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Siim Sander Vene e il sì ai biancorossi «DaTalts e Kangur parole convincenti»


simon89

Siim Sander Vene ha voglia di mettersi in luce in Italia e confermare il feeling tra Varese e l'Estonia seguendo il fortunato filone aperto da Janar Talts e Kristjan Kangur, e non teme il "metodo-Caja" nel lavoro in palestra. La 27enne ala racconta così le ragioni che lo hanno portato a scegliere il club biancorosso: «Sono un giocatore razionale che cerca di mettere in campo quel che l'allenatore chiede per migliorare il rendimento della squadra. Perchè ho scelto Varese? Ho voluto fortemente cercare un' altra opportunità in serie A dopo la sfortunata avventura a Reggio Emilia. Avevo voglia di cimentarmi con il vostro campionato che considero competitivo e stimolante; c'era anche l'opportunità del Neptunas Klaipeda, ma in Lituania ho già giocato ed ho preferito l'Italia».

Com'è la sua condizione fisica e atletica dopo i 3 mesi di stop per il problema al tallone destro?

«Fisicamente mi sento bene, l'infortunio è completamente alle spalle. Dal punto di vista atletico non sono ancora al top, ma la forma è buona. Mi manca il ritmo partita dopo quasi 9 mesi senza giocare una gara ufficiale, ma sono convinto che riprendendo il regime normale degli allenamenti sarà solo questione di tempo per tornare al massimo».

Quali sensazioni ha avuto dai primi giorni a Varese e dal debutto a Cremona?

«L'impressione è che siamo una buona squadra ma soprattutto un buon gruppo, con ragazzi ben predisposti al lavoro in palestra che si sforzano di fare quello che gli chiede l'allenatore, non soltanto fanno la faccia di quelli che lavorano. C'è grande attenzione in palestra; a Cremona ci è mancato qualcosa in attacco e in difesa, ma con l'impegno di tutti riusciremo a meritarci una posizione molto migliore».

La sensazione è che la sua conoscenza del gioco e la disponibilità al gioco di squadra la rendano perfetto per il sistema di Varese...

«E il mio modo di essere e di giocare, ed è quello che hanno cercato tutte le squadre che mi hanno voluto prima di Varese. Sono contento se questo si è già intravisto nei pochi giorni in cui sono qui; significa che sarà facile adattarmi nel contesto tecnico del gruppo».

Cosa le hanno raccontato di Varese i suoi connazionali che avevano già giocato qui?

«Ho parlato con loro prima della firma, in particolare con Janar Talts perché mi stavo allenando con lui al Tartu Rock, la squadra della quale mio padre è attualmente capo allenatore. Ho chiesto informazioni sia a lui che a Kristjan Kangur, sono stato compagno di entrambi con la Nazionale dell'Estonia, ed è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a scegliere Varese».

Kangur le ha spiegato anche l'attenzione richiesta in allenamento da coach Caja?

«Tra le informazioni che ho ricevuto dagli ex varesini c'era anche questo aspetto. Ma mi sembra normale lavorare tanto in palestra quando si gioca una volta alla settimana: avendo molto tempo per concentrarti su un solo obiettivo il tipo di intensità deve essere impostata in questo modo, curando i dettagli e i particolari che poi fanno la differenza».

Giuseppe Sciascia

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