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VareseFansBasketNews


  • simon89

    Varese zittisce il Gala

    By simon89, in News,

    L'Openjobmetis inaugura col sorriso il cammino del precampionato e si getta alle spalle la tegola Clark. La formazione di Attilio Caja piega con autorità il Galatasaray nella tappa inaugurale del trittico internazionale al Valtellina Circuit. Pur senza la guardia titolare e col suo alter ego Tepic ancora arrugginito dopo lo stop dei primi 10 giorni di stagione, Varese impone il suo maggior coefficiente agonistico agli incompleti turchi (oltre ai tre nazionali, out anche gli infortunati Arapovic e Whittington).
    I biancorossi giocano una partita gagliarda sul piano dell'intensità, pur commettendo errori di concetto e di misura (vedi il 4/25 finale da 3). Ma nell'arco dei 40 minuti il moto perpetuo in difesa (25 perse per il Gala!) paga dividendi elevati e conferma la matrice già acquisita dell'identità tanto cara a Caja. Chiaro come il volume del gioco espresso debba aumentare per evitare passaggi a vuoto come quello nel finale del primo quarto (dal 9-2 del 4' al 9-14 del 10'), ma è altrettanto chiaro che si tratta di un problema da risolvere attraverso l'innesto di mercato in fase di invididuazione per tappate la falla aperta dall'infortunio di Clark.
    Perché se da un lato è evidente come Josh Mayo abbia già in mano le chiavi del gioco nella gestione dei tempi di esecuzione della manovra, dall'altro è altrettanto evidente la necessità di affiancale al playmaker ex Bonn un altro esterno capace di costruire e finalizzare il gioco. Per questo i primi profili europei di Mesicek e Dulkys (più guardie-ali che guardie-play) sono stati scartati, mentre gli oltre 250 mila dollari chiesti ancora oggi da Rich lo pongono ampiamente fuori dai radar biancorossi.
    Però la nuova Varese conferma di assomigliare ancora tanto a quella vecchia nel modo di stare in campo con aggressività e concentrazione: la difesa tra recuperi e ripartenze è la chiave per sbloccarsi nel secondo quarto (20-16 al 5') e accelerare con decisione in avvio del terzo quando Vene e Peak salgono di tono (42-26 al 25'). Qualche passaggio a vuoto offensivo nell'ultima frazione respinto da un dardo di Tepic per ricacciare indietro i turchi dopo il massimo sforzo sul meno 7 del 35'.
    Nel complesso, dunque, un'OJM non ancora frizzante ma grintosa, con spunti particolarmente positivi per Jeremy Simmons: al di là di statistiche clamorose (9/9 da 2 e 11 rimbalzi) il nuovo lungo biancorosso punisce puntualmente i mis-match dentro l'area e mostra doti atletiche importanti con un campionario di schiacciate davvero intriganti. Un pivot così mobile e agile non si vedeva dai tempi di Dunston, paragone ovviamente irriverente ma la sensazione è che l'acquisto sia comunque azzeccato.
    E comunque oggi al Pentagono (palla a due alle ore 18) ci sarà il confronto diretto contro l'originale, pilastro della corazzata Efes che sarà in versione ben più completa rispetto al Galatasaray. Ventiquattro ore dopo le fatiche di ieri, Varese avrà le risorse fisiche per tener testa anche ai campioni di Turchia? In attesa di riscontri positivi dal mercato, l'OJM è attesa da un test davvero improbo...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Matteo Tambone si presta volentieri al ruolo di Cicerone dei sette nuovi compagni per aiutarli a metabolizzare in fretta il sistema Caja. Il play romano, alla sua terza stagione in maglia OJM, spiega i compiti supplementari del gruppo dei 3 confermati italiani in questa fase iniziale della stagione: «Avendo cambiato tutti gli stranieri dobbiamo lavorare più dell'anno scorso, riprendendo il copione dei due anni precedenti a Varese: tanta collaborazione difensiva ed offensiva, giocare di squadra e dare il massimo ogni giorno. A noi confermati spetta dare l'esempio giusto nel modo di stare in palestra e in campo, ma i nuovi arrivati sono sulla stessa lunghezza d'onda e nessuno si sta tirando indietro».
