutamente arrivato. Vivo di motivazioni e sono certo che per competere contro le grandi squadre - e nel 2019/20 ce ne saranno ancora di più - dovrò lavorare ancora tantissimo per essere sempre al top. Riguarderò che cosa ho fatto bene e che cosa potrò migliorare in vista della prossima stagione».
    L'atleta dell'OJM ribadisce la necessità di mantenere l'identità che nella stagione appena conclusa ha regalato soddisfazioni ai tifosi dell'Enerxenia Arena. «Dovremo esser bravi a ricreare subito questa identità, a prescindere dagli uomini che faranno parte della quadra, starà a chi come me è rimasto trasmettere i valori ai nuovi arrivati. Masnago è un fortino, dovrà essere anche nella prossima annata una casa da proteggere col nostro modo di giocare basato su aggressività, difesa e collettivo. Nel 2018/19 abbiamo perso appena tre volte in casa, sarà questa la base dalla quale ripartire».
    L'ala piemontese, reduce dalla miglior annata in carriera nelle triple (40,2% da 3 ) che ha chiuso con 6,2 punti in 14,5 minuti rispetto ai 6,4 in 18,0 del 2017/18, archivia così la stagione appena conclusa: «Il bilancio finale è positivo e non arrivare ai playoff con 16 vittorie è stato un caso più unico che raro (nei campionati a 16 squadre non accadeva dal 1990/91 - ndr). Il verdetto del campo ha detto questo e ne prendiamo atto: volevamo fortemente coronare il sogno che coltivavamo dal giorno 1, ma ci teniamo il clima magico respirato per tutto l'anno all'Enerxenia Arena e l'identità chiara frutto del lavoro di tutti: giocatori, staff tecnico e società».
    Il rimpianto maggiore per Ferrero riguarda quella maledetta sconfitta di metà marzo ad Avellino, dove non capitalizzando il più 23 di metà gara è arrivato lo stop fatale per i sogni playoff. «Rispetto al girone d'andata sono cambiati i valori e tante avversarie sono cresciute, penso a Trento ed a Trieste che erano nella metà bassa della classifica. L'ammucchiata risolta dall'avulsa è stata frutto di un equilibrio esasperato, l'anno scorso a 32 punti avevamo festeggiato il sesto posto, con lo stesso bottino siamo arrivati noni. Rimpianti per Avellino? Ripensarci è ancora oggi una pugnalata, quella vittoria avrebbe forse potuto cambiare tutto...».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Guida ragionata al mercato straniero dell'Openjobmetis versione 2019/20. Tenendo fede ai vincoli dei giocatori già visti in Italia (che comunque è preferenza non inderogabile), ecco una lista iniziale di potenziali candidati per i cinque spot vacanti (quattro da quintetto più uno da sesto uomo). Per ora idee in libertà, perché oggi si chiedono soltanto i prezzi e molto difficilmente si potrà chiudere qualche acquisto prima di 20-30 giorni. Ma sono ipotesi verosimili da vagliare al cambio delle evoluzioni del mercato...
    I PLAY
    Scelta ridotta nella serie A 2018/19 in un ruolo sempre più povero di registi puri: Dallas Moore di Torino ha punti nelle mani ma poca propensione alla coralità, mentre l'ex biancorosso Chris Wright è adatto al basket di Caja ma in quest'annata a Trieste viaggiava a 200mila dollari. Tra gli ex italiani all'estero Derek Needham può occupare due ruoli, ma ha aspettative di guadagno e vetrina europea; l'ex cremonese Kenny Hayes avrà tanti occhi addosso visto il titolo di capocannoniere in Turchia (21,5 al Demir). Buoni riscontri a Limoges per l'ex romano Jordan Taylor che viaggia ancora a cifre importanti. Scommesse ragionate potrebbero essere Brandon Taylor dall'A2 di Bergamo o l'ex biancorosso Tyler Larson che a Francoforte ha viaggiato a 15.9 punti e 5,4 assist col 39% da 3.
    LE GUARDIE 
    È il ruolo in cui si cerca la prima punta dopo l'addio di Avramovic : il tiratore pesarese James Blackmon (secondo marcatore della A a 19.7 punti di media) o il sassarese Tyrus McGee (già a Cremona con Andrea Conti) potrebbero avere un profilo adatto; escluso invece l'ex biancorosso Dominique Johnson che si indirizza ormai verso leghe poco impegnative ma molto remunerative (35mila dollari al mese in Libano). Ex italiani all'estero: spicca Trae Golden, ex Chieti, capocannoniere in Russia a Saratov, mentre Dwight Hardy da Limoges ha qualità ed esperienza ma pure 33 anni. L'ex reggiano Garrett Nevels in Spagna ha esplosività ma tiro ballerino, il veterano Michael Jenkins protagonista ad Astana è affidabile ma da accoppiare ad un play brioso perché non è una prima punta. Stesso discorso per il torinese Tekele Cotton.
