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Vitucci torna a Venezia « Un pizzico di emozione»


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Una partita senza quel pathos legato alla classifica tra due squadre che si misureranno in un antipasto dei quarti playoff al via da venerdì prossimo. Per Frank Vitucci (foto Blitz) la trasferta di domani a Venezia che chiude la regular season della Cimberio (già certa del primato in classifica e dell'incrocio con l'Umana ottava classificata) è una sorta di "gara zero": «Sarà una partita un po' strana per entrambe le squadre: potremmo definirla "gara zero" in attesa dell'inizio della serie playoff, ma in attesa delle sfide che conteranno veramente cercheremo di giocare una partita comunque seria per mantenere la giusta mentalità e provare delle cose in funzione di quelle che saranno le partite importanti. Di sicuro non voglio un approccio balneare per il rispetto che dobbiamo al nostro pubblico».

Il tecnico della Cimberio vuole vedere una squadra concentrata anche in occasione di una trasferta priva di stimoli di classifica: «Difficile individuare particolari chiavi tattiche, più probabile che conteranno gli scontri individuali: la gara di domani servirà per annusarsi e prendere le misure. Visto che parliamo di Venezia viene facile dire che sarà una partita in maschera, però noi giochiamo sempre per vincere e dopo aver eguagliato a quota 23 il record di vittorie nei campionati a 16 squadre ci teniamo a ritoccarlo a quota 24…».
Ancora da valutare l'utilizzo di Polonara, comunque tornato a lavorare in allenamento con la squadra, così come l'europeo che resterà in tribuna (se l'ala di Ancona non sarà al meglio potrebbe toccare a Sakota, altrimenti l'indiziato dovrebbe essere Rush): «Achille sta benino ma non ancora benissimo, cercheremo di capire tra oggi e domani quanto ci potrebbe dare ma soprattutto quanto varrà la pena di chiedergli in partita. Certo dovendo fare le scelte sugli europei il rischio è quello di essere ancora sbilenchi nel reparto lunghi; deciderò comunque all'ultimo chi resterà in tribuna».
Il tecnico biancorosso divide intanto i meriti con squadra e staff per il recente premio di "coach of the year": «Ringrazio quelli che mi hanno votato ma soprattutto i miei giocatori perché è merito loro se stiamo esprimendo un basket così brillate. Qualsiasi allenatore se non ha materiale e uomini di valore fa fatica, ma in generale i riconoscimenti individuali e le buone statistiche personali sono frutto della compartecipazione, di un lavoro corale. E comunque è un premio che divido volentieri con il mio staff».
Di sicuro però al venezianissimo Vitucci, promosso in serie A1 con la Reyer nella stagione 1995/96 appena prima della chiusura dell'attività del club, non mancheranno le motivazioni in occasione del ritorno a casa: «La cosa curiosa per me è che sarà la prima volta che torno a giocare al "Taliercio" da quel 2 giugno 1996; rispetto ad allora la squadra di casa ha cambiato le panchine, dunque andrò nuovamente su quella che allora era la mia. Certo da allora la nuova società ha migliorato molto e abbellito la struttura; ma almeno all'inizio ci sarà un pizzico di emozione. Meglio però rompere il ghiaccio in gara-zero: così nei playoff sarò pronto…».
Giuseppe Sciascia

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