    Di sicuro la prima sgambata a Gressoney ha mostrato un'OJM già coesa... «La prima uscita di sabato non è stata troppo impegnativa per la differenza di categoria nei confronti della Robur et Fides, però il test è stato quello giusto tenendo sempre alto il livello di intensità a dispetto della differenza di valori e del punteggio. Le sensazioni sono positive, certo non c'è più Cain che teneva uniti gli americani ed era come un secondo capitano in campo, quindi dovremo essere ancora più bravi a fare gruppo».
    Insomma nuovi orchestrali ma lo spartito sarà lo stesso? «La nostra identità sarà la stessa anche con giocatori diversi. Non si può certo affermare che Varese sia una squadra costruita per vincere il campionato: corazzate come Milano e Venezia in partenza non sono al nostro livello. Ma come dice sempre il coach, dando il massimo si può cercare di sorprendere qualsiasi avversaria, anche chi al momento pare fuori portata».
    Quale sarà la ricetta per provare a stupire? «Due anni fa eravamo partiti male e poi a suon di imprese siamo arrivati ai playoff, mentre lo scorso anno siamo stati stabilmente tra le prime otto e solo nel finale siamo usciti dalla zona playoff. Con l'impegno e la coralità si può andare oltre le aspettative: i nomi altisonanti non bastano da soli a fare la differenza, con la coralità e il sistema Varese può ancora fare bene».
    Come vivrà le sfide nel suo ruolo con gli acquisti bomba di Milano e Virtus Bologna Rodriguez e Teodosic? «Sarà un grande stimolo confrontarmi contro giocatori di quel livello, quando non ero ancora professionista 5-6 anni fa li ammiravo in TV. Ora giocarci contro è un sogno che si avvera: lo scorso anno ho marcato James, ora ce ne sono due ancora più forti...».
    Ci racconta le sue sensazioni sui nuovi stranieri? «Parto da Peak, è molto giovane ma ha un grande atletismo, se si mette lì con la testa potrà dare grandi soddisfazioni. Mayo ha grandissima esperienza ad alti livelli e conosce la pallacanestro, mentre Simmons è molto più verticale di Cain, forse fa più fatica nei movimenti difensivi ma è solo questione di abitudini, è più simile a Pelle che a Tyler. Vene lo conosciamo già: fa sempre la scelta giusta ed è un buonissimo giocatore; Tepic ha giocato nei top club europei ed ha una conoscenza del basket infinita. Clark? Dobbiamo ancora scoprirlo perché l'abbiamo visto poco, sicuramente non avremo una scheggia impazzita come Avramovic che lo scorso anno ci risolveva le partite ma sono convinto che anche Jason saprà rendersi utile alla causa».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese e Valle d'Aosta gettano le basi per un rapporto duraturo. Presentata ufficialmente la partnership tra il club biancorosso e la re- gione autonoma che va al di là del periodo di ritiro in corso a Gressoney: l'accordo prevede un investimento annuale di 30mila euro già deliberato dal governo regionale: «L'accordo non lega soltanto questa parte estiva, ma anche interventi mirati sulla promozione della Valle d'Aosta a Masnago durante l'anno - conferma l'assessore regionale allo Sport e Turismo Laurent Vierin -. Per noi Varese ha un richiamo importante anche sul piano turistico. Speriamo di aver dato il meglio non solo sul piano sportivo ma anche dei rapporti umani, e confidiamo che il rapporto possa essere duraturo».
    Di sicuro il periodo che la squadra di Attilio Caja sta trascorrendo nella località montana, nato grazie ad un contatto fra il responsabile sponsorship Marco Zamberletti e l'assessore Arianna Follis (ex fondista bronzo olimpico a Torino 2006), sta soddisfacendo pienamente l'area tecnica biancorossa: «Per noi è difficile reperire strutture ad hoc, qui abbiamo trovato una ricettività e una disponibilità ottimali. Speriamo che la partnership possa essere duratura e auspichiamo che in futuro possano nascere ulteriori collaborazioni tra camp per i giovani e magari un quadrangolare a settembre».
    Applausi anche da parte di Attilio Caja, che mette Gressoney al top delle località frequentate per i ritiri: «Giro ormai da 25 anni e qui siamo sul podio: avere una struttura senza vincoli orari più sala pesi e piscina è impagabile per chi lavora in precampionato, siamo stati messi nelle migliori condizioni per fare il nostro lavoro». Il coach varesino torna poi sulle prospettive stagionali dell'OJM, esponendo con l'abituale franchezza il proprio pensiero: «Vogliamo fare il meglio possibile, ma non dipende solo da noi: ci aspetta il campionato più difficile degli ultimi anni e sarà molto duro ed impegnativo puntare ai playoff. È un obiettivo per il quale servono soldi: ci sono realtà che spendono molto di più e sedendosi al tavolo da poker con chi non ha vincoli per rilanciare è difficile arrivare a certi obiettivi».