    LE ALI PICCOLE
    È lo spot nel quale si proverà ad inserire un uomo di raccordo tra i reparti. Tra gli ibridi a metà col settore guardie il triestino Jamarr Sanders o il canturino Gerry Blakes; già fuori portata economica l'ex cremonese Kelvin Martin che a Bologna viaggia a 180mila dollari. Ma nell'ottica delle scommesse potrebbe essere il ruolo giusto per inserire un europeo, visto che con le 18 squadre in A ci sarà un visto in meno (7 rispetto agli 8 del 2018/19).
    LE ALI FORTI
    È l'altro ruolo su cui si vorrebbe investire. L'ex capocannoniere Marcus Landry, MVP del 2016/17 a Brescia, lancia segnali verso l'Italia (potrebbe piacere a Venezia?) ma a 34 anni il tassametro corre... Tra gli ex italiani all'estero bene l'ex cremonese Cameron Clark a Le Mans e l'ex agrigentino Perrin Buford a Saratov. Potrebbe anche essere l'occasione per mettere a frutto le esperienze in FIBA Cup ed esplorare ex rivali in Europa come Chase Fieler di Ostenda e Devin Oliver di Wurzburg.
    IL CAMBIO DEGLI ESTERNI
    Qualche ipotesi dall'A2 (Terrance Roderick di Bergamo, Kenny Hasbrouck della Fortitudo Bologna, Tourè Murry di Piacenza, La'Marshall Corbett di Montegranaro) da vagliare al cambio del desiderio di accettare meno soldi pur di giocare in A. L'idea è cercare comunque in quel range - comprendendo profili tipo Derrick Marks e Phil Greene - un giocatore che possa anche dare minuti in regia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese si sposta da piazza Monte Grappa a Masnago. Ultima estate nel cuore della città per il club biancorosso, pronto a trasferire entro metà ottobre anche tutta l'attività extratecnica nell'area del palasport "Lino Oldrini". Dopo otto anni nella centralissima location inaugurata nel 2011, gli uffici del sodalizio guidato dal presidente Marco Vittorelli si sposteranno nell'area adiacente all'Enerxenia Arena. Esauriti gli spazi interni all'ormai cinquantacinquenne casa del basket inaugurata nel 1964 con gli ultimi lavori di costruzione del Pallacanestro Varese Store e degli uffici del settore giovanile, la nuova sede del club biancorosso sorgerà all'esterno della struttura ma sempre in piazzale Gramsci.
    Il nuovo cuore amministrativo della società sorgerà nell'area degli ex spogliatoi del vecchio PalaNuovo, la tensostruttura dismessa da oltre 10 anni che ha conservato solo la parte in muratura. I lavori sono programmati per l'estate con la piena operatività della nuova sede prevista per l'inizio dell'autunno. La volontà è quella di rendere sempre più forte il legame tra Masnago e la Pallacanestro Varese, concentrando in un'area ristretta l'attività sportiva e quella amministrativa. C'è anche il rapporto sempre più solido con il Comune che, in attesa dell'approvazione della nuova convenzione per l'utilizzo dell'Enerxenia Arena discussa nei mesi scorsi, farà sentire concretamente la sua vicinanza alla realtà sportiva più blasonata della città. Inoltre, il trasferimento a Masnago rientra nel piano di riorganizzazione societario che razionalizzerà alcuni costi (tale era ovviamente l'affitto dell'appartamento di piazza Monte Grappa).
