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Riscatto Varese, tramortita Trieste


simon89

L'Openjobmetis spazza via Trieste e cancella gli spettri dell'esordio casalingo contro Sassari. La compagine di Attilio Caja passeggia all'Allianz Dome - dove sette mesi fa aveva banchettato a suon di triple - con una prestazione perfetta sui due lati del campo: trenta punti tondi tondi nel successo più ampio delle 91 partite dirette dal tecnico pavese sulla panchina biancorossa.

Da un'OJM da dimenticare a un'OJM da osannare nel giro di tre giorni, quella di Trieste è una Varese da stropicciarsi gli occhi e spellarsi le mani per chi giovedì aveva temuto un'annata all'insegna della paura dopo la falsa partenza contro la Dinamo. Diametralmente opposto il fatturato offensivo, frutto di uno strepitoso Josh Mayo (44 di valutazione fra l'11/15 al tiro, 6/8 ai liberi, 6 rimbalzi, 5 recuperi e 7 assist) che prende per mano l'attacco OJM con un'altra prova da record. Nel collettivo di Artiglio mai un singolo era andato oltre quota 30 punti, i 32 del play ex Bonn sono un primato figlio di un primo quarto da strepitoso solista (20 punti alla prima sirena) e del resto della gara con la bacchetta del direttore d'orchestra a dirigere una sinfonia da applausi (67% da 2 e 43% da 3).

Il regista fa reparto da solo con l'ausilio di un concreto Tambone, ma la vittoria biancorossa mai in discussione è figlia di una difesa determinante nel togliere ritmo all'azione di Trieste che, costretta a pensare a metà campo, spacca il ferro come e più della Varese di giovedì (5/27 da 3 di cui 1/14 a metà gara). A mutare radicalmente è l'atteggiamento con cui Ferrero e soci hanno tenuto il campo, mostrando lo spessore caratteriale di una squadra decisa a dimostrare coi fatti che il suo vero volto non è quello di giovedì.

L'OJM mostra dunque il suo lato migliore sui due lati del campo di un primo tempo dominato con un'autorità clamorosa e mette sul tabellone 54 punti nei primi 20' dopo averne totalizzati 52 in 40' nel debutto contro Sassari. Ma, oltre al Mayo show, in attacco va elogiato anche l'apporto di Jeremy Sim-mons: l'asse ex Scafati è quello portante per i biancorossi, col pivot che unisce presenza a rimbalzo e intraprendenza offensiva (8/10 da 2 e 10 rimbalzi) per una doppia doppia sostanziosa. Ed è un dato utile anche per leggere la differenza solare fra la Varese di giovedì e quella di ieri al cambio del valore dell'avversario: l'ex Montegranaro ha ballato contro l'esperienza dei pari ruolo della Dinamo, ma ha dominato contro avversari più abbordabili.

E altrettanto ha fatto la squadra di Caja, che macinando per 40' il suo basket in termini di applicazione difensiva e lucidità delle esecuzioni ha dimostrato di poter sviluppare un volume di gioco decisamente elevato. Merito anche del lavoro di tessitura e raccordo di Vene e Tambone e della scarica di adrenalina del primo tempo di Jakovics e Ferrero, mentre è piaciuta anche la sostanza di Peak. E ora si cerca continuità contro la Fortitudo Bologna per alzare poi il numero dei giri offensivi col recupero di Clark. 

Giuseppe Sciascia

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