    L'obiettivo dunque è quello di far rendere al meglio i giocatori a disposizione: «Sono qui per aiutarli a migliorare, è gratificante vedere elementi che incrementano il proprio status e vanno altrove a guadagnare di più. Certo se avessimo potuto tenere Avramovic, Scrubb e Cain sarei stato intellettualmente disonesto a non puntare ai playoff, però non è stato possibile. Se ci si aspetta che porti Varese ai playoff come obiettivo minimo è meglio cercare un altro allenatore perché non moltiplico pani e pesci...». La chiosa finale è per il consigliere Riccardo Polinelli: «Sono certo che anche quest'anno faremo il meglio possibile, però ricordo che questa società gloriosa ha rischiato più volte di sparire. E la nostra preoccupazione è quella di scongiurare questo rischio, chiedendo aiuto a territorio ed istituzioni».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Violare nuovamente le leggi della matematica attraverso le formule della chimica tecnica ed umana. L'OJM versione 2019/20 è rinnovatissima negli uomini, ma non nella filosofia e nei metodi di lavoro: Attilio Caja l'ha plasmata ad immagine e somiglianza del suo basket fatto di sostanza e coralità. E siccome la gente di Varese ha imparato ad apprezzare il pragmatismo del coach pavese visti i risultati del campo degli ultimi due anni, il credito nei confronti della nuova squadra è elevatissimo - vedi il bagno di folla ed entusiasmo di ieri -anche senza più un frontman in grado di incendiare l'Enerxenia Arena come Aleksa Avramovic.
    Nelle idee dell'area tecnica, la nuova OJM sarà meno adrenalinica e più costante: il fil rouge dell'esperienza e della conoscenza del gioco uniscono tutti i nuovi acquisti, ed in paricolare Mayo e Vene sono elementi capaci di migliorare il livello di rendimento dei compagni al di là del loro impatto da singoli. Ma perchè 2 più 2 arrivino a totalizzare 5 e Varese possa sognare di strappare un posto ai playoff ad una delle 10 o più società che hanno speso più dei biancorossi, quali saranno le chiavi di volta?
    Sfruttare al meglio le tanti mani calde dall'arco (Mayo su tutti, ma anche Vene e Clark hanno tirato oltre il 40% da 3 nella stagione passata), confidare che Simmons non faccia rimpiangere il ministro della difesa Tyler Cain e Gandini garantisca 10 minuti di impatto difensivo, auspicare che Peak segua i suoi predecessori Okoye e Scrubb nel rendere più dell'annata precedente nel ruolo chiave di ala piccola e attraverso l'esterno ex Pistoia far quadrare i conti nella lotta sotto i tabelloni, dove sulla carta l'OJM non ha uno specialista della pulizia dei cristalli in nessun ruolo.
    Ovvio che al contrario, se la coppia di lunghi pescati in A2 faticherà ad adeguarsi alla nuova categoria, si soffrirà nella battaglia delle aree colorate contro avversarie più stazzate e l'assenza di un terminale offensivo designato pesasse più della capacità del collettivo di estrarre un protagonista diverso a rotazione, allora l'OJM dovrà guardarsi alle spalle anziché in alto, pur con la garanzia dell'esperienza dei suoi veterani per evitare di farsi coinvolgere nella bagarre di una zona retrocessione raddoppiata col passaggio a due passi indietro in A2.
