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Rasizza: «Non mi sento più un bancomat, con Scola si andrà lontano»


simon89
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Rosario Rasizza si iscrive all’elenco dei tifosi entusiasti per il nuovo corso della Pallacanestro Varese. L’a.d. del main sponsor Openjobmetis, sulle maglie biancorosse del 2014, nonché ispiratore del progetto “Orgoglio Varese” che dal 2019 sostiene ulteriormente la società, osserva con soddisfazione i primi passi di un progetto indirizzato nel verso giusto per riportare in alto la squadra.

«All’inaugurazione del nuovo Palaghiaccio alcuni tifosi si sono complimentati con me per la squadra e il suo stile di gioco coinvolgente: a loro ho risposto di rivolgere i complimenti a Luis Scola ed alla sua organizzazione, partendo dall’allenatore e tutto il suo staff. Ma non nego che questo episodio mi abbia fatto piacere».

Sono passati i tempi nei quali si sentiva un bancomat, alla luce dei risultati positivi di questo inizio stagione?

«Sicuramente sì, e ne sono molto contento. Soprattutto vado orgoglioso di non aver mollato nel periodo peggiore: quando si vince è tutto più facile, nel momento in cui le cose non vanno bene serve ancora più attaccamento. Abbiamo vinto qualche partita che ha fatto bene al morale, ma ancora non abbiamo conquistato nulla: attendiamo fiduciosi di vincere qualcosa di importante sotto la nostra sponsorizzazione, o almeno raggiungere la fase finale di manifestazioni di spicco. Le Final Eight di Coppa Italia? Sarebbe bello».

Al di là dei risultati del campo intravede un progetto compiuto per andare lontano?

«Luis Scola me lo aveva detto in tempi non sospetti a maggio 2021 prima di partire per le Olimpiadi: la cosa importante non è vincere subito, ma costruire una struttura che permetta di crescere un passo alla volta. Questo percorso lo individuo chiaramente nel suo operato: Luis è una persona che ha competenze e idee chiare, sa bene come fare e i risultati sono conseguenza di quello che sta cercando di allestire».

Da grande giocatore a grande manager: quando nell’estate 2020 scelse l’Openjobmetis, anche grazie allo sforzo extra di Orgoglio Varese, nessuno pensava che potesse essere il futuro del club...

«Lo avevamo capito sin dai primi incontri, in particolare il presidente Vittorelli aveva riscontrato un talento manageriale nascosto: noi facciamo gli imprenditori e certe cose si percepiscono. Poi ci sono state tante concomitanze, dagli amici argentini tra Milano e il lago di Como all’attrazione di Varese che lo ha accolto bene, alla scuola europea per i figli».

Com’è il suo rapporto col General?

«Luis è un uomo intelligente che sa mettersi in discussione: a differenza di molti che pensano di sapere tutto, preferisce documentarsi e capire. Più di una volta è venuto a chiedermi come si fa l’amministratore delegato: gli ho spiegato che per questo ruolo bisogna dare l’esempio, essere coerenti e mantenere quello che si promette, altrimenti meglio tacere. Poi comunque accanto a lui c’è un bel team: su tutti capitan Ferrero, ragazzo intelligente e laureato. Qualche giorno fa scherzando gli ho chiesto “Quando verrai a lavorare da me”? Quando smetterà di segnare da 3, lo aspettiamo».

Come procederà il progetto Orgoglio Varese, ora che l’Openjobmetis ha trovato risorse nuove?

«In tre anni siamo arrivati quasi a 30 aziende; il progetto era nato per supportare il basket ma anche lo sport di base del territorio, ora che la serie A ha trovato altre risorse sposterà la sua attenzione anche verso società minori che vivono di passione. Fra dieci giorni è in programma un’altra tranche di stanziamenti, la pressione per la Pall.Varese sarà meno spasmodica e potremo dedicarci ad altre iniziative».

Come state vivendo questo momento di evoluzione societaria con Luis Scola socio forte e il Pelligra Group in fase di ingresso?

«Siamo seduti sull’ultimo vagone del treno, godendoci il momento positivo: se c’è bisogno del nostro apporto ci siamo, come ci siamo stati in momenti molto più critici, in particolare dopo il Covid dove sarebbe stato semplice tirarci indietro. Siamo serviti per superare il momento peggiore e forse senza il nostro aiuto non saremmo qui oggi».

L’entertainment oltre alla partita è uno stimolo in più, in attesa del via dei lavori per il resyling di Masnago?

«Uno spettacolo nello spettacolo per vivere l’evento anche prima e dopo la partita e offrire un salotto buono per la città. Il progetto per il restyling del palasport, quando termineremo la nostra sponsorizzazione - anche se non a breve - sarà il regalo che lasceremo alla città. I tempi del via per i lavori sono ancora incerti ma per la prima tranche ormai è questione di mesi».

Sabato si giocherà la sfida contro Venezia, che lei sente particolarmente...

«Il derby del lavoro interinale con l’Umana è sicuramente sentito, ma Luigi Brugnaro è un amico prima che un collega e dunque questa rivalità è scherzosa. Alla squadra chiedo anche questa volta di giocare una partita... disUmana come quelle della stagione passata, e battere Venezia per avvicinarci alle Final Eight di Coppa Italia».

Giuseppe Sciascia

 

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