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Varese cuore e testa fa tremare Milano


simon89

La Varese operaia sfiora il colpaccio sul campo della corazzata EA7. Nonostante l'enorme differenza di tonnellaggio a livello fisico (ed economico), la truppa di Caja si gioca il finale in volata facendo leva sull'identità corale tanto apprezzata in precampionato. Alla fine conta il risultato, e i biancorossi escono dal Forum a mani vuote a dispetto dell'intensità profusa per 40': il rimpianto principale è per il 10 su 20 ai liberi che in una gara persa col minimo scarto è fatalmente determinante, soprattutto perché i ferri in serie li hanno collezionati anche specialisti come Waller e Ferrero.

Ma può una sconfitta aumentare comunque fiducia ed autostima? È la domanda che tutto l'ambiente di Varese si pone nel dopogara di Assago: il perentorio "si" pronunciato da Attilio Caja in sala stampa è condiviso da giocatori, dirigenti e tifosi. Perchè Ferrero e compagni, trovando quel ritmo balistico mai mostrato all'esordio contro Venezia (11/25 da 3 contro il 2/21 di domenica scorsa), mostrano che il sistema basato su circolazione di palla e suddivisione dei compiti (4 in doppia cifra e 9 a referto) può pagare dividendi anche contro una squadra di Eurolega. Alla fine Milano la vince con il talento dei singoli, vedi gli assalti al ferro di Goudelock (letale nel ricacciare indietro la prima rimonta biancorossa) e il mix di giocate di talento di Theo-dore, leader non solo emotivo ma anche tecnico che produce i 7 punti decisivi nel rush finale. Al contrario Varese non trova il suo stoccatore nel momento di raccogliere i frutti del lavoro corale: Wells mostra confortanti segnali di ripresa dopo l'esordio, ma il 4/13 al tiro è rivedibile al pari delle padelle di Waller (partito fortissimo ma poi spentosi alla distanza) quando il pallone scottava. Tra le note positive, c'è invece la tenuta del reparto lunghi, con Cain che ancora non brilla in attacco ma si fa sentire dentro l'area, e Hollis che sale di tono alla distanza confermandosi l'elemento di maggior qualità nel quarto periodo quando oltre al collettivo serve la classe.

Il bottino delle prime due uscite impossibili contro Venezia e Milano rimane comunque il prevedibile zero che si poteva stimare già il giorno dell'uscita del calendario a fine luglio. Però rispetto alla prima casalinga al PalA2A, il piglio più convincente - quantomeno sul piano del rendimento offensivo -mostrato dalla squadra di Caja è decisamente confortante in vista dei test contro Cantù e Brescia (forse le rivelazioni più eclatanti del secondo turno). La Varese del Forum è molto più simile, a quella del 9-2 in precampionato rispetto a quella stoppata dal ferro di Masnago in occasione dell'esordio casalingo. Certo ieri Ferrero e soci non avevano niente da perdere contro un'EA7 ancora in divenire: out Abass e Pascolo oltre ai 4 stranieri del turnover obbligatorio. Però la capacità di reggere l'urto fisico contro un'avversaria più stazzata, e la fiducia nel sistema mostrata in occasione della rimonta dal meno 12 del 27' con la scossa dei giocatori più umili della panchina, sono gli aspetti più positivi della gara di ieri sera. Ora Varese è pronta ad iniziare il suo campionato, partendo dal derby contro l'esplosiva Cantù dei sei stranieri: la sfida di lunedì prossimo tra l'organizzazione biancorossa e il talento brianzolo sarà un altro test verità.

Giuseppe Sciascia

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