    Ma la stagione alle porte sarà decisiva per la partita ai vertici della società che Alberto Castelli sta giocando ormai da due anni e mezzo: il presidente di Varese nel Cuore dovrà affinare ulteriormente le sue doti da tessitore per condurre in porto le operazioni di entrata nel capitale azionario di Orgoglio Varese e Gianfranco Ponti. Alla viglia dell'entrata in vigore delle nuove regole sul fair play finanziario di Lega Basket, si tratta di una partita chiave per delineare gli scenari futuri: solo una Varese più forte grazie ad una proprietà condivisa tra consorzio e forze nuove potrà alzare l'asticella guardando a playoff e coppe europee come obiettivi minimi anziché sogni da coronare facendo meglio di quel che si spende. Altrimenti ci sarà da tirare ancora (parecchio) la cinghia, spostando l'asticella verso l'obiettivo di conservare il posto in serie A... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La carica dei 600 dà la spinta alla nuova Openjobmetis nel primo atto della nuova stagione. Bagno di folla iniziale per salutare la rinnovata formazione di Attilio Caja nel primo allenamento dell'annata 2019/20. Oltre seicento i tifosi accorsi all'Enerxenia Arena per vedere dal vivo i 7 volti nuovi della squadra biancorossa: un'accoglienza che ha subito trasmesso ai numerosi acquisti estivi il ruolo primario rivestito dalla Pallacanestro Varese nel panorama sportivo della provincia.
    Un entusiasmo genuino anche senza più un punto di riferimento di valore assoluto come Aleksa Avramovic che ha indotto coach Caja - di gran lunga il più applaudito dai supporters - a ringraziare i supporters per la calda accoglienza. «Il pubblico di Varese non tradisce mai: ringrazio tutti voi per la presenza, anche quest'anno avremo bisogno del vostro aiuto sotto forma di incitamento e partecipazione».
    Sin dal primo giorno l'OJM ha sudato agli ordini di Artiglio e del preparatore Silvio Barnaba: mezz'ora nel segreto dello spogliatoio per il discorso alla squadra da parte del coach e del g.m. Andrea Conti, poi tutti sul campo (salvo Mayo e Tepic che esauriranno in mattinata la pratica delle visite mediche) per la base iniziale di lavoro atletico e qualche esercizio di fondamentali con il pallone. Poi spazio ai tifosi per l'assalto ai giocatori a suon di selfie ed autografi: calore per i pochissimi confermati - in particolare per capitan Ferrero, che ha iniziato il quinto anno a Varese col contratto in tasca fino al 2022 - e tanta curiosità per i nuovi arrivati, anche se il più gettonato dei fans è stato il cavallo di ritorno Siim Sander Vene.
    Il mantra di Caja rimane sempre improntato sul lavoro: «Altre squadre hanno ingaggiato giocatori di nome, noi invece abbiamo puntato su elementi di sostanza: il lavoro quotidiano sarà la base per provare a fare meglio degli altri». Ma il supporto dei tifosi serve anche ad attutire il peso della fatica per seguire i dettami tecnico-tattici di Artiglio; tra i tanti tifosi presenti all'Enerxenia Arena, tra quali qualche Vip come il sindaco Davide Galimberti e Max Laudadio presente il main sponsor Rosario Rasizza, il cui rapporto con la Pallacanestro Varese vanta maggior longevità rispetto a quello di tutti componenti del roster e dello staff tecnico: «Davvero tantissima gente, un affetto e un seguito del genere rappresentano una bella cosa per la città» ha affermato l'a.d di Openjobmetis, ringraziato pubblicamente da un Attilio Caja in versione pubblicità progresso per richiamare ulteriori partner: «Grazie a chi anche quest'anno ci mette nelle migliori condizioni per operare, dunque il consorzio ed anche il cavalier Rasizza che insieme al presidente Vittorelli ci ha nuovamente dato fiducia. E spero che altri possano seguire il loro esempio, aumentando il numero di contributori che sostengano con i fatti la nostra squadra».
    Già, perchè i tifosi accorrono anche per un allenamento senza basket solo per vedere dal vivo i loro nuovi beniamini, ma alla voce sponsor servono novità per riempire qualche spazio rimasto vuoto sulle maglie. Per la prima uscita della nuova OJM serviranno ancora 20 giorni, e per la prima palla a due con due punti in palio ci vorranno 7 settimane. Ma gli oltre 600 tifosi presenti ieri a Masnago confermano che Varese possiede una insaziabile fame di basket a prescindere da chi veste la sua maglia. A patto ovviamente che dia il massimo per onorarla al meglio, ma sotto questo aspetto il credo di Attilio Caja è la miglior garanzia perchè chi arrivi all'Enerxenia Arena ne condivida l'etica del lavoro...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La nuova Pallacanestro Varese prepara l'inizio della stagione giocando d'anticipo sul primo allenamento dell'annata 2019/20. Attesi in città già oggi cinque dei sei nuovi stranieri bianco-rossi, in anticipo rispetto al raduno fissato ufficialmente per il pomeriggio di giovedì. Il club di piazza Monte Grappa ha organizzato i viaggi dei giocatori provenienti da fuori Italia per cercare di guadagnare tempo sulle formalità burocratiche relative a visite mediche e logistica.