    Dunque l'area di piazzale Gramsci sarà a tutti gli effetti identificata con l'attività a 360 gradi - in campo e fuori - della Pallacanestro Varese che sul parquet del "Lino Oldrini" proseguirà a lavorare con la prima squadra e gli atleti dell' A-cademy giovanile. Il nuovo impianto con foresteria che Gianfranco Ponti vuole costruire a Calcinate degli Orrigoni ha completato la fase pro- gettuale, ma si attende il varo del bando da parte del Comune per iniziare il vero e proprio iter burocratico. Intanto, la società prosegue la ricerca di nuovi sponsor in attesa che il CdA approvi formalmente il budget per la stagione 2019/20: tempistiche non superiori alla decina di giorni, anche se l'area tecnica è attiva alla luce dell'accordo con Natali e della proposta di rinnovo biennale a Cain oltre ad altre operazioni relative allo staff tecnico. Intanto, ufficializzato ieri l'accordo con Macron come nuovo sponsor tecnico: accordo quadriennale con l'azienda bolognese che vestirà Varese fino al 2023.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese aggiunge una certezza nel roster 2019/20 e prova ad affondare il primo colpo di spessore relativo allo star-tingfive. Il club di piazza Monte Grappa ha formalizzato la sua offerta di rinnovo del contratto a Tyler Cain: un biennale secco senza clausole d'uscita che legherebbe il centro del Minnesota ai biancorossi fino al 2021. Ora la palla passa al giocatore statunitense che dovrà decidere se togliersi prestissimo dal mercato, accettando rapidamente l'offerta dell'Openjobmetis, o valutare più approfonditamente il mercato (la clausola d'uscita dal suo attuale 1+1 scade il 10 luglio) in cerca di opportunità più remunerative all'estero.
    Il centro Usa, architrave difensiva del sistema Caja (secondo rimbalzista del campionato 2018/19 a 10,8 di media-partita), sarebbe così il primo tassello del quintetto della Varese che verrà. Il club ha fatto un piccolo sforzo economico per convincerlo a fidelizzarsi per altre due stagioni, ma confida soprattutto nell'appeal che la Città Giardino vanta nei confronti dell'atleta. Cain diverrà padre per la seconda volta entro poche settimane ed ha espresso più volte il suo gradimento sulla sistemazione per la sua famiglia: rinnovare per due anni con l'OJM significherebbe stabilità. Il centro del 1988 per le sue caratteristiche da "colletto blu" senza grandi qualità offensive (9,7 punti nel 2018/19) è elemento adatto solo ad allenatori di sistema; ciò non significa che non possa avere mercato altrove (nell'estate 2018 arrivò una richiesta da un club di Eurocup con buyout però minimo), ma Varese auspica che la scelta di accettare in tempi rapidi o aspettare più avanti non sia legata soltanto a fattori economici.
    Intanto c'è il sì di Nicola Natali, che ha accettato il rinnovo annuale proposto dall'OJM: per la terza stagione consecutiva l'ala di Montecatini vestirà la maglia biancorossa, mettendosi a disposizione di Attilio Caja per un ruolo da decimo uomo disposto a dare tutto in allenamento ed a farsi trovare pronto in partita (3,1 punti in 8,6 minuti nel 2018/19; erano stati 1,8 in 8,6 due anni fa). Natali si aggiunge a Ferrero e Tambone nella lista delle certezze italiane, mentre - compatibilmente con gli impegni scolastici alla mattina - si va verso il coinvolgimento nel gruppo di lavoro in allenamento dei primi elementi dell'Academy giovanile: i papabili sono i 18enni Omar Seck e Dusan Raskovic. oltre a qualche altro elemento che sarà reclutato attraverso il nuovo responsabile del settore giovanile Stefano Bizzozi.
    Di fatto il parco italiani è quasi al completo: all'appello mancherà soltanto il cambio del pivot che, nell'ipotesi auspicabile della conferma di Cain, sarà un elemento in grado di dare 8-10 minuti di sostanza difensiva. Dunque non un investimento imponente per un'Openjobmetis che concentrerà la quasi totalità delle risorse non allocate nei rinnovi sui 4 stranieri da quintetto e sul primo cambio degli esterni tuttora da individuare. In attesa che le giovanili producano italiani (di passaporto o di formazione) di alto livello, il valore della Varese che verrà sarà legato a filo doppio alle scelte sugli stranieri.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese lancia la campagna abbonamenti 2019/20 facendo riferimento alla sua identità. "Noi siamo Varese" lo slogan scelto dalla società di piazza Monte Grappa per la vendita delle tessere stagionali: si partirà con la prima tranche... al buio dal 4 all'8 giugno, poi dal 18 al 27 luglio la seconda fase a mercato quasi completo e l'ultima parte si terrà dal 5 al 14 settembre. «Per la prima fase chiediamo ai tifosi un atto di fede al di là delle conferme, ma abbiamo scelto lo slogan come segnale dell'identità che abbiamo avuto in queste ultime due stagioni - spiega il g,m. Andrea Conti -. Varese gioca un basket organizzato, aggressivo e corale che soprattutto in casa ci ha permesso di ottenere imprese importanti. Lo confermeremo anche nella prossima annata, pur cercando un paio di innesti di talento per abbinare spettacolo e risultati».
