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Stoglin: «Il mio sogno? La Nba»


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Terrell Stoglin: avreste dovuto vederlo nel recente dopo-partita contro il Cska. All'uscita dagli spogliatoi tra lui e gli americani della formazione sovietica - Weems, Pargo, Hines, Jackson -, è stato tutto un fiorire di saluti in stile rapper, battute, pacche sulle spalle e arrivederci al prossimo mese di luglio. Dove? Semplice: alle varie Summer League organizzate dall'Nba in varie città degli Stati Uniti. Il nostro, infatti, ha in testa solo una cosa: entrare a far parte del grande circo del basket a stelle e strisce. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

«La Nba è il mio sogno e ammette candidamente Stoglin -; a soli 22 anni mi sembra un po' presto per abbandonare il desiderio che coltivo da una vita. Del resto, negli anni trascorsi al College con Maryland University e successivamente proprio nelle Leghe Estive ho avuto la netta sensazione di avere le qualità necessarie per poter far parte di qualche team Nba. 
Per queste ragioni la prossima estate parteciperò ad alcune Summer League e avendo ricevuto un paio di inviti non ho ancora deciso con quale squadra scenderò in campo. Queste sono valutazioni che per questioni di opportunità, farò più avanti sapendo benissimo che conta molto la fortuna ed il trovarsi al momento giusto nella squadra giusta». 
Quindi: par di capire che Varese non rientri nei suoi piani futuri... «Non intendevo questo ma che, come già successo nelle due estati precedenti, nelle prossime settimane la mia attenzione sarà focalizzata sui professionisti americani coi quali vorrei rigiocarmi tutte le mie carte. Tutto ciò con la consapevolezza che, comunque, uno spazio in Europa potrei sempre trovarlo. Detto questo, sento di dover ringraziare dirigenti e staff di Varese per avermi offerto la possibilità di misurarmi col campionato italiano, torneo che ho trovato assai più competitivo rispetto a Francia, Ucraina e Polonia. Il rammarico, semmai, è di essere arrivato a stagione quasi finita e aver avuto poche partite a disposizione per mettermi in mostra». Terrell, dunque, già con un piede sulla scaletta dell'aereo per fare ritorno a San Fernando Valley, luogo che ha scelto per vivere, lontano dal clima desertico dell'Arizona dove, invece, è cresciuto. Ma, prima di apporre il virtuale timbro varesino sul passaporto, resta lo spazio per abbozzare il bilancio della sua esperienza tecnica in maglia Cimberio. I numeri recitano 5 presenze, 40 punti totali, percentuali non esattamente principesche (42% da 2, 35%% da 3). «È mancato il tempo adeguato e - aggiunge Stoglin - indispensabile per entrare meglio nei meccanismi di squadra. Penso di aver dato un discreto contributo, ma sono sicuro che con qualche settimana di allenamento e qualche partita in più avrei fatto di meglio in favore di una squadra che stavo iniziando a conoscere, vedi i 5 assist prodotti nella gara persa in maniera sfortunata contro Siena. Poi, un giocatore come me, sostanzialmente una guardia realizzatrice, ha bisogno di un perfetta integrazione tecnica e tattica col gruppo per riuscire ad esprimersi al massimo livello. Ed è un peccato che tutto sia finito così presto perchè qualcosa di buono iniziava a vedersi». 
Massimo Turconi [/size][/font][/color]
 

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