    Gli uffici della società si sono mossi in anticipo sulla questione visti, anche grazie ai tempi anticipati del mercato se si eccettua Jason Clark (che comunque giungerà in città nei tempi previsti). Una sorta di prologo della nuova stagione alle porte che nasce dalla volontà di sfruttare al massimo il tempo della preparazione per creare il più rapidamente possibile l'identità tecnica e caratteriale della nuova Varese. Come già accaduto negli anni scorsi dunque l'anticipo dell'arrivo in città dei giocatori - e in particolare degli stranieri - sarà utile per dare la possibilità ad Attilio Caja ed al preparatore Silvio Barnaba di avere la massima concentrazione dagli atleti biancorossi a partire dal primo allenamento di dopodomani.
    Il calendario degli arrivi sarà inaugurato in mattinata da L.J. Peak e Jeremy Simmons con il volo transoceanico dalla costa Est degli Stati Uniti; in serata giungeranno Milenko Tepic da Belgrado e Siim Sander Vene da Tallinn, mentre l'ultimo a sbarcare a mezzanotte sarà Clark, l'ultimo acquisto che nella stagione passata militava in Germania ai Fraport Skyliners. In tal modo domani i nuovi arrivati in maglia biancorossa potranno effettuare tutte le tappe preliminari - dai test medici alla consegna di auto e alloggi - e smaltire il fuso orario per arrivare pronti all'appuntamento con il primo allenamento del pomeriggio di giovedì, Ma di fatto già domani faranno conoscenza con la città -non nuova per il solo Vene, già in maglia OJM nella seconda metà del 2017/18 - mentre l'unico straniero a sbarcare a Varese il giorno del raduno sarà Josh Mayo, atteso alla Malpensa nella mattinata del giorno del primo appuntamento con il pallone.
    Arrivo anticipato anche per gli italiani, dai confermati Ferrero, Tambone e Natali all'unica novità Gandini, più i giovani Seck, Naldini e Raskovic e Christian Cattaneo, la guardia di Marnate aggiunta in extremis per completare il parco italiani. L'unico assente giustificato, a meno di colpi di scena dell'ultimissima ora ad Udine, sarà Nicolò Virginio, che oggi dovrebbe ricevere dallo staff tecnico dell'Italia Under 16 la conferma dell'inserimento nell'elenco dei 12 convocati per gli Europei della sua categoria in programma dal 9 al 17 agosto in Friuli (l'ala del 2003 si aggregherà eventualmente più avanti in occasione del ritiro di Gressoney).
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Andrea Conti tira le somme del mercato estivo chiuso con la firma di Jason Clark(c’è quella del giocatore, manca quella del presidente Vittorelli ma è un dettaglio).
    Il g.m. dell’Openjobmetis sottolinea allestito un roster con un senso logico. I giocatori debbono essere funzionali alle richieste tecniche dell’allenatore; tutte le scelte sono state fatte all’interno di un budget sostenibile. Eccetto Peak abbiamo giocatori esperti, che possono sposare facilmente la filosofia del coach, e soprattutto duttili con la possibilità per molti di loro di giostrare in due ruoli».
    Mayo e Vene i colpi del mercato 2019 dopo che nel 2018 avevano detto no?
    «Si sono fatti corteggiare molto, ma il fatto che Vene sia tornato significa che è stato bene a Varese e con Attilio, e dopo le tre squadre cambiate lo scorso anno ha voluto fare una scelta di stabilità. Gli sforzi economici più importanti sono stati fatti perMayo e per Siim».
    Clark ultimo tassello sul perimetro, nome proposto da lei e approvato dal coach: come si è arrivati alla scelta?
    «Le opzioni nel ruolo sono state numerose, qualcuno lo abbiamo scartato noi, qualcun altro ha preferito le coppe o aspettare alternative. La scelta su Clark è stata quella di dare un supporto a Mayo: nelle ultime stagioni Josh è sempre stato abituato ad avere a fianco una spalla, per questo gli abbiamo affiancato un giocatore che ha punti nelle mani e buona predisposizione difensiva con leve molto lunghe. Comunque è stato mvp in Belgio e nelle ultime tre stagioni ha disputato le coppe».