    PREZZI IN SU CON DUE GARE IN PIÙ - Confermate le tre fasce di prezzi con rincari su seconda e terza fase (rispettivamente 20 e 65 euro in più per la Tribuna Gold, 20 e 40 per la Silver e 10 e 30 per Galleria e Curva Nord). Il costo complessivo è aumentato rispetto al 2018/19 in funzione delle 17 partite casalinghe previste dal nuovo format della serie A a 18 squadre rispetto alle 15 gare delle ultime stagioni, anche se l'ufficialità dell'aumento delle partecipanti al massimo campionato ci sarà soltanto dopo il Consiglio federale del 16 luglio. Sulla prima fase si tratta di 15 euro in più per la Gold e 10 per Silver, Galleria e Curva Nord, in realtà è diminuito il prezzo unitario per ogni singola partita (ad esempio per la Gold da 27,3 a 25,9 euro).
    PRELAZIONI E SCONTI - I 2.798 abbonati del 2018/19 potranno esercitare la prelazione sia nella prima che nella seconda fase (termine ultimo 27 luglio), mentre i nuovi abbonati potranno scegliere tra i posti liberi. L'ultima tranche di settembre sarà invece in modalità vendita libera. Le tessere saranno in vendita nella sala Giancarlo Gualco dell'Enerxenia Arena di Masnago oppure on line su www.pallacanestrovarese. it sia per chi rinnova sia per i nuovi abbonati. Previste tariffe agevolate per i soci del Trust (50 euro su Gold e Silver e 40 su Galleria e Curva Nord nella prima fase) più sconti per Over 65 e le fasce 14-18, 18-24 e Under 14 (60 per cento in meno su tutti gli ordini di posti). Sconti anche per genitore e under 18 o 14 e per i nuclei con quattro o più familiari. Chi si abbona avrà il 10 per cento di sconto sul merchandising.

  • simon89
    L'Openjobmetis 2019/20 ripartirà con ogni probabilità dallo stesso nucleo della stagione appena chiusa, tolto ovviamente Aleksa Avramovic. Tra contratti in essere, rinnovi e trattative, sono quattro i potenziali punti fermi della Varese che verrà. Lo zoccolo duro italiano, con Matteo Tambone vincolato fino al 2021 già al termine del precampionato scorso e il prolungamento fino al 2022 di capitan Ferrero - stessa durata temporale dell'estensione di Attilio Caja -, sarà la base di (ri)partenza. E con ogni probabilità dovrebbe aggiungersi anche Nicola Natali, decimo uomo di lusso disposto anche ad accettare di non giocare e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa dal coach pavese.
    Ma, al di là del supporting cast, il primo pilastro per il futuro è la conferma di Tyler Cain: le parti si annusano da qualche mese, ma il dialogo concreto degli ultimi giorni pare indirizzato ad una conclusione positiva. Il centro statunitense, che a giugno diventerà padre per la seconda volta, avrebbe espresso interessse per la possibilità di vestire per il terzo anno di fila la maglia dell'OJM. La negoziazione per togliere la clausola d'uscita dal contratto in cambio di un piccolo ritocco avverrà nei prossimi giorni, ma l'apprezzamento della famiglia per la destinazione Varese fa ben sperare il clan biancorosso di poter trattenere la pietra angolare del sistema difensivo di Artiglio, per questo motivo il più insostituibile di tutti.
    Anche più di Aleksa Avramovic, che pure sarà ovviamente il più rimpianto per la sua capacità di accendere i tifosi col suo adrenalinico stile di gioco. «E giusto che Avrà vada alla fine di un percorso molto stimolante, dovrà solo trovare la collocazione adatta a lui senza farsi soffocare dove non gli verranno dati minuti»: così Attilio Caja certifica la partenza a fine contratto della guardia serba, cui ha dispensato consigli nel corso della serata di ieri al Muccala. Lo show dei 30 punti a Bologna ha fatto pensare a un interesse della Virtus che per ora sogna serbi di altro spessore (offerta biennale da oltre 2 milioni alla superstar Teodosic); sembra difficile anche un interesse del suo mentore Claudio Coldebella a Kazan, mentre sul conto di Avra aveva chiesto informazioni Veljko Mrsic per il Cedevita Zagabria.
