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La Pallacanestro Varese attende la decisione di Luis Scola sulla prosecuzione dell’attività agonistica dopo le Olimpiadi di Tokyo. Ma dal cauto ottimismo di qualche settimana fa, il mood dell’ambiente biancorosso sembra essersi modificato verso un pessimismo realista. Solo sensazioni, senza certezze, dato che El General non ha ancora sciolto la sua riserva sul futuro dopo i Giochi giapponesi. Ma col passare dei giorni aumentano i dubbi sulla possibilità di rivedere in maglia OJM il lungo argentino nel 2021/’22.

Le garanzie tecniche

Le riserve esposte da Scola nell’incontro di fine aprile con Toto Bulgheroni e Andrea Conti riguardavano due aspetti: le prospettive post carriera da giocatore che Varese era in grado di offrirgli e le garanzie di competitività della squadra per evitare un’altra annata pesante sul piano mentale dopo il 2020/21. Per quanto riguarda il primo capitolo, il feeling tra le parti pare ben sviluppato, pur non avendo ancora circoscritto con esattezza le possibili mansioni del General senza più canottiera né pantaloncini. Il secondo aspetto, invece, è difficilmente concretizzabile dalla società prealpina, tra le certezze da definire sul futuro del rapporto con Openjobmetis e gli sforzi compiuti per condurre in porto anche sul piano economico l’annata appena conclusa senza i ricavi da botteghino. In soldoni: Varese non può offrire a Scola garanzie tecniche sulla costruzione di una squadra che competa per obiettivi diversi dalla salvezza. E il General non si sentirebbe di rischiare di chiudere una gloriosa carriera ultraventennale con una retrocessione.

I tempi della scelta

L’idea del club biancorosso sarebbe quella di affrontare nuovamente il discorso prima della partenza di Scola per l’Argentina, dove riprenderà ad allenarsi per conto proprio in attesa del raduno della sua Nazionale in programma a metà giugno a Las Vegas. Possibile che entro metà settimana possa avvenire un nuovo confronto nel quale arriverà la decisione definitiva del giocatore del 1980. In ogni caso non si andrà oltre fine mese, con El General che non vuole tirarla troppo per le lunghe anche per rispetto della programmazione futura di una Pallacanestro Varese che resterà “sua” anche senza più vestirne la maglia.

Sul campo e fuori del campo

Ma che cosa cambierà sul campo con o senza Scola e quale sarà il ruolo di Luis fuori dal campo a prescindere dalla sua disponibilità a giocare ancora in maglia OJM? Se il capocannoniere della Varese versione 2020/21 dovesse chiudere l’attività dopo Tokyo, la squadra perderebbe un elemento di grandissimo talento offensivo e carisma disposto a giocare in maglia biancorossa a cifre più che abbordabili (diciamo al costo di un Cain versione 2018/19) rispetto al suo valore effettivo. Se Scola dovesse giocare ancora, però, il suo ruolo sarebbe quello di cambio dei lunghi da 20-25 minuti, dunque la perdita sarebbe meno tecnica e più umana per l’ascendente all’interno dello spogliatoio, fondamentale per infondere serenità anche nei momenti peggiori. E il futuro da frontman? A Scola si vorrebbe cucire addosso un ruolo da ambasciatore e testimonial a tutto campo per trasformarlo nel simbolo della Pallacanestro Varese e sfruttare la sua fama planetaria per attirare risorse. E visti i chiari di luna attuali, il Luis “collettore” potrebbe essere più utile alla causa del Luis giocatore...

Giuseppe Sciascia


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