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Senza Reyes e senza tiro da 3: Openjobmetis battuta in casa da Reggio


simon89

Varese non fa la Varese: basterebbero queste parole per inquadrare lo scivolone interno della Openjobmetis, trafitta 81-85 da una Reggio Emilia affamata di punti salvezza. Il punteggio, per la verità è bugiardo perché la squadra di Brase è – sì – arrivata a un passo dall’acciuffare gli ospiti ma è pure rimasta sotto, anche di parecchio, fin dal pessimo primo quarto che ha indirizzato il match.

Gruviera in difesa, imprecisa dall’arco, balbettante in lunetta: troppe le pecche mostrate da Varese contro un’avversaria ben messa in campo da Sakota, pronta a sfruttare proprio le sbavature di Ferrero e compagni (leggi: i buchi concessi in retroguardia) e soprattutto lunghissima. Dieci in campo per Reggio – pur con Anim messo KO da un problema fisico – con una panchina fornitissima capace di produrre 36 punti. L’opposto della OJM che ha dovuto di nuovo rinunciare a Justin Reyes: l’ala americana ha accusato un risentimento al ginocchio infortunato e operato a dicembre e così Brase ha perso il suo jolly, forse l’unico in grado di dare un apporto offensivo al di fuori del “sistema” (tanto che all’andata fu decisivo).

Il coach americano ha preso una strada opposta a quella più logica, stringendo ancora di più le rotazioni per i titolari e concedendo al secondo quintetto meno di mezz’ora sui 200′ disponibili. Una scelta che altre volte ha pagato ma che contro Reggio non è servita anche perché Brown e Woldetensae – stringi stringi – sono andati al di sotto dei propri standard e anche Owens alla lunga ha sofferto.

Varese si è così affidata soprattutto a Johnson, il più continuo seppure con percentuali non altissime, e a Ross che con il passare dei minuti è cresciuto di tono. Ma il tiro da 3 punti questa volta è rimasto un problema irrisolto: zero canestri dall’arco nel primo periodo, 6 su 28 alla fine, un miserrimo 21% troppo determinante specie sul campo di casa. Senza una delle armi predilette (e con un 15/22 dalla lunetta migliorato nella seconda metà di gara) alla OJM non è bastato un finale da cuore oltre l’ostacolo. Arrivata quasi a contatto, è stata infine abbattuta da un 4/4 ai liberi di Olisevicius, glaciale.

Uno stop in parte inatteso – ma la Unahotels era tutt’altro che da sottovalutare – che rallenta i piani playoff dei biancorossi, anche perché dagli altri campi sono arrivate solo cattive notizie. Vittorie per Sassari, Trento e Venezia in attesa di Brindisi (in casa con Scafati) e Pesaro (a Milano). Vedremo se da una di queste due uova pasquali arriverà almeno una sorpresa piacevole. E intanto si apre il fronte Reyes: se non può giocare del tutto, per la OJM il problema diventa molto serio. Sarà il momento di una riflessione su un’eventuale mossa di mercato?

PALLA A DUE

L’arrivo al palazzetto è il peggiore possibile: sul referto non c’è il nome di Justin Reyes che resta in borghese per un risentimento al solito ginocchio. Sembrava fosse della partita e invece è di nuovo KO. Il quintetto di Varese ovviamente non cambia ma le rotazioni si asciugano, al contrario di Reggio che ha l’imbarazzo della scelta e parte con Cinciarini in regia e l’ex Strautins in panchina dietro a Olisevicius.

LA PARTITA

Q1 – Johnson e Owens animano l’avvio di partita al pari di Cinciarini ma dopo qualche momento di testa a testa, Varese va in crisi in attacco e – di conseguenza – fatica anche in retroguardia. Reggio ne approfitta e piazza il break con Olisevicius che tritura Woldetensae: 0-11 di parziale ospite interrotto da due liberi di Ferrero. Briciole, e alla sirena è 14-29.

Q2 – A rompere il digiuno, come contro Verona, ci pensa Woldetensae: prima tripla biancorossa e 7 punti in fila ma il divario resta piuttosto consistente a favore della Unahotels. Se Olisevicius è meno incisivo per la difesa di Brown, tocca però a Hopkins colpire anche da fuori: Varese si riavvicina con Ross ma spreca tanto proprio con Brown, impalpabile in attacco. Markel addirittura fallisce due liberi a 3” dalla fine con Cinciarini che fa in tempo a innescare il contropiede di Strautins per il 40-49 di metà gara. Due punti che al 40′ faranno tantissima differenza.

Q3 – Il terzo periodo, se possibile, rasenta l’inutilità: dieci minuti in cui nulla cambia a partire dal modo di Varese di interpretare la gara. Servirebbe una sterzata e invece arrivano 15 miseri punti con timido risveglio di Brown, qualche giocata di Ross e poco altro (55-66).

IL FINALE

Gli arbitri danno una chance alla Openjobmetis sanzionando con due falli tecnici Lee (simulazione) e coach Sakota, con i piedi in campo a pochi passi dal tiratore (Wolde, sul ferro). Johnson sfrutta i due liberi ma è troppo poco perché nel mentre Vitali riallunga da lontano. Reggio, per la verità, perde in precisione ma è brava a non concedere alla OJM canestri in serie: quando – ancora una volta – servirebbe una spallata arrivano tiri sul ferro e palle intercettate dalla difesa. Nonostante tutto però c’è partita fino alla fine: l’ultimo minuto è interminabile e Varese torna addirittura a -4 prima e a -2 poi. Il fallo sistematico manda Olisevicius due volte in lunetta ma il lituano è perfetto: 4 su 4 a vanificare gli ultimi tentativi di Varese. Finisce 81-85 e, ahinoi, è un risultato che non fa una grinza.

Damiano Franzetti


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