    Sostituire il bomber nello scacchiere tattico e la stella nel cuore dei tifosi non sarà facile, mentre tutto il resto del parco stranieri è in uscita. Tommy Scrubb vuole monetizzare la sua solidissima stagione provando a sfruttare in Spagna il suo passaporto britannico: Varese non può e non vuole svenarsi per trattenere un (pur ottimo) comprimario. Moore e Archie hanno fatto la loro parte per tenere l'OJM lontana dalla zona pericolo, ma hanno avuto un rendimento troppo alterno e si cercheranno profili più freschi; Salumu ha mostrato qualche spunto interessante ma la sua opzione per il 2019/20 prevede uno scatto salariale troppo alto per un giocatore della panchina. Con la conferma alle porte di Cain, è ai saluti anche Iannuzzi: al di là del rendimento inferiore alle aspettative, inutile investire risorse importanti su un elemento che può dare minuti solamente da cambio del pivot nel ruolo occupato da un giocatore da 30,9 minuti di media.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Andrea Conti fa il punto tra il presente di un nono posto beffardo per una Varese esclusa solo per quoziente canestri dai playoff e un futuro basato sulla continuità delle scelte tecniche come evidenziato dal rinnovo solo da annunciare con Attilio Caja. Il g.m. biancorosso fotografa così il verdetto di ieri sera al PalaDozza: «Accettiamo il risultato del campo, analogo rispetto a quello di 12 mesi fa che era valso il sesto posto. Stavolta 32 punti non sono bastati, con l'amarezza di una classifica avulsa nella quale avendo scontri diretti positivi con 4 concorrenti su 5 siamo stati penalizzati dallo 0-2 con Avellino. Però la squadra ha reso in maniera abbastanza costante per tutta la stagione senza accusare mai momenti di affanno evidente; dopo la Coppa Italia abbiamo fatto un marzo bellissimo a parte il secondo tempo di Avellino. Peccato per l'assenza di Archie a Torino in una sconfitta che ci ha girato un po' la stagione».
    Come giudica la stagione 2018/19 dell'Openjobmetis?
    «Dobbiamo essere orgogliosi di squadra e staff: un gruppo allenato in questo modo merita solo complimenti per la disponibilità e la dedizione. Per il secondo anno di fila abbiamo fatto meglio rispetto alle risorse economiche disponibili, cambiando meno di tutti con una sola sostituzione fisiologica. Al di là della frustrazione del momento dobbiamo essere contenti della stagione».
    Quali saranno i passi per programmare il futuro?
    «C'è tanto da fare non solo dal punto di vista sportivo ma anche societario. Il punto di partenza è quello di capire quali saranno le prospettive future. Le valutazioni sulla stagione e sulle strategie future da condividere con Caja a mente fredda non possono prescindere da un concetto: Varese non può permettersi elementi dal pedigree importante, dunque servono giocatori adatti ad un metodo ed un sistema. Il direttore d'orchestra è Attilio, ci vogliono gli interpreti giusti per lui».
    Si ripartirà con l'obiettivo minimo di tenersi lontano dai guai, anche alla luce del raddoppio delle retrocessioni in A2?
    «A prescindere da 18 o 16 squadre, con due retrocessioni non possiamo permetterci di peccare di presunzione. Non è questione di minimalismo e mancanza di ambizioni: veniamo da due anni nei quali una pallacanestro con un' identità basata sul lavoro e il sacrificio, molto calzanti alla mentalità di Caja, ci hanno portato a costruire una squadra con una identità molto forte, che in particolare in casa ha dato grandi soddisfazioni. Ripartiremo da quell'identità e quella mentalità, che i tifosi hanno dimostrato di apprezzare».
    Dunque l'equilibrio dei conti rimane la priorità assoluta per la continuità nel tempo?
    «La Pallacanestro Varese ha bisogno di darsi prospettive di durata a lungo termine: siamo un patrimonio della città e per questo è necessario poter garantire uno spettacolo per più anni ai tifosi, prestando massima attenzione ai conti e investendo in maniera oculata e intelligente. L'auspicio è che entrino risorse fresche, ma non possiamo prescindere dal principio di fare con quello che abbiamo; nel medio periodo potrebbe arrivare un aiuto dalle giovanili che alla luce dei regolamenti diventano un serbatoio importante per crescere giocatori in casa».
    Giuseppe Sciascia 

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