    Sarà una OJM più pericolosa sul perimetro?
    «Tutti e tre possono costruire con la palla in mano, ed unisco anche Tepic tra coloro che possono giocare un pick&roll. Pur senza una prima punta avremo una maggior propensione offensiva rispetto allo scorso anno; Mayo, Clark e Peak sono tutti pericolosi, logico che Vene e Simmons dovranno fare il loro, ma rispetto alla stagione passata dovremmo avere qualche punto in più nelle mani sul perimetro».
    C’è il rischio di soffrire a rimbalzo?
    «Sulla carta siamo piccoli, ma andare a rimbalzo è un aspetto che va allenato e dunque il nostro sistema difensivo saprà farsi valere in questo ambito. Gli allenamenti ci diranno qualcosa, ma sono convinto che avremo una copertura sufficiente: tra Simmons che è più atletico di Cain, Peak che va istruito ad usare le sue lunghe leve e Vene che può darci una mano non credo che avremo carenze sotto i tabelloni».
    La scommessa Simmons saprà nascondere la perdita di Cain?
    «Avrà meno sapienza tattica rispetto a Tyler, ma certamente è un protettore del ferro migliore grazie alle sue doti atletiche. Possiamo avere un giocatore che sporca i tiri o è più intimidatore, inoltre ha quel tiretto da 3-4 metri che lo rende funzionale ai nostri 3 esterni creativi dal palleggio».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Assalto a vuoto per l'Openjobmetis sulla pista James Blackmon. A sostanziale parità di offerta economica, l'esterno ex Pesaro sceglierà Trento grazie alla vetrina dell'Eurocup messa a disposizione dalla Dolomiti Energia. Una sorta di (parziale) replay dell'affaire Tyler Cain, che ha preferito Brescia a Varese per la vetrina internazionale garantita dalla Germani (wild card per l'Eurocup). D'altra parte il secondo marcatore della serie A era stato chiaro sin dall'inizio, cercando una collocazione con la possibilità di giocare in Europa, passerella vitale ai fini di mettersi in mostra. Dunque, nel momento in cui l'Aquila si è mossa, l'OJM ha dovuto arrendersi.
    Nel frattempo anche la pista Rayvonte Rice è definitivamente tramontata: l'esterno ex Ferrara ha firmato con i Phoenix Suns un contratto Exhi-bitW che permetterà alla franchigia dell'Arizona di parcheggiarlo nella squadra satellite di G-League con un salario non troppo inferiore alla proposta dell'Openjobmetis.
    Tutto da rifare in piazza Monte Grappa nella caccia alla guardia titolare? In realtà l'area tecnica biancorossa lavora su altri profili, principalmente non visti in Italia, visto che né Tekele Cotton né Demonte Harper sembrano corrispondere all'identikit del realizzatore necessario per la quadratura del cerchio.
    L'operazione Tepic per completare la panchina ha lasciato un gruzzoletto neppure trascurabile nelle mani della troika formata da Bulgheroni, Conti e Caja: la guardia che manca all'appello dovrebbe avere il terzo salario del roster. Però occorre trovare il profilo adatto, scandagliando a tutto campo un mercato che propone ancora tanti elementi in cerca di collocazione.
    Ovvio che a questo punto il concetto di usato sicuro rischia di essere superato dagli eventi, ma d'altra parte - prima con Allerik Freeman e poi con Darius Thompson - gli operatori di mercato di Varese hanno già dimostrato apertura verso le scommesse provenienti dall'estero. Del resto i veterani Mayo, Vene e Tepic danno garanzie più che sufficienti all'allenatore Attilio Caja.
    A meno di colpi di scena Jason Rich resterà un sogno - ad oggi l'OJM ha a disposizione metà della somma che chiede l'ex avellinese - e il sostituto di Avramovic sarà... un altro Avramovic, ossia un giovane emergente al quale il club biancorosso darà la possibilità di mettersi in luce con un ruolo da prima punta nel contesto di un gruppo molto equilibrato. La ricerca è in pieno svolgimento, l'obiettivo è quello di stringere l'elenco dei profili per chiudere il mercato entro fine mese. L'importante è non farsi prendere dalla frenesia. Quel che è certo è che Attilio Caja vuole avere la squadra al completo in palestra l'8 agosto per il raduno già fissato da tempo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile.
    Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia.
    L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare.
    E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso.
    Giuseppe Sciascia 

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