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Se sarà Europa sarà FIBA Cup


simon89

Varese prende in seria considerazione l'opzione Europa. Ma ripartendo dalla FIBA Europe Cup sfiorata due anni fa a Chalon, senza inseguire il sogno di una Champions League rivelatasi indigesta perché troppo competitiva per le sue forze nella stagione passata. Tra le ipotesi al vaglio del club, impegnato nelle operazioni di definizione del budget per l'annata 2018/19 che è legato a filo doppio alle trattative in corso per l'ingresso dei nuovi soci (il progetto "Orgoglio Varese" che fa capo a Rosario Rasizza e di conseguenza Gianfranco Ponti), c'è anche l'idea di sfruttare il diritto acquisito sul campo di giocare una competizione internazionale. Evitando però uno step considerato troppo impegnativo a livello tecnico - e di pari passo anche economico - per la stagione inaugurale del nuovo corso.

L'Europa ha attualmente un numero di "grandi elettori" superiore ai detrattori, puntando però sulla seconda competizione organizzata dalla FIBA anziché alla Champions League alla quale l'Openjobmetis ha conquistato sul campo la facoltà di iscrizione. Dal punto di vista formale non ci sarebbero vincoli: la FIP ha diritto ad un posto in caso di richiesta da parte di un club italiano, le squadre che in classifica hanno preceduto Varese hanno già comunicato di preferire Eurocup e Champions League, e dunque qualora venisse esercitata questa facoltà l'ammissione sarebbe automatica. Sull'opzione FIBA Europe Cup, nel caso di sì all'Europa da parte della proprietà, sarebbe favorevole lo stesso Attilio Caja: la storia recente di Varese insegna che la "coppetta" di due anni fa fu preziosa per la crescita progressiva della coesione della squadra (nonché utile per le casse del club, ma non ci sono più i maxi-bonus della premialità del 2015/16...).

Al contrario la Champions dello scorso anno si rivelò troppo competitiva per una squadra comunque problematica sul piano tecnico, finendo per zavorrare a lungo il cammino in campionato dell'Openjobmetis che non a caso si risollevò solo dopo la fine della competizione europea. Almeno nella prima fase, il vantaggio della FIBA Europe Cup - con 6 partite garantite da ottobre a dicembre, altre 6 per il passaggio del turno fino a febbraio e playoff con doppio turno dagli ottavi di finale - è rappresentato dalla possibilità di utilizzarla come "valvola di sfogo" infrasettimanale per giocatori meno utilizzati o giovani da sviluppare. Giocando una competizione più adeguata alle sue attuali possibilità, Varese potrebbe comunque godere del supplemento di appeal sul mercato straniero garantito dall'esposizione internazionale senza rischiare di svenarsi. E come dimostrano i risultati del 2015/16, provare a competere fino in fondo per un obiettivo concreto è in grado di rendere appetibile per il pubblico e l'ambiente - e magari anche qualche sponsor ad hoc - anche quella che per tanti mesi era stata considerata una "coppetta". I tempi della decisione non saranno lunghi: serve comunicare l'interesse alla FIP entro il 16 giugno e perfezionare l'iscrizione entro il 23, insieme al primo snodo sull'Europa si auspica di poter dare il via anche alle operazioni di mercato.

Giuseppe Sciascia 

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