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Triple, difesa, energia: la Openjobmetis abbatte Trento e continua la risalita


Non sappiamo dove sia sparita la Openjobmetis impacciata, sprecona, timida di cui vi abbiamo parlato fino a qualche tempo fa. Non lo sappiamo e non ci interessa perché questa nuova versione biancorossa riesce a regalare emozioni che parevano sopite e soprattutto è capace di correre un po’ più in alto rispetto al precipizio chiamato retrocessione. Varese travolge anche Trento (88-70), riservando ai bianconeri un trattamento ancora più potente di quanto fatto con Sassari e Pesaro, intasca il terzo successo consecutivo – tutti in casa – e almeno per questa volta non chiuderà la giornata nel drappello di coda.

Ciò non significa che la lotta salvezza sia alle spalle: la bagarre è sempre molto aperta e sarebbe un errore madornale pensare di essere fuori dalle sabbie mobili con una classifica così corta. Però, dal punto di vista del morale, Varese in questo momento sta benissimo, e sta benissimo anche sul piano del gioco e dell’intensità. La Openjobmetis ha piegato una Trento che sulla carta è più potente, feroce e completa e lo ha fatto sfidandola proprio sul discorso della energia, prima ancora che su quello dei punti fatti. Non è un caso che poi, negli ultimi 6/7 minuti, il divario si sia ampliato fino a toccare il +24: quando i bianconeri sono stati respinti per l’ultima volta, le loro difese sono letteralmente crollate lasciando ai ragazzi di Bulleri lo spazio per i colpi di grazia.

Un trionfo, in fin dei conti, che dà ai biancorossi pure il 2-0 negli scontri diretti, anche se l’impressione è che Trento alla fine non resterà impigliata nella battaglia per l’ultimo posto. A firmare il tutto, la prestazione clamorosa del terzetto Ruzzier-Douglas-Beane che sono stati veri e propri motori fuoribordo. Il playmaker ha messo a referto una prova da 20 punti e 6 assist, l’esperto americano ha aggiunto 18 punti (6 bombe) arricchite da una difesa rocciosissima, una costante dell’ultimo periodo. E poi l’esterno ex Roma, sempre un po’ solista ma capace di salire nel tabellino sino a diventare il top scorer del match con 21 punti che hanno fatto ammattire la difesa di Molin.

Il tutto condito dalla nuova prestazione da stopper di Egbunu, la cui presenza continua a essere debordante in area colorata (10 punti e 11 rimbalzi) anche contro un lungo celebrato come Williams. Una situazione che permette a Scola di passare una serata “normale” e comunque produttiva.

E ora? Ora si va a Milano nel giorno di Pasquetta, appuntamento sulla carta impossibile che però potrà servire a testare ulteriormente la condizione e il nuovo assetto dei varesini, La AX Exchange ha perso, intanto, il big match con Venezia e non vorrà lasciare altro spazio alle inseguitrici, ma è chiaro che avrà un po’ di pressione sulle spalle. Serviranno miracoli, ma a quelli nel caso penseremo da domani. Oggi è tempo di celebrare un’altra vittoria davvero convincente della banda Bulleri, coach che – giustamente – oggi va applaudito dopo le tante fatiche dei mesi precedenti.

PALLA A DUE
Oltre 20mila euro di incasso per una partita senza spettatori: piccolo record per la Enerxenia Arena grazie all’iniziativa de “Il basket siamo noi” e della società chiamata “Sold out di passione” con quasi mille aderenti che hanno dato il proprio nome alle sagome-tifoso sparse sugli spalti.
A referto non ci sono particolari segnalazioni: Bulleri va con il nuovo assetto che prevede Scola da “4” accanto a Egbunu; Molin recupera Martin (non in quintetto) e si affida ai guastatori Browne e Forray e alla potenza di Williams sotto i tabelloni.

LA PARTITA
Q1 – Michele Ruzzier domina i primi minuti di gioco con i primi 7 punti di Varese che scatta forte sul 7-2 e corre sino al 15-4 mostrando i denti in difesa prima ancora che in fase realizzativa. Williams ci mette un po’ a superare Egbunu ma Trento dà segnali sul finale di quarto, 21-13.
Q2 – Gli ospiti poi esplodono il parziale a inizio ripresa con uno 0-10 che vale il sorpasso, suggellato da una tripla di Sanders. Presa una sberla però, la Openjobmetis la restituisce con un contro-break di 7-0 in cui brilla Beane, un po’ fuori dai giochi ma efficace palla in mano. Ripreso il vantaggio, Varese non lo molla sino alla pausa lunga con la Dolomiti (benissimo Sanders) sempre incollata: il divario del 20′ (41-36) arriva da due triple di Douglas, poi sfortunato sull’ultimo tiro sputato dal ferro.
Q3 – Un passo alla volta, la marcia di Varese si fa importante. Certo, c’è da soffrire perché Morgan mette in croce Strautins e riavvicina i suoi (46-43), però i biancorossi rispondono ai colpi ospiti con un cameo di Scola e qualche folata dei due esterni USA, Douglas e Beane, sempre più in partita e nel frattempo sporcano le percentuali trentine mettendo nel frattempo le mani sulla lotta a rimbalzo. La terza sirena risuona sul 62-50 e lascia spazio a un certo ottimismo.

IL FINALE
La Dolomiti però non si arrende e replica proprio con il suo capitano, Toto Forray, autore dell’ultima carica della cavalleria ospite. Passata la buriana (2-8 di parziale dopo un cesto iniziale di Beane) Varese però riprende in mano la partita e questa volta in via definitiva. Anche perché, quando Trento comincia a barcollare e a forzare dall’arco, i biancorossi scelgono di dare il colpo finale con i lunghi. L’assist di Beane per l’affondata di Morse è solo l’aperitivo, poi sarà Egbunu l’uomo più cercato e a quel punto i bianconeri chiedono la resa. La OJM tocca anche il +24 con un paio di pezzi di bravura dall’arco di Douglas, poi regala qualche punto a Williams che arrotonda le statistiche. Ma quella che più conta è il risultato finale: 88-70. Olé.

Damiano Franzetti


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